venerdì 7 giugno 2013

Di contrasti ed altro

Leggevo con un sorriso,dovrei essere sessualmente aggressivo.
Invece stamani alle seiequaranta quando e' suonata la sveglia e' stato pesante alzarsi. Essi' che avevo dormito ben sei ore.
Ieri c'era stata la micro milonga improvvisata di fine corsi. Intendo quelli "appenminici"che tra quaranta minuti scendero' in citta' per continuare quelli "padani". Ma ero un po' opaco, forse gia' la stanchezza.
Una dimensione del tango povera, quasi squallida perche' non c'e' nulla di piu' brutto di quella aula parallelepipedo con merdose luci al neon e linoleum peggiore di scuola media anni inizio ottanta.Pochi luoghi possono essere orribili come le scuole italiane. Edifici che hanno trent'anni e che sono gia' decrepiti, vetusti, orrendi. E alcune tra le milonga piu' famose a Buenos Aires sono posto cosi', la piu' squallidamente famosa e' la Sunderland, utilizza come pista il campo da basket in una palestra, appunto. Ritorno alle origine povere del tango? E' in Europa che esso e'diventato una raffinata danza borghese, non di rado adottata con vezzo certo e passione a volte dubbia dalle persone ai vertici della piramide sociale che desiderano vivere una dimensione coreutica.
E c'era la nostra genia di tangheri piu' o meno sgarrupati, uniti i principianti con il corso intermedio nostro.
Che, del tutto onestamente, li ho lasciati un po' alle spalle, li ho superati tutti che essi fanno una lezione alla settimana e ballano forse di meno non hanno l'infojamento matto e disperato mio che tra lezione e ballo indosso nove volte le scarpette in quattordici giorni. E' come se viaggiassi a sette volte la loro velocita'. Non e' questione di bravura ma di passione e quantita'. Il mio merito e' forse solo il mio rapporto parossistico con messer T.
E alcune tanghere che mi sembravano inarrivabili ora le trovo quasi un po' grottesche nel loro essere goffe.
Pero' nel piccolo c'era l'amore di tutti per questo messer T e pure la voglia di condividerlo, avevano portato torta di mele e cantucci e pasticcini e spumanti e acqua de pomi come dicevano in Trentino per indicare spumanti dozzinali e dolciastri.
Ieri ero opaco. E sentivo il grottesco da stanchezza mio e quello da scarsa frequentazione altrui.

E oggi in questo primo giorno d'estate sono uscito prima dal lavoro, tra le due e le tre in treno verso casa. Mi sono trascinato su, per il sentiero. Che bella stagione, in effetti. Ho visto un po' di immagini delle alluvioni in Mittel Europa, e cosi'ho avuto persino nostalgia per quelle architetture, quei paesini austriaci, cechi,slovacchi, bavaresi. Gia' la malinconia. E' un po' di tempo che non viaggio, ora.
La malinconia da stanchezza. Sono sprofondato in un sonno pesante dalle 17 fino a qualche minuto fa.

Sono arrivato a casa a mezzanotte e mezza.
Sbarluccichio di lucine, le stelle e i miei alberi amici, amati, considerazioni su questo anno di tango povero dove ho imparato piu' in quello ricco della citta'. Poi spieghero' il perche'.
E gia'la malinconia, altro che aggressivita'.
Poi scrivero' di altro.  Magari domani metto un video o un'immagne. . Ora devo andare a farmi la doccia, Gia'.

Marcatura N

Sono arrivato a casa a mezzanotte e mezza. Come sempre faccio pipì nel bosco, nelle radure o nel giardino che li anticipa, su un albero o su un cespuglio. Ora vedo come sono assai più verdi e floride e cresciute le piante, i cespugli e i fiori che "ho pisciato" con regolarità. E' un piacere sottile, certamente arcaico che viene rinnovato quando vedo gli effetti di questa marcatura nitrica e nitrosa del territorio.
Ero sotto un ippocastano ieri e vedevo centinaia di lucciole sbarluccicare nell'oscurità. Silenzio e lucine a intermittenza. Psichedelico. Ubriacante. Sopra il fogliame fitto, fittissimo, ma poco più in là la via lattea e il firmamento. Ho la fortuna che a casa l'inquinamento luminoso è ridotto. Ecco, ero felice con il mondo. Pisciata, lucciole e l'oscura volta celeste.


giovedì 6 giugno 2013

Recessione? Non sempre



Il bestiario dei mestieranti del potere è uno dei settori della società in ottimo stato di salute: l'offerta di nuovi esemplari è straordinariamente vivace e continua, il settore sforna con inusuale vicacità nuove, migliorate e potenziate versioni di parassiti e ristruttura quelli non più nuovissimi sul mercato.

Non serve Gaber, basta il consigliere comunale candidatosi a Roma ed eletto e molto votato in due liste di  destra (?) e sinistra (?) avversarie, cos'è 'sta destra e la sinistra  proprio non si sa.
Poi c'è il miniberluscone altoatesino, che sia mai di rimanere a corto di eccellenze. Il miniberluscone sarà  efficace come il campione standard?
Ora non citiamo esemplari di ittiofauna (trote lombarde), ministri assenteisti di bassa statura invocatori di meritocrazia, gelminelle gardesane meritocratiche che acquistano titoli al laurificio messinese.
Poi anche io localmente ci ho i miei begli esemplari: quell'esemplare di ex comunista e ora pidino, ex ferroviere ora pensionato, sempre pseudo sinistro, così rosinobianco tendente a screziature azzurre se osservi bene l'esemplare: ogni tre o quattro anni si rifà la berlina di lusso tedesca nuova di trinca che uno si chiede no!? come faccia uno così. Sempre così viscidamente attivo nel PD locale che strombonazza sempre di quei discorsi vetero sinistresi politicamente corretti e così moderatamente progressisti e magari strombonazza pure sui problemi della delocalizzazione e della deindustrializzazione, del lavoro che non c'è, no!? Sicuramente brutti e cattivi i tedescbi che ci strozzano economicamente e con il pareggio di bilancio.
Anche in questo caso è l'imprenditoria di centro destra che eccelle, da quella parte il settore tira egregiamente e come sempre, sono e continuano ad essere assolutamente primi. I centrosinistri, pardon, i centrocentristi proprio non ce la fanno, arrancano.

La casta non è peggio di quanto essa rappresenta. Ed è solo uno dei comparti del parassitario avanzato. Solo uno di mille mila.
Recessione? Non in tutti settori. Alcuni sono in ottima forma.

mercoledì 5 giugno 2013

Parole sussurrate

Uh, questo amante ci strapazza. Il giorno dopo è tutto un po' lento, rallentato. Dovrei scrivere altro ma... poca energia per farlo.
Il finale, da Flora, ieri, con la musica a volume ridotto. E' la prima che mi capita in un paio di anni. Così leggero, c'era pure silenzio. Così intimo. Anche il tango può stupirti per paesaggi sconosciuti, dietro l'angolo. E Flora è sempre speciale per queste improvvisazioni e deviazioni creative.
Tra un pezzo ed il successivo, a volte solo un abbraccio, qualche parola e, ieri sera alla fine, qualche parola solo sussurrata. Con _nna, felici per qualche passo nuovo provato, improvvisato, sperimentato e riuscito e  per quella atmosfera soffusa che aveva noi al centro del mondo. E, in fine, poche parole sommesse.



martedì 4 giugno 2013

Sferette di mercurio



Ci siamo ritrovati ieri dopo due anni (in realtà dal 15 luglio del 2011). Questa volta è stata una riunione pacifica. Le passioni sono sbollite, vertici e spigoli si sono smussati ed  è arrivato  il disincanto post-innamoramento prima e post-separazione ora. Forse l'intersezione delle nostre idee (anarchici, decrescitivi, liberali e comunisti, rossi e verdi e rosiniquasibianchi, sinistrorsi critici, radical ecologisti, piùomenopentastellati, pauperisti ed edonisti, atei, agnostici e religiosi, animalisti e vegetariani e  pragmatici ed onnivori, idealisti svampiti e lottatori materialisti incazzerecci e centro altre dimensioni politiche ed esistenziali) è troppo minuta, le anime sono troppo differenti.
Se si adottasse un approccio anche solo non superficiale, solo non più che moderato,  probabilmente  neppure lo stop al consumo di territorio ci troverebbe unanimi.
Mi fa sorridere osservare coloro che predicavano con foga l'austerità berlingueriana demonizzare quella montiana, quelli che la decrescita va bene purché non sia quella demografica, gli autoflagellanti che però agli immigrati tutto è permesso e dovuto. Lo spirito antagonista e rivendicativo ti frega. Solo che così non puoi seguire alcuna rotta, sei in balia del'esterno.
Neppure la presa di coscienza dei meccanismi marci e di saccheggio dell'antipolitica locale riuscirà a tenerci insieme.
Noi non abbiamo interessi di lucro, speculativi, di carriera che sono l'unico collante che tiene più o meno coese le forze (anti)politiche. Finiremo il mandato e il progetto verrà chiuso.
Una lista civica è un gruppo e un gruppo, in una società così liquida e liberata (fortunatamente!) da vincoli e ristrettezze che una volta obbligavano alla sinergia per sopravvivenza è un insieme di sferette di mercurio che si uniscono e si dividono con un nulla.

lunedì 3 giugno 2013

Macchia rossa

Venerdì ho fatto una sorpresa a _ica, la mora del profumo.
Un paio di messaggetti scherzosi di testo la mattina e prima e ... verso le due l'ho vista (era stata dall'estetista in pausa pranzo) le ho consegnato la sorpresa, una copia di Ad occhi chiusi. Le avevo piazzato un paio di domande in milonga martedì, avevo capito che non lo aveva ancora visto.
Me la cavo bene con le confezioni, minimaliste: carta da giornale, raffia e...  composizioni floreali e olfattive: un piccolo mazzetto decorativo di rametti freschi di quercia (albero sacro e propiziatorio per i celti e i nordici), di rosmarimo e lavanda. Pacchetto proprio bellino! Si è molto rallegrata; ha fatto due fanali così...
Mi ha invitato a pigliare qualcosa, ha preso una spremuta ella ed un calice di bianco io e abbiamo parlato un po'. Frizzante. Anche se siamo stati su lavoro e tango.
Ecco, _ica mi piace, stavo pensando a lei così fine e mediterranea, ha quel gusto nel vestire (abitino rosso, décolleté rosse , calzioni grigi, scoooter rosso, ahahah, ma che fai, hai le due ruote in pendant con il resto, le ho scherzato?). Mi piacciono pure alcuni accenni di rughe sul suo volto. E' naturale, ha una certa semplicità signorile nel parlare della sua vita e anche molto femminile e materna nel parlare dei suoi due bipedi (una un paio di anni di più e l'altro cinque di meno del mio).
Ero arrivato in bici, zainetto a quella parte sciccosa della città, Up town girl! canterebbe Billy Joel.
Poi è tornata al suo lavoro, uno studio associato, c'erano alcune macchine sotto parcheggiate targate RSM da quelle parti. Già, i commercialisti e i diversamente residenti a San Marino.
Io me ne sono andato per mezza giornata di ferie a godermi gli angoli antichi intorno a San Domenico, alcuni scorci di città ancora medievale o fino alla Piazza del Francia. Se la vedi con occhi aperti e attenti le nostre città italiane possono rivelarsi scrigni straripanti di armonia e bellezza.
Domenica mi ha mandato un messaggio "macchia rossa a Formentera. Baci". Formentera!?
Oddio io ero nel paradiso a far da guida per altri nove felici come pasque per la bellezza che avevano scoperto qui nel cuore dell'Appennino. Formentera?! Ma io che cazzo c'azzecco con una così?

Ahaha, il video e il pezzo sono un po' 'na minchiatina tamarroide ma mi hanno fatto ridere.


sabato 1 giugno 2013

Gezi Park, Istanbul, Italia, Mondo

A Istanbul dunque hanno deciso di distruggere il parco Gezi (uno dei pochi polmoni verdi residui della metropoli) per... edificare un centro commerciale, una moschea e per la crescita (il terzo ponte sul Bosforo);  qui le neoreligioni del consumismo e della crescita abbracciano quella tradizionale.
Hanno deciso... chi è il soggetto? La domanda è interessante.
Noto con piacere che nelle foto emerge ancora una volta una vivace componente anarchica antagonista. Esistono persone che non solo non hanno messo all'ammasso pecoreccio il cervello ma che hanno alcuni strumenti per accorgersi del problema planetario del tumore crescita, di questo colossale sacco sociale, osserva ancora una volta che il potere è funzionale all'interesse di piccoli gruppi al vertice della piramide, che accentrano risorse drenate e rastrellate dalle maggioranza negli strati inferiori, distrugge i beni comuni, produce rifiuti non solo non biodegradabili ma, peggio, ideologici.
Il parco Gezi in Turchia, Expo a Milano, TAV in val di Susa, stazione TAV  di Stoccarda e la puttanata centropadana a Reggio Emilia,  terza pista a Malpensa, la diga di Belo Orizonte, sono solo alcuni esempi di una serie infinita, sterminata di distruzione ecologica del primo bene comune che è lo spazio vitale, l'ambiente, i sistemi biotici, compiuta come beffa proprio con le risorse predate alle classi che ne subiscono le conseguenze.
Il merdislamico Erdogan non è peggio del cattocattolico Lupi di Costruzione e Liberazione. "Ha annunciato ai manifestanti che la distruzione del parco non si fermerà, «qualunque cosa facciate»". La peristalsi di Erdogan, di Alfano, Lupi o Fassino si manifesta nelle stesse parole.
Sono le azioni di questo potere distruttivo, corrotto e corruttore contro il quale ogni reazione è non solo lecita ma ecologica ed auspicabile.
Voi lo sapete che la vostra rapina comporta un certo rischio. Sappiatelo.

Considerati molti studi strategici, io penso che arriveranno tempi non troppo lontani nei quali, dal 1945, dopo ottanta o novant'anni  potrei essere chiamato a dare una mano. Magari vivendo sui monti, con le armi, per resistere contro questa feccia parassita. In un certo senso la mia conoscenza del territorio che curo ad ogni uscita, forse potrà tornare utile. Io provo a immedesimarmi, penso al piacere che essi provarono con l'effetto delle armi su questi capibanda da capestro, le reazioni sociali irate e isteriche, i media strepitanti. Posso capire la soddisfazione di certi Brigatisti nell'osservare gli arroganti e virulenti criminali che estrarrono dalla loro macchina nefasta di potere, nell'osservare la tracotanza degradata a codardia, la disgustosa indegnità, l'essenza misarabile di capiparassiti piagnucolanti rispetto alla giusta fine che li attese e che forse li aspetterà.
Voi scandalizzati continuate pure a scandalizzarvi, rimanete pure a 90 gradi; prima o poi i parassiti cleptocrati  arriveranno anche a voi e vi troveranno inchinati e intenti a guardare la tivvù che vi dirà che quelli che non si fanno inculare a sangue sono brutti e cattivi anarco insurrezionalisti e altre parole della propaganda per sciocchi. Nel 2013 e un po' più difficile rincoglionire il 100% della società. Qualcuno non ci sta.


(afp)