mercoledì 16 dicembre 2020

Prego accostare - 5

(Prego accostare - 4)

Ero sul treno di ritorno, sembrava di essere in uno strano paese, non so se magrebino, dell'Africa nera o pachistano. Già imbarazzante quella sensazione di essere un intruso. Ad un certo punto, treno fermo da un po' ad una stazione, grida dal fondo, un principio di collutazione contro il controllore.

Prego accostare questa realtà  che devo e dobbiamo subire quasi quotidianamente con la sentenza della corte di cassazione che ha dato un giro di vite ai respingimenti. Dai salotti bene della magistratura hanno deciso che è bene che i nostri treni di inferiori siano treni da incubi ogni mese peggiori, che i nostri "diritti" non contino un cazzo. 

Quel tale norvegese aveva  capito molto bene come andare a risolvere le cause alla radice del problema.

venerdì 11 dicembre 2020

Sempre più - 4

(Sempre più - 3)

Abbiamo tolto un paio di anni di polvere alle ciaspole. Camminare nel bianco, fino ad un metro e quaranta/cinquanta di soffice bianco in cui affondavamo, è un'esperienza estetica per tutti i sensi. Martedì 8 dicembre, giorno della Immacolata.

La privazione dei colori, il bianco, che li contiene tutti, il soffice che diventa fatica aspra nel "tirare la via", la musica del silenzio. _zzz, il non odore rotto dal "profumo di albero di Natale" quando abbiamo dovuto passare a carponi sotto un abete rosso crollato per il peso della neve, Rosa Canina ed io, per qualche manciata di minuti come se stessimo camminando nel Grande Nord o nel Grande Est.

Quando ritorni nella "civiltà" tutto sembra inadeguato, angusto, limitante.





















(unuomoincammino)

mercoledì 9 dicembre 2020

Tre storie

Nelle ultime settimane, in queste sere a casa, Rosa Canina ed io abbiamo visto tre pellicole ovvero, nell'ordine, WildLe favolacce e La grande bellezza.

Wild è la storia di una di questi nuovi poveri bianchi degli Stati Uniti (v. osservazioni di Uriel Fanelli) e della sua redenzione nello sfidare l'asprezza della natura.
Questo lavoro cinematografico  porta una nuova tessere al mosaico che ho in testa da qualche tempo: gli SUA sono messi male, un insieme caotico di monadi solitarie, sradicate, alienate e il tutto non salta in aria solo perché l'impero drena e parassita risorse a tutto il pianeta, in quella società dello spreco, in qualche modo, i "messi male" riescono ancora a tirare a campare. Ogni mese che passa mi rendo conto dell'orrore di quel tipo di paradigma sociale e, orrore nell'orrore, del fatto che essa e le sue escrescenze olezzanti siano proposte come non-plus-ultra di progresso da parte dei sinistranti. Bisogna essere ammalati per porre questa cacca come obiettivo.

La seconda storia, "Le favolacce" è assai cupa e, quella sera ci lasciò scossi. Una mia prima reazione fu quella di pensare ad un sensazionalismo del male a scopi di botteghino. In realtà la cronaca nera non è cereto avara di episodi nei quali l'assenza di un futuro, la liquidità e i problemi di coloro (i genitori) che dovrebbero essere solidi e sicurezze, esempi, per i bambini, ha esiti drammatici proprio su coloro che saranno o che avrebbero dovuto essere. L'opulenza delle nostre società ha solo modificato il male, la sua forma, non la sua essenza.

"La grande bellezza": erano anni che avrei voluto vedere il lavoro di Sorrentino. Mi ricordo che ci furono molte polemiche. Per qualche tempo, durante l'università, frequentai gli ambienti "del vortice mondano" in un paio di città lombarde. Così ho riassistito a situazioni che mi erano note. Per i miei gusti alcune occasioni, nel lavoro realistico di Sorrentino, le ho trovate pacchiane più che belle.
Il cinismo di Sorrentino mi è piaciuto. Non mi ricordo chi diceva che sotto un cinico (l'interprete, Jep Gambardella) c'è sempre un idealista convinto, una persona che smantella le superfetazioni ipocrite per andare al nucleo delle cose.

Ormai ho proprio così poco tempo per questo diario. Che recensioni stitiche!
Ho visto che il contatore ha superato il milione (1.001.177) , circa trecento letture a pagina. Mi dispiace non poter far qualcosa di meglio.

martedì 8 dicembre 2020

Sempre più - 3

(Sempre più - 2)

I comignoli affogati nel bianco erano la sorgente del pro-fumo dei fuochi di legna di peccio e larice. Nero, bianco, silenzio. Cammini in un presepio, un passo dopo l'altro senti il flebile rumore di fiocchi di neve sul piumino, il tuo respiro, lo scricchiolio della neve sotto gli scarponi. In questo chiaro scuro caraveaggesco, qualche luce ambrata dalle finestre delle poche case abitate.


















venerdì 4 dicembre 2020

Sempre più - 2

(Sempre più - 1)

Ieri mattina Rosa Canina è andata a trovare le sue... apine. Ce n'erano alcune morte sul predellino di ingresso di ciascuna delle due arnie. Peraltro si possono anche isolare termicamente. Alcuni di questi imenotteri, mi diceva _mozzi, quelli che superano l'inverno, hanno una modifica per cui perdono o hanno le ali fortemente ridotte; il loro scopo, nei mesi freddi, è di scaldare la regina e un nucleo dell'alveare. Dunque anche il metabolismo di questi animali a sangue freddo produce calore. Isolare le arnie... mah! Ora spiego la mia perplessità.
Nella nostra visione fa un po' pena vedere quelle api morte; eppure questo è il senso della vita, dei cicli che ne sono l'anima, il senso unico e profondo. La ns, visione del mondo è sempre più bacata e lo è sempre più spesso. Stiamo virando Siamo già dentro impastati e impestati in 'sto acquitrino, un panpietismo dolciastro, innaturale, pernicioso, indistinto, omologante, waltdisneyzzato.

Neve sempre bella! Oggi tempo da lupi e piove, lo scirocco ha fatto rialzare le temperature. Bene! In tutto novembre, qui, avevamo avuto un sol dì di precipitazioni significative.





(rosacanina)

giovedì 3 dicembre 2020

Sempre più - 1

Sempre più rara, sempre più preziosa.
Dopo cena, ieri notte, Rosa Canina ed io abbiamo camminato un po', nel silenzio, nel bianco, in questa magia sempre più rara.




L'inverno perde sempre più spesso il sentiero


Tornando, lassù, la finestra di casa che dà sulla quercia grande.

mercoledì 2 dicembre 2020

Fiocchi, signore e madonna

Un paio di giorni che sono a casa da solo, senza UnBipedinone che si era fermato qui cinque giorni e senza Rosa Canina, ascolto queste belle danze medievali, Chansonnier du Roi.
Allora, un po' per curiosità un po' per tornare alle vecchie spartane abitudini, ieri e oggi sono stato in casa senza riscaldare. Riesco anche a lavorare (doppi pantaloni, coperta, zoccoli di legno olandesi e borsa dell'acqua calda, a me il freddo piace, mi fa stare bene, non mi dà problemi). Durerà poco, per sera arriverà Rosa Canina e le voglio far trovare la casa calda meno fredda, più tardi accenderò la cucina economica.

Un dito di neve stanotte, poi si è sciolta, ora ha ripreso a fioccare bene, ha già rismesso. Mi dà sempre gioia questo evento sempre più raro. Torno un po' fanciullo, a quando ero piccolo e sognavo di essere nel mediovevo, nel Duecento o nel Trecento gotici. Certo, mica sognavo di essere un povero servo della gleba, sognavo di essere signore, marchese De Ursis, nel suo castello, ancora con l'armatura rientrato dalla tenzone, con la neve fuori, il fuoco nel caminetto, mi aspetta, per il desinare la mia madonna. Poi ci sarà qualche danza.
Scrivo da casa acceddendo alla rete del mondo, quanto più lontano da quel tempo, i fiocchi e la musica ti portano a trastullarsi con medioevo del Trecento. Accenderò il fuoco e arriverà la mia amata, Rosa Canina.