sabato 25 novembre 2017

Demagogie del venerdi (per ebeti)

Insomma, ieri a metà pomeriggio, assemblea sindacale in azienda, quella per cui lavoro, una del gruppo. Con eletta sindacale aziendale e sindacalista CGIL. Io sono curioso e penso che la partecipazione sia sempre importante. Mi siedo e ascolto.
Sento la solita sfilza di belinate, di dirittismi e di demagogia per cretini. Ad un certo punto non ce la faccio più, mi bolliva il sangue in vena per la serie ciclopica di mezze verità, intervengo.
  • La lotta al capitalismo globale di Merdamazon si fa acquistando da commercianti e aziende locali, evitando che miliardi di dollari si spostino dalla tua economia locale ai conti di Jeff Bezos e altri ultracapialisti sìglobal. Troppo difficile e grave il sacrificio per la gente ieri eccitata (persino code sul GRA a Roma, a Milano, ascoltavo alle info traffico della radio, ieri) da questa nuova cacca importata dagli SUA, cretini consumisti del diritto al tutto e al contrario di tutto, difendiamoilavoratoriaPiacenza 'spettachefiniscodiacquistarelamammadaamazoncheèinoffertaoggi. Le lotte si fanno col consumo critico etico. Di kompagni rivoluzionari apparsi al GAS e poi spariti dopo due volte ne ho visti a pacchi.
  • Il sistema pensionistico se non è sostenibile non è sostenibile (una cosa che non si sostiene, casca, crolla).
  • Aumenti? (sempre molto appetiti dai colleghi che poi si svuotano il portafoglio in consumismi per ebeti e non sopportano l'assorbimento, deciso dall'azienda, degli aumenti del contratto nazionale nei superminimi assorbili, già, la moderazione salariale, quella è per gli scemi tedeschi dai quali poi acquistiamo i prodotti, no!?). Lavoriamo in un mercato che si sta impoverendo da tempo, se saremo ancora aperti tra dieci anni sarà già un risultato.
  • Dove era il sindacato quando garantiva ai lavoratori che non lavorano poi più le pensioni a 15 anni sei mesi e un giorno? Dove è il sindacato quando inserisce i macchinisti (e i loro blandi turni, inframezzati da pause notevoli) nei lavori usuranti!?!?

Sento alcuni colleghi e discorsi di dirittismi fuori dal mondo. Le persone hanno perso la capacità di andare oltre la punta del proprio naso, non hanno alcun raziocinio, alcun collegamento tra idee, pensieri, parole e azioni. L'aritmetica rimane fuori dalla propria mente e dal proprio orticello angusto in cui baloccarsi.

Comunque ieri l'ho detto, chiaro e tondo, che io NON sono di sinistra.  Un collega lo ha riportato poi in ufficio, qualche battutina al rientro Allora non sei comunista!? Io non sono comunista consumista e tanto meno marxista. Io non sono niente, sono un libero pensatore.

A me sembra di vivere in un mondo di de-menti.
Il venerdì è e rimane proprio un giorno di festa per koglioni completi.

P.S. Ho riso fino alle lacrime per l'intervento di Diego Fusaro a La Zanzara, ieri sera. Io non riesco a capire come una persona brillante e colta come lui possa essere un marxista. Comunque egli ha sottolineato la follia del venerdì consumista. Quel pagliaccio, indegno, meschino di Parenzo, un cicisbeo della sinistra al caviale, quello del cachemire e i diritti dei lavoratori, ha fatto una figura peggiore del solito.

32 commenti:

  1. A noi ci fregano già col tre per due.. figurati col black friday (che già foneticamente acchiappa un sacco di più...)

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    1. Noi?
      No, io no.
      Da sempre acquisto cose delle quali ho bisogno.
      Naturalmente ho anche consumi voluttuari: in tal caso cerco di acquistare prodotti che siano
      o - di buona qualità
      o - riparabili
      o - assecondino il mio gusto personale
      o - fatti in provincia, in Italia o in Europa
      o - che, in alcuni casi, possa lasciare a mio figlio.

      A me l'inglesano mi fa cacare il pipo.
      blec frideì e le varie pronunce italianizzate sono orribili.

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    2. Il "blec fridaì" l'ho udito stamani ascoltando, alla radio, la pubblicità di un mobilicifio/arredamentificio di basso livello. Direi pronunciato da una persona emiliana/romagnola, direi. Proprio con l'accento sulla 'i' come ho segnalato.
      Una cosa un po' popolaresca, da una parte inserita nel rito consumistico, dall'altra che lo dileggia anche, in modo popolaresco.

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    3. Per me è così imbarazzante che non riesco a guardare oltre qualche secondo.
      Devo dire che non sopporto neppure la giornalista e non so perché.

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    4. Consiglio a tutti la visione di Oliver Stone che intervista Putin. Il signor Stone prova a fare il giogione all'americana e Putin gli risponde sempre IN RUSSO con la faccia che dice "si si, fai il gigione, ti faccio sparare in testa".

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  2. Prego notare che anche nelle masse di ebeti consumisti, negli SUA, si ripropone la separazione delle componenti mutuamente esplosive di origine europea e di origine africana.
    Gli orribili miscuglioni multi(in)culturali rimangono nefasti anche dopo secoli.
    Ecco gli scenari di energumeni, iditio, compulsivi mutuamente incompatibili che i neo soviet stanno preparando anche in Italia, per il loro Mondo Nuobo a scoppio, con la partecipazione di masse di militanti cretini, programmati, fanatici de "Arcobaleno è bello senza se e senza ma".

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    1. Ieri ho scritto un commento sul senso della vita. Non che io sia un "guru", basta riferirsi agli avi. Il senso della vita che ci propone il Mondo Nuovo è quello di godere il più possibile. Ma solo nella versione "corporale", infantile (non voglio citare termini "freudiani") del godimento.

      Quindi, oltre il discorso fatto altrove sul sesso, ci ritroviamo con gente che soddisfa in maniera compulsiva qualsiasi "voglia". Anzi, la previeni la voglia perché devi avere sempre in bocca qualcosa, devi sempre essere al freschino, devi essere sempre massaggiato, devi sempre sentire un profumo, deve esserci sempre un suono gradevole.

      Il "blec fridai" è un "evento" e gli eventi si susseguono sempre più frequenti.

      Ora, la risposta della "rinuncia" è immediata e indispensabile, col prezzo da pagare di mettersi fuori dal "contesto sociale". Non partecipi, non esisti.

      Prima però della rinuncia devi costruire la personalità che è capace di affrontarla e sostenerla.

      E qui ci imbattiamo nel solito discorso, ovvero che le persone NON POSSONO SCEGLIERE, non sono come sono perché scelgono di essere cosi, tipo "faccio come mi pare". Le persone sono condizionate in maniera che non gli viene nemmeno il dubbio che si possa pensare e vivere in un altro modo e se anche gli viene il dubbio, catalogano la alternativa come "devianza", "pazzia", che come le antiche deformità, implica l'esclusione. Chiaro che è tutto un paradosso, il mondo che predica la "anti-conformità" e la "diversità" in realtà si fonda sul massimo conformismo e sul principio di uguaglianza o di equivalenza, la negazione forzata di qualsiasi differenza. Anche qui hanno previsto tutto, per rendere la gente insensibile ai paradossi hanno ridefinito a priori i concetti base, rendendo di fatto la logica elementare un vizio, un difetto, perché la "ragione" è mostruosa e bisogna invece affidarsi ai "sentimenti" (che poi sono perlopiù coincidenti con le "sensazioni" da cui godimento).

      Ergo, è tutto molto più esteso e complesso del semplice problema dei negozi pieni di gonzi.

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    2. > Chiaro che è tutto un paradosso, il mondo che predica la "anti-conformità" e la "diversità" in realtà si fonda sul massimo conformismo
      > e sul principio di uguaglianza o di equivalenza, la negazione forzata di qualsiasi differenza.

      Ne parlavo ieri in treno con una gasista.
      Gli alternatici hanno tratti, codici, abbigliamento, lessico che li contraddistingue e che sono, all'interno del loro gruppo, omologanti, unificanti, ugualizzanti.
      Sono concetti duali, dentro - fuori, diverso - uguale, quindi paradossali per definizione.

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    3. Bisogna che ci capiamo. Torniamo a Diogene, capostipite dei "cinici". Un uomo che viveva per strada, tipo un homeless contemporaneo e lo faceva per scelta.

      Quella è una cosa.

      Invece seguire le "mode", indipendentemente dal "segno" che queste mode hanno una rispetto all'altra, tipo "pippisti" e "anti-pippisti", non significa essere "alternativi", significa conformarsi ad una moda invece che un'altra.

      Per essere concreti, io insisto a dire che quasi tutto quello che oggi è "moda" deriva da idee che sono state concepite dalle elite apolidi di allora e scientemente propagate in tutto il mondo con gli stessi strumenti che oggi veicolano quello che io chiamo "il Piano". Scuole, in particolare le Università, i "media", le conventicole degli "intellettuali", tutto il mondo dell'intrattenimento (musicisti, attori), l'editoria, eccetera.

      Quindi quando diciamo "alternativi" oggi come oggi indichiamo una delle varianti delle tante mode che paradossalmente, mentre negli anni '70 cominciavano a sgretolare il "mondo di prima" adesso ripetono il ritornello dello "antagonismo" in un mondo in cui sono EGEMONI.

      Ennesimo paradosso, sempre non percepito.

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    4. Correzione: "di allora" si riferisce a "idee concepite intorno agli anni '70".

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  3. Si vede che soldi ne circolano ancora. Forse. Poi ti chiedi come fanno. Un tale che conosco non paga l'affitto del laboratorio artigianale da due anni. Trasferte all'estero perchè la moglie russa vuole andare a trovare i suoi. Si sposava una della Gildona era meglio.

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    1. C'è stata un'epoca in cui le signorine russe ti scrivevano con la foto allegata di loro sdraiate sulle foglie chiedendo se per caso le potevi sposare. E' capitato anche a me.

      Per la legge della domanda e dell'offerta, ometti bruttarelli potevano sposare ragazze bellocce.

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    2. C'è gente con il Mercedes nuovo ogni due anni che dichiara redditi ridicoli e aveva il beneficio dell'esenzione dalle mense scolastiche per i figli.
      Gli operai con le rivendicazioni salariali col furbofono da seicento euri.
      Eccetera eccetera.

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  4. I sindacati servono solo per convincere i dipendenti a prenderlo in culo allegramente.
    Esempio pratico:

    -L'azienda un bel giorno decide di tagliare le retribuzioni di 200 euro.
    -Assemblea sindacale bellicosa in cui si spiega ai dipendenti che è un provvedimento inaccettabile e bisogna "lottare" con il coltello tra i denti fino alla morte.
    -Comincia la lotta. Tutti fuori dai cancelli a manifestare con striscioni e bandiere, ovviamente di venerdì e concordato sottobanco con l'azienda in base ai carichi di lavoro (così per x giorni risparmiano gli stipendi).
    -Dopo una lunga "lotta", durata alcuni giorni di sciopero, altra assemblea. I sindacati annunciano che sono riusciti a strappare un accordo: non sono più 200 euro ma 100 (ovvero la cifra che l'azienda aveva già comunicato ai sindacati fin dall'inizio della sceneggiata). Che facciamo? Ma si dai, vanno bene anche 100. E ringraziamo i sindacati, grande vittoria...

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    1. Tutto è possibile, anche questo.
      Poi bisogna vedere, entrare nel merito.
      Ci sono utili o perdite?
      Ricorda che le dirigenze che, moralmente dovebbero essere meglio, non solo non lo sono ma, essendo il risultato del filtro passamerda, sono spesso peggio dei diretti, dei sottostanti.
      Il sindacato e le dirigenze del sindacato, ovviamente, non fanno eccezione.
      Aziende di ingordi miserabili che fanno soldi a palate e vengono chiuse e delocalizzate non sono certo un'eccezione.
      Solo che io userei e uso il coltello dell'acquisto critico, etico, ecologico. Se paesani e cittadini usassero il loro reddito in modo intelligente, semplicemente queste aziende, come Merdamazon, non esisterebbero, chiuderebbero nel giro di due o tre settimane.

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    2. E' al tempo stesso splendido e terribile leggere Mark nel suo enunciare una tecnica che pure io sento d'aver colto più volte nell'aria. Secoli fa quel ruolo era della Chiesa, oggi (e da decenni) ci sono i sindacati. "E noi zitti sotto." (cit.)

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    3. Mi sembra che vi sfugga il nocciolo della questione.

      Se i sindacati fossero libere associazioni che per statuto rappresentano gli interessi degli iscritti nelle vertenze sottese al contratto tra gli iscritti e la controparte "azienda", non ci sarebbero tutti questi problemi.

      Ma i sindacati non sono altro che la emanazione, il braccio armato, dei "partitoni" che egemonizzavano la politica italiana post-bellica. In teoria esiste uno Stato, esistono i "poteri" legislativo, esecutivo, giudiziario, esiste il principio di rappresentanza. In realtà abbiamo sempre vissuto in una condizione semi-sovietica di popolo asservito ad una oligarchia di funzionari/burocrati. Cosi come i "partitoni" controllavano ogni cosa "lottizzando", per dire, la Magistratura come le Poste, allo stesso modo i "partitoni" controllavano il "mondo del lavoro" tramite le finte-associazioni dei sindacati, che non sono mai stati ne liberi ne autonomi ne hanno mai avuto lo scopo di tutelare l'interesse degli associati.

      Agli Italiani è sempre andata bene cosi perché gli Italiani hanno sempre dato per scontato che bisognasse dare via il culo e chinare la testa in cambio dei lavoretti e delle pensioncine.

      E anche qui chiariamoci. La dialettica tra un "employee" e il suo "employer" si basa sulla mediazione tra le rispettive domande e offerte. Ovvero, io ho un "valore" sul "mercato del lavoro" che "vendo" al migliore offerente, il quale a sua volta ha interesse ad "acquistare" la prestazione di maggior valore.

      Agli Italiani invece è stato insegnato che le variabili sono completamente indipendenti, non correlate e che le modalità con cui si relaziona la persona con l'azienda sono arbitrarie. Arbitrarie nel senso che discendono dalla benevolenza dei funzionari del "partitone".

      Ecco perché la "vertenza sindacale" si trasferisce immediatamente alla "politica" e da li al "governo". Ecco perché la "occupazione" e i "diritti" sono garantiti direttamente dalla "politica" indipendentemente dagli eventi al contorno.

      Ecco da dove viene l'incredibile sfasatura tra il "racconto" della economia e il "mondo reale".

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    4. Per esempio, consideriamo la letteratura sul tema del divario crescente tra chi ha un reddito medio-alto e chi ha un reddito basso.

      Nessuno prende in considerazione due aspetti critici, ovvero che il reddito basso è conseguenza del fatto che la persona in questione può svolgere solo mansioni non qualificate e che si sono immessi decine di milioni di immigrati in Europa e contemporaneamente si sono abbattuti tutti gli ostacoli alla movimentazione di merci e persone tra economie eterogenee, falsando drammaticamente il rapporto "domanda - offerta".

      Ora, anche in questo caso chi ha creato il problema si propone come soluzione. La soluzione è sempre la stessa ovvero la "tutela", lo Stato che garantisce lavoretti e pensioncine in maniera arbitraria.

      Chiudo con un caso personale: un mio amico viene messo in cassa integrazione. Io gli domando "ma quando sono venuti i rappresentanti sindacali vi hanno proposto degli strumenti per la ricollocazione, tipo che ne so, corsi di formazione?" Boh, no, a me interessava solo che mi pagavano una certa quota dello stipendio per stare a casa. Ecco, poi c'è gente che sta in cassa quindici anni e chi l'ammazza, garantito da Tizio del "partitone" Caio.

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  5. Lorenzo: "Se i sindacati fossero libere associazioni che per statuto rappresentano gli interessi degli iscritti nelle vertenze sottese al contratto tra gli iscritti e la controparte 'azienda', non ci sarebbero tutti questi problemi."

    No, non mi sfugge. E' lì da vedere.

    Lorenzo: "Nessuno prende in considerazione [ecc.]"

    Quel nessuno non mi comprende, perché lo prendo in considerazione eccome. I finti sindacalisti, quelli che poi diventano presidenti di Camera e Senato, ministri, dirigenti di partito, funzionari d'alto profilo della macchina pubblica, quelli non lo prendono in considerazione proprio perché in realtà non sono sindacalisti ma truffatori.

    Ho conosciuto qualche raro aspirante sindacalista in buona fede, tra i cosiddetti "pesci piccoli". Non per niente si tratta sempre di eterni falliti nell'ambito della struttura -- il filtro passamerda è efficace anche in ambito "sindacale".

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    1. Ok, correggo, "nessuno" si sostituisca con "quasi nessuno".

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  6. sono assolutamente d'accordo con Lorenzo e Mrkey...

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  7. Io ho una impresa e vivo in un paese, con una forte tradizione di destra. Grazie a dio, anche se non c e dio.
    Ho un esempio meraviglioso: in una regione ben specifica di questa nazione, con una forte tradizione peschiera/siderurgica e di cooperative (una regione peraltro con tanti soldini) il gruppo al quale appartengo ha operazioni.
    Vogliamo far fare ore extra ai lavoratori, che saranno giornaliere, serali e finalmente anche festive. Chi ce le chiede queste ore? I lavoratori, e in particolare le donne, molte mamme, molte senza uomo in casa (li molti uomini sono anche in galera). Prendiamo accordi, stabiliamo orari, tutti contenti. Presentiamo orari al comitè di impresa: i sindicati ci mandano una signorina che parla solo in lingua locale (con interprete) e si mette intransigente. Non si può fare, violate i diritti dei lavoratori. Sfuma una opportunitá di business per noi e soprattutto sfumano dei gran soldini per le lavoratrici. Ma Diocane.

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    1. La coperta è corta ... c'è bisogno di più lavoro.
      SE l'azione della sindacalista avesse portato alla formazione di altri lavoratori da assumere con contratto a termine, sarebbe più comprensibile e giustificabile.

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    2. Di fatto ci si aspettava un piano A) ci accettano la proposta (ripeto, proposta anzitutto dai nostri impiegati) B) ci proporranno qualcosa loro
      E invece niente, han fatto come quel signore che per punire la moglie si è tagliato il cazzo.
      Oh, nessun problema per noi come impresa: meno entrate? Meno costi. Bha.

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    3. No Emilio qui abbiamo il sindacalista che vorrebbe espropriare l'impresa, espropriare i tuoi beni personali, fucilare te e la tua famiglia, obbligare i "compagni operai" a seguire alla lettera i suoi ordini pena deportazione nel gulag e prendere il tuo posto, per poi vendere il prodotto/servizio allo Stato, cosi che sia tutto un giro di carte e scatole vuote e non importa se l'azienda funziona davvero o fa solo finta.

      Il guaio è che ai "compagni" questa idea non dispiace, perché meglio tutti uguali e tutti schiavi e non avere nessuna responsabilità che l'idea del "dare" contro "avere".

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  8. Eh, ma guarda, ti credo, ti credo.
    Le poche notizie che mi vengon dall Italia, soprattutto le vostre perchè mio padre ormai è un pò rintronato e ormai non ho più amici in Italia, sono tragicomiche. Tragiche. Grottesche. Evabè

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