lunedì 9 luglio 2018

Fine mediocritas

Questo fine settimana ho voluto stare senza vederla
Avevo bisogno di capire.
A tratti mi sono sentito ... qui non so quale aggettivo usare.
_civa  ha  pensieri e azioni carini, attenzioni. Si è ricordata del mio compleanno. Cerca di imbastire una relazione. Io sono lontano da lei (non solo geograficamente) , ignoro la sua data di nascita (oggi me l'ha poi scritta), non voglio andare nella sua città, non ho attenzioni, non le telefono per conversare, non voglio fare vita sociale con lei. Quando le ho detto queste cose mi ha risposto che è vero solo quando non sono con lei.
Io mi sento inadeguato: non posso scrivere cattivo perché non ho alcuna intenzione di farle danni o male. Semplicemente non riesco ad essere affettuoso, cortese, carino con lei, nn più di tanto, non più di ogni tanto. Ha senso di sforzarsi? No, non è un lavoro.
I miei deficit empatici si accumulano in un suo credito di attenzioni, di aspettative deluse.
Sento che non va bene, tu non si sente amata, percepisco che la scarsa “carineria” non la faccia stare bene.
Sono inadeguato per le sue aspettative.
Senza infamia senza lode, io non so gestire queste situazioni "di mezzo".
Mi sembra che faccia perdere tempo a te e a me: se fra una settimana uno di noi due incontrasse la persona giusta, la perderemmo perché impegnati nel brodo tiepido, né caldo né freddo di questa storia di mezzo.
In effetti con lei sto bene come un'amica in gamba, brillante e simpatica, un'amica con la quale ci si aggroviglia, saltuariamente. Di tanto in tanto. Se dividessimo il quantitativo mensile per trenta, ne uscirebbe poco, come media giornaliera. Con le amiche, appunto, non devo andare a trovare i genitori o uscire quando esse hanno la cena con i colleghi o si ritrovano con le loro amiche, ascoltarle mentre si sfogano per questo o quest'altro.
Ieri cadeva il primo anniversario.
Ci siamo parlati, oggi, ho chiuso questa storia ormai di mezzo.

21 commenti:

  1. Noterai che la tua definizione di "amica" non ha nessun senso e non è la prima volta che te lo dico, ergo si vede che alla base c'è una falla, non è accidentale.

    Facciamo un esempio delle cose paradossali che scrivi:
    "... ignoro la sua data di nascita ... mi ha risposto che è vero solo quando non sono con lei"
    Subito si nota il paradosso perché ovviamente non è che la data di nascita la dimentichi quando sei da solo e la ricordi quando sei con lei.
    Ma sotto ce n'è un altro, altrettanto immediato, che la differenza tra quando lei c'è e quando non c'è, è nella dimensione del pene. La poverina non si rende conto di quello che dice, esattamente come te e anche questo è ovvio altrimenti non saremmo qui a leggere di storie che vanno avanti all'infinito fintanto che tu non decidi di chiuderne una e aprirne un'altra UGUALE.

    Adesso dovremmo teorizzare se le donne sono tutte sceme uguali o se tu le vai a cercare particolarmente sceme.

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    1. Forse non sono chiaro e allora mi spiego, perché coi tempi che corrono è tutto alla rovescia.

      Posto che esista la "amicizia" tra uomo e donna, secondo me NO, una "amica" è una persona che vuoi frequentare e alla quale sei legato da un rapporto che (in teoria) vincola entrambi al dovere della lealtà. Ovvero, (in teoria) una amica è la persona che chiami nel cuore della notte perché sei rimasto a piedi in mezzo al nulla e ti deve venire a prendere. Diciamo che il legame tra "amici" è simile al legame di sangue, alla parentela. Non a caso in origine legava persone nate e vissute nei confini della medesima tribù, non due che si incontrano in ascensore.

      Viceversa, il fatto di scopare è un DARE-AVERE, regolato da un contratto (implicito o esplicito) e infatti ti ho detto che a te serve una professionista, perché è il modo con cui descrivi il rapporto.

      Tornando a sopra, che una tizia si veda come la tua "compagna" mentre tu la vedi come una prestatrice d'opera, è un mistero, anche considerando le tue ovvie azioni atte a confondere il cervellino in questione.

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    2. Oh, senza offesa, si intende.
      Ma è ovvio che se una vuole venire a casa tua a pulire il bagno e stirarti le camicie e tu non la vuoi tra piedi, uno dei due è nella posizione sottomessa e non sei tu.

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    3. > Facciamo un esempio delle cose paradossali che scrivi:
      > "... ignoro la sua data di nascita ... mi ha risposto che è vero solo quando non sono con lei"

      Chiedo scusa, ho scritto in fretta, quindi male.
      La mia ignoranza della sua data di nascita era ovviamente indipendente dal fatto che fossimo insieme o meno.
      _civa afferma che quando ella era con me, io ero carino con lei, mentre quando non era con me, non la "cagavo", non la degnavo di attenzioni, tempo, etc. .
      Così si capisce?

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    4. Sì, _civa mi vedeva come moroso, io la vedevo come amante.

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    5. Noin è questione di essere scemi: nel rapporto con una persona ha il piatto dei pro e dei contro: quando sono lì, allo stesso livello,o uno dei due leggermente sopra, passa qualche giorno e l'altro piatto si alza, etc. non c'è un bilancio sufficientemente nero o rosso da rinforzare la relazione o da farla terminare.
      Tu stesso avrai vissuto situazioni che richiedono una scelta e nelle quali il bilancio dei pro e contro era sostanzialmente in pareggio.

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    6. Cosi come usi la parola "amico" senza dargli il corretto significato, lo stesso fai con "amante". Entrambe le parole hanno la radice in "amore" che non significa "mettere il pisellino dentro la patatina" (o conoscendoti, altre cose in altri buchi).

      Senza volere fare del sofismo, l'amante è UN ALTRO AMORE, un amore parallelo. Ma tu non ne hai nessuno di amore, quindi non hai nemmeno una o due amanti.

      Ovviamente ho capito che avevi scritto a capocchia sul compleanno ma non cambia nulla, non lo vedi? Tutte le cose che tu non vuoi o non cerchi, non le vuoi e non le cerchi che quella ci sia o non ci sia. Solo che quando c'è subentra logica penica e quindi diresti e faresti qualsiasi cosa necessaria. Che è L'ESATTO CONTRARIO di quello che la poverina crede di affermare.

      Le scelte le fai ogni secondo. In questo caso parliamo di un gioco che è vecchio come il mondo. Non sei il primo che conta balle e le tizie che frequenti non sono le prime che credono di vedere cose che non ci sono.

      L'unica cosa che fa pensare è la ripetitività della faccenda. Siccome quando una cosa si ripete di solito dietro c'è una regola, direi che la scelta è sul contesto.

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    7. Che poi, UCoso, ho visto cose che voi UCosi...

      Siamo d'accordo che te, nella media della contemporaneità, sei un nobiluomo. In mutande ma nobiluomo.

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    8. Io sono diverso da te. La "scelta" la farei nei primi dieci minuti e non nei primi dieci anni però quando una mi dicesse certe cose, gli riderei in faccia, cosa che sono sicuro tu non faresti mai.

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  2. Cambiamo discorso va:
    Lettera aperta di Savona a Boeri.

    Tra le millemila cose ovvie che nessuno dice. Bestemmie assortite. Altro che Salvini ci vuole!

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    1. Scrissi, in passato, che un mio cugino, in contatto con i vertici del PD trentino, mi disse chiaramente che questa gentaglia contava su vari fatti (ad esempio che alcuni immigrati lavorassero solo alcuni anni, ma non il sufficiente per ottenere la pensione) in modo che il mostruoso sistema irresponsabile (altro che previdenziale) che hanno creato potesse tirare avanti ancora un po'.
      I razzisti anti sono razzisti: perché gliimmigrati dovrebbero fare lavori "umili"?
      Se i lavori umili venissero rettribuiti equalmente, in base a domanda e offerta in un mercato "chiuso" diverrebbero allettanti.
      Paolo Savona ha ragione da vendere.
      La solita cagtasta di cacca sinistrante.
      Mani nei capelli!

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    2. Solo che stavolta la letterina non gliela scrive Lorenzo dal suo blogghettino che non conta nulla, gliela scrive un "economista" ottantenne che per inciso è anche Ministro (senza portafogli), dopo il veto Matterelliano-Europeo.

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    3. Non ho letto la lettera. Mi soffermo, però, sul concetto di "lavoro umile" e sulla loro equa retribuzione. Faccio molto in fretta: quando sposti una paga che qui è insostenibile per la sua miseria, in una zona dove il costo della vita è assai minore, hai sottoposto quella paga apparentemente misera a un moltiplicatore che la rende improvvisamente appetibile. Ergo, costoro fanno lavori da quattro soldi per una paga che definirei sostanziosa. Questo quando non delinquono, perché quando lo fanno la redditività, letteralmente, esplode.

      Uno potrebbe eccepire: "Ma i soldi che guadagnano devo spenderli qui per viver qui". Non è detta. Conosco personalmente casi di "datori di lavoro" che organizzano le cose in modo tale da rendere zero le spese dall'una e dall'altra parte. Ad esempio, "ospitando" i lavoratori in nero in casali ufficialmente abbandonati e fornendo loro il vitto. Un vitto da quattro soldi, ovviamente, ma... pensaci bene, stiamo parlando di aitanti giovanotti che fanno un lavoro duro per periodi brevi, accantonano tutto l'accantonabile, quindi si dileguano. Mica devono organizzare la propria esistenza in quelle condizioni, eh? Un tempo si chiamavano "avventurieri". Brutta gente. Ne abbiamo avuto e ne abbiamo tutt'ora una bella schiera anche tra i nostri connazionali che se ne sono andati e se ne vanno in giro per il mondo.

      Il mio pregiudizio è che chi lascia casa propria per (tentare di) invadere quella altrui è, sostanzialmente, un poco di buono o, nella migliore delle ipotesi, un disadattato. Si tratta d'un pregiudizio che talora riceve conferme anche senza andarle a cercare. Chissà se uno le cercasse in modo sistematico...

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    4. Scrivevo altrove che il sistema pensionistico italiano altro non è che uno Schema Ponzi.

      Lo Schema Ponzi per chi non lo sapesse è una truffa in cui tu ti fai dare dei soldi con la promessa di investirli e pagare un rendimento elevato, poi prendi i soldi della seconda ondata di investitori e con quelli paghi gli interessi alla prima, trattenendo un tot per te, poi prendi i soldi della terza e li usi per pagare gli interessi della prima e della seconda, trattenendo la tua quota, eccetera.

      Ovviamente il sistema prevede che tu scappi PRIMA che collassi tutto perché non riesci a trovare NUOVI investitori a cui prendere il capitale per pagare gli interessi della piramide soprastante.

      A questo punto la gente reagisce secondo la propria natura. Molti scelgono di tenere in piedi la truffa il più a lungo possibile, whatever it takes, a qualsiasi costo, citando Draghi. Io invece, fosse per me, butterei giù tutto domani, perché lo Schema Ponzi fa danni tanto maggiori tanto più a lungo continua a girare.

      A monte di questo discorso ci sono due concetti che andrebbero ridiscussi, perché non è questione di soldi. Il concetto di Stato e il concetto di Partito. Lo Schema Ponzi del Sistema Pensionistico italiano ha visto il Partito/Sindacato come promotore, quello che faceva firmare il contrattino al cliente e lo Stato come "garante". E' un po' la stessa logica per cui quando una azienda chiude e licenzia, la gente si aspetta che intervenga il Partito/Sindacato che a sua volta chiami la mamma Stato a "garantire".

      La faccenda degli immigrati NON A CASO è stata fin da subito messa sopra questi binari, con il discorso "fanno i lavori che non vogliamo fare" e "pagheranno le nostre pensioni". Che non erano affermazioni nel vuoto ma avevano dietro la logica che il tutto fosse sottoposto al Partito/Sindacato come "gestore" e dallo Stato come "garante".

      Poi si è aggiunta la storiella del "salvare le vite" e questa era la botta "vaticana" che procede dalla sottomissione della Chiesa alla ideologia "liberal" che parte da quando ero bambino, quando si cominciarono a costruire le chiese a forma di fabbrica e il prete era "operaio". In questo caso il concetto è che siamo tutti il "gregge di Dio" e che, anche contro la logica, interverrà la provvidenza. Perché se mancano i pani e i pesci, chiedete e vi sarà dato.

      Quindi, oltre le argomentazioni della lettera sopra collegata, a monte c'è il fatto che è abbastanza inutile cercare la ragione in fenomeni che sono VOLUTAMENTE irrazionali, basati su fandonie e paradossi.

      Come dico sempre, il fatto che la gente non sia più capace di percepire fandonie e paradossi, E' UNO DEGLI EFFETTI VOLUTI del Piano.

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    5. > Il mio pregiudizio è che chi lascia casa propria per (tentare di) invadere quella altrui
      > è, sostanzialmente, un poco di buono o, nella migliore delle ipotesi, un disadattato.

      Per farla corta: vista dal punto di vista degli invasori è il modo per ottenere nel modo più veloce possibile l'accesso al consumismo (si fottano pure i lor paesi d'origine).
      Dal punto di vista degli scafisti di ogni ordine e grado, è il modo per soddisfare il loro sadismo contro le genti europee e soddisfare la propria hybris egoica e motalisticheggiante, unitamente a tutta una serie di effetti (tornaconto per loro, disastri collaterali per i meno uguali, i destinatari delle accoglienze senza se e senza ma con i culi vostri).
      In poche parole: una catasta di cacca, ovvero una fossa biologica piena di merda.

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  3. Mi dispiace per la fine della tua ... “relazione” (?), ma mi sembra di capire che per lei aveva un certo significato e per te un altro....
    In più mi sembra che hai un figlio/a da una passata relazione importante, quindi la differenza tra diverse situazioni dovresti quanto mai conoscerla.
    Quindi direi che hai fatto la scelta migliore.


    Peraltro il “ricadere in situazioni similari con persone similari” è cosa comune. Non è vero che “gli uomini/le donne son tutti uguali” è che semplicemente spesso ci lasciamo affascinare sempre dallo stesso modello di persona.

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    1. E' del tutto ovvio che ogni persona passi per situazioni che hanno delle similitudini: a meno che una persona sia dissociata e si comporti con una persona in modo radicalmente diverso dalle altre.
      _mlero e _civa erano diverse fisicamente, come età, come stile di vita, come cultura e orientamento politico, io sono sempre lo stesso.

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  4. Le relazioni iniziano, le relazioni finiscono. Giusto separarsi quando si capisce di non volere le stesse cose. Sicuramente da una parte dispiace ma dall'altra non è giusto che qualcuno soffra o che uno si senta a disagio. Le situazioni di mezzo a volte tornano utili in un periodo di solitudine, di leggerezza esistenziale...ma nel lungo termine hanno poche chance di proseguire perché appunto, prima o poi uno dei due chiede di più.

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    1. _civa aveva capito che una frequentazione lasca ha ovvero aveva pro anche per lei. Osservava la nostra storia dalla prospettiva e dal desiderio di intensificarla; io la vivevo dalla prospettiva che, per quanto lasca fosse anche troppo impegnativa e incompatibile con possibili, potenziali altre prospettive, guardavo alla trombamicizia.

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    2. Dove scrivi, ora, Spiritessa?

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    3. Uomo dopo ben 15 anni di diari online ho deciso di prendermi una consistente pausa....al momento non scrivo fino a quando non ne sentirò nuovo un forte desiderio.... a volte anche i grandi amori hanno bisogno di una pausa! .. Continuo comunque a seguire i blog amici. Auguri per il progetto della nuova cucina 😊

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