lunedì 30 luglio 2018

Turchese, grigio... fiaba!

Saremmo dovuti andare in alto. Ma, causa caldo, siamo stati in basso, vicino all'acqua, nel bosco. Con le acque cristalline, il bosco fresco e rigoglioso, poi quella insenatura che avevamo chiamato Cala Turchese.
Finita la giornata a vedere un palazzo signorile (erano notai) di montagna. Un posto splendido, ben restaurato con fondi europei, e tenuto male, con siepi di bosso non potate, rifiuti qui e là, cose mezze finite. Le frazioni adiacenti non sono tenute bene. Osservo che il cialtronismo è  diffuso.: non costa nulla portare due bottiglie di plastica nella campana lasciate nella foriera dai soliti incivili oppure rimettere a posto due coppi sul tetto oppure finire le cose, manutenerle.
Eravamo affamati e siamo capitati in una sagra... del cervo e del cinghiale. Ah, che squisitezze! Peccato per i piatti di plastica: quel luogo è attrezzato, c'è la un edificio funzionale detto Pro Loco, ci starebbe una bella lavastoviglie... Mangiare cibi così squisiti nella plastica è degradante, umiliante per gli avventori, per i cuochi, per le leccornie preparate. L'USA&getta è semplicemente incompatibile anche con la qualità della vita, non solo con l'ambiente e il buon gusto.
Poi ancora in un castello delle fiabe incantate, avevo indicato la strada lunga. Nel castello delle fiabe incantate era finito un concerto, il silenzio, poche persone rimaste, ci siamo infilati al volo, per una visita, con gli occhi grandi e voraci, di stelle, di archi moreschi, di pareti storte, di ippogrifi, con il firmamento e la Grande Bellezza che ci rapiva.











49 commenti:

  1. Se pensi a cosa c'è dietro a quella (pur reale) bellezza rimetti le cose in prospettiva e ti passa subito la poesia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. (il riferimento è al palazzo signorile, non al lago)

      Elimina
    2. Dietro la Bellezza c'è impegno, genio, creatività, sacrificio, come dietro ad ogni cosa di valore.

      Elimina
    3. Falso, dietro la bellezza ci sono Arte e Scienza.
      Ovvero la sapienza di chi fa le cose con le mani e la sapienza di chi studia l'argomento.

      Contrariamente alla vulgata, la bellezza tutto può essere tranne che "spontanea" o "naturale".

      E qui ricadiamo nel solito discorso anti-specista. Non solo la bellezza in termini umani è tecnologica ma anche se prendiamo in considerazione i fiori o le conchiglie, quella bellezza deriva da milioni di anni di evoluzione, dove per evoluzione si intende la eliminazione di tutti gli individui meno adatti e il "premio" per quelli meglio dotati. Che è un metodo più spietato di qualsiasi cosa messa in atto dall'Uomo, solo che è cosi lento nel cambiare il contesto che noi non lo percepiamo.

      Elimina
    4. Forse non è chiaro. Leonardo era un bambino "dotato" e presumibilmente anche un po' strano. I suoi familiari, famiglia di notai se non ricordo male, decisero di avviarlo alla carriera dello "artista".

      Con in testa il condizionamento degli anni Settanta noi pensiamo all'artista come il genio sregolato, che si fa di droga e con un guizzo inconsulto produce l'opera d'arte.

      Invece Leonardo andò a vivere in una specie di convitto con altri ragazzi presso la bottega del Verrocchio, un "artista" affermato all'epoca. Il padre PAGAVA per la sua istruzione. A bottega Leonardo puliva, preparava gli strumenti e i colori per gli altri e eseguiva gli esercizi che il maestro o gli anziani gli davano come compito.

      Solo dopo anni e anni di apprendistato, quando copiando e ricopiando nei suoi esercizi, fu chiaro a tutti che era sopra la media degli apprendisti, Leonardo cominciò la sua carriera di solista.

      Insomma, PRIMA di essere "artista" era un "maestro artigiano".

      Elimina
    5. C'è gente alla quale non è stato chiesto se voleva "contribuire" alla "bellezza", gli è stato imposto rovinando loro, molto semplicemente, la vita dalla a alla z. In altre parole, più crude, per permettere a qualche tagliagole di (farsi) fabbricare la "bellezza", sono state imposte condizioni di vita misera a tutti i sottoposti. Con metodi diretti e/o indiretti. Oggi il procedimento continua, chiaramente in forme e misure aggiornate ai tempi.

      Elimina
    6. Esempio di "vita misera imposta ai sottoposti"?

      Elimina
    7. Sei esperto di storia, saprai qual era la condizione di chi "tirava la baracca". Se Leonardo (o chi per esso) avevo il tempo per spennellare la Gioconda in un palazzo signorile è perché c'era uno stuolo di mangiapatate che passava, le sue giornate a sapà i ravòn per riempire il piatto (e oltre) a lui e ai suoi cosiddetti mecenati con quello che doveva togliere dal suo. Forzato, non certo per spontaneo spirito collaborativo.

      Eppure, le eccellenze. Oh, già.

      Cambiati gli scenari e le proporzioni, la storia è comunque ancora la stessa, e dubito che cambierà mai.

      Elimina
    8. Ma cosa dici? Al tempo di Leonardo si viveva ne più ne meno come nell'Italia del primo Novecento, che era ancora un Paese prevalentemente rurale.

      Leonardo era di famiglia benestante ma non era ricco ne aristocratico, visse in un podere del nonno fino a che fu mandato a bottega. Il padre si risposò due o tre volte e Leonardo era tenuto lontano da casa anche perché le mogli successive non lo volevano tra i piedi.

      Uno dei suoi problemi da adulto fu che gli mancava una istruzione scolastica superiore per come era intesa a quel tempo, per esempio non conosceva il latino e il greco, cosa indispensabile per scrivere pubblicazioni "scientifiche" e avere una dignità accademica. Quindi rimase sempre "artigiano", fuori dal "giro che conta" e alla fine si guadagnava la vita con mille espedienti. Per esempio nel suo periodo milanese la sua principale occupazione era intrattenere la corte del Duca con invenzioni e lazzi, organizzando feste e cosi via.

      I contadini coltivavano la terra, gli artigiani fabbricavano oggetti, i mercanti li rivendevano. La differenza tra allora ed oggi era che le risorse procapite erano molto meno, prevalentemente perché mancavano tutta una serie di tecnologie. La resa dei campi era molto inferiore, la fabbricazione degli oggetti era "labor intensive", cioè si faceva quasi tutto a mano ed esistevano solo due "forze motrici", la bestia aggiogata e l'acqua che faceva girare il mulino. Mancava completamente la possibilità di conservare le derrate e di trasportarle su lunghe distanze.

      La distanza tra il ricco e il povero, paradossalmente era inferiore ad oggi. Cacavano tutti nel secchio e lo versavano dalla finestra, si lavavano tutti qualche volta in un anno. La dieta dei familiari di Leonardo nel podere non era tanto diversa da quella dei contadini a mezzadria, magari si potevano concedere qualche sfizio in più.

      Nello stesso tempo non c'era la cosiddetta "classe media", che è stata realizzata molto di recente, in Italia sostanzialmente nel Dopoguerra, col "boom economico".

      Di quale storia parli? Di quella inventata?

      Elimina
    9. Ulteriore aggiunta: le città-stato dell'epoca dei Comuni e delle Signorie non avevano una popolazione servile. Di norma traevano la propria ricchezza da certe produzioni "industriali", per esempio Milano esportava armi e armature in tutto il mondo. Milano aveva un qualche tipo di associazione con Genova che fungeva da sbocco sul mare per l'importazione ed esportazione di merci pregiate. Attorno alla città c'erano le campagne che provvedevano derrate alimentari e materie prime. In città, come avviene anche oggi, c'era tutta la parte finanziaria, gli investitori, gli imprenditori.

      Quelli che vivevano di rendita erano solo gli aristocratici terrieri, che possedevano le tenute agricole. I Medici a Firenze non erano aristocratici terrieri, prestavano soldi a strozzo, diciamo che erano "banchieri". Cosi come la famiglia Polo, quella del celebre Marco, finanziava spedizioni di import-export con l'Oriente, un business ad alto rischio.

      Una cosa tipica dell'epoca era il "mecenatismo", ovvero i riccastri finanziavano le OPERE PUBBLICHE, per esempio a Milano, oltre la macchina della cattedrale, finanziarono la costruzione di uno dei primi ospedali in senso "moderno" e della struttura apposita per l'isolamento degli appestati, con tutto un sistema di gestione delle acque reflue.

      Queste opere, allora come oggi, davano lavoro a centinaia o migliaia di persone, dal maestro di ogni singola arte giù giù fino all'umile facchino che portava i carichi su e giù. E i barcaioli che portavano sabbia e pietre con le chiatte lungo i corsi d'acqua, i barrocciai che portavano altre cose con i carri trainati da cavalli o buoi, eccetera.

      Elimina
    10. Celeberrimo documentario RAI.

      Guardare ed ascoltare le descrizioni del contesto sociale, tipo i 60 mila operai tessili del milanese all'epoca di Leonardo.

      Elimina
    11. Tra parentesi, Renzo Tramaglino, protagonista dei "Promessi Sposi", è appunto operaio tessile e possiede anche un piccolo podere, perché l'operaio "proletario" dei falansteri di secoli successivi ancora non era stato inventato.

      Elimina
    12. Fantasie. In un'epoca, come tu stesso scrivi, nella quale "le risorse pro-capite erano molto meno" se vuoi mettere le mani sull'extra che serve per mantenere chi non lavora per mettere insieme l'indispensabile devi per forza togliere il necessario agli altri. Ergo, per ogni persona che dedicava la sua esistenza a imparare a maneggiare pennelli dovevano essercene un tot che si sfiancavano di lavoro per riempirgli il piatto, con grande probabilità toglienda più di qualcosa dal proprio. Non farmi andare più in dettaglio, che io so quanto lavoro ci vuole per tirar fuori dalla terra quel che serve per vivere. Non è un'impresa impossibile, e ognuno può provvedere a se stesso con un po' di impegno e fatica; ma se anziché lavorare ognuno per cavare quel serve a se stesso c'è chi si dedica ad attività altre... be', in quel caso le cose cambiano non poco e sfiancamento e penuria si fanno sentire su chi sta sotto (anche perché chi sta sopra non chiede, impone).

      Poi, per carità, per raccontare e raccontarsi qualsiasi cosa è sufficiente essere revisionisti quanto basta. La storia è un mare di menzogne, è risaputo.

      Elimina
    13. Fattelo dire, tu non sai un cazzo.
      L'importante però è essere convinti di saperla lunga.

      La cosa drammatica è che fai l'insegnante.

      Elimina
    14. Sei una persona intelligente e lo dimostri in più di un'occasione, ma di quando in quando perdi il controllo e parti lancia in resta a sproloquiare per partito preso.

      Circa gli insulti: è evidente che quando sei in stato alterato non sei in grado di tenere comportamenti misurati. Ci vuole pazienza, ti passerà e tornerai ad essere il Loracolo degno d'esser letto. Non c'è niente di drammatico in tutto questo.

      Elimina
    15. No ho espresso un fatto.
      Una persona che di mestiere insegna non puo dire che SA come funzionava la società della seconda metà del Quattrocento perché zappare la terra costa fatica.

      Dimostra due cose.
      Primo, che non sa niente ne del passato ne del presente e questo è relativamente normale perché è VOLUTO, oggi come oggi il 90% della gente non sa nulla perché non gli viene spiegato a scuola ed è scoraggiato in tutti i modi l'approfondimento e il pensiero critico.
      Secondo e questo è peggio, non solo non sai nulla del passato del presente ma sei SUPPONENTE, ovvero non ti viene il dubbio di scrivere/dire una puttanata infantile e non ti viene il dubbio che questa sorta di "pauperismo apocalittico" per cui la Storia si svolge con masse di schiavi sfruttati e poche carogne criminali, sia l'ennesima radiazione degli anni Settanta, una specie di versione a fumetti del Capitale.

      A me non importerebbe niente se fosse il tuo piccolo particolare. Diventa un problema quando non ci sei solo tu a ripetere queste stronzate da bambini ma le ripeti in un coretto dell'Antognano con molti altri bambini.

      Nello stesso tempo, mentre te sei qui a dire che il mondo funziona coi poveri schiavi e le "dirigenze" che li sfruttano, leggo UCoso che si lagna del piatto di plastica contrario al "buon gusto".

      Figa ma cos'è, scherzi a parte?

      Elimina
    16. Comunque, per la cronaca, come ho detto all'epoca di Leonardo nelle città c'erano i cantieri e nei cantieri lavoravano OPERAI SALARIATI, e SPECIALISTI, che erano organizzati nelle famose "corporazioni" da cui poi diventa famosa quella degli scalpellini, la MASSONERIA.

      Non esisteva manodopera servile e o coatta, coatto significa forzato, obbligato a forza.

      Inoltre, ho scritto sopra che la distanza tra il ricco e il povero era inferiore a quella odierna. La ragione è evidente, se ti veniva una carie non contava nulla quanto eri ricco e potente, non esisteva nessuna cura. Dato che non esisteva la possibilità di conservare e trasportare le derrate, ricchi e poveri mangiavano le stesse cose, cioè i prodotti della campagna nelle immediate vicinanze e stagionali.

      Una personcina che non sa tutto senza sapere niente che viene a visitare il Parco di Monza impara che la massima aristocrazia italiana tra Settecento e Ottocento, quindi siamo quasi ai giorni nostri, dalle ville in campagna si aspettava una rendita.

      Significa che nemmeno IL RE D'ITALIA si poteva permettere di avere un possedimento adibito a puro svago, come minimo doveva ripagare il proprio costo di mantenimento producendo un reddito. Quindi nelle pertinenze della villa abitavano contadini e operai che facevano funzionare mulini e sistemi di irrigazione, tagliavano il fieno, allevavano le bestie e il tutto finiva poi al mercato, sotto il controllo di solerti amministratori.

      Era UNA INDUSTRIA, non erano campi di lavoro forzato.

      Elimina
    17. A riprova, quando gli Italiani durante la Seconda Guerra Mondiale furono costretti a "sfollare", cioè mandare le famiglie in campagna, lontano dagli obbiettivi dei bombardamenti americani, scoprirono che i contadini vivevano MOLTO MEGLIO di chiunque vivesse in città, indipendentemente dal reddito.

      La ragione era banale, mentre in città eri costretto a vivere di quello che veniva portato al mercato, che ad un certo punto era anche razionato, il contadino semplicemente prendeva quello che gli serviva dalle risorse disponibili attorno casa.

      A Milano si coltivava il grano negli spartitraffico e in Piazza Duomo ma era proforma. Gente come gli abitanti dei villaggi di montagna era abituata da secoli alla auto sufficienza quindi l'economia di guerra non aveva praticamente nessun effetto.

      Inoltre, farei presente che all'epoca di Leonardo viene scoperta l'America e comincia l'edificazione degli imperi coloniali europei.

      Le "migrazioni", come nel caso nostro, sono rese possibili dal BENESSERE, non sono affatto provocate dalla povertà o dalla guerra. Certo, i coloni spesso erano deportati a forza ma globalmente la realizzazione di un impero richiede la disponibilità di un surplus di risorse DI TUTTI I TIPI, ovvero si tratta di una POTENZA che cerca di diventare ancora più potente, da potenza locale a potenza globale.

      Le Guerre Mondiali, viste in prospettiva, furono causate dal collasso degli imperi coloniali, che infatti scomparvero immediatamente dopo.

      Elimina
    18. Loracolo: "[...] sei SUPPONENTE [...]"

      Questa è comica, il classico caso del bue che dà del cornuto all'asino. Per di più, gridando. Va be'.

      Elimina
    19. Allora, io ti ho detto come stanno le cose. Ti ho collegato un documentario RAI che tratta del periodo storico di cui stavo parlando, puoi cercare le altre puntate se ti interessa.

      A questo punto la tua risposta è: "fantasie".

      Ovvero, qualsiasi cosa io scriva, qualsiasi cosa dicano altri, è "fantasia", cioè una cosa inventata, che non ha rapporto con la realtà dei fatti, sulla base della tua asserzione secondo cui coltivare la terra è faticoso.

      A te basta dire che è faticoso per assumere che conosci la Storia degli ultimi cinquantamila anni, che si riassume in "tanti poveri sfruttati" contro "pochi ricchi sfruttatori".

      Non ti domandi come sia stato possibile costruire e distruggere tutte le cose che sono state costruite e distrutte in questi trentamila anni, perché tanto è tutto "fantasia" fuori da "poveri sfruttati" - "ricchi sfruttatori".

      Ok, cambio le mie precedenti considerazioni.
      Non siamo davanti a ignoranza e supponenza, siamo al livello del disturbo mentale ovvero della irrazionalità non percepita.

      Elimina
    20. Ripeto, a me non importa il tuo caso singolo, come dico anche a UCoso per me ognuno può inchiodarsi come preferisce, il problema è che questi sono stereotipi e comportamenti indotti dal CONDIZIONAMENTO.

      Ovvero, il tuo "fantasie" contro "io so che zappare costa fatica" non è una idea tua, non l'hai pensata con la tua testolina, ti limiti a ripeterla CONTRO L'EVIDENZA, che appunto risolvi col "fantasia".

      Vediamo se mi spiego. Siamo al punto che i fatti sono "fantasia" mentre la "fantasia" sono fatti. Cosi come UCoso non arriva a capire che se io gli porgo il piatto di plastica e lui mi dice che è contrario al buon gusto la risposta sensata che gli posso dare è "allora non mangi", di sicuro non è "aspetta vado a prendere i piatti di ceramica".

      Sempre parlando di "fantasia".

      Elimina
    21. Loracolo: "Non siamo davanti a ignoranza e supponenza, siamo al livello del disturbo mentale ovvero della irrazionalità non percepita."

      Oh, vedo che permani in "modalità bovina". Forza, stringi i denti, che prima o poi ti passa anche questa volta. Puoi farcela, ne sono certo.

      Elimina
    22. Ok quindi hai ragione. Non importa niente cosa è successo negli ultimi tot mila anni, importa solo che c'erano gli sfruttati e gli sfruttatori. Pensa quanti libri in meno si sarebbero potuti stampare quando con sei o sette parole riassumi tutto.

      Tu non puoi farcela e non mi importa.

      Elimina
    23. Il termine "servo della gleba" mi ricorda qualcosa...
      Io tendo a pensare che, per la parte sana della società, veniva corrisposto un salario a scalpellini, fabbri, pittori, carpentieri, ceramisti, orafi, etc. e che se i denari non c'erano questi non lavoravano.

      Elimina
    24. Il servaggio è un concetto che per noi contemporanei è difficilmente comprensibile. Nel Medioevo, attenzione che Leonardo vive all'inizio dell'Evo Moderno, tutti erano servi di qualcun altro, anche gli aristocratici, i quali non possedevano la terra ma ce l'avevano in concessione da autorità superiori nel sistema del vassallaggio al cui apice c'era il monarca. Gli aristocratici pretendevano la corvè e le tasse dai contadini (abitanti del contado) ma a loro volta erano obbligati alla corvè e a pagare una tassa in virtù della loro concessione, fino all'obbligo di prestare servizio in armi, con un certo numero di armigeri, finanziando tutto di tasca propria.

      Comunque, ripeto, Leonardo vive in un'epoca molto più moderna del Medioevo dei castelli feudali. Firenze e Milano erano capitali del commercio, della finanza e dell'industria, erano città dove si formava quella che poi diventerà la "borghesia" della rivoluzione industriale dei secoli seguenti.

      Elimina
    25. Direi una organizzazione gerarchica parassitaria / mafiosa. Nel Medioevo i signori della guerra, l'aristocrazia aveva il compito di difendere i plebei loro sottomessi. Ma poi ciò avveniva? Razzie e altro penso avvenissero ai danni dei "civili" anche a quel tempo anche se è solo con la modernità che i civili diventano i primi per vittime, i primi a subire la violenza.
      Ad esempio con i bombardamenti di massa inventati dalle canaglie SUA e inglesi. Già, ma quelli sono i "liberatori", non si può né si deve dire.

      Elimina
    26. Uffa che due coglioni con gli Anni Settanta e con questa continua riproposizione del conflitto tra il ricco e il povero.

      I bombardamenti non c'entrano niente, come ho detto Leonardo muore ai primi del Cinquecento e i "liberatori" sono venuti quattrocento anni dopo.

      Sono stanco. Ho sprecato anche troppo tempo a cercare di spiegare che la Storia è tutta un'altra faccenda.

      Elimina
    27. Il conflitto tra il ricco e il povero è parte naturale della realtà, del mondo. La società va avanti, funziona perché ci sono differenze e le differenze, marcate o quando estreme sono anche conflitto, le differenze sono il motore ecologico, della vita, dell'evoluzione, della società, della cultura.
      Negare le differenze, negare questa tensione vitale, ecologica è proprio quello che fanno gli illuministi/(post)comunisti/ugualisti e 'sta gentaglia con le loro assurde affermazioni su uguaglianze tanto strombazzate quanto inesistenti.
      (prego notare poi i fatti delle castalie radical chic che li rendono dei tromboni patetici e ipocriti, come questo pagliaccio tornato pure oggi a dire ultracazzate razziste anti.
      Io osservai pure l'ecologia è anti egalitaria, figurati se mi metto a negare che la ricchezza e corollari relativi esista (e con essa anche il conflitto che l'accompagna inevitabilmente, visto che le risorse sono finite e se uno prende il 90% della torta i rimanenti nove cercheranno di fare altrettanto e quindi di ridurgliela con le buone o con le cattive) solo perché c'è il suo duale che è la non-ricchezza, se non povertà e miseria (questo nei paesi del Terzo Mondo).

      Elimina
    28. Seii stanco perché hai, come tutti, degli schemi valoriali che non si cambiano (se non con grande fatica, in tempi lunghi) e perché, spesso, entri in modalità antagonista "antisinistra".
      Direi la lotta contro questo ciarpame sinistrante-progressizzante al peggio, temporaneamente, è cosa buona e giusta nostro dovere e fonte di ecologia, ma alla lunga bisogna seguire una propria linea, non essere contro quella di altri.
      Allora se i sinistri osservano la lotta tra i segmenti della società, tra le classi e, farneticando, propongono di eliminarla coll'appiattimento "dittatura del proletariato" (prima, ora con quella LGBT o del migrante superiore a te o della minoranza dei pincopalliani settembriani o ...) tu butti via tutto, neghi ricchezza e conflitto, butti via il bimbo (la differenza) e pure l'acqua sporca (la dittatue del proletariato una volta, l'essere mediocre, meticciato, vegan-transgender, consumista, liquefatto, deculturalizzato, desessualizzato, anoressico-efebico, alienato, anonimo, omologato e sostuituibile all'occorrenza, questa roba immonda, inquinante, falsa).

      Elimina
    29. SONO TUTTE CAZZATE.

      Il ricco è ricco perché è forte, il povero è povero perché è debole.

      Questa è la struttura base delle comunità umane. Anzi, la nostra specie si è inventata tutta una serie di freni inibitori che servono a "includere" i deboli in modo che cooperino tra di loro e con i forti, secondo la famosa GERARCHIA. Non esistono altre specie con una struttura sociale cosi articolata. Nelle famiglie di primati c'è un capo e ci sono pochi sottoposti che sono a malapena tollerati, al minimo sgarro vengono semplicemente scacciati. Non è mai esistito una armata di scimmie, non perché non ci siano abbastanza scimmie ma perché tra di loro si rapportano uno-a-uno o al massimo dueotre-a-uno.

      Venendo a cose concrete, cioè la Storia nella sua versione propria e non edulcorata a fini ideologici, l'aristocrazia europea si formò a partire dalla classe dei guerrieri germanici, che aveva una sua piccola strutturazione. I sottoposti, i servi, erano la pre-esistente popolazione dell'Impero Romano, quello che ne rimaneva dopo la crisi demografica, guerre, pestilenze, eccetera.

      I Germani stavano cercando di fare quello che i Tedeschi vorrebbero fare ancora oggi, rifondare l'Impero. Per poterlo fare dovevano appoggiarsi a l'unica entità che conservava la memoria, ovvero la Chiesa. Quindi furono costretti ad un dare-avere. In cambio di un minimo di "civilizzazione" dovettero assumere certi "valori", tipo che non si può ammazzare il primo che passa per rubargli le scarpe o violentarne la moglie, indipendentemente se sei un conte o un armigero. Che se devi ammazzare qualcuno lo devi fare con certe regole e via via.

      Con questo abbiamo il nocciolo della strutturazione sia sociale che urbanistica dell'Europa. C'erano i castelli, piazzeforti, accampamenti dove stavano i discendenti degli invasori germani. Attorno c'erano i mercanti e gli artigiani e nelle campagne c'erano i contadini. Ovviamente era pericoloso per un oste chiedere il pagamento della consumazione al Visigoto o al Normanno mezzo ubriaco, non perché ci fosse una differenza di ricchezza o classe ma perché il visigoto e il normanno di mestiere prevalentemente ammazzavano la gente, senza farci troppo caso. Dopo qualche secolo, Leonardo presentava la parcella al Duca di Milano senza temere di essere scannato seduta stante, anzi, la parcella non era nemmeno per cose tangibili come vino e trippa, era per poemi, suonate di lira, organizzazione di feste e disegno di costumi.

      Il conto al Duca mica lo presentava solo Leonardo, lo presentava anche il contadino che portava nel palazzo le uova, il pollame, quel poco di verdura che c'era. Lo presentava il falegname che riparava gli scuri delle finestre, lo presentava lo scalpellino che riparava i muri, eccetera. E il Conte mica li faceva squartare, li pagava con tanto di ricevuta. Se non lui di persona, i suoi segretari.

      Come già detto all'epoca di Leonardo a Milano c'era una fiorentissima industria della tessitura e della tintoria. Siccome qui siete tutti rincoglioniti dalla propaganda scommetto che a nessuno viene in mente che quella industria del tardo Quattrocento e primi del Cinquecento finirà col tempo a consentire il famoso "quadrilatero della moda" e tutto l'indotto, che non si fonda tanto sul talento visionario degli stilisti gay, si fonda sul sapere artigiano dei sarti, dei tessitori e dei tintori.

      Elimina
    30. Il discorso del "socialismo" prima e poi del "comunismo" non è fondato sulla Storia, che anzi RINNEGA, è fondato sulla condizione specifica e limitata nel tempo e nello spazio degli operai dei falansteri dell'Ottocento e inizio Novecento. I famosi "proletari".

      La condizione del "proletario" non è quella di essere povero e nemmeno quella di essere debole. Invece è la condizione in cui ci stanno spingendo le Elite Apolidi, di proposito, di persone senza passato, senza futuro, senza legami, senza riferimenti. Il "cittadino del mondo" è esattamente il "proletario" marxista, solo che non se ne è ancora reso conto. Se ne renderà conto quando il Piano sarà completato con l'Uomo Unico di Scalfari.

      Anzi, peggio. Perché i "proletari" ottocenteschi erano omogenei e infatti si auto-definiscono come "classe". L'universalismo marxista non è veramente universale, perché considera solo grandi classi internamente omogenee. La omogeneità consente di identificarsi, di appartenere, di avere dei riferimenti e quindi la capacità di azione e reazione. Da cui rivoluzioni più o meno sensate.

      Invece il "cittadino del mondo" è un individuo isolato, è una singolarità, che non si riconosce negli altri come lui. Ognuno per se, sono tutti uguali ma nello stesso momento sono tutti diversi, da cui la esaltazione della diversità uguale o della uguaglianza diversa. Le singolarità possono dare fuori di matto e fare una strage ma non possono agire e reagire di concerto, non si aggregano, non hanno uno scopo, una direzione.

      Elimina
    31. Io capisco bene la ragione per cui MrCoso e UCoso insistono con questa visione da Teletubbies della Storia col ricco e il povero.
      La ragione è che entrambi si sentono aristocratici e gli tocca vivere da scagnozzi.
      Quando si sono posti la domanda "ma com'è che non sono conte?" qualcuno gli ha detto "per via della ingiustizia, lo sfruttamento, l'inganno".
      Invece no, la ragione storica per cui non siamo conti è che non sappiamo ammazzare la gente. Poi col tempo la ragione successiva è che non siamo discendenti di gente che sapeva ammazzare la gente.

      Epperò avrebbero potuto anche dire a MrCoso e UCoso che siccome non è vero che il mondo funziona con la dicotomia "ricco-povero" ma ci sono un certo numero di stati intermedi, anche tra conte e scagnozzo, invece di guardare la "ingistizia" e il suo opposto "la giustizia sociale", bisogna guardare ognuno che talenti/capacità ha. Eventualmente migliorare i propri talenti/capacità.

      Perché se uno finisce a lavorare nell'altoforno non è perché ci sono i ricchi e i poveri ma perché non sa fare niente. Più precisamente perché non riesce a collocarsi sul "mercato" in un'altra posizione.

      Darwinismo sociale? Mi viene da ridere, se esiste il "darwinismo", perché non dovrebbe valere anche per il "sociale"? Se uno non ci vede, non ci vede, quindi non può fare il pilota da caccia. Se uno ha il pisellino invece della patatina, non può essere madre. E via via.

      Quindi, signori, il fatto che Vendola non sia "genitore" e che Lorenzo non sia vicino di casa di Ronaldo come la signora Litizzetto, non dipende dal fatto che c'è il ricco e il povero, dipende dalla meccanica delle cose.

      Lorenzo fa il suo. Come lo faceva Lorenzo Tramaglino, tessitore e contadino. Fa anche rima.

      Elimina
  2. "L'USA&getta è semplicemente incompatibile anche con la qualità della vita, non solo con l'ambiente e il buon gusto."

    Ecco perché SIAMO FINITI.

    Il palazzo non è per niente bello, è una accozzaglia di elementi incongruenti, per esempio le porte nelle due ultime foto sono chiaramente architettura araba-islamica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Foto n. 3, 4 e 5 e foto 6 e 7 appartengono a due palazzi diversi.
      Nell'architettura islamica non sono consentite raffigurazioni né umane né di animali.

      Elimina
    2. Oh signore. L'architettura islamica la fanno gli islamici. In tutti gli altri casi si tratta di "eclettismo" e di "esotismo", mode tipiche di certi periodi storici e segnatamente il periodo coloniale europeo.

      Una architettura eclettica data l'edificio tra i primi dell'Ottocento ai primi del Novecento.

      Eclettismo su Wikipedia.

      Per il mio gusto, definire "bello" un edificio eclettico è come definire "buono" un piattone all'americana con tutto ammonticchiato sopra alla rinfusa, primo, secondo, contorno e dolce.

      In Italia ci sono vestigia di tutte le epoche storiche ma bisogna sapere distinguere la spigola dalla tilapia.

      Per esempio (cito):
      "Il broletto (dal latino brolo, cortile o campo recintato) o arengario identifica, nelle città lombarde, a partire dall'XI secolo, l'area recintata dove si solevano svolgere le assemblee cittadine e l'amministrazione della giustizia. In seguito il termine venne usato per indicare il palazzo dei consoli, del podestà e genericamente il palazzo municipale."
      - Broletto di Como.
      - Broletto di Milano.

      Elimina
    3. Nel commento "31 luglio 2018 07:38" sei tu che hai usato il termine di architettura "araba-islamica".
      E' sufficiente osservare la basilica di San Marco a Venezia, Palazzo dei Normanni a Palermo per capire che, nel caso di imperi o stati multinazionali, l'eclettismo è sempre stato il cuore dell'architettura.

      Elimina
    4. Non è affatto solo la letteratura a vivere di citazioni, a riusare schemi, stilemi, idee, motivi.

      Elimina
    5. Oh signore.
      Non ho voglia di farti un corso di storia dell'architettura, UCoso. Il fatto è che ti fa comodo dire che va bene tutto cosi passiamo sopra il fatto che tu quando guardi un edificio non sai se è del trecento, del seicento o del novecento.
      Io invece lo so. Non perché sia un genio ma perché me l'hanno insegnato e quello che non mi hanno insegnato l'ho imparato per conto mio.

      Posso darti un suggerimento?
      Quando fai degli esempi fai una ricerchina con wikipedia prima. Cosi eviti di citare un edificio che è stato costruito uno strato sopra l'altro a partire dall'ottavo secolo prima di Cristo fino ai giorni nostri per poi dire che è "eclettico". Non è affatto "eclettico", è che tu non riesci a distinguere a quale epoca risalgono le varie aggiunte successive e anacronistiche.

      Riguardo San Marco, riprende l'architettura bizantina, non araba. Tra l'altro era anche ornato con la preda del saccheggio di Bisanzio operato nel Duecento dai Crociati portati li apposta dai Veneziani, un tradimento che gli Ortodossi ancora rinfacciano ai Latini.

      Elimina
    6. Ci dimentichiamo spesso che l'impero romano d'oriente dura mille anni in più di quello d'occidente.

      L'ultimo imperatore d'occidente viene deposto nel 476 dopo Cristo mentre Costantinopoli viene conquistata dai Turchi nel 1453. Colombo tocca terra in America ponendo fine al Medio Evo nel 1492, Leonardo muore nel 1519.

      Pochi si ricordano o hanno mai saputo che le spedizioni per riconquistare la Terra Santa furono sollecitate dal Papa dopo ripetute missive dell'imperatore bizantino che chiedeva aiuto per difendere i confini dell'Impero e lo chiedeva a quello che per lui era il successore dei Cesari. Seguirono tante incomprensioni perché i Crociati europei non sapevano niente dell'Oriente greco, non riuscivano nemmeno a capire se gli ortodossi fossero eretici più o meno dei musulmani. E poi non gli andava di conquistare delle terre per poi cederle all'imperatore d'oriente.

      Comunque, per dire che fu Bisanzio a condizionare il sapere e il gusto europei, sopratutto dopo che gli eruditi bizantini fuggirono dai Turchi verso occidente. Da cui il famoso "rinascimento" che altro non è che il recupero del sapere dell'età classica.

      Elimina
    7. Le citazioni dell'Oriente, in San Marco, i mosaici, la struttura a croce greca, le opere d'arte di bottino che i Veneziani scelsero. Scelsero tra...
      Il Palazzo dei Normanni sedimenta stili diversi "romanico, bizantino, arabo, normanno, neogotico, chiaramontano, rinascimentale, barocco, miscelano elementi come strombature, nervature, oculi, rilievi, archi, ogive, bugnato, monofore e finte bifore", ciascuno degli invasori scelse tra il passato, la propria cultura etc. .

      Io non ho enfatizzato o sottolineato la citazione dell'arte araba/moresca (da te inizialmente impropriamente indicata come islamica) ma solo l'aspetto magico, metafisico di quella meraviglia dell'eclettismo della seconda metà dell'Ottocento.
      Insomma, hai montato una polemica da solo e la stai portando avanti. Grazie per i passaggi interessanti.

      Elimina
    8. Uè UCoso, te dovresti sapere che io non ho pazienza.

      L'aspetto "magico" ce l'hai tu nella testa. L'eclettismo è una merda, ed è una delle conseguenze degli imperi coloniali, lo "esotismo" è per i rimbambiti delle famose "tre categorie", che pre-esistono la cosiddetta "sinistra". Come il kebab, il sushi, le palme in piazza Duomo, i tatuaggi eccetera.

      Io non ho montato nessuna polemica. Mi dispiace vedere che non sai le cose e sei gonfio come un dirigibile di farloccate risibili che vengono sempre dalla stessa direzione.

      Certo, dato che il 99% della gente che puoi incontrare è come te o peggio di te, la maggior parte peggio, è chiaro che quello che ti scrivo io ti risulti "dissonante" o "insensato".

      Ho smesso di illudermi che tu ti possa risvegliare da dentro il bozzolo di Matrix. Ormai di pillole rosse te ne ho tirate contro diecimila ma tu continui a scegliere la pillola blu. Dormi bene.

      Elimina
    9. Lorenzo, l'Italia è il Belpaese perché ha avuto la sfortuna e la fortuna di venire a contatto con Normanni, Arabi, Tirolesi, Turchi, Aragonesi, Austriaci, Francesi, Occitani, Albanesi, Magiari, Castigliani, Cartaginesi, Ebrei, Longobardi, Catalani... e perché è un giardino che racchiude ambiente sub desertici e alpino boreali, foreste temperate e paludi, lagune e falesie, viti e olivo e larici e pini cembri, segale e pomidoro, patate e farro.
      L'Italia è il frutto millenario di incontro e scontro di genti (nulla a che fare con lo tsunami migratorio attuale, guerra migratoria spacciata come fortuna) e del lavoro di scienziati e intellettuali ospiti e attratti, per secoli, da questo giardino di bellezza e cultura.
      Arrivarono Albrect Dürer, Francisco Goya, William Shakespeare con l'ambientazione delle sue opere, etc. e non di certo spacciatori tunisini, ladri egiziani, mutilatori di genitali somali, papponi nigeriani, vandali magrebini, stupratori del Gambia e altra feccia criminale del genere di cui i sinistranti ci stanno riempiendo.
      I predoni saraceni venivano presi a cannonate quando possibile, non di certo c'era il mantra di accoglierli senza se e senza ma che questi idioti criminali evacuano da mane a sera.
      Adoro il liberty e alcuni esempi di eclettismo e il fatto che tu li disprezzi mi fa piacere, siamo molto differenti noi due.

      Elimina
    10. Assolutamente NO.

      L'Italia NON ESISTEVA quando c'erano Longobardi e Cartaginesi.

      Non solo, tra Longobardi e Cartaginesi ci sono tipo mille chilometri nello spazio e quasi mille anni nel tempo.

      Tu metti tutto insieme perché, lo ripeto, non ti hanno insegnato a DISTINGUERE, a SEPARARE, a COLLOCARE e a dare ragione delle peculiarità, che non sono accidentali ma dipendono dai fattori al contorno.

      L'Italia all'atto della Unità è stata re-inventata. Avrebbero potuto scegliere l'epoca più appropriata della fase comunale o quella seguente delle signorie rinascimentali. Invece siccome quella era una fase di frammentazione di città-stato e non andava bene per il concetto di "unificazione", scelsero l'unica epoca in cui l'Italia fu politicamente una, ovvero l'Impero Romano. Quindi l'Unificazione comincia con scenografie di cartapesta.

      Che non era una novità, infatti la Francia napoleonica era tutta un costruire archi di trionfo e neo-classicismo.

      Quando l'Italietta dimenticata dalla modernità che commerciava sugli oceani si trovò per imitazione a costituire il sui imperietto coloniale, ecco che, come fecero anche gli altri, divenne di moda "l'esotismo". Ora, ripeto.
      L'eclettismo NON accosta modelli AUTOCTONI, non ci sono capitelli corinzi insieme a volte gotiche. L'eclettismo accosta elementi esogeni, alieni, esotici.

      Anche questa non è una novità, già i Romani all'apice della loro potenza ebbero la stessa idea, assumere mode "orientali", "esotiche". Venivano dopo i Greci alessandrini, che avevano sparso budda olimpici e Apolli panzoni tra la Siria e l'India.

      Durer era di Norimberga. Goya era aragonese e mori a Bordeaux. Tra i due ci sono trecento anni. Dai facciamo tutto un minestrone, tanto è tutto uguale.

      Lo stile Liberty si chiama anche "art nouveau" e nasce proprio come superamento dell'eclettismo. Invece di elementi stereotipati presi da uno "storicismo" inventato tipo "maciste contro zorro", l'art nouveau propone elementi/disegno/stile ispirati alla biologia e dal sapore "organico".

      Il guaio dell'art nouveau è che cade nel solito tranello di rinnegare quello che c'era prima (altrimenti non si chiamerebbe "nuova", tipo "new age") e, siccome inventare qualcosa di nuovo non è facile, a volte va a pescare COME NEGLI ANNI SETTATA, nei "miti orientali".

      Di positivo ci fu il recupero un po' psichedelico, onirico, del passato pre-cristiano dell'Europa.

      Per capirci:
      Stile "eclettico-imperiale".

      Stile "liberty" (liberty era il nome di un grande magazzino, se ricordo bene).

      E si, mi fanno cacare entrambi. Per la mia sensibilità sono più vicino al gotico della abside del Duomo (tra l'abside e la facciata ci sono 400 anni di distanza, una è tardo-gotica, l'altra neoclassica) o al razionalismo. Trovo che le due cose siano in qualche modo collegate o almeno, vorrei che lo fossero.

      Elimina
  3. Risposte
    1. Non c'è nulla di più artificiale e patologico che il sostegno alla catastrofe delle migrazioni di massa.
      Si tratta di un problema enorme, di una gravità estrema.
      Solo persone corrotte eticamente, profondamente corrotte, come tutta la serie di apologeti al caviale delle meraviglie (sì, per le castalie che le sfruttano) degli inferni multiculturali, multietnici, possono affermare con sicumera, arroganza e orribile sfoggio di ottuso fanatismo, la "bontà" delle migrazioni di massa, specie quando sono le classi "sotto" a doverle subire.
      Sarebbe come affermare la "bontà" della lebbra, della peste o del vivere in una baraccopoli con le fogne che scorrono in mezzo ai tuguri.
      Questi sono assolutamente, incredibilmente falsi e corrotti.

      Elimina
    2. Quelli falsi e corrotti sono nella Terza Categoria, sono i "maestri", che scrivono libri e giornali e parlano in TV.

      Gli altri invece sono rincoglioniti da cent'anni di lavaggio del cervello, che ovviamente ha effetti maggiori su gente predisposta per qualsiasi motivo, il rincoglionito medio ripete gli slogan ma alla fine pensa allo stipendietto e alla pensioncina, ai figli che manda in giro, alla macchina, alla tv, eccetera. Poi ci sono i rincoglioniti estremi che sono convinti di essere partigiani col fazzoletto al collo che fanno a mitragliate con le SS.

      Detto questo, il problema non è tanto avere a che fare con i falsi e i corrotti, quelli basta pagare e cambiano subito casacca.

      Il problema è come comportarsi con i milioni di servi che dipendono per vivere dai falsi e corrotti, sia per via degli stipendietti e pensioncine, sia per via del "senso della vita" che se gli togli gli slogan e gli stereotipi gli togli la terra sotto i piedi, da cui poi reazioni isteriche che vedi tutto attorno a te ogni giorno.

      Elimina
    3. Torno a dire, qui parliamo di gente che fa finta di non accorgersi dell'odore di orina di cane onnipresente. Ogni mattina attorno casa mia ci sono decine di persone che portano il cane a defecare sui muri, nelle aiole, sui marciapiedi. Si salutano, buongiorno, quelli più "consapevoli" raccolgono la cacca con la mano dentro il sacchettino ma tutti fanno finta di non sentire l'odore, che durerà fino all'autunno quando comincerà a piovere abbastanza da lavare lo schifo.

      Comportamento condizionato.

      Elimina
    4. > Ogni mattina attorno casa mia ci sono decine di persone che portano il cane a defecare sui muri, nelle aiole, sui marciapiedi

      Io sono misantropo e anche per questa ragione divento irascibile quando oltre alla nostre masse di maleducati e problematici vogliono imporci di decine di milioni di feccia esotica pure peggio.
      Cinquanta milioni di animali domestici in Italia sono un segno di impazzimento, di follia comune, oltre che una catastrofe ecologica.

      Elimina
    5. Milioni di animali domestici sono il risultato del lavaggio del cervello di massa.

      Non solo, le conseguenze come la puzza di piscio che ti colpisce appena esci in strada, dimostrano che il lavaggio del cervello arriva fino a rendere le persone incapaci di intendere e volere.

      Non si rendono conto che l'animale è un succedaneo dei figli e nemmeno che è degradante raccogliere la merda del cane con le mani, ogni santo giorno. Mi aspetto di vedere prima o poi qualcuno che insegna al cane a pisciare in un sacchetto mentre lui glielo regge con le mani.

      Potrebbe anche andare peggio, per esempio mio fratello aveva il cane cucciolo che cacapisciava in soggiorno. Una cosa che mai tollererebbe dai figli.

      La cosa peggiore è che è tutto disegnato a tavolino.

      Elimina

Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.