mercoledì 4 luglio 2018

In silenzio a lungo

Eravamo entrati, lasciando fuori il solecaldoafa feroci e la contemporaneità, il traffico, per quanto ridotto a Vico Pisano. La Pieve di Santa Maria non era fresca, come ci aspettavamo. Fu solo il Silenzio a farci entrare e la penombra a rallentarci.
Da lontano osservavo quell'opera lignea. La Deposizione, di autore incerto, lessi sulla Guida Rossa del TCI, a p. 116 del XII-XIII secolo. XII-XII secolo!? Rimasi stupito. Perché mi aspettavo fosse uno splendido lavoro contemporaneo. Questo trascendere i tempi mi aveva stupito.
Mi sedetti, _civa sdraiata, affranta dal caldo, su una panca, e rimanemmo in silenzio a lungo, nella penombra.



14 commenti:

  1. Se guardi, è ovvio che le statue sono antiche, il resto è molto posteriore e serve a tenere ferme le statue. E' anche probabile che manchino dei pezzi.

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  2. Le chiese, in genere, mi danno sollievo. Non ha nulla a che fare con la religione nel mio caso, essendo io atea, ma con il silenzio, con l’architettura, spesso con la
    maestosita dell’opera del lavoro dell’uomo.

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    1. Qui però c'è un malinteso perché in origine attorno alle chiese, sopratutto le cattedrali, c'era un guazzabuglio di varia umanità, tra bancarelle che vendevano di tutto, agli artisti e intellettuali che discutevano, i muratori e gli scalpellini che avevano sempre qualcosa da aggiungere o riparare, le dame e i cavalieri che si incontravano con la scusa della messa o della confessione e un certo numero di poveri e infermi che chiedevano l'elemosina o ricevevano qualche aiuto dai monaci.

      Quando il tempo era cattivo gran parte di queste attività si trasferivano ALL'INTERNO della chiesa, torno a dire, soprattutto se era grande. La gente ci passava le giornate, ci mangiava, ci dormiva e forse faceva anche altro.

      Oggi le chiese sono silenziose perché sono DESERTE, prima concettualmente che fisicamente.

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    2. Aggiungo un'altra cosa che nessuno dice. La chiesa post-conciliare, che ha introdotto la figura del "prete-operaio" ha anche cambiato il concetto della chiesa in modo che fosse altrettanto "operaia".
      Come risultato le chiese "moderne" non assomigliano a chiese ma a capannoni, magazzini, fabbriche, uffici dell'INPS. Gli architetti si prestarono con entusiasmo a questa conversione richiesta dalla committenza, il risultato è che le chiese sono perfettamente inserite nel contesto delle periferie anni Settanta, cioè altrettanto orribili, incomprensibili e in ultimo invivibili, oltre che tecnologicamente inconsistenti.
      Bisognerebbe demolire tutto.

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    3. Le chiese contemporanee mi fanno, il 90% delle volte, vomitare il cazzo. Insieme con le contaminazioni operaiste cattocomunistoidi che hai citato. Ma è l'essenza stessa dell'ugualismo appecoronante dei monoteismi che è marcio.

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    4. CalzeDiSeta, il silenzio, il verticale sono dimensioni dello spirito e quindi della maggior parte degli esseri umani. E' una dimensione fondamentale dell'esistenza umana.
      Il silenzio è ascetico ovvero incompatibile con l'ecclesia.

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  3. Hai scritto righe ispirate. Ho compreso quello che hai voluto comunicare. Il "Silenzio" con la s maiuscola, valore dei valori.

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    1. Non mi piacciono le ecclesie, preferisco i templi vuoti e silenziosi, tu e Dio, gli Dei, il Verticale.
      Grazie LupoLibero e benvenuto! Mi ha fatto piacere il tuo apparire.

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    2. E' cosi vero che poi ci frantumi gli zebedei con le milonghe sudate. Luoghi di solitudine e meditazione, senz'altro. Ah ma se ci ricordiamo che abbiamo a che fare con UCoso e che è tutta una posa, allora l'incongruenza va al suo posto nel mosaico ucosico.

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    3. Ho sempre scritto che l'aria viziata e il caldo in milonga sono aspetti pessimi.
      Tu sei ristretto, non puoi immaginare che ci sia e la meditazione in silenzio e momenti di svago sociale.

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    4. Esatto io sono ristretto perché se dico una cosa poi la faccio. Te invece sei allargato, come certe cose dove passano altre cose avanti e indietro, perché dici una cosa e fai il contrario, dici il contrario e fai il contrario del contrario. E ti sembra perfettamente normale.

      Tra l'altro nella mia ristrettezza sono quasi sicuro che non mediti e nemmeno ti svaghi, fingi in entrambi i casi.

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    5. Non medito e fingo di divertirmi.
      Hai ragione!

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    6. Beh, secondo te io credo che tu MEDITI? O meglio, io credo che CHIUNQUE MEDITI?

      Una volta da ragazzo il prete mi convinse a partecipare ad una seduta di meditazione all'oratorio. Dopo cinque minuti gli ho riso in faccia e me ne sono andato.

      Le persone normali nel silenzio dormono o fanno all'ammore. Quando non dormono o fanno all'ammore spaccano la legna e questo interrompe il silezio. Infatti se vai in montagna, quando non è abbandonata, senti sempre un campanile in lontananza, qualcuno che picchia col martello o fa andare la motosega, le mucche col campanaccio, eccetera.

      Il silenzio non equivale alla puttanata anni Settanta (per l'ennesima volta) del "meditare", equivale alla MORTE. Non a caso fa parte delle punizioni inflitte ai reclusi, insieme all'isolamento.

      Riguardo il divertimento, ho imparato che il concetto di divertirsi è estremamente vago, c'è chi si diverte a buttarsi dai ponti, chi a farsi bucare per ore con un ago, eccetera. Però quando una cosa si ripete un certo numero di volte di sicuro non è SVAGO, diventa una specie di mestiere secondario.

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    7. Ah, farei anche notare che siccome il silenzio equivale alla morte, in natura non esiste, il bosco è rumoroso del verso di milioni di animali grandi e piccoli. Quando si interrompe il rumore di fondo del bosco significa che c'è qualcosa che non va. E' il classico segnale che mette in allerta il cacciatore, tipo che hai alle spalle un orso.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.