mercoledì 16 gennaio 2019

Fantastico

Fantastico. Anche la vecchina con la sua calma serafica è fantastica.
Questo di una casa nella foresta, sepolta dalla neve, fu ed è uno dei mie sogni da sempre.


8 commenti:

  1. Stante la meridionalizzazione dell'Italia contemporanea, se venisse quella neve li dalle mie o dalla tue parti sarebbe l'apocalisse.

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    1. Vero, la meridionalizzazione ha un peso, perché la gestione della neve non fa parte delle culture meridionali e degli ambiti costieri italiani in genere, anche al Nord (non bisogna dimenticare che ci sono aree del meridione d'Italia dove la neve era e a volte è di casa, e dove quella cultura era o è molto radicata).

      Da tener presente anche che, per una questione di puro e semplice ricambio generazionale, le nuove "leve" del Nord hanno messo da parte i comportamenti legati alla gestione della neve per carenza di "materia prima", per cui oggi come oggi anche un ventenne di famiglia vigevanese da intere generazioni avrebbe seri problemi a "interfacciarsi" con una precipitazione nevosa particolarmente abbondante.

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    2. C'è da aggiungere che sovraffollamento e ammassamento complicano parecchio la gestione delle situazioni di neve abbondante: se "non ti puoi muovere" diventa arduo gestire qualsiasi cosa, neve inclusa. Ma anche spazzare casa, per dire.

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    3. Tutto vero ma io aggiungerei che la cosa che è stata cancellata di proposito è la capacità di "misurare" gli eventi e di regolarsi, dove all'interno del regolarsi c'è la capacità di cooperare.

      Oggi qualsiasi evento insolito scatena nella gente la reazione di un petardo in mezzo ad un mucchio di galline.

      E' una di quelle cose studiate ad arte. Perché la gente è condizionata ad accettare supinamente gli eventi senza considerare le alternative e senza considerare che sia anche solo possibile comportarsi diversamente, mai e poi mai di concerto con altri.

      L'affollamento è una delle conseguenze del fatto che la gente non percepisce, se percepisce non valuta, se valuta non riesce ad immaginare nessuna alternativa, anzi, ne è terrorizzata.

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    4. Sai che sono un ammiratore delle perle di saggezza che ci arrivano dalla cultura popolare, più o meno "paesana". Ebbene, la prima cosa da tenere presente di fronte a una situazione critica è che chi non si muove non fa danno -- piuttosto che agire scompostamente (a rischio di peggiorare le cose) è meglio soffermarsi su un momento di sana riflessione. Hai ragione quando dici che nel nostro mondo, nel quale il "rumore di fondo" è ormai assordante, l'idea stessa di soffermarsi a riflettere appare surreale. Riflettere... che fatica! che spreco di tempo! bisogna FARE, non importa cosa, basta che sia subito, possibilmente entro ieri, in fretta e (immancabile) in team*. ;)

      * e vai con una citazione: "Un individuo può essere anche ottuso, ma per la stupidità vera non c'è niente di meglio del lavoro di squadra".

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    5. Secondo me non è tanto il "fare" ad essere un problema ma l'infantilismo generale per cui lo "scopo" del "fare" è il soddisfacimento delle voglie, come "diritto" quindi senza "responsabilità".

      Faccio un esempio: nevica. La persona media non pensa che il "fare" dovrebbe dipendere da "priorità" quindi che deve sopportare un disagio in cambio del fatto che si provvede al funzionamento dei servizi essenziali (ospedali, scuole, treni, rete elettrica e telefonica, ecc). Invece pensa "stasera voglio ordinare il sushi" e si incazza se il corriere non glielo porta in dieci minuti. Oppure si alza la mattina e per andare al lavoro cerca di disseppellire l'auto spalando la neve sopra l'auto del vicino di casa o davanti alla porta di quello che abita a piano terra.

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  2. Ho vicini e conoscenti merifionali, siciliani (provincia di Palermo e Nebrodi) che sonovadsai laboriosi in termini di gestione neve.
    La mia impressione è che sia l'artificializzazione urbana a rendere inette, incapaci, le persone. Anche.

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    1. UCoso, la "laboriosità" non è un requisito utile quando devi costruire una piramide. Il requisito è che tu riesca a metterti in fila con altri cento, mille per trascinare un blocco di pietra di cento tonnellate. Mille siciliani che tirano mille blocchi da un chilo in direzioni diverse non raggiungono lo scopo.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.