lunedì 16 luglio 2018

Ottantotto e poi quindici

Il mio bipede ha ottenuto ottantotto centesimi all'esame di maturità.
Da sabato è in riviera romagnola per lavorare fino a fine agosto, come barman (barboy direi! ;), cameriere e factotum in un bagno ristorante in riviera romagnola.
Il primo giorno, sabato, ha sgobbato quindici ore, ieri sempre molte ore, ma un po' meno di carico.
L'ho invitato a tenere duro, ad aspettare almeno una settimana (vedrai che, passato il fine settimana, i carichi si ridurranno).
In natura non si mangia gratis, c'è da sgobbare, anche duro perché questa è la vita, la competizione, nessuno ti regala un cazzo, nel mondo. Così è la vita, non le cazzate dirittiste con le quali hanno waltdisneyzzato la crapa delle masse.
Fatti onore, gli ho raccomandato.

41 commenti:

  1. Anch'io lavorai l'estate del diploma ed anche il voto è simile. No, il lavoro no. Lavoravo in un negozio di film e musica e ci sono stata per diversi anni.

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    1. Ecco, Clorinda, un luogo dove avrai potuto affinare, estendere la tua conoscenza della musica contemporanea.
      Sono negozietti con... poca "pilla": riuscivi a portare a casa qualcosa o era solo/principalmente diletto, spasso?

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  2. La stagione è dura. L'ho fatta 4 anni. 4 mesi, la media di 9-10 ore al giorno senza giorno di riposo.
    Ma rispetto alla media ero pagata decentemente.
    I miei ex datori li vado ancora a trovare e, anche se è brutto da dire perché è proprio nell'accettare queste condizioni che il sistema non cambierà mai, sono state delle gran belle estati.

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    1. Oggi il bipede mi ha detto che fa i seguenti orari:
      10 - 16, 18 - 23 (il fine settimana finiscono un'ora e mezza più tardi).
      Beh, sono undici ore al giorno (per mille euri netti al mese). Diciamo una buona palestra di vita, il lato economico non è certo quello più importante.
      Ecco, io spero che un giorno si ricordi bene dell'imprenditore, che abbia un buon ricordo di questa esperienza. Forse l'anno prossimo potrebbe ottenere una paga oraria netta meno povera.

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    2. 1000 / 30 / 11 = tre euri e tre centesimi netti all'ora.

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    3. Quando, qualche giorno fa e nel contesto di un ragionamento più o meno articolato, feci cenno a Loracolo di "persone che prendono cinque euro l'ora", la sua risposta indicò come soluzione il cambiar mestiere. Facile, eh?

      Fatico a credere che una persona, anche se di poca esperienza e magari non particolarmente abile, possa "rendere" così poco, per cui fatico a riconoscere il ruolo di imprenditore a chi sfrutta il lavoro altrui a questi livelli. Se invece la resa di un'impresa è veramente così limitata... be', seguendo il ragionamento di Loracolo, che l'imprenditore in questione cambi impresa o si cerchi un lavoro di quelli a cinque euro l'ora, che ci guadagna. E' che poi come fa a cambiare il BMW? (quella del BMW è chiaramente solo un'immagine simbolica)

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    4. MrCoso, correggimi se sbagli, te sei dipendente pubblico, no? Ecco.

      I dipendenti pubblici non lavorano certo per il lauto stipendio ma per la "tutele" che fino ad ora erano collegate al fatto che il Pubblico Impiego da sempre viene usato come "ammortizzatore sociale". In questi tempi si straparla di redditi di cittadinanza e di servizi per il collocamento, quando nella storia repubblicana entrambe le cose si sono realizzate assumendo gente nel famoso "Stato&Parastato". Una assunzione che significava un vitalizio a fronte di poca o nessuna prestazione.

      Te fatichi ad immaginare l'imprenditore singolo che briga, imbroglia, ruba, sfrutta. Invece un meccanismo concepito per garantire un vitalizio a MILIONI di persone senza altra ragione che ridistribuire il reddito (prelievo fiscale + deficit = vitalizio), quello non fai fatica ad immaginarlo? Va che è strano.

      Il discorso degli X euro di "paga". I cretinetti sono ancora li a sognare la società ideale realizzata attraverso la collettivizzazione dei mezzi di produzione. Quelli con un minimo di comprendonio si rendono conto che "cambiare mestiere" è la semplificazione di un concetto fondamentale: il rapporto tra "datore di lavoro" e "lavoratore" è un CONTRATTO tra due parti, ognuna delle quali ha una domanda e una offerta. NON ESISTE nessun modo per forzare il meccanismo della domanda e della offerta per fare in modo che se tu non hai niente da offrire, nello stesso momento ottenga molto sul lato della domanda.

      Quindi o ti puoi riposizionare dentro un altro contratto, dove puoi fare pesare la tua domanda e fronte di qualcosa che offri che ha un valore, oppure torniamo allo Stato che ti paga un vitalizio per fare poco o nulla, fondamentalmente per il solo fatto che esisti. Però per pagarti il vitalizio deve succhiare risorse da qualche altra parte, perché nulla si crea e nulla si distrugge.

      Adesso bisognerebbe fare il salto ulteriore, ovvero chiedersi perché gli stessi che propongono vitalizi e tutele sono quelli che hanno fatto di tutto per realizzare la "globalizzazione" e che adesso si dannano per il "meticciato".

      Perché è ovvio che se tu dici allo "imprenditore" di andare a cercare forza lavoro la dove costa meno, perché è una cosa bella, buona, moralmente e intellettualmente superiore, viene a mancare lavoro in tutti i posti dove costa di più.

      Al secondo giro, i lavori che non sono (ancora) stati delocalizzati, per esempio il pizzaiolo, costano la cifra che sembra una paga accettabile all'immigrato o al suo figlio "meticcio", cosa che inevitabilmente si allarga allo Stato Sociale nei termini delle tasse applicate al lavoro e al reddito. Perché se l'immigrato viene da un Paese dove i vecchi sono semplicemente a carico dei figli e/o dei parenti, non gli sembrerà strano che non gli venga pagata una pensione del 70% dello stipendio quando compie 40 anni, come invece era normale per i ferrovieri italiani fino a qualche anno fa.

      Infine, farei presente che tu non sei un dipendente pubblico a caso, sei insegnante. Abbastanza preoccupante, tutto considerato, perché appare chiaro che sei tra i migliori, figurati gli altri.

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    5. Ah, io sospetto che UCosino lavori nel locale sulla riviera romagnola non tanto perché è uno stakanovista o perché abbia bisogno di soldi ma perché sulla riviera romagnola trova...guarda un po', il solito ritornello, la fica.

      Più che il rischio che si sfinisca per il troppo lavoro io gli raccomanderei di tenere a freno l'ormone.

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    6. Generazioni di bagnini che accoglievano i viaggi organizzati apposta dalla Svezia e siamo qui a pensare al sudore del minatore. Mah.

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    7. Alcune considerazioni:

      1
      il contratto è a tempo determinato e il costo per l'imprenditore è maggiore, visto che egli deve versare tasse e con contributi.

      2
      UnBipedinone è già in parte formato, visto che il (nuovo) marito di sua madre lavora nel settore e, in occasioni di carichi di punta, UnBipedinone ha fatto, di tanto in tanto, alcune giornate con mansioni simili, anche se alcune sono nuove.
      Una volta si andava a bottega "gratis" (a volte persino pagando) per imparare l'arte.

      3
      L'esperienza è formativa, educativa, prima che economica. UnBipedinone capirà cosa significa lavorare nel settore, valuterà se e quanto impegnarsi in ingegneria per arrivare a, possibilmente, buoni livelli in un segmento di mercato caratterizzato da una concorrenza un poco minore, da una competizione non così brutale.

      4
      Gli imprenditori romagnoli del turismo sono noti per alcuni loro eccessi, nel bene e nel male. La quantità di auto di lusso che gira da quelle parti e anche certi livelli medi di redditi dichiarati, sono realtà.
      Del resto quello è una provincia di turismo popolare e i prezzi bassi sono fatti e con grandi numeri e anche contenendo i salari.

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    8. Lorenzo, UnBipedinone mi dice che nella clientela ci sono anche molte belle fritelline ma che ha così poco tempo ed arriva a fine giornata così piallato che non ha tempo neppure per pensarci.

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    9. Loracolo: "un vitalizio a fronte di poca o nessuna prestazione"

      Guarda, non escludo che esistano ambiti nei quali questa può essere una realtà, così come non escludo che in ogni ambito sia possibile trovare la classica pecora nera... però, almeno per quanto mi riguarda, "poca o nessun prestazione" un cavolo. Prova tu a fare il mio lavoro alla mia maniera nello specifico istituto dove opero, poi ne riparliamo. Ah, ce ne sono di ben peggiori, di istituti, dove si lavora magari in modo assai meno efficace, però anche in modo assai più snervante/usurante. Alcuni li ho anche provati. Ti garantisco che dire "poca o nessuna prestazione un cavolo" è già un'attenuazione mica da ridere...

      Per darti un'idea: preferisco di gran lunga un'ora di vanga che un'ora in classe. Forse conta il fatto che quando sono "alla vanga" non ho padroni che impartiscono ordini spesso senza senso per poi "battermi il tempo" pronti alla scudisciata, tipo "antica galera romana", o magari conta il fatto che quando finisco un lavoro posso guardare e vedere un lavoro veramente finito, dritto lì sotto ai miei occhi (cosa che non accade mai nell'ambito dell'insegnamento).

      Comunque so che non sei disposto ad ammettere che nel pubblico impiego ci sono lavori che sono "lavoro" quanto molti altri, e che nel settore privato ci siano aree di "imboscamento" da fare invidia a qualsiasi "furbetto del cartellino". Pazienza. Se pensarla così ti fa vivere meglio, a me va bene.

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    10. Dai MrCoso, te sei cittadino come lo sono io e vedi le cose che vedo io. Oltre questo, la Storia, quella vera non quella riscritta dai "compagnucci", è li da vedere.

      Io non capisco, davvero, la difesa corporativa. Se uno fa, che ne so, il meccanico, non ha il dovere di difendere la categoria dei meccanici, ha il dovere di fare bene il suo lavoro a prezzi onesti.

      Torno a dire, STORICAMENTE in Italia non è mai esistito un meccanismo di "welfare" a sostegno del "lavoro", perché si è preferito usare il Pubblico Impiego (e il parastato), delegando ai Sindacati che erano il braccio armato dei partiti, per creare MILIONI di servi ai quali chiedere "fedeltà" in cambio di stipendietti e pensioncine. In certi momento questo meccanismo si è esteso anche al "privato", basti pensare agli operai dell'epoca dello "operaismo", non tanto quelli delle piccole aziende ma quelli della FIAT, dell'ALFA, eccetera eccetera. Col risultato di privatizzare gli utili e collettivizzare le perdite ma tanto tutto era per il bene del "popolo".

      La frase "prova tu a fare il mio lavoro" è una classica excusatio non petita. Perché non toglie niente a quello che ho scritto e non aggiunge nemmeno. Ammettiamo per ipotesi che nell'immane macchinario della Pubblica Amministrzione tu sia una rotellina di lega di iridio-platino-cobalto (me la sono inventata). Quindi? Cosa cambia rispetto a tutte le rotelline e al macchinario? Zero. Non voglio nemmeno sapere come ci sei finito dentro e perché, è irrilevante anche quello.

      Inoltre, non era questo l'argomento principale. L'argomento era che il "lavoro" non esiste nel vuoto. Esiste come effetto di un bilanciamento di rapporti di forze. Non si può "creare" o "manipolare" il "lavoro" senza considerare le forze che lo esprimono.

      Quindi, in un sistema che funziona perché si regola da solo e se non basta interviene lo Stato ad applicare opportuni correttivi, l'imprenditore e il dipendente trovano un accordo di reciproca soddisfazione.

      In un sistema che non riferisce qui e ora, a noi e nemmeno all'imprenditore e al lavoratore ma riferisce alle Elite Apolidi e ai loro scagnozzi, lo Stato opera contro i cittadini (vedi alla voce "sovranismo" e "populismo") e in favore delle sopracitate Elite e scagnozzi, l'impreditore e il lavoratore sono variabili impazzite che non si confrontano tra loro e non si confrontano col contesto. Perché, come dicono Scalfari e soci, è la "società globale". Quindi l'imprenditore intraprende "globalmente" e il "lavoratore" lavora "globalmente".

      Una volta che ti sei figurato cosa significa per l'imprenditore e per il lavoratore essere "globali" invece che "locali", capisci quasi tutto.

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    11. @UCoso:
      "... mi dice che nella clientela ci sono anche molte belle fritelline ma che ha così poco tempo... "

      E tu che sei un cefalo, ci credi.

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    12. Ah, MrCoso:

      La domanda delle domande dovrebbe essere: "perché il "lavoratore" sostiene le Elite Apolidi e i loro scagnozzi i quali con la "globalizzazione" gli tagliano le palle?"

      Per diverse ragioni.

      Il "lavoratore" è condizionato dalla nascita a reagire meccanicamente a certi stimoli.

      Il "lavoratore" è anche limitato tramite l'educazione in modo che creda di essere "furbo" mendicando stipendietti e pensioncine dagli scagnozzi delle Elite Apolidi.

      Il "lavoratore" in certi casi è anche al limite della demenza o oltre il limite, quindi è irrazionale, con impulsi distruttivi e auto-distruttivi.

      E altri, tutti contraddistinti dalla incapacità anche solo di concepire LE CONSEGUENZE. Quindi il "lavoratore" vive in un universo in cui le cose CAPITANO, sono tutti eventi improvvisi, incontrollabili, inevitabili.

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    13. > E tu che sei un cefalo, ci credi.

      Lorenzo, io non so quali informazioni tu abbia in più delle mie.
      Mi ha raccontato gli orari che fa, ovvero oltre undici ore di lavoro al giorno e ho sentito la sua voce stanca, quando mi diceva che era "piallato".

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    14. Le informazioni che ho io sono quelle che dovresti avere tu ma a questo punto mi chiedo che razza di storia personale hai. Io sono stato ragazzo. Tu sei nato vecchio?

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    15. MrCoso, il punto non è quello che vedo io. Il punto è cosa vedono tutti gli altri.

      Tu stesso hai scritto dello "Imprenditore" che ti paga "5 euro", come se fosse una cosa importante, seria, da considerare.

      Quando viviamo in un mondo dove un Francesco ha un orgasmo guardando la "nazionale" dei Paesi europei formata di calciatori africani. Un mondo dove le stesse persone che godono a guardare Africani per decenni hanno idealizzato la "società globale".

      Se Scalfari ti dice che lo scopo del suo "meticciato" è annullare le differenze, non intende solo che la pelle diventa una sfumatura intermedia ma che anche il tuo tenore di vita deve essere intermedio. Per cui se in Africa un operaio guadagna 100 euro al mese e in Italia 1000 euro al mese, col "meticciato" entrambi IDEALMENTE guadagneranno 550 euro al mese. Ti sembrerà un ragionamento infantile, eppure grossomodo è quello che è successo negli ultimi decenni. Io stesso ho dovuto rifiutare di recarmi in Bulgaria all'inizio del secolo per assumere personale, quando ai tempi con qualche migliaio di euro ti compravi un intero villaggio in Bulgaria.

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    16. E come puoi facilmente verificare, la maggior parte dei beni di consumo, dalle scarpe alle lavatici, NON SONO PRODOTTI IN ITALIA. Se c'è ancora qualcosa che si produce qui, facevo l'esempio della pizza, la fa un cuoco immigrato che è contento con una paga che è 5 volte quella che prendeva a casa sua ma è la metà di quella italiana. Oppure un italiano che accetta la paga da immigrato.

      L'imprenditore non è causa, casomai è effetto.

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    17. Con questo criterio dovrei avere la casa piena di gente policroma che mi vanga l'orto a tre euro l'ora. Invece me lo vango da me, anche se "economicamente" non è conveniente. Con un ragionamento non sovrapponibile ma comunque "in tema", potrei andare al ristorante cinese ogni tre per due spendendo (relativamente) una carruba... invece mangio a casa impiegando due ore per raccogliere, preparare e cucinare quel che mi costerebbe sicuramente meno di due ore della mia paga sia in quel ristorante, sia (a maggior ragione) comprandolo all'Esselunga. Senza contare la quantità di tempo/lavoro infinita che ci metto a far crescere quel che raccolgo, preparo e cucino. Però, su quel tempo/lavoro nessuno ci fa la cresta!

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    18. Per ora. Sappi che non hai il diritto di decidere. Quindi è solo questione di tempo.

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    19. > E tu che sei un cefalo, ci credi.

      UnBipedinone mi dice che ci sono un sacco di belle fritelline, mica lo nega!
      Mi dice pure che... non ha tempo per esse. L'altro giorno, non so come, alla fine, ha limonato con una.
      Cosa ci sarebbe di strano, visti gli orari che fa?

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    20. Messer Pigiatasti
      Ammiro sempre la tua sobrietà, la tua autonomia.
      Chi fa da sé fa per tre!
      E alla fine, dall'orto, recupera cibo (sano, nel tuo caso, suppongo, e) squisito.

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    21. Già ora esistono in Europa intere zone sfuggite alla sovranità e alla legge, nella quale gli invasori hanno stabilito la legge del crimine o la sharia.
      E' chiaro che si tratta solo di questione di tempo.
      Data la demografia, si tratta di mettere in sistema le curve e calcolare la soluzione, ovvero il momento dal quale gli italiani diventeranno stranieri in Italia, i norvegesi in Norvegia, i tedeschi in Germania, etc. .
      No grazie!

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    22. No, UCoso, non hai capito. La "questione di tempo" non riguarda le teste di ponte dell'invasione e nemmeno il "meticciato" realizzato con la soddisfatta partecipazione delle stesse donne che poi tu idealizzi al tango.

      La "questione di tempo" è l'abolizione dei nostri DIRITTI CIVILI, ovvero la cittadinanza e la partecipazione alla politica, cioè alla amministrazione della "polis", che discende dalla piena cittadinanza.

      Per realizzare il Mondo Nuovo che propone la signora Di Carlo, un mondo senza Stati, dove i "diritti umani" per come li intende lei hanno la priorità sulla Legge, bisogna toglierci la sovranità, in concetto secondo cui noi IMMAGINIAMO (parole sue) di potere DECIDERE.

      In poche parole, fine di qualsiasi sistema politico, non solo della "democrazia rappresentativa", che esprima la Nazione o anche una "comunità". Non ci devono essere "comunità" oltre la intera Umanità, sotto la bonaria tutela degli "illuminati".

      Io non so immaginare un mondo fatto cosi, un mondo dove nessuno ha diritto di decidere per se stesso. Perché, come ho detto, è anti-storico e anti-umano, è una cosa che non è mai esistita. Eppure, questo è il "modello" a cui stanno tutti lavorando.

      Adesso, chiaro che in qualsiasi regime, anche il più spietato, si trova il modo di fare contrabbando, di aggirare regole e censure, eccetera. Ma io non conterei su quello nell'ottica descritta sopra da MrCoso.

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    23. Quale altro modello, concretamente applicabile sul piano individuale, suggeriresti? (non per fare polemica, mi interessa davvero) Cerca di essere circostanziato, se no non mi serve saperlo. Diversamente, potrei trarre spunti anche utili dalla tua risposta.

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    24. Non capisco cosa intendi per "modello concretamente applicabile".

      Io ti ho semplicemente ricordato che le Elite Apolidi, tramite i loro funzionari, quindi governi, autorità sovranazionali come la Commissione Europea, i "media", la Magistratura, eccetera, stanno procedendo a toglierci progressivamente il "diritto di decidere".

      Cioè ci tolgono la auto-determinazione, la indipendenza, insieme alla ovvia sovranità nazionale.

      Non lo sto immaginando, non lo sto suggerendo, te lo sto ricordando, te lo indico ancora perché mi sembra che non l'abbiate capito appieno.

      Siccome non si inventa nulla, ci possono essere due esiti, storicamente. L'annientamento, cioè che tra qualche decennio l'Italia e gli Italiani, incluse tutte le specificità locali, non esisteranno più, come sono sparite altre civiltà, oppure una o più guerre civili, ripetendo il processo che nel corso dei secoli ha prodotto prima le autonomie, poi le Nazioni e gli Stati.

      Allo stato attuale tutti scommettono sull'annientamento e lo fanno perché contano sugli effetti di quei famosi cinquant'anni di lavaggio del cervello. Quando la signora Di Carlo scrive che esiste un "conflitto epocale" tra Stati e immigrazione, lo scrive perché gli è stato commissionato dall'editore e lo scrive confidando che il lettore condivida tutto l'universo concettuale che rende possibili le sue affermazioni. Si tratta del solito "sfondare una porta aperta". Perché prima che la signora Di Carlo scrivesse il suo articolo, in maniera implicita tutti, da Presidente della Repubblica, giù fino al sindaco del paesino calabrese, hanno seguito la prassi per cui lo Stato deve essere eliminato per introdurre il Mondo Nuovo dei "diritti umani".

      Lo riscrivo, il Presidente della Repubblica, formalmente garante della Costituzione, lavora per abolire la Costituzione e la Repubblica. Quindi, di che "modello" parli?

      Forse immagini una rivoluzione? Difficile, non solo perché non ne abbiamo mai fatta una ma anche perché è un asilo infantile. Al massimo la gente piange e strepita e chiama la mamma.

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    25. Loracolo: "Ma io non conterei su quello nell'ottica descritta sopra da MrCoso."

      Ho inteso questa frase nel senso "quel che fai è inutile". Va bene, è un punto di vista che ha sicuramente delle basi. Però, mi vien da chiederti: cosa proponi in alternativa? Dalla tua ultima risposta verrebbe da intuire che non hai alternative da proporre, o che ritieni che non ne esistano. Dunque? Metto la testa nel forno e apro il gas? Se la finalità delle tue osservazioni è solo distruttiva, che ce ne facciamo?

      Per questo ti chiedo nuovamente: che soluzioni d'attenuazione proponi, che siano concretamente attuabili sul piano individuale? Guarda che non ti sto prendendo in giro, so bene che alle volte in una testa possono nascere idee che ad altri proprio non balenano neppure lontanamente. Ne hai qualcuna che a me sfugge?

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    26. Non si inventa niente. Nei Paesi del Socialismo Reale, dietro la Cortina di Ferro, la gente aveva la tessera annonaria e andava allo spaccio di stato per fare la fila e prendere la razione di pane scadente e salsiccia scadente, poi si rivolgeva al mercato nero, che in alto aveva prodotti occidentali e in basso le pantegane arrosto.

      Questo è il tipo di "indipendenza" o "autonomia" che ci aspetta nel Mondo Nuovo, che è una versione più sofisticata dell'Unione Sovietica.

      Magari non mangerai le pantegane per integrare la dieta ma dovrai comprare al mercato nero le cose che non ti passa il Centro Commerciale Universale, tipo le robe che UCoso va a cercare dal contadino. Un domani sarà reato anche solo cucinare il risotto invece di farsi portare i ravioli primavera dal "rider".

      Non ci sono soluzioni "TENUI", qui o si RI-fa l'Italia o si muore, sia in senso materiale che figurato.

      Lo scrivo perché so già in partenza che la scelta di tutti sarà quella della lenta agonia, sia materiale che figurata.

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    27. Mi spiego meglio.
      Parlavo tempo fa con un amico e forse l'ho già scritto. Questi è un esempio perfetto dell'elettore M5S che viene dalla "sinistra", quando ci parli imita indifferentemente e inconsapevolmente Che Guevara e Himmler.

      Parlavamo del Governo del Cambiamento e io gli dico "ma tu, se si trattasse di scegliere tra sostenere il Cambiamento con sacrifici estremi, tipo rinunciare alle ferie, alla TV nuova, al secondo scooter e rinunciare al Cambiamento per tornare alla ortodossia global-renziana-apolide, al dissolvimento degli Stati nella Unione Mondiale, alla cessione di sovranità in cambio della tutela... cosa faresti?

      La risposta è stata "tu fai discorsi senza senso, teorie complottistiche, devi fare i nomi e poi chi sono questi, i Francesi? i Tedeschi?".

      La risposta è:
      1. non so nulla
      2. non capisco nulla
      3. se tutti comprano la TV la compro anche io

      Ergo, quando dico che qui o si RI-fa l'Italia o si muore, intendo proprio che non puoi "attenuare" una cosa che è già morbida come il cotone idrofilo. La percezione che la gente ha della propria condizione E' IL CONTRARIO della realtà e questo è stato costruito con cinquant'anni di lavaggio del cervello.

      Io non penso che ci sia rimedio perché gli Italiani sono condizionati a mettersi a pecora e a considerarlo perfettamente normale, naturale, inevitabile e anche morale.

      Quindi niente, è già successo, io non mi rassegno ma vivrò male e poi morirò cosi. Il resto continua ad avanzare come un treno.

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    28. Domani, sotto la sharia, sarà vietato allevare suini e prepararne e cucinarne le carni. Già ora, esse sono state bandite dalle mense o da alcune occasioni delle scuole nelle quali si allevano i piccoli preparati e plagiati al Nuovo Mondo (peraltro è la stessa tecnica di rifare la gente, il popolo così cara a Pol Pot. Si definiscono liberal ma sotto, sono sempre comunisti.

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    29. Ascoltando La Zanzara percepisco che ci siano ancora vivaci e folte resistenze. Come scrissi qualche giorno fa, nonostante il bombardamento, la catechesi asfissiante del politicamente corretto, l'indottrinamento crossmediatico, esiste una parte sana della società che non vuole essere destinata al macello multietnico, alla società a scoppio multiculturale.

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    30. UCoso, a costo di essere ripetitivo che poi MrCoso me lo rinfaccia, guarda che prima di vietare il maiale per rispetto della diversità culturale deve essere vietato perché è un assassinio che richiede in chi lo commette, i "carnivori", una patologia mentale sul genere dei criminali che non sono capaci di empatia, come sostiene il famoso psicologo degli anni Settanta.

      Le "resistenze".
      Quando mi si pose il problema dell'invasione degli stranieri il mio primo pensiero fu di chiedermi perché avvenisse solo ora, cosa era cambiato nel frattempo e quali vincoli materiali e concettuali devono essere spezzati. Il mio secondo pensiero fu di meraviglia perché nel mio intorno ero l'unico a reagire alla novità come tale, tutti gli altri la prendevano come un "fenomeno naturale", tipo l'ingiallimento delle foglie in autunno. Allora ecco il terzo pensiero, per quale ragione io reagisco alla novità e gli altri nemmeno la percepiscono come tale?

      A quel punto ho visto il dipanarsi della trama e sono risalito fino al punto di avvio, il big bang delle stronzate, dei paradossi, del masochismo e di infinite perversioni.

      Ora, un conto è reagire come un organismo primitivo che si ritrae nel guscio o spruzza un veleno se viene disturbato. In maniera automatica, inconsapevole. Un altro conto è reagire sapendo che è una guerra, un certo tipo di guerra, con un campo di battaglia, tattiche e strategie, obbiettivi, eccetera.

      La Zanzara è un circo di mostri fondato sul cinismo auto-compiaciuto. Non mostra la resistenza perché se lo facesse chiuderebbero la trasmissione. Mostra il folklore, sullo stile can che abbaia non morde.

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  3. Congratulazioni per il diploma del figlio e soprattutto per la sua volontà di lavorare subito. Pochi lo fanno. Hai fatto bene a dirgli di tenere duro. Seguivo proprio in questi un servizio sul TG in cui gli albergatori della riviera lamentavano la mancanza di stagionali. Dicevano che i ragazzi di oggi non sono disposti a fare sacrifici e vogliono solo divertirsi o lavorare poco. Bravo bipede!

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    1. Lavorare duro.
      Per capire cosa significa guadagnarsi da vivere, comprendere il valore del (poco) denaro.
      E anche per imparare, imparare ciò che NON si apprende sui banchi di scuola, dell'università. sui libri.

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  4. 88 è un gran bel voto. Complimenti al ragazzo ma anche ai genitori.

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    1. Silvia, io non ho grandi meriti se non quello di aver dato qualche esempio. Non ho quasi mai aiutato mio figlio, forse un paio di dozzine di ore in tutta la sua storia scolastica.
      Insomma, non ho particolari meriti.

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    2. E poi figli e genitori sono persone distinte.

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  5. Onore al merito. Non ci sono piu' molti ragazzi disposti a farsi il mazzo. Tutta esperienza che servira' al momento buono.
    :-)

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    1. Lamaturità è anche iniziare ad avere spalle robuste con le quali affrontare le asperità della vita, CalzeDiSeta.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.