sabato 8 agosto 2026

3k ronzio fruscio

Martedì 4 u.s. ne ho approfittato per una sgambata. Veloce perché il piano iniziale di farmi un anello e due vette è stato annullato dall'arrivo di un veloce temporale che mi ha solo lambito. Una sola vetta, quindi, andata e ritorno secchi, mi sono preso un po' di pioggia, sono arrivato all'auto asciutto, visto che poi, ultimo tratto, era tornato il sole. Nel cuore delle Cozie, bellezza strepitosa, un'intera ascensione nella quale ho camminato da solo. Da solo in agosto! Fantastico!  Era una buona ventina di anni che non mi facevo un 3k e molto tempo che non camminavo da solo. Passo CAI, 400m di dislivello all'ora, per un paio d'ore.
Ecco, il camminare da solo ha una dimensione metafisica, speciale. Silenzio, il tuo respiro, la fatica (non facevo un'uscita da un mese).
Silenzio e solitudine recano seco molti grazie e doni. Durante la discesa, ultimo quinto, ad un certo punto sento un ronzio fruscio: mi giro e un grande rapace (gipeto? aquila reale?) dopo aver fatto una virata a qualche decina di metri da me, scompare tra i vapori cupi. Che meraviglia! Solo quello è valsa l'uscita.


A mezza costa la vetta sparisce tra i vapori densi.

Qui si riapre un po'. Pochi gli istanti di sereno. Agosto è un pessimo mese per l'alpinismo.

Passaggio attrezzato con catene, qualche tratto di 3o grado.
Qui mi son detto: dovrò scendere velocemente, passaggi insidiosi se su roccia bagnata.

Giornata grigia, sopra. Vapori densi via via più cupi. Ecco la croce di vetta.

Ci siamo quasi, uno dei pochi momenti di sereno.

Un bric, come lo chiamano qui gli occitani, colla classica svaporata in depressione in sottovento a valle del crinale.

Cupo alle mie spalle: qui ho preso acqua per una decina di minuti ca. . Non mi sono neppure messo la cerata, era piacevole sentire le gocce diacce sulla pelle.
Questa la zona dove il grande rapace era venuto a salutarmi.

Ecco, il "sotto" era rimasto visibile con un caldo pestilenziale.
Qui la discesa era in un incanto di giardino alpino: mirtilli, larici, cirmoli, dei giovani e floridi ontani di montagna (Alnus Alnobetula), richiedono terreni silicei, una delle poche piante azoto-fissatrici.

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