Con _civa non so che fare. Senza lode, senza infamia 'sta storia. Almeno con _mlero mi ero stufato qui non sono ancora arrivato a tal punto.
L'altro giorno mi ha detto che sto con me perché le cucino e la chiavo bene. Io le ho detto che sto con lei perché chiava bene e non rompe. Il non rompe, per una femmina, mi rendo conto sia una gran dote!
Però mi sembra di perdere tempo, se sto con lei non mi permetto di andare a caccia di altre femmine.
Io ho capito che a questa età non c'avrei testosterone abbastanza per innamorarmi, ma così non mi piace. Situazioni di mezzo, le più indigeste per me.
venerdì 6 luglio 2018
Sta meglio
La vicina tentata suicida, mi pare stia meglio e parlo di anima, non del corpo che è ancora tutto rotto, fratturato. Sono sceso in città e le ho portato gli oggetti che mi chiese da casa sua: _aria, la vicina (ex) tanghera (ha sfornato una figlia, la seconda) che ha le chiavi di casa ha convenuto di aprire l'appartamento con i Carabinieri, presenti in due ieri. Il degrado, lercio e disordine, era ributtante.
Ha voluto mangiare nonostante lo scarso appetito (la sua parte vitale, diceva, c'è ancora). Ha detto :- Ho fatto una cazzata!
Uno dei molti casi nei quali il corpo è più sano della mente.
Sono stato con lei più di un'ora e un quarto, le ho attivato la connessione uaifai del furbofono appena portatole, poi l'ho imboccata per cena. Mi diceva :- Non mi sarei mai aspettato che un dì mi avresti imboccato. Le ho risposto :- Un giorno qualcuno lo farà con me.
Ha voluto mangiare nonostante lo scarso appetito (la sua parte vitale, diceva, c'è ancora). Ha detto :- Ho fatto una cazzata!
Uno dei molti casi nei quali il corpo è più sano della mente.
Sono stato con lei più di un'ora e un quarto, le ho attivato la connessione uaifai del furbofono appena portatole, poi l'ho imboccata per cena. Mi diceva :- Non mi sarei mai aspettato che un dì mi avresti imboccato. Le ho risposto :- Un giorno qualcuno lo farà con me.
Solo una grande ipocrisia
- Gad Lerner: appello pro-migranti (con Rolex al polso)
twitter.com
Oh che mevaviglia i kompagni divevsamente povevi che si pvedicano pev il bene del proletaviato, dei pvofughi, dei divevsamente onesti. Anche una gvadevole camicia vossa, gvan bel colove il vosso, eh!?
Questi saprofiti morali, razzisti anti che applicano le loro follie alle genti italiane, europee, hanno tirato fuori di nuovo la menata di Aylan. Sono squallidi speculatori morali senza alcuna decenza.
giovedì 5 luglio 2018
Mamma li turchi!
Renaud Camus la indica con il termine di Grande Sostituzione: a volte penso che sia un termine eufemistico rispetto alla gravità di ciò che è stato pianificato e che stato fatto succedere, persino ottimistico in quanto evidenzia il rimpiazzo fisico, quello più diretto, degli autoctoni da parte degli alloctoni ma non considera tutti gli altri.
Il meccanico delle biciclette e il piccolo negozietto nei pressi della stazione sono in crisi: un bravo artigiano di una certa età, equo nei prezzi e competente nel lavoro, è stato messo in crisi dal proliferare dell'apertura di negozi di riparatori invasori più o meno improvvisati. Uno dei molti casi di lavori che gli italiani facevano e vogliono fare.
Sabato un giovane criminale pachistano ha rubato la bici alla madre di mio figlio: era tra i teppisti che iniziai a correggere, quella volta in treno. La madre di mio figlio mi dice che oltre che drogato ha iniziato anche a spacciare. E' di questa merda che ci riempiamo che mi viene da bestemmiare!! Lo hanno ripreso con le videocamere e la madre della risorsa è stata messa alle strette ha recuperato la bici nella piazza della ricettazione di questa città (bravi acquirenti universitari italiani, eh!?) e l'ha restituita anche se danneggiata.
L'antipolitica della sinistra e dei cattolici ha stabilito di rimpiazzare le classi più deboli, indifese di italiani con milioni di stranieri. Quale meccanismo più feroce, nei guanti bianchi di un disgustoso terzomondismo ipocrita d'accatto, quale meccanismo più razzista (anti italiano) può essere concepito e inculcato alle vittime? Come potrebbe “riqualificarsi” un piccolo artigiano così, a quella età? E' la condanna ad una vita di inedie, di miseria facendogli terra economica bruciata intorno.
Per quello io reputo altamente etico e morale resistere a questa sostituzione immorale, illecita, criminale in ogni modo.
Il governo ha iniziato a mettere mano a lustri di politiche razziste anti, criminali, inquinanti.
C'è tutto da rifare, tutto da disfare ad iniziare dal livello europeo.
Una delle litanie più ricorrenti da parte dei sinistranti radical liberal chic è che l'Italia sarebbe isolata in Europa. Ciò è evidentemente falso: è vero, finalmente ci sono frizioni col governo Macron, un personaggio al quale non affiderei mio figlio e braccio operativo di George Soros, i socialisti in Spagna hanno iniziato a recitare il loro ruolo antidemocratico contro gli spagnoli, finché dureranno. Ma Austria, Cechia, Polonia, Ungheria, Slovacchia, la Baviera, la parte viva e vivace della Francia ora l'Italia e il cuore democratico di molti paesi e regioni hanno una visione comune sulla guerra migratoria in corso, sono il nucleo di una nuova Europa leale, filoeuropea, democratica. Ci saranno nuove alleanze. Ancora una volta la catechesi progressista sparge il suo pattume, le sue falsità, Italia isolata in Europa. Questi credono di parlare a dei cretini, pensano che siano tutti come i militanti che hanno formato, plagiato.
Voglio solo evidenziare alcuni punti fondamentali per affrontare prima e ridurre il problema poi, un intervento legislativo ad ampia scala che demolisca l'insieme di leggi razziali anti (qui dagli scafisti giuridici ne trovate un buon campionario).
A livello europeo è necessario sostituire la direttiva che favorisce i ricongiungimenti con una norma che li vieti e ad adottare un lessico adeguato per gli immigrati, indicandoli come lavoratori ospiti. Il linguaggio è sempre importante e non è la guerra migratoria a fare eccezione.
Stabilire il divieto di professione pubblica dell'islam, un piano di chiusura e demolizione delle moschee e il divieto di nomi islamici nelle anagrafi e che non siano quelli della lingua del rispettivo paese: quindi niente Mohammed e neppure Maometto, il divieto del velo, il divieto di aprire o continuare l'esercizio di macellerie halal, il divieto di modifica dei menù scolastici in senso islamicamente corretto , la chiusura delle scuole coraniche, etc. L'obiettivo è quello di rimarcare in ogni modo che i paesi europei rimarranno laici e che gli islamici saranno lavoratori ospiti a tempo determinato, in un patto etico di relazione economica lavorativa: sei qui come ospite per lavorare temporaneamente, questa terra, come islamico, ti sarà sempre scomoda e sgradevole. I tuoi risparmi li mandi in patria a migliorare là le condizioni del tuo paese di origine, se vorrai. Un capitolo non potrà non riguardare la magistratura rossa e collaborazionista che non può continuare ad agire in modo sovversivo, agire antidemocraticamente contro le proprie genti.
Infine, attuare una politica di rimpatri sistematici: questo è il punto di gran lunga più importante. Gli invasori devono avere la certezza che, appena acciuffati, verranno rimpatriati. Il tam tam delle comunità farà il resto: non gettate via denari – dovranno telefonare in patria – perché appena vi prenderanno sarete rimessi su un aereo, o una nave, verso l'Africa o l'Asia.
Funzionerà, eccome!
Qui l'Europa può trovare nuove forze e sinergie con provvedimenti comuni contro i paesi che non accettano il rimpatrio dei propri connazionali, in un crescendo delle misure fino a che non iniziano a collaborare. Misure anche costruttive come collaborazioni solo con i paesi che realizzano politiche di contraccezione, anche la politica del figlio unico, ad esempio, accettando come lavoratori ospiti solo figli unici, ad esempio (*).
L'esplosione demografica dei paesi islamici porterà, inevitabilmente, a ciò che alcuni ecologisti, ecosistemisti, studiosi, osservatori, nei forum relativi, indicano come le nuove guerre puniche. Non c'è nulla di strano, il bubbone giovanile, come ha osservato Gunnar Heinsohn, è la più fantastica fonte di guerre.
Avere intere basi nemiche incistate (banlieue, periferie, paesi islamici come quello vicino a casa mia, come Sassuolo, etc.) è di quanto peggio può avvenire.
Ci sarà comunque un macello, un gioco a somma zero e io ritengo doveroso che i politici europei, il cui mandato etico è di rappresentare gli interessi della popolazione europea e non di agire contro di essa, agiscano in direzione di difendere la popolazione locale contro i nemici stranieri ed islamici.
L'innesto forzato da parte degli Ottomani dell'islam nei Balcani ha portato a violenze che, noi agiati e pacifici, abbiamo dimenticato, ferite ancora aperte. Sarà comunque un bagno di sangue, pulizia etnica contro gli europei (come già dimostrato con le migliaia di morti nelle stragi islamiche) o contro gli invasori islamici. Ignorare la storia è un altro segno dell'arroganza e della hybris più tronfia e becera di questo mondialismo razzista antieuropeo.
La Politica dovrà iniziare a rimuovere le basi islamiche internamente e, ai bordi, a sistemi di difesa contro i paesi da sempre ostili, i paesi del Nord Africa, la Turchia. Una visione a medio termine dovrà pensare ad un rafforzamento della marina, dell'aviazione e alla ricollocazione di truppe o la creazione di nuove truppe verso le coste e il sud del paese, a presidiare isole e coste del Mediterraneo.
E' tutto da rifare, ci sono centinaia e centinaia di norme, risultato di lustri di razzismo anti, a livello sovranazionale e nazionale, che devono essere smantellate e sostituite con normative e governo opposti, anche da tempo di guerra.
Il meccanico delle biciclette e il piccolo negozietto nei pressi della stazione sono in crisi: un bravo artigiano di una certa età, equo nei prezzi e competente nel lavoro, è stato messo in crisi dal proliferare dell'apertura di negozi di riparatori invasori più o meno improvvisati. Uno dei molti casi di lavori che gli italiani facevano e vogliono fare.
Sabato un giovane criminale pachistano ha rubato la bici alla madre di mio figlio: era tra i teppisti che iniziai a correggere, quella volta in treno. La madre di mio figlio mi dice che oltre che drogato ha iniziato anche a spacciare. E' di questa merda che ci riempiamo che mi viene da bestemmiare!! Lo hanno ripreso con le videocamere e la madre della risorsa è stata messa alle strette ha recuperato la bici nella piazza della ricettazione di questa città (bravi acquirenti universitari italiani, eh!?) e l'ha restituita anche se danneggiata.
L'antipolitica della sinistra e dei cattolici ha stabilito di rimpiazzare le classi più deboli, indifese di italiani con milioni di stranieri. Quale meccanismo più feroce, nei guanti bianchi di un disgustoso terzomondismo ipocrita d'accatto, quale meccanismo più razzista (anti italiano) può essere concepito e inculcato alle vittime? Come potrebbe “riqualificarsi” un piccolo artigiano così, a quella età? E' la condanna ad una vita di inedie, di miseria facendogli terra economica bruciata intorno.
Per quello io reputo altamente etico e morale resistere a questa sostituzione immorale, illecita, criminale in ogni modo.
Il governo ha iniziato a mettere mano a lustri di politiche razziste anti, criminali, inquinanti.
C'è tutto da rifare, tutto da disfare ad iniziare dal livello europeo.
Una delle litanie più ricorrenti da parte dei sinistranti radical liberal chic è che l'Italia sarebbe isolata in Europa. Ciò è evidentemente falso: è vero, finalmente ci sono frizioni col governo Macron, un personaggio al quale non affiderei mio figlio e braccio operativo di George Soros, i socialisti in Spagna hanno iniziato a recitare il loro ruolo antidemocratico contro gli spagnoli, finché dureranno. Ma Austria, Cechia, Polonia, Ungheria, Slovacchia, la Baviera, la parte viva e vivace della Francia ora l'Italia e il cuore democratico di molti paesi e regioni hanno una visione comune sulla guerra migratoria in corso, sono il nucleo di una nuova Europa leale, filoeuropea, democratica. Ci saranno nuove alleanze. Ancora una volta la catechesi progressista sparge il suo pattume, le sue falsità, Italia isolata in Europa. Questi credono di parlare a dei cretini, pensano che siano tutti come i militanti che hanno formato, plagiato.
Voglio solo evidenziare alcuni punti fondamentali per affrontare prima e ridurre il problema poi, un intervento legislativo ad ampia scala che demolisca l'insieme di leggi razziali anti (qui dagli scafisti giuridici ne trovate un buon campionario).
A livello europeo è necessario sostituire la direttiva che favorisce i ricongiungimenti con una norma che li vieti e ad adottare un lessico adeguato per gli immigrati, indicandoli come lavoratori ospiti. Il linguaggio è sempre importante e non è la guerra migratoria a fare eccezione.
Stabilire il divieto di professione pubblica dell'islam, un piano di chiusura e demolizione delle moschee e il divieto di nomi islamici nelle anagrafi e che non siano quelli della lingua del rispettivo paese: quindi niente Mohammed e neppure Maometto, il divieto del velo, il divieto di aprire o continuare l'esercizio di macellerie halal, il divieto di modifica dei menù scolastici in senso islamicamente corretto , la chiusura delle scuole coraniche, etc. L'obiettivo è quello di rimarcare in ogni modo che i paesi europei rimarranno laici e che gli islamici saranno lavoratori ospiti a tempo determinato, in un patto etico di relazione economica lavorativa: sei qui come ospite per lavorare temporaneamente, questa terra, come islamico, ti sarà sempre scomoda e sgradevole. I tuoi risparmi li mandi in patria a migliorare là le condizioni del tuo paese di origine, se vorrai. Un capitolo non potrà non riguardare la magistratura rossa e collaborazionista che non può continuare ad agire in modo sovversivo, agire antidemocraticamente contro le proprie genti.
Infine, attuare una politica di rimpatri sistematici: questo è il punto di gran lunga più importante. Gli invasori devono avere la certezza che, appena acciuffati, verranno rimpatriati. Il tam tam delle comunità farà il resto: non gettate via denari – dovranno telefonare in patria – perché appena vi prenderanno sarete rimessi su un aereo, o una nave, verso l'Africa o l'Asia.
Funzionerà, eccome!
Qui l'Europa può trovare nuove forze e sinergie con provvedimenti comuni contro i paesi che non accettano il rimpatrio dei propri connazionali, in un crescendo delle misure fino a che non iniziano a collaborare. Misure anche costruttive come collaborazioni solo con i paesi che realizzano politiche di contraccezione, anche la politica del figlio unico, ad esempio, accettando come lavoratori ospiti solo figli unici, ad esempio (*).
L'esplosione demografica dei paesi islamici porterà, inevitabilmente, a ciò che alcuni ecologisti, ecosistemisti, studiosi, osservatori, nei forum relativi, indicano come le nuove guerre puniche. Non c'è nulla di strano, il bubbone giovanile, come ha osservato Gunnar Heinsohn, è la più fantastica fonte di guerre.
Avere intere basi nemiche incistate (banlieue, periferie, paesi islamici come quello vicino a casa mia, come Sassuolo, etc.) è di quanto peggio può avvenire.
Ci sarà comunque un macello, un gioco a somma zero e io ritengo doveroso che i politici europei, il cui mandato etico è di rappresentare gli interessi della popolazione europea e non di agire contro di essa, agiscano in direzione di difendere la popolazione locale contro i nemici stranieri ed islamici.
L'innesto forzato da parte degli Ottomani dell'islam nei Balcani ha portato a violenze che, noi agiati e pacifici, abbiamo dimenticato, ferite ancora aperte. Sarà comunque un bagno di sangue, pulizia etnica contro gli europei (come già dimostrato con le migliaia di morti nelle stragi islamiche) o contro gli invasori islamici. Ignorare la storia è un altro segno dell'arroganza e della hybris più tronfia e becera di questo mondialismo razzista antieuropeo.
La Politica dovrà iniziare a rimuovere le basi islamiche internamente e, ai bordi, a sistemi di difesa contro i paesi da sempre ostili, i paesi del Nord Africa, la Turchia. Una visione a medio termine dovrà pensare ad un rafforzamento della marina, dell'aviazione e alla ricollocazione di truppe o la creazione di nuove truppe verso le coste e il sud del paese, a presidiare isole e coste del Mediterraneo.
E' tutto da rifare, ci sono centinaia e centinaia di norme, risultato di lustri di razzismo anti, a livello sovranazionale e nazionale, che devono essere smantellate e sostituite con normative e governo opposti, anche da tempo di guerra.
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mercoledì 4 luglio 2018
In silenzio a lungo
Eravamo entrati, lasciando fuori il solecaldoafa feroci e la contemporaneità, il traffico, per quanto ridotto a Vico Pisano. La Pieve di Santa Maria non era fresca, come ci aspettavamo. Fu solo il Silenzio a farci entrare e la penombra a rallentarci.
Da lontano osservavo quell'opera lignea. La Deposizione, di autore incerto, lessi sulla Guida Rossa del TCI, a p. 116 del XII-XIII secolo. XII-XII secolo!? Rimasi stupito. Perché mi aspettavo fosse uno splendido lavoro contemporaneo. Questo trascendere i tempi mi aveva stupito.
Mi sedetti, _civa sdraiata, affranta dal caldo, su una panca, e rimanemmo in silenzio a lungo, nella penombra.
Da lontano osservavo quell'opera lignea. La Deposizione, di autore incerto, lessi sulla Guida Rossa del TCI, a p. 116 del XII-XIII secolo. XII-XII secolo!? Rimasi stupito. Perché mi aspettavo fosse uno splendido lavoro contemporaneo. Questo trascendere i tempi mi aveva stupito.
Mi sedetti, _civa sdraiata, affranta dal caldo, su una panca, e rimanemmo in silenzio a lungo, nella penombra.
martedì 3 luglio 2018
XIV milonga solidaria
(XIII milonga solidaria - 2: l'inizio)
- Quel contrasto tra nasi forati di punkabbestia, popolane di porto tattuate e piccoli e medi borghesi eleganti,in nero e tacchi vertiginosi e scollature sulle anche di ochos o dissociazioni a cercare un ristoro tra i relitti dell'orrido modernista è stato anche il piacere.
VIII milonga solidaria
Nel mio calendario personale tengo libero, ogni anno, l'ultimo fine settimana di giugno.
Quanti anni è? mi chiedeva _civa. Mmh, sarà la quinta volta. Sbagliavo, è la settima volta.
Ci eravamo appollaiati in mezzo al bosco, in quel vecchio podere, sui clivi del Montenero, ospiti di due contadini con i capelli d'argento, deh!
Eravamo scesi, per tempo. Perché il rito inizia prima. Inizia sedendosi e concentrando ogni senso, ogni osservazione, ogni tuo capacità di captazione estetica sulla Grande Bellezza. L'aspetto attuale si deve al lavoro intrapreso a partire dal 1925, una delle buone cose rimaste del fascismo. Attraversando un paio di dozzine di chilometri della Val d'Arno e la indicibile bruttezza del caos edilizio della contemporaneità democratica, liquida, mi accorgevo dell'abbuffata estetica di sabato e del impattante contrasto con il brutto visto lunedì. Quello è così straordinariamente bello perché questo è così aberrantemente brutto!
Eravamo seduti, col sole ancora alto a nord-ovest, la Gorgona paradiso di galera e la gente del tango che si accingeva a celebrare il suo rito. Indossare le scarpe con i tacchi, rassettare le camicie, i sorrisi, l'adrenalina, il sole, la luce ambrata che precedeva il tramonto, il batticuore che arriva.
Seduto, lì, godevo tutta la bellezza di quel luogo baciato al mare, abbracciato al tango, benedetto dal sole grande via via più arancione.
Come dico sempre, non è un evento di tango, il tango è solo la tessera più brillante del mosaico.
Ma quando abbracci un'anima, lì, al cospetto di Re Tirreno, e danzi due in uno con lei, abbracciati, allora tutto trascende, diventa il fiato e i capogiri e il cuore che ti portano via.
Ballato con _civa, Annalisa di Firenze, Marinella di Empoli, Tania di Lucca, Edvige di Milano, Simona di Siena, Rita di Modena, Giovanna di Milano, Francesca di Lecce.
E' arrivata l'ultima tanda e, ormai, avevamo il ritmo, il compass, come dicono sul Rio della Plata, e non riuscivamo a fermarci. Allora abbiano visto di nuovo le anime sedute, a togliersi le scarpe con i tacchi, le camicie un po' stropicciate, la stanchezza, la gioia e la nostalgia per un altro anno di attesa. Era rimasto solo il suono delle deboli onde e la città, finalmente, più silenziosa.
Ballato con _civa, Annalisa di Firenze, Marinella di Empoli, Tania di Lucca, Edvige di Milano, Simona di Siena, Rita di Modena, Giovanna di Milano, Francesca di Lecce.
E' arrivata l'ultima tanda e, ormai, avevamo il ritmo, il compass, come dicono sul Rio della Plata, e non riuscivamo a fermarci. Allora abbiano visto di nuovo le anime sedute, a togliersi le scarpe con i tacchi, le camicie un po' stropicciate, la stanchezza, la gioia e la nostalgia per un altro anno di attesa. Era rimasto solo il suono delle deboli onde e la città, finalmente, più silenziosa.
Non ci ha salvati
La "benna" ha cioccato dal caldo ieri. Ha perso potenza e poi si è fermata.
Una volta parzialmente raffreddata è ripartita (è salita da sola sul carro soccorso) ma, per prudenza, la ciccetta è in officina per controlli; fine settimana prolungato di un'altra giornata.
Un semplice tamponamento e il tumore LU - PT - PO - FI è collassato viabilisticamente. Eravamo contornati avanti e indietro, sopra in autostrada, a sinistra, altro senso di marcia, nelle rotonde, da migliaia di veicoli praticamente fermi nella cappa merdocaldafricana. Fin dove si spingeva l'occhio sulle arterie esse erano bloccate, sbarluccicanti di parabrezza riflettenti il sole abbacinante, uno tsunami di olio motori vetri condizionatori particolato frizioni bruciate pneumatici pistoni giranti a vuoto idrocarburi polvere di catrame e freni a disco motori rumori.
Ci siamo ritrovati in mezzo nonostante il percorso per stradine minori.
Mio zio, meccanico, affermava che non c'è miglior amico delle officine che le code estive.
Tornare il lunedì sera non ci ha salvato dall'incubo del tumore della Toscana settentrionale.
Una volta parzialmente raffreddata è ripartita (è salita da sola sul carro soccorso) ma, per prudenza, la ciccetta è in officina per controlli; fine settimana prolungato di un'altra giornata.
Un semplice tamponamento e il tumore LU - PT - PO - FI è collassato viabilisticamente. Eravamo contornati avanti e indietro, sopra in autostrada, a sinistra, altro senso di marcia, nelle rotonde, da migliaia di veicoli praticamente fermi nella cappa merdocaldafricana. Fin dove si spingeva l'occhio sulle arterie esse erano bloccate, sbarluccicanti di parabrezza riflettenti il sole abbacinante, uno tsunami di olio motori vetri condizionatori particolato frizioni bruciate pneumatici pistoni giranti a vuoto idrocarburi polvere di catrame e freni a disco motori rumori.
Ci siamo ritrovati in mezzo nonostante il percorso per stradine minori.
Mio zio, meccanico, affermava che non c'è miglior amico delle officine che le code estive.
Tornare il lunedì sera non ci ha salvato dall'incubo del tumore della Toscana settentrionale.
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