venerdì 24 novembre 2017

Culto sconfitto

Il mio bipede è in fase adolescenziale nonmangioaglioecipollaperl'alito, mimettoprofumodeodoranteprofumante, mifaccioladocciaseivoltealgiorno. Un po' iperbolico ma rende l'idea. Così non vuole più che accenda il fuoco in caminetto perché poi c'è qualche sentore di fumo (sui vestiti). Però ieri sera, dopo cena, ho combinato il fattaccio e ho acceso il fuoco.
Beh, dopo un po' il bipede ha ceduto e si è avvicinato al caminetto a goderselo. Per una volta il piacere antico del caldo, delle fiamme colorate e allegre ha sconfitto il culto dell'apparire. Sorrido.

Continuo a non usare il riscaldamento d'inverno e ci sto bene, anche perché in collina è, nel male (estivo) e nel bene (invernale) assai più asciutto che nel catino padano o anche nel fondovalle là sotto.
Stamani osservavo l'immagine qui sotto. Beh, ecco, è ciò che io desidero da sempre, fin da bambino (anche se, idealmente montanaro, io immaginavo qualcosa del genere sulle erte pendici delle alpi scandinave). Stare col fuoco dentro, fuori il bianco candido, fantastico, ovattato, arrotondato. E' venerdì e mi lascio andare. Le previsioni meteo, ieri, già cambiate oggi, mi avevano illuso per un apparire della bianca signora domenica. Non sarà così.

41 commenti:

  1. Il camino mi piace, ma poi devo lavare tutto quello che indosso
    Idem con gli arrosticini. Adoro, ma poi puzzo di pecora e non è il massimo

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    1. Il mio caminetto (che ho progettato io - ho questa bella soddisfazione - insieme con un bravo artigiano fumista (?), caminettista (?) della zona che lo ha poi realizzato) ha un buon tiraggio ma... è aperto da tre lati.
      Quindi quando si passa vicino al fuoco/caminetto troppo velocemente, lo spostamento d'aria può comportare che i fumi, per qualche istante, vengano trascinati dallo spostamento d'aria, fuori dalla cappa.
      A parte questo, non cucino MAI nel caminetto perché altre persone che lo possiedono mi dicono che poi rimangono puzze/odori vari.

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    2. Gli arrosticini si fanno all'aperto su carbone :)
      Nemmeno due castagne sul camino?

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    3. Ah, ecco, quelle che non fanno unto, quelle sì.

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  2. Io non mi preoccuperei dell'odore quanto del fatto che nel passato la gente che usava il focolare/camino aveva i polmoni catramati molto peggio degli odierni fumatori.

    Notoriamente i cibi cotti sulla "brace" sono cancerogeni (ovviamente le parti bruciate/affumicate). Anche li, moriremo tutti per le microplastiche ma bruciare la legna, che viene dagli alberi, deve per forza essere una cosa salutare.

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    1. Penso che un notevole passo avanti nella salubrità degli ambienti e anche nell'economia domestica fu l'invenzione della cucina economica (in linguaggio tecnico detta termo cucina) indicata con vari (molto) termini nei dialetti della Penisola.

      In sé bruciare (bene, legna stagionata, con buona areaazione della fiamma, etc.) non sarebbe un problema se non fossero troppi in un luogo ristretto a farlo.
      Tu risponderai che siamo in tanti ed è quindi necessario non farlo.
      Io ti rispondo che non è affatto obbligatorio essere come sardine in scatola e che il problema, come sempre, è il carico antropico su un certo territorio.
      In matematica oltre ai Naturali ci sono anche i Relativi, ci sono le funzioni crescenti ma anche quelle decrescenti, etc. .
      Un mondo che prevede solo un aumento della popolazione e il fatto che per essere sempre più costipata e sana debba rinunciare a molte cose piacevoli e naturali (come un fuoco, una frittura di calamari, etc. per scaldarsi con il metano oppure mangiare insetti, etc.) è un mondo bacato.

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    2. Bruciare la legna non è un problema se l'alternativa è morire di freddo o di fame.

      Se l'alternativa è usare una stufa ad induzione, posto che non ci chiediamo da dove viene la corrente elettrica, molto meglio la stufa ad induzione.

      Anche se sei da solo su un'isola deserta. Il fatto è che la legna bruciando libera sostanze tossiche.

      Davanti alla demografia tu puoi sognare una "estinzione di massa" che è uno stereotipo che trovo nei blog "ecologisti" che ci sono nel tuo blogroll, tipo "piste ciclabili -> sta per finire il petrolio -> moriremo tutti". E puoi sognare di essere l'unico abitante di una foresta.

      Ma a parte il fatto che come ho scritto sopra il legno quando brucia è tossico anche se sei da solo a respirarlo, il fatto è che non è molto probabile che ci sia una estinzione di massa.

      Quindi, premesso che in casa tua puoi benissimo avere il camino, fatti tuoi, in generale non mi sembra abbia senso proporre il camino nelle case di tutti, ovvero una cosa "normale" o peggio "raccomandabile".

      La frittura di calamari è "naturale" solo se tu vai a pescare i calamari e raccogli le olive e costruisci il frantoio per fare l'olio (e incidentalmente lo difendi da me che te lo vengo a rubare). Viceversa, se vai a comprare tutte queste cose, non c'è niente di "naturale".

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    3. Ah, vorrei sottolineare che le stufe a pellet a Milano sono un problema. Se tutti usassero quelle stufe si tornerebbe all'epoca in cui usavano il carbone però moltiplicato per "n" perché Milano nel frattempo si è centuplicata. Poi mi dicono delle "poveri sottili" e gli stessi col pellet vanno in giro col SUV da 10 tonellate.

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    4. Non è naturale neppure la stufa a induzione e neppure i pannelli fotovoltaici o la turbina idroelettrica che la dovrebbero alimentare.

      Non c'è alcuna necessità di estinzione di massa ma di riproduzione responsabile (uno o due figli per donna) che sia in linea col fatto che ci sono antibiotici (i figli non muoiono più di infezioni), ci sono le macchine (non sono più necessarie braccia in quantità), etc. .
      Se non ci fosse questa nefasta invasione migratoria, i paesi europei e avanzati in genere (Italia, Giappone, Germania, etc.) sarebbero già in sensibile decrescita demografica (e.g. in Italia 1.41 figli per donna, contro il 2.1 necessario per la stabilità numerica della popolazione).
      Se uno utilizza l'antibiotico utilizza pure la pillola anticoncezionale. O entrambi o nulla.

      Il catino padano è ammalato di sovrappopolazione.
      Se metà del territorio tornasse ad essere boscoso, molti dei problemi attuali semplicemente non esisterebbero o sarebbero trascurabili.

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    5. Infatti. Per me "naturale" non significa niente. E' una di quelle parole che fosse per me cadrebbe in disuso.

      Vedi UCoso, te sei un po' confuso e io do la colpa al fatto che sei abituato ad avere a che fare con gente ancora più confusa.

      Lasciamo perdere il concetto di "riproduzione responsabile" che mi fa venire in mente qualcosa attorno al Partito Comunista Cinese.

      Ti renderai conto, spero, che anche "riproducendosi responsabilmente" non otterresti l'effetto di ridistribuire la popolazione attuale per cui i "Milanesi" tornano in Sicilia o in Cina e cosi Milano addiviene ai numeri del primo Novecento e nemmeno ottieni l'effetto per cui i Pakistani si trasferiscono nell'interno disabitato dell'Australia.

      Che poi, spopolando Milano dei "Milanesi" ci troveremmo con nove decimi della città disabitati e le cose abbandonate non diventano "foresta primordiale", diventano "scenario post-atomico", te lo dico con cognizione di causa.

      L'idea che si possa tornare indietro, rimettere il dentifricio nel tubetto, la trovo cosi strampalata che non so come prendervi, te e gli altri "fantastic".

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    6. Se il tubetto non è di quelli moderni, in plastica, ma di quelli tradizionali, in alluminio, il dentifricio puoi riinfilarcelo tranquillamente. Prova.

      Il fatto è che oggi viviamo in una situazione nella quale la modernità si è fatta pressoché coatta, il che non è un bene perché anche questo fa venire in mente qualcosa attorno al Partito Comunista Cinese.

      Il controllo demografico oggi esiste in mille forme, per mantenere o incrementare la crescita della popolazione (qualcuno ha detto "sostegno alla famiglia" e "immigrazione"?). Però pare che "controllo demografico" significhi unilateralmente spinta alla riduzione, come se l'avesse prescritto il medico. Invece, ficchiamocelo in testa, il controllo demografico esiste ed è implementato per spingere alla crescita. Dunque dobbiamo deciderci: il controllo demografico va bene? allora si può invertirne le finalità; non va bene? allora si può eliminare le attuali forme di controllo finalizzate alla crescita.

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    7. La "modernità coatta" è una idea risibile nel senso che la "modernità" comincia alla fine del Quattrocento, sarebbero seicento anni di coercizione.

      Anche la "modernità" come la intende UCoso, ovvero il riscaldamento in casa, che poi lui declina a seconda della sua personale convenienza e dei suoi compromessi "necessari", non è certo coatta.

      Se invece intendi la "contemporaneità" del Mondo Nuovo, non è tanto coatta nel senso che la gente è costretta, è coatta nel senso che alla gente si fa il lavaggio del cervello a priori, che è propedeutico al fatto che la gente accetta la contemporaneità come l'unico e il migliore dei mondi possibili. Quindi è una coercizione percepita come una grazia.

      Il "controllo demografico" è possibile tanto quanto l'eliminazione della fame nel mondo. Ha più o meno le stesse cause e richiede più o meno le stesse soluzioni, alla stessa scala.

      Mi sembra di avere a che fare con le candidate a Miss Italia che quando fanno il discorsetto dichiarano "vorrei che fosse eliminata la fame nel mondo".

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    8. A me sembra di avere a che fare con una persona che fa dell'astio quasi una ragione di vita, ma non importa.

      Rimanendo "sul pezzo", il mio riferimento alla modernità coatta era motivato dal fatto che non trovi (quasi?) più dentifrici confezionati in tubetto d'alluminio, per cui se vuoi il dentifricio sei costretto ad acquistare quello confezionato nel tubetto in plastica. Quello, in effetti, una volta spremuto è difficile riinfilarlo nel tubetto.

      Aggiungo: hai notato che sventrando il tubetto di plastica si può estrarre ALMENO un altro paio di dosi di dentifricio? Con il tubetto d'alluminio non succede, perché il contenuto si può spremere quasi per intero. Un caso, ovviamente, non c'è intenzionalità.

      Un po' come quando per riparare un elettrodomestico "moderno" sono costretto a sventrarne in malo modo il "guscio" costruito appositamente così da non poterlo aprire senza interventi violenti. Ovviamente, una volta aperto sono costretto a ricostruirlo generando una specie di mostro di Frankenstein, perché i costruttori fanno intenzionalmente in modo che sia impossibile aprire le cose senza fracassarle. Ma anche questo è un caso.

      Comunque son certo che avevi capito.

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    9. Beh ...
      cerco sempre di spremere al massimo i tubetti di dentifricio, ma pure io ho sempre deprecato e smadonnato contro le scatole di plastica chiuse-e-saldate.

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    10. > Lasciamo perdere il concetto di "riproduzione responsabile"
      > che mi fa venire in mente qualcosa attorno al Partito Comunista Cinese.

      Evidentemente a te ti piace la riproduzione degli islamici, ad esempio, no!?
      La riproduzione responsabile è semplicemente incompatibile con le compulsioni riproduttive per le quali scarichi gli effetti delle tue coniglierie su ambiente e sugli altri.
      Il Partito Comunista Cinese ha posto rimedio alle scelleratezze maoiste del Partito Comunista Cinese in seguito alle quali l'esplosione demografica portò a ricorrenti carestie da decine di milioni di morti nelle quali sono successe le peggiori cose che possono avvenire in un consesso umano.
      Basta che tu veda il rosso e perdi le capacità raziocinanti.
      Se vuoi raccontare le cose, raccontale tutte.

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    11. > Anche la "modernità" come la intende UCoso, ovvero il riscaldamento in casa,
      > che poi lui declina a seconda della sua personale convenienza e dei suoi compromessi "necessari"

      Altra stupido tentativo di punzecchiatura.
      E' un fatto che io viva il 84 giorni di inverno su 90 senza riscaldamento a gas (una volta erano pure 88 o 89 su 90 ma anche io, cogli anni, perdo le mie spartanità residue, ora sono sceso a 84, 85 o 83).
      Diciamo che ora, quando c'è una donna o gli amici, qualche volta, accendo.
      Ma poiché io ho un qualche libero arbitrio e anche il mio benessere ha degli intervalli termici, qualche volta mi accendo il fuoco.
      Forse è una cosa difficile da capire per quelli che ragionano in 0-1, bianco-nero.
      C'è qualche giornata in cui, per mia stanchezza oppure per temperature rigide o per umidità, accendo il fuoco.
      Compromessi necessari, certamente.
      In genere, se non mi muovo in casa, sotto i 10, 11 gradi diventa necessario.
      La cosa buffa è che questa cosa intelligente viene da te deprecata, irrisa.

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    12. UCoso, scusa, non sapevo che esistesse "la riproduzione degli Islamici", io pensavo che si riproducessero come noialtri. Fanno le uova? Si riproducono per scissione? Per gemmazione? Boh, come sono ignorante.

      Mia nonna aveva sette figli e non era islamica, almeno non me l'ha mai detto, buonanima.

      A naso direi che la differenza tra mia nonna e una donna "islamica", dal punto di vista del "ruolo sociale" non esiste(va), ovvero che l'Italia del primo Novecento era più o meno uguale ai "paesi emergenti" (per non dire Terzo Mondo) di oggi.

      Ho citato in altra sede alcuni articoli del Codice Penale, che per altro sono nel solco del Diritto Romano, che sancivano quelle "differenze di genere" e quel "diritto di famiglia" che oggi vengono scardinati.

      Ora, lasciamo perdere per un attimo la questione se il Mondo Nuovo sia meglio o peggio di quello che c'era prima.

      Secondo te il Mondo Nuovo, con dentro te che copuli senza figliare e che non accendi il riscaldamento, ammesso che si costituisca il "meticciato" totale globale e che "gli islamici" siano indistinguibili da tutti gli altri, CI PORTERA INDIETRO AL MEDIOEVO? Intendo dal punto di vista neoromantico della "natura", dei prodotti della terra, dei boschi, della pioggia che cade troppo o troppo poco, eccetera.

      Io non ho alcun bisogno di "punzecchiarti", UCoso, perché ormai ti do per perso. L'unico motivo per cui scrivo questi commenti è per non darla vinta al "dato di fatto" di cui tu, nonostante pensi di essere un eroe anti-sistema, sei uno dei prodotti.

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    13. MrCoso, io ho capito che tu non hai capito.

      La ragione per cui i tubetti del dentifricio sono di plastica è la stessa per cui le bottiglie sono di plastica. Ovvero, la plastica costa incredibilmente meno di ogni alternativa, oltre a garantire diversi vantaggi chimici e meccanici.

      Per esempio saprai che l'alluminio, come tutti i metalli tranne l'oro e il titanio, non è molto salutare perché non è chimicamente "inerte". Inoltre, non se tu abbia fatto la naja ma una borraccia o una gavetta d'alluminio ha si il vantaggio di potere essere usata per scaldare qualcosa mettendola sul fuoco ma appena la tocchi si ammacca o si storta e dipoi non c'è verso di ridargli la forma originaria.

      Quindi riassumendo, fabbricare oggetti con un materiale più costoso e che ha requisiti chimici e meccanici inferiori, non è una idea molto furba.

      La "modernità indotta" assume anche tutta un'altra immagine a seconda se la guardi seduto sul portico, sorseggiando del porto mentre fumi la pipa o se sei sdraiato sul letto di un ospedale. Nel primo caso puoi vagheggiare di anticaglie fabbricate a mano dal fabbro ferraio, nel secondo caso speri che i dottori abbiano l'ultimissimo ritrovato dell'industria del settore.

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    14. Se mi chiedi "e allora le lettine di cocacola (che come tutti sanno è uno stura-cessi)?" io ti rispondo APPUNTO! Noterai che UCoso e i suoi amici "ecologici" sono preoccupati per le "microplastiche" ma non mi risulta abbiano chiesto di bandire le lattine di alluminio con dentro qualsiasi cosa. Dovrebbe dirti qualcosa sul senso della idea di "modernità".

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    15. Non sono per niente convinto che la plastica dia (mediamente) dei vantaggi. Anzi, sono convinto del contrario per una serie di ragioni che trovo pedante star qui ad elencare e che quindi tralascio.

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    16. La plastica... utile in alcuni casi, orribile, pessima in tutti gli altri.

      > risulta abbiano chiesto di bandire le lattine di alluminio con dentro qualsiasi cosa

      Sono anni e anni che non acquisto bevande in lattina.
      Men che meno utilizzo pentolame in alluminio per cuocere, scaldare cibi anche solo leggermente acidi.
      L'alluminio è un altro materiale artificiale, di recente utilizzo e abuso, pure.

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    17. > CI PORTERA INDIETRO AL MEDIOEVO? Intendo dal punto di vista neoromantico della "natura", dei prodotti della terra, dei boschi,

      Io non guardo al Medioevo, evo che ebbe suoi indiscussi valori, pregi ed eccellenze.
      IO guardo a paesi come Norvegia, Svezia, Canada, Oregon, etc., ovvero paesi civili, non certo balubao-bananieri, che hanno natura E cultura.
      Beh, quelli Scandinavi sono, con la islamizzazione in corso, già ampiamente regrediti alla barbarie.

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    18. Dai UCoso, devo specificare che tu non sei direttore o azionista di Corriere e Repubblica quindi c'è l'articolone tipo "Microplastiche: moriremo tutti" e non c'è l'articolo "Forse l'alluminio non fa tanto bene"?

      Che poi NON C'E' UNA RAGIONE per cui sul Corriere o Repubblica mettono le "microplastiche" invece dell'alluminio, è solo la moda del momento. Tra un po' salterà fuori una qualsiasi apocalisse maya e sarà comunque scollegata dalla "realtà".

      Non ho capito il discorso sul Mondo Nuovo. Vado a riproporre la mia logica:
      1. le politiche per scoraggiare le nascite sono una delle linee del Piano e del Mondo Nuovo, insieme a tutte le altre cose mirate a scardinare società e famiglia fino a riprogettare i singoli individui-monade.
      2. quando il Mondo Nuovo finalmente realizzerà il "meticciato" non solo in Europa ma in tutto il mondo e quindi ci sarà una "demografia" negativa
      3. secondo te (ignoriamo il fatto che tu nel frattempo sarai morto e sepolto) la Terra tornerà ad essere coperta di foreste, spariranno fabbriconi e megalopoli?

      Se guardi, non vedi.

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    19. MrCoso, ci sono due possibilità, o sei un genio che ha capito tutto oppure l'opposto.

      Non capisco quale sia la ragione che ti fa "convinto" quando ti ho detto perché la plastica è meglio dell'alluminio per tubetti di dentifricio. Oltre a costare meno, rimane più "inerte" chimicamente rispetto al dentifricio che contiene e il tubetto non si ammacca, non si storta, non si buca se viene urtato.

      Piccola nota a margine: nell'ottocento l'alluminio costava più dell'argento. Ancora oggi se vai a Decathlon la bici col telaio di alluminio costa di più, per via del fatto che è un materiale più difficile da trattare (in particolare le saldature) rispetto all'acciaio.

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    20. Il riferimento non era rivolto direttamente ai tubetti per il dentifricio, che sono poca cosa, era molto più generico.

      Nel caso specifico di quegli irrilevanti tubetti posso pensare alla migliore deformabilità (sarebbe interessante fare qualche verifica empirica basata su misurazioni oggettive del residuo non-spremuto medio nei due casi) e alla migliore riciclabilità.

      In effetti, adesso che mi ci fai pensare, nelle campagne pubblicitarie più disparate sento spesso fare riferimento all'uso di plastica riciclabile, pressoché mai all'uso di plastica riciclata, come dire che si fa leva su qualcosa che è in potenza ma non in essere, laddove è da quel di che i metallo che si impiegano abitualmente non sono solo riciclabili, ma in grandissima parte effettivamente riciclati. Non per merito, credo, bensì per le caratteristiche fisiche del materiale e per ragioni di pura profittabilità. Ovviamente non posso portare prove quantitative perché non sono del settore.

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    21. Rimane comunque mia convinzione che più che pensare a riciclabilità e riciclaggio sarebbe opportuno adoperarsi per perseguire durabilità, riutilizzo e, per i manufatti più complessi, riparabilità. Anche abbattere l'obsolescenza e perseguire il massimo grado di standardizzazione per garantire l'intercambiabilità dei pezzi e dei ricambi dovrebbe essere un obiettivo delle leggi che regolamentano la produzione. Invece, chissà perché, si continua a fare un gran baccano sul versante dello smaltimento dei cosiddetti rifiuti, senza minimamente occuparsi del versante della loro provenienza, senza intervenire sulla fonte.

      Ah -- anche se dovrebbe essere inutile ribadirlo -- a parità d'ogni altra condizione, più gente, più rifiuti.

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    22. Ieri su Radio24 c'era un tipo di una associazione del riciclo plastica e diceva che attualmente in Italia il 15% del "nuovo" è prodotto con plastiche riciclate. Che non è neanche male se pensi che i prodotti di plastica sono concepiti per l'usa e getta.

      Hai ragione comunque perché i metalli si possono riciclare sul serio, cioè con una lattina di alluminio fai un'altra lattina di alluminio. Invece la plastica si ricicla nel senso che si può usare per fabbricare prodotti di qualità meccanica/chimica inferiore. Con una bottiglia non fai una bottiglia ma un maglione.

      Però, io quando vado in montagna adesso mi porto le bottigliette di plastica perché sono più pratiche della borraccia di alluminio che usavo prima. Contengono l'acqua e non mi devo preoccupare di sbatterle per terra o di lavarle.

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    23. La plastica non è il demonio, è un materiale. Demoniaci sono quelli, nei fatti, ne impongono l'uso così come vediamo, il che include finalità e quantità.

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    24. Torno a dire, se io fossi conteduca come UCoso e andassi in giro a cavallo seguito di corsa dai paggi con le masserizie, non mi preoccuperei di cosa portare nello zaino.

      La plastica è un materiale plebeo e io sono plebeo. Viviamo nell'era della massa, tutto è massificato. Non ha molto senso secondo me sognare un mondo che non esiste più da due o trecento anni.

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    25. E allora godiamoci questa meraviglia!

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    26. Abbiamo ben altri problemi rispetto a domandarsi se usare la plastica o altro materiale.

      Oltre ad andare verso il fallimento dello Stato con la banda che suona in testa alla colonna, diamo per scontato non solo di ripopolare l'Italia con gli immigrati ma che questo comporti un aumento della popolazione di oltre il 10% nei prossimi 50 anni.

      Quello che io vorrei fare capire a UCoso, che non ci arriva, è che tutto questo capita seguendo le direttive degli stessi che gli hanno ficcato in testa la faccenda della "liberazione sessuale" e del "controllo delle nascite". Lui non se ne rende conto perché un'altra cosa a cui è stato condizionato è la indifferenza verso le contraddizioni e i paradossi.

      Insomma, è un "conteduca" nei vezzi ma ha i riflessi condizionati tipici del "sinistro", anche se poi cerca di ribellarsi al suo/nostro triste destino.

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  3. Nella canna fumaria di uno dei camini che sono in casa, quelle merde dei calabroni anni fa decisero di farsi il nido. Mi vengono i brividi solo a pensarli.

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    1. Anche a loro sono venuti i brividi, quando hai acceso il fuoco !

      :D

      ===

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    2. Lo spazzacamino mi ha racconandatodi accendere, anche nella stagione calda, nella quale non si utilizzano i camini, dei fuochi veloci, paglia, carta, cartone, etc., a intervalli regolari (ad esempio, ogni mese e mezzo). Questo previene l'insediamento e la proliferazione di ospiti sgraditi come i calabroni, Clorinda.

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  4. per migliorare drasticamente il rendimento, diminuire i fumi tossici e godesi lo stesso lo spettacolo del fuoco di legna, basta inserire nel camino un inserto chiuso e vetrato sul davanti. Non avrà forse lo stesso fascino di quello aperto, ma risparmi il 70% della legna (e del tempo che si impiega per tagliarlo, portarlo, e via dicendo) che useresti nel camino aperto, generando molto più calore

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    1. Sì, mi proposero questa ottimizzazione che rifiutai.
      Io ho ancora una canna fumaria libera, in casa, che feci preparare per una cucina economica / termocucina.
      Diciamo che mi riprometto sempre di acquistarne una e non l'ho ancora fatto. Quella macchina termica è molto più efficiente (ora, vedevo alcune macchine DeManincor,Rizzoli, etc. hanno la doppia combustione e hanno rifiuti gasosi decisamente migliori).
      Il caminetto lo uso poco, diciamo una o due volte in un paio di settimane, nei tre o quattro mesi di stagione "meno calda" e rimane un piacere.
      Come andare a ballare oppure farmi un'ascensione, altra cosa poco efficiente ed energicamente dispendiosa, insensata, che mi dà molta soddisfazione.

      Grazie Arturo per il suggerimento e ben tornato.

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  5. Quoto il fascino di quella visione ritratta in fotografia, Uomo.

    ===

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