Così inciampi in questi relitti di borgo, di
vite umane e di bestie. Leggi il segno del tempo che fugge, le speranze, in vite aspre, nei Santi, nella Madonna.
Istruzione per i piccini, numerosi a quei tempi, seconda metà dell'Ottocento, parte della poderosa crescita demografica certezza per fame, miseria ed emigrazione, guerra, preghiere per ciò, spesso gramo, che li aspettava.
Anche se domenica era giornata di sole, colla bellezza straripante dell'Appennino a circondarci nella nostra camminata, quell'inciampo mi ha lasciato pensieroso, a meditare.
Le porte sono chiuse, i comignoli non hanno più il loro pennacchio di fumo.
La casetta però risplende tra un cielo azzurro e la neve candida. Nonostante l'abbandono, è meravigliosa!
RispondiEliminaIl paradosso è che luoghi di bellezza straordinaria si desertificazione mentre i formicai-degrado urbani crescono senza limite.
EliminaLa desertificazione è scelta politica visto che Italia è altre nazioni europee hanno deciso
- di sacrificare l'economia delle zone rurali che significa agricoltura e zootecnia
- di non contrastare il tumore urbanismo.
"relitti di borgo" splendida e accurata immagine..
RispondiEliminaGrazie, signor Battaglia. Mi fa piacere che abbiate gradito.
EliminaBuondì
e poi l'antenna della tv sul comignolo della cucina
RispondiEliminaAltro paradosso: l'arrivo di comodità e strumenti, logistica, etc. ha svuotato interi centri abitati delle zone rurali.
EliminaAltro paradosso: l'arrivo di comodità e strumenti, logistica, etc. ha svuotato interi centri abitati delle zone rurali.
EliminaLuoghi fantasma che possono ancora raccontare molto.
RispondiEliminaGià questa foto ha saputo farlo.
Vicino a quel borghetto altri, delle perle di bellezza, risalenti al XIV secolo.
Eliminaquesti borghi abbandonati sono tristi ma almeno sono ancora in piedi e saldi nelle mura. Nella "mia" collina, la Serra, in Canavese, trovi, nelle radure tra i boschi di betulle, resti fatiscenti, muri diroccati in pietra, qualche residua suppellettile, di un piccolo borgo, gente che lì viveva fino a un secolo fa, uno spettacolo davvero triste.
RispondiEliminamassimolegnani
Signor Legnani
EliminaIl borghetto non e' (ancora) abbandonato nel senso che si anima nella bella stagione. La maggior parte di quegli edifici sono diventati seconde case. Da tempo i nipoti, i bis-nipoti di coloro che emigrarono nel Dopoguerra, sono inurbati.
Cio' che descrivete e' il destino dell'Italia rurale, dovuto a scelte politiche che hanno deciso di sacrificare l'economia del rurale ovvero il settore primario a favore di quello secondario e terziario.
Le persone non stanno piu' in campagna perche' agricoltura e allevamento non forniscono piu' redditi dignitosi, sufficienti.
Si pensi all'ultima jattura, la distruzione di migliaia di ettari di campi e relativa produzione per l'installazione di sistemi fotovoltaici.
Tanto siamo un enorme gigante dai piedi di argilla che importa cibo dall'estero.
Nella colonna borghi abbandonati qui a destrra un paio di esempi di borghi veramente abbandonati in Appennino emiliano.
Lo spettacolo e' triste perche' vediamo cioo' che riteniamo solido e duraturo, le case, degradarsi velocemente, una sorta di Memento Mori architettonico, edilizio.
Buondi'