giovedì 7 novembre 2013

Embeh!?



Della bici in seconda fila avevo già detto. Pensavo di aver scritto anche di quel periodo in cui intorno alla stazione qualcuno si impegnava a forare le gomme anteriori di decine di bici,  applicandosi anche alla mia (ma non lo trovo o non lo scrissi).
Per la seconda volta da qualche settimana a questa parte mi hanno svitato il tappino della valvola della ruota anteriore e probabilmente sgonfiato la ruota (potrebbe anche essere che senza tappino la valvola abbia avuto una perdita che ha svuotato la camera d'aria).
Rottura notevolissima di coglioni. Che senso ha? "Dietro" alla stazione le poche rastrelliere sono sempre piene. Quando non trovo un posto in esse la lascio bilegata ad un qualche palo della segnaletica verticale, uno dei quali nei pressi dell'entrata di un condominio. Qualcuno a cui ciò da fastidio? Non capisco perché, lo spazio per passare rimane ampio. Ma se fosse così, che cazzo di comunicazione sarebbe? Lascia un biglietto al limite, no!?
Io potrei arrivare a pagare una fortuna per poter essere lì quando succede il fatto e poi chiedere con garbo: Embeh!? Osservare con attenzione i meccanismi interni a quelle menti.

mercoledì 6 novembre 2013

Fissazione nucleare

Ieri sono incappato da agobit nel tentativo di resuscitazione ideologica de "il problema senza soluzione". Rispondo qui ad alcune obiezioni visto che altrimenti oltre ad ingombrare a casa altrui mi perderei poi la capacità di trovare in futuro questi appunti smantellatori.

Sul piano tecnico (v. qui).
I GWp di fotovoltaico realizzati in Italia, se ricordo bene, sono stimati tra i 12 e i 20 (qui il Sole 24 Ore sul ne cita 17). I GWp non sono i GW mediamente ottenibili. Vero. Solo una parte di essi sono utilizzabili in media.
Quale modello ha usato Alessandro nella sua app?
5G$/GW? Eh!? Ad esempio per il solo costo di realizzazione di Olkiluoto 3 (ca. 1.6GW) si prevede un costo finale di 25G€ – (ad esempio qui) senza contare (e questo è solo uno dei problema irrisolti del problema senza soluzione) i costi di smantellamento della struttura.

In quanto all'occupazione di suolo, i nuclearisti hanno ancora in mente il modello "a centrale"/centralizzato (industrialista, modernista) ma non è il modello che si assume per una società sostenibile basata sull'utilizzo di rinnovabili nella quale la produzione è e locale, ”a rete” e diffusa in milioni di impianti medio piccoli su superfici già biologicamente morte.
Tanto per intenderci negli ultimi anni la superficie cementificata/infrastrutturata/capannonizzata sottratta alla SAU in  Italia (che si aggiunge al territorio cosnumato e biodistrutto in precedenza) è di ca. 3.5 MHa, Possiamo in via straordinariamente  prudenziale di utilizzarne anche solo un 10%, avremmo 350 kHa di campi fotovoltaici. Con una stima ancora prudenziale possiamo assumere un potenziale di picco medio di 0.125kWp/mq.
Abbiamo quindi

3.5 ∙ 10^2 ∙ 10^3 ∙ 10^4 mq ∙ 1.25 10^-1 kWp/mq = 4.03 ∙ 10^5 kWp = 403GWp

In via molto prudenziale abbiamo un potenziale di picco di ca. 403GWp . Senza un metro quadrato uno di merdoso fotovoltaico su bioterreno. Abbiamo realizzato l'equivalente di 4 o 5 centrali nucleari che diventano fino a 17 in certi periodi,  I N  P O C H I  A N N I e D I M I N U E N D O la nostra dipendenza energetica dall'estero ovvero migliorando sensibilmente la nostra bilancia dei pagamenti che potrebbe solo peggiorare con l'importazione dall'estero anche di uranio) realizzato solo il 17/403 = 4.2% dell'autoproduzione possibile di energia.


Ad agobit (v. qui) rispondo sul piano filosofico. Mi sembra che egli cada nel tecnoteismo accrescitivo che è CAUSA del collasso ecologico di Gaia. Questo si concilia male con qualche accenno ad un neopaganesimo che leggevo nelle sue pagine basate sulla sacralità del non-umano e sul fatto, appunto, che homo DEVE imporsi dei limiti per non annichilire, distruggere tutto ciò che non lo è e dal quale esso dipende vitalmente.
La sciagurata crescita demografica dall'avvento del petrolitico/fossilitico è stata proprio causata dalla disponibilità di energia. Rimando alle osservazioni di Paolo Lambardi  sul biocidio sistematico e sull'ecocidio planetario che la  disponibilità di energia ha consentito avvenissero. Agobit confonde Stalin con i limiti geobiofisici del pianeta.
Quando un sistema sta aumentando la velocità con la quale si dirige al collasso, investire risorse in ciò che ne è causa e che ne aumenta la velocità (sottraendole a quanto tenta di risolvere i problemi) non è una strategia brillante.
Ancora: qui non ho minimamente accennato ad altre bagatelle ecologiche ed etiche (intergenerazionali) de “il problema senza soluzione”.


P:S.
Non ho trovato in rete la scheda “La morte del nucleare” di Jonathon Porritt” presente in  “2052 Rapporto al Club di Roma” di Jorgen Randers,. p. 124 - 126. Rimando a questo lavoro di Jonathon Porritt sulle diseconomie del nucleare e sulle credenze (comprese quelle relative al cambiamento climatico) che caratterizzano la religione nuclearista.


(regalonuclearedihomoalloceanopacifico via popularresistance.org)

Garantismi



Ascoltavo ieri alla radio Pasquino, sulla pressoché completa assenza di etica pubblica in Italia al quale corrisponde il grottesco editoriale odierno di Giovanni Sartori.
Hanno assolto Bassolino. Passano i mesi e la condanna del capo B.anda non viene applicata, alla pletora di prescrizioni formali si aggiunge quella de-facto; la Cancellieri considera doverosa la concussione "umanitaria" (solo VIP, poracci esclusi) e verrà salvata dal PD e la ministra si da da fare eccome.

È stato assolt*!
Vedi che non è stat* condannat*?!

È come nella terra dei fuochi: il "furbo" sversa in un campo del cromo esavalente di ottima produzione nordista. Poi arriva l'organo inquirente  che si affanna a trovare il confine netto tra glomeruli inquinati e quelli che non lo sono senza trovarlo. Conclusione: nulla e nessuno può essere condannato. (sillogismo) => Nessun crimine è stato compiuto.
Quindi tutto può continuare come prima.

martedì 5 novembre 2013

Non convivente


  • M5S, scoppia ‘parentopoli’ al Senato. ‘No a streaming, diamo immagine negativa’
    (ilfattoquotidiano.it)
  • Il potere corrompe anche te, ditti di smettere.


DeBenoist sostiene l'etica dell'onore e della fedeltà alla norma. Più prosaicamente Michele Alnis sottolinea la strategia da grulli dei furbi che stirano le norme per un tornaconto immediato.
Qui i pentastellati fanno un'azione di ecologia politica di controllo reciproco. La scelta di non pubblicizzare il processo interno è un clamoroso autogol, è follia suicida, antimarketing, anticomunicazione, antitutto. E' il degradarsi piano piano a partiti. E' il timore dell'azione radicale, della chirurgia. E' il sistema e la cultura che li ha prodotti che se li sta incorporando, lo stravolgimento della propria essenza.
Questa umanità ignobile, accattona di amicicompagniparenticonoscenti infilati qui e là è la stessissima cosa, in piccolo, delle concussioni di B. e della Cancellieri.
Ho rispettato_la_regola perché non convivente. Milleottocentoeuri in vestiti. Ma essi dovrebbero e devono essere esemplari, non possono permettersi questa robba. Ma questa è un'utopia; allora sano realismo deve pensare a processi anche di autocontrollo e di autorepressione, ad architetture di sistematici conflitti virtuosi di interessi, alla fisiologia mancante del controllo reciproco.
Siamo al perfettamente abnormale dello stravolgimento cavillesco (del senso) della norma.

lunedì 4 novembre 2013

Pazesko!


  • Bailemos
    como antes, cariñito,
    abrazados, bien juntitos,
    sólo un alma entre los dos
    Bailemos


    Reinaldo Yiso

Dopo un mese (era domenica 6 ottobre... anzi no, già con l'infezione che covava ero andato da Flora martedì 8, avevo ballato male, un po' stranito da quella opacità) sono tornato nette tue braccia, T.
Non importa la stanchezza.
Non importano le gambe così stanche a fine serata.
Non importa l'affanno.
Perché avevo tra le braccia te, _ica del profumo. Solo cose più semplici che è quello che rimane, il diamente dopo aver tolto tutto il resto. Sole le cose semplici e così difficili, per prenderci cura di noi, del tuo respiro, del tuo ascolto, della tua proposta. E così quando mi discostavo da quell'abbraccio, dal tuo respiro, dai miei errori e dai tuoi che trovavano godimento nel comprenderli, nell'accoglienza. quando mi discostavo ti vedevo con gli occhi chiusi e poi i tirabaci e le labbra. Ecco, i miei occhi andavano alle tue labbra e poi li chiudevo - mi sono preso questa licenza, per qualche momento - per riaprirli e poi vedere la gioia, la luce nei tuoi occhi di quell'unione di anime, del nostro amore pazesko di tre minuti in tre minuti.
Pensavo se sarebbe meglio essere tra le tue gambe o nelle tue braccia.



domenica 3 novembre 2013

Complessità



Detto come va detto il cosiddetto "cambio di stagione" è una rottura di coglioni alla quale non riesco minimamente ad abituarmi col passare degli anni. Oggi l'ho quasi sistemata avrei preferito un'uscita in questo vento di nuvole e azzurro in zuffa autunnale. È un po' di anni che tento di semplificare/ridurre il guardaroba. Ma la mia/nostra vita è complessa. Passa dalla milonga allo sci/ciaspole, dal far legna all'ufficio, dal viaggiare in treno all'andare in bici, dal freddo -20° alla mitezza di oggi,è "varietà". Alla complessità intrinseca si aggiungono le convenzioni sociali: alla riunione importante non puoi indossare i capi ordinari. A tutto si aggiunge la moda. Forse su questo fronte sono riuscito a semplificare un po con la mia strategia decrescitosa, edonista e da esteta. Ma è solo un terzo del tutto.
Che l'altro giorno ho dovuto passare a(lla "nuova" interfaccia di) Microsoft Word e ho dovuto subirne lo stravolgimento bestemmiando maremmanamente. Se non ti cambiano qualcosa per cambiare qualcosa (idiozia del fare a prescindere)  peggiorandoti la vita come fanno a venderti qualcosa? Qui la complessità straordinaria e "sovrautile" emerge nettamente come netta è la percezione del sadismo della liquidità "produci consuma krepa".

Sono in treno felice di tornare in milonga dopo quasi un mese, condizione fisica ancora "non ottimale". Ecco, il tango nella sua intima, semplice e difficile complessità emozionante è un paradosso interessante.

sabato 2 novembre 2013

Come una foglia

Ero seduto accanto ai miei che stavano vedendo un film su Rai Movie.
Qualcosa su degrado, alienazione, alcolismo, violenza domestica e intergenerazionale nella comunità dei Maori. Alla scena del suicidio della figlia maggiore per impiccagione, figlia che non ha resistito al crescendo di soprusi e  violenze e del dolore sovraumano della madre che la scopre, non ho resistito, sono venuto qui a letto e ora scrivo a te, diario.
Io vivo una vita serena, dorata, felice per la bellezza, la Natura, i giorni con mio figlio, per le mie passioni, l'amore passato e quello che verrà. La rappresentazione, per quanto cinematografica, degli abissi della vita, della capacità di distruzione e di generazione della biologia, non trova una gran pellaccia a resisterle.
Domande molte, risposte balbettanti, incerte, soverchiate dalla dimensione esistenziale, duale, della vitamorte.
Starei per aggiungere "e dall'impotenza".
Ma, anima mia, fermati e respira bene. È il tuo esempio così piccolo e  così grande del vivere giorno per giorno, nell'ecologia che cambia il mondo in silenzio. Come una foglia verde della quercia o del grande acero.
Buonanotte serena anima mia, proprio come quella di una foglia di quercia, là sul ramo grande e robusto.