giovedì 31 gennaio 2019

Tre centimetri

E' inutile che con tre (3 in cifre) centimetri di neve fai passare gli spazzaneve che la comprimono in un efficace strato di ghiaccio che ci vogliono i ramponi per camminare meno male che c'è la neve a lato.
E' la stessa solfa dell'aria condizionata ad aprile con 23° fuori, del riscaldamento a 27° negli alberghi o dei semafori accesi alle tre di notte nel deserto intorno per sei km.
Un orribile miscuglione di:
o - vedete che pensiamo a voi?!;
o - zelo e azionismo tecnofili;
o - pretese assurde de il_bobbolo 'fammi andare al lavoro colle ballerine";
o - sradicamento dalla natura;
o - ipersicurezza deresponsabilizzante e decerebrante;
o - ipernormazione (contraddittoria risparmio energetico devi rottamareleeuro16 e sostitirlecon leeuro18 e poi devi avere 7 milioni di lumen/mq sul manto stradale);
o - scialo di denari pubblici tanto c'è il più deficit per tutti.
Anche qui ci vorrebbe una buona dose di decrescita che attivi le respons-abilità e i neuroni nella crapa de la_ggente.
Se si dice(va) che è la necessità che aguzza l'ingegno anche questo dimostra i danni di ricoglionimento generale, le regressioni cognitive e di ogni altro tipo (v. autorazzismo) risultato di lustri di agio.

28 commenti:

  1. Secondo me la molla risiede nell'alloggiamento della persona che occupa un incarico e non vuole essere accusato di non avere provveduto.

    Facciamo il caso che uno va a sbattere con l'automobile, questo fa causa alla amministrazione perché non ha provveduto a spalare la neve, mettere il sale, sacrificare la vergine. Se invece va a sbattere dopo che è passato lo spazzaneve, la persona in questione ribalta la responsabilità su chi ha fornito il servizio.

    E' il modo di procedere "difensivo" che viene insieme a tutto il resto della società di bambini importata/imposta su modello degli USA, dove per ogni cosa è pronto l'avvocato.

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    1. Sì.
      Che si combatta centimetro per centimetro, giusto il tempo di ingurgitare trash food, di copulare il minimo per riprodurre la specie umana, e poi ...

      RING !

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    2. Si', e' anche l'agire difensivo.
      Questo problema di esageratazione ha anche altre cause.
      Ad esempio :- ah, nevica (20mm di accumulo) e NON lo spazzaneve non e' ancoooora passsaaaaatoo oddio oddio.
      Sono poi le stesse persone che non muovono un dito anche quando sarebbe loro dovere (ahhh, ma io paago le tassse, il comune, la provincia, lo stato, la CEE la galassia il papa sanpancrazio deve provvvedere!!).
      Bisogna togliere tutto:
      togliere servizi
      diminuire l'agio
      decrescere la stupidita'
      meno auto in cui ti rincoglionisci (scendi a piedi e guarda che cosa si ottiene con uno spazzaneve che passa con 2,7cm di neve)
      meno spazzaneve
      meno spargisale
      meno dirittismo
      meno leggi assurde (scrissi, in passato della Legge Arborea)
      etc etc.

      E proprio un problema di decrescita, bisogna diominuire tutto questi problemi, questa ciarpame, questa pigrizia fisica, questa pigrizia mentale se non stupidita'.

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    3. Su questo non ci intenderemo mai, perché "crescita" è un variabile quantitativa mentre per me qui si tratta di una variabile qualitativa, quello che definisce l'Uomo, da cui "virtù".

      Il fatto di non riuscire a percepire, valutare e gestire i "casi della vita" perché sono tutti ridotti a bambini, non è questione di "fare meno" ma di "fare la cosa giusta" e quindi di essere educati, ognuno, con un sistema di riferimento (vedi vecchia polemica con MrCoso) che ti dice dove sta "giusto" e dove sta "sbagliato" (o dove sei tu, è lo stesso).

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    4. Qualche anno fa ci fu una nevicata in effetti piuttosto abbondante, e le strade erano praticabili con prudenza in piano e praticabili con esperienza e tanta, tanta pazienza in caso di pendenze non esagerate. Orbene, per raggiungere il luogo di lavoro devo percorrere circa venti chilometri, dei quali la stragrande maggioranza in piano, dunque partii. Arrivato a circa quattro chilometri dalla mia destinazione, dove c'è una specie di "vallone" per superare il quale occorre percorrere strada in pendenza per duecento metri, i soliti furbetti si erano letteralmente "accatastati" ai piedi del declivio, ingorgati in un modo inestricabile nel tentativo di superarsi a vicenda. La mia reazione? Ho cercato un saltafosso, ho preso la pala che avevo nel baule, in meno di un quarto d'ora ho liberato il saltafosso e ci ho parcheggiato su, chiudendo poi l'auto e incamminandomi verso il posto di lavoro. In poco più di mezz'ora ero a destinazione. Fossi rimasto lì a sbracciarmi, ora starei ancora invecchiando nell'ingorgo (si fa per dire).

      Col fatto che ero partito con largo anticipo, accumulai meno di un quarto d'ora di ritardo, che viste le condizioni è un ottimo risultato.

      Il più delle volte, le situazioni si risolvono con un po' di banale flessibilità e, magari, con un pizzico di fantasia.

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    5. Le situazioni devi percepirle, analizzarle e devi essere capace di adattarti con una o più azioni alternative. Che è il modo di procedere di un adulto che ha gli strumenti, non è il modo di procedere di un bambino.

      Io sono abbastanza vecchio per avere guidato negli inverni in cui nevicava tutti gli anni, guidato le auto di allora senza gomme invernali e senza automatismi. Ho anche guidato la moto tre o quattro volte sotto la neve o col ghiaccio.

      Il trucco consiste principalmente nell'andare piano, collegando la aderenza delle ruote e il peso del veicolo alla velocità e quindi all'inerzia, la distanza che percorre il veicolo se ti devi fermare.

      Bisogna avere le ruote sempre in presa, quindi marce basse e usare il meno possibile i freni, un po' di controsterzo quando serve, che comunque è più produttivo se c'è la trazione anteriore.

      Il cretino di turno arriva alla curva sparato e ti viene nel culo oppure si va ad incastrare da qualche parte, perché è un bambino, "voglio voglio voglio" senza il filtro della ragione.

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    6. Lorenzo: "Io sono abbastanza vecchio [...]

      Siamo pressoché coetanei, condividiamo una base di esperienze abbastanza simile, anche se da quel che pare tu sei un tipo legato ad ambienti cittadini, io uno legato ad ambienti più "aperti", rurali.

      Lorenzo: Il trucco consiste principalmente nell'andare piano, collegando la aderenza delle ruote e il peso del veicolo alla velocità e quindi all'inerzia, la distanza che percorre il veicolo se ti devi fermare."

      Certo. Sintetizzo questa situazione in una forma poco ortodossa dicendo che guidare una macchina sulla neve è un po' come guidare una bagnarola col fuoribordo: devi sempre pensare che ci sono "tempi morti" tali per cui il veicolo lo "indirizzi" e cerchi di "convincerlo con le buone" a seguire la traiettoria che hai in mente, anticipando ogni manovra con largo margine. Tentare di forzare la mano, di imporsi con la decisione, non funziona -- con una bagnarola col fuoribordo gli arresti repentini e le curve ad angolo sono fuori discussione. La strada da seguire è quella della persuasione, non quella dell'ordine (è un'immagine simbolica, ovviamente). Oggi invece va tanto di moda l'imperiosità... spostati, che arrivo io!

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    7. Veramente, non tanto.

      Nel senso che io sono nato e vissuto sul margine dove finiva l'area urbana e cominciava la campagna. A Milano non sono mai andato se non per una ragione obbligata, tipo l'università o il lavoro e sono andato quasi sempre coi mezzi o in moto per ovvie ragioni. Quando nevica o piove cosi forte che si allagano le strade, Milano diventa un casino. Funziona tutto, perché non siamo a Roma però la gente impazzisce perché vive in maniera troppo forzata, senza margini per i cambiamenti. Quindi mi è capitato qualche volta di metterci tipo tre o quattro ore per fare una ventina di chilometri attraverso la città o sulla tangenziale.

      Viceversa, nel tempo libero sono sempre andato nella direzione opposta, che significa risalire fino alla Valtellina. Certo, il tipo di "ruralità" che trovi in questa sezione di Padania è comunque relativamente sempre "urbanizzato", perfino i fianchi delle montagne sono costellati di strade carrozzabili e di case e altri manufatti. Tra l'altro considera che fino a una ventina d'anni fa andavo ancora in auto a volte ma da allora in poi sono sempre andato solo a piedi, in bici e in moto a meno che qualcuno non mi dia un passaggio.

      Io invece paragonerei guidare l'auto con la neve a guidare un carro armato.

      Secondo me oggi la gente è sconsiderata e lo vedo appunto quando sono in giro coi miei mezzucci. A volte mi trovo in certe stradine secondarie che può uscire in ogni momento un vecchietto da un portone o un furgone ad un incrocio e non c'è proprio ragione di farle a cento all'ora, eppure la gente ci va come se fosse un rally. Incomprensibile.

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    8. Nota a margine: quando ero bambino e ragazzo i babbi sparivano per andare al lavoro e tra l'altro molti non usavano l'auto e a casa rimanevano le mamme. Gli orari si incastravano in maniera diversa e non era un grosso problema se cambiava qualcosa. Oggi se i genitori lavorano e uno dei due deve andare ad accompagnare e riprendere i figli a scuola, ovviamente è un casino se nevica e le scadenze saltano per aria. E ci sono magari di mezzo l'appuntamento dal dentista o che ne so. Le giornate sono cosi tirate che la gente quando è in macchina di solito è sclerata, se poi c'è un problema tipo un ingorgo, vengono fuori scene di panico.

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    9. Lorenzo: "Io sono abbastanza vecchio [...]

      mah??

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  2. probabilmente hanno dei parametri nel quale attivare un certo tipo si soccorso stradale in questi frangenti più che essere rincoglioniti che dire.
    pensa che nel mio paesello c'è obbligo di catene a bordo da novembre ad aprile piu' o meno....ma si e no una ghiacciata la vedi ogni tanto e di pochi cm anch'essa.
    a volte mi immagino le mie strade piene di cingolati.

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    1. L'obbligo è nella stessa logica che dicevo prima, nel caso remoto che nevichi, per evitare di essere accusati di non averci pensato prima, si procede comunque con una grida che ha il solo scopo di scaricare le responsabilità. Sei capace di montare le catene, tu?

      Negli USA mettono le avvertenze su qualsiasi cosa, tipo "attenzione, questa forchetta non va infilata negli occhi, nelle orecchie e nello sfintere anale. Non avvicinarla a cavi elettrici in tensione". Perché? Perché qualcuno si infila la forchetta in un orecchio e poi fa causa al fabbricante della forchetta perché non c'era scritto di non farlo.

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    2. Nel caso remoto che.....è un discorso molto valido direi.

      Se solo ce ne fosse la reale necessità le metterei, del resto mi cambio la ruota di scorta, mi controllo olio e radiatore.

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    3. Peccato che gli Usa non facciamo causa alle multinazionali delle armi se uno viene ferito. So o così incoerenti a volte.

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  3. E oltre a tutte le tue osservazioni, per 2cm di neve (da me ancora meno dei 3!) hanno chiuso le scuole!
    Siamo al paradosso!

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    1. La scuola dove lavoro è aperta (ed è giusto che sia così, finché si può), però le classi erano ridotte del 40-70%: diciamo che in una classe tipo da 25 le presenze potevano essere 10-15 o anche meno. Poi vieni a sapere che sono partiti per un fine settimana sugli sci... (ovviamente prima dei farti un bel duecento km in auto per arrivare alle piste, laddove fingi di avere difficoltà insormontabili per raggiungere la scuola che frequenti, a 500 metri da casa).

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    2. Visto l'ordine di scuola nel quale lavoro, la responsabilità è ovviamente in capo ai genitori, non ai bambini. Ma, tante volte, i genitori sono più bambini dei figli.

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    3. Si potrebbe pensare a questa società colosso dalle caviglie di argilla, dove per 2cm chiudono le scuole o dove una giudice infame (che lavora allo sfascio civile, alla distruzione della società civile distruggendo le basi della giustizia) incrimina due cinesi perché hanno osato difendersi con coltelli da una rapina a mano armata.

      Come quell'altra giudice che condannò due agenti che avevano sparato alle gomme di una banda di delinquenti dell'est (uno rimase ucciso, deo gratias! per un proiettile di rimbalzo) perché non avevano appourato se i delinquenti fuggitivi avessero o meno delle armi.
      Siamo a questo livello.
      Gli uteri buonisti che emettono delle sentenze contro ogni senso e di logica e di giustizia.
      Quando ci saranno gli islamici e toglieranno le donne dai tribunali avranno fatto solo bene.

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    4. E' la mancanza di resilienza che è anche quella che se tu tiri una badilata ad uno che è entrato in casa tua e gli rompi la colonna vertebrale sei finito.
      E' la stessa società che si blocca per tre cm di neve o che va in tilt pr i viadotti della Orte Cesena non mantenuti da anni e che vule fare buchi in Val di Susa per il gnente che costano 20G E.
      Non hai i soldi per lavarti le mutande e pensi ai gemelli di platino.
      Mah.

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  4. Aggiornamento.
    Questa mattina, in una classica discussione da bar tra colleghi, ho fatto presente la questione dell'ipocrisia del tenere a casa i figli causa neve per poi magari andare a sciare a 200 km di distanza. Una delle risposte che ho ricevuto (per fortuna minoritaria) è stata: è giusto così, un fine settimana sugli sci è istruttivo quanto una giornata a scuola. Per la serie "non capire i termini della questione" -- non è la giornata sugli sci il problema, il problema è l'insegnamento all'incoerenza e alla furberia che i genitori trasmettono ai figli. Ma costei (una collega, ammesso che il genere sia significativo) non se ne dava per inteso. Ah... è una mamma, lei, io che non ho figli non posso capire, e comunque sono i genitori che decidono dell'educazione dei figli, non la scuola (parole sue).

    Tempo fa ebbi a dire che mutare, implicitamente o esplicitamente, il ruolo della scuola da quello di servizio alla collettività (com'era) a quello di servizio alla famiglia (com'è) è stato un errore gravissimo. Che manteniamo intatto e che, anzi, peggioriamo anno per anno.

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    1. MrCoso, secondo è utile per capire i termini della questione pensare a come funzionavano le cose in origine.

      Faccio uno dei miei soliti esempi. Il babbo di Leonardo, che era notaio se ricordo bene, siccome Leonardo era figlio nato fuori dal matrimonio quindi non adatto alla professione di famiglia, decise di avviarlo ad una professione manuale.

      Si recò quindi alla bottega del Verrocchio, che era tipo una scuola di arti e mestieri con a capo un celebre artista dell'epoca e disse "insegnate un mestiere al mi figliolo, vi pago tot fiorini".

      Leonardo, babbo pagante la retta, viveva a bottega come una specie di collegio e in teoria ne doveva emergere giovane uomo pronto a farsi una vita. Non so dire se quel tipo di accademia favorisse come effetto secondario la pederastia, che è un problema connaturato con certe comunità.

      Comunque, il punto è che la famiglia SCEGLIEVA e PAGAVA la "scuola" perché formasse il giovane, nel caso di Leonardo, era una specie di "Istituto Tecnico" che formava i "periti" di allora. Infatti Leonardo poi dovette scontare un po' di ostracismo da parte dei "dotti" perché non aveva una formazione classica sui testi greci e latini.

      Quindi a naso direi che il nocciolo della questione è che tu parli di "Scuola Pubblica". Che ha due problemi, è "gratuita", è "generica", cosa che porta le famiglie a considerarla un modo per levarsi i figli di torno durante la giornata e dall'altro lato è "auto-referente", ovvero ha in se stessa il suo fine, il solito discorso di spendere risorse nell'impiegare quanta più gente possibile e gente che altrimenti non avrebbe altri sbocchi professionali, vedi la annosa faccenda dei concorsi e della transumanza sud-nord.

      Nota che tu dici "servizio alla comunità" e "servizio alla famiglia" ma non dici che l'unico scopo della Scuola è formare lo studente.

      Se io pagassi tot mila euro l'anno per mandare mio figlio alla scuola Pincopalla, col cazzo che accetterei sia il fatto che non sa le tabelline sia il fatto che la scuola mi chiede di aiutarlo a fare un "lavoretto" con elementi in grafite e vanadio, prendendo lo schema da un file criptato con lo standard della CIA.

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    2. Riassumo, se io domani diventassi imperatore, dopo avere risolto questioni urgentissime, farei calare la falce della morte sulla popolazione degli insegnanti, perché fare l'insegnante non è come spazzare le strade e farei pagare alle famiglie il costo dell'istruzione, idealmente fino a stipendiare gli insegnanti, perché le cose che valgono qualcosa devono costare qualcosa e le cose che non costano niente non valgono niente (ovviamente in proporzione al censo).

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    3. Lorenzo: "Nota che tu dici "servizio alla comunità" e "servizio alla famiglia" ma non dici che l'unico scopo della Scuola è formare lo studente."

      A che scopo formare lo studente? Ecco perché ho parlato di "servizio alla comunità": perché la comunità tutta (me compreso, che di figli non ne ho) paga un sostanzioso tot, dunque la comunità tutta deve avere un vantaggio dalla formazione onerosamente fornita allo studente. Nel caso invece che si ravvisi l'opportunità di perseguire il fine del servizio alla famiglia, allora che la famiglia scelga e paghi (in questo concordo con te). Trovo invece molto incongruo che la famiglia sia obbligata a ricevere un servizio (indipendentemente dalla qualità) che la collettività è obbligata a pagare profumatamente per fornire un discutibile vantaggio alla famiglia stessa! E' un assurdo in termini.

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    4. Comunque il punto dal quale siamo partiti riguarda la coerenza e l'incoerenza nei comportamenti nei confronti dei figli da parte di alcuni (quanti?) genitori: per presunta causa neve non fai fare al figlio 500 metri per andare a scuola, che è il suo mestiere, poi lo porti a sciare a 200 km di distanza. In auto. Qual è l'insegnamento di fondo?

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    5. Bah, incoerenza. Cosa gli costa la scuola? Zero.
      Cosa gli costa la vacanza? X euro.
      Ubi major minor cessat.
      Per quello dicevo che se gliela fai pagare, invece di annegarla nella fiscalità generale come tutto il resto, apprezzerebbero maggiormente.

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    6. Alla fine tanto arriveremo a dovere sospendere tutti i servizi pubblici o limitarli agli incapienti. E ci dovremo pagare tutto privatamente, come negli USA. Il mio medico me l'ha già detto, senza assicurazione diventerà sempre più difficile curarsi. Idem per la scuola. Le scuole pubbliche saranno le scuole del ghetto.

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  5. Il Fratello Maggiore ti osserva.
    Quando serve, ti zittisce e magari ti da anche qualche nerbata. Non siete contenti?

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