Questa, il sottolineare dei razzisti anti di una bufala.
Questa, il sottolineare soddisfatto, liberatorio, degli errori dei presunti puri.
Non entro nel merito, rimango sul piano tecnico relativo alla psicologia (percezione) e alla (dis)informazione. Quello che osservo è che si è sempre allo scalpore del cane che morde l'uomo.
I razzisti anti si concentrano su una rarità (un errore relativo ad un invasore che, semplicemente, non si dovrebbe neppure trovare in Italia, avrebbe dovuto essere su un areo verso l'Africa per il rimpatrio e non su un TAV) omettendo l'evasione, le violenze sui passeggeri, le devastazioni vandaliche, i pestaggi, i borseggi o i tentativi di assassinio dei controllori compiuti sistematicamente, quotidianamente da una parte rilevante di delinquenti alloctoni sui mezzi pubblici.
Gli esponenti di associazioni private parassitarie e ladrocinanti (i partiti) che hanno avuto capacità inusitate di sfascio, devastazione, imbarbarimento, balcanizzazione, corruzione, frantumazione sociale e ladrocinio nei confronti e della nazione e degli elettori, che fanno le pulci ai nuovi. Insomma dei mestieranti del potere ricoperti di diarrea che cola ancora dai vestiti lerci e colorati di vomito già mezzo putrefatto che vanno a questionare sulle essenze usate nel profumo di quelli.
Le feic nius, la propaganda manipolatoria della realtà è fatta anche di queste inversioni.
Ecco allora delle semplici e razionali considerazioni, di Blondet. Già, il tabù del buon senso, del raziocinio, di scienza e conoscenza.






