giovedì 23 marzo 2017

Cognizione, dolore, odio

Per tornare a ciò che sottostà alle polemiche sulle donne dell'Est e italiane..
Sono seduto in treno: seduta alla mia sinistra una giovane donna penso tra i diciotto e i vent'anni: è indaffarata e passa quasi quaranta minuti a cipollarsi con trucco, rimmel, capelli, etc. (non sono esperto, io stavo studiando altro). Io mi sarei rotto dopo qualche minuto, questa è stata lì tra scossoni, balzi e frenate quasi tutto il tempo.
Direi l'allegoria quasi picaresca de Appaio e quindi appaio.
E' la parodia della liquidità, del vivere di plastica dei paesi consumisti, dove il nuovo feticcio è la moda e l'apparire insincero, artefatto, fino agli estremi, mode e i condizionamenti pesanti che ciò reca seco.
Di fronte a sinistra una giovane donna velata. Incinta (il primo figlio è a pochi passi, gioca col proprietario di entrambi, padre e marito padrone). Velata, in abiti scelti casualmente, senza alcun criterio se non l'apoteosi del brutto globalizzato: scarpe da ginnastica Nike sgargianti, un palandrano grigio, il velo tra il rosa e l'aragosta (nulla c'entra col resto), grassa, senza un nanogrammo di trucco, direi piuttosto sgradevole. Invece che lo sgradevole della plastica della prima, lo sgradevole autentico.
L'invaditrice non ha tolto gli occhi dalla vanesia nostrana. L'ha odiata, disprezzata per tutto il tempo. Non aveva due occhi, aveva due bocche di cannone puntate sulla puttana. Ella è insarcofagata in un ruolo semplice, fattrice di figli e sottomessa: non deve truccarsi, non deve scegliere le scarpe, non deve scegliere come vestirsi anche questa mattina, non deve andare a lavorare. E' semplice, banale, deresponsabilizzante. E comodo.
E' anche umiliante, indegno: la tua dimensione come essere pensante, con arbitrio, discernimento, respons-abile e responsabile è, ufficialmente, annullata (forse, in privato...). Solo che la dignità, un qualche anelito ad identità, autonomia, responsabilità e il dolore della mancanza di tutto ciò, esistono ancora e sono ravvivati, come sale grosso pigiato a forza nella ferita e in esso strofinato con energia, dal confronto con la giovane vanesia italiana. Non molto più libera, in sostanza, visto il condizionamento e la dipendenza nella quale si è reclusa in modo più leggero, più garbato, più soft. Essere libere o meno vincolate è difficile. Libertà significa agire, confrontarsi con altre donne, con altri uomini, competere, dà spazio anche a propri limiti, anche debolezze e difetti, dipendenze escono  con te, quando esci di casa. Oggettivamente oltre che femmina e madre devi essere anche donna, persona, consumista, alla moda, sexy, condizionata, truccata, lavoratrice, sportiva, vanesia, artista, ingegnera, banale, maschile, sostegno economico, ...

Osservavo quegli occhi belligeranti, armati, il formarsi, su un treno della mattina, della cognizione, per contrasto, della differenza, quindi l'avvertire il dolore che deriva dal prendere atto della propria condizione semplice, comoda e ignobile, e quindi lo sgorgare del disprezzo, dell'odio.

71 commenti:

  1. Epperò, UCoso, le cose che hai scritto per me non hanno importanza. La cosa importante invece è che la tizia impegnata nel trucco quando vede la "nuova italiana" non si chiede "questa cosa ci fa in casa mia?".

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    1. Nel testo ho indicato quella donna per una delle sue caratteristiche, ovvero di invaditrice, ovvero una donna che in-vade, come realmente è.

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    2. Quindi? Rimane il fatto che nessuno o pochi si chiedono cosa ci fa sul treno la "nuova italiana". Che è la ragione per cui si trova li, ovvero che ce la fanno stare.

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  2. Truccarsi in treno è un modo per passare il tempo. Le ragazze si truccano. La seconda avrà invidiato a mostro la prima.

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    1. La ragazze si truccano. Gli animali da soma no.

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    2. Uno dovrebbe anche chiedersi: perché le ragazze si truccano? Forse anche perché ai ragazzi è stato ficcato in testa a forza che una ragazza truccata è più appetibile di una al naturale. Ovviamente alle ragazze è stato simmetricamente ficcato in testa a forza che i maschietti sono più appetibili se hanno certe caratteristiche predeterminate che in realtà non hanno alcun peso, e i ragazzi giù a rincorrere quelle caratteristiche. E così via all'infinito, come tanti perfetti imbecilli incapaci di pensiero autonomo. Grandioso!

      Postilla: di queste cose ci si comincia a rendere conto quando si supera una certa età, e neppure è vero che capiti a tutti; siccome tendo a dare ragione a Lorenzo quando dice che niente succede per caso, ciò mi porta a domande, risposte e considerazioni molto personali. Ve le risparmio di buon grado, per buon cuore.

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    3. No le ragazze si truccano perché lo facevano già le loro antenate nel neolitico.

      Riguardo i segnali e il loro significato, l'argomento è amplissimo e mi dovrei documentare. Comunque non è come sopra.

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    4. Truccarsi dovrebbe essere un modo per rendersi più belle e quindi interessanti, seducenti.
      La decorazione, abbellimento, modifica del proprio corpo è una caratteristica etologica (quindi di tutte le culture, vado a memoria, dovrei controllare alcune fonti di etologia).

      Il trucco può essere anche inutile o controproducente (per donne belle senza trucchi), eccessivo, fatto male, efficiente (anche troppo) nell'abbellire (ciò che evidentemente, senza, non così bello è). etc .

      Io ho sempre schifato trucchi inutili, eccessivi, fatti male, volgari, anche quando ero un adolescente con ammassi testosteronici.

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    5. Evidentemente ficcare cose in testa ai giovanotti (di entrambi i sessi) è pratica che risale almeno al neolitico. Più probabilmente è pratica ancor più antica.

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    6. Attenzione, messer Pigiatasti, che l'etologia NON è la cultura.
      Altrimenti si arriva alle aberrazioni di costellazioni varie di diversamente sessuali che, culturalmente, si dichiarano "genitori", accampando presunti diritti alla genitorialità e si fanno poi fabbricare dei prodotti umani da qualche macchina organica.
      Oppure alle artificializzazioni spinte, per cui tu dovresti vivere stipato in formicai e sempre più stipato e non arrabbiarti, non reagire "come una bestia" per le quali si nega l'etologia più basilare.
      Oppure alle fanfaluche per idioti per cui gli invasori sarebero doni opportunità blabblablablabla e tu sarescti "bestiale" blablablabla a proteggere il territori in cui sei.

      Eccetera eccetera.

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    7. Truccarsi è divertente.

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    8. Il troppo scoppia.
      Anche se è divertente.

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  3. mamma mia che UUIC moralisticheggiante, altro che liberale.... (e sto parlando del giudizio sulla ragazza nostrana....)

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  4. Sì, un po' moralisticheggiante lo sono stato.
    Ma è anche vero che sono libertario e, oltre ad osservare l'eccesso e a definire la giovane donna italiana "vanesia" non vado.
    Perché penso che quella donna sia libera di apprendere anche i limiti nel truccarsi, di capire che esagerare non le fa bene perché sottrae tempo ad altro, etc. .
    Scusa, rimane l'osservazione che una che fa così, qualche problema ce l'ha. Trovami un altro termine meno moralisticheggiante: truccodipendente? mah. Prego.


    Nota, per differenza, i rigidi e anacronistici precetti religiosi che invece condizionano la dirimpettaia insarcofagata".

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    1. UCoso, tu non sei "libertario". Hai dei riflessi condizionati che ti vengono dal tuo retaggio "sinistro" di cui non sei consapevole e non riesci a liberarti.

      Io se vedessi una ragazza che si trucca per delle ore sorriderei, come vedere mio nipote che gioca coi pokemon (neologismo giapponese che sta per pocket monsters, per inciso).

      Come ho scritto sopra, della scena che hai descritto, il trucco è un elemento assolutamente irrilevante, come il colore dei sedili. Mentre l'elemento apocalittico è la presenza sul treno di stranieri che non ci dovrebbero essere, la cui presenza ignorata, anzi, istituzionalizzata, normalizzata, indica che abbiamo rinunciato a reclamare la nostra terra.

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    2. Nota bene che se la straniera si truccasse il triplo dell'italiana (era poi italiana?) sarebbe esattamente identico, cosi come se avesse sei gambe e le pinze al posto delle mani.

      Ancora, non ha nessuna rilevanza il confronto tra la ragazza che si trucca e la donna intabarrata e che la seconda detesti la prima.

      La cosa rilevante è che la donna intabarrata non dovrebbe essere sul treno e che tutti i presenti dovrebbero domandarsi perché invece c'è e poi darsi anche una risposta.

      Vedi la "garanzia di pace, sicurezza, benessere e prosperità" da cui discorso di Mattarella, che si ricollega alle prime fasi della immigrazione da cui provengono quelli, il tempo de "fanno i lavori che gli Italiani non vogliono fare" e "pagheranno le nostre pensioni".

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    3. Ovviamente la portazione dell'invaditrice, oltre che a nuocere agli invasi, nuoce ad essa che, sradicata, viene a contatto con ambienti e stili di vita che, come successo, la disturbano (eufemismo).
      Sai come la penso sugli invasori e su cosa deve essere fatto.

      No, passare decine di minuti, a truccarsi, certamente tutti i giorni, non è positivo. Non fa bene rincoglionirsi di furbofoni ma neppure di trucco o di qualsiasi altra cosa.

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    4. Di tutte le cose storte di questo mondo, UCoso, il truccarsi è una delle più innocue. Oltre che essere storicamente valida e motivata.

      Il furbofono è un aggeggio, come un cacciative. Usare il cacciavite per ore va bene se fai il meccanico. In se non è il male, dipende dal contesto.

      Tu hai descritto una scena, in cui hai sottolineato gli elementi irrilevanti e io ti ho sottoposto l'unico elemento rilevante. Se per ipotesi tu avessi visto una monaca italiana intabarrata e una straniera che si truccava, dal mio punto di vista non sarebbe cambiato niente, dal tuo, cioè nella disposizione di elementi irrilevanti, si.

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    5. Truccodipendente?!Vanesia?
      Ma come fai a dare i giudizi morali su una persona basandosi sul fatto che si trucca?
      Passare decine di minuti a truccarsi non va bene?
      E chi lo dice?
      Allora anche il tango o le passeggiate per i monti.

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    6. Hai ragione Sara.

      E' un difetto meccanico di UCoso. Concede a se stesso indulgenza che non concede ad altri. A chiacchiere, perché poi nei fatti se serve è disposto al compromesso, da cui si auto-assolve dicendo che è una necessità dell'esistenza.

      E' un ibrido, il nostro UCoso,

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    7. La tipa ha passato 40' a truccarsi e, quando io ero salito, stava già cipollandosi.
      Quindi, per i miei criteri, visto che scrivo il mio pensiero, ella ha dedicato un tempo eccessivo a quell'attività.
      Scusate, ma se vedeste un tale che si lustra le scarpe per 40' o ancor più, cosa direste?
      Peraltro, truccodipendente è un termine preciso.
      Vanesia è un termine preciso, visto che ella agisce esageratamente per vanità ovvero per ostentare le proprie (presunte) qualità fisica (bellezza?).
      In italiano le parole hanno un senso.
      E' un giudizio morale? Boh. Non mi interessa.

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    8. Il tuo pensiero è fallato, UCoso.

      Io conosco un tot persone, tutte più o meno classificabili come "brava gente". il 99% sono "vanesi", in quanto quando non sono impegnate in attività obbligate, si dedicano a passatempi più o meno insensati. Per esempio, passare ore su Internet a cercare il tale gadget al prezzo più scontato possibile, quando il tale oggetto non ti serve affatto. Seguire un regime di dieta ed allenamento secondo la tabella per poi andare a correre la mezza maratona di Salcazzate, come se fosse un impegno della massima importanza, il vero scopo della vita. Mettersi in macchina e fare tot chilometri per andare in una stanza surriscaldata con altri tot tizi a fare piroette e mosse con la gambina al ritmo di una musica fastidiosa e poi scrivere centomila post tutti più o meno uguali.

      La parola "vanità" non significa affatto "ostentare la propria bellezza", significa "vuoto", nel senso di "privo si senso", da cui si dice "tifare Inter è vano perché la Juve ruba" oppure si dice "gli scudentti della Juve sono vanagloria".

      Io distinguerei due tipi di "vanità", ovvero di vuoto. La vanità necessaria, perché ci dobbiamo rilassare, la vita è fatta anche di vuoti oltre che di pieni. La vanità imposta, quella che deriva dal condizionamento, da cui il solito discorso degli idioti fabbricati apposta.

      Se ci pensi, truccarsi per ore è una cosa del tutto innocua, cosi come guardarsi allo specchio per ore, che sia per narcisismo o insicurezza.

      Mentre per esempio costringere il figlio a correre in bicicletta e poi prenderlo a calci se non vince o prendere a pugni i genitori dei suoi concorrenti, è una cosa molto meno innocua.

      Io non ti dico di non giudicare ma di scegliere meglio le cose che giudichi.

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    9. Ah, gli spazi vuoti di un edificio si chiamano "vani", non a caso. La persona "vanesia" presenta un "vano" in testa.

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    10. Fare una ricerca in merito alle "attività sostitutive" secondo T.J. Kaczynski può aiutare ad approfondire il concetto. Il signore in questione era (forse) un pazzo, ma d'un tipo molto lucido e, tra indiscutibili vaneggiamenti, ha enunciato diverse cosette interessanti e addirittura condivisibili.

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    11. Non c'è nulla di più importae (necessario) del superfluo diceva Wilde, odiato da tutti i moralisti.
      Fin qui la prima metà.
      La seconda metà della verità è che - egli aggiungeva - Bisogna avere MOLTI vizi affinché nessuno prevalga.

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    12. Mi tocca spesso correggere la tua semantica UCoso. L'uso che fai del termine "moralista" è improprio, perché la parola "morale" non implica un giudizio puramente "bene/male" ma la consuetudine fondata su considerazioni pratiche.

      Per esempio, la faccenda del "matrimonio gay" non implica solo il giudizio sull'essere gay come "peccato", implica anche tutte le ricadute nel diritto di famiglia (nel senso della "gens") e la faccenda delle "pseudo-adozioni", annesso commercio.

      E' come se tu e io siamo in auto e tu vai a 200 all'ora. Se io ti dico "rallenta UCoso" non sto facendo il "moralista", sto considerando che, da un punto di vista pratico, l'ebrezza della velocità implica una certa possibilità di andare a sbattere violentemente contro un ostacolo e di farsi male.

      Anche il superfluo, cosi come i vizi, hanno un prezzo da pagare.

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  5. Penso che più che odio l'intabarrata provasse invidia per la cosiddetta (da loro) puttana occidentale, ovvero la donna libera che fa quel cazzo che vuole in treno, a casa, per strada... come leggere un libro o truccarsi o andare in giro in minigonna o con un casco di banane in testa..cosa che lei non puo' fare. Se potesse, vorrebbe essere come lei, ma non puó e questo scatena risentimento.

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    1. L'invidia è un precursore vicino dell'odio.

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    1. Purtroppo è ciò che succede da mesi, da anni.
      Auguro agli scafisti rossi e bianchi ogni disgrazia.

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    2. Io invece gli auguro che qualche magistrato si svegli e disponga il sequestro.

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  7. e comunque una cosa è certa. la figlia della musulmana tra 15 anni vorrà la minigonna e truccarsi come una puttana. e con queste cose che si fa l'integrazione

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    1. Francesco, noterai che i terroristi che hanno fatto strage in giro per il mondo erano tutti figli di immigrati di seconda o terza generazione. Capita spesso e volentieri che i figli siano più "ortodossi" dei padri. Il meccanismo è relativamente semplice: davanti alla constatazione della differenza tra le origini e il presente, che di solito li vede in stato di inferiorità, hanno solo due alternative o rinnegano le origini e cosi rinunciano all'alibi per la inferiorità, oppure si rifugiano nella ortodossia, dalla quale ottengono "consolazione".

      Non c'è limite alla stupidità e al masochismo, come anche questo mio commento purtroppo dimostra.

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    2. A proposito dei terroristi "francesi", "belgi", "britannici", eccetera, dimostrano anche che la faccenda dello "jus soli" non serve tanto a migliorare la "integrazione", quanto a regolarizzare tramite il ricongiungimento interi nuclei familiari, comprendendo tot generazioni e tot livelli di prossimità.

      Adesso, sperare che i figli degli immigrati diventino tutti drogati, smidollati, metrosexual, che le figlie diventino tutte zoccole, un po' come i vostri figli, in modo da "neutralizzarli", mi fa veramente ridere, per l'assurdità e l'excusatio non petita su livelli multipli.

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    3. "Adesso, sperare che i figli degli immigrati diventino tutti drogati, smidollati, metrosexual, che le figlie diventino tutte zoccole, un po' come i vostri figli, in modo da "neutralizzarli", mi fa veramente ridere, per l'assurdità e l'excusatio non petita su livelli multipli.

      Anche io non mi capacito di come si possano scrivere e pensare certe cose, da fette di kebab sugli occhi. Sono allibito.

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    4. Si possono scrivere perché si tratta di ripetere uno stereotipo trito e ritrito. La capacità di "assimilazione" della "cultura occidentale" tramite la "accoglienza" e la "integrazione".

      Ma non si devono pensare, non è necessario pensare, appunto perché si tratta solo di ripetere.

      Se poi l'evidenza dei fatti dimostra che non c'è assimilazione, non c'è integrazione ma ci sono entità separate e conflittuali, sia che si prenda l'individuo, sia che si prendano interi quartieri, sia che si considerino le nazioni, come il caso recente della Turchia, non c'è problema.

      Perché negare l'evidenza non è una capacità che hanno solo i fanatici islamici, ce l'hanno anche i nostri. Scrivevo tempo fa della incombente "marcia per l'accoglienza" a Milano. Non si capisce per quale motivo la si faccia, però suona bene.

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    5. Francesco, ma dove vivi?!?!
      Non ricordo se ho già scriito che in treno vedo giovani donne che, da un giorno all'altro, iniziano a velarsi, MAI il contrario.
      E' noto che il radicalismo è un problema diffuso nelle seconde o terze o ennesime generazioni.
      Il velo e le leggi islamiche diventano segni e agire identitari per "segnare" il territorio.
      Ci saranno casi di emancipazione ma sono minoritari rispetto a quelli di ripresa e rafforzamento identitari e religiosi.
      Probabilmente tu vivi nel tuo mondo, poco a contatto colle masse nei luoghi di imposta convivenza come, appunto, i mezzi pubblici.
      E non è certo questione di classe, alla quale qualche patetico sociologo marxistoide da strapazzo vorrebbe "coreggere" la realtà, visto che molti "doni, ricchezze, opportunità" assassini, stragisti furono, sono e saranno di censo medio o elevato.

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    6. Leggo ora che Lorenzo aveva fatto osservazioni simili.

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    7. Come dice la star della televisione il signor Insigne, si tratta di ragionare di "oppressi" e di "oppressori", non delle cose nazifasciste di cui ragioniamo qui, nella tua "corte", UCoso.

      Certo, diventa difficile collocare un Bin Laden che viene da una famiglia di riccastri sauditi. Ma cosa vuoi che sia, se abbiamo ignorato centinaia di chilometri di muro, filo spinato e mitragliatrici...

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    8. Quello che vale oggi non vale domani

      Ma magari mark renthon porta ancora i pantaloni a zampa di elefante

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    9. Invece per i tuoi amici kebabbari quello che valeva 1400 anni fà vale anche oggi. Si sono inventati pure il burkini pur di non mandare al mare le donne senza un centimetro quadrato di pelle scoperta e secondo te tra 15 anni andranno in giro vestite da zoccole? Scusa se sono un filino scettico...

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    10. 20 anni fa in tunisia e 30/40 anni fa in afghanistan le donne andavano in giro senza velo. Persino in minigonna. Basta una banale ricerca su Google per saperlo...

      A proposito.... a me il kebab fa schifo. La storia piace

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    11. Francesco sei una collezione di luoghi comuni, guarda che gli articolacci della Repubblica e del Corriere li leggiamo anche noi.

      E' facile confutare la tesi. Quando dici "le donne andavano in giro senza velo" intendi tutte, la maggior parte, una parte consistente oppure una sparuta minoranza concentrata nelle parti ricche delle metropoli? Succede anche oggi in Iran, basta guardare sempre le stesse fonti di cui sopra, dove a fianco dell'articolo nostalgico c'è quello dei "rampolli" del jet-set medio orientale.

      Lo sanno tutti che i riccastri islamici bevono e vanno a mignotte e poi predicano il rigore dei costumi. La ipocrisia è fondamentalmente connaturata alle religioni. Ma nelle campagne continuano a lapidare le adultere, ciccio.

      Detto questo, le donne non vanno in giro senza velo a casa mia, non in Afghanistan. Perché a me di cosa fanno in Afghanistan non frega assolutamente niente.

      Il tuo aforisma dovrebbe essere riscritto in "quello che non vale oggi non vale domani". Tu ne sei la dimostrazione vivente. Eri privo di contenuti da comunista e sei privo di contenuti adesso da "liberale". Sei solo un eco e non basta, non fai nemmeno l'eco di cose intelligenti, fai l'eco della banale propaganda per boccaloni.

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    12. > 20 anni fa in tunisia e 30/40 anni fa in afghanistan le donne andavano in giro senza velo. Persino in minigonna.

      Appunto.
      Prego, osservare come girano ora le donne nella maggior parte dei paesi islamici.
      Ci sono alcune eccezioni, come Iran, c'era la Libia ma i terrorsiti franco statunitensi lo hanno assassinato e si preparavano a fare lo stesso con Assad.
      Vedre la trasformazione della societa' palestinese che era la piu' laica del vicino e medio oriente.

      Vedre come girano le donne nelle banlieue o in altre basi islamiche come Molenbeek.
      Mah.

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    13. Esempio di quanto scritto sopra, dal Corriere.

      Allora, siccome questi, allora tutto il resto non esiste (ayatollah, sfilate di guardie islamiche, donne intabarrate, gente impiccata nelle piazze, eccetera).

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    14. Il mndo islamico non e' tutto uguale.
      La Persia, in esso, rappresenta un'altra via.
      Non per niente c'e' un conflitto tra la merda salafita wahabita sunnita e la Persia.

      Poi inutile che citi la pena di morte a me, sai che posizioni ho.
      In ogni caso non ho alcuna voglia di fare l'avvocato della Persia ne' di esiire un po' di immagini di delizie in altri "paradisi" islamici.

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    15. In nome di Freya, quando è venuto il coso iraniano a trovare Renzi, Sua Eccellenza Illustrissima non ha fatto chiudere le statue classiche e neoclassiche nelle scatole per nascondere la nudità? Non ha fatto velare i dipinti? Cose che facevano i Papi da noi cinquecento anni fa, in Vaticano.

      E la Boldrini non va in moschea col velo in testa, tutta modesta, come le vecchine del lontano passato? La stessa che poi sbraita perché bisogna cambiare l'italiano in modo da adeguarlo alla sua idea di "parità di genere"?

      Ecco, tanto per dire quanto abbiamo la testa infilata nel culo, tutti quanti.

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    16. UCoso, più che altro ti conviene non fare l'avvocato di cose, contesti, tempo/spazi di cui non sai niente.

      Io mi limito ad osservare le cose ovvie, non faccio teoremi campati per aria. Il Corriere pubblica le foto dei riccastri, senza dire ne come ne dove, mica pubblica le foto delle galere e delle esecuzioni. Non pubblica nemmeno le foto della periferia del Cairo, tanto per dirne una.

      Dai che mi sale la pressione, lasciamo stare.

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    19. A proposito del PIL, invoco investimenti statali. Se qui sul blog di UCoso si facesse una raccolta fondi e poi si spendessero questi fondi in politiche espansive del sottoscritto, il PIL aumenterebbe. Non state a guardare il capello se mi compro la moto o vado al mare.

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    23. > non fare l'avvocato di cose, contesti, tempo/spazi di cui non sai niente

      Lorenzo, ti piace fare il tuttologo ma non ti fa onore.
      In giro ci sono centinaia di filmati, video nei quali viene ripresa la società persiana. Un po' come la Turchia, direi.
      Le barbarie saudite o afgane o pachistane, etc. ci sono ma in misura sensibilmente minore. Poi c'è anche lì una distanza tra città e zone rurali.
      L'ugualismo non funziona neppure col mondo islamico.

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    24. Oh signore.

      Io non faccio il tuttologo, ho forse descritto una entità fantomatica come la "società persiana"?

      Io so che l'Iran attuale è uno Stato islamico teocratico, cioè i vertici del potere sono occupati da una casta di religiosi, di confessione Sciita. Occupa una parte di quello che era l'impero persiano ai tempi di Alessandro di Macedonia, cosi come la Romania occupa una parte di quello che era l'Impero Romano.

      La attuale teocrazia iraniana si è affermata tramite una rivoluzione che ha deposto una dinastia di monarchi (i Pahlavi) con la loro aristocrazia, una dinastia che fu imposta da un colpo di stato organizzato e sostenuto da USA e Regno Unito negli anni Cinquanta.

      La differenza tra Iran e Turchia è che la Turchia fino a tempi recenti era stata "laicizzata" dalla casta dei militari e le Forze Armate erano garanti dello Stato. L'attuale regime del partito islamico di Erdogan, la cui ascesa "democratica" poteva essere fermata solo da un altro colpo di stato uguale a quello avvenuto in Egitto contro i Fratelli Musulmani, ha dovuto esautorare proprio i militari e adesso sta piano piano riformando Costituzione e leggi proprio per abolire lo Stato laico e sostituirlo con uno Stato confessionale.

      Con le "centinaia di filmati" mi ci faccio il bidet. Anche te UCoso mica puoi sostenere che i filmati sui nostri "migranti-profughi-rifugiati" sono bieca propaganda e quelli che ti fanno comodo invece sono documentari.

      Riguardo le "barbarie", stai mescolando pere e merluzzi. Il punto della faccenda è che NESSUNO Stato islamico è paragonabile ne al nostro concetto di "democrazia" e nemmeno al nostro concetto di "dittatura" (es. Germania nazista).

      Questa è la ragione basilare per cui non si può "esportare la democrazia".

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    25. Premesso che Hilter andò al potere esattamente come Erdogan, cioè come leader "democraticamente eletto" di un partito di fanatici.

      Facciamo un paragone tra la Germania nazista e la Turchia. I Nazisti si definivano "nazional socialisti" e quindi nei fatti modernizzarono la Germania secondo principi "democratici" (i gerarchi erano gente qualsiasi, solo più carogna degli altri), borghesi (la sinistra rappresenta la Borghesia, non il proletariato, lo continuo a ripetere) e nazionalisti nel senso di "sangue e terra".

      La Turchia contemporanea, che in precedenza era entrata nella NATO (garanzia dei militari) e che era in predicato di entrare nella UE, sta invece derivando verso il "califfato islamico", quindi verso una via di mezzo tra la teocrazia iraniana e una monarchia ereditaria. A fini pratici, diventerà l'ennesimo Stato trinale e economicamente catastrofico, cioè incapace di sostentare col proprio sistema produttivo e finanziario, la propria popolazione.

      Nota che i Paesi islamici dove non ci sono guerre intestine sono quelli dove c'è il petrolio. La ragione banale è che chi controlla i pozzi ha la furbizia di garantire il benessere più o meno a tutti e gli basta una guardia di pretoriani per tutelarsi da eventuali invidie interne alla aristocrazia.

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    26. Osservazioni pertinenti.
      Ciò nonostante l'Iran non è l'Arabia Saudita o il Pachistan.
      Postmessa: non vorrei vivere in nessuno di quei due paesi. Ma sotto tortura scegliere il primo.

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    27. UCoso, questo discorso non ha senso. Nemmeno il Pakistan è come l'Arabia Saudita, anche i Pakistani non sono etnicamente arabi e il Paese ha una demografia completamente differente, oltre, per inciso, ad avere un piccolo arsenale nucleare proprio, gentilmente offerto dal blocco sovietico tempo addietro.

      Il Pakistan è in guerra perenne con l'India, la cui islamizzazione è cominciata nel MedioEvo ma non è mai stata completata come avrebbero voluto, causa le semplice inerzia di un'area cosi grande e articolata. C'è stata la relativamente nota questione dei musulmani espulsi nel Bangladesh, eccetera.

      Se prendi uno ad uno tutti i Paesi islamici, sono tutti diversi tra di loro. E' noto che la maggior parte dei musulmani è costretto a leggere il Corano in arabo ma non parla l'arabo e questo implica lo stesso problema della Bibbia scritta in latino (o greco e ebraico) per gli Europei, con l'aggravante che il latino si parlava in Europa, l'arabo non si è mai parlato in molti paesi islamici.

      Un'altra cosa da considerare è che l'Islam richiede non solo la professione di fede ma implicitamente di rigettare il passato pre-islamico. Per un musulmano egiziano le statue, i bassorilievi o gli affreschi pre-islamici sono idoli pagani. In quanto tali vanno come minimo nascosti anche se l'optimum sarebbe distruggerli. Pari pari come l'immigrato che qualche anno fa qui vicino a casa mia ha tirato so un muro in cortile per nascondere l'edicola votiva tipica delle cascine con dentro la statuetta della madonna. Dal suo punto di vista è stato anche massimamente tollerante e rispettoso, nel farlo.

      Rigettare il passato pre-islamico, quindi tutto quello che precede il Medioevo, ha ovviamente conseguenze minime per gli Afghani ma devastanti per Paesi che furono sede di antiche civiltà, come appunto l'Iran o l'Egitto o anche la Siria o l'Iraq. La gente che non ha passato non ha presente e non ha futuro.

      Inoltre, nel mondo islamico non esiste il concetto di Nazione che abbiamo formato noi in Europa. Esiste il concetto di entità tribale, che è precedente e sottostante quello di Nazione ed esiste il concetto di "comunità dei fedeli", che è una idea universale. Ecco perché se l'Italia dichiarasse guerra al Qatar per noi sarebbero le falangi oplitiche di due Nazioni che si scontrano, per loro sarebbe la Cristianità che si scontra con l'Islam, perché al disotto non c'è nulla.

      Per cui, le singolarità Iraniane sono SCORAGGIATE dagli Iraniani, non sono valorizzate. Se non a livello tribale ma li è difficile sapere se si odiano di più due tribu limitrofe o due tribù distanti.

      Si, i Turchi dell'impero ottomano hanno sempre visto male gli Arabi, considerati come noi i Napoletani. Non che faccia differenza oggigiorno.

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  8. Era una donna magrebina? Di solito loro non si truccano (o forse quelle che ho visto io non si truccano, in quanto povere). Le donne turche, arabe, iraniane, medio-orientali, abbiano il velo o meno, si truccano eccome. Anche le donne col velo hanno una cura particolare a viso e occhi. Certo, probabilmente non le "popolane", tipo quelle che vanno a fare le pulizie o a lavorare nei campi... probabilmente non si possono permettere trucchi costosi. Ma non credo odiasse l'altra, probabilmente desiderava moltissimo poterlo fare anche lei.

    Essere truccate e ben vestite è una sorta di status symbol, credo in ogni zona del mondo...

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    1. Anche te. Quando dici "le donne turche" intendi quelle che abitano nel centro della Capitale o quelle dei villaggi di campagna? E quando dici "si truccano" intendi che lo fanno a casa loro o che lo fanno in pubblico?

      Te lo sai vero che la Turchia è attualmente controllata da un partito fondamentalista islamico? E che a fianco della Turchia c'è il famoso "califfato" che si ripropone di rifondare l'islam medievale? No cosi, tanto per mettere i puntini sulle I.

      Ripeto, comunque UCoso non era in treno in Medio Oriente ma in Emilia. Quello che conta è quello che succede in Emilia, non quello che succede in Iran.

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    2. Si, un treno in Emilistan, pieno di robaccia islamica che mi viene da bestemmiare, allahrluridomaiale che li strafulmini!

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    3. Sbagli, UCoso, se esiste una divinità che ti ascolta, indirizza gli strali verso chi te li mette in casa.

      Io continuo a ripeterti che il problema non sono gli stranieri, sono il tuo vicino, il tuo amico del GAS, il tuo collega di lavoro, tuo cugino, eccetera. Senza nemmeno la scusa della Sindrome di Stoccolma come BuluCosa sopra.

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    4. Pensa che tu paghi lo stipendio di questo deputato del PD.

      Nato a Casablanca, in Marocco, il 1º gennaio del 1983, Chaouki emigra con la propria famiglia in Italia a nove anni, crescendo tra Parma e Reggio Emilia. Sin da adolescente si impegna nel mondo del volontariato in seno alla comunità islamica italiana. Nel 2001 è tra i fondatori dell'associazione "Giovani musulmani d'Italia" (GMI) e delegato nel Comitato garanti (fino al 2011)[1]; nel 2003 viene eletto presidente della stessa. Dal 2005 è membro della Consulta per l'islam italiano presso il Ministero dell'Interno. Di professione è un giornalista (ha lavorato presso l'agenzia di stampa ANSAmed) ed ha collaborato con il Corriere del Mezzogiorno, la Repubblica, Reset, Il Riformista, Al Jazeera; risiede a Roma.

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  9. Ricorderete il terrorista ucciso a Sesto S.G. dopo essere rientrato dalla Germania. Sesto confina con Milano a Sud e Cinisello a Ovest.

    "La polizia ha smantellato una cellula terroristica e ha arrestato quattro persone tra Perugia, Milano e la Germania: si tratta di tre cittadini tunisini e uno originario del Marocco. Al vertice dell'organizzazione, considerato una sorta di 'capo carismatico' della cellula specializzata nel proselitismo online, un tunisino, stabile a Milano, in carcere per spaccio."

    "Espulso un tunisino. Nel corso dell'indagine sono state eseguite perquisizioni anche a carico di altri due stranieri, un algerino e un tunisino. Quest'ultimo, un 36enne che risiedeva a Cinesello Balsamo, è stato espulso con un provvedimento del ministro dell'Interno Marco Minniti per motivi di sicurezza."

    Siamo solo agli inizi, non può che peggiorare.

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    1. Quando ci saranno le prime stragi in Italia, qualcuno inizierà a destarsi.

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    2. Io voglio dire che la domanda di tutti dovrebbe essere:

      "cosa ci fa un tunisino che vive spacciando droga a Milano, perché non è stato caricato su una nave per il trasporto della sabbia e scaraventato sulla costa della Tunisia?"

      Cos'è il tunisino, un "povero profugo"? Un "richiedente asilo?" o citando il presentatore TV comunista "una mamma col bambino in braccio"? un "oppresso"?

      Stamattina alla radio c'era la rassegna stampa e citavano un "generale"?? intervistato da l'Unità il quale sosteneva che sono i "populisti" che respingono gli immigrati e cosi facendo li "costringono" a "radicalizzarsi". Che era la tesi di quell'esponente del PD che sosteneva che per combattere il terrorismo servono moschee e centri islamici in ogni quartiere delle nostre città.

      Ecco, direi che la ragazza che si trucca e la palandrana che la detesta è veramente guardare il dito invece della luna.

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  10. Prego leggere questo articolo del Corriere.

    Cito:
    "e comunque una cosa è certa. la figlia della musulmana tra 15 anni vorrà la minigonna e truccarsi come una puttana. e con queste cose che si fa l'integrazione"

    Differenza tra sogno e realtà.

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  11. Comunque ci stiamo integrando in fretta.

    Oggi poi ho assistito a una scena da delirio.

    Vado all'ospedale e lascio la macchina in un parcheggio a pagamento. Finita la visita esco dall'ambulatorio, pago il biglietto, prendo la macchina e mi incolonno dietro le altre che aspettavano in fila dietro la sbarra. Dopo cinque minuti che la fila non si muove, scruto l'orizzonte e noto che c'è trambusto vicino alla colonnina, ci sono dei tizi che si agitano. Schiamazzi. In quella vedo arrivare di fretta due guardie provenienti dal vicino pronto soccorso, probabilmente allertate da qualcuno. A quel punto scendiamo dalle auto per vedere cosa stava accadendo e scopriamo che due di 'sti merdosi stranieri si erano messi davanti alla colonnina, impedendo di inserire il biglietto se non gli si lasciava l'euro, a mò di tangente. MA PORCOD**!!!

    Bisogna andare in giro con il lanciafiamme.

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    1. Vedi, poi se questi si radicalizzano è colpa tua.

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    2. In un paese civile si pigliano i due e si applica loro, una prima volta, una pena equa, rieducativa (ad esempio, per 60 giorni recuperare immondizia, differenziarla, un giorno scontato per ogni 5 quintali di rifiuti raccolti).
      La seconda volta li si mette in carcere per tre anni.
      La terza volta entrano in carcere e non escono più.
      Come negli SUA, la pena deve essere progressiva: ti diamo due o tre possibilità, poi vieni eliminato dalla società perché sei nocivo, criminale, molesto.

      Nel caso, essendo invasori, vengono rimpatriati nel giro di 24h, schedatura DNA e pena capitale in caso di rientro in Italia.
      Questo, ovviamente, richiedere azioni piuttosto incisive sui paesi di origine, modifiche del diritto storto, nazionale e internazionale.
      Del resto, in tempi di guerra migratoria, è proprio il cavillismo tecnico pseudogioridico a venir utilizzato per mettere sabbia nella macchina della giustizia per renderla inefficace (o, peggio, semplicemente ingiusta e vessatoria con le vittime/onesti).

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.