domenica 6 ottobre 2013

Piaceri d'ottobre



Ieri me ne sono rimasto tutto il giorno a casa in questo stato di limbo fisico. Ho una casa piacevole con uno stile deciso, improntato quasi talebanicamente ai materiali naturali (diciamo tutto eccetto la plastica che aborrisco con tutta l'anima), una combinazione di modernariato, alcuni pezzi antichi, altri di design anni cinquanta o quaranta, molte piante, fiori, candele, luci soffuse Alcune cose non sono ancora pronte, aspetto che finisca il mutuo e poi so già come sistemarle, ho degli artigiani qui che sono dei maghi, fanno delle cose meravigliose, preziose, con materiali naturali.
Le persone che non la conoscono fanno quasi sempre due fanali così quando entrano. Eheheh.
Insomma, da buon cancro a me piace stare a casa. Anche a ricaricarmi o a guarire, come ieri. Verso sera ho messo su una marmitta di brodo, che borbottava il suo profumo di lesso.
Poi ho acceso il primo fuoco della stagione, me lo sono goduto lì vicino, al caminetto, ipnotizzato dalle fiame e dal profumo della legna.
Mio fratello che è a casa da mesi per la crisi dell'edilizia, è ora in Trentino, si è ingegnato, sta raccogliendo mele. Ieri era piovoso pure là, aveva acceso, a casa della mamma, la stufa ad ole nella stube antica, era andato dal mastro macellaio di quel paesino, aveva preso un cotechino e se lo stava cucinando sulla cucina economica: con contorno di spinaci, come dio comanda! Entrambi, a volte, pensiamo di poterci trasferire là.
Sono felice per me e per il mio fratellinone a cui voglio molto bene.
Alle 12:45 arriva _rio, cassiere del gas, pranziamo assieme. Poi a nanna, poi in milonga, andrò per la dolce vita, inaugurazione di quella milonga, oggi, non farò certo sfracelli, debole come sono. Il tempo grigio concilia un casino. Anche questo un piacere d'ottobre.

sabato 5 ottobre 2013

Molto sottile - 2



(Molto sottile)

Per la prima volta dopo mesi, ieri sera non sono andato in milonga. Dopo la lezione di milonga me ne sono tornato a casa. Nel buio vedevo le luci sfilacciarsi lunghe a lato, il nero davanti a me, poco traffico, i tratti bianchi della segnaletica orizontale ipnoticamente accendersi e spegnersi uno ad uno. Mi godevo il tornare a casa, l'idea di tornare steso nel letto sotto il piumone caldo, possibilmente con il rumore della pioggia forte sopra il tetto, ma essa è arrivata solo stamane alle cinque e non per molto.
Appena mi muovo un po' sento il cuore pulsarerombare lì sotto, nel profondo della mandibola.
Questa con la festa di San Petronio avrebbe dovuto essere una piccola vacanza di inizio ottobre, invece sono a casa debole, a dormicchiare quasi tutto il tempo. Lunedì chiamerò il dentista, vorrei che intervenga prima possibile. Così non va, non riesco a fare nulla, anche senza male acuto sono spossato. A tutti gli effetti sono in uno stato di malattia.

Tra le altre cose pensavo che ... l'intervento sarà piuttosto impegnativo e io devo organizzarmi. Non è ragionevole pensare che io prenda la bici me ne torni dal dentista in stazione per chilometri, e poi su per il sentiero, dopo un'operazione così.
Essere libero e singolo comporta il costo di non avere la presenza automatica di un partner che ti possa dare una mano in questi casi. Per um momento mi è venuto di chiedere ad A-Woman. Così potremmo parlare un po' dopo mesi. Oppuire qualche amico che abita qui che so già essere in città.
Anche il confine tra assistenza e reciproco aiuto e affetto amicale o amore è molto sottile.

venerdì 4 ottobre 2013

Capro espiatorio

C'è stata una riunone assai pesante del gas, ieri, che è quasi degenerata (una gasista è arrivata a pochi millimetri dal naso urlandomi cose assurde, se invece di stare impassibile mi fossi mosso anche di poco non saprei come sarebbe andata a finire).
Il motivo della disputa è stato il cambiamento deciso dal coordinamento inter gas della valle, di un referente del nostro gruppo, un "duro e puro" che non usa la mail e che è stato coerente alla sua linea "le persone devono organizzarsi e fare un ordine di legumi all'anno" con un'altra referente più collaborativa/meno intransigente. I modi del cordinamento non sono stati granché corretti (il priimo referente non è stato neppure avvisato di persona e peraltro non ha partecipato neppure alla riunione del coordinamento) ma anche che esistono delle differenze ideologiche profonde (minimalista-radicale-precettivo il nostro, da supermercatobio-soft-delegante l'altro gruppo) e alcune di queste differenze non sono complottisticamente esclusive ma lo sono di fatto, per modus operandi et vivendi; l'uso della posta elettronica è uno di questi. Se io decido di muovermi in bici e pretendo di partecipare ad un gruppo di persone che usano al 99% la moto  per la loro logistica, una volta mi verranno a prendere, poi anche una seconda volta, la terza dovrò chiamarli io, la quarta rimarrò a casa. Ma non c'è complotto o disegno esclusivo premeditato, è nell'ordine delle cose. Il non avere un recapito di mail in un gruppo di persone che interagisce al 99% via mail è strutturalmente esclusivo per coloro che non hanno/decidono di non utilizzarla.

Io sono un disadattante, io sto sempre con gli insultati se assenti o con le minoranze scomode.

C'era un rancore razionalmente non spiegabile nei confronti della persona che ha maggiori onori ed oneri nel coordinamento, egli non merita tutto quel livore, nonostante le sue pecche.
Penso che il gruppo semplicemente necessita di un capro espiatorio e, ora che parte del gas, i non duri-e-puri hanno fondato un loro gruppo autonomo, ora che i capri espiatori se ne sono andati, il livore e il rancore continua a inseguirli. Dovrei scrivere una pagina solo per evocare l'odio che è tracimato nei confronti di quella e altre persone.
Le mie osservazioni sono state molto pacate ma anche precise e dure, intendevo demolire la dinamica "dove merda e' il capro espiatorio?" e le assurdità che cercavano di sostenerlo e giustificarlo. Ciò ha infiammato gli animi.
Ho reagito in maniera energica alla provocazione della gasista, aveva superato il limite ed era necessario... "tirare fuori le palle". _cia poi si è tranquillizzata,  la mia reazione le ha fatto bene, ha riportato il suo ego nei limiti del proprio giardino. I gruppi sono sempre degli psicogruppi e le relazioni la cosa di gran lunga più difficile, il capro espiatorio da sempre terribilmente colpevole.

Lampedusa - 1

  • Un elefante in una stanza è un problema qualsiasi cosa faccia, non faccia, qualsiasi cosa noi si faccia o non si faccia.

Ieri e tutt'oggi, alla radio, ho sentito una quantità straordinaria e nauseante di corbellerie e di cazzate dettate dall'emotività, da credulonerie e teorie buoniste e moraliste campate per aria. Questa accozzaglia di roba è proprio la causa ideologica del problema, il problema dell'elefante nella stanza che inizia a manifestarsi con frequenza e forza più significative.
Ora silenzio, per rispetto.


giovedì 3 ottobre 2013

Cartoccio medio di tortura



Sentivo ogni palpito. Bum bum, bum bum.
A distanza piccola, il sangue arrivava là sotto e ogni fiotto era un ferro rovente che compiva una rotazione di 40 o 50 gradi in senso antiorario conficcandosi più in fondo con l'uncino.
Pensavo che il peggio fosse passato ma non ero ancora arrivato alla tortura del mangiare. Intanto prendi questi, due volte al giorno, a stomaco pieno. Ad ogni pedalata di ritorno dallo studio dentistico verso la stazione, sentivo il pulsare, ma quello non era ancora nulla. Devo mangiare qualcosa o esplodo, non posso aspettare ancora unoraeventi... Non avevo fame, nulla, troppo male; era stato un peregrinare avanti-indietro dal bagno per scaricarmi cinque o sei volte dal dolore. Non so perché il corpo reagisce così, quasi volesse espellere tutte le scorie per resistere meglio all'attacco frontale, alla distruzione intraossea.
Entro da Merdonald e acquisto un cartoccio medio di tortura. Patatinemediedueeuroventicinque. Osservavo la manageressa che non sapeva che avevo la torre di Sauron che proiettava lapilli sul mondo dal centro midollare di una mandibola. Le ho dato treeuroecinquanta di moneta, non c'ero molto, ero in quel punto pulsante nella mandibola, nell'osso infetto, non davanti a lei. Ma già cosiì era stato di giorno, fatica nello stare nel qui e ora, nell'esprimere concetti, più  volte i miei interlocutori non avevano capito.
Sentivo ogni pezzetto ancora tenacemente resistente ad essere ridotto in poltiglia, finirmi come pezzo di acciaio indomabile tra l'incudine infetta inferiore e il maglio superiore che si abbatteva su di essa. Ogni colpo erano scintille e il rosso incandescente dell'uncino rovente farsi più vivo in mezzo al sangue e al pus, ai batteri, e l'uncino rovente girare_dentro.
Alle ore ventieventi circa sono riuscito a ingollare l'ultima patatina, poi ad aprire quella confezione di amoxicillina acido clavulanico e rimanevaancoramoltoneltrenoinfinito nella notte rombantepulsantelancinante. Ogni passo in salita, fin su al sentiero con il puzzo nauseabondo di selvatico di caprioli era un passo intimo nella dimensione del dolore, un passo di filosofia, di distruzione dell'ego attraverso il dolore estremo.

mercoledì 2 ottobre 2013

Molto sottile



Devo avere un granuloma sotto un molare inferiore sotto un ponte che è da ieri che si fa sentire.
E' peggiorato col passare delle ore, ora sento pulsare, ho i linfonodi ingrossati , la mandibola mi scoppia lì sotto.  Tra qualche minuto me ne andrò in bici dall'ufficio al dentista, dall'altra parte della città. Purtroppo non ha potuto ricevermi  prima delle 18:30 e oggi ho lavorato tutto il giorno con 'sta roba qui che pulsa calda nella crapa. Meglio così, almeno mi sono distratto, altrimenti non avrei resistito.
Comunque ancora una volta il confine tra dolore e piacere si dimostra molto sottile. Mia madre mi dice che io sono sempre stato stoico, fin da piccolo. Forse anche per questo posso osservare e sentire con attenzione tutte le sensazioni anche nel caso di questo problema.
Io non ho mai scassato alle mie compagne quando me ne stavo male: molti maschi non sono capaci di sopportare il dolore. Cerco solo di non essere disturbato, cerco di starmene in silenzio, senza moine, piagnucolii, sbuffi, lamenti, etc.
Da questo punto di vista sono assai meno rompi di altri portatori di bucefalo. :)

martedì 1 ottobre 2013

I complementari e il non fare

  • Quod Non Fecet B., Pidiossini Fecerunt

Osservo la lotta furiosa del Delinquente contro gli onesti e le regole di convivenza e quel poco di civismo residuale, da sempre merce rara in Italia e l'osservanza fedele agli ordini impartiti dal capo dei suoi.
Io che sono sempre stato e sono favorevole al pugno di ferro di Casaleggio e Grillo sugli eletti pentastellati, in accordo al loro paradigma di etica politica basato sulla fedeltà dei delegati al mandato ricevuto, osservo l'assolutismo capriccioso da capo clan - come B. è - in cui non c'è nulla di politica e tutta l'antipolitica semplicemente consistente nel volersi parare il culo ancora una volta, fottersene delle leggi utili solo per quei coglioni degli onesti. Non sento strillare le menti che erano indignate per i diktat di G. e C. su queste bizze del capo dei ladri. Che silenzio in questi giorni. Ci sono Capi e capi, un po' come Massimo Decimo Meridio e Commodo; abbiamo Commodo da cinque lustri e un paese conciato male: B. ha reso merda tutto ciò che ha toccato.

PD e PdL sono la summa complementare delle peggiori antipolitiche ed insieme producono il peggio possibile.
Osservo il gioco al tanto peggio tanto meglio da parte degli sfascianazione berlusconiani e il dualismo del grottesco comportamento di coloro che per tutto questo tempo non fecero alcuna opposizione, i correi. Orrore e disgusto per questi guappi, con elle o senza, il peggio alla guida del paese, ancora non capisco il consenso popolare per questi, il consenso che conservano ancora, osservo il saccheggio di ogni aspetto del paese, ciò che causa la crisi grave del paese, anche il bue più robusto e possente non riesce a resistere ai piraña.
Ritengo altamente improbabile che si possa fare di peggio e torno alla filosofia: l'apologia del fare (disastri, scempi, porcate, assurdità e sfasci) non ha alcunché di positivo in sé, molto meglio non fare questi disastri. Meglio così.



(beppegrillo)