giovedì 30 marzo 2017

Serata no

E' arrivato con venticinque minuti di ritardo sul ritardo programmato di un'ora. Nonostante i tentativi di comunicazione. Che comunicare, se non sei preciso, non serve a nulla, bimbo mio. Era già tardi e io, minuto dopo minuto, non mi capacitavo. Passano i minuti, avanza la lancetta lunga, e diventavo da incredulo a scocciato, arrabbiato, fremente...
Quando è arrivato, col risotto sbobbazzato nonostante il tentativo di posticiparne sempre più la preparazione, l'ho praticamente assalito verbalmente.
Essere uomini significa anche dire cose sensate e rispettare ciò che si è pattuito con il prossimo, con l'interlocutore. L'accompagna sua madre autossicodipendente e arriva con ritardo nel ritardo, se fosse venuto col treno dopo sarebbe arrivato, nel ritardo, dieci minuti prima.
Sotto le sfuriate mi ha detto che sotto la pressione della giornata se l'era presa un po' comoda (già, perché in questa settimana col progetto Buona Scuola è a fare un lavoro assai "interessante, formativo", distribuire volantini in un centro commerciale per una farmacia, ore gettate allo studio di cose importanti, che si i lavori sono di questo rango si potrebbe anche evitare di far soccombere loro lo studio). E poi lo zaino è pesante che mi intenerisce ma è anche un marcantonio più grande e grosso di me, ora.
Tutto non andava, era storto.
Il merito è semplice e sensato. Ma io, sotto la pressione emotiva, ho ciccato completamente le modalità di comunicazione. Il bipede poi mi ha raccontato che si era impegnato per cercare di essere a casa prima. Poi, il bipede, si è fatto silenzioso con gli occhi umidi.
Mi ha detto che ultimamente litiga con UnaBipede, con sua madre, con il suo nuovo marito, ora con me.
Sì, il litigio poi ha portato qualche intimità. Ma era sintomo di limiti suoi e miei. Ieri ci eravamo riappacificati, stamani mi sono scusato. C'è anche che mi manca, che lo vedo sempre meno, non facciamo più un cazzo insieme, sono ridotto ad un papà base appoggio logistico.
Ieri è stata una serata no.

8 commenti:

  1. Poi va tutto in prescrizione

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    1. Prescrizione...
      Non so se io abbia capito bene.

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    2. si, che tutto si risolve, ivi compreso i problemi con il figlio. bisogna utilizzare una forma di comunicazione intelligente, soprattutto per noi separati.

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  2. UCoso, gli antichi apprezzavano la "laconicità", ovvero l'espressione verbale concisa tradizionalmente associata agli abitanti della Laconia, gli Spartani.

    A me sembra che tu abbia fatto due errori relativamente femminei, primo, reazione emotiva esagerata e logorrea davanti al comportamento "irresponsabile" della tua prole, secondo, le scuse, che inevitabilmente manifestano debolezza.

    Non so se al rampollo conviene avere due madri o una madre e mezzo.

    Riguardo il vederlo sempre meno, UCoso, è la vita. Gli uccellini volano via dal nido e buonanotte. Mica puoi tenere il papero sotto l'ala per sempre.

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    1. Le scuse sono state per il metodo, ovvero per la sfuriata. Sono stato molto chiaro scusandomi per la cattiva comunicazione e che il resto non cambiava (essere precisi, comunicare informazioni precise e prendersi l'impegno di rispettare quando comunicato).

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    2. Scuse intrinsecamente inutili che manifestano un tuo senso di colpa, ergo una tua debolezza. Manifestano DUE volte, la prima quando fai la "sfuriata", la seconda quando te ne scusi.

      Ai miei tempi tutti i babbi ti urlavano dietro "questa casa non è un albergo" seguito da "ah si? farai come ti pare quando non vivrai più in casa mia" seguito da "non esci per un mese, stai a casa a studiare, barbone".

      E fine della storia, tu te l'aspettavi come il tuono e la pioggia e ognuno rispettava i suoi ruoli.

      Poi cosa facevi o non facevi, il "dialogo", che è sempre e comunque UNA FINTA, era di pertinenza delle mamme, che dicevano sempre "vedrai stasera quanto torna il babbo", quando l'avevi fatta grossa e non poteva passare in cavalleria.

      Ripeto, l'Uomo contemporaneo che è pari al figlio e anche un po' mamma, mi lascia vieppiù perplesso.

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  3. Sono aspetti della dialettica tra genitore e figlio...c'è la crescita di mezzo, o NO? detto questo, esserti scusato per ciò che è stato di poco gradevole, è stato quanto meno saggio da parte tua; lui lo farà a modo suo...tempo al tempo e alla crescita. Io per aver adottato il metodo del padre duro e intransigente, che non media col figlio...dalle mie parti c'è un detto contadino: Come semini, raccogli.

    Tutto quì, non si tratta di assecondare...A poi UUIC

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  4. Distribuire i volanti è comunque utile dal punto di vista formativo.

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