venerdì 30 giugno 2017

Dobbiamo arrivare prima a Roma

o - L'Italia è sempre stata sovrappolata e quindi povera e tornerà povera.
_imo, gasista.

Metis.
Già.
Forse mi manca professionalmente?
In realtà trovo conferme frequenti di difficoltà oggettive. Anche con colleghi stimati: strumenti che bisticciano, non funzionano, gratuiti ma approssimati. Come chirurgo fareste operazioni complesse con bisturi o fresa che funzionano il 70% delle volte oppure quando va una non funziona l'altro?
Così anche l'ultimo progetto, lo prendo in consegna da uno in gamba che se ne va, mi dicono :- più o meno una settimana uomo.
Solo che la macchineria... non va. Era progetto stabile da tempo e critico per l'azienda ma, nel frattempo, gli strumenti sono cambiati.
E' una settimana che lottiamo con essi: aggiunti qui e poi si rompe un'altra linea di produzione.
Avere competenze e professionalità e Metis. Non così facile né comune. Anche per questo quasi tutti iniziano come tecnici (non di rado scarsi/cialtroni) e poi cercano in tutti i modi di fare i menegger, fanno carriera lì.
A me piace un sacco questa tecnica e l'ingegneria che è l'eco-nomia del processo e del prodotto al di là della punta del naso, sempre stato appassionato di un lavoro che può essere creativo e rigoroso, un lavoro completo, leonardiano.
Ma non va bene.
Il nuovo imperativo è fretta e "bene" nel senso che appaia.
Non è un problema di quest'azienda: quando c'erano molti denari perché tanto ci sono molti denari per delle sòle (ricordate la bolla delle new tech degli anni 90? aziende con non prodotti/fuffa  e soldi a palate?).
Ora non ci sono soldi e le cose continuano a non andare. Così su una settimana di passaggio consegne una settimana è andata per la strumentazione che non va ovvero ieri si è rivelata  incompatibile tra progetti (in produzione) paralleli. Io sono stato professionale e la mia esperienza mi ha sussurrato  :- Ehi, uomo, va a controllare  "un attimino" se è successo  qualcosa di là?!
Contento e gasato perché avevo ripristinato la situazione per un'altra linea produttiva e, al termine di una giornata tesangosciante  agli ultimi venti minuti di un'ora già in straordinario gratuito perché non vado se questa verifica non..., scopro che è la nuova linea di produzione che si è rotta dopo aver ripristinato la prima.
Una volta c'era la ricerca e sviluppo che NON era direttamemte produttiva non in vincoli di efficienza produttivi usuali. La produzione, viceversa, era improntata ad una certa stabilità e un qualche conservatorismo fisiologico, sano.
Ora la hybris delle smart decnologis dà alla testa, pochi denari, mercato immiserito  (il furbofono aveva distorto in immigrato) e facciamo ricerca in produzione e produzione in ricerca.
Ore tre e quaranta e non dormo, risistemata la prima linea per la seconda, quella per il progetto da prendere in carica, si è "rotta".
Il collega che se ne va si era pagato di tasca propria l'ambiente di produzione professionale per i limiti/instabilità  evidenti di quello gratuito, "open" (ora, il più esperto, appunto, va).
Mi dice oggi: su un problema simile lavorai 8h 7gg senza trovare una soluzione, spostai quella linea di produzione su altra macchina, altro ambiente. Metis richiede tempo e risorse.
Però tutto in una settimana pronto, nozze coi fichi e senza tempo neppure per il rito in chiesa.
Un'auto che non sterza a sinistra  però dobbiamo arrivare prima a Roma.
Anche Metis ha dei limiti.

44 commenti:

  1. Metis ti sta inaridendo, sembra..

    RispondiElimina
  2. UCoso, il fenomeno non è limitato al tuo ambito lavorativo, è generalizzato.

    Un mio conoscente torna dagli USA e mi dice che i "tecnici" americani sono tutti storditi. Perché lui qui è abituato a saltare di palo in frasca cercando di fare le proverbiali nozze coi fichi secchi e chiedere alla azienda di comprare un cavetto è come chiedere la Luna. Negli USA mi dice quando qualcosa non funziona più che perfettamente la prendono e la buttano. Non la buttano nel senso che la portano alla piattaforma ecologica per lo smaltimento, la buttano nel mucchio di rumenta in mezzo alla strada.

    A questo aggiungi due altri fenomeni ovvi.
    Abbiamo formato generazioni di "manager" o in generale di "dirigenti" che non sanno fare niente tranne la prostituta e non hanno nessun altro scopo che ricavare il maggior utile possibile dalla prostituzione. Si, certo, grandi confezioni e imballaggi pieni di fischietti e campanelli, cortine di fuffa ma se vai alla sostanza, se ti fermi a guardarli, lo vedi.

    Abbiamo formato un popolo di minorati. Non ignoranti nel senso del passato. Gli avi erano poveri e quindi facevano quello che potevano. Ma cercavano di migliorarsi. Ad un certo punto è scattato un interruttore e il processo ha preso la direzione contraria. Disponibilità di risorse materiali ed immateriali che gli avi non potevano sognare che produce una massa di celebrolesi. Ogni aspetto del vivere deve essere semplificato, adattato, infantilizzato per potere essere "consumato" da questa massa di idioti. Ancora, faccio l'esempio degli USA dove sulla forchetta ci mettono l'avvertenza "non ficcarsela in un occhio, non usarla per grattarsi le emorroidi", altrimenti qualcuno lo fa e poi fa causa alla ditta che vende le forchette.

    Noterai che i problemi sul lavoro non sono tanto legati alla mancanza di risorse, umane o materiali, sono legati all'infantilismo e alla prostituzione che ho detto sopra. L'infantilismo del "voglio voglio" incondizionato e la prostituzione del "qualsiasi cosa ha un prezzo".

    Qui mi fermo e ripropongo una domanda che è collegata. L'Italia cosa ha da offrire al mondo? Visto che hai cominciato col dire che era un Paese povero e povero deve tornare. Abbiamo avuto alti e bassi ma in generale l'Italia al mondo ha offerto ingegno. Le armature fabbricate a Milano erano vendute in tutta Europa, mica perché qui ci fosse il ferro o chissa quale risorsa, era l'ingegno degli armaioli. In questo presente e futuro sul modello USA di "Idiocracy" cosa ci rimane?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah dimenticavo: aggiungi l'iniezione di milioni di immigrati che aggiungono povertà a povertà, prima ideale e poi materiale. Tu dimmi quale attività lavorativa contemporanea può impiegare proficuamente degli Africani (ovviamente non parliamo di fisici nucleari russi). Non dico la "Industria 4.0" di cui fanfalucano i "dirigenti" ma nemmeno zappare la terra. Nuotiamo in un oceano di paradossi.

      Elimina
  3. "Abbiamo avuto alti e bassi ma in generale l'Italia al mondo ha offerto ingegno. Le armature fabbricate a Milano erano vendute in tutta Europa, mica perché qui ci fosse il ferro o chissa quale risorsa, era l'ingegno degli armaioli."

    Non farmici pensare. Poi tutte le nostre competenze(non solo di noi Italiani ma di tutto l'occidente in generale) le abbiamo trasmesse ai trogloditi mandorlati cinesi e del sud-est asiatico, che diversamente sarebbero ancora fermi all'età della pietra..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si e no.

      Le tecnologie le puoi trasferire, basta mandare una macchina e i Cinesi, che hanno perfezionato l'arte partendo dai macchinari sovietici, fanno il "reverse engineering" e te la copiano (più o meno) uguale.

      Quello che non puoi trasferire e che va semplicemente perso come le proverbiali lacrime del replicante nella pioggia, è la "arte", intesa nel senso originale, cioè il "saper fare" che viene da generazioni e generazioni di fabbri, scalpellini, orafi, ciabattini, tessitori e tintori, imbianchini, mugnai, contadini, eccetera eccetera.

      Senza contare ovviamente i Michelangelo, i Raffaello, i Brunelleschi e compagnia scolpente, dipingente, suonante, verseggiante, architetteggiante.

      Coglioni nelle università e coglioni negli uffici, robot nelle fabbriche e immigrati a fare tutti i lavori che non sanno fare. Potremmo trasferirci tutti su Marte e sarebbe uguale.

      Elimina
    2. Dicevo tempo fa dell'architettura di Milano, che i nuovi grattacieli degli emiri e delle banche sono esattamente uguali a quelli di qualsiasi altra città del mondo.

      Dicevo del fatto che nei ristoranti di Milano, tranne forse quelli dei VIP a cui io non ho accesso, tutti i cuochi sono stranieri.

      Allora rifaccio la solita domanda: che differenza c'è tra Milano e un altro qualsiasi posto del mondo? Perché qualcuno, dato che siamo "tutti migranti" e "cittadini del mondo", dovrebbe vivere a Milano piuttosto che a Nuova Delhi o a Santiago del Cile o a Wellington? Perché un qualsiasi prodotto italiano dovrebbe essere meglio di un prodotto di un posto qualsiasi?

      Alla fine la domanda diventa: come pensiamo di campare noi, i nostri figli e nipoti?

      Elimina
    3. Ogni tanto mi domando quando ci staccheranno la spina, visto che qualsiasi cosa facciamo la possono produrre altrove a un terzo del costo.

      Mah... come faceva quel pezzo? Ah, ecco :)

      Elimina
    4. La botta arriverà quando dovremo dichiarare il default, come la Grecia.

      Se consideri che nonostante i "tagli" e la "austerità" che ci impone la "Europa" il rapporto tra Debito e PIL si avvicina al 140%, mi sembra ovvio che è solo questione di tempo.

      Con una differenza ovvia: il botto dell'Italia sarà molto più forte, perché ci sono più persone solo in Lombardia che in tutta la Grecia.

      Nel frattempo siamo qui ad affrontare le vere priorità nazionali, accoglienza dei "rifugiati" e jus soli, il matrimonio gay, la legalizzazione delle droghe, eccetera.

      Al mondo nel suo complesso non importa, si creano nuovi equilibri e nuovi squilibri, chi prima era povero diventa ricco, chi era ricco diventa povero, chi muore giace e chi resta si da pace.

      Elimina
    5. Ah, dimenticavo la guerra civile che sarà inevitabile quando non ci sarà da mangiare e il riscaldamento nelle case. Robetta rispetto ai "diritti".

      Elimina
    6. Sebbene io fossi e sono allarmato da un punto di vista ecologico questo dell'insostenibilità è una questione grave che allarma anche te, Lorenzo.
      Io ritengo che la voragine finanziaria, statuale, che stiamo allargando giorno dopo giorno sotto il paese sia proprio uno degli effetti di tale insostenibilità.

      Elimina
    7. UCoso, noi due forse condividiamo la vista sulle cose ma ci separano due aspetti:

      1. io insisto sul fatto che BISOGNA CONOSCERE LA STORIA, dove per Storia non si intende la montagna di paradossi, balle e semplici cazzate che propala la "sinistra" (perfino il termine è una mistificazione) da cent'anni, riscrivendo i fatti all'indietro ogni cinque minuti.

      2. io non credo nella "decrescita" e non ho alcuna visione romantica ne del "passato" ne della "natura". Le soluzioni ai problemi io le cercherei nella riprogettazione e ottimizzazione di quello che c'è, oltre che nella EDUCAZIONE. Non si tratta di sostituire "consumismo" con "pauperismo", si tratta di ficcare in testa alle persone delle idee, dei "valori" in modo che poi le azioni e cose abbiamo UNO SCOPO.

      Infine, dove sono le parti infette l'ho detto e ridetto, siamo attaccati dalle elite apolidi mondialiste che vogliono cancellare i Popoli europei etnicamente e culturalmente e siamo traditi, accoltellati nella schiena dalla "sinistra" che è sostanzialmente una collezione di mostri. Ho appena sentito su Radio Radicale un intervento di Bersani e uno di Pisapia a non so quale consesso in Roma. Da pelle d'oca ma per il raccapriccio.

      Nota: come ebbi a dire tempo fa, preferirei se nessuno usasse neologismi PRIVI DI SIGNIFICATO come "sostenibile". Nel caso dell'Italia, tutto quello che succede, succede di proposito, anche che stiamo andando verso il botto e la guerra civile. Non si tratta di comportamenti "sregolati" come il bimbo che mangia cioccolato fino a star male. Si tratta di un calcolo cinico, di un disegno fondato sul "tanto peggio, tanto meglio". Come abbiamo detto, si tratta di criminali privi di scrupoli e di dementi che li applaudono.

      Elimina
    8. > Non si tratta di sostituire "consumismo" con "pauperismo",

      Eh!?!?
      IO non sono certo per quello.
      Ho sempre detto che se vuoi fette G R O S S E delle torta esse devono essere poche.

      Elimina
  4. ah, i bei tempi andati.... quando si andava in miniera, c'era il colera e tanto amianto in giro.... ah che bello.....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beata ignoranza.

      Le miniere ci sono ancora, ovviamente, altrimenti non si potrebbe produrre niente, nemmeno gli smartphone. Solo che queste miniere non sono in Italia e nemmeno le fabbriche che raffinano il minerale e nemmeno le fabbriche che forgiano i pezzi e nemmeno le fabbriche che assemblano i prodotti finiti.

      Il colera gira per il mondo con le persone. In Italia l'ultimo focolaio fu registrato a Napoli negli anni '70. A Napoli ci sono certe condizioni particolari tra cui il porto. Si muore anche di meningite o di leishmaniosi, malattia dovuta ad un parassita che viene incubato nei cani, trasmesso dai pappataci, che fino al 1989 non c'era nel Nord Italia e invece adesso pare sia endemica.

      L'amianto viene prodotto e usato tutt'ora. La differenza è che in Italia non si producono più dal 1994 le lastre ondulate prodotte con fibre di amianto note come "eternit" (che è un marchio). Vengono però prodotte in molti altri paesi del mondo, per esempio in Brasile. Da notare che l'uso di amianto nell'edilizia comincia nei primi del Novecento e ovviamente raggiunge il picco col boom economico, dato che l'uso più frequente si trova nella copertura degli edifici industriali. La Lombardia, essendo coperta di capannoni, è letteralmente coperta di eternit basta guardarsi attorno. L'amianto non è automagicamente sparito. Lo trovi anche nelle tettoie degli orti o nelle tubazioni interrate di ogni tipo.

      Nel frattempo rimane la domanda di sopra, come pensiamo di campare noi, figli e nipoti.

      Elimina
    2. in Italia, per l'appunto, cose di un'altra epoca. della nostra età dell'oro. guardare indietro è esercizio sterile e quasi mai sensato

      Elimina
    3. Guardare indietro è l'unico modo per trovare qualcosa che possiamo portare avanti.

      Non solo per la solita considerazione che chi non conosce la Storia la deve ripetere ma perché l'Italia NON HA NIENTE se non la sua Storia.

      I turisti vengono in Italia per la Storia. La Moda esiste perché c'è la Storia. L'industria meccanica esiste perché c'è la Storia. Eccetera.

      Se dimentichiamo chi siamo NON ABBIAMO PIU NIENTE.

      Chiaro che per uno che fa il venditore non fa nessuna differenza. Anzi, ci sono "mercati" dove si vende molto meglio rispetto a quello ultra-saturo e impoverito dell'Italia.

      Ma non possiamo essere tutti venditori e campare vendendoci "servizi a valore aggiunto" l'un l'altro.

      Ma cosa lo scrivo a fare, certe cose sono li da vedere e non serve dirlo. Chi non le vede è cieco e è inutile dirlo.

      Elimina
    4. Quando si parla di vendere, in senso lato, uno dovrebbe chiedersi per prima cosa per comprare cosa. Se vendo per acquisire sfiziosità, l'atto del vendere può essere guardato con molta leggerezza: se vendo, bene, se non vendo, pazienza. Le cose si complicano quando, come nel nostro caso, l'atto del vendere avviene per poter acquistare l'indispensabile. A quel punto, tanta leggerezza non è più praticabile e diventa indispensabile anche chiedersi se si ha di che vendere per non dover schiattare e, non meno importante, se esiste chi è disposto ad acquistare avendo la possibilità a sua volta di vendere. In assenza, sono grane grosse. E credo che questo sia il corridoio alquanto angusto che abbiamo imboccato da decenni -- cominciamo a scorgere la mancanza di acquirenti disposti a privarsi di qualcosa di proprio per acquistare quel che abbiamo da offrire, anche perché dobbiamo acquistare l'indispensabile vendendo per lo più carabattole.

      Ma, come sempre, ho scritto una sciocchezza.

      Elimina
    5. certo, hai ragione. ma si dà il caso che nel passato non c'erano solo positività. il discorso poi sui "venditori" non ci azzecca nulla

      Elimina
    6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    7. L'eternit di superficie andrebbe sostituito con altro materiale, oppure reso innocuo applicando due mani di una vernice ISO-qualcosa dedicata, da rinnovare ogni tot anni.
      “Andrebbe”, perché se esiste una legge ma poi non c'è chi controlla ...

      Elimina
    8. Poi ...
      i rituali festoni dei bei tempi passati ( un must dei social net ) che sono promossi da utenti che dopo cinque minuti senza un dispositivo capace di connettersi alla rete = senza la possibilità di chiacchierare e rispondere ai commenti altrui, vanno in crisi di astinenza ...

      :D

      Elimina
    9. Come sempre, si nota la crassa superficialità nel analizzare le cose, ammesso che qualcuno perfino ci provi, perché è molto più comodo ripetere i luoghi comuni di Repubblica.

      Ma mi sono rotto i coglioni di predicare nel deserto, quindi fottetevi. Tanto è palese che siamo oltre il punto di non ritorno e che ci avviamo con i pifferi in testa verso la guerra civile. Statemi alla larga quando succederà, se sarò ancora al mondo.

      Elimina
    10. Non mi pare proprio di aver ripetuto luoghi comuni. Quelli di Repubblica, poi, li conosco solo per sentito dire, perché non ho mai letto quel giornale (a meno che contino quelle cinque o sei volte in cui ho letto gli inserti mentre attendevo dal dentista, intorno ai miei trent'anni).

      Elimina
    11. Ti pare che ce l'avessi con te, MrCoso?
      Excusatio non petita o in italiano coda di paglia.

      Elimina
    12. Macché, Lorenzo! Hai sparato sulla folla senza specificare un destinatario, per cui almeno formalmente hai incluso pure me che sono tra coloro che sono intervenuti nel "filone" di risposta avviato da Francesco. Non ne avevi l'intenzione? Bene, davvero meglio così, però lascia stare la coda e le citazioni in latino, che non è il caso.

      Elimina
  5. Uomo, converrai con me che la qualità è passata in secondo piano.
    Non esistono più i bei tempi in cui ti rivolgevi a un qualsiasi centro di assistenza e parlavi con un tecnico vero.
    Certo, c'erano quelli bravi ma anche quelli scarsi / lavativi. In ogni modo, il più scarso di quell'epoca aveva visto le stesse cose per 20 anni e qualcosa aveva imparato.
    Tocca dirlo: erano i figli del famoso "dirittismo". Quello che nel bene e nel male costringeva le aziende a investire sui propri dipendenti perché non poteva sfancularli e investiva sul miglioramento del processo tecnologico proprio perchè non poteva risparmiare sulla forza lavoro.
    Il dipendente (mediamente) imparava una professione, un lavoro.

    Oggi invece, ammesso che tu riesca a passare lo sbarramento di fuoco di qualche decina di segreterie telefoniche, parli con un call center il cui impiegato medio ha 3 mesi di formazione. Dopo 6 mesi gli scade il contratto e passa a lavorare in un settore completamente differente. Non cresce mai, è perfettamente sostituibile.

    Tagliare i costi per risparmiare. Tagliare, tagliare, e ancora tagliare.
    Non per essere cassandra, ma io te l'ho sempre detto che i mondi ideali non esistono e che l'austerità sarebbe stata interpretata e declinata in questo senso.

    Una prece.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per Loki, sto leggendo che se qualcuno in passato sapeva fare qualcosa era merito del PCI e della CGIL. Se invece adesso nessuno sa fare un cazzo la colpa è delle "destre" o del "capitalismo".

      Non c'è limite al peggio. Devo smettere di venire a leggere i commenti di questo blog, sono devastanti.

      Elimina
    2. Tu campi grazie a quei diritti, e ti lamenti pure?

      Elimina
    3. No dai, la reductio ad comunismum, no.

      Diciamo che era un'epoca dove c'era più realismo e consapevolezza, derivante dal fatto che la gente aveva ancora memoria della miseria ed aveva ancora un contatto con la realtà.

      Visto che in un'azienda l'imprenditore è uno (o non più di una manciata di happy few), il 95% è costituito invece da addetti/impiegati nelle varie mansioni (se dico lavoratori, non vorrei venisse tirato in ballo anche il PCUS).

      Oggi, la retorica del diversamente diverso, impone che il "lavoratore" impiegato in azienda veda se stesso come un imprenditore di se stesso (chiaramente fallito, dovremmo desumere).

      Ergo, se tutti in quest'epoca sono imprenditori, allora li abbiamo convinti tutti ad applicare le leggi che fanno l'interesse degli imprenditori.

      Perchè alla fine, come dice uomo, la vita è sangue e merda: è scontro per le risorse, quindi anche scontro tra come deve essere spartito il profitto di un'impresa.

      Il punto è tutto lì. Eh, lo so è dura chiamarla lotta di classe, allora chiamiamola competizione per le risorse. O per chi mangia la torta.

      Elimina
    4. Lorenzo, accantona un momento 'sta storia del comunismo e rileggi. Non ha scritto una stupidaggine, anche se magari ha attribuito i meriti in modo poco attento. E' vero che la precarizzazione distrugge la competenza.

      Elimina
    5. @KeySmasher: ma questo è proprio quello che vogliono. Possibilmente, se si riesce a far entrare 50 milioni di immigrati resettiamo anche più facilmente la memoria e facciamo un bell'esercito industriale di riserva. Quello che poi spende la paghetta in prodotti trash, senza alcuna qualità come chi eventualmente li produce.

      Elimina
    6. Francesco non solo sei un mentitore e già sarebbe grave, sei il classico ottuso (eufemismo) che a naja sarebbe finito nelle cucine e che può solo sostenere una conversazione figa culo tette. Dico di più, il fatto che tu sia qui e ovunque a fare sfoggio del tuo nulla è segno dei tempi.

      @Nottecoso
      Ma chi prendi per il culo. Incipit: "No dai, la reductio ad comunismum, no." a cui segue "Eh, lo so è dura chiamarla lotta di classe". Anche te sei il segno dei tempi perché sei abituato ad avere intorno gente che ti passa questi trucchetti retorici da due soldi. Invero, quello che tu celebri come "i fasti" sono la causa di (quasi) tutti i nostri mali presenti e futuri, sottesi ai quali c'è l'incredibile stupidità dell'italiano medio. Che è stata pianificata a tavolino come tutto il resto, per inciso.

      @KeyCoso
      'Sta storia un paio di balle. Non è una "stupidaggine", è IL CONTRARIO della verità. Quando dici "precarietà" confondi l'effetto e la causa. Se tu ti esponi ai raggi gamma ti cadono i capelli. Non ti cadono i capelli e quindi ti esponi ai raggi gamma. La "precarietà" dipende dal "potere contrattuale" del "dipendente" e del "prestatore d'opera" in genere che tende a zero. Il potere contrattuale tende a zero per due ragioni, primo perché esiste questo "locking" tra partito-Stato-sindacato che impedisce che esista una vera contrattazione tra le "parti", secondo perché a seguito della "globalizzazione" il prestatore d'opera italiano si trova a competere con genti che fanno (più o meno) lo stesso lavoro a condizioni più sfavorevoli. La responsabilità della prima causa è evidente. La responsabilità della seconda causa è da suddividere tra le elite apolidi, la cui posizione nell'universo però è chiara rispetto a noi e la "sinistra" (ricordo ancora che il nome stesso è una menzogna).

      Io mi domando se NotteCoso qui ascolta gli interventi dei "leader" della "sinistra" come faccio io, che mi documento prima di scrivere. O se invece ne ha una visione immaginaria.

      Elimina
    7. Ah, MrCoso, continuiamo a cancellare un fenomeno rilevante: tutta l'economia italiana che era imperniata sulla "ridistribuzione della ricchezza" era fittizia, alimentata artatamente dallo Stato, di proposito.

      Ancora nel 2017 c'è gente che viene nel mio blog a dire che il compito dello Stato è mettere in mano i soldi ai "poveri" per farli diventare "consumatori" cosi questi fanno "girare l'economia", per via del "consumo interno".

      E' cosi astuta questa idea che alla fine l'Italia ha consumato e sta consumando se stessa, come dovrebbe essere evidente a tutti.

      Non voglio entrare nelle mie storie familiari ma credetemi che ho familiarità con l'intervento dello Stato nell'economia, col sindacato e con la "lotta di classe" e per motivi anagrafici ho vissuto di persona l'ascesa, la vita e la morte dell'industria Lombarda.

      State raccontando una favola, completamente diversa dalla realtà. Quello che succedeva nei fatti era che il contadino meridionale si trasferiva al "norde" e diventava muratore o operaio. Lo sviluppo industriale italiano è avvenuto nel contesto del "lasciar fare" quindi dello stare un po' di qui e un po' di la rispetto al lecito, da cui "economia sommersa", tangenti capillari, eccetera.

      Negli stessi anni c'era la "Chiesa Operaista" che metteva in scena la FINTA "lotta di classe" di cui sopra e finiva che intorno a casa mia si sparava perché qualche imbecille pensava di essere veramente il discendente dei "partigiani" e di dovere concludere la "rivoluzione proletaria".

      Intanto, si procedeva ad assumere altri milioni di Meridionali nelle Poste, nelle Ferrovie, nelle società controllate dall'IRI, eccetera eccetera. Questi formavano un bacino di servi utile alla gestione para-mafiosa di tre quarti dell'Italia, nonché davano il pretesto per gestire e spendere enormi quantità di denaro per i capoccioni della triade sopra citata partito-stato-sindacato e gli "amici", quegli imprenditori-soloni con cittadinanza svizzera.

      Qui c'è da riscrivere tutta la Storia.

      Elimina
    8. Deve avere avuto un sabato difficile il nostro Lorenzo.... parole dolci per tutti dal napalm51 di Cinisello:-)

      Elimina
    9. @Lorenzo
      Hai comunque vinto ed io ho perso, stai pure tranquillo. Non c'è bisogno che ti rovini anche la domenica.

      La rivoluzione liberale va avanti. A breve smantelleranno pure sanità, e quel che resta di pensioni, scuola, e "locking-partito-stato-bla bla", aka i famosi lacci e lacciuoli che impediscono la libertà del fare e del vivere appieno il gusto vero della vita.
      Il fardello del debbbito bubbligoo.

      Le famose giubbe rosse lottano insieme a te, quindi non ti devi preoccupare.
      Come dici, fanno gli interessi delle elite apolidi? (io però te lo dissi tempo fa che gli estremi si toccano e tutto finisce in oligopolio)

      Quando poi si capirà che "operai" (aka the new "imprenditori di se stessi") e piccoli imprenditori vengono fottuti insieme, sarà troppo tardi.
      E' un po' il limite della guerra tra poveri.

      Elimina
    10. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

      Elimina
    11. Eggià perché se mi cade in tesa una incudine e invece di chiamarla incudine la chiamo fiordaliso questa pesa meno. Quindi un Pisapia Giuliano, che ieri iniza la sua orazione dopo Bersani con "compagne e compagni", la cui biografia riporta:

      "Pisapia comincia l'attività politica negli anni 1970, quando diventa membro di Democrazia Proletaria, alleanza elettorale e poi partito di estrema sinistra presente nel Parlamento della Repubblica Italiana tra il 1976 e il 1979, e nuovamente dal 1983 al 1991.

      Nel 1996 è eletto deputato in Parlamento come indipendente, nelle liste di Rifondazione Comunista. Nella XIII Legislatura è presidente della commissione giustizia della Camera. Durante la crisi di governo del 1998 vota per la fiducia all'esecutivo Prodi I, in dissenso dalla linea decisa dal segretario di Rifondazione Fausto Bertinotti e seguendo invece le posizioni di Armando Cossutta. Dopo la sfiducia del Parlamento al premier Romano Prodi lascia la presidenza della commissione giustizia e, nonostante il voto a favore del governo, non aderisce al nuovo gruppo parlamentare di Cossutta ma entra invece in quello Misto.

      È rieletto deputato nel 2001, ancora per Rifondazione Comunista. Nella XIV Legislatura fa parte della II commissione giustizia, della commissione giurisdizionale, del comitato per la legislazione, ed è presidente del comitato carceri istituito presso la Camera. Non si ricandida nel 2006, ma nel luglio dello stesso anno viene nominato presidente della commissione di studio istituita dal Ministero della Giustizia per la riforma del codice penale italiano.

      Non è un "comunista", no no, è un "maccarello" oppure un "olifante".

      Certa gente esiste qui per colpa di UCoso, che alla fine è un codardo. Punto.

      Detto questo, la Sanità non viene smantellata dalla "rivoluzione liberale", quella del signor Pisapia di cui sopra, noto "liberale" ma dal fatto che non ci sono i soldi per pagare il "diritto di tutti a tutto". Per mia sfortuna frequento sempre più spesso gli ospedali e sono l'unico che paga o quasi, tutti gli altri sono esentati e lo sono mentre ricevono pensioni per le quali NON HANNO ACCANTONATO un capitale nemmeno lontanamente sufficiente.

      Il meccanismo partito-stato-sindacato non rende difficile la vita a chiunque non sia dipendente pubblico, a quello ci pensa l'idea cattocomunista che la proprietà privata e quindi anche l'impresa, sia un crimine. Invece il partito-stato-sindacato impedisce a qualsiasi prestatore d'opera di contrattare con la controparte, come se NON ESISTESSE. Questo viene dal fatto che la "sinistra" ODIA e TEME il popolo, perché è incapace di badare a se stesso e tutto deve essere gestito dai "compagni che sanno". Per fare ingoiare ad una persona normale questa palese verità occorre ridurlo ad idiota, da cui il lavoro gramscianamente indefesso per rendere "normale" quello che è "paradossale".

      Gli "operai" devono essere estinti perché nel Piano Nazionale Industria 4.0 non ci sono, ci sono robot collegati in "rete" e ci sono tecnici che sovraintendono.

      Elimina
    12. Dai, vabbè.
      Premesso che certi discorsi sindacali siano ormai farseschi, tu veramente credi che una persona possa contrattare un prezzo (di prestazione d'opera) con una multinazionale a fronte della sola Legge della Domanda e dell'Offerta? A fronte di un 20% di disoccupati cronici pronti a prendere il tuo posto?

      E' ovvio, se uno è Alan Turing o John Nash il problema non si pone neanche.

      Comunque andrà a finire con la paghetta / reddito di cittadinanza, secondo una certa visione hayekiana tanto cara a molti libberisti.
      Facciamo 450 euro al mese che forniranno il calmiere per evitare una rivoluzione, mantenere alto il livello di disoccupazione e fissare il segnale di prezzo-soglia per una paga aziendale.

      Elimina
    13. Nottebuia

      Ho letto a rotta di collo.
      Il "dirittismo" e le aziende che investivano sui propri dipendenti perché non poteva sfancularli ...

      Le condizioni storiche erano diverse: tutto da fare, sistema normativo un decimo o un ventesimo (in vessazioni e ipernormazione) dell'attuale, NON c'era la globalizzazione.

      Condivido alcune cose: ripeto, la legge dell'OFFERTA e della DOMANDA.
      Se i consumatori sono i primi che acquistano anche la mamma dall'estero perché costa due euri in meno, è chiaro che tutto l'equilibrio domanda e offerta si stavolge.
      Come la grande inculata del ciarpame fatto in Cina e venduto a prezzi "italiani" e la speculazione becera che ha mandato in tilt l'economia italiana.
      Poi gli speculatori hanno acquistato milioni di berline di lusso tedesche.
      Poi i milioni di "doni, ricchezze, fratgelli gioiosi dell'islam religione di pace, pagatori di pensione..." che hanno ulteriormente stravolto il mercato del lavoro.

      Una politica di pazzi fanatici masosadici per idioti compulsivi consumisti fatta a deficit.
      Chiaro che non può andare.

      Elimina
  6. E lo ripeto, UCoso è un codardo perché qui c'è gente come il Francesco nullo-gratuito di
    "Tu campi grazie a quei diritti, e ti lamenti pure?"

    O il Marco infantile di
    "E con quel disperato di Lorenzo"

    Che non scrive niente, non ha niente da dire, rosica soltanto e cerca di censurare i commenti degli altri, poi arriva UCoso e fa la sua reprimenda generica da parroco all'oratorio e via, tutto come prima.

    Bah, su una cosa posso concordare, il fatto che io sia qui a perdere tempo dimostra che ho qualche rotella fuori posto. Sono indeciso se darvela vinta, mandarvi a fare in culo e guardare video di gattini su Youtube, oppure insistere solo per non darvela vinta, che tanto niente di quello che NESSUNO scrive qui farà la minima differenza rispetto al fatto che se andiamo a prenotare una visita oculistica la lista è completa fino al 2018.

    Adesso vado a farmi i cazzi miei.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

      Elimina
  7. Ho eliminato due commenti.
    Vi chiedo di rimanere in tema e di argomentare, anche duramente, senza attacchi personali.
    Insomma se Tizio dici bif e non vi va, iniziate a spiegare perché non bif e non a scrivere che Tizio tromba male oppure ce l'ha su con i sampdoriani e non si lava il culo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma perché elimini i commenti si tutti tranne quelli di chi insulta a destra e sinistra? Fai come cazzo vuoi, ma diccelo però che vuoi solo quello lì a scrivere qui sopra. Ma le hai letto le sue farneticazioni o no? Che vuoi dibattere con chi parla di pcus e democrazia proletaria? Più che fare come ha fatto nottebuia, io o marco, che si può fare? E siamo ben diversi noi tre, e lo sai, ma se convergiamo ci sarà una ragione no?

      Elimina

Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.