martedì 13 maggio 2014

Corrupt 2015

  • In Italia serpeggia in maniera preoccupante un sentimento antimoderno e anti industriale secondo il quale qualsiasi intervento sul territorio, costruzione di grattacielo o strada, rigassificatore o infrastruttura digitale, nasconda esclusivamente interessi che con la cittadinanza e le comunità non hanno alcuna relazione.
    I Cinque Stelle contro l’Expo, una dannata modernità, Daniele Manca, 15 marzo 2014, Corriere della Sera

Stamane al GR ho ascoltato l'orribile misto di dichiarazioni farneticanti di politicastri che si sono espressi pro [sistema corruttivo] Expo 2015, un solo marcio dei molti di quella follia, di questo ennesimo falso ideologico colossale su cui partitica, sindacati, industriali sono appiattiti. Un coro di banalità simili.
Cosa avevo scritto in queste pagine?
  • scemenza ipocrita dell'Expo 2015 (qui)
  • non ti dicono, 'sti ciavadi che Expo 2015 è una distruzione folle da tutti i punti di vista (qui)
  • euforia tragicomica con cui si è cercato ed ottenuto Expo 2015 è indicatore di tale smarrimento profondo, (Domenico Finiguerra, qui).


Il giornalista del giornale radio riporta con quasi impercettibile sarcasmo la posizione del signor Beppe Grillo (molto chiare, direi lampanti da sempre e per questo osteggiate con massima irritazione dal sistema), che  propone l'ovvio: alt immediato  al disastro già in corso e il passaggio ad un sistema diffuso, in modo che non lo si metta [ulteriormente] nel ...  ai milanesi.
Il vuoto con il Renzi intorno non perde occasione di aggiungere la sua voce al coro ragliante di osanna alla crescita progressista tecnoteista modernista senza se e senza ma.
Affamare la bestia! Cruciani lo usa solo però contro la casta, e invece è necessario affamare la bestia, tutta la bestia. Stop alle opere grandemente nefaste il cui primo scopo è di rastrellare le risorse per trasferirle a gruppi specifici di interesse, opere che distruggono economia, ambiente, etica pubblica, opere che alimentano i problemi, che ne sono causa. Come è noto e stranoto fino alla nausea. Ma la litania del fare copre tutto.

Rileggo le stupide parole sarcastiche di Daniele Manca, un altro zelota fanatico di modernismo, uno dei molti che non vuole vedere la realtà.
Prima 'sto sistema collasserà e meglio sarà. Molti creperanno di 'sto tumore imprecando contro la mancanza di progresso, di crescita, di sviluppo, di modernità.


24 commenti:

  1. Ahh...ma le abbiamo scoperte le carte !

    Lo scopo è abbattere il "Keynesismo"

    E allora lo vedi che decrescismo fa sempre rima con "meno Stato e più Mercato" ? E poi ti lamenti che comanda la Finanza??? E che vuoi, la botte piena e la moglie ubriaca???

    La politica è bbrutta, corruzzzzione, debbbbiitoo. Abbattere lo Stato, tanto ci pensa il Mercato, che ti aspetta a braccia aperte.

    Man, dammi retta: se vuoi criticare il TAV, critica il TAV. E fermati lì, magari mi trovi anche d'accordo...

    :-)

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  2. No no
    Dove ho scritto "Più mercato"?
    Questo del “Meno stato Più mercato” è un falso.
    Meno stato e meno mercato.
    Perché voi accrescivisti dovete continuare a infilare più da tutte le parti?
    Un mercato dopato e gonfiato, cresciuto a dismisura, fino alla patologia del consumismo, dell'essere autoreferenziale, un mercato che si basa sulla creazione di problemi che generano PIL che crea crescita e ulteriori problemi dei quali le pseudo soluzioni vorrebbero essere rimedi, è un mercato che deve sgonfiarsi, deve decrescere.

    Meno Stato, meno mercato!

    Pensa all'assurdità di questo Expo che fanfarona e trombona della sostenibilità e della sovranità alimentare in una regione che è così oncologiocamente cresciuta che ha distrutto buona parte della sua SAU.
    Ogni volta che leggo i proclami e vedo quali scempi, quale distruzione di ciò che si vuole affermare, mi viene da ridere. Un riso amaro su questa aberrazione.

    Leggiamo 'ste fanfaronate ipocrite.
    Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita

    1,1 milioni di metri quadrati di suoli agricoli fertili (oltre 110 ettari) disrtutti per sempre.
    Altrettanti per le infrastrutture
    Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita Ahahhahahahhahhahhahahahhhaah

    Iiiahhhha ahaha ohohoh ahaha


    Aumentata la popolazione, artificializzato l''ambiente, aumentata la superficie improduttiva cementificata, infrastrutturizzata, aumentato il deficit già pesante di risorse vitali nel tumore antropico lombardo.
    Intelligente, eh!?
    Ecco, in un contesto del genere, proponiamo un BAU per.... apologizzare a blaterate sostenibilità alimentare distrugge i pochissimi spazi agricoli residuali.
    Ahahahah

    Questo Expo 2015 è, era, fu, e sarà una follia assurdità.
    Tu puoi sempre continuare ad affermare di non criticare un diabetico che vende due delle poche fiale di insulina rimastagli per acquistare del saccarosio.

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  3. Ehh, le vie dell'inferno sono sempre lastricate di buone intenzioni...

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  4. Quelle dell'Expo sono 110 ettari lastricati cementificati edificati, asfaltati e bitumati.
    Tutto tumore antropico qui e ora.
    Lo preferisci?

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    1. No, ma io non sono favorevole alla cementificazione selvaggia per l'Expo. C'è modo e modo di fare le cose. La Tour Eiffel mi sembra che sia stata fatta per una Esposizione Universale, se non sbaglio.
      A me non piace generalizzare.

      Qui bisogna punire chi sbaglia e non fare di tutte le erbe un fascio, non mi stanco di ripeterlo.
      Tra fare cose utili e crescere e non fare nulla e, anzi, decrescere ce ne passa.
      Non bisogna gettare il bimbo insieme all'acqua sporca. Questo è (anche ) il punto.

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  5. La Torre Eiffel.... :)
    Mi piace questa punzecchiatura.
    Hai trovato l'eccezione che conferma la regola.
    Tempo addietro su Repubblica apparve un servizio sul degrado, sul squallido deteriorarsi, delle opere realizzate in quasi tutti gli Expo. Colossali rifiuti umani non biodegradabili lasciati a imperituro ricordo della capacita biocida ed ecocida di homo.

    Qui bisogna porsi dei limiti.
    La presa d'atto dell'esistenza dei limiti è uno degli ostacoli più tenaci per l'evoluzione di homo. Non per nulla è così antico questo hybris che appare con Babele nei miti persino delle religioni più accrescitiviste e antropocentriche come i monoteismi.

    Se l'alluvione antropica e cementizia causa danni così gravi, come per le alluvioni "normali", è necessario tornare nell'alveo e la "corrente" deve decrescere al sostenibile.

    Fare cose utili usando, ad esempio, le strutture esistenti. Ma ciò è fumo per gli occhi per coloro che dalla crescita (edilizia tumorale) traggono lucro e profitti.
    Se si riusassero il 30 o 40% di capannoni vuoti, come si farebbe con la rendita edilizia? col plusvalore fittizio creato con nuove volumetrie? con le speculazioni per me, per il partito, gli amici, gli amici degli amici? per le infrastrutture per le aree speculative?
    Ciò che sarebbe funzionale, utile per i più, diventerebbe un problema per i pochi che ora traggono massimo profitto da questi grandi opere scempio.

    Qui bisogna accettare la realtà:
    o - il mondo è finito, anche la Lombardia, ci sono dei limiti
    o - il BAU è parte del problema e suo propellente principale e con esso la crescita

    E' necessario decrescere artificializzazione e presenza e impronta antropica.
    Tu che sei un cultore della crescita, forse preferisci, che si scriva che è necessario che i sistemi biotici, naturali, a capcità fotosintetica tornino a crescere. (essendo lo spazio fisico limiato, e la superficie (anche della Lombardia) finita) fai tu due conti, cosa significa che i sistemi biotici devono tornare a crescere).

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    1. Ma vedi allora che nelle cose ci vuole sempre intelligenza?

      Non bisogna rinunciare a fare qualcosa. Bisogna fare cose utili, che abbiano un senso.

      Certamente, come dici tu: porsi dei limiti e utilizzare il cervello è la prima cosa. Darsi delle regole, porsi degli obiettivi compatibili con la vita nostra, degli altri esseri viventi e di chi verrà dopo di noi.
      Questo si, è giusto, e lo condivido nelle tue parole.

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  6. le grandi opere non sono nè negative nè positive. se fatte bene, con criterio e utilità sono cosa buona e giusta, altrimenti no

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    1. Ti quoto e ti sottoscrivo.

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  7. x Francesco:
    x nottebuia:
    Siete tautologici.
    E' vero che una ruspa è uno strumento che può essere molto utile. Anche una motosega... vivere in campagna, o lavorare in certi settori non è neppure possibile senza quegli strumenti.
    Ciò nonostante NON si da una ruspa o una motosega a dei pazzi, specie se in contesti fittamente popolati.
    Ti immagini un pazzo con una ruspa in cento, in via della Spiga o in corso Vittorio Emanuele, con una ruspa o con una motosega?
    Le grandi opere quando NON necessarie sono negative.
    Sarebbe come se io iniziassi a decantare a Francesco le meraviglie della produzione casearia, che il formaggio è ricco di calcio, che c'è l'eccellenza gastronomica italiana e lombarda nella produzione di prodotti sani, eccelsi, di assoluta qualità. Ma Francesco ora, semplicemente, non si può permettere di aumentare, di far crescere il consumo di formaggi.
    In un contesto così devastato dall'artificuializzazione è necessario che AUMENTINO i sistemi biortici e che decrescano le zone morte.
    Non si può dire che aumentare la quantità di lardo di colonnata ad un infartuato sia cosa buona e giusta.

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    1. Ci sono solo 2 miliardi di asiatici (tra cinesi, indiani, ecc) che stanno abbandonando la sana vita decrescista di campagna per accingersi a mangiare tre volte al giorno, avere un furbofono e andare in milonga.
      La politica del figlio unico e di una zappa decrescista per tutti l'hanno già sperimentata per 50 anni.

      Vediamo come va a finire. Convincili tu alla resilienza, dai. Da questo Blog.

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    2. ci fanno un megapernacchione

      e ci conquisteranno, per essere poi conquistati, come successe ai barbari che occuparono Roma

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  8. @nottebuia: mi sa che l'accenno alla milonga era un mezzo colpo basso.. tuttavia deve esserci una via di mezzo. No all'Expo ora sa di autogol, di resa senza condizioni. Forse era meglio un commissario svedese a sovrintendere i lavori residui (80%)? Per il resto bisognerebbe saper ragionare: 10 effetrentacinque in cambio di 1 salernoreggiocalabria ad esempio, apparirebbe scambio equo o poco lungimirante?

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    1. Certo, Franco, son d'accordo con te: per queste cose serve solo un minimo di buon senso oltre a punire chi se ne approfitta e chi fa il furbo a spese di tutti.

      Poi, finchè Uomo ci fa presente che dovremmo evitare gli sprechi e gli eccessi assurdi, siamo tutti d'accordo.

      Ma qui si sta teorizzando una decrescita, con il 40% di disoccupazione giovanile e il 13% totale.

      Solo nell'ultimo anno 365.000 persone hanno perso il lavoro.
      Significa che 1000 (mille) famiglie ogni giorno hanno perso lo stipendio. E' una tragedia, e queste sono le persone che hanno subito il vero colpo basso.

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  9. x nottebuia:
    x Francesco:
    Come ho già scritto è del tutto ovvio che persone come 2G asiatici anelino a voler una vita meno grama.
    Io non ho mai negato questo.
    Io non ho MAI scritto che è necessario vivere in maniera grama, misera.
    Tu imputi a me un'apologia della miseria infelice che non è mia e alla quale il "vostro" paradigma del cemento e della morte conduce.
    Io sono assai più laico e agnostico di voi.
    Quando le persone hanno una visione dogmatica, religiosa, della vita (può anche essere la religione della crescita) iniziano a negare la realtà
    Spero di non dovermi ritrovare a parlare con dei deficienti di 'sta nuova religione che negano la realtà.
    A me della crescita e della decrescita, in assoluto,. di una "morale della decrescita" non può fottere di meno.


    Non si può crescere infinitamente in un mondo finito né, peggio, farlo esponenzialmente.

    Lo sapete vero, dall'analisi matematica
    al fatto che y = k * b^x con b > 1 supera ogni curva [che non sia esponenziale [con base b' <= b].

    Se il piano dell'analisi non va bene, ci spostiamo su quello dell'aritmetica elementare.
    Le risorse delle terra sono una torta di dimensione finita: se aumenta il numero delle fette devono diminuire la loro grandezza. Se, viceversa, si vuole aumentare la grandezza delle fette, è necessario diminuire il loro numero.

    Fate voi.

    Quelli del BRIC ci stanno già pernacchiando da tempo e in effetti l'Europa e gli altri paesi "sviluppati" hanno non pochi problemi.
    Anche solo il prezzo dei carburanti aumentati del 50% in pochi anni sono proprio dovuti al fatto che molte centinaia di milioni di persone stanno competendo per le risorse ambite dai paesi consumisti tra le quali il petrolio.

    E' del tutto ovvio ed elementare.
    Già ora 'ste pernacchie non è che ci facciano stare proprio bene, vero!?
    Vedrete poi quando le risorse che l'Italia (parliamo del locale, visto che la gente che crepa a milioni in Siria, Ruanda, Haiti e mille altri posti di collasso, etc. per ovvia crisi ecologica di overshoot emotivamente ci importa assai di meno) caleranno via via più, voi tranquillisti della crescita osserverete scenari non molto gradevoli.
    Scenari come questo, il risultato della crescita dell'export di tek in Birmania.
    Ohps, chiedo scusa se disturbo il vostro credo nella crescita.

    x franco battaglia:
    L'Expo è un non sense assoluto.
    Non solo: al danno della sua nocività ecologica ed economica, si aggiunge anche quello sociale e finanziario dell'esplosione della corruzione, dei costi, in un paese con un bilancio in pesante negativo e con un debito colossale.
    Infatti io sono sempre più favorevole al più draconiano pareggio di bilancio: stringere i koglioni agli italiani fino a che inizieranno a reagire a queste follie.

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  10. Man, i koglioni li strizzano solo a me e a te. Pagano sempre gli stessi, se ancora non l'hai capito.

    Fino a 50 anni fa, ogni 20 anni distruggevano tutto e poi ricostruivano. Il rimedio all'esponenziale, lo si trova sempre.

    Si potrebbe fare a meno del petrolio domani mattina. Ma ti pare che le 7 sorelle rinunciano ad alzare i prezzi?
    Inquinano? Benissimo, così poi scatterà il business per ripulire tutto.

    Non li fermi. Son 7 miliardi. Se ti piace l'analisi dai pure un'occhiata alla curva logistica e vedrai che il tratto esponenziale non è infinito, ma è ovviamente limitato. Quindi il tasso di natalità diminuirà per forza di cose, come è diminuito nei cosiddetti paesi avanzati.

    Ma non ti fare illusioni: fra un paio di secoli andranno su Marte e ti piazzeranno qualche altro miliardino di Homo "Sapiens". Stai sempre sereno.

    Nel frattempo, qui e ora, vediamo di evitare la disoccupazione, però. Eh.

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  11. x nottebuia:
    > ci fa presente che dovremmo evitare gli sprechi e gli eccessi assurdi

    No, io sono, su quasi tutte le cose, molto più radicale.
    Poiché l'impronta ecologica in Italia è quasi cinque volte la biocapacità nazionale, è necessario diminuire la massa della torta consumata fino a ritornare ad un 80% della biocapacità (lasciando un opportuno margine di sicurezza).
    Nello specifico, visto che la costipazione milanese ha un impronta ecologica aberrante, è del tutto ovvio che non si possono distruggere altri 110ha di terreni a capacità fotosintetica / biotici per costruirvi una roba inutile, costosa e che porta criminalità a tutti i livelli.
    Ovvio, no!?
    Un diabetico non deve diminuire l'aumento dello zucchero che prende. Deve diminuire lo zucchero che prende.
    E' la derivata prima che deve diventare negativa, non, come mi attribuisci, che deve calare il valore della derivata seconda (“meno sprechi ed eccessi” ovvero le quantità “giuste” possono continuare a crescere).

    Anche assumendo che la curva di Verhulst modelli bene l'andamento delle popolazioni e non lo fa in quanto in letteratura i casi numerosissimi di collasso sono ormai arcidocumentati in letteratura (qui Marco Pie presenta molto bene Collasso di Jared Diamond) poiché ciò che caratterizza i sistemi complessi è la curva di Seneca. Anche ipotizzando che sia corretta la curva logistica (associata all'impronta ecologica), la stabilità a cui si dovrebbe arrivare deve essere quella sotto la sostenibilità con un opportuno margine di sicurezza.
    Invece non solo non siamo in fase di stabilità ma di crescita violenta della popolazione e della sua impronta ma ciò avviene con il pianeta già dalla seconda metà degli anni settanta in deficit annuale (overshoot).
    L'equazione di Verhulst può essere valida per le popolazioni dei paesi consumisti che si sono stabilizzate numericamente (anzi, se non fosse per lo tsunami migratorio sarebbero già in sensibile decrescita) ma ad essa sfugge una cosa: tali paesi importano quantità enormi di risorse dai paesi a biocapacità residua e tali residui stanno rapidamente diminuendo.
    La curva logistica è una curva che non modella ciò che succede dopo, il declino e l'effetto Seneca.

    Mi permetto una punzecchiatura in questo stimolante confronto.
    Io critico da sempre le religioni perché esse sono specialiste delle “mezze verità”. Ti presentano le verità utili alla speculazione concettuale che si vuole realizzare, omettendo la “mezza verità” scomoda.

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  12. Non ci sarebbe molto da ridere ma a me viene da ridacchiare lo stesso col tuo "E finita!" Francesco.
    Ihihih, pochissimo dopo che hai commentato, nella lista dei diari che leggo è apparsa questa "novità".
    L'Italia è tra i primi importatori di cereali del mondo.
    A proposito di biocapacità residuale (ovvero potenziale di esportazioni) che sta rapidamente calando.

    Ah, poi, come evidenziato da agobit e da Marco Poli, voi che vi piace la crescita potete essere contenti.
    nel 2100 saremo [non 9.6G] ma a 11G (parola dell’Onu).

    Ma non è finita: non ci sono due buone notizie senza la terza: +823% di tsunami migratorio in Italia.


    Siii siii
    Che bello!!
    Più crescita per tutti.
    Anche degli arrivi,
    Più crescita di tutto!

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  13. Non ve lo volevo dire, ma dopo queste ultimissime sul "potenziale di esportazione", "Biocapacità Residuale", e accenno all'Apocalisse, entriamo alla grande nella Narrativa di Fantascienza...

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  14. nottebuia, quando siete a corto di argomenti andate sugli slogan
    Ihihih

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    1. Man, tu parli di "potenziale di esportazione".

      Bene.

      Abbiamo il problema esattamente opposto. Hanno imposto ai nostri allevatori le quote latte, e siamo molto al di sotto del nostro potenziale e la nostra capacità produttiva.

      Arriviamo a schiacciare le arance sotto le ruspe, pur di non far diminuire i prezzi.

      Le aree agricole diminuiscono e la percentuale di territorio boschivo italiano ha ripreso ad aumentare ormai da anni.

      Di che parli??

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  15. Ci sono nazioni che potrebbero esportare di più ma non lo fanno per varie ragioni (alcuni paesi del sud-est asiatico pongono tasse pesanti sull'export per evitare che l'olio di palma venga sottratto alle popolazioni locali).
    Avere biocapacità residua non significa automaticamente esportazione ma potenziale di esportazione. Può essere usato o meno.

    > Hanno imposto ai nostri allevatori le quote latte
    Questa è una bufala.
    Le quote latte vennero stabilite comunitariamente con un semplice e "nordico" (ingenuo ma anche rigoroso) approccio: dichiarateci quanto latte producete.
    Gli italiani ("questi cercano di fotterci") per timori fiscali, fecero i pseudo furbi e e moltissimi, troppi, dichiararono sensibilmente meno della loro produzione, squallidi giochetti partitici, scaricabarile, disorganizzazione, etc.

    Problemi imputabili solo agli italiani.
    Quindi NON [essi] hano imposto
    ma
    Noi italiani abbiamo mal-dichiarato.

    Il risultato? L'Italia campava bene producendo quel latte e quella fu la quota assegnatale.
    Qualcosa è accennato anche qui oppure qui, o qui.

    Il fatto che le aree boschive stia aumentando è un piccolo contributo all'aumento della biocapacità che rimane pesantissimamente deficitaria rispetto all'impronta ecologica.

    Di che parli!?

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    Risposte
    1. Io ho notizie diverse sulla storia della quote latte e c'è una evidente contesa tra produttori per accaparrarsi quote di mercato.
      (e i produttori del nord non sono migliori dei nostri, lascia stare)

      Ma non è questo il punto. Io ti parlo del fatto che la nostra capacità produttiva (in questo caso agricola, a parità di tutti i parametri) è ben al di sotto della capacità portante. Parlo di questo.

      Parlo del fatto che mandiamo le arance al macero pur di non abbassare il prezzi, altro che crisi alimentare.
      Parlo del fatto che oggi produciamo di più e abbiamo anche più aree boschive, volendo essere pignoli.
      Un certo allarmismo è creato ad hoc (posto sempre il fatto che non bisogna sottovalutare certi problemi -- e lo sottolineo).

      Ma il punto è: è tutta una questione di commercio. Di interessi. E basta.
      Se si volessero risolvere i problemi, li si risolverebbero domani mattina.

      Lascia stare tutto quel giornalismo fintamente scientifico. O tutti quegli studi fatti per conto di questa o quella multinazionale.

      Le multinazionali hanno in mano il mercato alimentare mondiale e decidono quando e come alzare i prezzi, quali Paesi mettere in ginocchio.

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