lunedì 3 aprile 2017

Plumbità

Cosa aggiungere ad una giornata plumbea che ancora una volta, maledetto meteo, non ha lasciato andare una goccia una di acqua?
Che ho camminato per tre ore senza contare anima viva.
Che avevo iniziato a seguire un sentiero finito nel nulla e quindi sono salito sulla versante nord-est di quel monte che è un diedro piramidale perfetto, pendenze al limite e, nonostante le imprecazioni, sono arrivato molto prima del previsto.
Dopo molto tempo sono tornato ad uscire da solo che ha un fascino speciale.
L'Appennino è povero per i terreni orribili, antibiotici (spesso argille del pliocene contaminate da metalli pesanti e altro del degrado di ofioliti che li rendono ostili alla vita (vegetale)) e siccitoso.

Ecco il falso piano sommitale della prima cima. Con l'umidità aveva un che di spettrale.

Fioritura su un masso sospeso sul vuoto.

In quota caspo di primule ancora in prima e piena fioritura.

Stazione mariana in arte povera.

Il santuario sul monte di fronte. il secondo.

Qualche metro  in là....

.. un oratorio romanico.

Di fianco alla sommità del calanco. Il furbofono NON ha cattuirato i toni verdastri-azzurrini...

.. dovuti al degrado di ofioliti in terreni antibiotici.

Al fianco del calanco piante pionere: i ginepri.

Ecco lassù, la chiesa (fig. 5) quasi in cima al secondo monte.

Appennino apparentemente verde (spelacchiato) per la siccità grave.

Ho raccolto una sporta di rifiuti: eccoli al cassonetto prima di differenziarli.


19 commenti:

  1. Che grande uomo che sei quando fai Dusty!

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    1. Oh, chi si vede! Sei sparita, Silvia, dalla diarosfera?!
      Io pulisco 'sto mondo tutti i giorni, anche nei movimenti pedonali quotidiani.
      I rifiuti in giro mi danno troppo fastidio.

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  2. Ma quelli che lasciano i rifiuti in giro, cosa hanno in testa?

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    1. Che casa loro finisce sulla soglia, oltre è terra di tutti e di nessuno.

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    2. Già.
      Come quelli che mettono le loro scarpe sui sedili dei mezzi pubblici e si lamentano, poi, che sono lerci.
      L'altro giorno, ho cazziato uno e come risposta mi ha detto "Perché devo chiudermi i lacci".
      Beh, facciamo anche la cacca sui sedili e poi rispondiamo "Perché mi scappava la cacca".
      Ineccepibile spiegazione, no!?

      Fa parte della nocenza quotidiana, al furto della borsetta, al taglio con machete del braccio di controllori, alle rapine, fino al massacro di gruppo di uno per arrivare ai massacri di tanti da parte di pie e devote persone religiose.
      Tanto, non c'è più alcuna repressione: un magistrato, osservava che è assolutamente conveniente nuocere (delinquere) tanto, di fatto, non si paga più in alcun modo.

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    3. UCoso, la repressione è un meccanismo come il sistema immunitario, sopprime gli elementi che minacciano l'esistenza dell'organismo.

      Perché possa sussistere l'azione del sistema immunitario devono esistere queste condizioni:

      1. l'organismo ha cognizione di se stesso e della differenza tra se stesso e l'altro da se.

      2. l'organismo ha lo scopo di auto-conservarsi e possibilmente di svilupparsi.

      Nel nostro caso mancano entrambi i requisiti. La gente viene condizionata a non riconoscersi in una "identità", non è capace di distinguere tra "se" e "altro da se". La gente è anche condizionata a pensare alla morte dell'organismo come qualcosa di buono, qualcosa che bisogna incoraggiare perché ritiene che "dopo la morte" esista una specie di "aldilà" dove il "se" della identità confluisce in un "tutto" dove esiste solo il "bene".

      Di conseguenza, le persone agiscono come cellule impazzite all'interno dell'organismo e non esiste nessuna "repressione" non solo per il collasso del sistema immunitario ma per il collasso generale dell'organismo. Gli "elementi estranei" possono a maggior ragione infettare l'organismo in qualsiasi modo.

      Tutto questo avviene perché è stato disegnato a tavolino, non è affatto un meccanismo spontaneo ne inevitabile.

      La gente-cellula viene condizionata perché collabori alla morte dell'organismo. Pochi riescono a sottrarsi al condizionamento semplicemente domandandosi il "cui prodest".

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    4. La faccio più semplice: più la "comunità" diventa "globale", più si allontana dal singolo la "appartenenza", non solo del singolo al treno ma del treno al singolo.

      Se la persona pensasse "il treno è mio" farebbe come con l'auto, luciderebbe il treno tutte le domeniche. Ma la persona pensa che il "treno" sia un "diritto" che emana dal "globo", ergo è qualcosa che non costa niente e non vale niente, usa e getta. Nella mente bacata, quando si sporca il sedile se ne compra un altro, coi soldi "globali", perché il sedile è un "diritto", non un oggetto fisico che devi scavare dalla terra e fabbricare con le mani.

      Idem per i rifiuti. Perché pulire per terra? Non è mica casa TUA, è la casa di tutti, globale. La pulizia è un "diritto", quindi te cachi dove capita e il "globo" provvederà a pulire, tanto anche quello è un concetto astratto, non una scopa che devi strofinare con le tue mani.

      Non ti sfugga che oltre la logica auto-distruttiva questa è anche una logica tipicamente infantile, la casa la riordina la mamma.

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    5. Come compito a casa, il lettore pensi a quali sono le implicazioni indesiderate della idea "il treno è mio" o "la strada è mia".

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    6. In questi ultimi tre commenti Lorenzo si dimostra "ispirato". Io mi sarei spiegato in altri termini, ma le osservazioni di fondo sono ineccepibili. E, si badi bene, conducono oltre il punto in cui Lorenzo s'è fermato. (ora, però, non prendere spunto per scrivere altre dodici pagine, nè!)

      Portando al limite il ragionamento, la repressione sarebbe inutile, perché ogni cellula dell'organismo finirebbe per riconoscere l'esigenza di essere essa stessa sistema immunitario a vantaggio prima di tutto di se stessa e, di riflesso, per l'organismo del quale fa parte. Certo è che se l'organismo è un tumore, tutto il ragionamento va a pallino.

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    7. La distruzione dell'identita' fa parte di un disegno di frantumazione sociale nel quale ci saranno masse di idioti ugualizzati, rimbecilliti, plagiati da utilizzare, sfrutttare e macellare come pecore in un recinto.

      La nocena generale in rapido aumento e'il segno di un sistema che sta impazzendo, che tenta di fagocitare le proprie diferese immunitarie residue.

      "Il trno e' mio" significa che non puo' essere di tutti. E' la smeplice realta': su un treno non possono salire sei milioni di persone e neppure trecentoquindici virgola zerosettadicioetto milioni di persone.
      Questo va a cozzare con la fanfaluche dirittiste con le quali hanno riempito la crapa di miliardi di persone.

      Hano crato una SIDA sociale per la quale le nostre societa' si aprono ad agenti patogeni e attaccano le parti sane, le proprie difese.

      MKS, l'organismo aveva cessato di essere tumore, qui. Lo hanno resuscitat a forza di innesti di milioni di xenocellule ostili.

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    8. Comunque, io non riesco piu a guardare la TV, ascoltare la radio, leggere i giornali. La propaganda ormai è tanto più insistente quanto più assurda, paradossale.

      Ieri ho quasi litigato con un mio caro amico che è partito con "abbiamo il miglior sistema socio-sanitario del mondo".

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  3. Bellissime foto-impressioni, Uomo. E plumbità è un termine bellissimo, suona bene e rende bene l'idea, ma non esisterebbe nella lingua italiana ortodossa : lacuna !
    E credo che, a causa dell'imprinting ambientale, possa essere caro a tutti i padani.
    Padania terra dell'umido plumbeo, della nebbia e della foschia, della rugiada al primo mattino ... contrapposta al Meridione che è la terra del sole ... [ il lupo e l'aquila, la notte e il giorno ].

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    1. Le lacune si possono colmare, Marco.
      Io sarei un cruscante feroce se possibile (come fanno i francesi con la loro lingua) ma cio' non significa che la lingua debba essere imbalsamata.

      Le foto sono quelle di una giornata plumbea pittosto sfigata: niente sole e blu ma neppure una goccia di pioggia, in questa allucinante siccita', come le nuvole pesanti avrebbero dato a credere, a sperare.

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    2. Marco, mi spiace osservare che quel tipo di paesaggio padano non esiste più da almeno quindici, venti anni, e non vedo segnali di un suo possibile ritorno. La nebbia persistente, il lungo infradiciarsi dell'autunno e dell'inverno, spesso anche della primavera, sono solo ricordi nella testa di chi non è neppure poi così giovane. Ora abbiamo questa Italia monsonica, arida per 340 giorni l'anno, alluvionale per i restanti 25 sparsi con cadenza casuale e devastante lungo l'intera annata. Con tutto quel che ne consegue.

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    3. Come odio queste infinite sequenze di giornate aride, senza nuvole, senza pioggia, i prati gialli e spelacchiati ad aprile.
      Come odio questo merdoso tempo african-sahariano.

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    4. Qui invece è tutto normale, verde e ogni tanto piove.

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    5. PS, emergo da tre giorni di guasto Telecom per cui fui tagliato fuori dalla interrete.

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    6. Sì ...
      MKS hai ragione : sono un nostalgico.
      Che, guarda il caso, adora la campagna baltica.

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    7. { ed infatti, a 051 è appena venuto giù un acquazzone bestiale, dopo settimane e settimane }.

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