domenica 11 dicembre 2016

Pacifico?

Svegliato prima delle sette, qualche commento qui e la', poi lavori in casa. Ho preparato anche l'albero. Abbiamo pranzato ciome i contadini, a mezzogiorno (UnBipedinone doveva andare per un breve impegno, dopo le dodici e trenta). Abbiamo rifatto l'amore, _mlero ed io. Ella e' quindi andata, io sono andato a prendere mio figlio,  siamo tornati a casa, lavorato un paio d'ore prima nel bosco e poi a casa per la legna. Poi di nuovo cena presto. Sono rimasto, penso, stasera, oltre un'ora accant al fuoco. A godermi caldo e l'ipnosi del gioco delle fiamme.  Poi cena.
Giornata molto rilassate e lieta.
Pero'....
Noto come Lorenzo ribadisca l'importanza della moderazione.
Io invece, se non ho un'alternanza tra periodi a regime, normali e picchi di intensita' vitale, emotiva, qualcosa che mi appassioni, mi entusiasmi, in cui gettarmi anima e corpo, mi bolllisco, mi rompo, perdo smalto.
Del resto lo sapevo, quando sarei "cascato" nella vita di coppia, mi sarei calmato, sedato, sarei diventato pacifico.

37 commenti:

  1. Io non ho affermato la importanza della moderazione.

    Quando tu parlavi di "eros", ti ho fatto presente che nella antichità esistevano due principi contrapposti, il principio dell'uomo padrone di se stesso, quindi che vive con saggezza e moderazione e il principio del satiro, cioè dell'uomo che vive di passioni e azioni incontrollate.

    Nell'ideale greco la moderazione era considerata una virtù mentre l'eccesso delle passioni era considerato un vizio.

    Prego notare che questo ideale è passato ai Romani e da li nella Chiesa (ovviamente al netto della eredità ebraica e dei dogmi cristiani).

    Da un punto di vista pratico, il problema consiste nella soglia tra il privato e il pubblico. Ovvero, fintanto che tu sei auto-contenuto, indulgi nelle tue passioni, te la canti e te la suoni, nessuno avrà da ridire tranne quelli che vogliono insegnarti a vivere. Ma quando le tue azioni hanno conseguenze che riguardano altri, fuori dalla tua cerchia personale, è evidente che sei chiamato a risponderne (responsabilità) e sei giudicato (sulla base dell'utile collettivo).

    La ragione per cui esiste il concetto di "eccesso" e per cui chi eccede di solito si deve nascondere perché o si trova sul limite o dentro lo "illecito", è che gli eccessi sono distruttivi per la struttura sociale.

    Pensiamo alla novella boccaccesca dei due coniugi che si incontrano per sbaglio in un luogo di scambisti. E' palese che l'idea dello scambismo collide con il "diritto di famiglia", ovvero l'insieme di obblighi verso il coniuge e dei coniugi verso la società che vengono assunti con l'atto del matrimonio. Anche se con una labilità maggiore, vale lo stesso per una qualsiasi "relazione di coppia".

    Prego notare che se uno è "scambista" non vorrà che la cosa si risappia, perché la sua "reputazione" ne verrebbe intaccata.

    La "reputazione" dipende dal giudizio altrui (virtù) e dall'essere affidabili, che è l'esatto contrario del vivere di eccessi, in una direzione qualsiasi.

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    1. > collide con il "diritto di famiglia"

      Dovrei riaprire lunghe discussioni che tenni, sulla questione morale e morale sessuale sul diario della ex-coppia.
      Mi vien da sorridere quando leggo "diritto di famiglia". Un diritto che e' diventato anacronistico e talmente storto che non rispecchia piu' in alcun modo la realta'.
      Non vorrei essere io, piu' volte da te accusato di essere sterilmente antimodernista, a sottolineare che i mezzi contraccettivi hanno rotto in gran parte la "etica della morale sessuale".

      Gli amanti (andiamo oltre al contratto civilistico o religioso del matrimonio) stabilisocno (dovrebbero stabilire), dei patti, dei contratti dove sulla sfera sessuale, come su altre, si giunge ad un accordo, eventualmente dopo opportuna negoziazione.

      Io della reputazione me ne frego.
      Perché quando andro' dal fornaio voglio sapere che lavora bene, con ingredienti sani, in un laboratorio pulito, che faccia un buon pane con la pasta madre e non me ne puo' fregare di meno che tifi Inter o che adori il pissing con sua moglie.

      Conosco troppi mediocri e cialtroni moderati e timorati per riconoscere una qualsiasi valore assoluto a tali caratteristiche.

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    2. Questo è UUIC D.O.C. e mi fa piacere riscoprirti; anche rileggendo il tuo post di qualche tempo dedicato come dici tu e la tua ex...e rileggere è sempre un passo avanti.

      UN giorno dovrai sviluppare sino in fondo il concetto del passaggio in questo post "Gli amanti (andiamo oltre al contratto civilistico o religioso del matrimonio) stabilisocno (dovrebbero stabilire), dei patti, dei contratti dove sulla sfera sessuale, come su altre, si giunge ad un accordo, eventualmente dopo opportuna negoziazione." Va bè...alla prossima.

      Buona giornata

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    3. Mah, UCoso, io non ti ho mai detto che sei "antimodernista". Ti ho detto che ti piacciono le pose neoromantiche, stile la mite pastorella su sfondo bucolico. Cosa che si può ricreare con un ologramma ultra moderno. TI ho anche detto che sei estremamente ed intimamente incoerente, laddove affermi dei principi che poi rinneghi con le azioni, adducendo l'obbligo del conformismo perché tengo famiglia.

      Riguardo il "diritto di famiglia", due note.
      1. qui la parola "diritto" assume il significato originario, cioè lo "jus", la legge.
      2. la famiglia, per quanto detto riguardo la specializzazione dei generi evoluta dalla nostra specie, è l'unità base delle comunità umane, quella immediatamente soprastante è il clan o la gens. Le leggi che regolano il funzionamento del clan familiare sono alla base non della vita mia o tua, sono alla base della specie umana e quindi costituiscono anche la base dello "jus gentium", ovvero le leggi non scritte che sono condivise da tutte le persone del mondo.

      I "mezzi contraccettivi" sono una cosa che scritta qui, la dove mi si racconta che il lattiche si è rotto e che la pillola non ha pillolato, a mio avviso spalanca abissi di inconsapevole banalizzazione e auto-ironia in tutte le direzioni.

      A parte questo, che mi scoccia scriverlo tanto è ovvio, c'è un altro concetto privo di senso, "etica della morale sessuale".
      Etica = consuetudine
      Morale = stessa radice di "moderazione", ovvero "misura delle azioni".

      Tu esprimi con parole e opere, il concetto opposto a "morale" e il fatto che sia "consuetudine" è esattamente quello che sto sostenendo, ovvero la conseguenza di un Piano per ridurre tutti a idioti.

      Gli "amanti" non riguardano la famiglia, tu puoi amare una donna, un uomo, un asino, una bambola di gomma, il pistacchio, la podistica.

      Della reputazione te ne freghi ma il punto è che i irrilevante, come ti ho già detto e ripetuto, non la decidi tu. La tua virtu (o mancanza di) e il tuo onore (o mancanza di) lo decidono gli altri. Posto che se fosse vero quello che scrivi, NON SARESTI ANONIMO e qui, scusa, ennesima evidente ipocrisia.

      Infine, tu puoi pensarla come vuoi ma te lo dico in amicizia, non ti vengo a dire dove, come, quando mettere il bigolo, ti dico che certa filosofia è abbastanza sopra il livello che mantieni in questa sede, eviterei.

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    4. Ti dico di più, UCoso. Contrariamente alla impostazione del blog, a me sembra che tu sia più bravo nel "fare" che nel "teorizzare".

      Quanto "teorizzi" il tuo "fare" si vede che non hai preso la rincorsa abbastanza lunga e che il salto che fai è troppo corto.

      Ora, "non abbastanza" e "troppo" dal mio punto di vista. Direi che è ovvio che per altri, avvezzi a lunghezze e altezze minori, la tua rincorsa e il tuo saltare siano più che abbastanza.

      Epperò, siccome non si parla di come si fa la pasta alla carbonara ma di questioni fondamentali su cui si dibatte, si teorizza, si agisce, in un senso o nell'altro, da che mondo è mondo, lo ripeto, la banalizzazione è avvilente.

      Tanto più avvilente quanto si incastra con le altre tessere della attualità. Come dicevo, la "etica" che viene propagandata segue le stesse direttive base che si tratti dell'uso degli stupefacenti o dell'aborto o della immigrazione o di qualsiasi altro "tema".

      Che poi, fare come dicevano gli antichi stoici, seguire il carro invece che mettersi davanti per esserne travolti, è diverso da accodarsi descrivendo entusiasti la bellezza progressiva del carro.

      Ma si, dati, ormai siamo al crepuscolo, va bene tutto.

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    5. > affermi dei principi che poi rinneghi con le azioni

      No no no.
      Affermo dei principi che non sono il TUO insieme di principi.
      Rinneghi con le azioni Allora, per la milionesima volta: si può essere incoerenti o coerenti in infiniti gradi e sfumature.
      Preso un qualsiasi essere umano, potrai trovare in lui una qualche nota di incoerenza. La coerenza è come il freddo assoluto, ci si avvicina asintoticamente.

      A me basta essere coerente ad un buon livello: se io conduco una vita spartana più del 90% (?) delle persone, a me va bene.
      Certamente tu e Alahambra continuerete a martellare che sul fatto che non sono coerente, su quel 10% ci sono infinite speculazioni possibili da fare.

      La banalizzazione... dal punto di vista del modello di pensiero, è lo stesso meccanismo critico.

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    6. Proviamo un approccio differente, perché siamo davanti ad un problema di convenzioni.

      UCoso, pare che su certi argomenti convenga adottare un profilo più basso, una posizione più dubitativa. Pensare prima di scrivere, domandarsi "Questa cosa che sto scrivendo ha senso? Ci ho pensato abbastanza? Ne so abbastanza? Forse è meglio se questo non lo scrivo e quest'altro lo scrivo in un altro modo".

      La questione della coerenza non sta affatto come hai scritto ma è funzione delle posizioni che prendi. Chi non prende posizione, non ha necessità di mantenerle. Chi prende posizioni labili, ha la facoltà di mantenerle in maniera labile. Chi prende posizioni forti, rigorose, viene chiamato ad essere rigoroso. Chi prende posizioni estreme, deve essere estremamente coerente.

      Sempre se vuoi essere giudicato una persona serie invece che un pagliaccio, un guitto.

      Perché, come ho già detto, non importa cosa ti basta, cosa tu pensi. Quando sei in un contesto "pubblico" come in questo blog, sono gli altri che reagiscono a quello che scrivi, in conseguenza a quello che scrivi.

      Se ti dico che sei incoerente, non lo sto dicendo di persona alla persona UCoso sulla base dell'esperienza diretta, lo sto dicendo allo scrittore UCoso sulla base dei racconti che mi fa per iscritto, sto giudicando la tua narrativa.

      La banalizzazione vedila esattamente i questi termini. TU puoi leggere Topolino o puoi leggere Il Capitale. Il primo contiene sciocchezze semplici, il secondo contiene grandi pensate e grandi scemenze.

      Certo, ai tempi dei Savi di Grecia, quando il mondo era verde e le montagne giovani, si scrivevano grandissime pensate su Topolino ed era il segno del genio. Oggi, che siamo in un'epoca decadente, Topolino inevitabilmente BANALIZZA i temi attraverso le storie che racconta.

      Ergo, come ho scritto nell'incipit, conviene avere presente la difficoltà di un certo tema in rapporto al racconto che ne si sta facendo e se le due cose non vanno insieme, meglio evitare.

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    7. Qui aggiungo:
      Io trovo veramente fastidiose le persone che si buttano a scrivere tomi su tomi di pseudo-filosofie orientaleggianti, ignorando gli ultimi tremila anni di Storia, come se fossimo ancora all'epoca in cui in Europa giravano i leoni.

      Conosco un tale che si è inventato una sua "Università Mondiale", di cui è ovviamente Rettore, sita in alcune costruzioni abusive dentro un parco. Questo tale ha al suo attivo qualcosa come una sessantina di libri in cui spiega la vita, la morte, l'universo, l'essere e il divenire, facendo un minestrone di cose sentite di qui e di la, con tanto di musiche, danze e rituali.

      Ora, se li legge un "italiano medio", notoriamente semi-analfabeta, quei volumi intimoriscono per lo spessore e il gergo esoterico. Se li legge un pirletta come me, appena sopra il livello del semi-analfabeta, sembrano una parodia di Checco Zalone.

      Un po' come rivedere le immagini degli anni '70 coi Beatles vestiti "alla orientale" che andavano a cercare i "guru" tra i fumi dell'India, mescolati con le mantelline dell'ultimo Elvis.

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    8. > Chi prende posizioni forti, rigorose, viene chiamato ad essere rigoroso

      Le mie posizioni sono da SEMPRE quelle di una vita sostenibile, che significa spartana con delle trasgressioni più o meno rare.
      NON sono mai state radicali oltre un certo limite perché io non lo sono, non fino a quel punto.

      Posso usare l'immagine della torta: poiché le persone possono vivere bene con una fetta che non sia striminzita, è necessario che le fette siano in numero relativamente limitato.
      Da cui l'elementare conseguenza della decrescita.
      E del fatto che ho preso un aereo (fino a Catania e ritorno) in 13 anni, che mangio carne due volte alla settimana, che ho due auto che faranno, insieme, 6 o 7k km all'anno, che vivo in casa senza riscaldamento ovvero con caminetto (ora, purtroppo, con _mlero, devo accendere).
      E' lineare, abbastanza semplice direi e mi attengo a questa linea senza allontarnarmi troppo.

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    9. Si ma non è quello il problema. Evidentemente è inutile insistere.

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    1. Certo, come tutti gli anni.
      Simbolo nordico animista, che celebra il solstizio invernale, l'inizio del ritorno della luce nelle selve oscure, con i raggi quasi orizzantali del sole che fanno brillar i ghiaccioli e i cristalli tra i rami degli abeti.
      :)

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    2. Pure io lo faccio, per gli stessi motivi...

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  3. Io solo presepe, ma 2.0, con Pinocchio e Pulcinella, rifugio per i diseredati insomma. Non come i conventi che non aprono affatto agli immigrati. E nessuno se ne duole, a cominciare dal Papa che ne avevo chiesto l'apertura, ma si sa, a chiacchiere tutti buoni..

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    1. Pinocchio è il figlio ribelle di Geppetto, falegname e di Turchina, fata. Oggi andrebbe nei Centri Sociali e in manifestazione a spaccare vetrine. Allora invece doveva imparare la dura lezione della vita a bastonate.

      Pulcinella è una delle incarnazioni italiane dello stereotipo del servo finto-tonto che campa di furbizie mentre si prende gioco di tutto e di tutti. Piace ad altri servi che lo vedono come un vendicatore, figura orrenda per chi servo non è.

      I conventi erano comunità fortificate in epoca di si salvi chi può. Quando gli ordini monastici diventarono delle potenze, San Francesco inventò l'ordine di quelli che non si chiudono in una fortezza ma vanno tra la gente a mendicare e fare piccoli lavoretti. Ma invece che accogliere i fratelli di altre fedi, Francesco prende e va a convertire il Saladino brandendo la Croce. Invece che in Medio Oriente lo sbarcano in Africa e lui sfida i sapienti locali a camminare sui carboni ardenti, invocando il Giudizio di Dio.

      Il presepio dovrebbe rievocare la nascita di Gesu, niente altro. Il resto per chi crede è solo blasfemia e bestemmia. Per chi non crede, inutile sfregio.

      L'Albero di Natale è un altro simbolo religioso che andrebbe adoperato da chi crede nella religione a cui fa riferimento. Chi non crede lo usa per conformismo, cosi come le zucche di Halloween.

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    2. Dio (si fa per dire) ci scampi dai rifugiati anche nei conventi! Tanto chi credete che continuerebbe a pagare? E poi, mi risulta che i conventi siano comunque territorio italiano, dunque casa nostra (non del Vaticano) benché di fatto "indisponibile". Ecco, la Chiesa occupante tanto quanto gli abusivi che s'infilano nottetempo nelle case altrui accampando diritti che non hanno se non in ragione della propria protervia. E, anche in questo caso, al proprietario vero tocca pure pagare le spese.

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    3. Sia ben chiaro: Chiesa e cristianità non sono la stessa cosa. Anzi, a mio avviso si pongono in antitesi.

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    4. Anche la tua casa è territorio italiano. Se avessi una barca registrata in Italia anche quella sarebbe territorio italiano. Dire le cose tanto per è avvilente sia per chi lè scrive che per chi le legge.
      Diverso è se dici che i beni ecclesiastici non adibiti a luogo di culto dovrebbero pagare Imu. Ma immagino che la differenza sia troppo sottile.

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    6. Caso vuole, non ospito forestieri in casa mia, per di più imponendo ad altri di pagare le spese (con tanto di "cresta" in stile colf disonesta). Dunque la porzione di territorio italiano della quale mi prendo cura è, per ora, pienamente italiana. Ah, e non faccio (in effetti: non impongo) la questua per pagare la manutenzione del tetto.

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    7. In una cosa, però, hai ragione: dire le cose tanto per è avvilente sia per chi lè scrive che per chi le legge. Meno male che te ne sei accorta! Quando hai intenzione di smettere?

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    8. Ovviamente, "lè" con l'accento (e anche, su un altro livello, sia questo che quello) è un modo d'esprimersi che ho appreso da te. Poi si dice che la rete non è istruttiva!

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    9. > Non come i conventi che non aprono affatto agli immigrati.

      Eh!?!?

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  4. Gioia mia... puntarsi su un evidente refuso dovuto a tastiera digitale è una volta di più indice della scarsità di argomentazioni e purtroppo non solo di quelle.
    A casa tua nei limiti della legge puoi ospitare che vuoi. Un immigrato con regolare documento è ospitabile presso di te come presso le strutture ecclesiastiche. Ribadisco l'avvilimento sempre di più pensando che è una tragedia il fatto che tu sia un insegnante.
    Oh... il tuo stipendio, disgraziatamente, lo pago anche io.

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    1. AlaCosa, un immigrato puoi, anzi devi, ospitarlo a prescindere se abbia un qualsiasi documento. Esattamente come fa lo Stato italiano. Puoi anche fargliene uno te coi pennarelli.

      Ma attenzione, l'immigrato per avere il "diritto alla accoglienza" deve essere africano, nero o magrebino, possibilmente musulmano. Oppure un pakistano.

      Invece, se è giapponese buddista, calci in culo. Raus.

      Io ricordo che da giovane quando andavi in albergo dovevi dichiarare le generalità esibendo un documento. Adesso ospitiamo milioni di stranieri di cui non sappiamo nulla, in violazione del diritto internazionale, perché è funzione del Piano.

      A proposito della "ecclesia", una volta i Papi chiamavano il fiore della nobiltà europea ad armarsi e partire per riconquistare territori e genti alla Cristianità. Oggi i Papi operano in combutta con le elite palesi ed occulte per sottrarre territori e genti alla Cristianità.

      Chissà quale delle due cose è la volontà di Dio e quale quella del Demonio.

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    2. Alahambra, hai di nuovo capito tutto. Ormai è acclarato: sei un fenomeno! Che invidia...

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    3. Tra l'altro, se ospito chi voglio a casa mia posso chiedere (anzi, pretendere) trenta e passa denari di "contributo" da tutto il vicinato?

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    4. > A casa tua nei limiti della legge puoi ospitare che vuoi.
      Ni.
      Nel senso che poi i tuoi ospiti escono da casa tua e si rapportano con ciò che è fuori da casa tua.
      E qui iniziano i problemi.
      Si noti che la contumacia di molti delinquenti grandi e piccoli si basa proprio sul fatto di "essere ospitati" in case di "amici". Ciò non cambia di una virgola la loro nocività.
      Aggiungo che entrare penetrare una comunità contro la sua volontà e contro le sue leggi è un crimine, checché ne dicano buonisti, sostituzionisti, sìglobal, scafisti nostrani, etc.

      Ho scritto ni può essere
      o - sì sì se la tua frase diventa "A casa tua nei limiti della legge puoi ospitare che vuoi purché non escano di casa e non interagiscano in alcun modo coi vicini".
      o - no se rimane come scritta, per quanto spiegato.

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    5. Ah, nota importante: Casa tua non è tua, è di tutti. Quindi tecnicamente non stai ospitando, stai condividendo qualcosa che per definizione non hai facoltà di reclamare per te stessa.

      La spiegazione è di due ordini:
      1. variante cattolica: la tua casa è un dono di Dio, quindi è di tutti. -> comunione.
      2. variante comunista: la tua casa, quando la reclami come proprietà privata, è un crimine contro l'umanità. -> collettivizzazione.

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  5. @Lorenzo io penso che questo papa sia stato messo li' dalle elite del piano per distruggere la stessa cristianità, alla fine il papa è un burattino governato anche dalle forze islamiche molt danarose. Pecunia non olet

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    1. Ieri mi sono imbattuto in una festa di paese, cerano adulti e bimbi che ricreavano scene del mondo contemporaneo alla nascita di Gesu.

      Sono vestiti come un mix tra Tattoine di Guerre Stellari e Laurence D'Arabia, sottofondo musica arabeggiante.

      Incontro un uomo che conosco e gli dico "shalom".
      Cito Wikipedia:
      "Nei Vangeli, Gesù spesso usa il saluto "La pace sia con te" (per es. Matteo 10:12), una traduzione di shalom aleichem."

      E lui mi fa "eh no, si dice salam".

      Non ci ho visto più. E che cavolo, riscriviamo i Vangeli cosi Gesu, Giuseppe, Maria, tutti gli apostoli, i Farisei, gli Zeloti, insomma tutti, siano ARABI invece che Ebrei.

      Facciamo strame del fatto che gli Arabi invadono il Medio Oriente sei-settecento anni dopo gli eventi dei Vangeli.

      Questa è la Chiesa contemporanea.


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    2. E non entriamo nell'ulteriore distinguo che il brianzolo coevo a Gesu si vestiva probabilmente come Asterix con pellicce e braghe di lana a quadri colorati e pregava il pantheon celta.

      Bisogna insegnare ai bimbi della brianza la loro continuità e contiguità con l'Arabia.

      Mi stupisco che non abbiano fatto come nei film americani dove Robin Hood deve avere almeno un amico nero a fianco, nell'Inghilterra medievale. Non ne vogliamo mettere qualcuno anche a Betlemme? Orsù.

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    3. Ora che hai dato loro l'idea son certo che provvederanno. Anzi, son quasi certo che, a sapere dove guardare, con ogni probabilità si scoprirebbe che han già provveduto.

      P.S. - Nota la precisione nell'uso dei verbi.

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    4. "Meglio, però, non fingere. E se è impossibile azzerare il razzismo e neutralizzare i razzisti, conviene renderli evidenti. Poi, a ciascuno il compito di agire e di reagire di conseguenza."

      /migranti_razzismo_mezzi_di_informazione-154419639/?ref=HRER2-1>Leggere l'articoletto, questa si che + satira, sembra quasi serio

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    5. Avrei voluto non essere profeta di sventure.

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    6. Ieri osservavo la versione in linea del CdS... Era un fiorire di articoli sui pro delle società multiroba, sui valori dell'accoglienza, etc. .
      Uno legge e non capisce.
      Poi il giorno dopo il ritorno alla realtà, il passaggio dalla catechesi alla realtà.

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    7. Se leggi il mio blog, vedi bene che la "informazione" è pilotata.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.