Dopo la
sbadilata post microalluvione di mercoledì sera, sabato siamo saliti, in sei o sette, a dare dodici o quattordici mani al gas contadino di montagna. Vorrebbe ampliare un po' le sue attività e aumentare il pollaio biologico a terra di galline bbone e felici in un sacco di spazio ruspante e ruspabile. Per proteggere il galliname da volpi, lupi etc. la rete deve essere alta e anche interrata per una altezza sufficiente, per evitare che i predatori scavino al di sotto per entrare al ristorante.
Avevo dormito quattro ore, dopo la milonga ma... il lavoro fisico, duro (io ho scelto quello più duro, del picconatore zappatore che preparava la traccia in cui affogare la rete) può essere estremamente piacevole. Spegni la testa, è ipnoticamente semplice e ripetitivo, senti i muscoli caldi, feroci, che lavorano, energia, sangue, calli, potenza. Sole, cielo azzurro, venticello fresco (eravamo a quasi 600 metri di quota), ho vissuto, per alcune ore, 'na roba tanto assurda che piacevole.
Dal punto di vista
economico lucrativo è 'na roba completamente priva di senso: gasisti che danno una mano al loro contadino, lavoro duro senza essere pagati, senza alcuna pretesa economica.
Mi pareva di aver scoperto anche la dimensione - che io ho trovato non priva di fascino - della cooperazione comunitaria. Lavorare insieme e duramente. C'è stato anche un acceso diverbio con _rio, caro amicompagno anarcomunista, tesoriere del gas, che si è incazzato pazzescamente sulle mie posizioni a favore del pareggio di bilancio. Eppure, il lavoro fisico ha placato pure quelle differenze inconciliabili.
Il negozietto "della zia Emma", il piccolo negozietto residuale della frazione, ha chiuso già da due mesi. Questo ha creato gravi problemi ad una serie di persone, pensionati e non solo, che non hanno un'auto, spesso non se la possono permettere.
Una coppia aveva rilevato l'attività dai due proprietari iniziali, che avevano investito tutta la loro vita, in quel negozietto. Tutta la vita non è un'iperbole. _zio mi diceva che per vent'anni egli e sua moglie non erano andati in ferie assieme, perché d'estate, come località di colli-montagna, rimanevano aperti la mattina, c'era sempre uno lì. Ecco, il negozietto non è sopravvissuto alla mancanza di dedizione-simbiosi.
Qualità ed assortimento dei prodotti via via calata, orari via via più ristretti, prezzi che aumentavano progressivamente. Alla fine tentativo di aprire solo la mattina, poi chiusura.
La distruzione della piccola distribuzione di prossimità da parte della grande distribuzione organizzata è nota, in Francia, da molti lustri. E' il progresso regressivo modernista!? Avevo cercato di fare delle piccole spese in quel posto, anche se avevo mollato pure io alla fine (un po' i prezzi ad un certo punto oggettivamente insostenibili, un po' per l'assortimento, ai prodotti locali erano stati via via sostituiti prodotti COOP ad un 50% di costo in più almeno, un po' che una parte rilevante dei miei acquisti li faccio col gas, un po' per gli orari sempre più striminziti...).
Ho messo insieme due fatti così diversi. L'economia e la competizione non risolvono affatto tutti i problemi.
Ho i calli sulle mani e sento ancora i muscoli. Io spero che il catto contadino prolifico continui la sua impresa presidio di eccellenza. Egoisticamente ci tengo e per questo mi impegno pagando qualche prezzo. Eccellenza, previdenza, comodità, presidio del territorio hanno dei costi.