martedì 6 novembre 2018

Non c'è altra via? - 2: come bambini

(Non c'è altra via?)

Abbiamo passato bene tre giorni in un angolo sperduto di Appennino. Abbiamo affittato una casa e siamo tornati in quel posto da sogno trovato l'anno scorso.
Splendido meteo autunnale, pioggia, nuvole basse, i fuochi che scoppiettavano allegri nella stufa e nella cucina economica. Eravamo in dieci, a cena, sabato, in dodici, arrivato _bio, caro amico alpinista-camminatore, colla morosa, in parte amici di Rosa Canica, in parte miei. In quelle permanenze "a lungo" ci si mette a nudo anche senza farlo. Così si osservano peculiarità (termine neutro, pregi e difetti) delle persone.
Sono riuscito a portar su _aceri, il mio amico ex tanghero che ebbe un ictus dal quale si è salvato, per un pelo sebbene uscendone malconcio (ha il braccio sinistro praticamente morto e anche la gamba sinistra messa malino): mi diceva che da quella disgrazia, gli amici, i conoscenti sono spariti. Non posso fare granché per lui e così ne ho approfittato. E' stato, spesso, il beniamino della combriccola e tutti lo hanno, in qualche modo coccolato. Ha passato il miglior fine settimana da mesi, fuori di casa, mi ha detto. Beh, sono felice per lui. Sono riuscito a camminare per lui, lentamente, a fargli fare una minuscola, lenta passeggiata nel bosco, tra i castagni, anche. Ci tenevo!

Dopo tre giorni io sono stato felice di tornare a casa. Per quanto allegra e piacevole la compagnia, io non riesco a convivere con le persone e con le loro "peculiarità". A volte mi sembrava di avere a che fare con dei bambini: alcuni entravano in cucina, facevano delle cose, lasciavano lì in mezzo (al già scarso spazio) attrezzi, bottiglie, oggetti, pane aperto, un piatto, colini, etc. tutto lasciato lì in mezzo. Ma chi te li dovrebbe mettere via zio cantante?!?! Salivano in camera, tornavano, lasciando scie di luci accese. Necessitano di un servitore al seguito, evidentemente, che spenga loro le luci.
Quando scattavano gli appetiti, ecco che alcuni si lanciano sul cibo: _rio aveva portato un salame dal piacentino, io non so se tutti ne hanno assaggiato una fetta, visto che chi c'era c'era e ha sbaffato e il pregiato cilindro di divin porcello è sparito velocemente. E chi non c'era? Beh, caxxi suoi.
Insomma, una incapacità di controllarsi, di capire che in una comunità le regole hanno un senso, l'autodisciplina diventa un rispetto dovuto per gli altri. Mah, io ero e sono abituato alla disciplina che si mangia insieme, a tavola, con un rito che ha anche un senso di rispetto, altrimenti arriviamo a "il primo che arriva arraffa gli astri s'arrangino". Il mangiare insieme, per me, non solo è edonistico e rispettoso, ma ha anche un valore simbolico. E poi se ti sbaffi tre cofanate di "antipasti" un'ora prima di cena è ovvio che poi a cena mangi poco o un tubo. Infatti...
Tizia inizia a cucinare, poi lascia lì sul fuoco, torna a giocare. Usa degli attrezzi, lascia tutto in mezzo. E chi ci pensa? Fai una cosa, arriva in fondo, zio peto!

Avevo chiesto di girare con calzature da casa (ciabatte, pantofole, ...) ma il primo giorno non è avvenuto. E' una casa antica, pavimenti di legno antichi, e poi fuori c'era acqua. fango... Ho visto un'amica freddolosa di Rosa Canica con degli anfibi leggeri , in sala, vicino al fuoco, su un cuscino antico ricamato. Certo, con una certa attenzione ma... si sa, muovi le zampe ti stiracchi etc. etc. e gli anfibi erano arrivati al tessuto. Cazzo, se bagoli dal freddo, mettiti su un paio di calze di lana e lascia 'sti anfibi all'entrata, no!?

Rosa Canina è teutonica, come me, e osservava stupita questo approccio talvolta anarcoide, da gazzarra. Io capisco perché le comuni diventavano luoghi di tortura, le caserme sudicie, etc. .Dio me ne scampi! Non c'è altra via a questo disordine anarcoide, a questa scaiatteria, a questo scarso non eccessivo rispetto, a queste incontinenze?
Comunque, bilancio positivo. Io spero sempre di avvicinare alcune persone, alla meraviglia della natura, del silenzio, dei boschi e che questo faccia bene.

Con queste splendide Muscaria non ci siamo fatti il risotto, direi.

Alla fotografessa Rosa Canina l'orsone fa un gestaccio mentre passeggia con _aceri.
(unuomoincammino, rosacanina)



45 commenti:

  1. Le persone adulte sono come bambini perché dagli anni Settanta si lavora in questa direzione.

    Leggevo oggi sul Corriere la scoperta del secolo, che i ragazzi danno fuori di matto perché i genitori, i professori, tutti sono sul loro stesso piano.

    Per le caserme ti sbagli di grosso, racconto un aneddoto.
    Camerata della 52esima compagnia, verso mezzanotte. Si spalanca la porta, entra un energumeno sui vent'anni un po' coglione e si mette a gridare, "svegliaaa, tutti in sull'attenti in corridoio". Poi entra il "tenente", in realtà un sottotenente attorno ai venticinque, coi guanti. Va nella prima stanza e passa con la mano sopra il primo armadietto. "Guardate, è tutto sporco!" Ovvio, visto che nessuno ci aveva detto di pulire. E giù grida per due ore, con noi in pigiama sull'attenti in corridoio e i caporali istruttori che gridavano in faccia a quelli che facevano la faccia da pirla. Con quelli "vecchi" come me non se la prendevano.

    La sera dopo esco dalla caserma e vado al supermercato, compro guanti, stracci, detersivo. Torno, entro in camerata e mi accolgono con un "pota, C., si vede che te hai studiato !" e da li eccomi capo-cameretta.

    Di norma poi, nella normale amministrazione, la popolazione della cameretta si puliva le sue robe, poi c'erano due presi a caso, diversi ogni giorno, che pulivano la sera e la mattina dopo che tutti erano stati al bagno. Nelle camerette si buttava una cera rossa che si lucidava con dei quadri messi sotto gli scarponi, ricavati tagliando delle vecchie coperte, nei bagni il sistema più rapido era buttare acqua e candeggina d'appertutto e poi asciugare col "mocho".

    Una volta è mancata l'acqua per 3 settimane e ho personalmente spalato la merda col badile ma era una-tantum.

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    1. La caserma di allora non era tanto sporca altrimenti ci sarebbero state delle epidemie. Una parte considerevole della disciplina militare consiste appunto nel mantenere un livello minimo di "decoro" sia negli ambienti che nella tenuta del singolo soldato.

      Il difetto consisteva nella decadenza delle strutture e nella dispersione delle risorse, all'italiana. Quando sei in un contesto che ti da l'idea di qualcosa di abbandonato e tu non sei un fulmine di guerra, non vedi ragione per non aggiungere un tuo sfregio al mucchio e vivi tutto come una inutile perdita di tempo e l'ozio è il padre dei vizi, come si dice.

      Infatti, tempo fa scrivevo che l'idea che ogni tanto sento ripetere circa la opportunità di riattivare la naja, dipende dallo scopo. Se lo scopo è insegnare la "disciplina" ai ragazzi contemporanei, è un futile esercizio di stile. Viceversa, altro che qualche mese, le reclute israeliane rimangono sotto le armi per tre anni.

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    2. > Le persone adulte sono come bambini perché dagli anni Settanta si lavora in questa direzione.

      Mmh.
      Alloora: le persone sono state deresponsabilizzate da una parte e rese piu' potenti (e nefaste) dalla disponibilita' di tecnologia ed energia.
      Se una volta uno era cialtrone, andava in montagna con le ciabatte, non c'era l'elicotterino e il soccorso alpino e ci crepava. Il suo esempio serviva ad altri a ricordare che e' necessxario comportarsi in modo adeguato.

      In quanto a disordine e sciatteria, mah, non so. Io penso che l'ordine, l'attenzione, la cura, la precisione non siano mai state merci abbondanti.

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    3. > Ovvio, visto che nessuno ci aveva detto di pulire.

      E' cio' che io intendo.
      Non e' che qualcuno ti deve dire di fare la pipi' o di lavarti il culo.
      Se stai in ujnh mabinete e' ovvio che lo debba tenere ordinato e pulito.
      No, ... non e' ovvvio.

      Mi ricorda quei tuguri schifosi, erci e sudici di "accoglienza" resi tali dagli invasori oppure il degrado massimo dei campi rom Le risorse i gitani che non riescono a mantenere in ordine e decorosi gli ambienti che abitano, che vivono.
      _mlero mi diceva che in uno di questi "centri di accoglienza" in Friuli i volontari (idioti) italiani sgobbavano a ordinare e pulire e gli invasori magrebini stavano seduti a guardarli.
      Ora non scrivo cosa farei, vista (il pericolo del)la censura che vige.

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    4. A volte sono sorpreso dal fatto che non sai di cosa parli.

      L'idea del "tempo libero" e della "ricreazione" fu introdotta in Italia dal Fascismo, che non solo stabilì i giorni in cui il "lavoratore" poteva stare a casa, organizzò anche vari enti "dopolavoristici" preposti a fornire i servizi e perfino treni appositi, le famose "littorine", che a prezzi "popolari" portavano il popolo nelle località amene.

      Solo una minoranza degli aristocratici viaggiava e esplorava e compiva delle imprese per divertimento, tra cui appunto salire in montagna. Tutti gli altri non si spostavano mai da casa, nemmeno per il viaggio di nozze che spesso si faceva a qualche chilometro dalla magione natia o non si faceva e basta.

      Quindi "una volta" nessuno andava in montagna, in ciabatte o senza, tranne quelli che erano nativi e questa era la ragione per cui le truppe da montagna erano reclutate sul posto. Non perché non i potessero dare gli scarponi anche ad un siciliano ma perché gli Italiani che stavano in Brianza le montagne le vedevano da lontano e quelli di Pavia non le avevano mai viste.

      Non solo, gli abitanti del paese di mia mamma che si affaccia sul mare, in maggioranza non sapevano nuotare. Semplicemente perché guardavano il mare ma non c'era l'uso di andare sulla spiaggia e tantomeno di buttarsi nell'acqua. Figurarsi i contadini che stavano solo cinque chilometri nell'interno.

      Io mi ricordo com'era Milano quando ero bambino, la gente teneva l'automobile parcheggiata in strada sotto il telo grigio con la targa pasticciata sopra e la tirava fuori nel fine settimana, da cui "guidatore della domenica" e, per i meridionali, la caricava col portapacchi e una montagna di valigie per tornare al paese in estate.

      Con questa premessa, insisto, la regressione infantile è stata progettata a tavolino e applicata a partire dagli anni Settanta. Non a caso la "riluzione" di quegli anni fu il "giovanilismo", ovvero la invenzione della categoria separata dei "giovani" che con assoluto conformismo dovevano essere anticonformisti. Quelli che adesso sono sulla sessantina e che occupano tutti i ruoli degli "intellettuali illuminati".

      Il fatto che i genitori sono sullo stesso piano dei figli è palese.

      Riguardo le pulizie in caserma, ancora non sai di cosa parli. Alla mattina ti svegliavano alle sei col buio e il freddo di Merano, correvi al cesso, ti vestivi e poi dovevi correre sul piazzale. Poi era tutto un correre di qui e di la durante la giornata, alla sera ancora sul piazzale e poi avevi il tempo di farti i cazzi tuoi, quindi doccia, sistemare le tue cose nell'armadio, lucidare gli scarponi, fare una passeggiata in paese tanto per ricordarsi che c'era ancora il mondo fuori dal cancello, eccetera. Le "pulizie" in camerata si facevano in fretta nei ritagli di tempo e ovviamente erano il minimo indispensabile. Le pulizie impegnative come i cessi oppure la cucina dovevano essere assegnate come "servizio della giornata" a soldati che non facevano altro per quel giorno. Ti avrei voluto vedere li sdraiato nel fango, poi tornare sul camion scoperto la sera bagnato fradicio e metterti a fare le pulizie tanto per. Sei ridicolo, UCoso, fuori dalla realtà.

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    5. Ah, tanto per fare chiarezza. Le condizioni in cui operano i militari sono ovviamente estreme. Significa che per settimane non ti cambi i vestiti, non ti lavi, caghi per terra e ti pulisci meglio che puoi, con quel poco che hai nello zaino.

      E' una nota conseguenza dai tempi della guerra di troia che più soldati vengono "incapacitati" dalle malattie causate dalle condizioni di vita negli accampamenti e nelle trincee che dal nemico.

      Capitò anche nella Grande Guerra a causa delle condizioni impossibili delle trincee, da cui i soldati non potevano uscire.

      La tradizione di radersi i capelli e la barba viene dalla necessità di diminuire le infestazioni dei parassiti, non è pro-forma.

      Non so quanti se ne rendono conto qui in questo blog ma quando hai addosso le stesse mutande da tre settimane, la eventuale polvere sull'armadietto appare abbastanza secondaria. Per non citare il fatto che in caso di guerra anche la mutanda è secondaria rispetto al fatto che ti sparano addosso.

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    6. Sulla naja ho sentito innumerevoli racconti e aneddoti di fancazzismo esasperato, una sorta di apologia un po' grulla e cialtrona dell'essere il piu' lavativi possibile.
      Non tutti i reparti saranno uguali...

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    7. Vuopi salire sul pulpito e pontificare e lo fai bene.
      Allora, io non sto facendo un'analisi etnostoriografico archeoantropologica dell'alpinismo o, piu' sempllicemente, dello andare in montagna.
      Io mi riferisco al buon senso comune che mi ha educato quando ero piccolo, di montanari che la rispettavano e ci andavano per lavoro (invece che per diporto) con le opportune precauzioni.
      Ora ci sono le funivie che scaricano i cretini urbani artificializzati sui ghiacciai.

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    8. Sulla naja, non pretendo che tu abbia esperienze in prima persona ma che tu conosca quel minimo di Storia e che tu sappia fare 2+2.

      Gli eserciti esistono dai tempi dei faraoni e come ti ho detto, le epidemie ammazzavano più della spada. Non per il mero fancazzismo ma per le condizioni inevitabili connaturate agli eserciti e alla guerra. Se ti devi preparare alla guerra, ti devi preparare anche a sguazzare nella merda.

      Di conseguenza tutti gli eserciti da sempre si sforzano di mantenere la DISCIPLINA, con risultati ovviamente variabili. La disciplina non serve solo a fare fare alla gente cose che normalmente non farebbe, come farsi ammazzare. Serve anche fargli pulire quando non pulirebbe, ordinare quando non ordinerebbe, a mantenere un minimo di igiene e di ordine che consenta all'esercito di sopravvivere alle condizioni estreme in cui si trova. La disciplina si mantiene con le PUNIZIONI, che in tempo di pace sono solo fastidiose ma in tempo di guerra arrivano agli estremi.

      Inoltre, io dico sempre che se vuoi conoscere le persone ci devi andare in campeggio. Proprio per il fatto che descrivi sopra, ovvero che quando porti le persone fuori dalla loro bolla, vedi come reagiscono, come si comportano, quali VIRTU hanno o mancano. Da cui, se tu vai in giro con un certo tipo di gente, FATTI DELLE DOMANDE E DATTI DELLE RISPOSTE.

      Riguardo la montagna.
      Come ho detto, il "turismo" fino al "boom economico" NON ESISTEVA, con l'eccezione di pochi aristocratici o ricchi borghesi che facevano dei "giri" per il mondo, da cui "tour".
      Le nostre montagne sono località turistiche per il combinato disposto, come si dice, del benessere e del solito discorso della riduzione all'infanzia, per cui hai delle voglie (indotte) e le devi soddisfare.

      La montagna del turista non è la montagna di chi ci viveva e nemmeno quella che cercano quelli come me, che fuggono dal "presente". La montagna turistica è fatta di GODIMENTO, ovvero dalla soddisfazione delle voglie. Per cui non solo non devi faticare, devi anche trovare il gelato o i gamberoni sulla cima dove sei arrivato con il SUV e la funivia. Però è importante sapere che questo è STUDIATO A TAVOLINO, non è "dato di fatto", non "capita".

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    9. Ah, UCoso, serve a qualcosa se ti faccio notare per l'ennesima volta che tu sei la personificazione dell'incoerenza e anche dell'egocentrismo?

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  2. Se vuoi qualche "gustosa" informazione sul ruolo e le potenzialità alimentari della muscaria cerca e leggi in merito alle ricerche condotte dal dott. Grassi nel Nord Italia di fine '800, in concomitanza con la crisi della produzione vinicola dovuta alle epidemie propagate dalla filossera. Poi decidi cosa pensare di quell'alimento nervoso e del giro della medicina "scientifica" di allora e di oggi. Conduci la lettura con mente aperta e spirito critico acceso, perché non passa inosservata sia che si decida di concederle fiducia, sia che si decida di non farlo.

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    1. Sentii in passato che in alcune zone d'Italia la cucinano in modo opportuno, la Muscaria (rimuovendo la cuticola rossa della cappella? ricordo bene?)
      Ahhaa. hai visto che allegria, osservava il Grassi, nelle persone alle quali somministrava alcuni milligrammi del fungo rosso bianco.
      Conoscevo delle persone che la cercavano per i suoi effetti psicotropi.

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    2. Non milligrammi, grammi. A peso secco (e se sei solito far seccare i funghi sai bene che la differenza tra peso secco e peso fresco è enorme). E' uno studio che dà parecchio da pensare, perché uno si chiede se quel medico fosse un mitomane psicopatico che ci teneva ad avvelenare la gente, o se i medici attuali siano degli spacciatori di menzogne nel classificare la muscaria tra i funghi pericolosi. Sia che si voglia far pendere la bilancia da una parte, sia che la si voglia far pendere dall'altra, la classe medica ne esce piuttosto livida.

      P.S. In una tesi universitaria regolarmente pubblicata che mi capitò di leggere da un "ritrovamento" di Google scholar si citava il lavoro di Grassi indicandolo come uno studio svolto su commissione dell'autorità sanitaria dello Stato di allora. Non so se prendere per buona quell'informazione, ma se buona fosse sarebbe un'altra bomba da ponderare con esiti imprevedibili.

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    3. Si', grammi, non milligrammi, giusto!
      Beh, la Muscaria era uno psicofarmaco ante litteram.
      Pericoloso o non pericoloso?
      Se leggi bene ci sono osservazioni di vomito, di stati molto alterati, etc. .
      Non e' che ti fai un risotto di quelle e poi ti metti a lavorare con la ruspa, in auto o con la motosega, no!?

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    4. Secondo me voi due siete un po' il prodotto dei tempi.

      Ovvero immaginate il mondo senza averne nessuna cognizione. Il medico. Non andiamo a tirare fuori i medici dell'antichità che si coprivano con le maschere da corvo con dentro il becco spugne con l'aceto per proteggersi dalla Peste.

      Dicevo altrove che nella Grande Guerra ci furono circa settecentomila caduti al fronte, più tutti gli innumerevoli gradi di invalidità sugli altri.

      Non basta. Negli stessi anni ci fu l'epidemia di "spagnola" che per qualche ragione ammazzava il 20% dei malati, in particolare giovani e donne incinte. Il 20% di decessi significa buttare la gente nelle fosse comuni.

      Adesso, entrate nella logica di un medico di allora, che si trovava a contemplare ogni sorta di disastro, dal tetano alla poliomelite ma bastava una bronchite per ammazzare e con capacità chirurgiche estremamente limitate, capirai che problema poteva essere l'intossicazione col fungo.

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    5. Per chi non lo sapesse, gli antibiotici con cui oggi imbottiscono anche gli animali, tanto che le coop fanno pubblicità della carne con "niente antibiotici quattro mesi prima", furono sintetizzati e quindi resi disponibili al pubblico, attorno agli anni Quaranta del Novecento.

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    6. Lorenzo, resta in tema: l'hai letto lo studio di Grassi? Anche "tra le righe", con i corollari che si porta dietro, particolarmente se inquadrato nella crisi vitivinicola di quegli anni e nelle indicazioni (ammesso che siano vere) da parte delle autorità sanitarie statali dell'epoca?

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    7. Io non so, dalla pagina che hai collegato sopra esce un'Italia che sembra il Guatemala di oggi, il professore in questione ha passato la vita a studiare parassiti e morbi come la malaria. Tu per strane ragioni pensi che in quel quadro la cosa rilevante siano i funghi.

      Mi viene in mente la signora Bonino che sosteneva come gli immigrati siano sani e si ammalino a contatto con gli Italiani.

      C'è qualche rotella che gira a vuoto.

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    8. Ok dai faccio uno dei miei pippozzi didascalici.

      La faccenda del contesto è fondamentale. Prendiamo per esempio gli USA degli anni Cinquanta.

      A quel tempo si era diffusa l'idea che le cose "atomiche" fossero taumaturgiche. Quindi non solo le case automobilistiche si misero a studiare automobili a propulsione nucleare, esistevano in commercio dentifrici contenenti isotopi radioattivi e venivano comunemente usate vernici fosforescenti ugualmente radioattive.

      Inoltre, all'epoca si dava per scontata la guerra contro l'URSS, di conseguenza gli USA avevano sempre in volo decine di bombardieri con un piano di attacco pre-definito che sarebbero dovuti servire per reagire ad un attacco di sorpresa, essendo in volo si pensava che fossero invulnerabili.

      Peccato che gli aerei dell'epoca, con la corsa agli armamenti che da li a poco avrebbe reso possibili i viaggi sulla luna, non fossero affidabili, quindi ne precipitarono parecchi.

      Alcuni si schiantarono a terra col carico di ordigni nucleari, alcuni si disintegrarono in volo col carico, altri sganciarono il carico per cercare di raggiungere la pista. Questo condusse alla dispersione di non si sa quante "bombe atomiche". Per alcune si dovette togliere metri di terra da una certa area perché si erano aperte ed era uscito il materiale radioattivo, in particolare il plutonio. Altre andarono a tanto cosi dall'esplodere, diverse non furono mai ritrovate.

      Questo per dire che nel contesto attuale, odierno, il modo di pensare e di agire di persone del passato ci risulta incomprensibile. A Milano vietano la circolazione delle auto perché inquinano (lasciamo perdere che incentivano l'acquisto delle auto) e cinquant'anni fa le gente pensava di andare in giro con un reattore nucleare nel bagagliaio.

      Ah, ci sono anche le regressioni. Gli USA avevano progettato una specie di razzo automatico che era spinto dall'aria riscaldata da una pila atomica e che avrebbe dovuto sorvolare velocissimo l'Unione Sovietica sganciando bombe atomiche lungo il percorso. La cosa bella era che l'aria espulsa dal getto era piena di elementi radioattivi e bastava il getto del razzo a ammazzare qualsiasi cosa lungo il suo percorso, ragione per cui era impossibile collaudarlo. Il progetto fu abbandonato. Ecco, leggo che oggi la Russia ha messo a punto un sottomarino automatico che ha più o meno lo stesso scopo, dovrebbe raggiungere la costa del "nemico" ed esplodere, causando ovviamente devastazioni con l'onda d'urto ma lo scopo primario è diffondere più contaminazione radioattiva possibile rendendo inabitabile un'area vastissima. L'arma russa è piu dissuasiva che aggressiva ma fa capire che certe logiche apocalittiche non sono estinte.

      Quindi, torno a dire, se qualcuno ha messo in commercio dentifrici radioattivi, perché stupirsi se qualcuno ha somministrato funghi velenosi per vedere che effetti producessero. E' tutto in funzione del contesto. Quello che ha inventato il vaccino per il vaiolo ha inoculato il vaiolo vaccino di proposito a qualche bambino per vedere che effetto facesse.

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    9. Ti rispondo con una sola parola: "appunto". Come ne esce la classe medica e, con essa, la "testa" rappresentata dalle "autorità sanitarie" dello Stato (e non)? Hai presente la storiella dell'apprendista stregone? Ecco. Solo che in questo caso gli obbiettivi non sono solo sbrigare un po' più in fretta un lavoro tedioso, in questo caso ci sono motivazioni ben più basse, mire perseguite con freddo cinismo.

      E ancora: in questo "clima", siamo sicuri che il fungo sia effettivamente così mortifero come sta scritto nei manuali "moderni"? O magari un fungo che trovi ovunque a costo zero deve essere tolto dalla circolazione perché crea concorrenza al florido mercato di certi farmaci?

      Ad esempio, è interessante venire a sapere che l'eroina è stata immessa sul mercato dalla Bayer come farmaco sedativo della tosse, in particolare per curare la tubercolosi (e fin lì... se sei moribondo per via della tubercolosi, viva l'eroina, che almeno schiatti senza patire come un cane). La cosa che fa specie è che il farmaco venisse commercializzato dichiarandone la assoluta innocuità (e per forza, se no chi se la comprava?). Facciamo finta di credere che davvero la casa produttrice fosse convinta di quell'innocuità? E coloro (medici) che la consigliavano anche a chi non era in fin di vita o comunque tormentato da malanni atroci? Anche loro erano ingenuamente in buona fede? E noi dovremmo essere altrettanto ingenui da credere a tante intenzioni limpide?

      Trent'anni ci sono voluti, prima che si cominciasse a ragionare sulla pericolosità dell'eroina. Magari perchè nel frattempo s'era trovato qualche sostituto commercialmente più valido?

      Un caso più recente: il nimesulide. Non so quanto nimesulide abbiamo usato in famiglia nell'arco di decenni. Si trattava di un principio attivo sotto brevetto, che andava via come l'acqua sul ricettario di tutti i medici d'Italia. Scade il brevetto e (oh, sorpresona!) ci si accorge in massa che il nimesulide nuoce gravemente alla salute. Non un giorno prima. La sequenza è scade il brevetto e poi ci si accorge. Sì. Ci credo. Ovviamente ora si prescrivono altri farmaci migliori (ci credo), ovviamente sotto brevetto.

      Suvvia.

      Alla larga. Quando sarò in fin di vita per il mio bel tumorino d'ordinanza, vedrò di contattare qualcuno di quei nigeriani che vendono i palliativi che avrò bisogno. Il livello è lo stesso o, quantomeno, assai simile.

      Per fortuna, il mio medico di famiglia è abbastanza onesto da aver capito il mio intendimento e, se non è più che essenziale, mi impartisce buoni consigli anziché prescrivermi farmaci come fossero acqua fresca. Lui stesso, però, ha ammesso in una conversazione che troppe volte si ritrova a rilasciare ricette perché i "pazienti" si sentono non curati in assenza di prescrizioni di farmaci, quali che siano. Ha altresì ammesso che spesso, in quei casi, prescrive integratori e simili, che al di là del prezzo "di fantasia" sono praticamente dei placebo. Ho trovato molto interessante la conversazione.

      Bel mondo.

      La muscaria sarà più o meno pericolosa del valium o del tavor? Sicuramente è più economica -- puoi perfino raccogliertela da te, il che è intollerabile perché non genera PIL.

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    10. Non capisco. Io prendo le medicine quando sono malato, mica per divertimento.

      Non te ne faccio una colpa, è uno di quei casi nei quali non ci hai pensato abbastanza.

      La ragione per cui si usano medicine di sintesi invece che "rimedi naturali" come erbe e funghi è che le sostanze sintetiche sono COSTANTI, cioè tot milligrammi ottengono il tale effetto nel tot percento dei casi, tot altri, il tale effetto nel tot percento dei casi. Siccome la medicina è una disciplina empirica, la riproducibilità di una certa condizione è fondamentale.

      Viceversa, le sostanze naturali sono INCOSTANTI, per via della presenza di impurità che agiscono da catalizzatori o da inibitori e per via del fatto che la concentrazione del principio attivo cambia a seconda della pianta e delle condizioni di conservazione.

      Si sapeva dalla preistoria che certe sostanze e in particolare le muffe, avevano azione antibatterica. Ma fino alla fine degli anni Trenta non si disponeva di un processo industriale per produrre il principio attivo sintetico. Lo stesso vale per la banale aspirina, che volendo si può estrarre facendo bollire la corteccia dei salici ma funziona in maniera imprevedibile negli effetti e nei dosaggi per le ragioni sopra esposte.

      I "pazienti" sono persone e le persone vanno messe in condizione di pensare. Altrimenti, sono automi e la faccenda di prendere medicine non necessarie è un automatismo.

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    11. Ah una cosa fondamentale da capire è che ne il fungo può essere innocuo ne il medicinale di sintesi può essere innocuo. Nemmeno il salame è innocuo, nemmeno il prezzemolo.

      E' sempre una questione di costi-benefici. Qui veniamo alla faccenda contemporanea dei no-vax e di tanti altri anti-modernismi.

      E' vero che ogni tot somministrazioni un vaccino causa tot reazioni avverse? Senz'altro. Ma il punto è se conviene somministrare il vaccino oppure no, posto che si deve ovviamente procedere alla messa a punto per ridurre al minimo le reazioni avverse.

      Tornando alla faccenda della naja, i soldati sono sottoposti a un certo numero di vaccinazioni. Sono innocue? Certamente no. Ma nemmeno le fucilate sono innocue. Potevo io rifiutarmi di essere vaccinato? Non se volevo fare il soldato, cosi come non potevo rifiutarmi di portare un'arma ed eventualmente (possibilità remota) di usarla.

      Non so se il ragionamento è chiaro, come dicono gli americani non ci sono pasti gratis.

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    12. L'eroina non è diversa dagli oppiacei che si usano ancora oggi comunemente per la terapia del dolore, specie dei malati terminali.

      L'altro uso degli oppiacei è quello bellico, dai tempi antichi ai giorni nostri, servono a stordire il combattente in modo che non senta il dolore e/o abbia una percezione distorta del contesto.

      Bisogna considerare che fino a quando non diventarono una "abitudine ricreativa" nei famosi Anni Settanta, non si conoscevano ne gli effetti avversi ne che inducessero dipendenza.

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    13. L'uso "ricreativo" (sai che divertimento) delle droghe risale a millenni fa, non a cinquant'anni fa.

      Il dosaggio preciso dei principi attivi (in generale, non solo quello delle sostanze psicoattive) si può ottenere anche con pratiche a bassa tecnologia, non necessariamente per sintesi. Il problema è che le tecniche a bassa tecnologia sono potenzialmente nelle mani di (quasi) tutti, mentre quelle basate sull'apparato industriale sono nelle mani di pochi affaristi.

      Una cosa ti concedo: ci sono sostanze di sintesi che non hanno un corrispettivo naturale. Talora possono essere necessarie anche quelle. Talora. Ciò non giustifica l'impostazione monopolistica di "cartello" alla quale è sottoposto il (finto) mercato dei farmaci -- non è un mercato, è un taglieggiamento.

      La qualità e l'efficacia dei farmaci è troppo spesso una millanteria mirata a forzare psicologicamente gli acquisti facendo leva sulle normali paure e sui sensi di colpa di chi ha la disgrazia di incappare in malanni propri o dei famigliari.

      Il perno del discorso non è l'opportunità o meno di curarsi e di curare, è invece sulla tipologia e sulle metodologie delle zozzerie di contorno che infestano l'ambiente che dovrebbe essere deputato quanto meno a minimizzare i danni dovuti alle patologie e che ha invece abbracciato obbiettivi troppo smaccatamente "altri".

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    14. MrCoso, pensa prima di scrivere.
      L'uso delle droghe è antico ma in origine era limitato a certe situazioni particolari, per esempio si usavano nelle cerimonie.

      Leggevo tempo fa un articolo sulla demografia delle droghe in Italia, da cui si evinceva che agli inizi del Novecento, complice magari l'arretratezza rurale e la provincialità dell'Italia, nonostante ci fosse la piena conoscenza dell'esistenza e dell'uso delle "sostanze", quasi nessuno ne faceva effettivamente uso, tranne casi limite alla Dannunzio. Nonostante che alcune si producessero o si commercializzassero liberamente.

      Si fa spesso il paragone tra le droghe e gli alcolici. Ebbene, in Italia non sono mai esistite leggi per proibire o limitare il consumo di alcolici che invece sono tradizionali in altri contesti. Perché tradizionalmente assumere alcolici fino a sbronzarsi non è visto come un comportamento "fico" ma il contrario. Non solo, mancando il divieto, avendo il vino in tavola tutti i giorni, gli adolescenti non hanno mai visto il consumo di alcolici come qualcosa di "ribelle" o di "adulto".

      Torno a dire, l'uso generalizzato, "popolare", delle droghe fu importato insieme a tutte le altre mode negli anni Settanta.

      In precedenza si era diffuso in certi ambienti "borghesi" come ricaduta degli "esotismi" coloniali e si era largamente impiegato a fini bellici, per esempio mi risulta che certe pasticche fossero largamente distribuite agli eserciti (e ancora sono in uso per esempio per i piloti militari).

      No, il dosaggio dei principi attivi non si può ottenere con pratiche a bassa tecnologia. Si possono trattare sostanze che non sono particolarmente "attive" quindi non importa. Torno a dire, un conto è la tisana, un altro una medicina che fa la differenza tra la vita e la morte. Inoltre, ripeto, forse non hai capito, non è solo questione di "dosaggio", è anche questione di interazione con altre sostanze di una certa miscela.

      Faccio un esempio, vediamo.

      Il vino di qualità si vende sulla base del vigneto da cui è stato ricavato e l'annata della vendemmia. Lo stesso vigneto in una annata diversa produce un vino diverso, un altro vigneto nella stessa annata produce un vino diverso.
      Il vino da tavola industriale, quello che vendono nei cartoni, è indifferente, omogeneo per tutti i lotti di produzione. Ottengono questa omogeneità mescolando vini di origine differente ed eventualmente intervenendo con additivi a regolare certi parametri della miscela.

      Ecco, le medicine ricavate direttamente dalle piante sono come il vino, a seconda della pianta, della data, del metodo di raccolta, del procedimento, eccetera, si ottiene un prodotto differente. Per ottenere un prodotto omogeneo per tutti i lotti di produzione e quindi PREVEDIBILE nel comportamento, devi adottare metodi industriali.

      Per le medicine si identifica la molecola del principio attivo e si inventa un procedimento per sintetizzarla. A quel punto puoi regolare precisamente tutti i parametri dell'azione della medicina, avendo come unica variabile il corpo umano che è un meccanismo estremamente sofisticato e variabile.

      Le tue affermazioni sul "gioco sporco" delle case farmaceutiche eccetera, è cosi generico da essere necessariamente vero. Le corporation giocano sporco su qualsiasi cosa, sarebbe illogico aspettarsi che fossero integerrime solo nel campo farmaceutico. Idem per i vari organismi e autorità che dovrebbero tutelare il pubblico interesse.

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    15. Voglio dire, se induci il consumo spasmodico e irragionevole di qualsiasi cosa, è evidente che ci sarà consumo spasmodico ed irragionevole anche di medicinali.

      Infatti, a ribadire l'assurdità della posizione "pseudo-ecologista" di UCoso sulla plastica, citavo il fatto che nell'acqua, nel latte, nella carne, dappertutto, ci sono quantità sensibili, molto più sensibili delle "microplastiche" di antibiotici.

      I prelievi sugli scarichi fognari di Milano trovano gli antibiotici e la cocaina.

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    16. Fai bene a moderarti, perché non avrebbe senso fare altrimenti. Apprezzo.

      In quel che scrivi riconosco cose che accetto senza remore, altre che mi risulta siano false. Mi soffermo su quelle, perché sulle altre siamo d'accordo.

      1. Non è vero che le droghe si usassero solo per finalità cerimoniali. Quello era magari l'uso nobile che se ne faceva, quello documentato. Sempre e da sempre esistono e sono esistite pratiche che non vengono né venivano documentate perché ritenute irrilevanti dagli "addetti" alla documentazione, oppure sconvenienti e quindi da celare il meglio possibile, figuriamoci scriverne diffusamente. Senza contare che la documentazione sul passato remoto è per forza di cose lacunosa.

      A titolo di esempio, riporto un passo che ritengo significativo della voce "eroina", da Wikipedia: "L'eroinomania divenne rapidamente una emergenza sanitaria: nel 1905 la città di New York consumava circa due tonnellate di eroina all'anno. In Cina, sotto forma di compresse da fumare, iniziò a sostituire l'oppio. L'Europa e il vecchio mondo non rimasero immuni e il consumo si diffuse rapidamente. In Egitto nel 1930 il fenomeno aveva assunto proporzioni drammatiche: si calcola che su 14 milioni di abitanti vi fossero 500.000 eroinomani."

      Non sono in grado di sostenere l'autenticità e l'affidabilità di quei dati, però così si legge. Nella pagina dedicata all'oppio, invece, compare: "Nel XIX secolo l'oppio conosce in Europa il suo periodo di massima diffusione: molti poeti e scrittori ne facevano uso, fra cui Coleridge, Baudelaire, De Quincey [...] e altri. Tuttavia il suo uso rimase per lo più circoscritto agli ambienti letterari e non si diffuse mai veramente, per la concorrenza sul piano dell'uso "ricreativo" del suo principio attivo, la morfina [...]"

      E' nota la tendenza all'uso dell'oppio tra l'aristocrazia settecentesca veneziana (e non solo), per non parlare di quello che combinò l'abuso d'oppio in Cina ("Verso il XVII secolo in Cina l'uso di oppio esplose quando l'imperatore vietò l'uso del tabacco da fumo, che i cinesi usavano mescolare all'oppio, e si iniziò perciò a fumare oppio puro. Il consumo di oppio aumentò tanto che all'inizio dell'Ottocento i fumatori di oppio in Cina erano circa 10 milioni", sempre Wikipedia).

      Anni fa ebbi occasione di seguire un documentario sulle abitudini degli Yanomami brasiliani, che sicuramente conosci. Ebbene, si strafacevano di non-ho-capito-bene-cosa (comunque roba potente, a giudicare dalle facce e dai comportamenti), a sentire il documentarista, con insistente regolarità. Tra l'altro, con un metodo buffo: soffiandosi a vicenda dosi di polvere su dal naso per mezzo di una specie di cerbottana. Sbavavano come San Bernardo in calore, dopo, con tanto di occhi incrociati e incapacità di stare in piedi.

      Giustamente citi la diffusione dell'alcolismo praticamente in ogni tempo storico.

      E così via.

      Sui dosaggi, è ovvio che le difficoltà aumentano con l'incremento del livello di raffinazione e, conseguentemente, di potenza. I dosaggi "diluiti" sono più gestibili degli altri. Ho letto, in ogni caso, di come nei secoli passati ci fossero persone molto abili nel gestire il sottile limite che passa tra la dose di stramonio che genera deliri e quella che porta alla morte. Stessa cosa in merito alla belladonna, che è un'altra piantina con la quale è bene non scherzare più di tanto.

      Ovvio che tutto quello che riporto non è basato su esperienza diretta, bensì su letture. Non escludo che gli scritti possano essere "inquinati" da leggende, distorsioni, mistificazioni (che non dipendono da me).

      Concordo sulle tue osservazioni circa la variabilità delle concentrazioni di principio attivo nelle fonti naturali, e per quello, da tanto sono palesi, non ho certo bisogno di rifarmi a letture -- basta l'osservazione empirica.

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    17. Guarda che le cose che hai scritto non contraddicono quello che ho scritto io, dato che non ho nominato ne la Cina, ne l'Egitto ne artisti bohemien inglesi e francesi.

      Ti invito ad essere pratico. L'uso di droghe è debilitante. Solo chi non ha la necessità di guadagnarsi il pane o non ha doveri e responsabilità si può permettere di essere debilitato da vizi e ozi. Torno a dire che secondo me non hai idea di come si vivesse in passato.

      Ho anche precisato che IN ITALIA l'uso delle droghe era estremamente raro ed eccezionale e ho detto che lo stesso vale per l'abuso di alcolici. Non ho detto che fosse cosi in tutto il mondo, perché è noto che ci sono Paesi dove la gente si sbronza per divertimento, cosi come altri paesi hanno avuto profonde influenze dai rispettivi imperi coloniali, che l'Italia non ha mai avuto.

      Con l'esempio della tribù nella foresta ci incarterei le cozze se per te va bene. Ci sono quelle che rimpiccioliscono le teste e gli storici romani raccontano che i Celti le tagliavano e le esponevano fuori dalle capanne (da cui forse le zucche di halloween) quindi il Borneo e la Gallia sono uguali nel tempo e nello spazio.

      Circa la possibilità di rischiare la pelle sulla base del talento di qualcuno di misurare ad occhio una sostanza letale, scusa se preferisco la comoda confezione di capsule della Bayer con dentro polverina sintetica calibrata con teutonica precisione.

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    18. Guarda che io sono dispostissimo al pensiero critico ma una certa posa anti-modernista fondata su una tendenza nostalgica non solo è un po' banale, è sempre nell'insieme delle cavolate dei Seventies.

      Sono tutti figli dei fiori fintanto che non gli viene un ascesso.

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    19. > dispostissimo al pensiero critico ma una certa posa anti-modernista

      La mancanza di discernimento è equa e ben distribuita e i "senza se e senza ma" abbondano ovunque, anche tra i modernisti/progressisti/crescitisti e zeloti di ismi vari, senza se e senza ma, appunto, come evidenziato nella pagina odierna.

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    20. Messer Pigiatasti, le osservazioni corrette sul fatto che la Muscaria sia un interessante antidepressivo e che ciò comporti una notevole depressione e preoccupazioni per gli industriali del Prozac, del Serenase o del Tiramisux, è ovvia.
      E' lo stesso motivo per cui lo yogurt fatto in casa è un problema per la Mueller, per l'industria dei TIR che scorazzano per il Brennero a importarlo, per quella degli inceneritori che ti illudono di far sparire magicamente la plastica.
      Insomma, il fai date, pur con i limiti evidenziati da Lorenzo, è un problema massimo per il paradigma crescita/ & consumismo.

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    21. A proposito dei limiti, tolleranze: certo che i principi attivi industriali sono stabili e dosabili.
      Ciò che invece manca alle molecole di sintesi è la sinergia con altre sostanze.
      Classico esempio quello del carotene. Gli statunitensi (sempre quelli dei dentifrici radioattivi, il cretino modernista, nuovista, perde il pelo ma non il vizio) intuirono che la zucca e le carote fanno bene. Taadaaa, ecco che ti fanno le capsule di carotene e relativi iperdosaggi di "non-breve" durata e patologie relative.
      Mangiare zucca o carote non è la stessa cosa che mangiare del carotene.

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    22. Le interazioni con le impurità sono una cosa che deve essere eliminata perché noi possiamo gestire un numero estremamente piccolo di variabili.

      Faccio un esempio.
      L'ingegnere progetta un motore. Per progettare un motore l'ingegnere immagina il "motore ideale" o il "motore immaginario", che è costituito da elementi astratti come i concetti geometrici e poi applica delle "tolleranze" più o meno per tenere conto dello scostamento del "motore immaginario" rispetto al motore reale. Per poterlo fare l'ingegnere cerca di ridurre al minimo il numero di variabili e l'ampiezza della variazione.

      Quindi l'ingegnere non progetta un motore che si può costruire con materiali qualsiasi, cioè che può essere costruito ugualmente in ferro, in alluminio, di plastica o di legno. Non lo progetta nemmeno perché bruci combustibili qualsiasi, che ne so, metano, benzina, gasolio, olio di semi, alcol.

      Ecco, quando viene progettato un farmaco funziona allo stesso modo. Il chimico, il biochimico, insomma quelli che studiano le sostanze e i loro effetti, cercano di ridurre le variabili il più possibile. Non fanno le prove "cosa succede se mescolo X a Y e Z" con tutto e il contrario di tutto. Fanno l'esatto opposto, cioè cercano di separare, di isolare, le sostanze una dall'altra.

      La "natura" se ne frega se noi viviamo o moriamo e ha tutto il tempo che vuole. Quindi è chiaro che un organismo vivente è una macchina enormemente più sofisticata di qualsiasi macchina possiamo progettare noi. Non siamo capaci di mettere assieme un virus, che è l'organismo più semplice che conosciamo, posto che sia una cosa viva, che non è tanto sicuro.

      Torno a dire, se io ho un ascesso o devo andare a lago, la soluzione non può essere "naturale" ma deve essere tecnologica. Quindi è una SEMPLIFICAZIONE che viene da un modello astratto della "realtà" prodotto dal mio pensiero razionale.

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    23. Per inciso, Leonardo era avanti rispetto ai suoi tempi ma soffriva di un pensiero regressivo esattamente come quello che vedo in certi commenti qui sopra.

      Leonardo studiava gli uccelli e voleva copiare l'idea dell'ala battente. Funziona, per gli uccelli. Non funziona per noi perché è un meccanismo troppo sofisticato. Lo scopo di costruire una macchina volante si deve scomporre in sotto-problemi, uno la "portanza", due la "spinta", tre la "stabilità". Quindi un problema è come costruire superfici portanti (una curva sopra, piano sotto), un altro problema è come costruire un aggeggio che spinge l'aria all'indietro (motore-elica), un altro problema è come costruire superfici che "si appoggino" all'aria sui tre assi (cavi, timoni).
      Il macchinario risultate è pateticamente inefficiente se paragonato a qualsiasi animale volante, però assolve lo scopo.

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    24. LO SCOPO.
      Fermiamoci a riflettere sul concetto. Per quale ragione facciamo le cose.

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  3. Uomo la gente maleducata mandala a spigolare. La tipa degli anfibi su cuscino poi!

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    1. Sara, non è questione di maleducazione. Tu non conosci nessuno che quando va in gita vuole il posto migliore, che si serve per primo, che magari spende i soldi degli altri per cose sue, eccetera? Questo tipo di comportamenti "infantili" come ha correttamente diagnosticato UCoso, non sono "personali", sono indotti e incentivati dal condizionamento a cui siamo sottoposti e dal fatto SEMPLICE che allo stato attuale invece di prendere la PUNIZIONE vieni gratificato.

      La conseguenza è che come per tante altre cose UCosiche, si tratta di un compromesso necessario. Se vuoi andare al tango ci devi andare in macchina, se devi ballare con qualcuno non puoi discriminare quelli che lasciano in giro i piatti sporchi. Perché l'alternativa è fare come faccio io, che discrimino e quindi non vado da nessuna parte e non "socializzo".

      Sempre perché non ci sono pasti gratis.
      E qui, ciccia, possiamo estendere il ragionamento alle tue "anime della sinistra", per gli stessi motivi.

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    2. Nel caso non fosse ovvio, io me la prendo in entrambi i casi, cioè UCoso e la "sinistra" perché chi vive di compromessi necessari mi viene a fare il predicozzo.

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    3. A me piace tanto suonare il rock. Dopo un paio di decenni di tentativi di trovare frequentazioni adatte a farlo senza quelle che secondo me sono distorsioni nelle relazioni tra persone (con i soliti furbetti che fanno di tutto per imporsi sugli altri, e più sei disponibile e cortese più amplificano le loro caratteristiche di egocentrismo tracotante) ho deciso che la musica la pratico da solo, sostituendo con un PC tutti quei musicisti in carne ed ossa coi quali ho invano tentato di trovare compromessi per ottenere un (a questo punto, dichiaratamente inarrivabile) risultato comune.

      Il potere della rinuncia. Che gli egocentrici tracotanti suonino da sè le tastiere, attività della quale si può senz'altro fare a meno -- la musica è un intrattenimento, mica è come il pane, eh! se non diverte, tanto vale lasciar perdere, o praticarla in forme alternative.

      Il tutto si traduce, secondo saggezza popolare, nel classico "meglio soli che male accompagnati".

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    4. Cerco di moderarmi perché non vorrei essere frainteso.

      UCoso qui è una persona a cui piace esibirsi e che ricava godimento dal feedback che riceve dalla gente che ha attorno. Nonostante gli piaccia recitare il personaggio del conte duca misantropo che vive in un eremo, in realtà è disposto a percorrere una buona lunghezza per ottenere quello che gli serve.

      Non vorrei andare sul tecnico ma è la solita contrapposizione tra introversione ed estroversione. Sul piano personale è qualcosa di connaturato, puoi moderarne gli eccessi ma non puoi snaturarti. Sul piano sociale invece è evidente che, tornando al discorso sull'infantilismo, l'estroversione è premiata, celebrata, ovvero che i rapporti tra le persone sono superficiali e funzione del discorso che facevo sul "godimento" come unica misura delle cose.

      Il discorso della rinuncia è giustissimo ma a ben guardare dipende dalla prospettiva o dal valore che dai alle cose. Uno rinuncia facilmente alle cose alle quali non da alcun valore, viceversa fatica o proprio non riesce con quelle di cui non può fare a meno.

      Quindi più che la rinuncia, direi che le cose di cui stiamo parlando sono funzione di quanto uno o una è auto-contenuto, cioè basta a se stesso. Senza andare nel patologico, ben inteso. Oppure, ribaltando il punto di vista, da quanto uno fatica a relazionarsi con le persone.

      Faccio il mio caso, io non faccio nessuna fatica a praticare uno sport di squadra perché mi devo relazionare solo con un gruppo limitato di persone con le quali sono "familiare". Farei molta più fatica ad andare in un evento danzante come fa UCoso ed esibirmi agli astanti con un partner casuale. Se poi andiamo alle ammucchiate, che UCoso pratica(va) per me sono inconcepibili.

      Viceversa, io da bravo introverso non do particolare importanza al "godimento", arrivo al contrario di cercare di proposito fatica e disagi invece che comodità allo scopo di superare i miei limiti. Quindi se mi propongono di andare alcuni giorni in un albergo di lusso in compagnia (es. convention), per me è fondamentalmente una cosa sgradevole, se mi propongono una camminata in tre, ci vado volentieri. Cosi come per me è inconcepibile mettersi in coda in macchina per andare ad assistere ad un evento di macchine e invece vado in giro da solo in bicicletta o in motoretta (purtroppo rischiando la pelle).

      Riassumendo, quello che non funziona secondo me in questo post è che UCoso, come sempre fa, si lamenta della "volgarità" della gente incivile ma non si accorge che se nota questa volgarità è perché ne fa parte, è li con quella gente perché non ne può fare a meno. Non solo, non può nemmeno dirgli di andare a cagare.

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    5. Io gli direi di andare a cagare senza pensarci un secondo perché non mi importa se poi vengo mandato a cagare a mia volta. Invece UCoso necessita di quella compagnia, quindi si lamenta qui, in termini generali ma li fa buon viso a cattivo gioco.

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    6. > La tipa degli anfibi su cuscino poi!

      Sara, non posso dire che fosse direttamente cogli anfibi sul cuscino. Si rendeva conto e aveva appoggiato i suoi piedi su quel sostegno in modo che gli anfibi NON fossero sul cuscino ma al limite.
      Solo che dopo un po', nuoviti qui, stirati là, ecco che il bordo degli anfibi era arrivato ad appoggiarsi sul cuscino.
      Sono quelle situazioni limite di tentare di rendere decente ciò che è bacato, come quelli che apoggiano i loro piedi su angoli di plastica, sui bordi di alluminio, al limnite dei sedili.
      Un tentativo di rendere passabili gesti grezzi e noncuranti.

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    7. Lorenzo, io cerco di mediare tra la mia tendenza alla solitudine e il fatto che per una vita sana ed equilibrata è bene avere anche della socialità, convivio, momenti di vita con altre persone.
      Questo ha, come tutto, dei contro, che ho osservato e scritto in questa pagina.
      Con alcune di queste persone (la tanghera fiorentina si vanta sempre delle sue origini popolari, io non riesco a capire come si possano attribuire apriositicamente valori positivi ad una certa classe piuttosto che un altra) vado/andavo in montagna.
      Però, una volta arrivati nel rifugio/casa/bivacco, scattano comportamento bambineschi. _mgoli si era proposta di cucinare per tutti (atto generoso e attento) ma poi, presa da raptus, lascia lì le cose suo fuoco, lascia lì in mezzo gli attrezzi, le bucce di zucca, etc. Fai una cosa, falla fino in fondo.
      Ecco, bisogna ripetere le cose come alle elementari.
      Mah.

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    8. Rimane vero tutto quello che ho scritto.

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