giovedì 15 febbraio 2018

L'uomo morde cane

Due filoni di “notizie”.
Questa, il sottolineare dei razzisti anti di una bufala.
Questa, il sottolineare soddisfatto, liberatorio, degli errori dei presunti puri.

Non entro nel merito, rimango sul piano tecnico relativo alla psicologia (percezione) e alla (dis)informazione. Quello che osservo è che si è sempre allo scalpore del cane che morde l'uomo.

I razzisti anti si concentrano su una rarità (un errore relativo ad un invasore che, semplicemente, non si dovrebbe neppure trovare in Italia, avrebbe dovuto essere su un areo verso l'Africa per il rimpatrio e non su un TAV) omettendo l'evasione, le violenze sui passeggeri, le devastazioni vandaliche, i pestaggi, i borseggi o i tentativi di assassinio dei controllori compiuti sistematicamente, quotidianamente da una parte rilevante di delinquenti alloctoni sui mezzi pubblici.

Gli esponenti di associazioni private parassitarie e ladrocinanti (i partiti) che hanno avuto capacità inusitate di sfascio, devastazione, imbarbarimento, balcanizzazione, corruzione, frantumazione sociale e ladrocinio nei confronti e della nazione e degli elettori, che fanno le pulci ai nuovi. Insomma dei mestieranti del potere ricoperti di diarrea che cola ancora dai vestiti lerci e colorati di vomito già mezzo putrefatto che vanno a questionare sulle essenze usate nel profumo di quelli.

Le feic nius, la propaganda manipolatoria della realtà è fatta anche di queste inversioni.
Ecco allora delle semplici e razionali considerazioni, di Blondet. Già, il tabù del buon senso, del raziocinio, di scienza e conoscenza.

Meditazione alla gioia

Martedì sera, mentre ero tornato al diario, sbirciavo, di tanto in tanto qualcosa sul voitubo. Così ero capitato sul 'sto video. Domenica, alla Barriolonga a Reggio Emilia, ero regredito ai primi due o tre anni. Il luogo nuovo, la tensione prima di entrare, i fiotti di adrenalina, il batticuore a mille, le prime tande teso come una corda di violino. F A N T A S T I C O! La passione, le emozioni  in un galoppo che travolge ogni cosa, razio, abitudini, distacco. Abbraccio, musica, creazione estetica inutile,/novità, che fantastica dinamite!
Così guardavo questi magiari, ritrovarsi in un non luogo (una “piazza”, una zona larga in un – probabilmente – centro commerciale) e ricreare questa fantasmagoria.
A me non entusiasmano le illegal (incontri di tango in luoghi insoliti, non in milonga) perché la milonga non solo è un luogo strumentalmente predisposto, un luogo simbolico ovvero tempio in cui si svolge questa liturgia coreutica, ma è anche un organismo sociale, un superindividuo (credo di aver trovato questo termine negli studi sul tantra) ovvero una sovramente, una sovraanima nella quale emozioni e la potenza moltiplicativa del coreus, del gruppo armonico, sono una dimensione, una realtà moltiplicativa.
Ho visto e mi sono commosso: era l'evocazione dell'incanto, ormai incastonato nel nucleo più profondo della mia anima. Mentre scrivevo e leggevo, 'ho messo in sottofondo, prima la Cumparsita, il tango (uruguaiano) suonato dal vivo, il pezzo più famoso e poi  quel vals che adoro (dovrei cercare, ora non ho tempo) . Non penso che sia un caso, sul Danubio, tra Vienna e Budapest, il valzer è nelle anime, come le acque placide del grande fiume della civile Mitteleuropa.
Osservavo, in questo documentario inconsapevole, la curiosità dei profani, la fascinazione che subivano, l'avvicinarsi curioso. Poi i sorrisi di alcune coppie, anche principianti, al termine del vals (anche il piacere dell'esibire questa cultura del corpo, lo spirito elitario della piccola comunità di adepti, altro ancora, quasi sicuramente), il manifestarsi esteriore del ballo emotivo interiore, della meditazione alla gioia.
Ecco, questa è una testimonianza, inconsapevole, appunto, di questo mosaico estetico che è il tango, una miscela di spezie, colori ed emozioni che affascina, che rapisce.
Ascoltavo, in sottofondo, la musica e meditavo, mi immergevo pavlovianamente nella gioia.

martedì 13 febbraio 2018

Da 40 a 65 e viceversa

_civa è un po' cagionevole di salute. Ha questa caratteristica che quando non sta bene invecchia di dieci o quindici anni, quando invece sta bene (ad esempio dopo un energico e prolungato trattamento tantrico) sembra averne dieci di meno, passa da 40 a 65 e viceversa.
Io le dico, spesso, che andrà avanti fino a che saremo amanti, due persone che si amano fisicamente, che non mi interessa l'amicizia esclusiva o, usando l'espressione coniata di , un duo, un duo neppure amici perché gli amici sono liberi e non c'è esclusività, possesso, duo di persone che stanno insieme per mille motivi ma ormai non più per l'eros.
Le ho detto che riusciamo ad andare avanti perché... non rompe troppo, abbiamo riso.
Solo che quando è così, un po' catorcia, io non so granché che farci. In qualche maniera penso che... in alcune occasioni voglia un sostegno, voglia sentirsi amata, curata. Disincantata ha riflettuto e detto che è solo lei che può amarsi. Non è affatto raro che le persone sprofondino in questo egoismo, in questo egocentrismo stellare, infinito, sostanzialmente poco intelligente, per il quale dovrebbero essere altri ad amarle, a voler bene loro, a prendersi cura di loro incondizionatamente. Penso che una delle chiavi della mia felicità è che io non ho neppure un milionesimo di queste cazzate colossali in testa e non mi aspetto nulla, N U L L A dagli altri, sono un sano ed ecologico Do ut des! fino a quando dura.
Perché uno dovrebbe stare con una donna, a questa età? Mah, io non riesco a trovare delle gran risposte. Per quanto intelligente, brillante, etc. non è meglio di altre amiche. Certo, ora facciamo ancora del buon sesso. Ma è sufficiente? Prima o poi verrà a noia pure quello, il buon sesso lo possono fare anche altre femmine. Vivere il qui e ora. Io penso, alla fine, che sia bene così.
Autonomia e indipendenza, per me due valori sommi, hanno, come tutte le cose, anche dei contro, in questo caso di ostacolare i legami.

Un cammino a ritroso

Sabato siamo riusciti nell'intento di andare a farci una ciaspolata in una delle zone remote zone un po' meno antropizzate dei monti di questo angolo d'Italia. Eravamo in cinque, gruppo piccolo e un giro facile, visto che tutti non eravamo con scarso allenamento. Temevo una giornata di primavera e... invece... Questa volta non saranno il bianco e il blu, l'energia e la bellezza radiosa dell'inverno i temi di questa meditazione camminata ma un suo aspetto più introspettivo che io adoro. Mille toni di grigio in cui si perdevano i merletti del bianco. E uno sfumare dell'inverno nel tempo, nell'anima. Casali e vecchi edifici rustici, abbandonati, tracce di cinghiali, lepri e a altri animali in ciò che è diventato deserto, inquietante deserto umano, monumento non voluto alla caducità della vita umana, un deserto traboccante di vita animale e vegetale.
Camminare, per ore, nel manto bianco, vergine, permette di assaporare, anche solo un poco, ciò che provarono persone, esploratori, che, nei secoli passati, quanto il mondo aveva ancora spazi selvatici, vuoti di umani e pieni di natura, provarono. Qui è una specie di cammino simmetrico, a ritroso, nel silenzio, rotto solo dal sibilare delle folate di vento nelle chiome degli abeti bianchi e rossi, dei pini neri e silvestri, nei rami scarni dei faggi e di quelli ancora con qualche foglia gialla delle querce. Un cammino nella vita di uomini che non c'è più, un piccolo, anche un involontario e sottile esercizio spirituale.






Diario di blog

Stasera sarei dovuto essere altrove palestra prima e poi a praticare il tango amore mio e invece ... sono uscito dall'ufficio due ore e mezza dopo. Ho trascurato il diario in questi giorni. Del resto ora c'è anche una... portatrice di vagina (ahaha, mi fa sempre ridere 'sta buffa espressione coniata da _ara), e parte rilevante del poco tempo libero lo passo ora con lei. Ella non sa nulla di questo diario e quindi non mi posso neppure mettermi a spippolare in sua presenza.
Alcune persone (Marco e MKS) si sono interessate sulla mia sorte: grazie per l'attenzione. Scusate per l'assenza prolungata.

domenica 4 febbraio 2018

Lievismo - 3: paradiso penale

(Lievismo - 2)
  • L’Italia non è solo diventata un Paese importatore di detenuti stranieri, che preferiscono il nostro sistema a quello del loro Paese ma diventerà ben presto una sorta di ‘paradiso penale’ per i latitanti rumeni e di tutti gli altri Paesi dell’Est. […]
    Certa giurisprudenza ostacola il trasferimento dei detenuti stranieri all'estero perché scontino la pena nei Paesi d’origine [dal momento che] asseconda la preferenza degli stranieri per le carceri italiane anche quando non ve ne sarebbero i presupposti. […]
    Abitudine di molti Paesi, Tunisia in testa, di non riconoscere come cittadino il condannato che deve essere espulso. Risultato: il condannato sconta la pena con i benefici tutti italiani e ricomincia a delinquere.
    Ignazio De Francisci (via ilrestodelcarlino.it)

Il magistrato De Francisci, dunque, si è preso la briga di ricordare che l'acqua calda è bagnata e calda. Indicare la luna o il re nudo può destare alcune menti ma, come per la pazzia sacchettini bio si ma rapina autostradale ed elettrica no, non vedo reazioni significative; le menti, le coscienze dormono un sonno profondo.
Anzi, abbiamo gli scafisti morali, gli appologeti della barbarie, i tuttologi di morali politicamente corrette responsabili dell'azione che trombonano contro la reazione.
Italia paradiso penale attira e importa criminali stranieri da ogni dove. Già.
Una domanda che io porrei ai politicastri bianco rossi sarebbe più o meno questa: ochei ochei, i profughichescappanodalleguerre, cipaganolepensioni, blablabla fratelligioiosidell'islamreligionedipace, blablabla, dobbiamosalvarli. Va bene. Arrivano anche i delinquenti e la criminalità diffusa di ampiezza e intensità via via maggiori sono un fatto. Le carceri italiane scoppiano, traboccano di delinquenti stranieri, non si può stiparle oltre un certo limite ochei ochei. Perché, considerate le migliaia di grandi opere inutili se non nefaste non fate ripartire l'edilizia carceraria? C'è un'esplosione di criminalità diffusa, le galere sono piene, ci sono delinquenti, servono carceri e le si costruiscano, no!? Perché non si costruiscono carceri? Se sono piene perché non si espellono i delinquenti stranieri? Perché il lievismo?

Non c'è alcuna spiegazione razionale. Scienza e conoscenza nel 2018 sono stranote: il più efficace catalizzatore e promotore del crimine è la certezza dell'impunità, il primo inibitore del crimine è la certezza della pena. Hai presente quei teatrini patetici arresto in flagranza o quasi – giretto panoramico in questura - si riconosce il dono_fratello - lo si rilascia? Oppure per reati più gravi pene lievi e con sconti di pena che le annullano o le rendono insignificanti, convenienti? Ecco, proprio quelle cose da paradiso penale.

Il fatto è che il problema, ancora una volta, è VOLUTO. Per varie ragioni:
  1. il perdonismo cattolico;
  2. la cultura dell'irresponsabilità, tipicamente italiana;
  3. il pensiero marxista de “il proletario ha comunque ragione, il (piccolo) borghese ha comunque torto”;
  4. il razzismo anti italiano e le sue pulsioni sadiche, corroborate, appunto, dal livore marxistoide contro le classi “subalterne” proprio parassitate dalle castalie dei neo soviet;
  5. un disegno, come già sottolineato più volte, di società a scoppio (il corrispondente sociologico del citrocapitalimo in economia) a beneficio dei vertici diversamente proletari dai quali gli utili idioti vengono foraggiati;
  6. una hybris moralisticheggiante che accarezza gli ego pavoneggiandoli con la tronfia credenza vche “noi contribuiamo ad eliminare il male dal mondo”;
  7. la disonestà intellettuale dell'applicare la cura agli altri (il colorito ma efficace “fare i froci col culo degli altri”).
In questi disegno folle il lievismo consiste dunque anche nel realizzare un paradiso penale che attira e al quale de/im-portare feccia e delinquenti da tutto il mondo, Asia, Africa, America Latina. Non è casuale, è un disegno antipolitico, un disegno che punta alla frantumazione sociale e alla barbarie.


giovedì 1 febbraio 2018

Ohps, cade l'obbligo

  • Migranti soccorsi nel Mediterraneo, cade l’obbligo di trasferirli in Italia
    Il nuovo accordo siglato dal Dipartimento Immigrazione del Viminale con Frontex.
    (corriere.it)

E' molto semplice: dei rappresentanti del governo Renzi sono andati a Bruxelles e hanno architettato un "accordo" per cui gli invasori traghettati ohps, scusate poveriprofughichescappanodalleguerre salvati, si sarebbero dovuti trasferire in Italia.
Prego notare che la costituzione cattosovietica esclude gli elettori dai trattati internazionali.

Più chiaro che mai emerge un disegno politico, un piano per sfasciare la società civile, importare barbarie e criminalità e applicarle agli italiani, a loro spese, dileggiandoli e insultandoli, applicando alle mandrie sotto incroci e miglioramenti meticcianti di razza.
Mesi, anni di falso ideologico, di notizie manipolate, di bufale, una colossale fabbrica nazistoide della menzogna (alcune delle quali vennero smontate nella loro pacchiana e sfacciata falsità) e poi  la volontà di censurare ciò che non si adegua alla loro ortodossia, al pensiero unico.
Ci hanno portato alla guerra civile questi traditori, queste oligarchie e il loro subdolo e totale regime "indiretto"col quale hanno sovvertito l'ordine democratico.