venerdì 16 dicembre 2016

Da domenica

E' da domenica che non scrivo. Sono entrato di nuovo in un turbine lavorativo che mi ha risucchiato. Devo dire che... tutto il resto è stato annullato. Lavoro in ufficio, in treno, a casa, mi sveglio e mi vengono delle idee. Tutto soccombe. Sto sperimentando questa sorta di parossismo, di sfida con me stesso, di hybris creativa che si autoalimenta. L'azienda ha preso atto dei risultati e dell'assurda e grottesca accusa di negligenza, hanno lasciato cadere la cosa (dovrei informarmi ora).
Non ho visto amici, non ho visto _mlero, non sono andato al GAS, non sono uscito. Solo martedì sono tornato nella palestra di cointegrno: sarei voluto fare un salto in milonga ma ero talmente cotto che sono tornato a casa di _mlero. Sento che il fisico si sta leopardizzando, così ho deciso di tornare a fare un po' di buon lavoro fisico. Stamani altro risultato raggiunto, Beh, ora posso tirare un sospiro.
Questa settimana una lezione è stata annullata, l'altra l'ho sospesa.
Mi manca il tango, la montagna.
Anche il diario, un po'. Ma soprattutto il tango.

(alekseistakanov)

14 commenti:

  1. Pensare che io conosco un sacco di gente che in azienda non fa una mazza oppure lavora per altri, mentre prende lo stipendio da questi.

    Anni fa mi sembrava umiliante l'idea di controllare i dipendenti, adesso mi sembra inevitabile. Se tornassi indietro spierei tutti peggio della NSA e al minimo sgarro partirebbe la letterina.

    Per altro le aziende sono posti veramente poco sani. Si mette in scena il peggio dell'umanità, come nelle tragedie greche, solo che per fortuna si tratta del signor Rossi invece che di re Menelao.

    Domanda inevitabile: visto che sei persona che ama vivere nell'eccesso, hai i periodi di "trance lavorativa". Quando sei nei periodi di quiete cosa fai, dormi? Insidi le impiegate alla macchinetta del caffè?

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    1. Belin Lorenzo, beato te che sei perfetto!

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    2. Grazie. Però non vedo da cosa tu concluda che io sia perfetto. Ho elencato fatti concreti, ovvero che:
      1. premesso che nessuno su questo blog lavora in altoforno o in miniera, l'antagonismo verso la ditta stile "non mi riconoscono i miei meriti", che evolve nel "allora io [da non lavorare, passando a lavorare per altri, arrivando al rubare]", è lo stato mentale medio dei "lavoratori dipendenti". Se il Governo di "sinistra" forza il Parlamento succube ad approvare una legge chiamata "i furbetti del cartellino" è perché esiste il "cartellino" e perché esistono i "furbetti". Nello show televisivo Camera Cafe, il personaggio di Luca Nervi, responsabile acquisti, oltre a intascare mazzette dai fornitori porta a casa la carta igienica aziendale.
      2. Nelle aziende piccole il problema normale è che il capoccia magari è un genio in qualche campo specifico ma una frana in altri.
      3. Nelle aziende grandi il problema normale è che il management guadagna a prescindere se l'azienda produca utili o perdite. Spesso viene premiato al raggiungimento di certi "obbiettivi", auto-referenti, che magari sono cose "poco pulite" oppure proprio criminali.
      4. Nelle aziende grandi il management di solito non ha competenze tecniche ma viene da curriculum di economia, legge, scienze politiche, eccetera. Questo determina la separazione di due binari che non si incrociano, quello delle "relazioni", sia interne che esterne e quello della "produzione", che per le ragioni sopra esposte, è sempre subordinata se non addirittura un pretesto.

      Detto questo, la situazione lavorativa di UCoso non la conosco ma per una azienda di solito è vitale la buona pianificazione, nelle sue fasi. Sarei curioso di sapere come gestiscono le fasi alterne di UCoso, da quello che ci racconta lo accusano di negligenza invece di premiarlo.

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    3. Poi Sara, non entriamo nel merito del sindacalismo che li sono vere barzellette. Ecco l'ultima.

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    4. Lorenzo non è che siamo al mondo per schiattare, eh?!

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    5. Lascia perdere Sara, le cose sono li da vedere, per chi vuole guardare.

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    6. Anche nelle aziende c'è una sorta di impazzimento.
      Purtroppo riguarda tutti i livelli, dall'operaio factorum fino ai vertici.

      _zzz mi ha fatto vari esempi di corruzione molto grave anche nel privato. E' una diffusa perdita di etica professionale.

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  2. e la contestazione disciplinare com'è finita?

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  3. Vedo che alla fine mlero la sta spuntando...non per andare in milonga come copia fissa con te...ma riesce comunque a non fartici andare da solo... M :) Eh....la caparbietà di alcune donne é davvero incredibile :)

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    1. _mlero ha capito che se mi lascia spazi e autonomia io posso esserle vicino. E' intelligente!

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  4. Insomma ti manca quello spazio di vita che ti realizza nel privato, o NO? Comunque frequentare la palestra per ri-tonificarsi è una scelta saggia, soprattutto se frequentata con regolarità...basta che non sia a scopo edonista. Per il resto, il lavoro va anch'esso coltivato con la quotidianità; ma mai vissuto come ossessione...ma viverlo come un necessario spezzone della vita quotidiana; niente di più, niente di meno.
    Un ottimo esercizio sarà " Vivere e Amare...nel mezzo il lavoro ! Ogni cosa ha il proprio tempo che non si può sopprimere ad altre esigenze psichiche, materiali, morali ecc.

    Buona giornata UUIC, anche se con qualche ritardo sul post.

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    1. Anni fa, una mia collega fece questa affermazione: "Il lavoro, così come mi viene imposto, non è altro che una sospensione quotidiana della mia esistenza". Allora capii quella mia collega solo fino a un certo punto. Oggi mi è più chiaro cosa intendesse dire. Temo per il domani.

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    2. E' un lavoro eccellente, ma anche minimale.
      No gnocca, no cose glamour, si lavora su una disciplina che mette insieme più tipi di attività, dalle arti marziali allo yoga, dalla danza alla lotta, dal potenziamento ai katà del karate, etc. .

      MKS, il fatto è che il lavoro è una metarisorsa: in un mondo che si sta impoverendo di risorse, si sta impoverendo anche di metarisorse. Quindi, se vuoi campare, per ottenere gli stessi risultati devi "cacciare" molto di più.

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