giovedì 15 giugno 2017

Sem... água



Ieri sera i GAS della zona hanno organizzato un incontro con un esponente dei Sem Terra. Io sono sempre vicini ai contadini e ritengo che in una società sana la terra debba essere di chi la coltiva, da chi la rende fruttifera a bene suo e di tutto il resto della comunità umana.
Devo dire che ho finito tardi di mangiare con UnBipede. Poi po' di impedenza con persone che spesso trascurano o, più spesso, apologizzano e sostengono la guerra migratoria che stiamo subendo mi ha trattenuto (divisione e guerra sono GIA' tra di noi), la stessa guerra migratoria che ha devastato e distrutto le culture indigene.

Per un periodo di complessivamente un'ora circa, anche se a tratti, ha piovuto, in alcuni momenti forte. Passavo dalla loggetta alla finestra verso la Quercia Grande, felice come un bambino per questa, acne se poca, fresca e dolce acqua, per i profumi di terra, per il suono delle gocce sul tetto, per vedere, finalmente, qualche pozzanghera e i cerchi concentrici, delle gocce, in esse.
Non c'è nulla di più sensuale, che mi dia gioia, della pioggia dopo o in un periodo di terribile siccità.
Mi sono innamorato della pioggia e sono rimasto tutta la sera con lei.

21 commenti:

  1. Torniamo sempre a bomba. Storicamente i contadini occupano la base della piramide sociale, ovvero sono quelli che contano di meno.

    In Italia i contadini hanno abbandonato le campagne per diventare operai, perché l'operaio viveva meglio del contadino. Paradossalmente dovendo scegliere se vivere a contatto con la merda o con il "pipponio", i contadini sceglievano il secondo. Sappiamo che questo cambiamento economico, sociologico, demografico, è stato cavalcato dalle ideologie "operaiste", con il triste risultato degli inferni in cemento armato e dei muri col filo spinato.

    Sempre storicamente, chi coltiva la terra non la possiede, è un dipendente o un servo o anche uno schiavo nella stragrande maggioranza dei casi. Esisteva una classe, ora scomparsa, dei proprietari terrieri. La proprietà terriera era quello che dava i diritti civili, la cittadinanza e viceversa, il requisito per potere possedere la terra erano i diritti civili o la cittadinanza. La "democrazia" in origine consisteva nel fatto che il piccolo proprietario poteva sedere da pari col grande proprietario, poi il piccolo proprietario fu assorbito nella classe dei "borghesi", ovvero artigiani e mercanti che vivevano attorno al dominio del nobile e che di solito oltre alla bottega possedevano una vigna o un podere (vedi il caso della famiglia di Leonardo).

    La scomparsa della proprietà terriera e la scomparsa del vincolo tra proprietà terriera e cittadinanza ha ovvie ricadute politiche. Non esiste più di fatto la "DESTRA" che in origine era appunto la rappresentanza dei "conservatori", ovvero dei proprietari e per estensione, dei loro contadini/dipendenti/servi.

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    1. Aggiungo una cosa:
      In questi giorni, nel silenzio generale, i compagni stanno cercando di approvare la legge sullo "jus soli", spacciandola come la necessità di "garantire i diritti ai bambini nati in Italia", diritti di cui godono di già, mentre ha lo scopo di dare la cittadinanza ai familiari di questi bambini e moltiplicarla col diritto di ricongiungimento.

      Mai come oggi sarebbe il caso di riproporre il famoso "Aventino", ovvero l'abbandono del Parlamento. Ma citando Fortis a proposito di SPQR, "ah dottori, non è più tempo di guerre", torno a citare l'inno, altro che Vittoria che porga la chioma, schiava di Roma, siamo noi a dovere chinare la testa.

      Dai coi contadini del Chiapas o di Vattelapesca, UCoso.

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  2. Di fatto, la crisi sta spostando gente in agricoltura. C'è un ritorno al mondo agricolo.

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    1. A Detroit, i cittadini coltivano ortaggi nei parchi pubblici.
      Quale immagine migliore ...

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    2. Un potrebbe anche pensare alla salute di una societa' nel quale il settore PRIMARIO (le parole hanno un senso, anche in economia) sia stato così vituperato e negletto.
      Un enorme edificio sempre piu' grande e pesante, con le fondamenta ridotte sempre peggio.
      Mi sembra che i segni di senescenza e corruzione, qui, non siano minori di quelli della hybris panmixista, la giuliva proclamazione tronfia e autocompiacente della fantastica opportunita' del Grande Stupro, dei cretini che proclamano una "societa' piu' aperta e accogliente" come se il venire penetrata brutalmente e sempre piu' massicciamente non fosse la realta' oggettiva di una guerra e migratoria e islamica subita quotidianamente.

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    3. A tratti pare di vedere qualcosa di medievale in questo. Tanto "progresso" per poi dover scappare e ripiegare su se stessi perché vengono a mancare i mezzi per la sopravvivenza.

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    4. UCoso, io ormai ho capito due cose.

      Tu non sai nulla della Storia con la S maiuscola, conosci solo delle storie con la s minuscola. Non è colpa tua, anzi, sei perfettamente normale. Il guaio è che questa "normalità", che emana dal sistema scolastico in primis e poi viene sostenuta da tutto il resto, è una grossa parte del Piano.

      Mi spiego. In Italia la produzione agroalimentare si fonda sulla tradizione della agricoltura intensiva, ovvero quella che si è sviluppata in una regione del mondo estremamente variegata per etnie, scambi culturali, migrazioni, invasioni e per orografia.

      Guardavo un video di un russo in visita in Italia e diceva che arrivando in aereo si nota subito al differenza tra il paesaggio italiano e quello di altri Paesi. Da noi ogni centimetro quadrato è usato per qualcosa, qualcosa di differente, è un mosaico di mille mila tessere. Che si riflette nella complessità della tradizione che poi diventa "qualità" nei termini di una persona abituata alla omogeneità quantitativa.

      E' vero che i contadini occupano DA SEMPRE la base della piramide sociale ma nel caso italiano ogni contadino, anche se mero bracciante, doveva possedere un know-how peculiare, dovendo operare con modalità abbastanza differenti da un suo "collega" a poche decine di chilometri da li.

      Il nostro problema attuale è che la tradizione italiana viene cancellata per via del Piano, insieme a tutte le peculiarità dell'Italia e degli Italiani, per essere sostituita con una emanazione del "mondialismo". Invece di coltivare, che ne so, 120 tipi diversi di carote in 47 modi differenti, dobbiamo coltivare 2 tipi di carote perfezionate dalle multinazionali delle bio-tecnologie per poi metterle sul "mercato globale", esattamente identiche a quelle coltivate negli altri continenti. Quindi il contadino italiano diventa "una persona qualsiasi che coltiva le due carote "mondiali" nelle modalità previste" e lo fa, incidentalmente, in quella regione del mondo convenzionalmente nota come "Italia". Questa persona è UGUALE alla persona che fa la stessa cosa in un qualsiasi altro punto geografico, posto che si presti alla coltivazione delle due carote "mondiali".

      L'altra cosa che ho capito, UCoso, è che sei circondato da brutta gente. Anche io, ovviamente, solo che tu li ami.

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    5. Usciamo dalla agricoltura. Nelle cronache c'era l'episodio del ristoratore che ha apposto un cartello con scritto "qui lavorano solo Italiani" o qualcosa del genere.

      Apriti cielo.
      Tra i tanti commenti paradossali il migliore è "ma si, ovunque nei ristoranti "italiani" lavora personale non italiano", con questo volendo significare le magnifiche sorti progressive del "mondo che cambia".

      In realtà è ovvio che se tu metti un cingalese a cucinare il risotto alla milanese, non sarà più il "risotto tipico", seppure con sottili variazioni da un cuoco all'altro ma, SE VA BENE, cioè se il cuoco ha studiato, sarà la versione "fusion - internazionale" codificata del "risotto alla milanese", esattamente uguale a quella che mangi in Nuova Zelanda cucinata da un cuoco lappone.

      Allora, abbandoniamo pure l'idea che esista la "italianità" e che esistano i Popoli, assumiamo pure che tutte le persone siano uguali. Cosa resta dell'Italia? Cosa abbiamo da offrire al mondo? Un hamburger in Italia costerà sempre di più di un hamburger prodotto dove ci sono milioni di mucche che pascolano su immense praterie. Noi avevamo che ne so, la bistecca di mucca chianina, puff, non c'è più. Morte tutte le nonne che tiravano la sfoglia dei ravioli e poi facevano il ripieno, ci rimarrà il kebab, che però non sarà mai come quello che mangi (non ci voglio pensare) dove l'hanno inventato, mosche comprese. E via via.

      Quello che io non capisco è la gente che si eccita all'idea del "multiculturalismo", del "meticciato", della "modernità uniforme". Tipo i grattacieli in mezzo a Milano, che sono uguali a quelli che trovi in una qualsiasi citta di qualsiasi posto al mondo. E che minchia ci viene a fare un turista a Milano se mangia il risotto cucinato da un cingalese sotto un grattacielo uguale a quello che trova a casa sua?

      Boh.

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    6. @Lorenzo: Il tipo di produzione / economia "globale" necessita di consumatori globali, mediamente tutti uguali.
      Parlano tutti una specie di broken English, mangiano tutti lo stesso panino, vestono tutti con identiche magliette e pantaloni, guardano tutti gli stessi format di reality show, ecc.

      Logicamente, quando si spostano,trovano le stesse catene aeree, di ristoranti, di alberghi, mezzi di trasporto, altrimenti poverini si troverebbero spaesati.

      E' così, purtroppo. E, in un quadro del genere, il made in Italy non ha più senso.

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    7. Lorenzo, tu sfondi una porta aperta.

      Lotteria, la globalizzazione è la omologazione brutale alla mediocrità industrializzata che,non di rado tende a peggio ulteriore.
      Prego osservare che quella parte dei sinistranti che erano No Global ora sono trascurabili"distruttori di muri" e isterica fondamentalisti del sesso"mondo è di tutti" e di slogandogmi per cretini del genere.
      Il fatto che questacdemenza permei parti sempre più estese della società è un segno GRAVE.

      L'eccellenza di molti prodotti italiani è un un problema per i competitori => rimuoverne le cause e ugualizzare al peggio.
      Con la complicità di molti italiani.
      Mah.

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    8. Lotteria è la distorsione del furbofono per nottebuia.
      Ma questo smart è proprio scemo.

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    9. Se:
      "E' così, purtroppo. E, in un quadro del genere, il made in Italy non ha più senso."

      Allora:
      L'Italia non ha più senso.
      Gli Italiani cessano di esistere per essere sostituiti da un meticciato apolide.

      Quindi:
      Quello che io non capisco, me lo posso spiegare solo con la follia indotta dal lavaggio del cervello fino dall'infanzia, è come gli Italiani possano festeggiare con trombette e tamburelli LA LORO FINE, la loro scomparsa dal mondo. Cos'è questo "cupio dissolvi", questa brama dell'annullamento?

      UCoso,
      la tua porta non è proprio aperta, è semi-aperta o semi-chiusa, a seconda di come la guardi. Ti do atto che certi argomenti sono trattati qui sul tuo blog ma nello stesso tempo, ripeto, frequenti con soddisfazione, sia nel "reale" che nel "virtuale", brutta e bruttissima gente.

      A proposito dei "sinistri" (dovrei ripetere la tirata sul significato del termine), quando dicono "globalizzazione" e "muri" nella loro testolina farcita di cacca di piccione, intendono IN UN SENSO SOLO, ovvero no-borders significa che chiunque può venire in Italia, non che gli Italiani possono andare ovunque, significa che tu devi mangiare il kebab, non che un indonesiano deve mangiare il salame felino. Non conta il "come", conta lo scopo ultimo, ovvero abbattere lo "Stato borghese". E' la stessa "rivoluzione" che facevano i nonni in nome della Classe Operaia, con altri mezzi e stavolta in totale accordo con le famose "elite apolidi".

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    10. Mah. Secondo me gli italiani mediamente non ci hanno capito una mazza.
      Direi piuttosto che abbiamo classi dirigenti che non ci amano affatto.

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    11. Non c'è niente da capire.

      Quando si parlava del blog di FabriCoso nella lista a destra, c'era l'articolone incentrato sul fatto che tutti parlano della legge sullo "jus soli" senza averla letta (che è ovvio visto che non esiste, esiste una proposta da emendare) e di dividono nella categoria di quelli "evoluti" che COMUNQUE la considerano indispensabili e i "retrogadi" che vivono nelle capanne preistoriche e che COMUNQUE la considerano una maledizione.

      Questo modo di pensare ce l'ho avuto davanti da quando ho memoria, ovvero che i "compagni" sono il Popolo Eletto a prescindere e tutti gli altri sono feccia disumana.

      Peccato che si parli sempre di ALTRO. Nel caso dello "jus soli" non c'entrano niente i bambini esibiti nel circo di Repubblica, come nelle fotografie posate dei finti reportage dalla Siria. IN REALTA quello che si sta dicendo è che l'Italia in quanto Nazione deve cessare di esistere. Non lo dice FabriCoso o io o Piripicchio, lo dice il Presidente della Repubblica o il Presidente del Consiglio o i Presidenti delle due Camere. Lo "jus soli" è perfettamente coerente con questa affermazione, è una conseguenza meccanica. Se non esiste Nazione non esiste Popolo e quindi non esiste niente che separi, divida, distingua un essere umano da un altro. Niente frontiere (no borders) e niente passaporti o visti. La "cittadinanza" perde qualsiasi valore formale/ideale, perde qualsiasi collegamento con gli Avi, diventa un semplice certificato di residenza, come quello che facciamo quando traslochiamo da un Comune ad un altro. Il certificato di residenza del Cittadino del Mondo, che si sposta e vive dove vuole nel Mondo e che risponde all'ipotetico "Governo Mondiale", di cui la "Unione Europea" è una trasposizione ugualmente astratta. Chi vogliamo noi? L'Unione Europea!. Cos'è? Boh ma che domande ti fai omino retrogrado delle capanne.

      Che poi chi predichi notte e giorno questo futuro lo faccia da una stanza con cimeli risorgimentali, coi corazzieri al fianco, pare non disturbare nessuno. Se ci fossero che ne so, due Inuit in pelliccia e glifi andini sarebbe uguale.

      Sul concetto di "classe dirigente" bisognerebbe aprire un altro capitolo ma già cosi sono uno sfigato che non dovrebbe dire niente perché ne miliardario ne uomo assai importante, quindi ometto.

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    12. Fabristol si descrive come libertari(an)o e molto critico nelle derive fanatiche, oscurantiste dei sinistranti. In ogni caso io non ho alcun mandato e poca cognizione per farne l'avvocato difensore.

      Penso che egli, come molti altri immigrati, sia in una posizione ideologica spuria: se sottoscrivesse o confutasse alcune posizioni si ritroverebbe in una posizione scomoda, ovvero di italiano in casa altrui (dei granbritannici).

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    13. Si sono tutti "liber-qualcosa".
      Ma non farmi ridere, anche te.

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    14. A proposito, oggi leggo:
      "Residenza fittizia per
      gli esami di maturità facili: a Napoli in centinaia da tutta Italia

      La denuncia dei Verdi: basta spostare in maniera temporanea la residenza per poi sostenere l’esame in un istituto paritario. Un giro di circa 14 milioni di euro".

      Due "pseudo-notizione" in una. La prima è che gli esami esistono per i fessi, gli altri scavalcano andando nei "diplomifici". Una Nazione fatta cosi poi si "indigna" per la storia del diploma comprato dal Trota in Albania. E qui aggiungerei che conosco anche gente che si è intitolata una Università di cui è Magnifico Rettore e che ha sede nel soggiorno di casa sua.

      La seconda "notiziona" è che tutto succede a Napoli. Non succede tutto ma tutto succede. Poi tocca leggere che DeMagistris si candida a Imperatore delle Galassie perché da quando c'è lui si parla di "modello Napoli". Certo, è già qualcosa che non si parli di "modello Reggio Calabria", per dire.

      Le risate che mi farei se fossi un alieno.

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    15. Altro articolo interessante: è ufficiale, ci raccontano un sacco di fregnacce.

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    16. Quano facevo le superiori in Lombarida mi ricordo che i giovani asini di ricche famiglie dopo essere stati ripetutamente segati dalle buone scuole pubbliche, andavano in alcuni istituti a pagamento e facevano delle cose mostruose, tipo 3 anni in uno.

      Abbiamo la kompagna ministra dell'istruzione senza laurea e la Gelmini che ando' a prendere un titolo (non ricordo quale) in un diplomificio del sud.


      Letto quell'articolo sulla diversamente verita' distribuita alle masse dalla polizia tedesca.
      La propaganda e il plagio delle massi si fa in molti modi.

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  3. Mah. Secondo me gli italiani mediamente non ci hanno capito una mazza.
    Direi piuttosto che abbiamo classi dirigenti che non ci amano affatto.

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    1. Le classi dirigenti dovrebbero essere il meglio di un paese. Invece non lo sono e quindi sono gia' peggio. Sembra un ossimoro e invece non lo e'.
      Filtro passamerda, nottebuia.

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