Ieri me ne sono rimasto tutto il giorno a casa in questo stato di limbo fisico. Ho una casa piacevole con uno stile deciso, improntato quasi talebanicamente ai materiali naturali (diciamo tutto eccetto la plastica che aborrisco con tutta l'anima), una combinazione di modernariato, alcuni pezzi antichi, altri di design anni cinquanta o quaranta, molte piante, fiori, candele, luci soffuse Alcune cose non sono ancora pronte, aspetto che finisca il mutuo e poi so già come sistemarle, ho degli artigiani qui che sono dei maghi, fanno delle cose meravigliose, preziose, con materiali naturali.
Le persone che non la conoscono fanno quasi sempre due fanali così quando entrano. Eheheh.
Insomma, da buon cancro a me piace stare a casa. Anche a ricaricarmi o a guarire, come ieri. Verso sera ho messo su una marmitta di brodo, che borbottava il suo profumo di lesso.
Poi ho acceso il primo fuoco della stagione, me lo sono goduto lì vicino, al caminetto, ipnotizzato dalle fiame e dal profumo della legna.
Mio fratello che è a casa da mesi per la crisi dell'edilizia, è ora in Trentino, si è ingegnato, sta raccogliendo mele. Ieri era piovoso pure là, aveva acceso, a casa della mamma, la stufa ad ole nella stube antica, era andato dal mastro macellaio di quel paesino, aveva preso un cotechino e se lo stava cucinando sulla cucina economica: con contorno di spinaci, come dio comanda! Entrambi, a volte, pensiamo di poterci trasferire là.
Sono felice per me e per il mio fratellinone a cui voglio molto bene.
Alle 12:45 arriva _rio, cassiere del gas, pranziamo assieme. Poi a nanna, poi in milonga, andrò per la dolce vita, inaugurazione di quella milonga, oggi, non farò certo sfracelli, debole come sono. Il tempo grigio concilia un casino. Anche questo un piacere d'ottobre.



