mercoledì 11 gennaio 2017

Tango di vetta, di tetta

Lunedì a lezione, mi sono estraniato, per qualche secondo: osservavo, con meraviglia e stupore, i due maestri all'opera, l'insegnamento di quest'arte relazionale. Pensavo all'immagine della pagina dell'altro giorno, donne (e uomini) che divengono strumenti per la danza. Piccoli movimenti della spalla, una variazione della distribuzione del peso sul piede, il movimento del piede, la variazione dell'asse di alcuni gradi in avanti...
Il tango è fatto di impercettibili perfezioni, nella sua semplicità complicata. Come puoi osservare strabiliato le mani di un pianista che frullano con esile perfezione e determinatezza su una tastiera, puoi notare impercettibili movimenti nella perfezione del movimento di due corpi abbracciati che rendono apparentemente semplici e fluidi, banali dei movimenti estremamente difficili, innaturali. Cosa diceva Fernando Sanchez? "Molti movimenti del tango sono innaturali. Solo il lavoro li rende movimenti naturali."

Ieri sera, dopo la palestra, sono tornato da Flora. Ed è stata gioia e letizia: ora gli "sprazzi di tango" si fanno meno radi. Due anime si abbandonano alla fantasia sulle ali della potenza, della ricchezza della tecnica, allora è una sinfonia di gioia.
Ieri, dopo scintille, gioia e brio (è un piacere sontuoso, inebriante, penso indicibile, fondamentalmente, se non per analogia, va a quei momenti di entusiasmo in una delle tue passioni) alla fine ho invitato una "un po' più principiante", era una tanghera pugliese di origine. Nella sua arte ancora acerba, la giovane donna aveva il proprio asse proteso verso il mio più di quanto avrebbe dovuto. Così sentivo il suo seno ricco, sodo, premere conto il mio busto e danzare tra me e lei, a sua volta. Ad ogni ocho, quelle poppe gommose si rotolavano su di me.
_mlero mi ha segnalato, l'altro giorno, questa pagina. Osservavo questo tango di tette su di me e mi chiedevo il perché dell'assenza di una qualche reazione erotica. sessuale. Bauman cita la "tentazione della tentazione" di Emmanuel Lévinas, è l'unico passaggio che sento, che mi è entrato, che è mio.
Ho ripreso un po' un buon impegno sia in studio che in pratica e il tango è tornato velocemente ricco, vivace, colorato. Mi ha dato molta gioia, questo; mi mancava.

_lcino, mi attuale partner di studi, non potrà proseguire con gli sudi, le hanno spostato impegni di lavoro al lunedì che mal si conciliano con luogo e orari di lezione. Con lei ho studiato meglio che con altre: ha una passione viva, autentica e apprendimento veloce. In assenza di interesse erotico, sessuale. Mi dispiace che questo sodalizio cessi. Ora dovrò andare a caccia di una nuova partner di studio. Uff.

martedì 10 gennaio 2017

Diversamente bella

Gli antirazzisti sono i più incredibili, fenomenali razzisti. Dal punto di vista della mente diremmo che è uno dei molti casi di Negative Target Fixation, come si dice in PNL e dintorni. Ma non vorrei andare in alto ma restare per terra, nella realtà. Questi razzisti all'incontrario, autorazzisti, razzisti positivisti, antirazzisti, etc. inoltre lo sono in modo subdolo, ammantato di questa glassa "politicamente corretta" che è una semplice adulterazione della realtà.
Per vie traverse sono capitato in questa pagina e sono venuto a conoscenza del fatto. Mi chiedo come sia possibile sovvertire la realtà, il buon senso e sostenerlo, apologizzarlo con una hybris così moralisticheggiante da risultare grottesca, rozza, stupida. Se ci fossero i NAS della bellezza, avrebbero già arrestato i giudici e pure Giovanni Drogo per falso ideologico, apologia del più squallido razzismo (positivista).
Questa elezione lo dimostra perché elegge a vincitrice una persona per la sua "razza" e non per la sua bellezza,  visto che Sephora Ikalaba è oggettivamente un cesso piuttosto brutta.
La questione è quindi "Perché ai razzisti positivisti piace Sephora Ikalaba?".

Perché è nigeriana?
Perché è scura di pelle?
Perché è una esperta di filologia romanza?
Ma che "razza" di canoni estetici sono!?!? Non è un concorso di esoticità o sapienza letteraria o di africanità (non ci sarebbe nulla di male in Africa, anzi, come resistenza a questo orribile globalismo che vuole omologare, ugualizzare, distruggere diversità e sostituire in Finlandia la bellezza finnica con quella yoruba e il viceversa con le donne africane cretine che tentano di sbiancarsi, in un pappone sìglobal disgustoso e indistinguibile).
No, Sephora Ikalaba è stata eletta reginetta a Helsinki perché è nigeriana e nera nonostante la sua bruttezza (al limite del fantozziano) sia diversamente bella.
Appunto, con una scelta massimamente razzista. Siamo ancora alle lenticchie fagiolate per legge.

Faccio fatica a pensare che si possa scrivere una quantità così elevata di assurdità, corbellerie, di ciarpame politicamente corretto in una pagina e farlo in modo così razzista.
Osservo la foto e rido di un commento salace letto altrove  (perché i giudici erano froci diversamente sessuali). Ma non c'è proprio nulla da ridere.


lunedì 9 gennaio 2017

Chiudo gli occhi, fai tu!

Ieri sono andato a trovare _aceri. Raccontavo poi a _mela, in milonga a Reggio Emilia, che è(ra) un bell'uomo, abbronzato, sportivo, alto, colto, brillante, fine. Ho notato dei miglioramenti, ieri è salito dalla carrozzina al letto da solo. Eppure quella quasi emiparesi richiederà molto tempo, molto lavoro di mesi di riabilitazione. Salvato dalla morte per i capelli, non si capacitano di come ce l'abbia fatta e di come ne sia uscito "non così male". Si è rallegrato di vedermi, io con lui; abbiamo passato quasi un'ora e mezza di tempo assieme, poi sono uscito dall'ospedale (rinomato) e sono andato al tango. Già, il tango. Fu ciò che ci fece conoscere. Chissà se _aceri tornerà ancora nelle braccia del tango. E' un  confine impercettibile, labile, quello tra vita e morte, quello tra fortuna e sfortuna ed egli lo ha attraversato e poi è tornato indietro.

Ora che ho chiuso con _mlero, sono tornato con intensità al tango. Riesco a trovare, sulle sue note, sulla sua arte, quel femminile che abbraccio e con il quale faccio gli amori tre minuti.

Mi ero perso, nella più orribile delle più orribili periferie moderniste, plasticate, cappannonizzate, strutture morte tra infrastrutture per la liquefazione. Questo contrasto assurdo tra la pomposa, sconcertante, retorica di una toponomastica da ultra soviet emiliani sì global (viale Carl Marx, viale dei Trattati di Roma, via Hiroshima, via Guernica...) e il consumismo più becero importato dagli SUA, dalla Germania, queste insegne al neon per ristoranti massdistributori di cibo industrial-modaiolo con nomi in inglese.
Ho vagato in mezzo a parallelepipedi betonici, plexiglass, asfalti sconnessi, rifiuti, sale e catrame, cassonetti satolli di rifiuti eccessivi, incontenibili sparsi ai loro piedi e oltre viva il vento, incroci di un'edificazione così selvaggia, tumorale, che non c'erano neppure i nomi delle vie, spesso. E' sempre stato così e continua ad esserlo: il moralismo e questo emilian comunista è tra i più falsi, è il miglior humus per la dissociazione dalla realtà, per l'ipocrisia e per ottenere il massimo di ciò che si combatte a parole, editti, proclami, liturgie, per lo squallore per masse sempre più grandi di tubi digerenti ugualizzati.

Lì, in mezzo a quella sterminata diarrea liquida, la milonga. Una delle più note in Italia: che contrasto destabilizzante! Anche dentro, il nucleo pulsante dentro il cuboide betonico, è il parallelepipedo che stabilisce la sua dittatura geometrica modernista. Non mi piacciono proprio le milonghe cuboidi in questi parallepipedi; la milonga è il regno delle curve della femminilità più sexy, dell'abbraccio, del giro, degli ochos, l'arte relazionale in cui il curvilineo, morbido, tiepido, profumato, a occhi chiusi si abbandona alla guida "maschia", in questo gioco antico, primordiale, alla linea del camminare che ti trafigge le emozioni, con la camminata retta e poi tutto si mischia, curve e segmenti.
Chiudo gli occhi, fai tu!
Anche io ho attraversato, ieri, il confine tra la distopia, tra lo squallore pessimo e la necrofilia modernista liquida, neosovieticonsumista e la meraviglia, il tornare, per qualche minuto, a una donna, un uomo che si incontrano, abbracciano, sono uno e scappano via, in un incanto, sulle note della musica, in ciò che è archetipico e che non è più.


Il regalo della Befana

Non mi pareva vero. Sentivo il freddo sulla pelle del viso, proprio come quando ero bambino e poi qualche puntura di spillo sui polpastrelli. Dopo alcuni anni, finalmente, una giornata d'inverno (l'anno scorso a febbraio, ci fu solo un'eccezione, ma dovetti salire in quota).
Il gruppo, venerdì, è stato nutrito, ben in diciassette hanno voluto essere accompagnati in una facile uscita in un angolo remoto, selvaggio dell'Appennino. Anche un sacco di... belle e carine befane tanghere e non solo che alcuni amici e amiche hanno coinvolto nell'uscita. Non ho foto perché sono stato molto impegnato a rispondere a domande e altro, a raccomandare questo e quello. Mi hanno chiesto perché non prenda il patentino guide della regione.
Quattro persone NON hanno completato il giro per il freddo, hanno tagliato con una scorciatoia e ci hanno aspettato in un bar caldo nel primo centro abitato a valle. Ho visto molta plastica (pile e altro) e poca o nulla lana. Scelta perdente, la lana scalda molto di più e meglio della plastica.
Insomma, Uomo di qui, Uomo di là, Uomo quello cos'è... e così, niente foto.

Per qualche ora, per quanto involontariamente, ho vissuto il ruolo di guida, di capo. Beh, solletica molto l'ego. Non ho potuto non osservare che questo ruolo (per quanto così minimamente esercitato) comporta un certo fascino sulle femmine. Quando sono arrivato al punto di ritrovo del gruppo, beh, sono stato parecchio al centro dell'attenzione. Anche una certa amica di _ara, la mia ex compagna di studi, una giovane donna lombarda che cercava di farsi notare.

Arrivati alla sera verso casa, il termometro, nel centro del paese precedente, segnava -8. A casa, su da me, saranno stati -9. A, che goduria!!!
Quando sono entrato in casa, anche col naso sono tornato dalla nonna. Il giorno precedente avevo preparato una marmitta di ragù come dio comanda, forse il migliore di mai, e, per scaldarmi, visto che sono stato senza riscaldamento anche in questi giorni, mi ero acceso, a pranzo un bel fuoco allegro. Allora, entrando, mi sono quasi emozionato, per sentire quel profumo di fuoco di legna (mia nonna usava la cucina economica (*) tutti i giorni, a parte qualche giorno più caldo in luglio, forse) misto a profumi di cucina sapida, di umidi squisiti o di polenta o di bolliti o di patate o del suo ragù.
Ecco, entrare dai -9 ai miei 10 o 11 gradi in casa è stato comunque entrare nel tepore. Aperto l'uscio sono tornato alla legna e alla cucina dell'infanzia in quel paesino felice del Trentino. Quando c'era ancora l'inverno, proprio come quel regalo che mi aveva portato la Befana: un po' di freddo!


giovedì 5 gennaio 2017

Propaganda, catechesi, bufale, giurie e discernimento - 1

Purtroppo la pagina originale è andata persa.
Ripristino questa pagina recuperata dalla copia presente in Google (ridenominata con suffisso " - 1").

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Di recente si è osservato che i media organizzati - ai vertici - presentano una realtà e la relativa informazione alquanto "scollata" da quanto viene percepito popolarmente - il resto della piramide (vedere, ad esempio qui osservazioni sulla catechesi razzista positivista somministrata da uno dei media ai vertici).
Il problema della propaganda è connaturato alla gestione del potere.
La proposta-reazione di Grillo sulle giurie popolari contro la propaganda dei media mi sembra un tentativo cretino di voler fornire una risposta meccanicistica, premasticata, deresponsabilizzante ad un problema vero, reale.
Osservo però una storia delle cretinate: la proposta di Grillo è una risposta, ovvero segue temporalmente, logicamente, l'azione cretina ovvero una serie di tentativi, di proposte (*) di normare, di "rendere politicamente corrette" le parole di piazza imputabile a coloro che adorano l'idea della normazione totale (per masse di idioti) ovvero quell'area ideologica che ruota intorno ai post-comunisti riformisti (**) al marxismo-illuminismo ugualista. C'è un'azione ed una reazione e io ritengo che l'azione sia sempre eticamente più rilevante, nel problema, della re-azione.

Ancora una volta io ho cercato, in rete, una qualche immagine della mattanza alla discoteca Reina di Istambul, del 31 dicembre 2016, dovuta ad uno "dono, ricchezza, opportunità, gioioso fratello" che la propaganda martellante, asfissiante, calata dai media ai vertici, impone ideologicamente e quindi fisicamente alle gens europee, nel processo di grande sostituzione, di frantumazione e sfascio delle loro società.
Dove la trovo? Su un sito neofascista che, ovviamente, porta acqua al proprio mulino identitario, di forte resistenza a questa omologazione europicida, ugualista, al neo stalinismo al caviale di industrializzazione sociale. Nella propaganda/catechesi e nelle programmazione delle masse, le omissioni sono ancora più potenti delle mezze verità, del falso.


Il discernimento non è un diritto, non si può fornire con un processo industriale o di diritto industrializzato alle masse. Cultura, pensiero critico, osservazione dalla realtà, responsabilizzazione personale, molteplicità delle informazioni, scienza e conoscenza, impegno personale: questi sono gli ingredienti coi quali le persone possono, a volte, discriminare tra rumore e informazione, tra propaganda e verità. Questa è l'unica soluzione e neppure sicura. Il resto è cacca e creare soluzioni di cacca per risolvere la cacca o problemi gravi non è intelligente.

Qui sotto una foto probabilmente relativa alla mattanza alla discoteca Reina. Non è così? Importa poco. L'odore di sangue, i corpi freddi e rigidi, il sangue raggrumato, il pallore cadaverico, il dolore folle di parenti e amici delle vittime, le grida "allahu akbar" che risuonano con gli spari o scoppi della varie mattanze portate dai "doni, profughi, gioiosi fratelli" sono una realtà e quella una mappa che la rappresenta, la ricorda.

Ma arriviamo a ciò che è, oggettivamente, semplice e brutale nella propria efficacia.
Chiedetevi perché foto, video e informazioni "emotive" truculenti analoghe siano sempre PRESENTI sui media di massa organizzati / istituzionali / in grande quando si tratta di propaganda a favore delle migrazioni di massa, contro Assad, a favore dell'accoglienza coercitiva, etc. e siano sempre ASSENTI, accuratamente omesse quando si tratta di riportare i risultati della grande sostituzione, della guerra civile portata nei territori europei, della siriniazzazione, delle barbarie e delle orribili regressioni al peggio sociale che lo tsunami migratorio e l'islamizzazione comportano.



Pagina rimossa per errore

Porca galera, invece che rimuovere il commento posizionato male, ho rimosso "Propaganda, catechesi, bufale, giurie e discernimento". 
Ora lo ripristinerò dalla copia cache nota a Google.

Propaganda, catechesi, bufale, giurie e discernimento - 2

(Propaganda, catechesi, bufale, giurie e discernimento)

(Propaganda, catechesi, bufale, giurie e discernimento)

Appena finito la mia manciata di righe ieri sulla propaganda dei media "istituzionali", sul loro piano di disinformazione di massa, apro stamattina il Corriere e... zacchete! (ovviamente non è una foto come questa visto che ci sono bambini più uguali degli altri).
Sono riusciti a creare la dittatura perfetta, quella che avviene col consenso e l'approvazione delle vittime. Come affermava Göbbels, martellare le masse col falso finché viene creduto vero.
Continuate pure a credere a quanto vi somministrano i "veri" media. Eventualmente anche ad avvocare la "regolamentazione" di tutto il resto. Prego.