venerdì 10 novembre 2017

Fortune e ipocrisie



Da lontano mi giungono i clangori del politicamente corretto sessuale. Il ciarpame, quello infimo, proprio infimo, viene sempre dagli SUA; anche questa volta. Mi ricordo ancora la campagna bacchettona del quotidiano cattocomunista, La Repubblica, mesi contro B. per le sue esuberanze sessuali. Le questioni genitali innalzate a politica, già. Non per nulla, anche in quel periodo, i ravanelli nostrani scimmiottavano i "democratici" statunitensi e il loro fondamentalismo politicamente corretto per cretini. Del resto B. che  avrebbe potuto rompere questa ipocrisia perbenista non lo fece per non scandalizzare parte dei cattolici dei quali prendeva i voti.

Ora ci sono molte donne che hanno approfittato della fortuna sulla quale sono sedute per fare carriera. Un Do ut des, ti dico bocca, fica e/o culo, tu mi fai fare carriera. Beh, non particolarmente favorevole al merito ma, tutto sommato, equo. E naturale. Da sempre è così: bellezza delle femmine e potere dei maschi. Ora che tutte 'ste attrici che, a distanza di lustri, a carriera consolidata o consumata, vengono a propinare i loro piagnistei lacrimococcodrillosi, mi dà noia.
Se non vuoi Do ut des rinunci al potere, non sei obbligata a certi scambi. Nessuno è obbligato ad alcunché non siano le proprie esigenze vitali. Men che meno sei obbligata a far carriera nel cinema, non te lo ha ordinato il medico, eh!? Mi fan sorridere pure gli eccessi opposti, quelli di Valentina Nappi, che adotta un approccio basato, ideologicamente, su un ugualismo tra generi: avvocare che le femmine la smollino, specie con i loffi, diseredati, brutti, sfigati, etc. per togliere il potere sessuale ai potenti è una controcazzata colossale.

Che questo filth, come direbbero gli anglofoni, venga proprio da quel mondo patinato, progressistoide, della sinistra al caviale, dei kompagni marxisti milionari ollivudiani, non è affatto un caso. Essi sono i più falsi, i più ipocriti e lo sono in modo dissimulato. Il peggio va sempre a braccetto e 'sta roba non farà certo eccezione.
Ora qui arriva il merdame islamico che, essendo massimamente moralista, in fatto di ipocrisie e corruzione, metterà sotto i rossastri, anche da questo punto di vista.
Del resto oggi c'è uno sciopero del venerdì. Ipocrisie... già.

10 commenti:

  1. Ormai sull'argomento ne hanno dette e scritte di tutti i colori.

    Feltri è stato l'unico che ha detto delle cose sensate: mai sentito di stupri "consensuali". E poi va ricordato che a sto Weistein qualche attrice ha detto "no grazie" e se n'è andata, mentre qualcun'altra, più furba e avida, ci ha guadagnato due volte: all'epoca del "fattaccio" e anche oggi con le cause milionarie e il ritorno di "immagine".

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    1. Appunto, il "No grazie".
      Sono donne arriviste che sguazzano e vivono di ciò che criticano. Spregevoli.

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    1. Ci sono dei meccanismi, relativi all'etologia, al potere, alla società che sono ortogonali a ciò che tu indichi come Piano.

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    2. Mi fai ridere. Qui parliamo di gente che ha pianificato a partire dai primi anni del Novecento una operazione di ingegneria sociale su scala planetaria nella quale hanno gettato risorse inimmaginabili, creato a distrutto nazioni, compiuto genocidi, eccetera.

      Saranno preoccupatissimi dei "meccanismi ortogonali".

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    3. Senza contare che con le tecnologie attuali non è più come ai primi del Novecento in cui dovevi arringare le folle da un palco con voce stentorea e mosse esagerate (poi qualcuno si chiede perché i dittatori sembrano pupazzi nei filmati d'epoca).

      Con le tecnologie attuali il lavaggio del cervello non si interrompe mai e arriva ovunque. Comincia nell'infanzia e dura tutta la vita. Si creano dei riflessi condizionati che rimangono sotto la soglia della percezione.

      Compresi i qui presenti.

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  3. Servono per distogliere l'opinione pubblica dai problemi reali.

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  4. Di 'sta roba m'importa men che niente. Alla mia bell'età ho definito dei limiti che non sono più disposto a mettere in discussione. Gli altri facciano quel che preferiscono e non rompano, specie se sono personaggi pubblici, qualsiasi cosa voglia dire.

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    1. I personaggi noti per la loro notorietà...

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