mercoledì 2 maggio 2018

Il lavoro e le non voglie.

Passati altri giorni, in questo ponte di primavera.
Ormai si accumulano le pagine nella mia testa, riflessioni, spunti e poi, tutto scivola nell'oblio.
Nel tempo libero ora c'è anche _civa e quando siamo insieme non scrivo  né leggo questo diario, che rimane un mio luogo intimo, riservato.

Ho dato le dimissioni, al lavoro. Tornerò a lavorare con un nucleo di specialisti, eravamo insieme nell'azienda precedente, prima che andasse incontro al fallimento per crisi di espansione mondiale e scarsa liquidità. Mi rivogliono. Così tornerà ad un lavoro a livello di eccellenza, tra lo scientifico e l'ingegneristico, con attenzione alla qualità totale, come io amo. Eccellenza, architetture ardite, lavorare in cima al mondo.

Io e _civa abbiamo passato qualche giorno insieme. Tutto sommato abbastanza bene. Ella viene da me, io sono consapevole di questo suo credito, cerco di trattarla bene, cucino, la chiavo per bene, le faccio trovare una casa pulita, programmi belli e rilassanti. E una casa bella, ordinata, linda.
E qui ci sono problemi. Perché non di rado ella è... rozza, pressapochista e disordinata.
Si era appoggiata con la crapa su una tela di una mia amica scultrice, danzatrice e pittrice, poi con gli scarponi sulla cesta della biancheria, pentole sul fuoco e poi va a letto, prende gli oggetti, li usa e li lascia lì in mezzo, etc. Si innervosisce se la riprendo. Ma io sono egoista e non ho affatto voglia di starle dietro a finire ciò che ella non finisce, a pulire dove lascia sporco, a badarla.
Perché avere standard sciatti, mediocri? Io sono già stracarico di lavoro non ho voglia né tempo di aggiungerne altro.
Mi risponde, a volte, come una bambina viziata e immatura, che non c'ha voglia. Ah, grazie al cazzo, se c'è il domestico a servire... Sono stato molto franco con lei. Se dobbiamo stressarci a vicenda, meglio stare da soli che è più semplice.
Anche oggi sono tornato a casa alle ventuno passate, ho voglia di stare in una casa bella, curata, linda, ordinata, non ho tempo per deincasinarla, pulirla etc. per le sue non voglie.
Il lavoro, come tutti, se è fatto bene aumenta la qualità della vita e diminuisce in quantità.
A volte devo ripetere delle ovvietà.
Il problema di un certo pressapochismo sciatto, in certi ambiti, era un problema anche per l'azienda con la quale collaboro ora.



19 commenti:

  1. In effetti trovo anche io che non rispettare la casa altrui sia poco educato. Purtroppo quando si abituano troppo bene le persone poi danno le cose per scontate...io da tempo non invito più volentieri persone dell'altro sesso in casa per lo stesso motivo. Avere il comodo senza sforzi anche no.

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    1. A me piace prendermi cura delle persone che sono importanti e di farlo bene in ambienti di pregio.
      Purtroppo questo richiede attenzione, precisione, impegno, qualità. Direi che non sono prodotti di massa.

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    2. Appunto, se una persona dedica tempo e sforzi per creare un ambiente bello e confortevole e l'altro/a non apprezza, lascia disordine, in due parole se ne frega io non faccio più venire a casa la persona...ci si vede fuori e così si si risparmia tempo in pulizie ecc.
      A meno che il fatto che lei si conceda sessualmente sia per te sufficiente a passare sopra certe mancanze di rispetto per la tua casa e i tuoi sforzi. A questo punto, do ut des.

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    3. Quel "si conceda" dice tante, tante cose sul modo in cui ancor oggi si intendono i rapporti tra uomo e donna. Pensieri e atteggiamenti che vorrei sparissero dalla circolazione, per coerenza. Oppure, in alternativa, che per coerenza sparissero dalla circolazione i loro opposti. Ritengo improponibile la pretesa oggi molto diffusa che possano coesistere una cosa e il suo contrario.

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    4. Spirita, ci sono i due piatti della bilancia: la storia ha senso finché il piatto dei pro sta in.basso.
      In nessuna storia, penso, il piatto dei contro, è vuoto.

      Messer Pigiatasti, io ritengo che solo le storie con un Do ut des chiaro, equilibrato siano sane e possano andare avanti.
      Tra il dare e avere l'eros è tra le cose fondamentali per una coppia. Altrimenti che differenza cicsarebbe con un duo di amici, soci, goliardi, avventurieri , etc. ?

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    5. Dalla tua risposta non riesco a capire se son riuscito a spiegarmi oppure no. Ci riprovo. Intendevo dire, più semplicemente, che in una relazione sana si dà e si riceve entrambi anche quando si parla di sesso, non esiste che ancora oggi si dia quasi per scontato che lei "si concede"! Ovvero, al netto di situazioni più o meno morbose, lei "si concede" esattamente tanto quanto lui, quel che guadagna o perde l'uno, guadagna o perde pure l'altro. Diversamente cos'è? Prostituzione imbellettata?

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    6. Mrkey non capisco la tua indignazione per il fatto che la donna si conceda o meno.
      Le donne hanno sicuramente voglia quanto gli uomini ma come ben sai il sesso è vissuto in modo diverso. Moltissime donne, che a te piaccia o meno, usano il sesso per ottenere altro. Posizioni, favori, soldi. Tanti matrimoni sono basati su questo, purtroppo è a mio parere le vere puttane non sono quelle che trovi per strada o sugli annunci ma quelle che si sposano per "sistemarsi".
      Altro discorso è l'amore, unico caso in cui questo genere di considerazioni non ha alcun senso. E meno male
      direi. Non mi sembra tuttavia che qui si parli di amore ma di una relazione tra adulti, quindi che si conceda o meno non vedo questo grande problema.
      Ad ogni modo non era questo il punto del discorso, bensì il fatto che a mio parere non sempre la contropartita giustifica le mancanze di rispetto. Ma questa appunto è la mia opinione e se all'Uomo va bene continuare le ospitate nonostante tutto sicuramente avrà valutato che la cosa ha dei vantaggi anche per lui.
      Saluti

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    7. SpiritoLibero: "Moltissime donne, che a te piaccia o meno, usano il sesso per ottenere altro. Posizioni, favori, soldi. Tanti matrimoni sono basati su questo, purtroppo è a mio parere le vere puttane non sono quelle che trovi per strada o sugli annunci ma quelle che si sposano per 'sistemarsi'."

      Mi trovi d'accordo, ne conosco un sacco. Meno frequente, ma non irrilevante, il caso dell'uomo che si 'sistema' tramite matrimonio. Conosco anche alcuni di costoro. Essi "si concedono", evidentemente, eppure non è uso dirlo, è "sconveniente" e se lo fai ti guardano strano o reagiscono malamente. Eh, gli scherzetti della cultura (cioè dell'assuefazione indotta in tenera età a certi modi d'essere e di pensare, eletti a "normalità" senza troppo rifletterci su).

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    8. Sul "Do ut des" siamo d'accordo.
      Le donne belle che si "sistemano" fanno una cosa assolutamente naturale, etologica. Avvenenza, bellezza sono ogetto di scambio come altre.
      Tu hai soldi/potere e io sono gnocca.
      Il mondo è SEMPRE stato cosI.

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    9. Oltre a essere gnocca (o gnocco) hai la stessa dignità di un'attinia ancorata alla schiena del "suo" granchietto, ma basta non dirlo, far finta di niente e tutto va a posto.

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    10. Il mondo ci ha anche offerto perle come quella che segue, che è addirittura la parola di Dio in persona.

      Se un uomo avrà un figlio testardo e ribelle che non obbedisce alla voce né di suo padre né di sua madre e, benché l'abbiano castigato, non dà loro retta, suo padre e sua madre lo prenderanno e lo condurranno dagli anziani della città, alla porta del luogo dove abita, e diranno agli anziani della città: Questo nostro figlio è testardo e ribelle; non vuole obbedire alla nostra voce, è uno sfrenato e un bevitore. Allora tutti gli uomini della sua città lo lapideranno ed egli morirà; così estirperai da te il male e tutto Israele lo saprà e avrà timore.

      Per dire.

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    11. Basta non dirlo.
      Anzi, in questa epoca i vincitori si arrogano pure il diritto di imporre una loro presunta morale.
      Se la smettessero di trombonare (alle feste della sottomissione come il 25 aprile) sarebbe mwno peggio.

      MKS non ti arrabbiare se le veneri vanno con i ricchi e potenti. Tu puoi seguire altre strade, no?!

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  2. In bocca al lupo per il lavoro.

    Per il resto, siamo tutti diversi.

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    1. Crepi il lupo!
      Grazie Lorenzo.
      Per me la diversità ha, come tutte le cose, pro e contro.
      Il problema è quando i contro impattano su di me e/o superano i pro.

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    2. UCoso, lungi da me la psicanalisi ma hai pensato che te vuoi l'eccesso, la trasgressione, in un contesto d'ordine maniacale? Guarda come siamo differenti, io invece sono relativamente interessato e insieme disinteressato un po' a tutto. Guardavo la bicicletta che è tutta impolverata. La pulisco? Ma chisse...

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    3. Però se tocchi la mia bicicletta da 120 euro più 16 di cavalletto, ti spezzo le dita.

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    4. La trasgressione non può esistere senza ordine, senza la disciplina.
      Nel caos, nella sciatteri non c'è trasgressione, c'è solo disordine in più.
      L'arbitrio sta proprio nel discernere tra la quotodianità -disciplina - ordinarietà e lo extra-ordinario.
      Invece la tendenza (stupida) è wuella di inseguire lo extra ordinario.
      Gli SUA hanno il diritto "alla felicità" nellabloro carta principale: ma non c'è alcuna felicità senza afflizione/tristezza/dolore.
      E' la filosofia bacata della "lotta al male " dei.monoteismi.
      Milioni di islamici con lactesta farcita della loro cacca che vanno alla Mecca actirare una pietra al demonio.
      Una sorta di antagonismo che produce esattamente il contrario, un tumore demografico violento, barbaro, malefico e maligno.
      Mi sembra proprio uno dei molti casi nei quali si nega la realtà dipolare,cdual delle cose.

      Bici con quei prezzi hanno componentistica scademte: è vero?

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    5. La trasgressione che non esiste senza ordine è uno dei centomila paradossi di cui ti circondi, UCoso.

      E' palese che appena trasgredisci, ogni volta che trasgredisci, vai a ridefinire l'ordine delle cose. In teoria chi vive di trasgressione deve essere anti-convenzionale, "bohemien", se ti serve un riferimento storico/culturale.

      Il borghese che va con la serva di nascosto alla moglie e chiusa la porta alle spalle mantiene il "decoro" inappuntabile, non trasgredisce una beata fava se non il suo stesso micro-codice, aprendo e chiudendo la PARENTESI in termini che gli sembrano ACCETTABILI.

      Non ha nessun senso ma va bene, fintanto che te la canti e te la suoni o la canti e la suoni a qualcuno a cui piace.

      Tutto quello che viene venduto oggi ha componentistica RELATIVAMENTE scadente, anche gli oggetti del "lusso". Auto tedesche che avevano la fama di essere eccessivamente ingegnerizzate, per cui il bottone dell'alza-cristalli veniva fabbricato in lega di teutonio e premuto per prova dieci milioni di volte, oggi sono messe insieme in fabbriche piazzate in culo al mondo con pezzi fabbricati da terzisti indiani che sono strozzati dalla "marca" con richieste continue di abbassamento dell'offerta della fornitura di bottoni (e motorini, e levette, ecc).

      Viviamo nell'epoca in cui TUTTO è usa-e-getta. Dove il ciclo usa-e-getta deve essere più convulso possibile per la famosa "crescita" (ovvero ogni anno devono immatricolare sempre più auto tedesche di cui sopra).

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    6. Personalmente io reagisco allo "usa-e-getta" che mi viene imposto in due modi, cerco di usare gli oggetti il più a lungo possibile e cerco di essere più "leggero" possibile nella quantità e numero di oggetti che compro/uso.

      Non compro un computer più potente di quello che mi serve e ci metto sopra il software che decido io e solo quello. Non compro una bicicletta più attrezzata di quello che mi serve e deve avere l'impronta strettamente necessaria, se per andare al parchetto mi basta il freno in gomma che struscia sul cerchione non compro certo una bici col freno a disco.

      Se e quando mi serve un certo tipo di "performance", studio l'oggetto che risponde a questa esigenza in modo che sia più esattamente calibrato possibile, ne più ne meno.

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