sabato 30 settembre 2017

Allegra, scoppiettante, picaresca

Ieri sera abbiamo ripreso lo studio della milonga. Questo è il terzo anno che seguiamo il corso insieme. _ica ha avuto e ha problemi con un piede, quest'estate, una fastidiosa tallonite che non le è ancora passata. Così è stato incerto l'inizio.
Eppure abbiamo trovato un piacere immenso a provare, a sperimentare, ad affinare, venerdì sera. Non c'è nulla di erotico ma ci siamo abbracciati spesso, con qualche bacetto suo, di tanto in tanto. Perché ci sono questi sprazzi di gioia nel trovare un'intesa, un'armonia di due corpi danzanti che diventano uno, talvolta non possono non trovare una via di esprimersi fisicamente.
C'è un'intesa che diventa via via più fine, su movimenti, ascolto e risposta sottili. Questo può succedere solo con un partner affiatato, con il quale c'è intesa e sintonia. Non posso non pensare alla sfera erotica, a parallelismi e divergenze. La curiosità del nuovo e l'intesa del noto. La cosa incredibile che io non ho alcuna attrazione per lei, le voglio bene come una cara amica, una partner scintillante, un'artista de-facto con cui c'è intesa.
Devo dire che con _civa io non ci troviamo proprio bene. Intendo, nel tango. Devo capire se è perchè ci dobbiamo scoprire oppure perché il nostro profilo di tessere di puzzle è simile ma non coicide. Invece con _ica, ecc, lì, sulle piastrelle, sul marmo o sul parquet di una milona, si vola!
Penso che il tango abbia anche questa dimensione affascinante del conciliare promiscuità e fedeltà. Nei codigos, l'etichetta dei comportamenti in milonga, è considerato non opportuno e anche offensivo entrare in milonga con un(a) partner e ballare solo con quello/a. La milonga è un corpo sociale ballante e incastonarsi in esso senza fondersi  lascia un corpo estraneo che non produce empatia, buone reazioni e relazioni, anzi...
_ica è stata ferma molte settimane e aveva accumulato voglia ed energia. Così anche per me, che quest'estate ho ballato quasi nulla.
Ecco che ripartiamo, con un altro anno di lezioni. C'è grande intesa con i maestri, ormai. Essi ci trattano bene e osservano, penso, anche i nostri progressi. Uno dei motti di questo  maestro è che siamo sempre principianti, anche se a livelli diversi.
La milonga è l'anima allegra, scoppiettante, picaresca, frivola, spensierata del tango.
Aoniken Quiroga sconfigge ogni legge della fisica, quando balla la milonga con Alejandra Martiñan a riprova dell'anima pazza,  dionisiaca della milonga.


5 commenti:

  1. Perchè ti dava qualche bacetto?

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    1. Dovrebbe risponderti lei.
      Insomma, presa dall'entusiasmo per qualche frase uscita bene, ecco, qualche bacetto.
      Roba di gioia, non di sesso o altro. ;)

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  2. Potresti fondare una scuola di tango (apertamente) scambista.

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    1. L'ambiente del tango è, in superficie, proprio tradizionale, quindi poco incline a visioni non canoniche della sessualità.
      In qualche modo vige una sorta di severità, di austerità. Ci sono tresche di tutti i tipi in privato (tanti che trombano con altri tanti) ma sono affari privati, celati, non esibiti.
      Insomma, il tango è un fenomeno culturale della società inizialmente piccolo borghese argentina (nessuna critica alla borghesia, come i marxisti, anzi, è uil cuore e l'anima di ogni società viva e sana) e poi della borghesia planetaria, anche ricca o della nobiltà, dopo Parigi 1920.
      Quanto di più avverso a sesso di gruppo, in tre o più.

      L'irruzione del tango, in Matrimonio all'inglese, nell'alta società inglese, che ancora non aveva vissuto l'ebrezza e lo stordimento di quella parigina, per questo ballo rioplatense considerato "lascivo, peccaminoso".
      In realtà, il tango che in alcune sue manifestazioni, anche pacchiane, steretipate, straripa di erotismo, è così anche perché nega l'eros esplicito, lo suggerisce e lo nega. Insomma, una pentola a pressione con un bel fuoco acceso sotto e che, di tanto in tanto, sibila e soffia dalla valvola. Ma tutto ribolle dentro, sotto.

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    2. Non penso proprio che il problema nel fondare la scuola dei tanghisti scambisti sia la "tradizione", che tradizione ci può essere per uno spettacolo in costume dove degli Italiani benestanti e decadenti si atteggiano a malavitosi sudamericani.

      Casomai il problema è trovare dei soci/ie.

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