venerdì 17 novembre 2017

Simil contadinesco

Così si apre questa pagliacciata. Fabbrica contadina è un ossimoro. I contadini dell'eccellenza, alcuni dei quali li frequento per il GAS, sono ostili a questo teatrino disneyano, a questo parco dei divertimenti. Rendere tutto uno spettacolino con brillantini, artificiale, divertimentificio.
Ciò distrae dalla cultura contadina, dalle difficoltà che le piccole e medie aziende contadine affrontano, con una normativa vessatoria fatta per aziende enormi, da ciò che conta che è ricostruire una qualche relazione, un qualche rapporto empatico tra mondo contadino e consumatori inurbati. Vi dicevo (!?) del contadino cattococomeriano del GAS che non può più prodursi i pulcini in proprio?! Deve andare a prenderseli col proprio pick-up in una certa azienda. Questa sarebbe una norma contro l'aviaria. Come mandare i bambini a prendere la merendina confezionata al distributore del tubercolosario per proteggerli dalla salmonella. Siamo alla follia. Avrei una bella sfilza di norme vessatorie da raccontare, che, zeloti burocrati in regione o a Bruxelles, si inventano nel loro zelo progressista “come possiamo rendere la produzione più igienica/standard/sicura/migliore/industriale/a norma/... ?”

Così si inventa questo format (il termine del lessico della scatola inquina-menti mi fa cagare ed è quindi appropriato) per cittadini in cerca di emozioni leggere pseudo contadinesche da consumare dopo l'ape o il cross-fit. Invece di andare al cinema, a spippolare sul faccialibro o al buling, si va al teatrino simil rurale. Corso di un'ora per imparare a fare il formaggio o qualcosa del genere. A me sembra talmente cretino per cretini da farmi quasi sorridere.
Dopo il Merdpo meneghino 'sto divertimentificio bolognese.

6 commenti:

  1. Ma te sei consapevole, vero, che la stragrande maggioranza degli alimenti è di importazione?
    L'Italia viene assimilata a tutti quei paesi dove le cose che mangi non hanno nessun legame ne topografico ne storico ne culturale col posto dove vivi e con chi sei, perché sei "cittadino del mondo" e quindi mangi le cose del mondo nei modi del mondo.

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    1. Sì.
      L'Italia sovrappopolata non ha neppure l'autonomia sul cibo. In alcuni settori, come i prodotti del mare, il deficit arriva al 75% dei consumi.
      Diciamo che eistse una segmentazione per cui, pagando di più, ottieni ancora prodotti di qualità e del territorio (se conosci contadino e azienda meglio, perché le frodi non mancano).
      Tra 45' uscirò di casa e andrò a ritirare alcuni quintali di riso dal biocontadino per due GAS. Una piccola azienda gioiello di una famiglia in gamba, nel quale il passaggio generazionale è avvenuto con successo.
      Riso neppure paragonabile con quello chimico-industriale. Ecco, dovrei raccontare anche qui i salti tripli mortali carpiati che quella impresa supera per andare avanti.

      QUella del cibo è la PRIMA cultura.
      L'omologazione avanza e con essa l'incapacità e la regressione della gente. Purtroppo anche in Italia aumenta il numero di persone prive anche di ogni conoscenza e capacità culinarie.
      Uno dei tanti progressi verso il peggio.

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    2. Ancora, UCoso, secondo me non ci capiamo, c'è come una barriera semantica.

      Quando tu dici che vai a comprare il riso dal contadino, cosa pensi di significare? Io ti sto dicendo un'altra cosa. Anzi, due cose.

      La prima è che il legame col cibo si sviluppa nell'infanzia. Nella stragrande maggioranza della case italiane i bimbi mangiano robaccia industriale che è esattamente la stessa che trovi in tutto il mondo o quasi. Più passa il tempo e meno la gente si interessa a quello che ha attorno, anzi, gli viene raccontata tutta un'altra storia.

      La seconda è che tu non puoi fabbricarti il parmigiano o il prosciutto di Parma o gli spaghetti in casa. Non puoi fare da te la maggior parte delle cose. Quindi vai e le compri. Le compri in una situazione dove il latte del parmigiano viene dall'Ucraina e l'operaio che lo tratta viene dal Punjab. C'è anche il caso che, per adeguare il prodotto al "gusto del consumatore", aumentino o diminuiscano certe caratteristiche o anche che introducano degli "aromi", tipo "parmigiano al gusto barbecue".

      I soldi non comprano una "qualità" che non esiste perché si sono persi i vari passaggi della filiera in un tessuto fatto di produzioni piccole o microscopiche. In origine in Italia ti spostavi da una città ad un'altra nella stessa Regione e trovavi prodotti e tradizioni differenti. Adesso è tutto uguale.

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    3. Forse non mi spiego io. Giusto oggi, al ritorno da una gita sui monti, dicevo che vorrei mangiare delle castagne. Castagne che una volta erano il "pane dei poveri" e che adesso costano 1 euro l'una. Non solo perché i "poveri" non piantano e non curano più i castagni ma anche perché abbiamo pensato bene di importare apposito insetto parassita cinese che fa strage delle piante italiane. Idem per l'olio, non solo la coltivazione dell'olivo non è remunerativa, c'è apposito batterio americano che fa strage degli olivi e che sta colonizzando il sud-Italia.

      In entrambi i casi importiamo prodotti dall'estero, che è una cosa voluta, disegnata a tavolino.

      Magari tuo zio ha tre olivi e ci fa una bottiglia d'olio, oppure tre castagni e ti da una borsa di marroni, non cambia nulla sul meccanismo in generale.

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    4. > "parmigiano al gusto barbecue"

      ROTFL
      :)

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  2. Ah, un aneddoto correlato: l'Italia non si qualifica per i Mondiali, dopo che nelle ultime due edizioni era arrivata ultima.

    Bla bla bla, quando il problema sono le mamme.
    Da bambino andavo a scuola, tornavo a casa per pranzo e scendevo a giocare tutto il pomeriggio fino a che faceva buio. Si giocava per strada, nei cortili, nei giardinetti, negli oratori. Chi non aveva la mamma a casa, di solito aveva la nonna.

    Nel 2017 un bambino sta a scuola tutto il giorno perché nessuno lo vuole a casa e nessuno lo vuole per strada. Le scuole non hanno ne gli impianti ne il personale per fargli praticare uno sport. Se vuole giocare a pallone deve iscriversi ad una "scuola calcio" pagando tariffe dell'ordine delle centinaia di euro, più comprare abbigliamento e attrezzatura, deve essere accompagnato avanti e indietro e se poi il genitore vuole vederlo giocare magari deve anche pagare il biglietto d'ingresso.

    Ecco, lo stesso vale per qualsiasi aspetto del vivere attuale. Conosco gente che se ti invita a casa ti apre la busta di patatine perché non sa cucinare un piatto di pasta, nemmeno aglio e olio, per dire.

    Figurarsi avere imparato dal nonno a tirare il collo alla gallina o dalla mamma a spiumarla e pulirla.

    Pagando non compri queste cose. Pagando compri il calciatore straniero che "cucina" la roba "fusion" che cucinano uguale in tutto il mondo.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.