mercoledì 15 novembre 2017

Mille miliardi

Vado a ballare un po' di meno. Un po' che proseguendo con lo studio del tango miglioro il mio livello e certe milonghe da ciniali (come dicono al di là dell'Appennino) e dimenamenti non mi attirano più, un po' per il fatto che partecipare ad alcuni eventi speciali, straordinari, come lunghe o maratone o festival rende le milonghe ordinarie, appunto, ordinarie.
Però voglio sempre bene a Flora e ai suoi due  covi milongheri, originali, creativi. Quello di San Vitale, la Milonga Sì, periodica, rimane la milonga del cuore, quella alla quale sono più legato emotivamente, con un bel tango creativo, salon, ricco, fluido, elegante. Durante la settimana frequento il Mikasa, un piccolo antro un po' oscuro, assai originale nello stile. L'atmosfera è quella di una milonga di amici, comunque con un livello alto, direi tra le due o tre  migliori della città, tra quelle ordinarie. Il posto del martedì ha una piccola e singolare clientela cosmopolita: vicina al centro, attira visitatori da tutta Italia (ieri dei visitatori di Roma), europei e anche extra continentali. Svetana, bulgara di Varna, Eli, turca, etc. . Il tango nacque ambiente cosmopolita e tuttora rimane tale. Ma la sublimazione (come la pressione elevata necessaria per la generazione dei diamanti dal carbonio) avvenne in ambienti nei quali gli immigrati erano forzati ad integrarsi, a rispettare le regole della comunità nella quale entravano, tutt'altro rispetto all'inversione grottesca attuale, razzista anti, secondo la quale sono gli ospitanti a doversi adeguare alle regole degli immigrati.
Venerdì, in un'altra milonga di bel tango salon, osservavo un bouquet di tanghere, un gruppetto di donne belle, curate, eleganti, su tacchi, vicine all'ingresso alla sala, in attesa di essere “mirate”. Curve sinuose, gambe lunghe, la grazia in corpo, sederi a mandolino. Esse sono intellettuali del corpo, possiedono una cultura coreutica “alta” e questo le rende ancora più belle. Sì, ti viene voglia di amarle tutte.

Ieri ho ballato anche con Eli, di Adana, ballerina di danza classica, principiante col tango. Certo, asprezze e imprecisioni e bisticci col ritmo. Però, nell'abbraccio, superate le distanze iniziali ed entrati un poco in confidenza, in comunanza in questo breve progetto a due, sentivo il suo cuore battere forte. Il batticuore di coloro che si affacciano a vette e precipizi del tango.
Sono passati sei anni e questo è ancora mi emoziona, mi stupisce, mi meraviglia, un piccolo cuore che batte forte sulle note di D'Arienzo o De Mare, abbandonato in un abbraccio.
Mille miliardi di euro di valore.

29 commenti:

  1. Che dire..mi sembra tutto bene ! Finchè il cuore batte forte non puoi che sentirti vivo..vivissimo..

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    1. Era il cuore di Eli che batteva forte.
      Una cosa splendida ascoltarlo abbracciati, ballando.

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  2. UCoso, del tango mi importa sega.

    Ti correggo sullo sproloquio degli "immigrati". Noterai che nelle Americhe esisteva una popolazione autoctona che fu spazzata via proprio per fare posto agli "immigrati". Viceversa, per ottenere l'indipendenza dell'Italia da altri "immigrati", abbiamo dovuto combattere TRE guerre di indipendenza più la Grande Guerra che per alcuni si configurò come la quarta guerra di indipendenza.

    Sorvoliamo sul fatto che i tuoi "immigrati" ballavano in tango perché era gente dedita a attività criminali o para-criminali che gli lasciavano il tempo e la energia per cazzeggiare. I minatori, i contadini o gli operai di fonderia ancora oggi difficilmente tornano a casa e si vestono a festa per andare a ballare, figurarsi in luoghi ed epoche dove le condizioni del lavoro salariato erano estreme.

    Infine "esse sono intellettuali del corpo". BUUM, la sparata.

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    1. Sì, le popolazioni amerinde sono state annientate / sottomesse dagli europei.
      Se lo dici sei fico, terzomondista.
      Se osservi che 'sta feccia barbara e islamica ci sta sottomettendo, sta sfasciando la nostra società, allora sei un nazifascioleghista.

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    2. Non c'erano minatori e contadini a Montevideo e a Buenos Aires.
      Il tango si è sviluppato in ambiente più che urbano, metropolitano.
      C'erano degli scaricatori di porto, gruisti, lavoratori di città e anche gente varia e, non di raro, non esattamente per bene. :)

      > oggi difficilmente tornano a casa e si vestono a festa

      Io vedo feste incredibili di ballo liscio alle quali partecipano anche persone che fanno lavori fisici, anche pesanti.

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    3. Ma figurati. Montevideo e Buenos Aires sono/erano due città popolate solo di malavitosi, non c'erano persone normali con lavoro faticoso e famiglia a carico.

      Per il resto, io ho visto magutti bergamaschi massacrarsi a cottimo sul cantiere e poi fare l'alba in discoteca. Ma per fare quel tipo di vita li, oltre rischiare la pelle in cantiere perché si è imbambolati, il magutto ingoiava le pasticche e/o sniffava polverina.

      A proposito delle Americhe, guarda che la popolazione laggiù è tipicamente "meticcia", fai il caso di Cuba o del Brasile, perché quelle lande sono state ripopolate con gli schiavi africani che venivano rapiti dai mercanti arabi e venduti nei porti arabi ai negrieri "europei". In origine questa operazione serviva alla trasformazione delle terre americani in enormi latifondi.

      Leggenda vuole che si usassero gli schiavi africani perché più adatti a certi tipi di lavoro ma in realtà era diventata una necessità perché le popolazioni autoctone erano state sterminate dalle malattie diffuse per caso o di proposito dai primi coloni europei e quindi, anche volendo, non c'erano schiavi da usare.

      La parte "militare" della sottomissione dei nativi americani se la dovevano sobbarcare i coloni ma quella degli Africani la compivano gli arabi quindi entro certi termini, era più conveniente comprarli già fatti, gli schiavi, piuttosto che farseli da se.

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    4. Comunque il punto è che il "cosmopolitismo" del tango a me pare una delle tante fanfaluche letterarie neo-romantiche sempre in linea con il gioco della mite pastorella.

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    5. Lorenzo: "gli schiavi africani che venivano rapiti dai mercanti arabi"

      Per quel che ne so i mercanti arabi li compravano da "re" (o in quale altro modo si devono chiamare) nerissimi che se li procuravano razziando le nazioni/tribù/famiglie avversarie nel corso delle loro guerre/faide. Aggiungo che il razzismo tra neri è alquanto feroce, anche se è un segreto, ed è per lo più privo dei sensi di colpa (insensati) che si coltivano dalle nostra parti.

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    6. Senz'altro, una delle tattiche militari più antiche che consente di sottomettere popolazioni più numerose è il famoso "divide et impera" (tattica a noi arrivata dagli autori Romani e i Romani la applicarono con diversi gradi di successo per tutta la loro storia).

      Ma questo non cambia quello che ho scritto. Gli schiavi africani, che pure saranno anche stati "fabbricati" da lotte tribali tra neri, furono conseguenza dell'espansionismo arabo/islamico.

      Tra parentesi, esisteva anche un grande commercio di schiavi europei, che in occidente era sostanzialmente bloccato dalla Chiesa ma altrove ancora era prodotto dall'espansionismo arabo/turco/islamico sulla terraferma e dalle razzie operate lungo le coste. Per ovvi motivi dopo la caduta di Costantinopoli le popolazioni europee più colpite furono quelle dell'Est.

      Cito (per quello che vale):
      "La fonte principale di manodopera (per le Americhe, ndr) era la cosiddetta Costa degli Schiavi, la zona rivierasca dell'Atlantico compresa tra la foce del Niger e il regno del Dahomey, la quale trovava il proprio bacino di rifornimento in tutta l'area a sud del Sahara estesa fino al Sudan (Darfur), che è stata definita in epoca moderna Sahel. Questo bacino di manodopera è stato attivato nel VII secolo dell'era cristiana, in seguito all'invasione arabo-islamica, la cui cultura praticava lo schiavismo. Dal punto di vista sociale, la detenzione ed il commercio degli schiavi fiorirono proprio anche perché in Africa erano attività legali: a partire dalla Costa degli schiavi si sviluppò un ricco commercio che esportava manodopera in diverse direzioni. Una parte degli schiavi era infatti destinata al mercato interno africano: soprattutto, era in voga l'esportazione di schiavi destinata ai porti mediterranei dell'Africa del Nord. Il trasporto passava legalmente per il deserto del Sahara formando la cosiddetta tratta orientale. Nonostante il commercio fosse in buona parte legale, la Chiesa Cattolica condannava l'intero commercio costruito dagli europei (che facevano uso della cosiddetta tratta occidentale, cioè quella atlantica) attraverso l'emissione di bolle papali. Si ricordano la Sublimis Deus di Papa Paolo III del 2 giugno 1537 relativa non solo ai nativi americani ma a tutti i popoli, quella di Papa Urbano VIII emessa nel 1639 che riaffermava la precedente bolla di Paolo III, quella di Papa Benedetto XIV la Immensa Pastorum principis del 22 dicembre 1741. Si posero in questo modo delle primitive basi a quella che sarebbe diventata una lunga contestazione. In particolare il forte impegno dei Gesuiti contro la schiavitù ne provocò nel 1767 l'espulsione da tutto il Nuovo Mondo anche per aver dato vita ad autonome comunità di nativi molto avanzate.

      Il commercio degli schiavi sulla tratta occidentale era controllato da compagnie francesi, olandesi, tedesche ed inglesi. Fra tutte spiccava la English Royal African Company, che vendeva schiavi alle colonie più disparate. (notare che gli imperi coloniali produssero il concetto di "razza" e di "razzismo" ndr). Di questo enorme movimento, la traccia più appariscente rimasta fino al giorno d'oggi è la mescolanza di etnie e lingue sul continente americano. Il commercio degli schiavi sulla tratta orientale era controllato dal mondo arabo-islamico; questa tratta ha lasciato scarse tracce al giorno d'oggi, in quanto gli schiavi venivano castrati, impedendo così il perpetuarsi della "razza"."

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    7. Il dettaglio: perché le popolazioni asiatiche sono meno "meticce"? Perché come scritto sopra, mentre nelle Americhe gli schiavi erano relativamente costosi e pochi di numero, quindisi incentivava la loro riproduzione in loco, in Asia c'era l'uso di castrarli essendone illimitata la produzione e il commercio e quindi non si sono "mescolati".

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    8. Leggo da diverse fonti che alla costruzione della Reggia di Caserta "contribuirono" diverse centinaia di schiavi, per cui dubito che l'avversione della chiesa (intenzionalmente minuscolo) andasse oltre la forma. Senza contare che pare non siano pochi gli scritti di "ispirazione religiosa" nei quali si sottolinea come alcuni fossero meno umani di altri, fino al punto di non disporre neppure di un'anima.

      Pure nell'italica penisola, a quanto pare e a dispetto delle pelose omissioni dei libri scolastici, della schiavitù si usufruiva allegramente, col beneplacito delle dirigenze del tempo.

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    9. Il cosmopolitismo nel tango è un dato di fatto.
      Negarlo non è intelligente.
      E' la stessa cosa dell'apologia dei neo soviet - poveri patetici, sono perfino ridicoli, vedi Piano che ha sostituito Veronesi nella tuttologia - del multiinculturalismo con la loro celebrazione "senza se e senza ma" dei più orribili miscuglioni "multietnici".

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    10. UCoso, appena leggo l'espressione "è un dato di fatto", tipica del lessico boldriniano - renziano - sinistrovario, metto mano alla pistola.

      Scriverlo non è intelligente.

      Rispetto al tango, per te è una cosa seria, per me una pagliacciata, quindi su questo non ci incontreremo mai.

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    11. MrKeyCoso, la schiavitù nell'area dell'Impero Romano cominciò a declinare dopo Costantino, quando il Cristianesimo divenne religione degli imperatori. Attorno all'anno Mille era ormai sporadica e quando persisteva era contraria ad editti reali, imperiali e bolle papali. Il fatto è che il Papa, fuori dal territorio dello Stato della Chiesa dove era re con una forza militare, poteva solo scomunicare. Re e Imperatori erano un po' nello stesso rapporto con chi deteneva gli schiavi in cui sono oggi i nostri governanti e rappresentanti con le grandi aziende, ovvero avevano le mani in pasta e quindi al massimo davano delle multe simboliche.

      Riguardo la Reggia di Caserta si trattava di "manodopera forzata" eterogenea, consistente in musulmani/turchi in parte catturati durante gli scontri per terra e per mare e in parte forniti direttamente dal Sultano in conseguenza ad un trattato stipulato col Regno di Napoli qualche anno prima dell'inizio dei lavori. In tutto pare fossero 4-500 forzati, i quali in teoria avevano anche la possibilità di convertirsi al Cristianesimo e di conseguenza essere liberati.

      Per capire di cosa parliamo, nella occasione della Battaglia di Lepanto di duecento anni prima erano stati liberati 15.000 (quindicimila) schiavi cristiani che erano incatenati come rematori sulle cento e rotte navi turche catturate. Quelli che erano incatenati sulle cinquanta navi affondate ovviamente affogarono.

      Sentiti libero di fare le tue ricerche.

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    12. La affermazione "della schiavitù si usufruiva allegramente" è come il "dato di fatto" di UCoso.

      Secondo me non ci capiamo.
      Nell'Europa medievale la stragrandissima parte della popolazione non aveva nessun diritto "civile", erano tutti servi, sottoposti a diversi gradi di sopraffazione/obbligo da parte del nobile che a sua volta "amministrava" quelle terre per concessione reale.

      Nella Francia pre-rivoluzionaria la "sinistra", cioè i rappresentanti che sedevano nell'ala sinistra della assemblea generale, rappresentava solo la borghesia mercantile, tutti gli altri non avevano la piena cittadinanza.

      Anche nell'Italia unita, quando si cominciò a votare, sulle prime gli elettori, oltre ad essere solo maschi, dovevano anche dimostrare di avere un certo censo, tutti quelli sotto quel censo non avevano diritto di voto.

      La differenza tra "servo" e "schiavo" è cosi sottile da essere impercettibile. In sostanza, considerato che il nobile spesso aveva anche la facoltà di amministrare la giustizia nelle sue terre, anche se formalmente non esisteva un diritto di proprietà sugli esseri umani, di fatto era come se ci fosse.

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    13. In ultimo, MrKeyCoso, gli schiavi storicamente (almeno in Europa) sono sostanzialmente prigionieri di guerra. Esisteva poi la tradizione per cui chi si indebitava doveva ripagare il debito col suo stesso corpo, quindi assumeva uno stato di semi-schiavitù. Infine esistevano i "galeotti", che formalmente erano criminali ma a quei tempi, essendo la giustizia una cosa indefinita, potevano anche essere sequestrati quando si ubriacavano in osteria, una pratica con cui per altro si "arruolavano" spesso e volentieri anche i marinai dei velieri.

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    14. Lorenzo: "La differenza tra 'servo' e 'schiavo' è cosi sottile da essere impercettibile."

      Sfondi una porta aperta!

      Ah, nel frattempo oggi scopro che Cecilia Bartoli, in questi giorni, è stata la prima donna alla quale sia stato concesso di cantare nella Cappella Sistina. Significa qualcosa di ben consistente.

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    15. Si ma il gioco degli equivoci regge fino ad un certo punto. Il "proletariato" che viveva nei falansteri e lavorava 12 ore al giorno per la mera sussistenza FORMALMENTE non era costituto da schiavi. Infatti il marxismo non propone al "proletario" di emanciparsi ed assumere cosi la piena cittadinanza, gli propone di prendere il controllo dei mezzi di produzione strappandoli al "padrone".

      Nota la sottile differenza. Lo "schiavo" liberato è semplicemente una persona che gode degli stessi diritti civili del resto della popolazione. Una volta emancipato può diventare "proletario" o "padrone" o qualsiasi cosa (in teoria). Sorvoliamo sullo stato intermedio del "liberto" che non è veramente cittadino, cosi come nella antica Atene solo i nati da genitori ateniesi potevano possedere beni immobili (case e terre) un po' come gli ebrei nel medioevo europeo.

      Il "proletario rivoluzionario" non può e non deve diventare niente altro. Continua a vivere e lavorare nello stesso contesto dove viveva e lavorava prima, con la differenza teorica che il "frutto del lavoro" viene diviso tra i "proletari" invece che essere convogliato nelle tasche del "padrone". Teorica perché, siccome non si può gestire falansterio e fabbrica in assemblea permanente, le decisioni vengono delegate al funzionario di partito (dei lavoratori) e quindi si da ad ognuno quello che il funzionario (o la piramide di funzionari) decide.

      Infine, nota storica, la Rivoluzione Francese non fa che ripetere l'epoca comunale durante la quale la borghesia, cioè la gente che abita nel borgo e che campa di attività mercantili ed artigiane, non i contadini che vivono nel contado e campano di quello che resta del raccolto dopo avere pagato il nobile, si contrappone alla aristocrazia terriera.

      Una contrapposizione formale, vedi Camera dei Comuni, Magna Cartha, ecc e fattuale, vedi etica bellica nobiliare (i cavalieri) contro etica bellica delle milizie comunali (i beccai).

      Volere sovrapporre la schiavitù come si è operata nelle Americhe al contesto europeo è abbastanza ridicolo. Facciamo il caso dei precettori che insegnavano ai figli delle famiglie ricche di Roma che di solito erano schiavi greci. Oppure, come detto sopra, il caso dei turchi forzati che il Sultano consegnava ai Borbone come merce di scambio e che venivano impiegati alla costruzione della Reggia di Caserta più o meno come gli Italiani vennero impiegati dai Tedeschi per costruire le fortificazioni della Linea Gotica.

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  3. Stavo bevendo una birra, mentre scaldo la zuppa di lenticchie.
    Così leggo che adesso Lorenzo, tuttologo istruito dalla scuola radiolelettra e da wikipedia, conosce anche la storia dello schiavismo (!)e del tango.
    Lui che ha fatto il militare a Cuneo.
    Lorenzo, ti tira ancora per avere questa frustrazione?

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    1. Birra e lenticchie? Chissà che "atmosfera", tra un po', a casa tua!!! :D

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    2. Ihih
      Mio fratello esalta le proprietà "metanifere" di birra e zuppa di cipolle.

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    3. La storia dello schiavismo la dovrebbero conoscere tutti. Ma la Storia che conosce la gente è quella re-inventata e ri-scritta continuamente dalla cosiddetta "sinistra" al fine di condizionare le menti verso il "dato di fatto" di cui sopra.

      Sul resto, Emiliuccio, te sei uno di quei casi clinici che tanto piacciono a UCoso che ci si rotola dentro senza rendersi conto che tutto questo qualifica lui stesso e il suo blogghettino.

      Di solito si arriva al punto che mi tocca mandare una mail in cui richiedo una cancellazione di commenti che dovrebbero essere cancellati immediatamente. Anche questo è uno dei tanti corollari del "dato di fatto" eccetera.

      Tutto molto triste.

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    4. Emilio usa le sue provocazioni e linguaggio colorito.
      Nel suo linguaggio colorito, eccessivo, ha scritto varie cose tra le quali che hai scritto sul tango senza cognizione. Ci sono anche punzecchiature e frecciate.
      Lorenzo, tu dai spazzolate molto energiche a varie persone qui nella diarosfera. Sai come difenderti e, come lottatore dialettico, non puoi non avere capacità di incassare e ribattere.
      Puoi ignorare le sue frecciate, mandarlo al diavolo, sfancularlo, ribattere.
      La cancellazione dei commenti deve rimanere una extrema ratio. Altrimenti introduciamo qui il politicamente corretto.

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    5. UCoso questo commento è falso come i soldi del Monopoli.

      Faccio lo sforzo inutile di spiegartelo: il dissenso si manifesta con l'argomentazione. Tu scrivi che gli immigrati in sudamerica dovevano adeguarsi alla cultura locale e io argomento che la prima cosa che hanno fatto gli immigrati è stato spazzare via le popolazioni native, tra l'altro imponendo lingua e religione ai superstiti, tanto che in sudamerica si parla spagnolo e portoghese. La conclusione è che gli immigrati europei ricreavano in America le condizioni delle loro terre di origine, non si adeguavano ad alcuna "cultura locale", ne esisteva un "cosmopolistismo" che è una tua idea neoromantica, un po' come i tartan scozzesi. Eppure esiste una produzione sterminata di letteratura sui "ghetti" e le "gang" americane.

      Qui non si tratta di dissenso.
      Si tratta di ZITTIRE qualcuno sovrastandolo con uno strumento convenzionale degli ambiti che conosci bene anche tu. Il tuo blog contiene un bel campionario di questa letteratura di genere, da quello che si vanta di fare a coltellate con i gitani nei vicoli di marsiglia a quello che si vanta che gli amici gli mettono un dito in culo, passando per le pensioni delle mamme e consigli di amministrazione. Eccetera eccetera.

      Il vezzo di ZITTIRE qualcuno AL POSTO TUO. Di solito in certi blog mono-tematici ci sono i "cani da guardia" che saltano addosso a chiunque dissenta rispetto alla tesi precostituita, detta e ridetta, a cui il blog fa l'eco ennesima.

      Come scrivevo a Sara sul mio blog il guaio è che avete perso la capacità di distinguere il giorno dalla notte, è come la storia del Parmigiano fatto in Polonia, è tutto uguale.

      Sul tango mi fai ridere. Se c'è una cosa artificiale, tolta dal contesto, che non ha niente a che fare con l'appennino dove vivi, è quella. Ma te sei quello che cita Osho, no? Ecco, uguale. Tutto uguale. Cosmopolita.

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    6. > io argomento che
      Sì, corretto e preciso.
      Io mi sono spiegato male.
      Certamente c'è stato un genocidio per immigrazione di massa delle culture amerinde. Diciamo che a "frittata fatta", quindi nell'Argentina ispanica del XIX secolo, gli altri immigrati europei (tedeschi, italiani, etc.) si sono adeguati agli usi spagnoli.
      Molti italiani, ad esempio, si fecero spagnolizzare nomi e/o cognomi.

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    7. > Il vezzo di ZITTIRE qualcuno AL POSTO TUO.
      Tu vorresti che io zittissi Emilio.
      Per mia scelta, ritengo, invece, che i tagli, le cesure e le censure, siano strumenti estremi, da utilizzare in casi eccezionali.
      Proprio perché, come scrivi, non ci sono tesi precostituite e si può argomentare. Linguaggio e toni non possono essere sempre moderati, Lorenzo. Tu stesso ci dai dentro con pugno di ferro in guanto di velluto, talvolta.

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    8. > Se c'è una cosa artificiale, tolta dal contesto, che non ha niente a che fare con l'appennino dove vivi, è quella.

      Da qualche parte ho scritto che Appennino e tango siano la stessa cosa!? Ho scritto da qualche parte che il tango sia "naturale"?
      Prova a leggere qui la citazione di Fernando Sanchez, ad esempio.
      Tu stesso sottolinei, viceversa, che in Italia non ci sia un metro quadrato di ambiente naturale, non formato, plasmato, determinato dall'intervento umano.

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  4. Per le 4 del mattino apriamo le porte finestre, che sono la maggior parte delle pareti di questa abitazione.
    E poi non dormo mai con mia moglie, mi infilo nel suo letto la mattina per scopare.
    Qui c e un detto che piu o meno fa: la confidenza da schifo.

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    1. La separatezza è un buon ingrediente anche per la tensione erotica.
      Più vado avanti e più scopro che l'apartheid ha proprio un senso.

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