martedì 7 novembre 2017

Mi ha buttato fuori

Wind mi manda, qualche giorno fa, un messaggio informandomi che una tale offerta Big Info Pillo Pallo (o qualcosa del genere) a 21.xy euro al mese, di rispondere con NO BIG  al 4033 nel caso non fossi interessato.
Che diavolo sarà 'sta  BIG Pillo Pallo? A ventun euri al mese? ma sono pazzi!? Chi ha mai chiesto nulla del genere!? A me va bene il mio contratto da dieci euri e otto centesimi al mese, 400, 400, 1G. Alzo le spallucce... ma che messaggi mandano...
Ieri scadeva il mio periodo mensile. Mi arriva un messaggio, stamani :- Come da sua richiesta l'offerta  Pillo Pallo non è stata rinnovata.
Rinnovata!? Mai acceso qualcosa del genere. Bah.
Stamani faccio una telefonata cazzabubola a meccanico e mi arriva un "Costo della chiamata: 0,47 euro".
Eh!?!?

Mi hanno buttato fuori dal contratto lasciandomi a piedi in mezzo alla pianura. Calcolando il costo della telefonata di stamattina con la tariffa precedente, è come se essa fosse passata a 270 o 300 euro al mese.
Ora devo perdere tempo per cercare altre offerte, altri contratti, etc. .
Che modi sono!?
La cosa buffa è che in questi periodi di offerte tipo '900, 900, 2G, oppure 1000, 1000, 5G etc. io NON ho cambiato contratto. A me non interessa di spremere i miei interlocutori come dei limoni, ritengo che le tariffe eque debbano essere premiate. Questo nonostante da qualche mese la copertura sulla linea ferroviaria fosse diventata, per il 60% del percorso, un vero e proprio gruviera.
Già.


21 commenti:

  1. E' risaputo che le telefoniche sono società a delinquere. Con la connivenza delle "autorità", comprese quelle che in teoria sarebbero state costituite proprio per sorvegliare che questo non accada.

    Ennesima commedia italica, che altro dire. Torniamo al concetto di "finzione" che abbiamo archiviato in altra sede.

    Tra l'altro ti ricordo che vi obbligano a buttare via le TV "digitali" perché bisogna liberare le frequenze per il "5G" con cui collegare i furbofoni in modalità "ultra larga", a che scopo non saprei, forse per mandare in giro peperoni e patate in alta risoluzione.

    Infine, questo modo di "fare business" è il meglio delle università italiane. Se non ci fossero le PMI tirate su dal basso, l'Italia sarebbe come il Guatemala. Qui ci ricolleghiamo alla natura del "made in Italy" e alle conseguenze del "meticciato" scalfariano.

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  2. Lorenzo: "E' risaputo che le telefoniche sono società a delinquere."

    Quelle sono la punta dell'iceberg -- si fanno notare in modo particolare -- ma sono in "buona" compagnia. Ad esempio, vogliamo parlare delle compagnie di assicurazione? Delle banche? Di cos'altro? Dai, che l'elenco è lungo (il che non è certo motivo di entusiasmo).

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    1. Il motivo comune è :- come posso spennarti il più possibile nel minor tempo possibile.

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    2. Non proprio, per quello basterebbe il fucile puntato, come fa lo Stato con le imposte.

      I nostri "manager" invece imparano a creare un "bisogno" che si soddisfa tramite l'erogazione di un "servizio" e poi a mettere un rubinetto sul tubo da cui passa il servizio. Chi controlla il rubinetto può fare il bello e il cattivo tempo.

      Nel caso nostro si è creato il bisogno di "essere connessi" tramite la diffusione capillare dei "terminali", cioè dei furbofoni che si appoggiano su una infrastruttura di rete di cui le telefoniche controllano i "rubinetti".

      Il bello è che tutto questo avviene nella quasi completa "deregulation" e l'unico limite ai "rubinetti" è imposto PER CASO dal fatto che Internet in origine non era una iniziativa "commerciale" ma un mix di esperimento accademico e infrastruttura militare. Una cosa tipica del contesto USA che in Italia e in Europa non sarebbe mai potuta esistere.

      Fosse per le "autorità" italiane sarebbe tale e quale il settore radio-televisivo.

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    3. Non a caso il "mantra" che si ripete di tanto in tanto e che piace tanto ai "manager" è quello di ritagliare delle sottoreti da Internet in cui confinare i loro "abbonati" e poi mettere un rubinetto nel punto di raccordo tra la sottorete e Internet, oltre ai vari rubinetti già predisposti all'interno della sottorete.

      E' il vecchio discorso della "network neutrality".

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  3. Voglio la SIP.
    DRIIIN.
    Le cabine telefoniche.
    I gettoni.

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    1. Beh, diciamo che da un certo punto di vista la scomodità taglierebbe il 90% degli abusi ciarliero, "digitalero" attuale. Se 'sta massa di pirla dovesse andare in cabina a mandare i propri autoscatti da qualche parte, semplicemente smetterebbe di farlo.
      :)

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    2. Assolutamente no.
      E' un discorso analogo a quello dell'accesso all'acqua potabile.
      Quello che in teoria bisognerebbe fare è creare una rete di Stato come la rete stradale, finanziata con le imposte, che fornisca accesso gratuito a tutti i contribuenti.
      Prego notare che anche nel caso delle strade ci sono delle eccezioni, ovvero strade a pagamento, che sono date in "concessione" a certe aziende che le gestiscono per conto dello Stato.
      Il concetto delle telecomunicazioni è analogo, in sostanza lo Stato è proprietario dello "spazio", per esempio le frequenze e concede delle "concessioni" alle aziende in cambio di un forfait.

      Siccome le "autorità" ci vengono a dire come dobbiamo stare al mondo perché siamo delle due categorie degli idioti e dei mai cresciuti ma nel mentre fanno gli interessi propri e dei loro referenti, il fatto che la connettività sia un servizio a pagamento è funzione degli enormi interessi economici, non di ostacoli tecnici e pratici.

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    3. Ma come... ho capito bene? Auspichi che intervenga il settore PUBBLICO?!?! :O

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    4. MrCoso, io sono noto per essere intollerante. La provocazione va bene ma deve essere almeno un po' sofisticata per essere apprezzabile, altrimenti devo fare uno sforzo per non dirti direttamente cosa penso.

      Il "pubblico" ESISTEVA, sotto forma di azienda monopolista che realizzava, manteneva e possedeva tutta l'infrastruttura di rete italiana, ovvero la vecchia Telecom. Fu privatizzata a partire dal "Governo Prodi" nel 1997.

      Qui si palesano tutte le componenti del discorso. Azione "pubblica" velleitaria con dichiarazioni di intenti metafisiche e menzogne, spesa enorme per realizzare infrastrutture a carico del contribuente, gestione para-mafiosa che prepara il terreno alla "privatizzazione" con la quale si ribalta il tavolo e si passa dalla finalità "etica" alla finalità "competitiva" e il contribuente viene prima spogliato e poi diventa "cliente" e viene vessato.

      Perché nel frattempo i capoccioni che gestivano la menzogna del "pubblico" si riciclano nella gestione del "privato" per cui quelli che dovrebbero rappresentare gli interessi del "contribuente-cliente" in realtà rappresentano gli interessi delle elite locali e sovranazionali.

      Adesso si tratta di scegliere il male minore. Abbiamo due alternative o ci mettiamo d'accordo, definiamo la "connettività" come un servizio fondamentale, come la possibilità di spostarsi o l'acqua e troviamo il modo di gestirlo come "servizio pubblico", oppure decidiamo di delegare al "privato" ma dobbiamo avere presente che in quel caso l'interesse del "gestore" è il contrario del nostro e quindi devono esistere degli strumenti di controllo e moderazione.

      E' la stessa cosa per qualunque ambito della vita, pensiamo per esempio al problema delle banche e della finanza rispetto ai famosi "organi di controllo" sia interni che esterni. Lo Stato ha appena ricapitalizzato coi nostri soldi delle banche "private" che hanno fatto sparire dei soldi grazie alla connivenza di governi, parlamento, magistrati e tutti gli organismi, Consob, Banca D'Italia, eccetera.

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    5. Ribadisco, vale per la telefonia come vale per QUALSIASI COSA.

      Si può scegliere una cosa o l'altra, quello che non si può fare è mandare sempre tutto in merda, qualsiasi cosa si scelga di fare.

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    6. Ah mi sono dimenticato di sottolineare che la "privatizzazione" della Telecom e quindi la dismissione di tutta la rete di telefonia italiana è stata realizzata proprio nel momento in cui si imponeva Internet come nuovo strumento di comunicazione di massa e la diffusione dei telefoni cellulari.

      NON A CASO.

      Il professor Prodi è una di quelle figure Marvel tipo il Dottor Destino che compare in tutti i cataclismi recenti tipo i trattati europei che hanno la finalità di demolire l'Italia e togliere agli Italiani la sovranità.

      Prego unire i puntini aggiungendo i progetti renziani sulla Industria 4.0 e la famosa "banda larga" da realizzare tramite il cablaggio in fibra ottica di tutta l'Italia (ovviamente con soldi pubblici) e il recente annuncio della rottamazione delle TV per l'introduzione della rete wireless 5G sulla infrastruttura della "telefonia mobile".

      Oltre ad essere ovviamente preoccupato vedendo che le nostre vite sono in mano agli arci-cattivi della Marvel, sono vieppiù preoccupato perché vedo la gente condizionata allo "spontaneismo", cioè a percepire gli eventi come se tutto accadesse per caso, invece come parte di una strategia.

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    7. Ah! Anche se sei stato un po' involuto, ora ti capisco. Messa così ha un altro sapore, assai più simile a quello del mio commento appena precedente nel filone di discorso intitolato oip.

      Unica aggiunta, che è comunque un dettaglio contingente: per noi popolino, quelli che alla fine fanno girare la baracca muovendo materialmente le chiappette ogni mattina alle sei, la connettività così come la si intende oggi NON è un servizio fondamentale, come dimostrano svariati secoli di vita condotta in sua assenza. Altrettanto NON sono un servizio fondamentale i "servizi" bancari (speculazioni e null'altro, sempre pagati dal rapido movimento delle chiappette di coloro di cui sopra).

      Quali sono dunque i servizi essenziali? Quelli che ti mettono l'acqua nel bicchiere, la pastasciutta nel piatto, un tetto sopra la testa e una temperatura attorno a te entro una gamma compatibile con un minimo di salute.

      E' essenziale, volendo essere raffinati, un livello di assistenza sanitaria di base che garantisca il supporto celere, fin dove possibile efficace e immediato in tutti i casi di malanni diffusi e concretamente curabili senza svenare alcuno (ci sono cure che non sono altro che speculazioni, prendiamone atto).

      E' essenziale, ed esiste da secoli anche con rimedi naturali dal costo irrisorio, un supporto palliativo per evitare inutili sofferenze negli altri casi.

      Sono ben poche le cose essenziali, tutto il resto è infrastruttura, in gran parte concepita per spremere il limone, spennare il pollo, fottere il gonzo. Un'infrastruttura che, anch'essa, esiste da secoli -- basta fare qualche giro turistico in qualsiasi "città d'arte" ed ammirarne i monumenti alla bassezza di chi tiene le redini e frusta a sangue e spietatamente il ronzino per fargli tirare il carretto secondo il proprio tornaconto.

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    8. "per noi popolino, quelli che alla fine fanno girare la baracca muovendo materialmente le chiappette ogni mattina alle sei, la connettività così come la si intende oggi NON è un servizio fondamentale, come dimostrano svariati secoli di vita condotta in sua assenza."

      Si vede che anche te sei condizionato. Il ragionamento è sbagliato a tutti i livelli.

      Su un piano storico, la gente è vissuta per migliaia di anni senza conoscere la ruota, senza conoscere i metalli, senza conoscere la scrittura, eccetera eccetera. I "secoli" dimostrano IL CONTRARIO di quello che dici tu, dimostrano che fatti non fummo a viver come bruti (e qui mi ricollego allo pseudo-ecologismo decadente di UCoso) ma ad inseguir virtute e canoscenza, ovvero a cambiare il mondo con la tecnologia. Che non è una questione meramente quantitativa (il "crescitismo" di UCoso) ma è prima di tutto qualitativa, da cui il secondo punto.

      Il secondo punto è che proprio al "popolino" serve la connettività, posto che gli venga spiegato che cos'è e a cosa serve. Quello che invece non gli serve sono gli abbonamenti alle TV criptate, gli abbonamenti ai "servizi a valore aggiunto" del furbofono, non gli serve il lavaggio del cervello incessante operato dai "media" in generale eccetera.

      Sulle banche il discorso è troppo lungo e lo spostiamo ad altra occasione.

      I servizi essenziali per chi?
      La tua idea del "popolino" è esattamente identica a quella che ne hanno le "elite apolidi e mondialiste".

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    9. Forse non sono stato chiaro perché do troppe cose per scontate. La "pasta nel piatto" non è un "servizio", ovvero non è una cosa che si realizza quando noi due, vicini di casa, ci accordiamo e uniamo le forze per realizzare un'opera di comune utilità. Quello potrebbe essere il caso invece di un pozzo che ci fornisca l'acqua potabile, perché non solo noi due singolarmente potremmo non essere in grado di scavare il nostro pozzo ma perché è più conveniente scavarne uno invece che due realizzando economia di scala. La "pasta nel piatto" si realizza invece in due modi, sia coltivando ognuno il nostro grano, sia coltivando io il grano e tu le patate e poi ci scambiamo i rispettivi prodotti, che è la soluzione migliore per l'inverso del pozzo per l'acqua.

      Nel caso concreto, mentre ha senso che la collettività, cioè noi due, si riunisca per realizzare una infrastruttura di rete, non ha senso che provveda ognuno di un piatto di pasta, ovvero lavoretti e pensioncine.

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    10. E comunque, il nocciolo della faccenda non è nemmeno "chi fa cosa" ma il "perché" viene fatta una certa cosa.

      Noi siamo nella condizione in cui deleghiamo dei rappresentanti non tanto a decidere nel nostro interesse quanto ha decidere come disporre delle nostre vite nell'interesse loro e di referenti terzi. E' una condizione masochista che si spiega solo con la demenza generale indotta dal condizionamento.

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    11. Diciamo che se l'infrastruttura diventa l'ossatura su cui poter costruire qualcosa di utile (che ne so, la telemedicina) allora ha un senso.
      Ma se dobbiamo fondare un'economia su loghi, suonerie, visione in spiaggia sotto il sole in due pollici quadrati di un film, qualche domanda potremmo anche porcela.

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    12. Nel caso in oggetto la connettività di rete consente di collegare qualsiasi cosa a qualsiasi cosa e scambiare qualsiasi cosa con chiunque. Non è mai esistita nella storia dell'Uomo una tecnologia con questo potenziale "rivoluzionario" per il "popolino" ma il 99% della gente non lo sa perché nessuno glielo spiega.

      Torniamo al discorso delle tre categorie.

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    13. Faccio l'ennesimo esempio evidente: IoT, Internet of Things. Piuttosto che usare la rete per collegare le persone si usa la rete per collegare la lampadina col frigorifero. Previo abbonamento al "servizio a valore aggiunto", ovviamente. Giusto dieci secondi fa provavano a vendermi un termostato per regolare la temperatura di casa con la manfrina del comando e controllo via "smartphone", come se mi servisse "dialogare" con un termostato che di solito si imposta con quattro tasti una volta e poi ci si dimentica che esiste.

      E' un brutto e triste mondo.

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  4. Se non volete leggere il mio blogghettino, leggete qui.

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