Abbiamo infilato la chiave nella toppa, chiuso l'uscio e ce ne siamo andati, a piedi, lassù. Come ai vecchi tempi. C'è un piacere e una fatica a non usare l'auto. Sono molto fortunato, Rosa Canina è una silenziosa e forte camminatrice. Anche questo mi rende molto felice con lei.
Degli ottosentosessanta metri di dislivello, gran parte si sono svolti nel bosco. Qui i boschi si stanno piano depecizzando, fortunatamente: inizia ad apparire qualche latifoglia: frassini, betulle e faggi.
Degli ottosentosessanta metri di dislivello, gran parte si sono svolti nel bosco. Qui i boschi si stanno piano depecizzando, fortunatamente: inizia ad apparire qualche latifoglia: frassini, betulle e faggi.
L'andata e il ritorno passavano su un crinale la cui costa esposta o sud-est era una volta, nei tempi della agricoltura di sussistenza, tenuta a prato. Fieno eroico, direi e questo ha comportato che siano stati abbandonati. Negli anni settanta e ottanta sono stati impianti decine di migliaia di abeti rossi, sugli ex prati impervi, in peccete coetanee discutibili (eufemismo): si pensi solo alle concentrazioni patologiche, non ha senso impiantare abete rossi su una rete a quadrati di un metro e mezzo/due! Il contrasto col bosco stabile è notevole. Molti di questi abetini sono morti, il bosco troverà, come sempre, un suo equilibrio con i suoi tempi che non sono quelli della fretta umana. Al margine di queste brutte abetine artificiali scorreva il sentiero. Ad un certo punto abbiamo incontrato un vecchio abete rosso, con un diametro di almeno 120 cm: uno splendido monumento arboreo, ancora in ottimo salute. A quella quota significa, stimano un accrescimento medio di ca. 5mm , almeno 240 anni, si ritorna al 1786.
Come faccio sempre con questi grandi amici e protettori, mi sono appoggiato ad esso e l'ho ringraziato per tutto il bene che ha fatto con una piccola preghiera che Dio lo conservi in salute, sano, ancora a lungo. Poi sono arrivatele prime splendide radure di alta quota: erica, mugo, abeti e larici, ginepri, mirtillo blu, mirtillo rosso, rododendro. Uscire dal bosco (fitto) e arrivare a questi slarghi è sempre una splendida sorpresa estetica.
Come faccio sempre con questi grandi amici e protettori, mi sono appoggiato ad esso e l'ho ringraziato per tutto il bene che ha fatto con una piccola preghiera che Dio lo conservi in salute, sano, ancora a lungo. Poi sono arrivatele prime splendide radure di alta quota: erica, mugo, abeti e larici, ginepri, mirtillo blu, mirtillo rosso, rododendro. Uscire dal bosco (fitto) e arrivare a questi slarghi è sempre una splendida sorpresa estetica.
Alla fine siamo arrivati su quella gobba pratosa dove abbiamo deciso di fermarci. Col tempo si inizia ad abbandonare il culto della vetta, ci sono luoghi ameni che meritano tempo.
Quattro, cinque giovenche (qui le chiamano manzette), signorine bovine, placide, beate distese a ruminare e riposare. Beh, niente male come vita!
Abbiamo pensato: perché non imparare da loro? Siamo stati lassù, a poca distanza da loro per una paio d'ore. Era proprio bello.
Riposini in compagnia.
Riposini in compagnia.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.