lunedì 9 ottobre 2017

Fine settimana spezzatino



Giovedì mi dice che sabato non sarebbe venuto a pranzo, avendo partita della pedata in primissimo pomeriggio. Sarebbe arrivato a casa solo dalle diciotto in poi. Venerdì sera mi dice che sarebbe uscito a cena con una. Penso agli orari dei treni, sarebbe stata un'ora e mezzo. Mi chiede di venirlo a prendere in tal posto e in tal ora. Sabato pomeriggio cambia il posto, da lì in città. Poi ancora ora.
Tutto un giorno per un'ora e mezzo... mmh: gli propongo di passare a casa di sua madre, UnBipede acconsente, decido allori di andare da _civa.

Domenica ci siamo riposati a casa, le trottole pendolari si fermano e godono attimi di stasi. Il piacere  di semplici cose, mangiare insieme, vederlo studiare, ascoltarlo un po'.
Io li chiamo fine settimana spezzatino. Da alcuni anni non riesco più a farmi un'uscita in montagna o in natura ha i suoi impegni ed è giusto che sia così. I papà servono anche ad aiutarli ad uscire dal nido e a prendere il volo.

Ora sono un motore che gira a vuoto, trovo difficile organizzare alcunché. Io ho certamente una fragilità che è quella di volere tenere bene l controllo. Sembra che ora mio figlio involontariamente mi metta alla prova proprio su questo. Da una parte sono felice di esserci come padre, egli sa che può contare su di me, il fatto di compiere il mio dovere - ho scelto io di metterlo al mondo - mi rasserena.
Ma il lunedì, non di rado, ho un ché di inquietudine, proprio il senso di essere stato un motore che ha girato a vuoto.
Forse anche l'energia ritrovata in un fine settimana con almeno un po' di stasi nel quale le batterie sono tornate cariche e che scalpita per potersi manifestare e realizzare.

domenica 8 ottobre 2017

Il kompagno evasore

Il kompagno combattente Cesare Battisti, dunque, avrebbe problemi con lo stato brasiliano per questioni di evasione fiscale.
Più o meno come quei commercianti "piccolo borghesi, squallidi evasori" che il kompagno con i kompagni proletari armati per il comunismo decisero di eliminare.
Sarebbe persino ridicolo, farsesco, se non fosse tutto vero.
Già, l'oppio marxista.

Del sabato anti uffi uffa uffi

Nell'ultimo scazzo/distonia, con _civa le avevo scritto che le donne vogliono parlare dei problemi, gli uomini vogliono risolverli. Insomma, dopo incombenze varie di sabato mattina, dopo il pranzo e un breve pisolino (che nella notte tra venerdì e sabato ero andato in milonga, un posto di bel tango artistico, di gentaccia giovane con una bella passione col tango, che studia e con risultati che si vedono, un posto che ha l'unica grave pecca dell'aria marcio-viziata - blando eufemismo) ho preso su baracca e burattini e sono andato a trovarla. Aveva organizzato, il gruppo tanghero del quale ella fa parte, una passeggiata per le vie di quella splendida e - affollatissima, ho constatato ieri - città (qualcosa come questo, ma con più coppie contemporaneamente). Io ero andato in abiti civili (non tangheri). Sotto il duomo avevo visto quella decina di coppie che avevano attirato attenzione e applausi e interessi e affascinato gli astanti. E' incredibile il fascino che il tango esercita sulle persone (anche quello un po' goffo e sgraziato di alcune coppie, ma la passione fa passare in sordina tutto il resto). All'inizio del tango subivo anche io il fascino dell'esibirmi nei luoghi – spesso tecnicamente assurdi, con fondi storti e impossibili – delle milonghe clandestine o illegali. Invece ora, non me ne frega un pipo. Il piacere del tango, come venerdì sera o ancor più nelle occasioni stratosferiche, certe pomeridiane o eventi festiva o maratone, in giro per l'Italia (l'Europa arriverà quando arriverà) è tale da minimizzare quello esibizionistico, della fascinazione.
Insomma, la signora _civa voleva un segno di attenzione e io le ho dato un segno di attenzione, che sono orso sì ma con una parte tenera sotto. Io uso il sabato anche per ricaricarmi e dunque non ne avevo proprio voglia. Poi la bella giornata e l'idea di fare due passi in quella bella città sono stati buoni stimoli. Del resto bisogna investire in una relazione, metterci anche un po' di impegno, altrimenti si affloscia subito e io non è che ne abbia proprio bisogni di afflosciamenti rapidi.
Insomma, dopo il pippone “voglio vita di coppia [ma tu no]” e un'incomprensione, mi trovo a seguirla anche nella milonga serale che avevano organizzato. Ho ridacchiato e le ho detto che ero andato lì per stare con lei ma che avrei, - ahah - fatto il sacrificio di adeguarmi ai suoi voleri e che ho un credito, ora (una giornata in coppia sì ma nella società, come piace a me, che non ho voglia di isolarmi e sulla quale ella uffi uffa uffi c'ho voglia di vita di coppia).
L'ho punzecchiata ed ella rideva sotto i baffi. Insomma la mia voglia di vita sociale è più verde e più giusta della tua.
Ma va bene così.
Ah, dimenticavo...
Beh, ieri, ho visto un paio di tizie con le quali mi sarei aggrovigliato volentieri, Devo dire che il testosterone non è completamente sparito. Con una, danzatrice di danza contemporanea e pure tanghera, con le terga che sono belle come il Cupolone di San Pietro, ho ballato una tanda di milonga di scintille, io con le scarpe da ginnastica e jeans e t-shirt che non volevo ballare quella sera.
Io so io ho la netta sensazione che io le piaccio e io so che ella sa che lei mi piace.
Il tango è bello anche per questo, sublimi, arrivi ad un certo punto e poi, lasci perdere, rinunci allo svelare il mistero che è nemesi in sé.


(via santango)

Qui e ora un piacere



Sto scrivendo in loggetta. Il mio bipede è qui accanto a me, a sgobbare sulla fisica Ci godiamo il mite sole autunnale e un po' di rinverdimento della valle dopo qualche pioggia, il primo settembre e il temporale di un quarto d'ora di venerdì sera. Ero già a letto, per il riposo prima della notte di tango e godevo come un riccio, prima con i nuvoloni nerastri della bora scura, poi per gli scrosci, anche se brevi. Basta poco e i lecci, sui costoni rocciosi di fronte, sono tornati, quasi completamente, al loro bel verde scuro, dall'arancione orribile, di defogliazione, di almeno metà dell'estate.
Sento il tepore degli ultimi raggi, già l'odore dei primi fuochi di legna, i suoni del traffico della strada laggiù. Ho molte voglie di diario arretrate, insoddisfatte. Dovrei scrivere un paio di dozzine di pagine, oggi, per recuperare.
Ora, alle 18:15 è tramontato il sole. Diveneterà fresco.
Beh, qui e ora è stato un piacere.

venerdì 6 ottobre 2017

La caccia

Come va con _civa? mi chiede _zzz.
Con lei sto bene ma non sono innamorato.
_zzz è perplesso.
La mia amica _crini, coreografa, danzatrice e scarpinatrice, quando le dissi che con _mlero non ero innamorato, replicò :- Uomo, alla tua età non puoi essere innamorato come a vent'anni.
Questa frase mi girò a lungo e mi gira in testa ancora. Essa è saggia e scomoda, nella sua dimensione temporale e quindi spirituale. Così, ora, penso che stare bene con una donna sia un ottimo risultato. _zzz mi raccontò, domenica, di uno scrittore, Ungaretti, che si innamorò perdutamente, passati i settanta, di una giovane donna di cinquat'anni più giovane.
Beh, può succedere. Quello è uno stato supremo, di grazia, sei fuori di te, sopra tutto, sei in vetta, blu cobalto bianco sole freddo caldo, tiutto espanso, massimo. E ci rimani qualche stagione. Può accadere qualche volta nella vita. Io sono stato fortunato a viverlo due volte, con la madre di mio figlio e con A-Woman, altre persone non hanno MAI avuto questa grazia.
_civa mi chiede fine settimana di coppia, solo lei e me. Mi ha scritto che vuole una vita di coppia, che vuole parlare. Le ho detto che la storia precedente finì anche per questo. Io vivo la mia amata solitudine in settimana e non ho intenzione di isolarmi, sia pur in coppia, il fine settimana. Ieri le avevo prospettato due fine settimana nei quali stavamo un po' da soli un po' in compagnia. Mi sembra una buona soluzione.
Le donne vogliono parlare dei problemi, gli uomini vogliono risolvere i problemi.

Ma perché non sono innamorato? Oltre l'età c'è altro. Domenica mi ha chiamato _rroli, la Regina, la bella tanghera milanese che conobbi a Firenze. Beh, come con _tra ella mi prese in sacco.
Mi ha destato, distratto dalla saggia serenità quella chiamata. Poi l'ho messa in ripostiglio ma da quella porta socchiusa escono dei raggi colorati, come quelli rossi e verde dei laser.
Con _tra e _rroli mi ero preso delle sbandate. Poi potrebbe succedere anche che io mi possa calmare anche con loro. Non escluso. Probabile?
A _zzz raccontai, domenica, di un fantastico narratore, prosatore della Divina Commedia che, mi racconta _nni, mio maestro di tango, sedusse centinaia di belle donne. Dopo un po' si stufava e le lasciava.
C'è il piacere della caccia, della seduzione, la cattura della preda ambita, lo svelare il mistero che è nemesi in sé.

("A Huntsman and Dogs", winslowhomer)

mercoledì 4 ottobre 2017

La legna e il tumore

Domenica _zzzino e UnBipedinone stavano raccattando (scarti di) legna a terra su nel bosco dietro casa (_zzz e io stavamo segando quella secca precedente a casa) quando è passato il contadino del podere in là rimbrottandoli. Per farla breve: da un anno/anno e mezzo ha acquistato dai proprietari precedenti (mi risultava uno speculatore immobiliare o la società di speculazione immobiliare di cui faceva parte con altri due) quelle terre e "ora non si brucia più gratis".

La casa di A-Woman non ha più esposto il cartello Vendesi, avrà venduto? Sono dozzine gli appartamenti in vendita o nuovi invenduti. Gli anni della grande catastrofe, fino al 2009, videro la più bieca e becera devastazione edilizia in quella valle e in Italia, un vero e proprio tumore che ha distrutto per sempre 8,5 milioni di ettari della migliore (e scarsa) superficie agricola.
La crisi - evviva! - ha fermato lo scempio, la distruzione economica, urbanistica, paesaggistica perpretata dall'edilizia speculativa.
Per me ora fine dell'autoproduzione per spigolatura di legna da ardere. Era una cosa che mi piaceva, un archetipico piacere residuale, un piccolo scampolo di autonomia.
Almeno a questa mia piccola rinuncia corrisponde che il tumore si è, almeno per ora, fermato. Rimangono scempi e danni ma almeno non procedono ulteriormente. Terra ai contadini, non ai palazzinari!

lunedì 2 ottobre 2017

In-dipendenza

Ho ascoltato da alcune stazioni radio (Radio24., Rai1, avrei ascoltato volentieri il canale marxista/mondialista Rai3 ma non c'è stato tempo) le notizie sul referendum catalano e la repressione effettuata dal governo centrale spagnolo.
Gli stati centralisti non mi piacciono, sia quelli dei socialisti fascisti che quelli dei socialisti marxisti. Da una parte, ci sarebbe l'ideale di una coesione che dia forza (nella storia si sa che le città stato soccombono agli stati nazione, imperiali), dall'altra sfruttamento e prevaricazione in varie forme. Io guardo ad un'Europa confederazione (forma più leggera della federazione) delle piccole patrie.
C'è un etica che possa aiutare? Se delle persone di un gruppi intendono uscirne non c'è alcun motivo per cui non debbano farlo. Separazione e divorzio sono conquiste civili che hanno consentito a milioni di persone di porre fine a relazioni a volte (diventate) prive di senso a volte degli incubi che arrivavano a violenze di vario tipo.
Perché alcune persone o gruppi non vogliono che altre se ne vadano?
Da una parte per ragioni economiche ovvero perché non intendono perdere il tornaconto dovuto allo sfruttamento di quelle persone, dall'altra (i marxisti sbagliano a ridurre tutto solo all'economia) per ragioni militari, strategiche, per questioni ideali (unità delle nazioni, della famiglia), storiche, come marcatura del territorio (qui comando io) e altro ancora.
Pensando alla nota menata statunitense del "non ti concedo il divorzio" butto lì un'altra questione: se per stipulare un patto c'è necessità della volontà delle due parti (spesso ciò NON avviene nelle nazioni nelle quali una parte conquista militarmente un'altra e l'annette) c'è necessità della volontà di entrambe le parti anche per romperlo? La simmetria è un criterio strutturale, anche ecologico, estetico importante.
Aggiungo che l'indipendenza statuale diventa ridicola se non c'è una quasi autarchia. Si arriva ai paradossi grotteschi di una parte che fa i soldi vendendo beni e servizi ad un'altra e avendo poi a recriminare su debiti e cicalismo/cicalità di questa (in economia avviene spesso tra aree economicamente forti e quelle deboli, vedi, ad esempio il fenomeno/ciclo di Frenkel / Minsky). Ma anche questo teatrino ha il suo duale: aree che si indebitano, sperperano, e si danno a consumismo e servizismo insostenibili tanto... passate le feste gabbato lo santo.
Anche se da quanto leggo da Max (a partire da questo commento) i catalani sono sulla via dell'impazzimento autodistruttivo, che essi si autodeterminino. Se i "castigliani" e le altre regioni spagnole mal sopportano l'irredentismo catalano, come prima cosa smettano di acquistarne beni e servizi. Ma ciò può essere scomodo e impegnativo. La in-dipendenza è preziosa, un valore assoluto e quindi costa, Molto.



(afp via repubblica.it)