giovedì 11 giugno 2015

Docce e ganzi



Ieri il bepidone ha  "rotto" un po'. Ormai sta decine di minuti sotto la doccia. Se la cosa positiva è che quando era piccino non si voleva fare la doccia, ora siamo passati a docce così lunghe che a momenti svuota l'acquedotto. L'altro giorno dopo i suo 20' di doccia io me la sono fatta in 3 o 4'.
Così ho pensato di estendere a lui ciò che io ho appreso da _zzz: d'estate si fa la doccia con la caldaia spenta. Se fai in fretta ti pigli acqua tiepida che diventa, passato qualche minuto via via pià fresca e fredda. Altrimenti te la fai fredda, se lungheggi almeno ti tempri. Non ne voleva sapere e alla fine... non si è fatto la doccia. Prima o poi cambierà idea. Gli ho detto che quando venne in Val Grande fece il bagno in un torrente gelato, non c'è motivo perché non possa fare una doccia tiepida/fresca d'estate.

Dopo un po' gli è passato il muso storto e la buona cena che gli ho preparato (e in parte ha è preparato perché ad un certo punto mi sono tagliato) ha riappacificato gli animi.
Mi confida alcune cose da maschi che... la mamma non deve sapere. Io gli offro il sostegno, lo sprone e anche dei suggerimenti e la serenità del maschile ed egli lo capisce. Voleva andare con amici in bici al torrente in valle alta, ho cercato di dargli un po' una mano sulla logistica. Gli ho detto che la mamma ha ragione e quel pezzo di strada che dovrebbbero fare, quando non ci sono cicliabili o alternative è veramente pericoloso, su quelle rette viaggiano come dei proiettili, basta che un* si distragga col cellulare e lo investe. Il fatto che gli avessi detto quelle cose io, uomo, padre, lo ha convinto. Con i suoi amici e il babbo di un suo amico hanno trovato una stradina alternativa, mi ha detto al telefono.

Ieri sera ha continuato a parlare. Insomma, ci sono dei suoi amici che alla sua età fumano come ... dei turchi. Un pacchetto di sigarette ogni due giorni.
Mah - gli ho detto - sai questi vogliono essere dei ganzi e invece sono dei coglioni. E più vogliono fare i ganzi e più fanno i coglioni. C'è un sacco di gente, non solo i tuoi amici, che fa così.
Probabilmente - ho aggiunto - avranno dei genitori fumatori.
Ci ha pensato un po' e ha confermato in parte. I problemi passano dai genitori ai figli e si tramandano.
Io sono molto felice con mio figlio, a  volte perfino troppo maturo e responsabile.

54 commenti:

  1. minchia, ti avrei ucciso mentre leggevo le tue stronzate sulla doccia. ma perchè vuoi imporgli la tua spartanità? anche io faccio la doccia in 3 minuti, ma è una mia scelta ! oggi l'hai convinto, domani ti sfancula e ha solo ragione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ieri mi ha quasi sfanculato.
      Tra quindici anni capirà.

      Elimina
    2. Esiste una dimensione educativa, Francesco? Oltre a fornire il necessario, i genitori hanno qualche scopo? Quale?

      Elimina
    3. Anch'io comprendo, visto che le bollette le pago da sola.
      Però non ci si può privare di tutto...

      Elimina
  2. Toglietemi tutto ma non la doccia.
    Hai idea di quanto ci mettiamo noi donzelle con i capelli super lunghi??

    RispondiElimina
  3. Anche io sono una da doccia veloce, da rubinetto chiuso mentre mi lavo i denti ecc. ecc. Ma non me l'ha insegnato nessuno né imposto nessuno. Probabilmente in parte viene da me e in parte da un apprendimento per imitazione. Ho notato, in quanto figlia, che molto spesso si ottiene di più con l'esempio muto rispetto all'imposizione/suggerimento.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io do l'esempio visto che... mi faccio la doccia con l'acqua fresca, d'estate.

      Elimina
  4. Perchè la sua dimensioen deve diventare la copia della tua? Io questo proprio non riesco a capirlo.
    Tu hai le tue fisse, lui ha e avrà le sue. Il fatto che non coincidano non signifca che lui è inferiore a te una brutta persona.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dove avrei scritto che mio figlio è "inferiore e una brutta persona"?

      Elimina
    2. Eè il messaggio che veicoli: docce lunghe cattiva persona, tifoso di calcio subumano, credente povero idiota se non pericoloso.
      A sufficienza da tentare in tutti i modi di modificare tuo figlio e tutti quelli che ti capitano a tiro.

      Elimina
    3. Io non so cosa significhi veicolare un messaggio, mi viene in mente la bottiglia col messaggio dentro, vicolo messaggio.

      Comunque i fatti sono:
      1. doccia lunga indice di mancanza di disciplina
      2. tifo calcistico indice di idiozia
      3. fede sinonimo di irrazionalità

      In persone che non hanno dei problemi mentali, tutte e tre le cose dipendono dalla educazione. Non credo che un padre dovrebbe volere un figlio indisciplinato, idiota e irrazionale. Poi tra un estremo e un altro ci sono infiniti stati intermedi.

      Elimina
    4. Appunto ci sono gli stadi intermedi. È la pervicacia di voler a tutti i costi una copia di sé che trovo insostenibile.
      Si è scritto educazione ma questo è decisamente troppo: no macchina (in inverno con la febbre), no riscaldamento, la legna obbligatoriamente da tagliare, ora anche la doccia fredda.
      Capisci bene che tra questo e "volere un figlio indisciplinato, idiota e irrazionale" c'è un abisso. Si può vivere così? Sì. Si deve vivere così? No.

      Elimina
    5. Per potere esprimere un giudizio bisognerebbe essere li con UomoCoso. E' difficile capire come sia effettivamente la sua quotidianità, cioè quanto penda verso l'indulgenza o quanto verso il maniacale, perché scrive in maniera un po' "dannunziana".

      In linea generale a me sembra che tutto il mondo contemporaneo faciliti o addirittura premi l'infantilismo e i tre comportamenti sopra elencati, indisciplina, idiozia, irrazionalità. Forse UomoCoso tende a iper-compensare oppure no, non lo possiamo sapere da lontano, solo leggendo quello che scrive.

      Elimina
    6. 1. doccia lunga dopo decine di indicazioni di essere breve indice di mancanza di disciplina
      2. tifo calcistico indice di idiozia (oltre ad un certo limite direi proprio di si')
      3. io sono agnostico visto che, matematicamente, non e' possibile negare l'esistenza di dei e, in generale, le prime leggi sono quelle della realta'. In ogni caso, non ho episodi di divieto.
      Quando volle fare la comunione, io gli chiesi perche' e mi rispose... per i regali. Sulla cresima poi si ruppe il cazzetto di andare a catechismo e non la fece. Su altre credenze come quelle ugualiste o panmixiste io gli espongo i miei pensieri, qualche cenno di storia, riflettere su scienza e conoscenza.

      E' del tutto ovvio che non e' una copia di me ne' lo deve essere.
      Sarebbe altamente assurdo che io non lo educassi o lo educassi in conflitto ai miei ideali, filosofia e valori.
      So che le puslioni masochistiche sono sempre piu' diffuse ma non e' il mio caso.

      Elimina
  5. Anch'io sono da docce veloci, figurati che non mi lavo mai i capelli sotto la doccia e mentre mi insapono o lavo i denti chiudo sempre l'acqua. A volte, soprattutto in inverno, devo ammettere che qualche doccia un po' più lunga del solito scappa, e va bene così. Nonostante io odi qualsiasi forma di spreco, in generale, devo dire che è una cosa che mi è sempre appartenuta, non c'è stato bisogno che me la imponessero o spiegassero, l'ho capito subito e da sola che era giusto così.
    Un po' di spartanità non fa male.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. > qualche doccia un po' più lunga del solito scappa

      Semel in anno licet insanire.

      Il problema è quando la trasgressione diventa farsi uno a due docce in un anno di qualche minuto invece di venti.
      Ancora, arbitrio e discernimento, uscire dallo schema "devo farmi la doccia da 26'" ovvero, trasgredire, cum granu salis, anche lo schema "devo farmi la doccia da 4'" (fresca d'estate).

      Elimina
  6. vita da camperista, la doccia si fa chiudendo ogni volta il rubinetto per insaponarsi, quando poi lo riapri per sciacquarti passano alcuni momenti prima che arrivi l'acqua calda e alla fine fai prima a rassegnarti e a farla direttamente con l'acqua fredda

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Charlie.
      Non lo sapevo.
      Ecco, un altro esempio di "spartanità edonista". :)

      Elimina
  7. La doccia fredda non la sopporto. Sarà che ne ho fatte troppe. Invece di tagliare l'acqua, si potrebbe mettere una sveglietta da cucina che programmi e fa driin dopo qualche minuto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A mio figlio lo avrò detto venti volte quest'anno, che deve abbreviare i tempi.
      Una soluzione di mezzo potrebbe essere... spegnere la caldaia dopo 4'.

      Elimina
    2. Oppure installare un riscaldatore solare. A differenza del fotovoltaico che ancora funziona male, riscaldare solo l'acqua è una tecnologia banale, efficace, dal costo ridotto. Sarebbe la versione sofisticata del bidone d'acqua nell'orto.

      Elimina
    3. Quando la caldaia arriverà a fine vita, monterò un campo solare termico e caldaia integrati.
      Questo, ovviamente, risolve parte del problema.
      Visto che la abnorme crescita edilizia della frazioncina ha messo in crisi il sistema dell'acqua potabile.
      Sabato, caldo torrido, la massa di coglioni idioti sio è messa ad irrigare i propri praticelli all'inglese che vengalorouncancro e siamo rimasti, mezza giornata senz'acqua.
      Il sistema ordinario è collassato per eccesso di richiesta.

      Elimina
    4. Per fare le cose fatte bene, in un mondo che non esiste, bisognerebbe usare l'acqua non potabile per innaffiare. Per esempio qui per l'acquedotto peschiamo l'acqua di falda profonda, che è acqua fossile, perché quella più vicino alla superficie è contaminata da solventi, metalli, eccetera, scaricati nei buchi in terra, per decenni, da tutte le fabbrichette. L'acqua di superficie, dato il molto minore uso che se ne fa causa dismissione delle grandi fabbriche e riduzione dell'agricoltura, è sovra-abbondante, fai un buco in terra e zampilla, infatti la metropolitana e diversi spazi sotterranei sono allagati. Meno qui dove abito che siamo in salita.

      In compenso si sta diffondendo il problema della legionella, un batterio che contamina gli apparecchi sanitari, di solito dove passa acqua calda.

      Elimina
  8. Trasmettere la sobrietà è giusto, prima o poi entra.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho impiegato alcuni anni a fargli capire che i due pezzi di corpo che ha sotto il bacino servono, oltre che per giocare a calcio, anche per spostarsi camminando. Ora va via che è una scheggia! :)

      Elimina
  9. Invece di accorciare le docce (o, se siete super, oltre ad accorciarle) si può diradarle. Oggi come oggi siamo un po' troppo presi da questo mito del "chi non si lava ogni tre per due è uno zozzone", perché non è detta. Sono molte le variabili che contribuiscono a determinare il grado di zozzeria, e la doccia è solo una di quelle.
    Quel che fanno tutti non è detta che sia la soluzione migliore. Qualcuno un tempo ebbe a dire: "Mangiate la cacca! Milioni di mosche non possono sbagliare." E' sicuramente una stupidaggine, ma fa riflettere.

    Lorenzo, la doccia fredda è più agevole se la affronti all'aperto nelle ore più calde delle giornate più afose. Nelle condizioni giuste diventa perfino un piacere. D'estate mi lavo nell'orto con l'acqua del pozzo, appendendo il tubo ad un ramo dell'albero di prugne -- una figata! Ovviamente senza detersivi, perché avvelenano il terreno. D'inverno poche, pochissime docce e frequenti lavaggi al lavabo e, soprattutto, al bidet.

    Nell'orto, se in estate si vuole una doccia a livello di ustione basta lasciare sotto al sole per un paio d'ore la "canna" per innaffiare prima d'appenderla al ramo dell'albero. Occhio, però, perché esce davvero calda!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dove vivo io non ci sono orti, pozzi, alberi di prugne. E comunque, anche li di tutte le cose della vita di cui si può fare a meno, l'acqua calda per me è l'ultima.

      Elimina
    2. Lorenzo, senza minimamente volerti prendere in giro (anzi, con la massima solidarietà), ti dirò che provo compassione per te. Nel senso che sapere di gente costretta a vivere senza avere accesso a "orti, pozzi, alberi di prugne" o cose similari mi intristisce davvero, perché la considero una condizione disumana.

      Elimina
    3. pensa che a me degli alberi di prugna non me ne frega un cazzo

      Elimina
    4. abbreviarle...
      La cosa buffa è che se l'era fatta il giorno prima e il giorno dopo (ieri) sarebbe andato in bici a fare il bagno in un torrente in valle alta.
      Solo che ora ha 'sta fissa adolescenziale "degli odori".

      Francesco, io apprezzo la tua franchezza.
      E quando mi rendo conto che ci sono miliardi di persone a cui degli alberi (da frutta) non frega un cazzo, mi rendo conto che siamo proprio fottuti.

      Elimina
    5. Una volta c'era la naja, poi l'hanno sospesa.

      MrCoso, ho scritto altrove che i posti dove vivo io e milioni e milioni di altri disgraziati sono l'inferno, è come vivere dentro un monumento alla sofferenza. Sono posti orrendi e disumani costruiti cosi apposta per creare un ecosistema orrendo e disumano che doveva avere un certo input e un certo output, cioè macinare immigrati meridionali e sputare fuori soldi e prodotto finito.

      Adesso nel tritacarne piano piano si stanno infilando gli immigrati africani e asiatici, cominciando dalle parti che fanno più male. E la manovella gira un po' a vuoto perché si sono rotti gli ingranaggi e a fronte della sofferenza umana in ingresso, dalla parte opposta non esce più tanto roba, ne in soldi ne in prodotto finito.

      Il tuo orto mi fa venire in mente quando da ragazzo vedevo gli anziani, molti venuti dal sud, che cercavano di ricavare un orto abusivo dagli spazi più improbabili. Ce n'erano alcuni appena sopra il bordo del Lambro fogna a cielo aperto, altri lungo le strade o tra le case, circondati da una barriera di filo di ferro, porte, pezzi di lamiera ondulata, cartelloni pubblicitari, qualsiasi cosa.

      Oggi sono abbastanza rari, mano a mano che quei vecchi sono morti, i loro discendenti non hanno più quella tigna paradossale. E poi la forza pubblica è più solerte di un tempo nel reprimere l'uso e l'abuso non autorizzato degli spazi.

      Mio fratello, che fa l'ingegnere, normalmente arriva alla lite col condominio ovunque vada perché insiste a piantare (disordinatamente) alberi da frutta e ortaggi in qualsiasi spazio libero, ce l'ha anche davanti la porta dell'ufficio. A parte l'hobby del giardinaggio, io lo interpreto come una reazione al mondo disumano in cui viviamo.

      Elimina
    6. Lorenzo, tuo fratello, in qualche angolino del cervello, conserva evidentemente alcune cellule sane. Penso che per lui ciò sia in qualche misura fonte di sofferenza o, come minimo, di malessere, di inquietudine. Francesco vive sicuramente meglio.

      Hai presente cosa succede agli arti cancrenosi? Inizialmente dolgono maledettamente, è il meccanismo col quale l'arto cerca di segnalare al cervello la necessità di fare qualcosa per sottrarsi al danno. Dopo, quando i centri nervosi sono completamente andati, si dissolvono nella putredine senza dare altri segnali a parte la puzza di cadavere. Ecco...

      Elimina
  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  12. Ahime'… io sono una da doccia lunga e quando rimprovero mio figlio che mi copia mi sento un verme. Lui mi dice "ma tu stai mezzora perche' io non posso? "… cosi' gli dico che la bolletta la pago io… e vuole la doccia lunga, gli ho spiegato, contribuisca anche lui. Ma ha solo 13 anni e che soldi puo' darmi, mica posso requisirgli la paghetta. Sono un pessimo esempio, lo so.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche i nostri figli ci educano.
      Io ora dovrò dare l'esempio, non potrò esimermi. E così è sempre stato.
      Io non gli ho mai detto "Vai a lavarti i denti" ma mi sono lavato i denti con lui.
      Non gli ho mai chiesto di fare dei lavori di casa stando seduto o polleggiando, ma gli ho sempre chiesto una mano, "visto che sono incasinato/indietro/non ce la faccio".

      Educare i figli con l'esempio ci permette di educarci.

      Elimina
  13. Quando abitavo tra i mitteleuropei di lingua tedesca, c'era in casa un sistema tale che lo scaldaacqua (a corrente) si accendeva e scaldava l'acqua solo di notte. Poi, quello che uno usava usava. Il marito mi usava quasi tutta l'acqua per la sua doccia? Io dovevo fare con l'acqua tiepida o fredda (fastidio!) Lavare i piatti? Lo fai con l'acqua fredda, visto che l'acqua calda non basta per due docce, e devi anche fare il bagno ai bambini e a loro, poco più che toddlers, non puoi fare il bagno con l'acqua fredda.
    Ti diro': la questione dell'acqua, che si poteva scaldare solo di notte per il sistema imposto, mi ha reso la vita più difficile, in quel periodo in cui dormivo poco e badavo solo a casa e bambini, non avevo tempo per nulla. Mi sono adattata, certo, lo facevo anche egregiamente, ma, se ci penso, mai più, mai più.

    Ora, qui l'acqua calda e' quanta ne voglio e non la pago nemmeno. E' bella calda come piace a me, volendo posso metterla tanto calda da farmi diventare rossa la pelle (a me la doccia piace calda, calda).
    Faccio docce lunghe? No. Se voglio sono rapidissima. Di solito, visto che non ho tempo, sono rapidissima. A volte pero' ci metto un po' di più. Ovviamente chiudo l'acqua quando non serve che stia aperta, ma, se mi devo lavare i capelli, so che non c'e' quella sensazione brutta di lavare con acqua fredda.

    Semplicemente, la limitazione forzata mi e' andata di traverso.
    Certo, a volte non c'e' altro sistema, ma anche, se uno e' scrupoloso e responsabile di suo, che gli venga imposto qualcosa come se fosse uno scemo fa fastidio.

    E, da ultimo, sbagliando si impara. Soprattutto nel caso dei ragazzi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora, si fa la doccia prima una volta tu ed una volta io.
      Mantenendola breve.
      Gaurda, la limitatezza di risorse è la più grande e straordinaria occasione educativa per l'umanità. E' per quello che gli homo sono sempre stati ostili alla realtà e ai suoi limiti.
      Adesso c'è l'ostilità al pareggio di bilancio, oppure l'ostilità alla reazione allo tsunami migratorio, ma sono sempre ostilità ai limiti e alla realtà.

      Come ecologista non concepisco che esista acqua calda quanto se ne vuole.
      Come è prodotta? Se tu usassi 6mc di acqua calda, quanta ne rimane in cisterna, falda? etc.
      Una volta ogni tanto è bello e giusto e persino ecologico se ti fa stare meglio, sfinirsi e lessarsi usando mille mila litri d'acqua.
      Ecco, una volta ogni tanto.

      > E, da ultimo, sbagliando si impara. Soprattutto nel caso dei ragazzi.
      Non ho capito.
      Quale sarebbe lo sbaglio?
      Quali le conseguenze (nel caso di docce lunghe)? come esse permetterebbero a loro di imparare cosa?

      Elimina
    2. 1) Io non uso 6mc di acqua calda. Stimo che, al massimo, utilizzo 1x0.4x0.15 m^3 ogni volta, ovvero: 0.06 m^3 (=60 litri) quando lavo i capelli e indulgo un po' di più'. Come lo so? Ma metto il tappo nella vasca, e guardo quanto si riempie, e stimo ad occhio... ma potrebbe anche essere molto meno.

      Mettete i tappi quando fate la doccia e misurate, gente, misurate! ah ah ah ah!

      2) Come e' prodotta l'acqua calda? Dalle caldaie del condominio, suppongo. Ignoro come venga riscaldata ma credo non a corrente. Forse, gasolio? Pannello solare? Una combinazione di entrambi?
      Posso fare altrimenti? No, sto in un condominio, tutto centralizzato.
      Quindi, che io consumi tanto, poco, ... non conta. C'e' una quota fissa.

      Sono d'accordo che non bisogna sprecare, e io sensibilizzo i miei bambini, le persone che mi sono accanto, etc. Io stessa cerco di ottimizzare.

      Poi: Dove starebbe lo sbaglio?

      Non in tutte le cose si ha un meccanismo in cui l'errore, il disagio, la cattiva conseguenza viene vista subito.
      Inoltre, essendo io figlia, oltre che madre, so benissimo che i figli hanno un periodo di opposizione a quanto dicono i genitori. E' comune a tutti, e' probabilmente qualcosa di intrinseco alla crescita e alla maturazione.

      Quindi sta a te: o idei un meccanismo tale che se fa la doccia lunga ha conseguenze brutte, disagi, subito, oppure (secondo me) fai bene a puntualizzare, ma il risultato più' efficace si ha (sempre secondo me) non obbligandolo, se non per ragioni davvero verificabili in modo contingente (ovvero: ti lascia senza acqua) e non cose fumose come "il bene comune".
      Il bene comune di chi? Il suo e' sicuramente quello di farsi una doccia gradevole.Magari accetterà' di accorciare i tempi per lasciarti acqua, per farti pagare di meno, etc... qualcosa che involva te, non "il futuro, l'umanità'..."

      Questo e' il mio parere.
      E, essendo stata una che da piccola si beveva le favole "umanità', bene comune, etc" e poi vedo che do' molto più' di quello che prendo, penso che ai miei figli devo insegnare ad essere pratici a a volere il loro bene, prima di tutto, e poi quello delle persone che sono vicine e sono legate a loro. Alla fine, "la famiglia", "il clan", etc.

      Ma, appunto, e' la mia opinione.
      Tu, con tuo figlio, non devi rendere conto a me, ma a te stesso e a sua madre e a lui.

      Elimina
    3. Aveo usato il congintivo

      > Se tu usassi 6mc di acqua calda

      Prendi un sistema e cerchi di capire cosa succede al contorno.

      > Il bene comune di chi?
      Questo è il più grande paradosso, proprio il fallimento dei commons, storicamente noto.
      Il suo corrispondente viene detto, economia dell'estinzione (si basa sul modello di disponibilità di risorse sempre più limitate, come rinoceronte o tonno rosso) e cosa succede ad esse, al loro mercato.

      Come responsabilizzare le persone? Le persone come si responsabilizzano? il fatto che l'acqua calda finisca e poi sia fresca/fredda oppure che sia fresca fin dall'inizio è una responsabilizzazione piuttosto efficace.

      Grazie bulutn per i tuoi interventi. Molto apprezzati! :)

      Elimina
  14. Bravo Uomo che ti impegni a fargli apprendere il valore delle comodita' che diamo scontate!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara fiera Apuana.
      Mi fa piacere che ottenga sostegno da te. :)
      Baci!

      Elimina
  15. A Francesco che non frega un kazzo degli alberi gli darei da mangiare un tocco di cemento!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo esistono miliardi di persone che ormai sono completamente sradicate dalla terra.
      La cosa buffa e' che tali persone non si nutrono, ad esempio, di proteine del petrolio, di granuli di polietilene, non vanno in vacanza in una raffineria o in uno di quei non luoghi artificiali che creano o nei quali lavorano.
      Questi desiderano la marmellata di albicocche nel cornetto, oppure di andare in vacanza in una cala o in un mare pulito, mangiano un pollo invece delle petroproteine, desiderano farsi una doccia con l'acqua trattenuta da ontani, carpini etc. .
      Magari chiedi loro da dove viene la bistecca, ti risponderanno :- dal supermercato!

      Elimina
  16. Ma vivere cosi è come vivere una non-vita, una vita artificiale, l'apoteosi dell' ipocrisia!
    Faccio fatica a crederci, ci credi?
    Perché se dovessi convincermi farebbe troppo male!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A cosa ti riferisci, Silvia?
      Non capisco.
      Credere a cosa?


      Il soggetto sottinteso... eleganza e ambiguita'.
      -> Perché se [io] dovessi convincermi farebbe troppo male!
      oppure
      -> Perché se [tu] dovessi convincermi farebbe troppo male!

      Elimina
    2. Credo intenda che non crede che ci sia gente a cui non importa degli alberi.

      Nel nostro caso abbiamo a che fare con Francesco che per motivi suoi personali ogni tanto sostiene posizioni ovviamente paradossali, come il fatto che Milano sia un bel posto dove si vive bene. La tesi sarebbe che, appunto, tutto quello che serve lo trovi al supermercato, in casa servono serramenti e muri spessi per tenere fuori il rumore, un impianto di filtraggio, umidificazione, condizionamento e ricircolo dell'aria e un bell'arredamento. Che poi ci sia un albero, tanto non guardi fuori dalla finestra, chissenefrega. Quando esci ti infili in macchina, guidi dentro un tubo, scendi ed entri dentro un altro habitat condizionato.

      Se Francesco non sostenesse questa tesi, primo, non potrebbe vivere dove vive, secondo probabilmente dovrebbe mettere in discussione tutta una serie di altre cose, per esempio come spende la sua giornata tipo. Perché il meccanismo lavoro-guadagno-pago-pretendo che è la ruota del criceto nella quale tutti quanti noi corriamo, potrebbe sembrare un gioco privo di senso.

      Penso che quelli di noi con un po' di sanità mentale ogni tanto pensino necessariamente a mollare tutto e andare a vivere in campagna.

      Elimina
    3. Disamina esauriente ed esatta, grazie Lorenzo.

      Elimina
    4. Il discorso che fa Lorenzo si rifa alle parole dell'architetto Salingaros che nei suoi scritti diceva che l'alienazione umana inizia dai luoghi dive viviamo e dall'inserimento nei meccanismi della società consumistica. Lui criticava in particolare i grattacieli. Inoltre Salingaros rivaluta giustamente il ruolo della città tradizionale con la piazzetta, la chiesa e il parco come centro di aggregazione umana. Da li Salingaros considera l'ordine architettonico moderno come uno strumento di dominio delle elite mondiali , dominio che si è sviluppato da una parte con il comunismo e la sua logica architettonica e dall'altra con quella dell'attuale societa capitalistica consumistica. ( Lui odia Le Corbusier, l'ideologo delle periferie delle grandi città). Il fine dell'architettura moderna è quella di creare un sistema spaziale che riduca al minimo le relazioni sociali creando individui nevrotici e isolati, creando una cultura basata sul consumo sfrenato e allontanando l'individuo anche dall'ambiente,la logica del pollo da batteria.

      Elimina
    5. Esattamente. Non serve rifarsi a grandi pensatori, basta osservare.

      Elimina
    6. Io provo un razionale odio per il (post)modernismo che consiste nel detestarne l'(anti)estetica modulare (interessante l'articolo di Ugo Bardi
      su estinzione vs. termitai eusociali per la specie.

      Avevo postato titolo esplicito, Pronto per il tuo funerale - 2, immagini di uno dei molti casi di eucostipazioni cinesi, Kowloon.

      Ma questo, per tranquillisti, benaltristi, crescististi senza se e senza ma, non si può dire.
      Il tumore cresce, cresce, ma non si può criticare che cresca e che sia un tumore.

      Elimina
    7. Io torno a dire che non è una questione di strumenti, di tecnologie, è questione di come vengono impiegate. Vengono impiegate nella maniera che vediamo per due ragioni, primo perché c'è uno schema generale a cui accennavo sopra da cui non si può uscire senza scatenare una reazione a catena che palesa l'assurdità delle nostre vite, secondo semplicemente perché gli "operatori del settore" per la maggior parte sono inadeguati. Le persone che decidono, che progettano, sono culturalmente e tecnicamente inadeguati all'incarico, da cui livelli catastrofici di mediocrità generale con vette di aberrazione qui e li.

      Elimina
  17. Povero giovine FigliodiUomo che molto probabilmente usa le lunghe docce per masturbarsi. Così mi inibisci del sano onanismo, Man! (e benritrovato) Marco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ueilaz, Marco.
      Come stai?
      Va bene la tua attiivita' bella in Romagna? :)
      Le pugnette, dici!?
      Ahaha

      Elimina

Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.