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martedì 28 settembre 2021

Meraviglia fu, è

Questo diario si è troppo inseriosito. Via la dolce vita tanghera, a causa del virus corona, gioia e leggerezza, sensi, bellezza hanno avuto via via meno spazio. Non racconto il giocare con Rosa Canina, i nostri ludi erotici e amorosi.
Torno allora ad uno dei maestri fotografi, Jean Loup Sieff, e ad una delle sue opere. Nuova York, 1962. Un po' si vede, perché la modella è comunque smilza, specie di seno; oggi sarebbe molto più in carne. Sarà la stessa della mia fotografia preferita? Comunque meraviglia fu e meraviglia è!

mercoledì 2 febbraio 2011

Annunciazio'

tu sei bella come il mondo
col tuo culo tutto tondo
e mi fai venir la voglia
di farti una mitraglia
o  Idiosincrasie, Smegma


Ora ho la faretra pronta, bella ricolma di freccette della seduzione e dell'amor.
Ma dovrei  forse scrivere un annuncio?

Avevo scritto una poesiuola
in rimetta e un po' scemetta
ohibò cliccai sulla crocetta
ed essa sparì in tutta fretta
Era caruccia, rider faceva la boccuccia
l'invito ad ogni bella piratessa
sì patonza ma non gonza
incline a correr non a vita lessa

 etcetera etcetera. La versione originale era molto meglio. 'na lista della spesa uscita proprio bene, faceva sorridere, irriverente e precisa. Non mi sono ancora abituato a scrivere fuori linea per evitare di perdere il lavoro come avvenuto di nuovo chiudendo uno dei troppi tab aperti nel navigatore.
In fin dei conti rimango A-Man e A-Man era l'uomo che portò sopra, oltre A-Woman inculandola e con sommo piacere da parte di questa; le aprì molte porte, non solo quella  sul retro. Non ero riuscito a ficcarci 'na strofa che includesse l'A-Manness, ma non importa. Le parole riportate da Smegma sono perfette.

La foto è sempre quella, paradisiaca. A volte si cade negli schemi, nelle programmazioni acritiche. Mai ripetere, sempre nuovo. Perché non tornare a ciò che è inerentemente bello? Che sciocchezza.




domenica 14 giugno 2015

Enormità vere, verissime, ridendo e scherzando

Non ho scritto di vari accadimenti inerenti i rapporti con esponenti dell'altro sesso.
Un paio di uscite piacevoli ma... non è successo nulla. Con colei con la quale bisticciai prima che fosse successo alcunché ho provato un approccio tranquillo, ma, appunto, mi sembrava più di stare appresso ad un'amica che ad una femmina da desiderare. Poi se si scopa magari si attizza un po' il fuoco, se non succedeuncazz ad un certo punto graziearrivederci.
_tra mi ha chiamato un'ora fa, tornava dalla sua città di origine, qualche ora di viaggio. Era in auto, da sola. 
Con lei la parola va, si gioca, si scherza. Ha iniziato a parlare delle costellazioni che ha fatto oggi, poi del suo stato, della fine della sua storia quindi del padre dei suoi figli.
L'ho interrotta e ridendo e scherzando, le ho detto che io non sono un amico né lo voglio essere, io voglio essere un tuo amante e scoparti molto. Ridevamo ma le ho detto proprio così.
Se mi vuoi come UnTerapeutaCamminante, mi devi pagare.
Allora dai, ti pago e vieni ad agosto in quel posto a fare quella settimana di contact tango.
Oh, guarda, se vuoi, basta che poi finisco nel tuo lettino, la sera.
Io prendo letto a quindici piazze.
Va bene, se grande è ancora meglio.

Ecco, abbiamo scherzato e riso così.
Ridendo e scherzano puoi dire delle enormità vere, delle robe verissime e dirle proprio dirette, vere.
Martedì vuole uscire con me. Beh, anch'io,direi.

Sabato ho ballato con una che puntavo da tempo. Da tempo con un sacco di buconi in mezzo, visto che la vedo raramente. Ora so, per amici che mi hanno dato qualche info, nome, cognome, sposata con due figli. Una volta ballava con un maestro e l'ultima volta non ci eravamo capiti granché. Ma venerdì sera abbiamo toccato il cielo in un abbraccio. Insomma, era felice e gasata, c'aveva un sorriso così e mi ha detto un tot di cose carine. Sposata con due figli. Già. Lo pensavo mentre il suo profumo caldo e ambrato mi perseguitava, in forma di traccia sulla maglietta, sulla strada verso casa.


("judy nyc 1965", jeanloupsieff)

mercoledì 26 agosto 2015

Pre-intellettualmente

Stavo leggendo la testimonianza di John Barish su una splendida avventura di eros libero, libertario che egli ha vissuto di recente.
Prima di andare in ferie avevo letto  considerazioni di Menisa Allo Specchio che condivido sul fatto che la seduzione ha una componente pre-intellettuale: prima devo vedere una donna, il mio corpo e i miei sensi devono percepire una gradevolezza, un potenziale fisico di bellezza,lo stile, il portamento POI arriva la parte intellettuale, l'onda entrata dagli occhi deve arrivare, al bacino, alla pancia, poi risalire alla testa.
Nei dieci giorni nel recondito paesino del Trentino ho incontrato, come tutti gli anni, un'amica dell'Alto Adige, amica dai tempi dell'adolescenza. Ella mi ha fatto da sempre una corte esplicita e ancora adesso ha atteggiamenti come volermi prendere la mano per tenerla (una delle cose che aborrisco da sempre), tentare di baciarmi sulla bocca sia pur in modo leggero, esprimere frasi "se io e tu avessimo un figlio" etc. che dimostrano la sua tensione verso di me. Persino UnBipedinone l'ha capito e mi ha preso per i fondelli un tot di volte in 'sta vacanza (e devo dire che mi dava non poco fastidio, ci sarebbe da ragionare su questo).
Ha avuto una seconda figlia e la sua già non brillante condizione fisica è nettamente peggiorata: è diventata un'orribile grassa deforme a rotoli di grasso impilati, impegnata tot ore al giorno ad allattare, scaccare e che desiderebbe un terzo e quarto pargolo. La mia impressione è che ella sia letteralmente schiava di meccanismi "borghesi", perbenisti, moralisti che le causano una vita insipida, amorfa, a massima sicurezza e massima noia: ella compensa con il cibo e il metabolismo ereditato dalla madre (tirolese) non l'aiuta certo. Il circolo vizioso si autoalimenta. Intellettualmente (o più precisamente non-fisicamente) apprezzo di lei alcune cose che mi mancano e che mi incuriosiscono. Insomma curo saltuariamente un'amicizia adolescenziale senza capirne il perché.
Andando a Lana per una milonga, ho rivisto e riballato (per dirlo alla _sketti) Mora di Rovo. Il piacere datomi dall'osservare il suo stile fine, il corpo alto, asciutto, la sua chioma mora corvina, gli occhi scuri e vivaci, vita sottile e seni piccoli e sodi, il bel viso leggermente zigomuto - questo pre-intellettuale - si è rapidamente alleato all'intesa, alla sua capacità di eloquio, alla cultura mista tra mondo latino e germanico in una miscela che era ed è incredibilmente potente, attraente. Due donne agli antipodi per me.

Ecco, io non sono mai arrivato e intuisco che non arriverò mai ad un'intesa con una donna che non mi piace... pre-intellettualmente. Leggo però, nella testimonianza di John Barish, che liberarsi da questi schemi porta a panorami di eros libero di incredibile potenza ed estetica.



venerdì 7 marzo 2014

Prima, dopo - 3

(Prima, dopo - 2)

Oggi sono di nuovo in una di quelle giornate in cui funziono come avessi gli ingranaggi invischiati in una sorta di appiccicosa morchia. Dormito cinque ore e mezza pure stanotte, avrei voluto riposarmi mezzora prima di andare a lezione ieri, ma soppressione di un treno, ... ritardo anche ieri sera, diocanelurido, che mi torna la furia solo a scriverlo, saltato il mio relax.

Il dopo, martedì.
Era ciò che venne dopo la Milonga Sì. Una sorta di tuffo in una piscina energetica, rigenerante.
Eppure, uno pensa: via in quel posto, devi impegnarti forse non molto fisicamente - il tango non è così fisico, non è il boogie o la rumba o la tammurriata, la pizzica - ma certamente con la tecnica, con la testa.  Uscirai  stanco, più stanco di quando  ci entrasti in quel sottouniverso.
No, non funziona così.
In quel mondo, al termine di quel trasferimento spazio temporale, in quella nicchia di amori tre minuti camminati, abbracciati, trepidati, succedono cose speciali. Una di queste è la progressione ambiziosa - forse per questo apprezzo la sincerità di Renzi - di arrivare sempre un po' oltre.
Martedì notte, _ora, eri nelle mie braccia. Sono due anni e mezzo che ti vedo, ancora quando la Milonga del cuore era anche nel posto del cuore, prima della chiesa attuale. Già, maestra quella. Non è ancora il tempo.
Tu, con le tue labbra rosse, la vita da vespa, una bambolina di porcellana sopra a quel culo a mandolino, ai tuoi firulete provetti. Cara maestra di passi argentini, prima o poi sarei arrivato anche a te. E così, fu, martedì, a dispetto del prima greve di stanchezza.

Prima tanda.
Primo tango. Prendo le misure, il respiro, l'incedere.
Secondo tango. Iniziamo a provare.
Terzo tango. Sei con me, io con te, le incomprensioni sono di meno, ora.
Quarto tango. Sento che sorridi, a volte ti scappa anche un ridere lieve.

Tosa, era per i longobardi la moglie, una volta di proprietà del marito, le venivano tagliati, tosati, i capelli.
Vedo che eri imbarazzata, quasi timida, nel chamuyar scarno tra un tango e l'altro.
Tu, tosa trevisana, tieni i capelli lunghi nella lunga treccia, le tue labbra rosse, il tuo vestitino nero, i tacchi audaci segno di maestria, per la prossima volta.
Ci sarà un'altro dopo.
Che mi importa del resto, ora?





lunedì 12 novembre 2012

Chiudere bene

Siamo usciti che scrosciava. Noi tre vagabondi del tango, stanchi e con stati d'animo diversi. _zia era arrabbiata, in quella milonga a Modena l'avevano invitata poco. E' la frustrazione che riguarda le donne nel rapportarsi a questo amante, noi uomini abbiamo le nostre. Era stata la giornata dell'uggia, di un po' di lavori. Ma il rito inizia prima, anche con le atmosfere di molte sfumature di grigio di un sabato novembrino. Al Mala Yunta si è presentato questo amante possessivo e passionale, esigendo anche i suoi tributi. L'atmosfera così glamour, queste donne e uomini che la loro bellezza del ballare come fossero uno la esibivano spudoratamente. Pure i lati negativi, eh!? Le donne di spalle e gambe nude pretendono il caldo e il caldo diventa aria marcia biossidodicarbonio e fiati e termosifoni e caldodiluciefaretti e sudori. Non si respirava una minchia. Allora un terzo della serata è stato all'unica finestra aperta, a parlare tra noi, con _elo e _tta e a vedere. Anche questi tangheri di 60 anni o più che conducono con grazia e armonia e amore leggerissimo ed implacabile giovani donne meravigliose che si abbandonano ad essi. E' bellissimo anche solo vederli trasportare e lasciarsi trasportare.
Alla fine ho visto lei, una sbirciata ai capelli neri corvini e poi un po' più sotto, quel vestito nero fine e fine sulle terga, lasciava intravvedere un triangolo di stoffa nero. Non era Audrey Hepburn ma _via di Modena. Proprio come la mia foto preferita - Jean Loup Sieff il grave colpevole - questa volta in una milonga, c'era lei in carne ed ossa e io a guardarla.
Allora c'è stato: quella sarà mia! Allora iniza il gioco degli occhi, il contatto, il sorriso e un breve cenno col capo e sono due mondi sconosciuti che si incontrano e si sfidano. Era la penultima tana e poi l'ultima e _via una eccellente tanghera.
Ecco, chiudere su una tanda di milonga, la sfida del presentarsi un l'altra, la sesta arte nei busti, nei piedi, i fuochi di artificio che si fanno gioco, ed amore tre minuti e la sesta arte che ci rapisce. Chiudere bene, abbracciati col paradiso.
Pensavo che questo innamoramento fosse passato e mi trovo con le occhiaie ad esserne stato centrifugato una volta di più.
Noi tre del tango, verso casa con le orme di passi argentini sull'anima sotto gli scrosci di pioggia.