martedì 19 giugno 2018

Mille milioni

Eravamo in sette domenica. Ero un po' scettico per la presenza di due donne, _civa e un'amica tanghera che temeva fatica e scoscendimenti e così avevo previsto una proposta modulare, un anello che avrebbe potuto essere accorciato in molteplici punti. E invece, aggiungendo un pezzo alla volta, è stata una camminata di varie ore, scoscendimenti compresi. La fatica è, in primis, mentale: è la mente che oppone resistenza al movimento.
Giornate di estate bella italiana, quella dell'anticiclone delle Azzorre. L'Appennino deflagra di mille milioni di verdi brillanti, di mille milioni di fiori (a questo giro ginestraccio, erica, ranuncolo, botton d'oro, croco nelle zone appena abbandonate dalla neve, sassifraga, genziana minore, genziana di Koch (poche), genzianella.
Si vede, eccome, che dopo due anni di siccità è nevicato e piovuto molto. Che strafigata!




10 commenti:

  1. Mi fa strano vedere montagne senza alberi.

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    1. Voglio dire, io per trovarmi allo scoperto di solito devo salire sopra i 1600-1700 metri. Chissà se poi li curassero attivamente, gli alberi, invece di limitarsi a farne legna quando gli gira.

      Cosa ho imparato in questi giorni sul bosco.

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    2. Causa siccità (estiva e non solo) E vento, la quota limite della vegetazione, in Appennino settentrionale, è di 7/800 metri inferiore a quella delle Alpi: circa 1600/1700 msldm invece di 2000/2400 msldm.

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    3. Non è che han fatto legna. Ovvero, non lo è certo negli ultimi cinquanta/sessanta anni.
      I boschi sotto sono vigorosi, floridi, fitti.
      Sopra ci sono mirtilleti e prati.
      Domenica ho visto alcuni mughi e un larice tutti massacrati dal vento (nelle mezze stagioni) e dalla siccità (nella stagione calda). Sono stentati, poi crepano. A primavera vengono piallati dalle slavine: sotto vedi, al margine del bosco, abeti e faggi massacrati dalle (piccole, ma non sempre) slavine che si formano sui pendii erbosi.

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  2. Dovrei fare da Ortonovo a Castelpoggio, 11km , ma sono perplessa. Però tentata.

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    1. Guarda che in piano 10km li fai in un battibaleno, io li faccio corricchiando, le salite si misurano col dislivello tra partenza e arrivo. Immaginati di fare 1km di scale.

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    2. Noi siamo progettati per climi subtropicali, quindi resistiamo molto meglio al caldo che al freddo. Basta bere e prendersela con calma. Poi, una cosa che molti non capiscono è che le cose si fanno alla mattina presto, non alla mezza.

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    3. Nelle ore centrali della giornata ora è sconsigliato mettersi a camminare, termicamente troppo impegnativo.
      A maggior ragione nel caso dovesse tornare quel merdoso gobbo di Algeri (anticiclone merdafricano) con le sue temperature di cinque, sei o sette gradi in più.

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    4. Mattina presto oppure più avanti, da settembre in poi.

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