lunedì 23 luglio 2018

Con poco

Iniziati i lavori, primi imprevisti, è necessario apportare delle modifiche in corso d'opera.
Sono andato a vuotare plastica e vetro-metalli alle campane, temperatura fresca, è asciutto e gradevole. Pensavo alle belle cose di _civa, al fatto che era meglio di _mlero in varie cose (così la storia è durata il doppio, un anno invece di sei mesi) e, ciò nonostante, non mi sono innamorato. Peccato, come persona era molto gradevole anche se... non poco catorcia.
Camminavo, nel silenzio di questa frazione, osservavo con sommo piacere querce e noci e tigli e frassini e carpini e pini neri e pioppi che sono floridi, quest'anno, crescono rigogliosamente col fogliame fitto e verde, l'anno scorso erano già giallastri e mezzi defogliati, dopo due anni di orribile, nefasta siccità dai quali si differenziano le ultime tre stagioni ricche di precipitazione e di questa splendida e temperata estate italiana.
Io adoro questo angolo di verde Appennino, sono felice di questa solitudine serena, interrotta dal tango e da qualche bella amicizia. Forse mi accontento con poco.
Mi dicono :- Nove settimane di ferie, chissà che super vacanze che farai!
Vacanze!? Qui nell'ameno paesello, che sono proprio felice di questo angolo di paradiso.
Anche i miei fiori vanno meglio, quest'anno.

26 commenti:

  1. Io esco di casa, giro per i quartieri e inevitabilmente concludo che devo scappare di qua.

    Nascondendo i problemi sotto il tappeto si stanno preparando una serie di bombe. Immense periferie come discariche radioattive che nessuno sa come bonificare. Umanità "meticcia" che brulica senza un costrutto, una direzione, dei riferimenti se non i modelli irraggiungibili del "successo" della pubblicità.

    Ma la cosa peggiore è la distorsione e la perversione delle coscienze. Una umanità brutta e insensata che concepisce solo il brutto e l'insensato.

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    1. Venendo all'edilizia.
      Si costruisce poco o nulla di nuovo (o recuperato). Milioni di persone sono convinte di avere in mano un bene di valore, un investimento, quando hanno solo un costo, una spesa.

      E' un argomento su cui vige la più assoluta omertà, ovvero la caduta verticale del valore degli immobili, che in realtà continuerà a cadere perché effettivamente la maggior parte degli immobili italiani andrebbe demolita. Non ristrutturata o "messa in sicurezza", demolita, rasa al suolo.

      Sopra i milioni di immobili da demolire ci sono altri milioni di immobili che sono "sul mercato" a 10 quando in realtà il loro valore è 2 o 3. Con collegato tutto il mercato dei "mutui" e del "risparmio", la famosa "ricchezza delle famiglie italiane". Vai a dire ad una persona che si è indebitata per 10 che in realtà il bene adesso vale 2 e quindi deve pagare 8 alla banca per nulla. Gli conviene lasciargli la casa, piuttosto.

      Poi scenette surreali, tipo io "guarda quella casa", il mio interlocutore "bella!", io mi giro con gli occhi sbarrati perché la casa è una cacofonia di angoli sghembi, finestre da porto di mare, guglie alpine, balconi in calcestruzzo e un bell'intonaco color salmone. Ecco. Immaginiamoci come deve essere una casa "brutta".

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    2. Quando mi laureai a Milano l'unica cosa certa è che NON avrei MAI lavorato in quella città né nella conurbazione che la circonda.
      Si tratta di centinaia di chilometri quadrati nei quali l'artificializzazione, l'alienazione, l'omologazione non hanno eguali.
      L'umanità brutta e insensata vive nel brutto e insensato e concepisce solo il brutto e l'insensato e ciò comporta aumento delle brutture e ulteriore perdita di senso.
      Come sapete, ho attraversato di recente, la conurbazione della Toscana settentrionale, questa volta nella valle dell'Arno e ho visto livelli di brutto e insensato che pensavo esistessero solo in certe aree padane.
      Il brutto e insensato aumenta, contribuisce all'entropia ambientale e quindi umana.
      La soluzione, possibile solo ad alcune persone benestanti, di avere un tentativo di residenza con spazio, verde, parchi, aree non funziona, perché tutto intorno ci sono chilometri e chilometri di degrado, orribile, squallore.
      Decisi nel '97 di trasferirmi qui.
      Assistetti, per 10 anni, alla devastazione edilizia speculativa di questo che era un angolo di paradiso, uno dei regali tossici dell'euro, una liquidità abnorme che ha favorito le peggiori cose.
      Si fermò nel 2009 in seguito alla B E N E D E T T A crisi.
      In questa frazione ci sono decine di appartamenti vuoti. Grazie a Dio, il folle, aberrante piano di realizzazione di centinaia di altri appartamenti, secondo piani di crescita tumorale stabiliti dai pidiossini, sono naufragati, alcun aree sono tornate agricole.
      L'urbanismo ha fatto e fa il resto.

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    3. La mia abitazione, mi dicono, come le altre, sul mercato ora è a circa metà del prezzo alla quale la acquistai.
      Non avendo alcuna intenzione di venderla, essendo l'unico immobile che possiedo e nel quale abito tutti i giorni, non me ne frega un belino.

      Quando ero iracondo con la follia del tumore edilizio, mi davano dell'ambientalista, del luddista e altri epiteti cretini. Io li compativo, dicevo loro che ogni nuova abitazione realizzata, ogni nuovo capannone era un mettere le mani furtivamente nel portafogli dei proprietari di abitazioni e capannoni. Non capivano, mi davano del pazzo, 'sti coglioni.
      Ora me la rido io.

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    4. UCoso, spero ti renderai conto che il mondo non inizia e finisce con UCoso. Un conto è dire che casa tua si è deprezzata della metà, un altro conto è dire che TUTTE le case nelle quali le famiglie italiane hanno investito risparmi generazionali, in molti casi contraendo prestiti per i quali stanno ancora pagando le rate, si sono deprezzate della metà.

      L'idea di non vendere se proprio non sei costretto ovviamente ce l'hanno tutti. Questo però implica l'immobilizzazione del mercato immobiliare. Cosa che è deleteria per due ragioni, la prima è che l'edilizia è il settore a più basso contenuto tecnologico e che assorbe la manodopera meno qualificata, della quale ne abbiamo a bizzeffe e continuiamo ad importarla. L'edilizia ha anche un indotto enorme, dai materiali ai manufatti. La seconda ragione è che se l'edilizia si paralizza, il patrimonio immobiliare DECADE e questo, oltre a spostare progressivamente l'Italia verso il Terzo Mondo, è anche un problema di "sicurezza" o di "salute pubblica" rispetto a tutte le sfighe che ci portiamo dietro, dai terremoti alle inondazioni, passando per le epidemie.

      Insomma, siamo seduti sopra una doppia bomba che ticchetta, una bomba che contiene l'esplosivo del fallimento delle banche con tutto il sistema dei prestiti in cambio di beni il cui valore è diverso da quello stimato o zero o anche negativo e l'esplosivo del progressivo decadimento fisico di città e paesi fino a scenari post-atomici.

      Nota che di questa faccenda ovvia e banale voi "pseudo-ecologisti" non avete nemmeno la percezione. Mi viene in mente la figura volutamente paradossale della signora che pianta i fiori nella buca in mezzo alla strada, che però secondo me non comprende tutte le conseguenze.

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    5. Considerazione tecnica.

      Una casa degli anni Settanta che mi costa 2300 euro l'anno di spese, la maggior parte per il gas e il riscaldamento, una casa a cui poi devo mettere mano per cambiare sanitari, tinteggiare, verificare impianti, eccetera, me la vendono a 130 mila.

      Una casa nuova, ancora in costruzione, in classe A, con pompa di calore e pannelli fotovoltaici e per l'acqua calda indipendenti, me la vendono a 170 mila. Senza contare che al quarto piano mi costa 200 euro in più al metro.

      E' ovvio che la casa degli anni Settanta è un non-senso economico. Peccato che quel tipo di edifici costituiscano il 99% del "parco", per esempio della città di Milano e immensa periferia.

      Infine, nota che c'entra e non c'entra.
      Le alzate di ingegno tipo andare ad abitare in campagna te le puoi permettere fino a quando sei completamente autonomo. Quando ti capita di fare la fila all'ospedale e ti suggeriscono l'ipotesi di malattia letale e/o invalidante e non puoi affidarti a nessuno che si occupi di te, tutta la logica improvvisamente cambia, si inverte. Perché vivere in campagna quando hai qualche menomazione implica l'alternativa tra una logistica insostenibile oppure accettare il destino come facevano i vecchi una volta.

      Questa è la ragione dell'abbandono dei famosi "borghi". Nel mio caso ho scoperto di essere troppo vecchio e lasciato a me stesso per potermi permettere scelte eroiche che pure vorrei fare. Mi piacerebbe alzarmi e vedere le montagne fuori dalla finestra, invece mi sa che andrò in un mega-condominio che però al piano terra ha negozi e supermercato e dal quale posso andare in centro paese a piedi. Dalle finestre vedrò il palazzo dall'altra parte della strada e non ho scelta.

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    6. Nel paesino dove vivo c'è un piccolo condominio con al piano terra un minisupermercato che ha tutto l'occorrente per il vivere quotidiano, dal prosciutto ai detersivi e oltre; al primo piano di quel condominio un medico generico ha allestito il suo ambulatorio, nel quale presenzia per cinque giorni alla settimana; nel vecchio stabile di fronte c'è l'ufficio postale; a duecento metri c'è una filiale di banca; a 5 km c'è un megaospedale con pronto soccorso e reparti di ogni tipo (con tutti i pregi e i difetti degli ospedali italiani, ovviamente, però è lì); dalle finestre del retro puoi adocchiare l'inizio di una qualche forma di "campagna" agricola a 500/600 metri di distanza; in un quarto d'ora di bicicletta ti puoi proiettare là dove comincia la campagna vera. Poi, per la carità, ci sono anche la discarica consortile, un mega stabilimento chimico e varie altre attività pseudo-industriali alcune delle quali in modalità ammazza-tutti-che-nessuno-ti-dice-niente, ma credo che anche così si sia migliaia di metri di quota al di sopra della condizione media di certe aree lombarde (e non solo). Scappa. L'Italia offre ancora (per ora) alcuni angoli dove sopravvivere è meno arduo.

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    7. Dimenticavo la farmacia, al piano terra di quel condominio di tre piani, a fianco al supermercato e subito sotto all'ambulatorio medico.

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    8. Ci sono dei giorni in cui faccio più fatica a sopportare la gente che cerca di proiettare ombre troppo grandi.

      Io non ho scritto che la ragione che ti fa ribaltare l'ottica è la distanza dal supermercato.

      Ho scritto che quando il medico, non importa dove abbia l'ambulatorio, ti dice che devi fare l'esame Pincopalla e poi portare l'esito allo specialista Vattelapesca, che potrebbe essere X o Y o Z, con conseguente morte, amputazione, grave menomazione fisica, in quel preciso momento fai la valigia, come fanno TUTTI I TERRONI e ti rechi presso il migliore ospedale che riesci ad immaginare e preghi in ginocchio il primario della specialità in questione di occuparsi di te, per non fare la fila al centro prenotazione.

      Questo fenomeno non solo ridefinisce l'abitare e il vivere, in Italia crea la famosa transumanza dei malati e dei loro familiari. Quando mia mamma è stata operata nell'ospedaletto locale per frattura del polso, a fianco c'era una signora venuta dalla Calabria col marito per farsi operare alla spalla. In un ospedaletto da due soldi, eh. Immaginati cosa deve essere dalle sue parti.

      Il fatto che tu non lo abbia mai sperimentato è una bella fortuna ma ti do una brutta notizia, come per la faccenda che IMMAGINI DI AVERE IL DIRITTO DI DECIDERE, anche qui è solo questione di tempo prima che tocchi anche a te andare ramingo di bancone in accettazione, cercando qualcuno che ti dia retta.

      Che poi, oltre alla urgenza, c'è tutta la parte prima, durante e dopo. Perché più il disturbo è serio, più è costante e impegnativo il cosiddetto "follow up", cioè quello che segue.

      Ma siccome io non auguro a nessuno il male, facciamo un caso relativamente innocuo. Una persona a caso mentre fa le piroette al suono di una musichetta noiosa, guarda un culo, si distrae e si rompe i legamenti del ginocchio.

      Adesso vediamo come si risolve il problema dei legamenti del ginocchio, prima, dopo, durante, abitando da soli nell'eremo.

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    9. Nel caso autobiografico, io una volta sono stato operato, ero nel letto immobilizzato e tutti, amici, fratelli, madre, cugini, chiunque, mi hanno piantato li da solo per una settimana, perché avevano da fare, qualcuno partiva per Praga, cose cosi.

      Al che io ho dovuto fare come Rambo, rattopparmi da solo e trascinarmi fino al cesso i primi giorni poi raccogliere le forse e scendere a comprare qualcosa da mangiare.

      La seconda volta che ti capita, che devi andare in bicicletta a farti operare, tornare a casa in bicicletta e finisce l'anestesia e inzi a pedalare a zig zag, capisci che è LA REGOLA. Da cui, se sei nell'eremo, è sempre possibile ma più difficile.

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    10. Comunque, il succo del discorso era che l'edilizia nel suo insieme è una bomba inesplosa che ticchetta. Tutti lo sanno ma si fa finta di niente. Perché le microfibre avvelenano la vita marina.

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    11. Loracolo, ti è sfuggita la frase "a 5 km c'è un megaospedale con pronto soccorso e reparti di ogni tipo". Anche non avendo mezzi propri, ci arrivo prendendo l'autobus a venti metri da casa, che mi deposita di fronte all'ingresso.

      Sono certo che ci sono zone della mitica Milano dove la distanza dall'ospedale supera ben bene i cinque chilometri, per di più da percorrere in un disastro viario a confronto del quale il caos che c'è dalle mie parti è il paradiso (conosco quel caso, fino a una ventina d'anni fa ero meno allergico e, di quando in quando, prendevo il treno per andare proprio a Milano, Torino o Genova; tre posti così irrazionali da risultarmi insopportabili, degni della nota cura ideata da Cameron in un suo film).

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    12. Promemoria. Queste sono tue parole: "mi sa che andrò in un mega-condominio che però al piano terra ha negozi e supermercato".

      Comunque, ho capito il tuo punto e non ne nego certo il peso!

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    13. > TUTTE le case nelle quali le famiglie italiane hanno investito risparmi generazionali,
      > in molti casi contraendo prestiti per i quali stanno ancora pagando le rate, si sono deprezzate della metà.

      In questo diario ho una "colonna" (categoria) relativa al consumo di territorio che trattava la ABERRANTE sciagura del tumore edilizio dovuta alla speculazione.
      Grazie a Dio dal 2009 questa dissipazione folle di una risorsa prexiosa e non rinnovabile per ciarpame e bruttezze cementizie e catramitiche si è in.parte arrestato.
      Cosa succede ad un mercato del lavoro se vi sono catapultati milioni di lavoratori stranieri?
      Cosa siccede al prezzo degli.immobili se ne vengono costru milioni di.nuovi, scadenti e orribili vuoti e invenduti?
      Cosa succede se otto milioni di ettari della terra migliore e più scatsa NON producono più annualmente ricchezza?
      E molte varie altre questioni.

      Lacrime di coccodrillo.

      Ora sento Salvini e il PD che sono tornati a martellare con quella insensatezza sfasciacassepubbliche della TAx Val di Susa.
      Prego leggere l'ultima pagina di http://fardiconto.wordpress.com.

      La miopia ingorda che causa problemi enormi e senza soluzione.
      Già.

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    14. L'unica ediluzia sensata è quella dell'abbattimento di milionidi ecomostri e ciarpame abusivo e quella dell'abbattimento e rifacimento di milioni di edifici mediocri.
      Non un solo metro quadrato di terreno verde deve essere ulteriormente distrutto!

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    15. Non mi è sfuggito niente.
      Aspetto che tu mi spieghi come fai a camminare 5km avanti e indietro con un ginocchio coi legamenti rotti.

      Se mi dici che vai col taxi, allora l'ospedale può essere anche a 50km, non deve essere a 5km. Peccato che (spero) tu non hai esperienza delle ricadute del passare degli anni, tipo che devi andare a prenotare visite, a fare visite, eccetera, DI CONTINUO e farlo col taxi ti richiede lo stipendio di un calciatore.

      Nel mega condominio alla fine non ci andrò perché la trattativa è saltata.

      UCoso, leggo sulla Pravda-Corriere che una casa a Milano che nel 2008 costava 100, adesso costa 78, ovvero perdita di valore del 21-22%.

      Oggi mi contattano da una agenzia immobiliare, poi scriverò un post su quel mondo incredibile e infernale. Mi propongono una casa del 2008 a 2700 al metro. Io gli dico, scusate, nello stesso posto vendono case nuove al 2500 al metro, classe A eccetera, voi mi vendete una casa ristrutturata in classe D a 2700? Capite che c'è qualcosa che non va? Risposta, si hai ragione ma il proprietario l'aveva pagata 270mila e adesso la vuole vendere a 175mila. Condoglianza ma significa che stiamo contando le ore allo scoppio di un'altra crisi tipo Lehman&Brothers.

      L'abbattimento CHI LO PAGA?
      Sopratutto, chi va a dire alla gente che paga rate e interessi che pensava di avere in cassaforte X e invece ha Y che tende a zero?

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    16. Vorrei avere voglia ed energia che non ho per fare un documentario su Milano, periferia nord e Brianza, che è l'area che conosco meglio. Vita morte e miracoli.
      La cosa che per me è la più impressionante è la totale inconsapevolezza della gente, anzi, anche la convinzione di vivere nel migliore dei mondi possibili.

      Avrei anche un esempio con tanto di fotografie ma evito il caso personale.

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    17. > fai a camminare 5km avanti e indietro con un ginocchio coi legamenti rotti

      Ma anche abitare in una città/metropoli/megalopoli non ti assicura di essere vicino ad un ospedale/centro medico o di avere servizi adeguati per arrivarci, Lorenzo. Anzi, più gli ammassi umani andranno in direzione delle megalopoli e meno saranno gli ospedali, solo per le classi abbienti e via via più lontani, remoti, non solo nel senso spaziale, geografico, fisico del termine.

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    18. Nel pieno della catastrofe tumorale edilizia speculativa c'era una sorta di liquidità impazzita (anche) nel settore immobiliare. Da questo punto di vista una certa stasi, il contrario, potrebbe essere un buon segno.

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    19. Non ci capiamo. Io non invento niente nemmeno qui. Raccontava LupoLibero che nell'area tra la sua tenuta e il lavatoio da cui attinge l'acqua c'è un gruppo di case abbandonate di recente. Case che avevano tutti i servizi essenziali come la corrente elettrica ma che non erano collegate da una strada carrozzabile alla strada principale, per la ragione (risibile a mio avviso perché secondo me è illegale) che bisognerebbe attraversare un altra proprietà per effettuare detto collegamento.

      Quando vivi in una zona rurale è ovviamente tutto più scomodo e questa scomodità la superi se le persone cooperano. Ma se sei da solo, per qualsiasi ragione, la scomodità a lungo andare diventa insostenibile perché da giovane sali le scale due gradini alla volta, da vecchio non riesci più a scenderle.

      A questo aggiungiamo tutti gli ovvi corollari. Nelle zone rurali è difficile procurarsi il pane con un lavoro (te lo procuri coltivando la terra ma come dimostra LupoLibero è difficile comprare una macchina producendo e vendendo nocciole), è difficile conoscere gente nuova perché non c'è, una volta esistevano i sensali che giravano i paesi a combinare matrimoni, eccetera eccetera. Figurarsi oggi che a tuo figlio se gli spegni il furbofono gli viene una crisi isterica.

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    20. Qui secondo me non riusciamo a capire il mondo per come è stato ridisegnato. Una volta dei vecchi si occupavano i parenti. Oggi se ne occupano le badanti. Un conto è se la badante abita nei pressi e viene e va facilmente coi mezzi pubblici o altrimenti, un altro conto è se la badante deve trasferirsi in un eremo e condividere l'eremitaggio per forza maggiore. Una volta i bambini andavano a scuola camminando per chilometri nella neve. Da soli. Adesso li devi portare col SUV fino sulla porta della scuola. E li devi portare alla festa dell'amichetto e li devi portare alla partita di calcio, eccetera. Un conto è se tutte queste cose avvengono in un raggio di tre chilomentri, un altro se sono trenta, un altro se sono trecento.
      E via via.

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    21. Il risultato lo vediamo, ovunque nel mondo, la gente si raggruppa nelle città che poi diventano aggregati di città e quindi metropoli.

      Ma il guaio, lo ripeto sempre, non è la metropoli in quanto tale, è che tutto quello che ho scritto non viene progettato, realizzato, gestito, si lascia che avanzi come una frana, una catastrofe che crea e distrugge. Perché da una parte nel caos c'è posto per tutti, dall'altra le "elite" fanno passare tutti noi dal tritacarne per convenienza.

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  2. Forse non ti sei innamorato perche' col tempo sei diventato (come naturale) piu' selettivo ed esigente (?).
    Cmq l'innamorarsi e' una cosa talmente inaspettata... che come si fa a ragionarci su?

    Mi definisci il concetto di "non poco catorcia"? :-D

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    1. Gli Zadra spiegano, nei loro libri sul (neo)tantra, i meccanismi per i quali ci innamoriamo. Devo dire che... non mi ricordo più quella spiegazione chiara ma articolata.
      Non è una questione razionale ma di psicologia profonda nel senso che sfugge il livello oggettivo che controlliamo.

      "non poco catorcia" significa che, per il due terzi del tempo, se non i tre quarti, _civa non stava bene per vari malanni, dalla cistite, alle malattie da raffreddamento, spossatezza, problemi digestivi e gastrointestinali, etc. .

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  3. I fiori in ottima salute, anche per merito del bravo Uomo giardinicolo!

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    1. Le lobelie mi sono schiattate tutte, nonostante un secondo riacquisto e aver tentato di metterne alcune in zone meno solatie. Frustrante.

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