venerdì 30 gennaio 2015

Da un estremo all'altro

_aria, la tanghera con la quale studio ogni tanto (viste sue assenze non sporadiche) era, a suo tempo, una piccola (promessa di) stella del mondo milonghero felsineo. Poi la gravidanza, la maternità. Mi rivolsi a lei per ottenere indicazioni su quale scuola scegliere per iniziare. Insomma, sono quasi quattro anni che era ferma, ha ripreso qualche mese fa. Ieri era tutta scornata e frustrata. Vorrebbe ... vorrebbe studiare ad un livello alto, vorrebbe ballare bene in milonga (ma ora, il paio di  volte che andò in milonga venne considerata e trattata quasi come una sconosciuta), vorrebbe trovare un ... compagno di studi con cui studiare, vorrebbe trovare lezioni proficue e di buon livello ma.... non ha tempo per provare e valutarle.
In auto, al ritorno ascoltavo.
Beh, ragazza, tutto questo è... impossibile avendo a disposizione un paio di ore neppure una volta alla settimana  (non poche volte tutto ella non può, il giovedì, inutile che ti proponga di studiare con me, un po' perché tu sei più avanti, un po' perché... semplicemente non hai tempo).
T. è un amante dispotico. Quante volte l'ho scritto? Anche alle promesse... richiede dedizione. Se non studi e pratichi, regredisci. T. ti molla.
In qualche modo è un estremizzatore degli ego. Mi spiego. Ieri e martedì sera mi infastidivano alcune osservazioni da parte della ballerina. Ma io ascolto, mi impongo una severa autodisciplina, rifletto. Alla fine ringrazio. Sì, ringrazio per queste fastidiose e non di rado pertinenti osservazioni, più sono fastidiose e pertinenti, più sottolineo il mio ringraziare e tento subito di correggere. Non ho potuto non osservare una presunta lesione alla mia presunta tanghità. Stronzetto egoico vedi di imparare e sgonfiati un po'! Dai, su, lavora ora.
Ieri, _nni, ha proposto una cunita doppia in sistema cruzado. Quasi una cazzata. Eppure non mi veniva. Ci sono movimenti che non frequenti, devi introjettarli, farli tuoi. Il tango è fatto così, passi difficili che a te sembrano cazzate e li fai tuoi con uno schioccare di dita, cazzate elementari che non entrano. Nulla, non ti appartengono. Solo con l'autodisciplina e l'umiltà puoi migliorare e... aumentare il tuo livello. Quindi... solo con umiltà puoi aumentare la tua superbia. Contrasti, no!? Umiltà e superbia. Anche per questo mi piace il tango, ti porta l'ego da un estremo all'altro.
_aria ha un il figlio che è ancora piccolo: me necessita che egli cresca, diciamo ancora un paio di anni. Nel frattempo....  non può che essere umile per tornare grande.
Anche nel tango, ci sono scelte e tutte hanno un costo.  Anche nel tango non si mangia gratis. E ciò vale anche per ego e narcisismo.


("dancerinemerald", jackvettriano)

28 commenti:

  1. il fattore tempo è tutto. chi vince una maratona corre a 20 all'ora. venti km all'ora! io non potrò mai arrivarci, ma certamente potrò tendere a ciò avendo più tempo per allenarmi. vale per il tango, per il corso di inglese o di uncinetto

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    1. Mi piace la metafora della maratona.
      In un certo senso il tango, con i suoi studi che richiedono anni e che, spesso, non finiscono mai, rispetto ad altri balli cui apprendimento richiedono al piu'alcuni anni. e' una maratona. Anche una 100km, se vogliamo dirla.
      Tipo la Faenza - Firenze.
      Il tempo screma, seleziona.

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  2. Buffo questo post perché giusto oggi una pendolare come me mi ha raccontato del suo passato da modella, interrotto causa matrimonio-figli.
    Poi mi arriva il tuo post, con questa poverina che ha preso un calcio in culo sul versante tango.
    Chissà se ne vale la pena...

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    1. Essì. O per lo meno rinunciare a mezza vita per farne...

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    2. Secondo te perché oggi è pieno di donne che non li hanno fatti?

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    3. Eh io chiedo, non avendo esperienza diretta.

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    4. Io penso che la maternita' sia il coronamento per una femmina.
      Ma come ho sempre detto, ora, nel 2015, qui in Italia, una donna e' ANCHE madre.

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  3. Spesso la martenità è vissuta ai due estremi opposti: ci sono le superwoman che fanno di tutto e di più anche con 3 bambini piccoli e quelle che rinunciano a tutto o quasi appena partoriscono. La via di mezzo sarebbe la cosa migliore....

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    1. Quando ho avuto occasione di entrare, di andare oltre la facciata di superwomen o di supermen, ecco, ho visto robe piuttosto mediocri.
      Quelli che fanno "tutto", per me, sono spesso sostanzialmente dei bluff, faccendieri, tuttologi, millantatori. Tutto? Sì, tutto scadente.

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  4. Tutte le competenze vanno esercitate.

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    1. Paradossalmente dovremmo esercitare quelle nelle quali riusciamo di meno.
      Cio' non va a genio per l'ego che non vuole una persona equilibrata con varie competenze, capacita' nessuna eccellente. L'ego vuole primeggiare, vuole l'eccellenza.

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  5. Io nella cunita doppia posso fare quello che regge l'ombrello...

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    1. Ma no, Fra', vai a preparare un drink che magari sono stanchi dopo tanto volteggiare :))

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  6. Impegno e dedizione per raggiungere un risultato...
    Sono stato un musicista di buon livello e diventarlo mi è costato, alla lettera, infanzia e gioventù. Per diventare uno schiacciatasti degno d'essere ascoltato ho sacrificato una montagna di quelle esperienze che fan sì che la gente ricordi il primo paio di decenni abbondanti della propria vita con rimpianto; infatti non rimpiango quegli anni, che sono stati letteralmente un tormento. Ebbene, che mi si lasci dire che nessun obiettivo "artificiale" vale lo sforzo e il patimento richiesti per raggiungerlo. Ho impiegato quarant'anni per capirlo, ora lo so. Da quando ho raggiunto quel tipo di consapevolezza, la mia abilità pianistica si è rapidamente degradata ed ora coltivo un orto. Si vive meglio, senza obiettivi (illuminante, su questo tema, il noto Manifesto di Unabomber). Molto zen, non è roba per tutti. L'orto è il mio mandala. Anzi, a ben pensarci la vita stessa è, per ciascuno di noi, il rispettivo mandala -- sabbia nel vento.

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    1. Non ti sottovalutare, però, Key.

      Il musicista tutto questo lo sa perché la musica stessa è il più perfetto dei Mandala. Viene addirittura costruita e distrutta nello stesso istante, rendendo possibile l'emozione.
      A differenza del Mandala riesce a utilizzare il tempo per distruggerlo, togliendo anche la minima ambiguità sul fatto che una cosa possa durare se conservata.

      Se vuoi, se ti senti, torna a quel vecchio account di cui dicevi e regalaci un Mandala.

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    2. Mi viene in mente le bambine ginnasta, come Nadia Comaneci. Anche le bambine stelle delle danza. Oppure... i piccoli pianisti.
      Eccellenza pagata con anni rubati all'infanzia, alla giovinezza.
      Questo del gioco a somma zero tra eccellenza e benvivere mi sembra ricorrente.
      Diciamo che... io non punto all'eccellenza. Anche perche' per arrivare a certi livelli
      o - ho iniziato con un paio di dozzine di anni di ritardo almeno
      o - non ho il Talento, quello e' riservato a pochi.
      Ecco, per dirla in termini di pedata, puntare ad arrivare ad un buon giocatore della serie B.

      Devo anche dire che... il fatto che lo faccia nel tempo libero, anche se molto impegnativo, non e' soverchiante.

      Orto.
      Li' c'e' il senso piu' profondo, vitale della Terra Madre, la fatica e i frutti, la scomodita' e il piacere, le stagioni e, paradossalmente, il trascendere il tempo.
      Si', bisogna arrivare ad una certa serenita' per il mandala ... orticolo. :) Io non ce l'ho ora o, almeno, non a quel livello.
      Che bella questa immagine, MKS. Grazie!

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  7. Secondo me questo post tradisce un modo di pensare un po' maniacale. Chi fa una attività qualsiasi sa benissimo che non solo c'è la giornata si e la giornata no ma che, siccome tutto scorre, cosi come noi cambiamo nel corso della vita, cosi cambia la nostra performance.

    Non c'è bisogno di avere un figlio per dovere venire a patti con se stessi, basta molto meno, un evento qualsiasi. Un raffreddore, una storta, difficoltà lavorative, problemi familiari, qualsiasi cosa.

    Se si inverte il ragionamento, puntare alla "perfezione" e cercare anche di mantenere un livello vicino alla perfezione, implica ridurre al minimo i cambiamenti che la vita quotidiana ti impone. E quindi ti devi estraniare il più possibile, devi vivere in una bolla in cui il "tutto scorre" viene limitato al minimo.

    Questo ti spiega come gli "eroi", per esempio gli sportivi professionisti, siano spesso scollegati dal "mondo reale", accuditi come larve da tutto un formicaio di gente che gli spiana la strada il più possibile.

    Gli antichi avevano un ideale di bello/buono che coincideva con l'idea della "armonia", cioè non puntare alla perfezione in una cosa ma alla armonizzazione di tutti gli aspetti materiali e immateriali della vita. Il corpo bello e sano non era un corpo da culturista ma un corpo "armonico" nelle sue proporzioni. Una personalità bella e sana era una personalità "armonica" in tutti i suoi aspetti.

    Quindi, secondo me va benissimo se si balla il tango "cosi cosi" se questo è funzione della armonizzazione con gli altri aspetti in quel preciso momento.

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    1. Dimenticavo: siccome la funzione primaria delle donne è partorire i figli, ne consegue che è assolutamente normale il fatto che le donne debbano conciliare la maternità con tutto il resto nelle loro vite.

      Non è colpa della società che non si impegna abbastanza per consentire alle donne di non risentire della maternità, è proprio la logica delle cose, come funziona l'universo. In natura le donne avrebbero i figli al collo e/o dentro se stesse ventiquattro ore al giorno e questa è una limitazione meccanica inevitabile. Infatti i due generi hanno specializzazioni diverse. Epperò tutto il meccanismo ha funzionato bene fino ad ora, visto che gli esseri umani vivono in qualsiasi habitat naturale.

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    2. Osservazion argute, Lorenzo. Grazie.

      > giornata si e la giornata no
      Questa e' una delle cose del tango delle quali mi sono accorto prima. Piu' volte usai la metafora delle montagne russe (ad esempio qui). Col tempo perdi un po' i picchi e le... forre.

      > gli "eroi", per esempio gli sportivi professionisti, siano spesso scollegati dal "mondo reale",
      > accuditi come larve da tutto un formicaio di gente che gli spiana la strada

      Gia'.
      In effetti.
      Diciamo che.. secondo me dipende anche dalle palanche che girano intorno allo sportivo. Da questo punto l'orribile genia di squallidi ed indegni formicolanti lecchini parassitini intorno a ricchi e potenti non e' affatto diversa.
      Comunque, sono ancora lontano dala "perfezione" e l'unico ritorno che ho e' la soddisfazione che ho dalle ballerine, i loro sorrisi e il loro ridere e che ora iniziano persino a trasgredire le convenzioni milonghere e ad invitarmi di persona (cosa che ha dei contro).
      > le donne debbano conciliare la maternità con tutto il resto
      [...]
      > il meccanismo ha funzionato bene fino ad ora

      Si', molto bene. Siamo 72.G e aumentiamo a una nuova Germania all'anno da cacciare nella costipazione esistente.

      Allora, cosa succede? Nei paesi nei quali le donne hanno funzioni interessi attivita' anche oltre quella materna, c'e una stabilita' se non una decrescita demografica.
      Nei paesi nei quali le donne sono reificate a fattrici sfornapargoli di proprieta' di qualche maschio, ci sono esplosioni demografiche di vario tipo.
      Se usi un atteggiamento biologico, naturale, allora eviti la chirurgia, gli antibiotici etc e perderai quattro o cinque dei sei o sette figli.
      Il problema e' quando si vive la "naturalita'" solo per alcune cose.
      Il pattern orribile, mefistofelico che io ho indicato con "antibiotici si', pillola no".

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    3. Sei un po' illogico.
      E' ovvio che lo stesso mondo che produce il computer produce anche tante altre cose, tra cui il controllo delle gravidanze. E' solo una questione tecnologica.

      Nello stesso tempo, il mondo che non produce il computer non produce il controllo delle gravidanza, quindi ogni donna fa dieci figli MA di questi molti muoiono prima dell'adolescenza (nella antichità i bambini non avevano un nome fino ai 13-14 anni) e quelli che diventano adulti vengono falciati sul campo di battaglia. Quindi anche qui il sistema è in equilibrio.

      Il meccanismo si è inceppato quando la tecnologia del primo gruppo è stata trasferita per scopi di "giustizia sociale" al secondo gruppo, per cui li non c'è computer, non c'p controllo delle gravidanze ma non c'è nemmeno la mortalità "naturale", da cui crescita demografica incontrollata.

      Nota a margine:
      Io ho smesso col Karate quando, causa problemi lavorativi, andavo agli allenamenti troppo nervoso e rischiavo di fare male agli altri e a me stesso senza motivo.

      Torno a dire, in un mondo ideale noi dovremmo cercare l'armonia, spostando i "pesi" che la vita ci accolla in modo che siano distribuiti nella maniera più adeguata. Per contro, l'approccio contrario secondo me è sintomo e insieme causa di malessere.

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    4. Poi, aggiungo: che le donne facciano figli non solo è giusto ma è necessario. In linea teorica se fai X figli significa che le risorse di cui disponi si devono dividere per X. Entro certi limiti non è un problema ingestibile. Chiaro che non funziona quando le risorse sono prossime a zero e X è grande.

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    5. > per cui li non c'è computer, non c'p controllo delle gravidanze ma non c'è nemmeno la mortalità "naturale",

      Ma questa cosa è stata voluta.
      Gli inquinatori cattolici (ma io conosco di stessi problemi anche cogli islamici) hanno proprio portato gli antibiotici ma non i profilattici, i diaframmi etc. .
      Non è che queste cose succedono per caso.
      Succedono perché sono volute.
      In contesti nei quali esiste già una demenziale attitudine all'incontinenza riproduttiva.
      Se vai a fumare in un pagliaio non è molto intelligente.

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    6. Voluta forse.
      Tu sai che io sostengo l'idea che sotto gli eventi epocali odierni ci sia un "piano".
      Però non saprei dire se quelli che siedono nelle segrete stanze e nei sancta sanctorum hanno la chiara visione delle conseguenze dei meccanismi che pongono in essere o se fanno degli esperimenti e poi aggiustano in corso d'opera.

      I bambini giocano con le formiche. Non si preoccupano delle conseguenze delle loro azioni al livello della formica. Non se ne preoccupano e non saprebbero nemmeno apprezzarle.

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  8. "Anche nel tango non si mangia gratis. E ciò vale anche per ego e narcisismo"

    Ma che vuol dire? Che se vuoi pompare il narcisismo devi fare fatica? Ti devi pure impegnare?

    Quindi tu vorresti dire che ti stai facendo un mazzo così per poterti esibire e pavoneggiare?

    Se (e sottolineo SE) è così, lascia perdere. In questo caso significa solo che stai provando a riempire il tuo IO con qualcosa che non sei, o non sei del tutto.

    Allora sì che devi iniziare a fare i sacrifici e rubare il tempo ad altre attività.

    Fai invece una cosa solo se ti piace e basta, senza dover dimostrare niente a nessuno. Vedrai allora che non sarà quella l'attività che ruba il tempo a tutte le altre...

    (se non ho capito niente, naturalmente, ignora quanto t'ho detto perché è persino banale)

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    1. Cosa vuol dire...
      Dunque... Vuol dire che la gratificazione dell'ego e' sicuramente un propellente importante del tutto. Sarei disonesto se non lo ammettessi.

      Io non so dirti quanta parte dell'ego ci sia in questo cammino milonghero.
      Comunque un motto noto e'
      "nel tango balli per te, per la ballerina, per il pubblico".
      Comunque, non e' affatto diverso dalla risonanza che alcune persone ed io hanno con... la gastronomia, con la cucina.
      Il ritorno gasa, pompa. Vedere le persone sbaffare oppure certi scettici convertirsi e stupirsi su nuovi gusti e... un razzo sul quale ti siedi.
      Diciamo che rispetto alla cucina, nel tango si passa dal razzo per fuochi pirotecnici ai razzi della serie Apollo.

      Grazie nottebuia anche per il tuo pertinente invito alla ragionevolezza.

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