Amo le milonga pomeridiane, permettono di vivere il tango in orari decenti e di non stravolgere i ritmi. Insomma, complice anche il merdoso tempo arido, caldo, nuvoloso, stitico di due gocce di pioggia me ne sono andato a quella milonga sciccosa elegantosa e pure 'na macchina fabbrica soldi (quando la dimensione affaristica è così rilevante, ingombrante le cose se non peggiorano decisamente non sono certo eccellenti ma è altro discorso).
C'era un tema, ovvero quello degli anni Quaranta (quella decade del secolo scorso viene considerata la decade d'oro del tango) e l'invito di aderire a quel codice stilistico.
Beh, diciamo che pure io mi sono tirato in tema (nonostante le temperature da bagno turco, come al solito) con pantaloni neri in fresco di lana gessati proprio quelli tangheri della più classica delle iconografie e camicia nera, insomma, mi hanno pure fatto i complimenti una dell'organizzazione ma io tendo a variare e una semplice t'-shirt sarebbe stata assai più consona alle temperature persanpancrazio!
Devo dire che ho osservato con meraviglia, stupore e ammirazione: molte donne si sono proprio immedesimate negli
anni Quaranta ed erano bellissime, con vestiti, accessori, trucco e acconciature meravigliose, in tema. E alcune di loro, come _ara di Ravenna, oltretutto, con una grazie, un'arte, la sesta, nel corpo A che meraviglia! Sembrava, a tratti, proprio di essere negli anni Quaranta, in quel salone liberty.
Per caso sono capitato nel filmato sotto: quelli sono gli anni Venti e Trenta, sempre ruggenti nel tango, Montevideo e BuenosAires avevano più telefoni di Parigi, l'Argentina sembrava il nuovo Eldorado (si consideri, a confronto, che
Redivivo è una storia degli anni Venti).
Comunque:
- Nel tango sappiate che è un tabù ballare Carlos Gardel.
- Il tango nel cinema è, quasi sempre, scadente e/o orribile o stravolto per renderlo baroccamente scenografico (escenarioso in gergo).
- Le donne ballano senza calze perché esse riducono l'attrito tra piede e sandali, rendendolo difficoltoso (a meno che non si tratti di livello elementare).
Nel cinema ci sono molti trucchi per sostituire, ad esempio, gli attori con suonatori veri con inquadrature e primi piani specifici. Nel tango non è possibile: ecco che in qualche modo gli attori lo devono ballare e, data la difficoltà - immaginatevi, come parallelo, che gli stessi attori inizino a strimpellare un piano - con risultati sconcertanti: il fatto che gli attori siano molto
famosi, non cambia i risultati.
Il brano (da Un Matrimonio all'Inglese,
nota) a corredo di questa pagina è ancora decente. Basta però cambiare contesto e il tango diventa una esagerazione, diventa il
"tango" standard cubistico-meccanico (confrontare, prego, con
questo splendido cortometraggio).
La connessione intima, la fluidità, gli aspetti fini e incredibilmente energici ed energetici del tango (non servono aggettivi come argentino, c'è il tango e poi altre
robe), la fluidità, morbidezza e gli incredibili spazi di creatività, interpretazione sono poco appariscenti.
Beh, ci sono i martelli pneumatici e poi le sonate di Chopin, anche se il mondo è bello perché vario non sono esattamente la stessa cosa. Comunque c'era (anche) una grande bellezza anni Quaranta, domenica. Ah che meraviglia!