giovedì 28 giugno 2018

Mi sembrano... ferie!

La prima settimana di ferie è andata. Sto progettando la mia cucina che è lì, in stato provvisorio, da soli sedici anni. Del resto, voglio che sia funzionale, bella (come piace a me) e con alcuni pezzi unici, artigianali. E' stata provvisoria perché... non ho mai avuto tempo per 'sta cosa. Beh, ora ho ancora due mesi per mandare avanti questo progetto e la sua realizzazione.
Ad aprile è andato a fuoco un altro coperto (ventilato),  a un paio di centinaia di metri da me, passati quattro anni da quello del vicino, stessa impresa di costruzioni. Mmh, c'è qualcosa che non va, le probabilità che siano fatti indipendenti è... pressoché nulla. Così ho fatto eseguire un'ispezione (in parte distruttiva) e ho verificato ciò che temevo: lavoro fatto alla culo, con la canna di metallo a pochi millimetri dal legno e un tentativo ridicolo di isolamento con un po' di lana di roccia e... carta (*) !! Aspetto una relazione dall'artigiano e poi la girerò ai Vigli del Fuoco, bisognerebbe allertare il vicinato. Case pagate a peso d'oro (**) negli anni della più bieca, tumorale speculazione edilizia fatta da cialtroni, incompetenti, delinquenti che, attirati dalla patologica massa di denari che girava intorno al cemento, si sono improvvisati da tecnici biologi di laboratorio a piastrellisti, da barellieri a carpentieri, da baristi a lattonieri e fumisti. All'ultimo giro hanno salvato uno che dormiva, era già stordito dai fumi e lo hanno schiaffato in camera iperbarica.
Un caso interessante, paradossale in cui costi esorbitanti portano a qualità infima.

Lavoro abbastanza intensamente. Ciò nonostante, rispetto ai ritmi forsennati degli ultimi due anni, mi sembra ... di essere in ferie. Anche solo le due ore abbondanti di trasferimenti da casa al lavoro e ritorno, sono due ore e rotti di lusso-tempo in più al giorno.
Stare quassù durante la settimana, poi, quando quasi tutto il vicinato è via, mi permette di godere una cosa bellissima ovvero il silenzio.
Poi quest'estate, ancora fresca, mi dà anch'essa una sorta di felicità termica.


9 commenti:

  1. Lana di roccia (o lana di vetro) su strato di carta, isolante per pannelli in cartongesso, ad esempio, non per canne fumarie (in tal caso la lana di roccia è aggregata da / è su uno strato di alluminio, insomma un materiale duttile ma non infiammabile).

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  2. Quando acquistai sulla carta la ristrutturazione del vecchio fienile che sarebbe iniziata da lì ad un anno/anno e mezzo, dopo alcuni mesi, il figlio immobiliarista dell'impresario iniziò ad insistere che io recedessi dal preliminare ("Quel posto è scomodo.", "Non va bene per un singolo.", "Stia tranquillo, le restituiremo tutto, senza alcuna penale". ecc).
    Ero riuscito a stipulare il contratto qualche mese prima dell'inizio dell'esplosione speculativa dei prezzi (con la devastazione edilizia uno dei regali dell'euro) e il furbastro già aveva snasato che avrebbe potuto pomparli se fosse riuscito a cambiare acquirente.

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  3. Se io diventassi imperatore, farei demolire tutti gli edifici anteriori gli anni '80, salvo quelli di particolare interesse storico.

    A questo punto mi si dirà che le famiglie hanno investito le proprie ricchezze nell'acquisto delle case.

    D'accordo, bisogna trovare una soluzione a questo problema dei problemi, ovvero che le case hanno un "valore di mercato" di X ma hanno un valore materiale pari a zero, se non negativo perché demolirle in realtà costerebbe un tanto.

    Passavo ieri sulla strada che segue la ferrovia lungo la linea Monza - Villasanta - Arcore. Una distesa ininterrotta di casacce orrende, la maggior parte risalenti al "boom economico", agli anni Sessanta e Settanta, in più costruite in evidente economia, che solo i poveri andavano ad abitare vicino ai binari.

    Ovunque mi giro, vedo molta più bruttezza che bellezza. Non solo in estensione e profondità ma anche in "forza", le cose belle sono piccole e si vedono poco, quelle brutte sono urlate, colori assurdi, forme intricate e sono piazzate sempre in mezzo alle palle.

    Questo mi porta ad amare considerazioni sulla "qualità umana media", che questi edifici orrendi, questi stradoni desolati, qualcuno li disegna e qualcuno ci abita.

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    1. Prego notare che c'è gente il cui lavoro dovrebbe essere la pianificazione territoriale e il controllo non solo del rispetto delle normative tecniche ma anche della "qualità architettonica" dell'edificato. Possiamo scegliere tra "incompetenti" e "conniventi".

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  4. Un post che in realta' comprende molti argomenti. Mi assesto su uno soltanto, l'importanza e bellezza del silenzio.
    E' stata una settimana parecchio rumorosa, ma da un po' ormai apprezzo questa bellissima dimensione che e' il silenzio (ancor meglio in solitudine). Devo dire che non riesco piu' a farne a meno, mi rilassa lo spirito e straordinariamente mi svuota la mente.

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    1. Il silenzio è fantastico.
      Ormai è una rarità.
      Molte persone si rintronano sempre di musica, ad esempio.
      Mai capito questa cosa.
      E' il corrispondente acustico della solitudine, una parte fondamentale del ben vivere, del ben-essere.

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  5. Incidentalmente sto cercando casa.
    Allora, primo, non costruiscono.
    Secondo, non costruiscono appartamenti piccoli perché costano troppo rispetto alla superficie, dato che accollano le "parti comuni".
    Terzo, le case esistenti sono mostruose.
    Sono case che affacciano sull'autostrada, sul viale trafficato e quando dico affacciano intendo che apri la finestra e stringi la mano al conducente.
    Case col bagno "cieco", senza finestra. Col letto nella stessa stanza della cucina e del divano. Con le pareti curve perché a qualcuno piaceva l'idea di fare un tondo.
    Case con due finestre accostate nell'angolo della stanza, dal pavimento al soffitto, con appoggiato contro il termosifone. Si, vetro e termosifone.
    Ho visto una casa bellina, strano. Passo il giorno dopo e sento un casino pazzesco, erano le moto che giravano dentro l'autodromo di Monza.
    Sorvolo sulle case postbelliche lungo la ferrovia di cui ho già detto.
    Insomma, è un mondo tra il miserabile e il pazzo.

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    1. Milioni di persone che brulicano come formiche e vivono tutti in case cosi. Tranne i pochi che si possono permettere la "villa", di cui ne esistono però due varianti.
      La "villa" vera, col parco e la casa in mezzo.
      La "villa" che in realtà è un appartamento su due o più livelli accostato ad altri in un edificio "a schiera", cioè o affaccia sulla strada o affaccia su un'altro edificio "a schiera". Se sei fortunato affaccia sul cimitero, che significa area di rispetto di un tot metri col verde.

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    2. Ieri fonisco mella costipazione LU - PT - PO - Fi e, nonostantqe fosse lunedì, incappo in un ingorgo senza fine, un incidente aveva fattpe collassare il traffico do tutta quella parte della provincia.
      Migliaia milioni do persone accatastate, capannoni villrtte svincoli strade condomini negozi bicocche fabbrixhe parcheggi officine villette viadotti ferrovie tralicci discariche cineserie distributori case a schiera mobilifici poderi accerchiati rotonde opifici cadenti econostri uain shop oggetti uan cio mei stazioni pattume piazzole strade provinciali tangenziali secanti sovrappassi scatolifici sale giochi ipermercati inceneritori distillerie campi plasticati autostrade.
      Avevo attraversato da Cascina a Fucecchio .la periferia della val d'Era,.non pensavo che la capannonizzazione e l'edilizia ciarpame della provincoa di Rovigo potessero avere di peggio e l'ho trovato, il peggio.
      Passo a visitare Vinci, scendo dal Monte Albano emi ritrovo nel collasso viabilistico del tumore.
      Code infinite nella Grande Bruttezza accatastata senza fine.
      Anche tornare il lunedì sera non mi ha salvato.
      Caldo infernale.
      Zanzare.
      Plastica.

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