Ieri sono
incappato da agobit nel tentativo di resuscitazione ideologica de "il problema senza soluzione". Rispondo qui ad alcune obiezioni visto che altrimenti oltre ad ingombrare a casa altrui mi perderei poi la capacità di trovare in futuro questi appunti
smantellatori.
Sul piano tecnico (v.
qui).
I GWp di fotovoltaico realizzati in Italia, se ricordo bene, sono stimati tra i 12 e i 20 (
qui il Sole 24 Ore sul ne cita 17). I GWp non sono i GW mediamente ottenibili. Vero. Solo una parte di essi sono utilizzabili in media.
Quale modello ha usato Alessandro nella sua app?
5G$/GW? Eh!? Ad esempio per il solo costo di realizzazione di Olkiluoto 3 (ca. 1.6GW) si prevede un costo finale di 25G€ – (ad esempio
qui) senza contare (e questo è solo uno dei problema irrisolti del problema senza soluzione) i costi di smantellamento della struttura.
In quanto all'occupazione di suolo, i nuclearisti hanno ancora in mente il modello "a centrale"/centralizzato (industrialista, modernista) ma non è il modello che si assume per una società sostenibile basata sull'utilizzo di rinnovabili nella quale la produzione è e locale, ”a rete” e diffusa in milioni di impianti medio piccoli su superfici già biologicamente morte.
Tanto per intenderci negli ultimi anni la superficie cementificata/infrastrutturata/capannonizzata sottratta alla SAU in Italia (che si aggiunge al territorio cosnumato e biodistrutto in precedenza) è di ca. 3.5 MHa, Possiamo in via straordinariamente prudenziale di utilizzarne anche solo un 10%, avremmo 350 kHa di campi fotovoltaici. Con una stima ancora prudenziale possiamo assumere un potenziale di picco medio di 0.125kWp/mq.
Abbiamo quindi
3.5 ∙ 10^2 ∙ 10^3 ∙ 10^4 mq ∙ 1.25 10^-1 kWp/mq = 4.03 ∙ 10^5 kWp = 403GWp
In via molto prudenziale abbiamo un potenziale di picco di ca. 403GWp . Senza un metro quadrato uno di merdoso fotovoltaico su bioterreno. Abbiamo realizzato l'equivalente di 4 o 5 centrali nucleari che diventano fino a 17 in certi periodi, I N P O C H I A N N I e D I M I N U E N D O la nostra dipendenza energetica dall'estero ovvero migliorando sensibilmente la nostra bilancia dei pagamenti che potrebbe solo peggiorare con l'importazione dall'estero anche di uranio) realizzato solo il 17/403 = 4.2% dell'autoproduzione possibile di energia.
Ad agobit (v.
qui) rispondo sul piano filosofico. Mi sembra che egli cada nel tecnoteismo accrescitivo che è CAUSA del collasso ecologico di Gaia. Questo si concilia male con qualche accenno ad un neopaganesimo che leggevo nelle sue pagine basate sulla sacralità del non-umano e sul fatto, appunto, che homo DEVE imporsi dei limiti per non annichilire, distruggere tutto ciò che non lo è e dal quale esso dipende vitalmente.
La sciagurata crescita demografica dall'avvento del petrolitico/fossilitico è stata proprio causata dalla disponibilità di energia. Rimando alle
osservazioni di Paolo Lambardi sul biocidio sistematico e sull'ecocidio planetario che la disponibilità di energia ha consentito avvenissero. Agobit confonde Stalin con i limiti geobiofisici del pianeta.
Quando un sistema sta aumentando la velocità con la quale si dirige al collasso, investire risorse in ciò che ne è causa e che ne aumenta la velocità (sottraendole a quanto tenta di risolvere i problemi) non è una strategia
brillante.
Ancora: qui non ho minimamente accennato ad altre
bagatelle ecologiche ed etiche (intergenerazionali) de “il problema senza soluzione”.
P:S.
Non ho trovato in rete la scheda “La morte del nucleare” di Jonathon Porritt” presente in “2052 Rapporto al Club di Roma” di Jorgen Randers,. p. 124 - 126. Rimando a
questo lavoro di Jonathon Porritt sulle diseconomie del nucleare e sulle credenze (comprese quelle relative al cambiamento climatico) che caratterizzano la religione nuclearista.