Esistono storie che sono interessanti. La pellicola di De Costanzo racconta bene una di queste. Un esempio di ecologia della umanità. Paradossalmente, ancora una volta, l'ecologia demolisce, smonta vezzi, luoghi comuni, ideologie che inquinano anime e spiriti. Ad esempio, qui, la critica che io ho percepito, è a un - come dire? - un buonismo lassista, dell'ozio, ostile a impegno e fatica, così in voga nel progressismo, nei sinistri dirittismi.
Qui il lavoro, la ergo-terapia, quella del cucinare (del distribuire il vitto, Fantaccini) riavvicina gli opposti, smussa gli spigoli, lenisce. Ozio padre dei vizi. Forse non vale l'opposto, il lavoro non è detto che sia padre delle virtù, sicuramente è condizione necessaria ad esse. Lo erg-astolo dovrebbe consistere anche nel lavoro col quale il reo risarcisce la società e si emancipa, migliora.
Paradossalmente, ancora, emergono i danni concettuali, ideologici, morali, spirituali di quella nefandezza, aberrazione del reddito di fancazzanza. Perfino in un penitenziario, luogo di concentramento dei crudeli, cattivi, malvagi, il lavoro lenisce, aiuta, pulisce, migliora prima il cibo (scadente, rifiutato dai detenuti - ciò che no n richiede impegno, fatica, lavoro, è mediocre, vale poco), poi i rapporti umani. Il lavoro in un luogo dove la fancazzanza, l'ozio è e uno dei maggiori problemi e una pena temporale, cronologica in sé e... un diritto (si mangia gratis e quindi male).
Una bella storia, di umanità e di ecologia (peraltro realizzata molto bene per scenografia, colonna sonora, fotografia, ruoli).
Stai banalizzando un discorso complicato.
RispondiEliminaDovrebbe essere risaputo che per millenni il "lavoro" era pensato come una maledizione, una punizione, decisa dagli Dei a danno di gente brutta dentro e fuori. Di converso, chi non doveva lavorare evidentemente godeva del favore divino ed era bello e buono.
Questo modo di pensare è durato fino alla metà del Settecento quando si è imposta una nuova "classe", la famosa Borghesia, che non si collocava ne tra l'apice della società, tradizionalmente aristocratici guerrieri e sacerdoti ne tra la base, contadini semi-servili e operai salariati. La Borghesia doveva ribaltare tutto e nel prendere il comando doveva anche produrre una sua ideologia, quella appunto del "lavoro che nobilita l'uomo". Il "lavoro" non è più una maledizione divina, è l'opposto, un dovere personale, familiare e sociale, da cui il famoso articolo della Costituzione che fonda l'Italia sul "lavoro" (che non è appunto un "diritto" ma è un "dovere"). Si, anche la dottrina di Marx è prodotto della rivoluzione borghese, non certo di quella proletaria, il Proletariato è solo messo sotto tutela. Apparentemente la Lotta di Classe è un suicidio della Borghesia ma in realtà si tratta solo di cambiare etichetta, la "Classe Dirigente" quella era e quella continua ad essere, contadini semi-servi rimangono sulla zolla e gli operai salariati rimangono accanto alla macchina e nei falansteri.
Chiudo dicendo che da qui in poi serve fornire una definizione di "lavoro". In Fisica è lo spostamento di una massa per una certa distanza generato dalla applicazione di una certa forza. Si vede bene che non ha alcun connotato morale, quindi non impoverisce e non nobilita.
Alcune aziende, per allontanare lavoratori non graditi, li pagano e li lasciano senza compiti, senza attività.
EliminaCi sono persone insofferenti appropria lavoro o perfino che lo detestano che cercano di fare meno possibile: per queste persone non avere attività, compiti da svolgere è quasi ottimale.
Per le persone che hanno interesse, passione, invece, l'assenza di compiti o attività è degradante, una vera e propria molestia.
Nella vita tutto insegna. Una esperienza notevole sarebbe trovarsi nella condizione di assumere personale e poi gestirlo.
EliminaChe è una cosa difficilissima, per varie ragioni.
E' una cosa tragicomica perché la azienda vuole manipolare il dipendente al fine di cavargli il sangue ed essere ringraziata nel frattempo mentre il dipendente vuole gabbare l'azienda portando via il più possibile e mettendoci il meno possibile. Se vogliamo altro non è che lo stesso rapporto tra l'aristocratico terriero e il servo della gleba della antichità.
Con queste premesse direi che il lavoro di certo non "nobilita", ne il contesto in cui si svolge ne il "lavoratore", anzi, il lavoro di solito è degradante su entrambi i lati.
L'eccezione che conferma la regola sono i casi in cui il lavoro diventa un modo per esprimere i propri interessi, i propri talenti, in cui c'è un legame tra la persona e il risultato che vuole o cerca di ottenere. Cosa difficile sia in origine, perché quasi tutti sono condizionati a vivere nella modalità descritta sopra, sia perché col passare del tempo tutto diventa ripetizione ed è difficile continuare a cambiare, ad un certo punto comincia la fatica, l'obbligo.
Vorrei aggiungere che il concetto letale de "scuola-lavoro", per cui lo scopo della scuola sarebbe formare "lavoratori" ricercati dalle "imprese", se funziona sul lato "economico" prevede necessariamente che si voglia perseguire di proposito lo scopo di produrre aziende che succhiano il sangue e lavoratori fancazzisti, ladri e riottosi.
EliminaPeggio ancora, una popolazione di ignoranti che vivono sopravvivendo.
> la regola sono i casi in cui il lavoro diventa un modo per esprimere i propri interessi, i propri talenti,
EliminaDiciamo che anche il lavoro piu' bello comporta parte di "travaglio".
Pensiamo al pasticcere infoiato, bravissimo, un vero talento, apre la sua bottega, pasticcia alla grande e delizia i golosi.
Deve avere i rapporti coi fornitori e curare la contabilita', anche se non li sopporta.
E' come vivere, del resto: mangiare e' bello, pulirsi il culo dopo una cacata meno. Tuttavia questa minor bellezza non e' un motivo valido per non farlo.
Ripeto quanto scritto sopra: le gente che fa un lavoro tramite il quale "si realizza", cioè da corpo a qualcosa che ha dentro, ci mette qualcosa di proprio, si identifica in qualche modo col risultato, E' UNA ESIGUA MINORANZA.
EliminaSia perché è effettivamente difficile, sia perché la popolazione è diseducata o ineducata perché diventi "lavoratore subordinato", vedi come sopra "scuola-lavoro". Ovvero una specie di automa biologico.
Il "lavoratore subordinato" poi viene servito da tutta una biblioteca di dottrine che lo collocano nell'universo e gli spiegano tutto il resto, ovviamente attraverso una lente deformata.
Perché alla fine conviene che rimanga li.
Nessuno, non siate troppo ideologico.
EliminaLasciamo perdere le strutture e il potere: per dirla come la dice un mio amici anarchico, semplicemente hai il dovere di pulirti il culo e di cucinarli ciò che mangi.
Nella vita, per vivere bene, esistono i doveri.
Non è che la fuori c'è la struttura e allora tu, per non essere subordinato, non ti lavi il culo.
Altrimenti finiamo nella demenza dello antagonismo, come rendere la vita tua e del prossimo, collettiva la peggio possibile per essere contro, per essere antiquesto e antiquello.
Prima delle supercazzole dimmi, tu, interlocutore: pulisci il tuo cesso?
Ah farei presente che tornando al discorso dell'epoca in cui il lavoro era la maledizione degli Dei e chi lavorava era un miserabile maledetto da Dio, esisteva il "dovere" che conseguiva al giudizio dei tuoi pari. Ovvero, per fare parte di una certa assemblea dovevi avere la approvazione e quindi il rispetto degli altri. Potevi sempre scegliere di non fare parte della assemblea e non avevi bisogno del rispetto vedi che ne so, Senati soppiantati da dittature e dittatori accoltellati a morte da congiurati.
Elimina> No non esistono "doveri"
EliminaMmh.
Il cesso in un faro: condizione al contorno. Rimaniamo in quella parte di umanità di persone con uno o più prossimi. Ad esempio anche dentro una casa, una coppia, due persone che condividono un cesso per convivenza per studio, lavoro, anche diporto. Ecco che si torna subito al "dovere" di non danneggiare o rovinare la vita delle prossimo.
Anche giusto/sbagliato bene/male è opinabile: considerare un qualsiasi conflitto e i due punti di vista.
Nessuno, se non vi garbasse il dovere rispetto a sé stessi, parliamo potremmo usare il termine di autodisciplina.
EliminaUno vive da solo e non si lava il culo? Fa bene? fa male?
Quando è davanti a me, dal fornaio, e io devo subirne il fetore, diventa dovere?
Non esiste nessuna "autodisciplina", la disciplina esiste in un contesto in cui esiste una gerarchia e un sistema di premio-punizione. Per esempio, il maestro Miagi mette li Daniel Larusso a dipingere lo steccato, su e giù, poi a dipingere la casa, destra sinistra, poi a passare la cera sul pavimento, metti la cera, togli la cera. Daniel Larusso sta li a faticare, ovvero si sottopone alla "disciplina" perché a monte ha sottoscritto un contratto in cui Miagi è il maestro e dice cosa fare, lui è l'allievo e deve fare quello che dice Miagi. Nota che ad un certo punto Daniel manda Miagi a quel paese perché non capisce la ragione dei gesti ripetitivi a cui è costretto, allora Miagi gli mostra come il movimento del pennello serve a condizionare il movimento delle parate.
EliminaMagari ti chiedi la ragione dell'esempio.
Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...
Feci un corso di "management" e tra le altre cose ci facevano vedere dei film americani che sono prodotti industriali ingegnerizzati con certi criteri, in questo casi alla fine si trattava di varianti del metodo della majeutica socratica.
Cioè il metodo della levatrice che porta alla luce il neonato.
Quindi la premessa è sempre quella, tu hai un "dovere" perché ti trovi neonato con la levatrice che ti tira fuori. Puoi accettare questo status o oppure no, se non lo accetti non hai i doveri conseguenti.
Non esiste per definizione la levatrice di se stessa, ovvero non hai doveri verso te stesso, non ti auto-educhi, non ti auto-istruisci, non ti serve nessuna disciplina senza un contesto gerarchico, basta il sistema base di impulso-reazione, ho fame mangio, mi scappa caco.
Ovviamente ad un certo punto Daniel si emancipa da Miagi e a quel punto per mantenere la sua "arte" dovrà usare auto-disciplina ma sarà sempre il proseguimento di quella che gli è stata imposta-insegnata a suo tempo.
EliminaFaccio anche presente che questo meccanismo è stato contestato più volte nella storia, un caso ovvio che ogni tanto si ripete anche qui è quello della scuola cinica che per contestare le convenzioni che ci intrappolano nei "doveri", proponeva di tornare allo stato di natura descritto sopra, ovvero ti scappa e non importa se sei in mezzo alla piazza, ti accucci e cachi davanti a tutti. Il proseguimento di questa dottrina anti-sociale ovviamente è quel tale che si è inventato lo "ultrauomo", ovvero l'uomo che per essere veramente libero si da le sue leggi. Qui siamo ad un livello di follia un po' sopra perché la ragione di cacare in mezzo alla piazza non è il semplice stimolo corporeo, è l'idea che ognuno debba essere il Dio del suo universo personale.
Puoi cacare pure sul pavimento del bus. Alla seconda volta ti danno un fracco di botte che la majeutica ti educa subito: smetti di prendere lo autobus per immerdare gli altri oppure ti comporti civilmente.
EliminaNaturalmente arriverà il giudice democratico a spiegarti che i diritti inviolabili delle persone cacatrici, la inklusione senza se e senza ma, che è fascista la majeutica curativa bla bla bla bla bla. Mettevalll al gabbio i correttori e rimette il cagone sul bus.
Ecco la soddisfazione di un mondo progredito, Internazionale, la Repubblica, la 7 vanno a incensare il compagno giudice e si prosegue così, nel mondo al contrario.
Prendi il giudicexdemocr democratico, lo estrai dalla autina blu, lo metti sulmmetro metro delle scippatrici e sui bus dei canoni. Un paio di giorni e guarisce.
L'esperienza dimostra che non solo se cachi sul bus non prendi le botte ma facilmente il tuo comportamento viene imitato e diventa "normale".
EliminaQuesto non succede solo se ogni singola persona ha dentro di se un sistema di riferimento per cui decide che cacare sul bus è sbagliato.
Torniamo quindi al problema di educare la gente in modo che tutti abbiano un sistema di riferimento.
Se a te sembra che ce l'abbiano, ti invidio, sei fortunato.
Dove vivo io non ce l'hanno e non cacano sul bus solo perché è più comodo cacare altrove. Ma cacano.
Una domanda. Retorica, perché se te la pongo significa che penso che tu non ci arrivi da solo e questa è una conclusione.
EliminaMettiamo che io cachi sul bus e intervenga un incaricato, non so chi come quando e perché, a picchiarmi per educarmi sul fatto che cacare sul bus è sbagliato.
Fammi capire, questo incaricato da dove viene? Come è selezionato e reclutato? Perché a me sembra che se l'incaricato viene dal mio quartiere, dove tutti cacano dove gli pare, anche a lui sembrerà una cosa normale cacare sul bus. Quindi magari mi pesterà ma lo farà in applicazione di una regola del tutto arbitraria, calata dall'alto, dall'altrove.
Allora tu potresti pensare che cacare sul bus sia una eccezione e che la "regola", che poi in questo caso è la media, sia quello che fanno quasi tutti. Ergo se io caco sul bus non sarà un incaricato ad hoc a pestarmi ma un "cittadino ossequiente le leggi". Ah le risate. Torniamo a bomba. Se fosse come dici te assisteresti a "pestaggi correttivi" ogni dieci secondi e in ogni contesto. Non so, quello che butta la cicca per terra, quello che il cane caca sul marciapiedi, quello che parcheggia in doppia fila, quello che... infiniti casi. Oh ma lo sai che siamo al punto di dovere depenalizzare interi capitoli del Codice solo perché quei "reati" sono cosi frequenti che è diventato impossibile la repressione? Quindi si passa dal processo alla multa e dalla multa si passerà al suggerimento.
Non solo, come detto altrove, c'è una larga parte della popolazione che a causa di problemi mentali non si comporta in maniera sensata. Cosi come dicevo che la legge sul "femminicidio" non dissuade un pazzo dall'uccidere, allo stesso modo un qualsiasi divieto o sanzione non dissuade un pazzo da cacare sul bus.
Nessuno
EliminaSi ritorna al concetto di cultura nel senso piu' esteso (che comprende anche morale ed etica, non solo i cibi tipici, come e' organizzata la settimana, la famiglia, etc.) di una comunita'.
Esistono delle differenze come si parcheggia a Il Cairo, a Milano, nel paesino nella Simmenthal, a Trondheim.
Abbiamo una metrica della qualita' di una comunita'?
Mmh, ne abbiamo molte.
(molte persone anelano andare a vivere a Berklino a Milano, per me sono orrori), ma la mia metrica non vale nulla).
Quando abbiamo moltitudini che fuggono dallo Egitto per andare a portare la loro barbarie a Verona, a Vienna, a Lione, applicano una loro metrica.
Leggevo che in un citta' lombarda un negro si e' messo a cacare proprio in mezzo alla piazza (io ne vidi uno pisciare in mezzo alla strada, proprio in mezzo, in un capolouogo toscano al di la' dei monti).
Per quelle persone e' abbastanza normale che ti scappa di cacare e cachi dove capita. Anzi, se puoi fare puro uno sgarbo agli accoglioni, sei puro contento oltre che aver scaricato l'intestino o la vescica.
Se una volta uno studente in classe avesse preso per la collottola l'insegnante a causa del 3 preso, sarebbe stato messo in ginocchia sui ceci, avrebbe preso due ceffoni dal preside e poi, nei posti dove vigeva la buona, sana educazione borghese, anche punizioni in famiglia.
non e' che qualcuno avesse nominato, scelto, delegato insegnante, preside e genitori a questo o quel processo punitivo. era cosi' perche; era la cultura e quella cultura allevava bambini e giovani e poi adulti che erano in grado di non cagare in mezzo ad una piazza o via.
Qui siamo ad una senescenza e a un degrado cognitivo molto peggio: l'alunno pubblica i suoi crimini nelle reti sociali, l'insegnante, preside debbaono chidere scusa perche' hanno violato la fragilita' e lacomplessita' dello alunno con un tre fascista, i genitori vanno a pestare l'insegnante perche' ha dato una insufficienza al loro Principe della Conoscenza, Sommo tra i Sapienti.
La legge sul femminicidio non dissuade non dissuade un pazzo dall'uccidere, un pazzo reso tale da; "vietato vietare", dalla intossicazione delle male-educazi9oni alla dottor Spock, quella che nessun no e' ammesso, perche' violenza, perche' esclusivo, perche' non rispettodo dei diritti, perche' fasciofascissta, perche' viola le fragili complessita' del Piccolo Signore della Nostra Stirpe Eccelsa.
Quindi il tale, al primo no che la tizia gli dice, forse il porino no serio che ricevve sul grugno in vita - il primo no importante! la prende e la uccide a coltellate. A volte, poi, implode (meglio cosi', le patrie galere oltre che costose sono luogo del vizio e strapiene).
E' proprio la roba nefasta, la pessima, non-educazione, quella cagata dal sinistro oppio ideologico che produce questi fragilli egoici senza controllo.
Scusate per i refusi, scritto di fretta.
EliminaIn questo discorso mescoliamo cose diverse.
EliminaIl fatto che ci siano gli immigrati è determinato dalla "liberazione sessuale" che tanto di piaceva tempo fa e che ha separato la copula dalla gravidanza. La "liberazione sessuale" ha determinato il declino demografico nelle aree dove sussiste mentre c'è l'esplosione demografica nel resto del mondo, questo crea una differenza di potenziale che inevitabilmente scatena una trasformazione.
Poi è determinato, in seconda battuta, dal solito progetto di ingegneria sociale planetario che vuole o voleva eliminare barriere e confini e rimescolare tutto creando lo "uomo unico, cultura media, ricchezza media, sangue integrato". Quindi prima si è determinata la differenza di potenziale e poi si facilita la trasformazione.
Riguardo a cacare in piazza, direi che è sgradevole ma si presenta come un problema minore. Ce ne sono di peggiori, dal ricorrere di nuove epidemie all'aumento generalizzato della violenza. Nei posti dove la gente caca per la strada molti portano microbi di aree tropicali e ci sono anche stupri, rapine ed omicidi. Quindi li diventa un problema di priorità.
Non è niente di diverso, stiamo descrivendo il passaggio dall'antichità classica al primo medio evo.
Comunque abbiamo cambiato discorso.
EliminaSi diceva del "dovere" e la mia tesi è che tu assumi il "dovere" dal contesto dove sei costretto o dove scegli di esistere. Cosi come guidi l'automobile in base ai cartelli con scritto sopra il limite di velocità.
Questo ha una implicazione ovvero che il "dovere" ti viene inculcato con l'educazione perché funga da inibitore, perché tu viva la tua esistenza rimanendo al tuo posto.
Per favore rifletti sulle implicazioni.
Che relazione c'è tra il "dovere" e la tua esistenza.
> perché funga da inibitore, perché tu viva la tua esistenza rimanendo al tuo posto
EliminaUna tesi ribollita.
No.
Ovvero non solo.
Il codice della strada è utileper affinché i più abbiano 7na possibilità di muoversi nel migliore dei modi, riducendo costi e rischi.
Leggevo che ancora a fine Ottocento? Settecento? c'erano zone d'Italia dove i carri, borraccia, cavalieri, etc. si muovevano tenendonlel la destra e altre nei quali si teneva la sinistra.
Ecco, facciamo che nessuno ... tenga il suo posto: buona fortuna!
Una tesi ribellista.
Elimina> passaggio dall'antichità classica al primo medio evo
EliminaIn alcune conferenze di Barbero sul collasso dell'impero romano, si cambia il numero di secoli, i nomi di alcuni luoghi del mondo, di alcune parti sociali e si ottiene la cronaca contemporanea.
L'idea è ribollita perché le comunità umane funzionano più o meno allo stesso modo dal paleolitico.
EliminaE' come giocare a tennis, tu hai il "dovere" di tirare la pallina fatta in un certo modo, usando la racchetta di date dimensioni, stando dentro le righe segnate per terra.
Se non adempi al "dovere" non hai posto nel gioco del tennis, ovvero se ti presenti con le pinne devi andare al mare, se ti presenti con gli sci devi andare in montagna. Ah no, in montagna non nevica più.
Una cosa interessante su cui riflettere è che mentre per pescare nell'acqua dolce devi chiedere una licenza, per pescare in mare no. Perché? Per il fatto che il mare è di tutti e di nessuno, quindi ci sono poche regole e se vai al largo dove nessuno ti vede, nessuna.
Barbero ha il difetto che dopo un po' appare chiaro che in tutto quello che dice ci mette un po' di Comunismo. Ah nostalgia canaglia.
EliminaBarbero ci spiega molto bene il collasso dell'impero romano che iniziò, convenzionalmente, ad Adrianopoli, nel 378 d.C. .
EliminaCe lospiega molto bene.
Poi, nei convegni della sinistra tiene conversazioni aopologetiche sulle immigrazioni di massa.
Quindi... o ci ha raccontato delle fregnacce oppure.. è un ipocrita che per mangiare alla greppia della kultura di sinistra, insiste su posizioni che sono masochistiche nel momento che non solo ignorano la storia ma che ribaltano le cause di catastrofi continentali in occasioni, ricchezze, opportunità, blablabla .
> se vai al largo dove nessuno ti vede, nessuna.
EliminaAl largo il mare ti impone le sue regole. Qualche giocondo si ribelli pure. Prego e .... buona fortuna!
Il mare non ti impone nessuna regola diversa da quelle che avevi sulla spiaggia. Se non che ovviamente noi ci siamo evoluti da certi primati e non dalle foche, quindi abbiamo le mani e non le pinne. Non vedo nessuna "ribellione" in questo contesto, allo stesso tempo, ripeto, se tu cachi in mezzo alla piazza della città ti arrestano, se cachi in mezzo al mare non ti vede nessuno quindi puoi farne la tua "regola", si caca in quel modo e non in un altro.
EliminaVedi bene che il "dovere" non te lo dai da solo, te lo danno le persone attorno. A partire ovviamente dall'infanzia ma a prescindere, sei sempre misurato dagli altri. Se non c'è nessuno attorno probabilmente sei destinato ad impazzire ma puoi avere tutto o nessun "dovere".
Ah, certo, voglio dire i Cinici, quel tale dell'Ultrauomo, sempre la stessa solfa. Il fatto è che c'è un qualche equilibrio tra la pressione sociale e lo "io" individuale. Oppure tra la educazione, la formazione e il "carattere" o la predisposizione individuale. Epperò non si scappa dal fatto che l'essere umano è un animale gregario e l'isolamento, l'esilio, è la peggiore delle punizioni. Anche perché in origine chi veniva buttato fuori dalle mura veniva facilmente e impunemente ucciso come una bestia, avendo perso lo status di "persona" insieme alla cittadinanza.
EliminaComunque, riciccio il contesto, noi siamo rotelline dell'ingranaggio e la morale ci viene data dal macchinario. Il concetto di Bene e Male di Giusto e Sbagliato non è innato e non te lo puoi nemmeno dare da solo. Ti viene insegnato e ti viene anche applicato con la forza appena devi oltre una certa tolleranza.
Il che significa, torno a prima, che più sei educato e più forte sarà la tua morale, viceversa meno sei educato e più la tua vita non è funzione della morale quanto dei meccanismi biologici ed evolutivi. Da cui da una parte la necessità di educare il più possibile e dall'altra l'errore ovvio e catastrofico di assumere che gli ineducati abbiano una morale "naturale" o peggio, inversamente proporzionale (gli Ultimi saranno i Primi).
EliminaAlcune aziende, per allontanare lavoratori non graditi, li pagano e li lasciano senza compiti, senza attività.
RispondiEliminaSuccede anche in molti impieghi pubblici ma sempre senza gli effetti desiderati.
Secondo me nel "pubblico" nessuno "desidera" che il "lavoratore" sia allontanato, visto che per definizione si parla del posto-a-vita, piuttosto se si demansiona qualcuno è per ridurre i danni che questi potrebbe fare quando gli venisse affidata la mansione. Anche una mansione qualsiasi. Meglio pagare per non fare niente piuttosto che pagare per fare dei danni.
Elimina> Meglio pagare per non fare niente piuttosto che pagare per fare dei danni.
EliminaQuesta è una delle roccaforti del pensiero pentastellato a favore del reddito di fancazzanza.
Una sorta di pensiero orientato al meno peggio. Un valido metodo per un peggioramento generale.
Il pensiero deve essere rivolto al migliorare, non al peggio.
Certo, non semplice. Ci sono molte persone che hanno proprio un'attitudine alla mediocrità se non al peggio. Bisogna essere pavloviani: se tendi al peggio avrai una vita peggiore fino a che l'aumento del dolore ti convincerà che è meglio iniziare a pensare e quindi ad agire per il meglio.
Nei sistemi in corruzione severità e asprezza sono toccasana.
Sulle molte persone che hanno attitudine al peggio: bisogna notare che non è così vero.
EliminaI cialtroni che svuotano il posacenere e i mozziconi nel parcheggio hanno molto bene in testa che all'interno del proprio veicolo vogliono migliorare. Eccetera eccetera.
C'è una considerazione accessoria.
EliminaMettiamo che io e te fossimo due fancazzisti.
Allora il lavoro è un diritto e lo Stato ce lo deve garantire e diciamo che ci assume in una azienda di cui lo stato è socio di maggioranza che fa conserve di pomodoro.
Per farci lavorare lo Stato deve comprare la succitata azienda, deve assumere tutti i dirigenti, gli impiegati, gli operai, deve comprare i pomodori, deve gestire la logistica, eccetera.
Siccome come detto altre volte queste aziende devono avere una "finalità sociale", ovviamente produrranno in perdita pur di garantire i "diritti" e magari fare anche altre "iniziative" tipo pre-pensionare col metodo restributivo (tutti dirigenti il giorno prima) o costruire case da cedere a dieci euro ai dipendenti.
In alterativa, lo Stato ci può dare un "reddito di cittadinanza", noi due fancazziamo tranquilli al bar vicino casa o alle bocce e il costo diventa infinitamente minore rispetto a mettere in piedi tutto il presepio del finto-lavoro nella finta-azienda, dato che non c'è nessun apparato.
Poi anche nella azienda che fa conserve di pomodoro, noi due fancazzisti magari buttiamo una chiave inglese dentro un macchinario e facciamo tre milioni di danno, conviene che ci lascino seduti in un angolo a leggere la gazza.
Nel caso ti sfuggisse, il meccanismo di Bertoldo, pagare qualcuno col rumore della moneta per il profumo dell'arrosto, era il sistema comunista. Tutti hanno un lavoro, tutti hanno una casa, eccetera. Però è uno "pseudo-lavoro", mangi con la tessera annonaria quel poco che basta per non morire, la casa è un monolocale in un casermone dove la finestra della tua stanza da sul cesso comune, eccetera.
EliminaIl "reddito di cittadinanza" è una idea antichissima, come detto altre volte, risale alla agemonia ateniese seguita le guerre persiane quando Atene usava i soldi raccolti dalle altre polis della Lega di Delo per dare appunto un reddito ai cittadini che cosi potevano occuparsi di "politica" senza lavorare.
Però è una idea che ottimizza l'idea comunista, non devi nemmeno fare finta di lavorare cosi poi fanno finta di pagarti.
Se non che rimane il problema di come produrre le risorse da distribuire, senza morire tutti di fame.
Infatti non funziona.
Questo però non significa che l'idea non piaccia.
> magari buttiamo una chiave inglese dentro un macchinario e facciamo tre milioni di danno
EliminaQui passiamo direttamente ai reati. Non c'è società che tenga a fronte di questi ricatti. Mi ricorda i ricatto degli incendiari calabresi: o ci date i quattrini o noi diamo fuoco ai boschi.
Quella regione ha qualche problemino.
La soluzione non è pagare il riscatto: è prendere i criminali e metterli nelle macchie che tritano i pomidoro, paracadutare gli incendiari dall'elicottero neI boschi in fiamme e divulgare il video. La cura omeopatica della passione criminale.
> rimane il problema di come produrre le risorse da distribuire, senza morire tutti di fame
Infatti.
Alla fine siete arrivato al nucleo della questione.
Ai drogato piace molto la pera, il fentanyl, etc. Pure ai diabetici può piacere lo zucchero.
EliminaIl fatto cheb una cosa piaccia non è un criterio politico, è un criterio potenziale di demagogia.
Allora ci si alza di livello: usi/fomenti la demagogia? Ti metto direttamente in ciò che la demagogia ha creato.
Faccio viaggiare i giudici di md, la sera, sul bus e sui treni dac incubo che hanno creato, installo nelle loro abitazioni un nucleo di migranti algerini.
Pochi giorni ed essi guariscono più che velocemente.
Ora succede io contrario: la Albsno si ritrova cogli altri compagni al caviale , col Nicola Cocco, i Lerner, etc. a ripetere come sia bello, giusto, moralmente superiore accogliere i migranti [nelle vite degli altri - omissis].
La cura funziona! Ricordate quando il prefetto di Grosseto inserì i portatori di superiori valori e stili di vita a Capalbio?
Si ma vedi il fatto è che la democrazia non funziona.
EliminaSe n'erano accorti i suoi inventori poco tempo dopo averla provata e da li in poi hanno deciso che era meglio la solita oligarchia. La ragione è che la democrazia non può che essere lo specchio della gente che la interpreta (v. "i politici") e questi a loro volta sono la sezione della gente che li elegge a rappresentanti. Il discorso della "democrazia diretta" non fa che eliminare un filtro e quindi esacerbare le conseguenze, ottieni che da "democrazia" è esattamente uguale alla gente che la esprime.
Non è un caso che il Comunismo, cosi come la sua eresia/variante dei vari "pseudo-fascismi", includendo i "patrioti" contemporanei, esiste solo sopra un substrato di miserabili. Non è tanto il discorso ovviamente farlocco della "Classe" quindi un fatto di censo, di rapporti di forza legati alla fine alle variabili economiche. Piuttosto è l'inevitabile e invalicabile montagna della educazione e della istruzione.
Come detto altre volte, il Popolo non è bello e buono, tutto l'opposto, come appunto affermavano gli inventori della democrazia. Belli e buoni sono gli aristocratici, quelli che non lavorano. Il Popolo è brutto e cattivo, possiamo anche aggiungere scemo.
Dato che il popolo è scemo, è altrettanto ovvio che non importa che tu gli dica che una certa idea come il Reddito di Cittadinanza non funziona, l'idea piace, il Popolo viene intortato dai demagoghi, il Popolo incarica i demagoghi di attuare l'idea che piace anche se non funziona.
Ripeto, riassumendo, la democrazia non funziona, per definizione. L'unica possibilità, puramente teorica, di migliorare il funzionamento della democrazia, sarebbe migliorare l'educazione del Popolo. Tenendo presente che ancora oggi un terzo degli Italiani è praticamente analfabeta. Oltre un terzo, ad essere precisi, più verso il 40%.
Ah forse non sono stato chiaro: certi movimenti "popolari", cioè che vogliono dare voce e rappresentanza al Popolo, si fondano sulla menzogna che il Popolo abbia delle qualità positive e peggio ancora, che sappia o voglia auto-determinarsi. Quei movimenti, come detto sopra, alla fine non fanno che palesare e concretizzare tutte le lacune e i vizi del Popolo, quindi inevitabilmente se arrivano al "Governo" producono il fallimento, la carestia, morale e materiale.
EliminaSi' la demagogia democratico o democrazia demagogica ha un sacco di problemi. Ma non e' che altre forme di gestione del potere siano decisamente meglio.
EliminaCiascuna comporta rischi, ha caratteristiche di fragilita', ha pro e contro.
Ad esempio: le oligarchie: che pro e contro hanno? (a parte che di fatto siamo in oligarchie e non in democrazie, considerato che esistono molto forti limiti alla sovranita' popolare e che varie espressioni "popolari" di voto molto chiare sono state ingnorate perche' invise alle oligarchie / gruppi di potere / lobby etc. ).
Le oligarchie tendono ad essere autoreferenziali e avulse dalla realta', rinchiouse come sono nelle loro torri di avorio. Sono facimente corrompibili, autoreferenziali.
Piu' sono chiuse, piu' i comportamenti settari.
Non so, Nessuno: che dire?
Io non sono legato idelogicamente alla democrazia, men che meno a quella demagogica.
Pero' ....
pero' bisogna inventare qualcosa che funzioni meglio prima di smontarla.
Aggiungo che ci sono situazioni specifiche nei quali la democrazia proprio non funziona ne' va bene,
Si pensi se a bordo di un'ambulanza vigesse la democrazia. Su una chiamata di urgenza arrivano all'ingorgo, non si mettono d'accordo, stanno veticinque minuti a discutere su quale itinerario seguire, intanto, quello la' crepa perche' non e' arrivata la ambulanza, i due a bordo stavano democraticamente discutendo sul migliore itinerario.
"Ad esempio: le oligarchie: che pro e contro hanno? "
EliminaLa risposta, come scritto in precedenza, se la diedero già nella antichità. Le oligarchie hanno il "pro" che chi comanda appartiene alla "elite" non solo economica ma in primis culturale. Quindi sono di fatto i "migliori" di quella data società in quel dato momento. In Italia ci raccontiamo un sacco di balle ma una delle peggiori è che la Storia sia fatta dai "movimenti di popolo" quando in realtà è fatta sempre dalle elite che spingono e tirano il popolo, usandolo come strumento a volte o spostandolo come ostacolo altre volte. Uno dei tanti esempi è il Risorgimento, l'Italia Nazione, dalla idea della "italianità" alla lingua, fu concepita e realizzata da una piccola minoranza di aristocratici e alto-borghesi.
I "contro" delle oligarchie sono gli stessi delle democrazie, ovvero alla fine devi fare la media delle persone che le popolano.
Se in quel dato periodo storico la elite è composta da guerrieri come capitava con le tribù germaniche che venivano a popolare le aree desolate del morente Impero Romano, ti devi aspettare che la società sia impostata su criteri di arbitrarietà ed estrema violenza. Infatti in quel caso dovette intervenire la Chiesa, previa lenta cristianizzazione e alfabetizzazione dei "nuovi venuti", ad introdurre elementi di moderazione nella "cultura" e poi nuovi "ideali" come quelli della "cavalleria".
Una cosa voglio sottolineare: dato che la democrazia non funziona perché il Popolo non è in grado di auto-determinarsi, alla fine è sempre una oligarchia mascherata. Ci sono sempre "gruppi di interesse" che agiscono dietro le quinte e determinano i soliti Tre Poteri dello Stato.
Signor Nessuno, risposta interessante. Grazie.
EliminaSebbene in teoria possa essere così, in pratica... non mi sembra sia così.
Stavo pensando che oligarchia... significa potere (nelle mani e nella testa) di poche persone.
Come si sono determinati questi gruppi ristretti di persone?
La storia delle aristocrazie europee è in parte rilevante, la storia di guerrieri di stirpe germanica che presero il potere con il collasso dell'impero romano.
Spostiamoci alla contemporaneità: gli oligarchi della 'ndrangheta o della Ucraina o i narcos che hanno il potere in varie nazioni del.mondocom come operano?bene? male?
Con quali metri di misura valutiamo la loro qualità?
Tema molto interessante, non basterebbe un corso di studi in sociologia per rispondere.
Se ci pensate bene, i partiti, ad esempio, sono oligarchie. Una gestione organizzata di delega e concentrazione di potere in alcuni rappresentanti.
EliminaMi sembra che il nocciolo della questione sia la famosa "scala sociale", ovvero il fatto che si possa passare da una "Classe" ad un'altra e di conseguenza anche le dimensioni relative delle Classi. Per esempio le rivolte medievali e infine la Rivoluzione Francese furono tutte causate dal fatto che la società coeva era del tutto immobile, ognuno rimaneva nella posizione sociale in cui era nato e non c'era verso di salire o di scendere.
EliminaInfatti da sempre si teorizza che ci voglia un evento catastrofico per rimescolare le carte, era l'idea di Capoccione che teorizzava, come abbiamo detto tante volte, la necessità di affidare l'Italia ai reduci della Grande Guerra, vista con le lenti futuristiche sia della "innovazione tecnica forzata" che della "ordalia" che seleziona i forti, i virtuosi.
Il problema è esemplificato dal nostro Meridione.
Tanto i Piemontesi alla Unificazione che Capoccione non decapitarono le aristocrazie locali e quindi continuò la gestione tipica delle colonie spagnole, latifondi improduttivi, aristocrazia inetta, servi della gleba e bravi a tenerli sotto.
E' ovvio che chi vive nel privilegio ed è anche consapevole di non meritarselo, farà di tutto per tenere tutto immobile, per preservare lo "status quo". Vista dal punto di vista diametralmente opposto abbiamo gli USA, una pseudo-nazione creata vomitando nelle Americhe tutti i servi della gleba in sovrappiù da tutta Europa. Massima mobilità sociale ma fondata sulla completa assenza di cultura e di morale.
I fenomeni che oggi si chiamano impropriamente "populismo" che fioriscono ovunque altro non sono che la presa d'atto che esiste una fascia di popolazione quasi a livello delle scimmie e che questi sono facilmente manipolabili. C'è sempre un demagogo che vuole farsi una posizione proponendosi come "capo popolo". Non sarebbe nemmeno sbagliato di persè, è che poi questo demagogo deve farsi "uno di noi", quindi parlare come una scimmia, muoversi come una scimmia e proporre idee che possono piacere alle scimmie. Il problema non è la "democrazia" come concetto, piuttosto l'idea che debba essere "universale", quindi includere tutti a prescindere. E' una idea simpatica sulla carta, che fa appello al concetto cristiano degli Ultimi che saranno i Primi in Cielo e che ci sia del buono in ognuno. Peccato che nella realtà questa idea incontri dei problemi pratici, prima che le scimmie non sanno leggere e scrivere, non sanno fare due più due, quindi inutile chiedergli di decidere su concetti complicati. Poi c'è il problema che le scimmie vivono con le leggi di natura, non con una morale. Hanno fame, mangiano, gli scappa, cacano. Qualsiasi cosa ci sia in mezzo tra loro e il mangiare o il cacare è solo un ostacolo.
EliminaTorniamo quindi alla Grande Menzogna, che è appunto questa il famoso "uno vale uno" che poi si declina tanto nella "pseudo-destra" che nella "sinistra".
> le scimmie vivono con le leggi di natura, non con una morale
EliminaBisogna fare attenzione a non cadere nel tranello di considerare la natura come un dettaglio trascurabile o, pure peggio, come un problema.
Questo è un vezzo del sinistro pensiero, quello in cui tutto è cultura (o kultura) e che basta manovrare su norme, su codicilli, su regolamenti, sulle convenzioni per ottenere il Nuovo Mondo Paradiso, in cui tutto è perfettamente tanto razionale (innaturale) e distopico.
Quindi è giocoforza considerare che la natura è la parte immersa del ghiaccione (iceberg) e la cultura la parte emergente.
Le pulsioni naturali debbono essere regolate per un vivere civile, non si può xcredere che no esistano oppure andare in direzione opposta ad esse.
Prendiamo ad esempio la solita tiritiritera della xenofobia che sta in bocca ai pappagalli della sinistra.
Hanno semplicemente invertito la loro malattia, la xenofilia e credono che la xenofobia sia il problema.
OGNI comunità di mammiferi difende il proprio territorio, fosse solo per le risorse vitali, poi per le femmine, etc. .
Quindi la "xenofobia" è la cosa normale, non è una malattia, una patologia, come i sinistri vorrebbero inculcare agli ebeti.
Le scimmie sono abbastanza intelligenti, direi.
Solo che devono... "regolarsi" per vivere bene.
I soviet o i gerarchi nazisti o fascisti che criticate erano proprio oligarchi. Noto che il metro di misura oligarchie versus democrazie non risponde né è dirimente sulla qualità della politica realizzata.
EliminaPeraltro parte rilevante dei vertici fascisti furono persone con grandi competenze, realizzarono opere di pregio, ancora utilizzate (e.g. il diritto penale).
D'altra parte il liberalismo diventa oligarchie del capitale transnazionale, cosmopolita. Il fatto che il consumismo liberal, Amazon o la IA distruggano le economie locali, cementifichino decine di migliaia di ettari, alimentino la antiurbanistica diarroica, cementifichino le menti, tanto per rimanere sulla politica, mi pare pure peggio.
Qui entrano in gioco la scala e la globalizzazione.
"Bisogna fare attenzione a non cadere nel tranello di considerare la natura come un dettaglio trascurabile o, pure peggio, come un problema."
EliminaDai Coso, questo è un altro di quei balletti che abbiamo fatto mille volte e alla fine io ti dico che ti metti sempre in posa.
La "Natura" è una idea romantica che ha sottostante l'idea che il Creatore sia i sia stato benevolo per cui alla fine il Creato sarebbe benigno e certe parti apparentemente sgradevoli, come prendere la peste o essere mangiati dalla tigre, in realtà sono contrappesi di un macchinario che comunque produce il Bene.
In realtà tutto questo sconta un errore catastrofico, non pensare che l'Universo sia finito. Siccome è finito, tutto è finito, a partire dalle risorse disponibili per ogni microbo. Dato che le risorse sono scarse, il microbo ad un certo punto troverà più economico mangiare altri microbi per assumerne le risorse già accumulate piuttosto che andare in giro a cercarsele nel brodo primordiale. Questo meccanismo, una volta scattato, ha dato la stura a tutto il resto e ha definito una "Natura" che non è benevola, non è nemmeno neutrale, è "mors tua vita mea", ovvero la tua vita esiste a scapito della vita di molte altre cose, potenzialmente tutte.
Se il Popolo è vicino allo stato di natura vuol dire che risponde a questo meccanismo, ovvero che procede in avanti mangiando tutto quello che trova. Puoi rallentare o accelerare, puoi aprire o chiudere le fauci del Popolo ma non puoi farlo diventare qualcosa di diverso.
"I soviet o i gerarchi nazisti o fascisti che criticate erano proprio oligarchi."
EliminaASSOLUTAMENTE NO.
Vedi anche questo è fastidioso, tu ripeti una ideuzza che ti hanno ficcato in testa e nel tuo mondo funziona perché tutti sono conformi e ripetono le stesse ideuzze.
Allora devo fare un tot di passi indietro.
Quando dico "oligarchia" nel quadro dei commenti precedenti faccio riferimento all'antichità quando si formalizzavano le varie forme politiche per la prima volta.
Ovvero "oligarchia" non è il potere di chiunque abbia i soldi e le relazioni con altri coi soldi, quindi potere, non importa come.
"Oligarchia" in origine era il potere degli Aristocratici, che erano tutti proprietari terrieri e vivevano della rendita delle loro tenute.
NON ERANO BORGHESI, cioè non vivevano nel borgo accostato al maniero e non facevano nessuna attività artigianale o specialistica, non facevano niente altro che esercizi ginnici, filosofia e, in proporzione diversa a seconda della cultura locale, uso delle armi.
La "oligarchia" originaria è il Senato romano, per capirci, assemblea dove siedono i capifamiglia delle famiglie aristocratiche. Senatore SI NASCE non si diventa, a meno di magheggi che implicano sposare la figlia di un senatore. Vedi alla voce "arricchito".
Il potere del Senato può essere assoluto oppure moderato da un meccanismo come i Tribuni delle Plebe o ancora come la "Camera Bassa o dei Comuni", una assemblea dove siedono appunto i Borghesi (i contadini non sono proprio persone, quindi ciccia).
Le altre cose che hai elencato non hanno niente di nuovo rispetto ai cambiamenti messi in moto dall'avvento delle macchine che ha sostanzialmente annullato la rendita terriera e quindi azzerato le Aristocrazie.
Tutti i meccanismi attuali sono interni alla Borghesia che poi si stratifica sulla base delle quantità, dato che dal punto di vista morale rimane poco. In sostanza si tratta di darsi da fare per guadagnare soldi, non importa come. La posizione economica si traduce in posizione sociale. Posizione sociale si traduce in relazioni dentro una certa sezione della Borghesia e quindi una certa quantità di potere su chi sta sotto.
Addiveniamo agli "ismi".
La prima ondata aveva lo scopo di usare la plebaglia per spossessare gli Aristocratici.
La seconda ondata era una guerra civile tra i Borghesi che usavano la plebaglia per spossessarsi l'un l'altro.
In Italia abbiamo sostanzialmente azzerato l'Aristocrazia tra il Risorgimento e la Grande Guerra.
Quindi tutto quello che è successo dopo alla fine era una Guerra Civile tra i Borghesi usando la plebaglia come strumento ed arma.
Voglio dire, è "paradigmatico" (eh eh) il nostro amato Bertinotti con la "r" moscia e l'abito buono che, parole sue, va a rappresentare la Classe Lavoratrice nei salotti bene e tra i consigli di amministrazione delle banche.
Poi certo, in tutto questo discorso bisogna inserire la montagna della Massoneria Apolide. Che secondo me è l'origine di tutti i "fenomeni sociali" degli ultimi cento anni.
Ti ho già scritto vero che il tuo insistere sull'importanza del lavoro mi ricorda il pensiero di Gandhi, vero?
RispondiEliminaMa non solo in effetti: secondo Cicerone il sudore deve precedere la virtù (ti volevo dare la citazione esatta, letta ieri, ma non mi riesce più ritrovarla!).
Comunque che ne pensi della teoria secondo la quale l'ambiente ecologico contribuisce in maniera importante a formare la cultura di una società?
Due volte di seguito che 'sta ciofeca di Chrome si schianta, due commenti persi. Uff.
EliminaDovrei scrivere altrove e poi ricopiare.
Perso parte del commento, avevo salvato questo.
Uff.
----
Sì: Gandhi, Esopo, anche la semplice ecologia del "In natura non si mangia gratis!".
Sudore = fatica fisica
Direi che la fatica, in dosi opportune, è condizione necessaria per la salute. Curare salute del corpo-mente è la 1a virtù.
Qui in Europa il senso civico/comunitario è, molto spesso, proporzionale alla asprezza dell'ambiente.
Non esist(evan)o banlieue in valli delle Alpi, a Trondheim, in Lettonia.
Vai nella Locride, a Il Cairo, a Nairobi, il cinismo diminuisce o sparisce.
La asprezza ambientale ti obbliga a collaborare e a convivere bene se vuoi essere aiutato nella difficoltà.
Mi pare una descrizione ragionevole. Poi, ecco, anche la scala delle comunità.
Farei presente che Cicerone, come Marx, non ha mai lavorato un giorno in vita sua. Dato che era di famiglia dell'ordine equestre. La citazione cade a fagiolo, all'epoca gli aristocratici si vantavano di non dovere sporcarsi le mani, non disprezzavano solo il "proletariato", diciamo i contadini, i servi, disprezzavano anche tutti quelli che facevano qualcosa di materiale, qualsiasi cosa. L'unica occupazione degna era la speculazione filosofica o in generale una occupazione intellettuale, astratta. Per esempio i Sofisti, che si prestavano per denaro a intrattenere gli astanti con dei discorsi, che poi alla fine erano i primi avvocati, erano già "borderline", cominciavano a meritare il disprezzo per il "volgare".
EliminaOgni tanto il navigatore frega anche me mangiandosi un commento che avevo scritto direttamente nella sua finestrella invece che a parte! :-)
EliminaTi ringrazio per la risposta: sto leggendo Robert Sapolsky e, appunto, sembra suggerire che l'ambiente formi la cultura...
Poi oggi mi sono messo gli occhiali e ho ritrovato la citazione di cui ti avevo accennato. Cicerone scrive "Davanti alla virtù il sudore" parafrasando a sua volta Esiodo: "Davanti alla virtù gli dèi hanno posto il sudore".
x Nessuno:
EliminaMi sembra che il nostro Meridione, dove la cultura (?) ellenistica del sono signore (dpottore) perche' mi diletto (con seghe mentali e capricci filosofici), ho le lunghe unghie perche' non mi devo neppure preparare il cibo e fare il letto in cui dormo - abbia qualche problemino con tecnica, competenze del fare, organizzazione, economia, infrastrutture, etc.. Abbiamo i Calabresi che emigrano in Austia, Danimarca, Veneto 1000 o 10.000 volte piu' di Austriaci Veneti o Danesi che emigrano verso la Calabria.
Peraltro tra le moltitudini di pensatori (o sfregatori di meningi) quanti sono passati alla storia? lo 0.0001%?
Dentro nei volgari esistono i cialtroni, quelli medi, e coloro che eccellono. Come tra gli sfrega meningi.
Messer Vapore Sodo
EliminaE' da tempo che devo aggiungere il vostro diario (quello sui libri) nella lista dei luoghi di merito, ci sono un sacco di cose interessanti.
Abbiamo i "feed" di blogger che sono rotti. Dovrei vedere se e come sistemare quelli, pure.
Nella teologia ellenica mi pare che gli dei fossero molto fisici, molto reali: ciascuno di essi rappresenta un archetipo della umanita'. La umanita' cammina a braccetto con fatica e sudore, odio e amore da sempre.
poi ha deciso di sprofondare nel sedile di un auto della quale e' diventata appendice, via la fatica, il camminare, ecco le regressioni fisiche e cognitive. ;)