sabato 15 aprile 2017

Dieci, una tessera sola

La settimana scorsa UnBipede ha preso un dieci in una prova scritta di matematica. Quest'anno va bene, questa volta è andato molto bene. A parte qualche riconoscimento morale, un mio apprezzamento sincero e caloroso, non c'è stato nulla. Intendo nulla di monetario, nessun regalo, acquisto o altro di "venale".
La gratificazione morale è la più importante. Se potessi cercherei di abituarlo ad un po' di spartanità che ritengo possa in qualche modo prepararlo ai grami tempi futuri. Paolo Crepet afferma(va) che "Educare è togliere!" e non posso che osservare il nitore di questo pensiero.
Educare alla spartanità non solo non è affatto facile in questa epoca ma è un tabù e quasi impossibile come paradigma educativo se non si vuole creare dei disadattati (vedi Captain Fantastic).
A scuola io andavo meglio di mio figlio, alle superiori: avevo un cinquantesimo delle distrazioni, un quarto degli impegni e studiavo sui libri molto di più. Ciò nonostante non presi mai il massimo dei voti in qualche prova alle superiori, (cosa che successe invece abbastanza frequentemente all'università). Sono felice per lui.

Scrivevo che studiavo sui libri molto di più: la cultura "libresca" non è certamente l'unica. Ci sono conoscenze e competenze, anche complesse, che travalicano la cultura veicolata visivamente. La In un convegno recente, Davide Sparti sottolineava che il tango colma una lacuna, quella della cultura tattile.
Beh, io facevo cose con le mani, mio padre mi precettava nelle riparazioni e in piccoli lavori di fai da te casalingo, il mio bipede non ne ha avuto occasione, io non ho fatto con lui ciò che mio padre fece con me.
Fortunatamente mio figlio è più avanti in altro, nella cultura gastronomica e in quella musicale e cerco di sostenerlo facendogli continuare le lezioni di piano.
Un dieci è solo una tessera di un mosaico, del mosaico.


5 commenti:

  1. Peccato per un particolare: la Scuola sta DI PROPOSITO riducendo ampiezza e profondità della istruzione degli studenti, tanto che, come ho scritto e riscritto, un qualche decennio il lessico dei ragazzi si è ridotto di un terzo.

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    1. Coe scritto oggi, e' un problema molto grave.
      Il problema e' anche che esiste unaparte del sistema che lavora alla propria disintegrazione.
      Anche la scuola e' in questa senescenza e in essa ci sono tutti i problemi della cultura della quale e' un organo.
      E' come se ci fosse sangue infetto che raggiunge milza, tiroide, cervello, testicoli, intestino, fegato, occhi...
      Mio figlio non legge più che non sia studiare, spippola sul furbofono.
      Ogni volta che intervengo e lo censuro sono scintille.
      Anche resistere diventa molto faticoso.

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    2. Non si tratta di senescenza. Si tratta delle conseguenze programmate di un processo disegnato a tavolino.

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  2. A parte qualche riconoscimento morale, un mio apprezzamento sincero e caloroso, non c'è stato nulla. Intendo nulla di monetario, nessun regalo, acquisto o altro di "venale".

    Applaudo.
    Al contrario, il comportamento-standard delle famiglie “italiane” è PAGARE la buona prestazione al ragazzo, con una paghetta extra.

    =

    L'educazione al mercimonio, ad avere un cartellino col prezzo addosso, sempre e comunque, come un pollo incellofanato al supermercato.

    il tango colma una lacuna, quella della cultura tattile.

    Interessante.

    Fortunatamente mio figlio è più avanti in altro, nella cultura gastronomica e in quella musicale e cerco di sostenerlo facendogli continuare le lezioni di piano.
    Un dieci è solo una tessera di un mosaico, del mosaico.


    Beh ...
    sapere preparare il cibo è comunque uno “sporcarsi le mani”, no ?

    ===

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    1. "sporcarsi" le.mani
      Stessa goduria di quando hai le unghie nere "sporche" di terra.

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