martedì 13 ottobre 2015

Italiot* di quellollà

  • La maggior parte di questi – almeno il 55 per cento – sono donne. 

Lo zio Osho osservava che molte religioni-culture sono ostili al piacere e sono basate su dolore, afflizione - sottomissione aggiungo io - sistematici.
Quando seguivo Ameya Canovi e il suo tentativo di governare, di curare le dipendenze affettive, avevo l'impressione che il problema fosse decisamente più diffuso tra le femmine.
Ora anche nel papero del corriere (Le italiote di allah) esce 'sta roba di donne che si islamizzano un 20% circa in più rispetto agli uomini.

Insieme semplice di rozzi divieti e precetti, spegni il cervello, ascolti le parole in moschea, ti impecoroni in una massa informe di variamente lobotomizzati, ripeti meccanicamente dei rituali semplici: se sei sveglio ti fingi di essere più radicalmente lobotomizzato e ne controlli a migliaia, a milioni.
Sarebbe decisamente meglio se quest* si suicidassero: decrescita demografica, dell'incultura del dolore, dell'inquinamento religioso.

Stavo guardando le foto dei turchi morti nell'attentato suicida ad Ankara. Erano attivisti della sinistra turca e mi fanno pena, non posso non provare un qualche moto empatico. Gli islamici (del califfato o del partito di MErdogan - la strategia della (guerra a) bassa tensione è nota - ne hanno fatti fuori un centinaio. Direi che ancora una volta i merdislamici sono i primi nemici della sinistra.
D'altra parte, come antimodernista pro tempore, non posso non osservare che i radicali islamici si stanno opponendo alla liquefazione delle loro società.
La sinistra è talmente persa nei propri demenziali vaneggiamenti ugualisti, globalisti, antagonisti (*), panmixisti che continua a rifiutare la realtà, continua ad ignorare una storia in cui gli islamici li hanno prima usati e poi fatti fuori (letteralmente) in Iran, in Egitto, in Siria, in Iraq, in Palestina, ora in Turchia.
Insomma oltre 100.000 koglioni e koglione si sono convertiti al più rozzo dei monoteismi, altri ancora nella religione sinistro-masochista.
No, la sottomissione, l'ostilità al discernimento non sono un problema solo di genere femminile.


44 commenti:

  1. Leggevo, un po' trasecolato, un po' allibito, l'incredibile serie di assurdità sul movimento anarco transfemminista in cui, metà della trattazione tenta di trovare categorie astratte accomunando tassonomie incompatibili. In altre parole l'importante essere contro: contro il capitale, contro il patriarcato, contro le femministe borghesi, no devi essere contro i bianchi non femministi. E i trans? contro i trans o contro i contro i trans? ma se la trans si è fatta mettere il banano al posto della patata, è una compagna transfemminista? o essendo banano dotata è transmaschilista dobbiamo essergli contro in quanto schifoso portatore di cazzo?
    Siamo sempre lì, antagonisti a sè stessi.

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  2. vado ot

    http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_settembre_18/ex-sindaco-muore-intossicazione-controlli-caseifici-sondrio-c57fca62-5e07-11e5-9dfc-2c0d272590d9.shtml

    qui mi verrebbe da dire di ogni su com'è buono il prodotto del contadino locale, mica come quello della grande distribuzione.....

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    1. In linea generale non significa niente: Pigia qui per formaggio Coop ritirato per listeria

      Le contaminazioni dei prodotti alimentari sono possibili in tutti i casi, la differenza è che per la grande distribuzione di solito vengono effettuati controlli a campione e che i prodotti commercializzati per la maggior parte sono sottoposti preventivamente a procedure standard durante il confezionamento che servono proprio per ridurre i rischi di intossicazione, per esempio i formaggi sono riscaldati per abbattere la flora batterica.

      Mi dicono che la parte pericolosa dei formaggi (ovviamente) è la crosta. Quando tagli il formaggio contamini anche l'interno quindi anche togliendo la crosta in un secondo momento non elimini il problema. Inoltre, i formaggi molli, essendo più "umidi", si prestano molto di più alla proliferazione dei batteri rispetto ai formaggi "duri".

      Ultima nota, il batterio Listeria di solito causa il cagotto, non la morte.

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    2. Francesco

      Se clicchi
      o - la categoria categoria cibo o
      o - la categoria categoria gas
      puoi trovare pagine decisamente a tema (non dovrei rispondere ai così fuori tema).

      Ordine e disciplina!
      :)

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  3. "... i radicali islamici si stanno opponendo alla liquefazione delle loro società."

    Non è cosi. I "radicali islamici" sono come quegli appassionati che rimettono in scena le battaglie dell'antichità o indossano i costumi d'epoca per le sfilate e le rievocazioni storiche. Non hanno nessuna idea di "loro società" contemporanee, hanno una idea fantastica di come era l'Islam medievale, all'epoca dell'espansione.

    Il ragionamento è veramente elementare: davanti alla constatazione che tutti i Paesi islamici sono delle fogne, l'islamico ha due alternative: fare due più due e capire che c'è qualcosa che non va nella cosiddetta "cultura islamica", oppure negarlo e adottare due espedienti, uno quello del "nemico esterno", per cui se tu non sai leggere è colpa dello straniero pagano, l'altro quello del "revival storico", il ritorno ai periodi di gloria dell'Islam, vagamente simile alle "glorie di Roma" che riproponeva il Fascismo o al Terzo Reich, cioè il terzo Impero Romano dopo quello latino e quello franco.

    C'è una differenza sostanziale: mentre per gli Europei è sempre stato ovvio che la religione era su un binario parallelo se non in conflitto con il "potere temporale", quindi glorie imperiali e crolli di civiltà dipendevano da altre cose, per gli Islamici tutto discende dalla religione, quindi si vuole rimettere in scena tutto il medioevo cosi come se lo immaginano, pari pari.

    L'equivoco dal nostro lato è duplice e ne abbiamo parlato allo sfinimento.
    La "sinistra" europea esiste sulla base di un principio distruttivo, che bisogna passare attraverso una rivoluzione catartica per rifondare il mondo su principi più "giusti". In questa logica l'Islam, con tutti i corollari demografici e culturali, offre un comodo grimaldello contro la "società borghese". Non potendo mettere la Borghesia al muro, va bene anche se le figlie minorenni del "papi" si chiudono in camera con l'immigrato del centro di accoglienza. Inoltre, ovvia associazione tra le plebi islamiche e l'antico e sacro "proletariato".

    Dall'altra parte noi abbiamo il terrore di certe verità e le neghiamo contro l'evidenza. Una di queste verità è che non esiste il famoso "Islam moderato" o il "laicismo" nei Paesi islamici. Quindi tutta una serie di convenzioni, di "valori", di teorie e di prassi che esistono in Europa, non hanno nessuna controparte nell'Islam, ragion per cui non può esistere dialogo. Quando noi diciamo "democrazia", intendiamo due cose, la democrazia antica della assemblea dei padri di famiglia o la democrazia moderna che discende dal conflitto tra monarchia, aristocrazia terriera e borghesia mercantile. La parola è priva di senso all'interno dell'Islam, sia perché è ignota, sia perché è indipendente dal credo religioso, è una questione meramente politica.

    Riguardo le donne, UomoCoso, non ne farei solo una questione statistica ma terrei presente che nello stesso luogo, nello stesso momento, hai l'estremo del "femminismo" e l'estremo di una religione che propone la donna come una via di mezzo tra l'animale domestico e la creatura diabolica.

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    1. Non c'entra direttamente, argomento associato:
      Camera approva Jus Soli

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    2. La Terza Roma è stata la Russia di Caterina la Grande e Pietro il Grande, voglio fare il precisino ...

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Quello che e' successo ad Ankara e' semplicemente abominevole...ma e' anche il segno che e' stato raggiunto il punto di rottura tra il regime di M(Erdogan) e una parte della popolazione. E io spero che i giovani che aspirano a vivere in un paese piu' moderno e democratico non si facciano spaventare, ma si rivoltino ancora di piu'.
    Non so se ricordi, Uomo, l'assurda affermazione del vice premier turco di alcuni mesi fa, quando dichiaro' che le donne ormai avevano perso tutti i sacri valori della modestia e della decenza e "ridevano troppo" in pubblico. Voglio dire...ma vaffanculo. Infatti il giorno dopo il web fu invaso da foto e video di donne turche di ogni eta' che ridevano alla grande. Una bella prova di civilta'.
    Non capisco nemmeno io una che si converte ad una religione che ti impone regole assurde, per non parlare della morale sessuale islamica (ne scrissi sul mio blog in un paio di occasioni) che e' quanto di piu' ridicolo possa esserci al mondo.

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    1. MErdogan è un cane rognoso del potere. In certi paesi il miscuglione pessimo di modernismo, vecchismo, di pseudo democratismo e influenze religiose, di bulimia del potere ricoperta di glasse "liberali" producono questi personaggi.
      La Turchia fu trascinata nel modernismo da Ataturk e ora si sta spaccando in due, tra una parte modernista, progressista, urbana, consumista che guarda all'Europa ed una teocratica, non urbana, che guarda alla Mecca.
      Le puttanate e la cacca islamica esce: donne che non devono ridere, donne che sfuggono alla possesso da parte di padri, mariti e che vengono ammazzate per questo eccetera eccetera.
      Io considero orribili i monoteismi, uno dei più gravi inquinamenti del mondo e tra essi, il peggio assoluto è il rozzume islamico.

      Io ritengo che le rigide regole gerarchiche e normative dell'islam siano proprio ciò che attrae tutti coloro che fuggono dal discernimento. Psicologicamente trovo esplicito, chiaro, il piacere masochistico per la sottomissione. Il fatto che ciò affascini le donne il 20% circa in più degli uomini è un fatto. Si arriva quindi alle pulsioni masochistiche e al femminile e alle relazioni tra queste due realtà. Qui ho solo sensazione, nessuno studio.

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    2. UomoCoso, la Turchia non si sta spaccando in due, al governo c'è il partito islamico. La maggioranza dei Turchi, quelli che non vivono nelle aree urbane, non è diversa dalle masse degli altri Paesi islamici, se non per il fatto che etnicamente non sono Arabi. La "Turchia secolare" è da sempre fondata sull'apparato militare, sottomessi la casta al partito islamico, ci vuole poco ad assimilare la Turchia all'Iran.

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  6. Per quanto riguarda Ankara, io non metterei la cosa come questione di Islam e di sinistra. Certo, la manifestazione era organizzata da partiti di sinistra. Ma lo sapete che i turchi sono tutti un po' comunisti no? Ma anche molto gerarchici. Si puo' essere comunisti e gerarchici allo stesso tempo qui. E anche comunisti figli di papa' con almeno dieci conti in banca diversi e andare a chiedere a me di anticipargli i soldi, per dire.

    Tornando a bomba (si fa per dire) tra due settimane ci sono le elezioni.
    E questo ha detto quasi tutto. Inoltre, la Turchia e' in un posto troppo strategico, ci sono troppi interessi in ballo, troppe ingerenze varie, troppe questioni irrisolte.

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    1. Io qui sottolineo che il marxismo e quanto deriva da esso è una religione che, anche se più recente, è una religione.
      L'islam è una religione tradizionale, da alcuni decenni la più violenta sia dal punto di vista numerico che per tensione egemonica.
      Semplicemente quando i giochi si fanno duri gli islamici eliminano altre religioni e quella di sinistra non fa eccezione. Poiché nei libri dell'islam sono previste alcune forme di gestione solo per altre religioni monoteistiche (ebraismo e cristianesimo), il marxismo, dal punto di vista dottrinale, non ha neppure le attenuazioni previste per le altre due.
      Come per l'Italia ci fu la guerra stragista a bassa tensione implementata dagli Stati Uniti per impedire che passasse al comunismo, anche in Turchia è quasi certo ci siano ingerenze degli USA.
      Solo che questi combattono comunismo, anticomunisti, islam e antiislamici, turchi e curdi, tutto e il contrario di tutto che in quel momento sono contrari ai propri interessi. Come tutti i parassiti efficaci il proprio agire avviene nell'ospite e così la guerra la fanno in casa degli altri.
      Io osservo schifato i moralismi democratisti di Francia, USA etc. contro Assad. Solo che, come osservava George Friedman, i bambini hanno imparato alcune lezioni.
      Si rendono conto che l'eliminazione di Assad potrebbe avere gli stessi effetti dell'assassinio di Gheddafi o di Hussein ovvero aprire completamente il vaso di Pandora, ora solo un po' socchiuso.
      L'utilitarismo più becero unito al sudiciume moralista, democratista li ha impantanati, i russi che ne sono meno affetti stanno procedendo con qualche chiarezza in più.

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  7. Io provo tantissima tristezza per questo sorriso che si e'spento per sempre.

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    1. Vedi, Sara, questo è NULLA rispetto a quanto succederà nella polveriere multietnica europea quando le risorse inizieranno veramente a calare.
      Quando si vivrà per strade in cui sarà la guerra tra etnie e clan in queste, proveremo tantissimo dolore.
      Ahhha
      Ohhh
      Ehhh ma io non lo sapevo.
      Già.

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    1. Qui la risposta (per alcuni punti - masochismo - non così OT)

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    2. E' vero.
      Circa 2 - 3 anni fa, uscì un post sul sito de l'Espresso che sputtanava il fattaccio.
      Quando la pagina cominciava a girare in modalità virale su FB, venne eliminata.

      ===

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  9. UUIC, comunque "siamo il peggior nemico di noi stessi" sopratutto se facciamo un minestrone tra i problemi che manifesta la fede di qualsiasi orientamento e le cose di terrorismo manovrato o di stupidità umana. Sono scelte individuali che all'occhio dell'estraneo descrive l'altra faccia della medaglia: Chi ha la verità un tasca: Tu, oppure chi manifesta una qualsivoglia fede, oppure chi compie atti di terrorismo?

    Permettimi di dire che a mio modo di vedere e capire, Osho mi pare, affronti il problema della fede e della vita, in modo non nichilista come fai tu, ma in chiave multiforme ed universale.

    Ma capisco la tua semplificazione...Tuttavia l'esistenza di un individuo non si riduce tutta a modelli nè religiosi, nè economici,ne raziali ecc. ma ritengo che la felicità risieda nell' essere capaci di accettarsi ed accettare gli altri per quello che si è, e che sono loro. La paura delle idee degli altri non rafforza se stessi, ma logora .

    Buona giornata.

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    1. In parte con la risposata a bulutn ho risposto a te: esiste un conflitto tra religioni, quella marxista e quella islamica.
      La mia posizione è chiara: il vicino e il medio oriente stanno collassando sempre più rapidamente perché in collasso ecologico da sovrappopolazione. Il conflitto .- SEMPRE per le risorse - è rivestito di varie motivazioni/giustificazioni sul piano antropocentrico. Quelle religiose sono tra queste.
      Io invito all'osservazione della realtà, al pensiero critico, a rifuggire da ricette tanto premasticate quanto anacronistche. e con tanto evidenti quanto macroscopiche fratture con la realtà.
      Io qui ho solo voluto sottolineare, con le parole di Osho, un'attitudine a sofferenza, sottomissione, malattia e all'ostilità al salute, piacere, discernimento e alle sconcertanti similitudini, specie per quanto riguarda il masochismo, tra sinistra (col marxismo una religione di derivazione giudaico-cristiana) e l'islam. Da questo punto di vista il cinismo è assolutamente ecologico, fruttifero: prima di guarire per poter guarire devi riconoscere che sei malato.

      Si potrebbe affermare che l'oncologo semplifica quando interviene chirurgicamente nell'asportazione del tumore.
      La felicità si ottiene anche combattendo con essa. Essa ha un costo, non c'è alcun diritto alla felicità, la si deve conquistare! Allora, la prima cosa è di dare uno stop ai nemici e, se non sufficiente, combattere i nemici perché è una competizione per le risorse finite, o tu o loro, o la tua felicità o la loro.


      o - Quando il nemico ha subito seri danni, approfittate della situazione.
      o - Di fronte ad un avversario disorientato, ricorrete a un attacco a sorpresa.
      o - L'illusorio [fratellanza, uguaglianza, accoglientismo, volemosebenismo, etc.] in quanto tale non esiste.

      o - Per evitare che l’avversario avanzi, fategli capire qual’è il danno potenziale che ricadrebbe da una tale manovra.

      o - Quando si eccelle nell’attacco, il nemico non saprà come organizzare le proprie difese; quando si eccelle nella difesa, il nemico non saprà dove attaccare.

      Grazie per la saggezza
      ;)

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    2. Grazie a te UUIC, non ho mai dubitato della tua conoscenza e messa in pratica dei stratagemmi; sapevo che il tuo essere oltre i commenti che ti rilasciano i tuoi visitatori...il tuo modo di essere in cammino non è mai stato realmente colto nella sua interiorità, che permettimi MOLTO TAOISTA E OLISTICA.

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    3. Una delle cose che mi affascina sia di alcuni pensieri del buddismo che del taoismo (ma anche dell'induismo ma anche del politeismo ellenico ed europeo precristiani) è che essi non scartano la parte "immorale" della realtà ma la comprendono.
      Sun Tzu non dice, rozzamente :- Guerra? Cacca diavolo! No alla guerra senza se e senza ma" e altre idiozie del genere (delle quali pure io fui afflitto) e quindi la rimuoviamo dal pensiero e con essa tutto ciò ad essa correlato. Sun Tzu osserva la realtà, osserva che in essa esistono conflitto, guerra, nemici e ne fa oggetto di osservazione, meditazione, di riflessione e pure di avanzamento, di evoluzione.
      Questo filosofare è completamente rimosso, demonizzato dal ciarpame monoteistico.
      Guarda che io so di essere ignorante e i pensieri di Sun Tzu li ho appresi leggendo la tua pagina recente.

      Sun Tzu non va a tirare pietre alla pietra del demonio della guerra (come fanno i lobotomizzati islamici alla mecca, che allah li strafulmini :) a milioni!) ma osserva la guerra e ne trae insegnamenti e una morale decisamente più raffinata :- "nessuno dei contendenti dovrà combattere con il desiderio di trarre del profitto o della gloria". Capisce ed insegna che è un casino e che per evitare i casini è meglio evitare o contenere ciò che porta ad esso (ingordigia o vanagloria).

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    4. UomoCoso, non so niente di queste filosofie orientali ma ti faccio presente un errore di sistema: come ben sa chi ha una qualche pratica marziale concreta, tutte i suggerimenti arguti sulla "arte di combattere" sono un inutile cumulo di cacca.

      1.
      In guerra vince inevitabilmente l'esercito che dispone di maggiori risorse materiali e/o della migliore logistica.

      2.
      Nel combattimento personale, vince il contendente più grosso, dove per "grosso" si intende la massa corporea, il peso.

      Serve qualche esempio?

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    5. le tue note non sono incompatibili con i pensieri di Sun Tzu.
      Puoi anche essere grosso, con la migliore logistica, ma il conflitto segue sempre pattern e ha strategie buone o cattive. Infatti c'è un arte della guerra.
      Vincere è solo uno dei fattori da considerare. A quali costi? Se vincessi e uscissi pesto dal combattimento? Ne vale la pena? etc.

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    6. Balle. L'unico caso in cui si possono applicare quelle teorie è quando ci sono due contendenti UGUALI. Peccato che non capiti praticamente mai perché il confronto tra pari è un DUELLO, un combattimento formale, non una GUERRA, cioè un combattimento senza regole il cui scopo è l'annientamento dell'avversario.

      Ad un samurai l'addestramento serve per confrontarsi con un altro samurai, non per avere la meglio su un contadino straccione che mangia poco o niente. La funzione del samurai non è quella di confrontarsi con altri samurai, salvo eccezioni ma quella di sovrastare i contadini mantenendo un sistema di caste.

      A quali costi? Gli Americani nella seconda guerra mondiale hanno perso due o trecentomila soldati in tutto. I Tedeschi tre milioni di soldati e altrettanti civili. Alla fine della guerra l'America non solo era intatta ma ne usciva come potenza imperiale egemone, la Germania era rasa al suolo, divisa in due e sotto occupazione militare.

      Ne vale la pena? Sicuramente se tu guardi la battaglia assiso su un trono sopra una collina lontana, la risposta è sempre si. Se guardi la battaglia dalla prima linea, la risposta è sempre no. Ma siccome raramente nella Storia le persone che decisero le guerre poi le combattevano in prima linea, la risposta di solito è sempre stata si, INFATTI la Storia è una teoria ininterrotta di guerre, anche ai giorni nostri. Non a caso noi abbiamo sospeso la leva per impiegare un esercito di professionisti. E' tipico di tutte le civiltà che hanno scavallato la propria fase vitale di espansione e si muovono o nella fase di mantenimento dello status quo o nella fase di declino.

      Comunque, UomoCoso, il concetto fondamentale è che tutte le teorie vengono vanificate dal primo pugno che prendi sul naso, te lo posso assicurare.

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    7. Aggiungo una considerazione storica: tutte le guerre che conosco sono state vinte con una strategia fondata sull'attrito, cioè sul fiaccare l'avversario tirandogli contro più cose di quanto potesse ribattere. Gli esempi recenti sono ovvi ma possiamo considerare Roma contro Cartagine o il Saladino contro i Franchi o le monarchie europee contro Napoleone. La favoletta del generale geniale, che vince le battaglie con strategia e tattica superiori, è appunto una favoletta. Nella realtà non servono generali geniali, servono più soldati, più frecce, più navi, più farina, più cavalli, eccetera. Perdi le battaglie e continui a mandare altre armate contro il nemico fintanto che non lo sfianchi, non riesce a rimpiazzare le perdite e lo costringi alla resa.

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    8. Esempio evidente:
      https://www.youtube.com/watch?v=SBFpw-459VU

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    9. Dunque dovremmo distinguere tra arte in battaglia e la forza/massa in guerra...

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    10. Non c'è nessuna arte, te lo ripeto. E' UNA BALLA.

      Le arti marziali, cosi come la scherma, non sono fatte per la guerra, sono fatte per i DUELLI, cioè situazioni con regole, riti e significati simbolici.

      In battaglia non vai in punta di fioretto, vai con una mazza e non importa se sei Riccardo Cuor di Leone, vieni ammazzato da una freccia scoccata a caso da un arciere anonimo come l'ultimo dei pirla.

      Non vince l'esercito che ha Riccardo Cuor di Leone, vince l'esercito che ha più pirla o più frecce da mandare contro l'avversario.

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    11. Scusa, ma allora alle varie accademie, institute, école etc. militari che si insegna?

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    12. Si la risposta di Francesco è giusta.
      Se tu sei un romano alla battaglia di Canne e vieni sorpreso dalla manovra a tenaglia di Annibale, finisci ammazzato. Non cambia niente rispetto al quadro generale ma nel particolare fa tutta la differenza del mondo. In sostanza condurre la guerra nella maniera più efficace non ne cambia l'esito finale ma ne migliora il rendimento, un po' come un motore fatto bene o fatto male.

      Se però ribalti la tua considerazione, tutti hanno le accademie militari, se facesse differenza le guerre verrebbero decise da una simulazione, a tavolino e una volta esplicitata la teoria, non ci sarebbero più le accademie. La scienza militare, se avesse un senso, sarebbe come le armi atomiche, renderebbe la guerra impossibile.

      Non succede perché c'è un margine di incertezza oltre l'ovvio. Per esempio i Tedeschi nell'ultima guerra sapevano che potevano vincere solo una guerra che durasse il meno possibile che che li vedesse sempre all'offensiva. Il calcolo sbagliato fu ti tipo politico, cioè che i successi militari dei primi tempi avrebbero costretto gli avversari a chiedere subito una pace in termini vantaggiosi per la Germania. Il calcolo fu sbagliato perché sopravvalutava i danni inflitti e sottovalutava la persistenza e la lungimiranza del nemico. Infatti gli Alleati sapevano che la Germania avrebbe perso una guerra di logoramento quindi non avevano nessun interesse a concludere la guerra in tempi rapidi, a costo di incassare le sconfitte dei primi tempi. E cosi fecero. La scommessa italo-tedesca fu persa.

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    13. Cosa ti può insegnare una accademia militare? Che non devi mai iniziare una guerra e nemmeno una battaglia se il nemico ha risorse maggiori o uguali alle tue.

      Se poi ti ci trovi costretto, cioè sei aggredito da un avversario con risorse maggiori o uguali alle tue, parti sapendo che, a meno di non tirare fuori un coniglio dal cappello, hai poche possibilità di vincere.

      Il coniglio dal cappello non può essere uno "strattagemma", deve essere qualcosa che ribalta le regole del mondo conosciuto, qualcosa di improbabile. Non mi viene in mente nessun esempio nella Storia in cui una mossa geniale ha ribaltato l'esito di una guerra o di una battaglia persa in partenza. Se hai nove divisioni vinci comunque contro un avversario che ne ha una (Stalingrado).

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    14. Si pero ci sono casi particolari come i trecento spartani e le guerre greco persiane del periodo dove i greci hanno distrutto il numerosissimo esercito persiano

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  10. A me mette un'immensa tristezza dover essere costretti a ragionare sempre tra "noi" e "loro" ma finché ci si continuerà ad affidare a una singolarità (che sia un Dio o un capo qualsiasi) e non a una moltitudine (Dei, opinioni, sfumature) penso che sia inevitabile. I monoteismi sono il più grande errore della storia.

    [Piccola digressione: di ritorno dalla Malesia - che ho trovato essere un paese in cui le diversità raziali e religiose si amalgamano molto bene, almeno nel quotidiano - ho rinsaldato il mio amore per le fedi di natura buddhista e induista. L'accoglienza ricevuta nei loro templi non è per nulla paragonabile alle difficoltà per entrare in una moschea].

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    1. Questo commento non ha alcun senso.

      Per chi crede, la propria religione è l'unica che possiede la Verità.
      Per chi non crede, tutte le religioni sono uguali e sono tutte un mucchio di sciocchezze.

      Io per esempio, in quanto non credente, non vedo come si possa provare "amore" per "le fedi di natura X" piuttosto che "le fedi di natura Y" dato che non esiste ne il dio singolare ne il dio plurale.

      Riguardo l'accoglienza, può fare la differenza quando vai a rompere le scatole in casa d'altri, non quando stai a casa tua. Da cui la domanda: perché mai uno dovrebbe andare in Malesia se non è Janez de Gomera?

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    2. > I monoteismi sono il più grande errore della storia.

      Siamo passati dalle religioni politeistiche con una teologia ricca e completa, senza scotomi morali al rozzume monoteistico.
      Come osservava Massimo Fini, i monoteismi sono intrinsecamente violenti anche dal punto di vista teologico.

      I monoteismi sono uno dei molti esempi di "moneta cattiva che scaccia la buona" o di "erba cattiva che scaccia la buona" ovvero di entropia religiosa.
      Se prendi una manciata di farina e la getti in un letamaio non succede nulla, se prendi una manciata di merda e la metti nella madia, rovini tutti.
      La merda si diffonde molto di più di ciò che non lo è.

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    3. L'accoglienza è un concetto nobile e degno.
      Purtroppo i cattocomunisti, i panmixisti, massmigraziuonisti e altra gentaglia del genere ne hanno stravolto l'accezione e usata truffaldinamente in modo così frequente che io ho sviluppato una intolleranza a questo termine.
      Sempre con metafora scatologica: prendi un mazzo di giacinti, mettili nel letamaio e poi vai in giro dicendo che è una cosa bella regalare mazzi di giacinti (ometti che sono pieni di merda) e catechizza la massa dicendo che è nazifascioleghista rifiutarsi di prendere mazzi di giacinti pieni di merda e obbligatori.

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  11. Perché mai uno non dovrebbe andare in Malesia? (Non siamo tutti come Yanez, non a tutti serve un Sandokan per viaggiare).

    "in quanto non credente": ti sei risposto da solo.

    Buona giornata.

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    1. Non ho fatto nessuna domanda sull'essere o non essere credente.
      Per viaggiare, più precisamente in questo caso per andare a rompere le scatole al prossimo, non serve Sandokan, serve un motivo.
      Ancora nessuna logica.

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  12. Cmq. la prima poverina illustrata nell'articolo del Corriere è il classico soggetto che non sa gestire la propria libertà, quindi volontariamente chiede la camicia di forza.
    Tipico.
    E in pochi anni ...

    BOOM !

    Tre bimbi sfornati per la causa di Allah.
    Tipico.

    ===

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    1. > Tre bimbi sfornati
      La semplificazione piuttosto brutale da donna a madre attira molto.
      Da una parte perché essere madre e mettere al mondo figli è straordinariamente potente e dà alla testa, dall'altra perché queste brutali semplificazioni permettono di spegnere testa e discernimento.

      > Tre figli sfornati
      Uno dei motivo per cui trovo l'islamerda disgustoso è anche la virulenza della sua crescita demografica.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.