lunedì 20 giugno 2016

Avvicina, allontana

Nel corso che ho seguito la settimana scorsa ho avuto il piacere genuino di stare a contatto con persone che eccellono nell'uso di quella officina (sistema articolato di strumenti e tecnologie).
Il limite di strumenti di nicchia è che non c'è una letteratura, la condivisione delle conoscenze è poco strutturata, se non inesistente o per trasmissione (talvolta con didattica discutibile) orale.
Noto anche che il guru che ha tenuto la seconda parte di corso, su un caso studio reale, ha dimostrato da una parte la sua conoscenza, dall'altro il limite dello strumento e della complessità (tecnologica): un caso reale, di produzione industriale ha messo a dura prova esperto e strumento. Complessità gestita (e venduta) in modo apparentemente smart: non appena il caso si fa reale la complessità non solo non diminuisce ma si riversa sugli utilizzatori, aggravata in parte dai limiti cognitivi di una conoscenza superficiale dovuta all'approccio scatola nera. Se la scatola fa quello che vorresti faccia, allora è più semplice, ma se la scatola nera non fa le cose che tu vuoi che faccia, allora le cose si fanno molto più ostiche.

In generale, molta parte della tecnologia sta diventando autoreferenziale: l'innovazione si giustifica in quanto necessaria all'innovazione, al consumismo tecnologico.
I risultati nel mio campo sono spesso sconcertanti: sistemi, prodotti sempre più complessi, instabili, inaffidabili che obbliga il personale che li deve usare ad una mediocrità permanente: non puoi mai studiare quello strumento perché quando inizi ad avere l'insieme minimo di conoscenze, ma ancora prima, lo strumento, l'apparato è già vecchio. Ma non è vecchio funzionalmente è vecchio perché non aggiornato. Questa autoreferenzialità della tecnologia ha varie spiegazioni e ragioni: quel che si osserva è che essa risulta spesso un peggioramento della qualità del vivere. Le regressioni cognitive, intellettive di massa dovuta all'impatto della connettività permanente e ubiqua, sono già documentate in letteratura. Si potrebbe osservare, come analogia, il picco di qualità e quantità nel cibo e poi il decadimento che segue. Si pensi, ad esempio, agli orari di lavoro: da quanti decenni c'è l'orario di lavoro a quaranta ore settimanali? La tecnologia ha permesso alle persone di avere una riduzione dei carichi di lavoro?

Il primo docente, molto in gamba, a proposito della connettività permanente, ubiqua, riportava, con ironia, un motto :- Avvicina le persone lontane, allontana le persone vicine.
Solo alcune osservazioni impertinenti sul feticcio.


6 commenti:

  1. Non ha caso ho utilizzato la parola fuffa smart.
    Con uno scienziato ed eseperto di tecnologie informatiche con cui lavorai, in passato, osservava come tutte le tecnologie smart sono, in realtà, una colossale bufala.
    Sono tentativi patinati di vendere soluzioni ingegneristiche che non lo sono o sono solo in parte.
    La maggior parte di questi sistemi fallisce miseramente su un sottoinsieme non di rado ampio di valutazioni di tipo ingegneristico e sistemico, funzionale, ergonomico.

    E' resiliente?
    E' affidabile?
    E' continuo nelle risposte?
    E' apprendibile?
    Consente manutenzione? estensione?
    Le soluzioni hanno un rapporto costi benefici vincente a medio e lungo termine?
    E' stabile?
    E' corretto?
    Aiuta gli utilizzatori? li ostacola?
    ...

    RispondiElimina
  2. Inserisco queste tue parole nella realtà rappresentata da due "strumenti" informatici che stanno devastando l'ambito lavorativo nel quale mi devo muovere: questo e quest'altro. Strumenti inutilmente mastodontici, progettati in modo chiaramente autoreferenziale, senza tenere conto del contesto nel quale sarebbero stati calati e delle funzionalità effettivamente vantaggiose in quel contesto. Sospetto che la finalità ultima della diffusione di questa roba non sia dare vantaggio agli utilizzatori, ma generare flusso commerciale. Se non fosse che questi "strumenti" ci vengono imposti, direi senza remore alla larga!

    RispondiElimina
  3. UomoCoso c'è un errore di logica nel ragionamento.

    Gli strumenti sono solo degli oggetti e la tecnologia è l'insieme di competenze che consentono di mettere insieme quegli strumenti.

    Il SENSO che possono avere strumenti e tecnologia non è contenuto nei medesimi, è definito a priori dalle PERSONE.

    In concreto, lo dico e lo ripeto, il problema della "informatica" (che è un campo molto specifico in prospettiva) è che la parte decisionale non è affidata a tecnici, i quali per loro natura sono incapaci di assumere quel ruolo. E' affidata a gente formata in ambiti finanziari e/o amministrativi, ovvero gente che capisce solo bilanci, vendite, mercato, eccetera.

    Ergo, gli strumenti e la tecnologia sono solo una SCUSA, un espediente per realizzare il movimento di cose, persone, concetti che consente l'esistenza del "business" che a sua volta è il fine dell'esistenza delle persone che decidono.

    I "consumatori", ovvero quelli che vanno nei negozi a comprare i gadget (con la "user experience") oppure che sottoscrivono abbonamenti ai servizi (col "valore aggiunto"), sono carne da macello, un bosco da abbattere, un banco di tonni da pescare.

    Ci si può opporre facilmente. Ma servono due cose, la capacità di pensiero non-conformista e il tempo. Leggevo ieri di aggiunte al software di Facebook in modo da tracciare i movimenti degli iscritti e "mirare" le pubblicità in base alle loro abitudini. Io non ho un account Facebook e non ho nemmeno un furbofono col GPS. Scrivo con un PC del 2004 con sopra Debian Linux.


    RispondiElimina
  4. UUIC, se volessi informarti un attimo sui 500 euro (soldi nostri, ovviamente, non certo suoi) "magnanimamente" messi a disposizione dal governo per l'aggiornamento degli insegnanti, e se volessi soffermarti un poco sulle implicazioni delle specifiche di rendicontazione (intendo: sulle categorie di beni e servizi acquistabili), ti accorgeresti che non è poi così fantasiosa l'ipotesi che
    l'intenzione sia creare movimento e dragaggio di denaro anziché l'aggiornamento dichiarato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nota a pie' di pagina: non ho speso e non spenderò quei soldi.

      Elimina
    2. Questo è uno degli aspetti peggiori della tecnologia autoreferenziale: non strumento per risolvere problemi ma strumento per, come diceva un'amica di Accentur, per vendere problemi.

      Elimina

Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.