giovedì 30 aprile 2009

Illuminato e fallibile


  • When it comes to gurus, take the best and leave the rest.
    Ramamurti Mishra

Sto rileggendo, per una seconda volta, Bhagwan il dio che fallì.
Ieri ho recuperato in un'articolo ciò che più o meno penso dello zio, con parole di Christopher Calder.

Sarebbe meraviglioso credere che gli illuminati erano fossero sotto tutti i punti di vista. Renderebbe la vita piu' semplice e dolce, ma sarebbe finzione, non dato di fatto. In un certo senso la tragedia di Bhagwan mi ha dato maggior speranza. Se per raggiungere l'illuminazione dovessimo diventare esseri umani perfetti, chi tra noi raggiungerebbe mai quell'obiettivo? [...]
Bhagwan era un essere umano [illuminato] fallibile, non un Dio perfetto.

Osho capace di eccellere, nel meglio e nel peggio. In fin dei conti è stato coerente con ciò che suggeriva, incongruenza e paradossi compresi. Prendere la molta eccellenza che ha proposto, osservarne l'umanità.


martedì 28 aprile 2009

Trolla di blog

La trolla è ritornata a fare le cacca in casa altrui, quella di Orax, questa volta.  Recupero un commento e vediamo un po' le caratteristica che la bloggabbestia ha esibito in un paio di anni di trollaggio.

  • cattocomunista (ora usano il germine teodem), filo mussulmana
  • progressista  diossina (intendo di area PDLmenoL)
  • sostenitrice della monogamia chiusa della coppia
  • ha un diario e da molta importanza alla diariosfera e a parametri non meglio precisati come successo diarosferico, contatori, numero di commenti e altra roba del genere
  • detesta Osho
  • moralista (quindi ovviamente intollerante all'etica)
  • considera che la coppia debba avere dinamiche lineari e politicamente corrette
  • apologeta dalla sicurezza
  • spiazzata sul pensiero anarchico (in testa ha il suo teorema anarchico = di sinistra)
  • antixenofoba acritica
  • dipendente da etichette e categorie alle quali cerca di ricondursi
  • internazionalista (rimasta qualche qualche traccia di trotskyismo), sostenitrice della bontà delle migrazioni e del fatto che debbano essere gestire politicorrettamente
  • un po' di cultura e in apparenza arguta (robba sprecata, l'acriticismo di marca idelogica e conforme e la persistenza in ruoli scemi, non può essere segno di arguzia)
  • di formazione umanista, da rilevanza alla cultura intellettuale
  • poco incline al contradditorio scientifico
  • masochista
  • fa affermazioni assolute senza alcun riscontro oggettivo
  • commuta spesso il piano polemico sulla morale appena incontra citazioni non gradite o evidenze scientifiche o quelle che non piacciono a lei
  • religiosa nel modo di vivere e pensare
  • convinta del bene che sconfigge il male
  • in rete si è messa un guinzaglio da sola e trae soddisfazione da commenti al seguito che essa ritiene, in qualche modo rivelatori di qualche mia parte che essa considera pessima, deprecabile, etc. (ad esempio tempo addietro), di fatto, nell'eccesso di antagonismo, mi fa una sorta di pubblicità
  • più disprezza questo luogo e il diario di coppia, più li segue con zelo

Questo è ciò che appare dalle sue parole nel virtuale.
Mi ricorda la merdiossina PD cattoipocrita provincialona che sto conoscendo come tumore nelle amministrazioni da queste parti.
Ovvio che queste siano caratteristiche di un essere che, per i miei canoni di giudizio, è ammalato, con molti problemi. Però, insomma, sono suoi problemi, io la gestisco di volta in volta come preferisco e ritengo meglio.


lunedì 27 aprile 2009

Locustai e monasteri


  • I numeri dell'Istat sulla popolazione in Italia
    Boom di immigrati, siamo più di 60 milioni
    L'ultimo bilancio demografico dell'istituto di statistica: a cinquant'anni dal raggiungimento del traguardo dei 50 milioni, infranto un altro muro simbolico. Decisivo il fattore migranti.
    (laStampa.it)

Ecco, la jattura prosegue. Il locustaio è arrivato a livello 60M. Zio galera marcia, avevamo iniziato una lenta  decrescita demografica.
Impronta ecologica a 2,42? Chi se ne fotte.
Più figli per tutti.

www.pretiemullahecapitalisti.com


Se la maggior parte dei mezzi di sussistenza si ricavano dal territorio in cui si vive, non ci si può non sentire responsabili nei suoi confronti perché se ne dipende. Non si sfrutta intensivamente perché produrre più di quanto si consuma non ha senso. Non si pensa solo al presente e per non avere carenze in futuro si evita di danneggiarlo. Per accrescere la produttività e diminuire la fatica del lavoro non si usano sostanze nocive perché ciò che si produce si consuma. Non si deturpa il paesaggio perché costituisce la propria nicchia esistenziale. Il suo rispetto e la sua protezione non sono affidati all’etica o ai buoni sentimenti, che sono una merce rara, ma all’interesse.
Se invece i produttori non hanno un legame diretto con il territorio in cui svolgono la loro attività produttiva e questa attività non è finalizzata principalmente a produrre valori d’uso per soddisfare i loro bisogni; se, in una logica economica mercantile, il loro fine è produrre valori di scambio e sono sottoposti alle leggi della concorrenza, per loro il territorio diventa una risorsa da sfruttare in modi intensivi per ricavarne il più possibile e gli unici limiti che si pongono sono motivati dall’esigenza di non esaurire la fonte della loro ricchezza fino al momento in cui non ne abbiano trovata una nuova. In un sistema economico finalizzato alla produzione di valori di scambio l’indice del benessere non può che essere la crescita del prodotto interno lordo (il valore monetario dei beni e dei servizi venduti, ovvero la somma dei valori di scambio) e la crescita del prodotto interno lordo non può che avere effetti distruttivi nei confronti degli ambienti, perché da una parte richiede quantità crescenti di risorse naturali da trasformare in merci, dall’altra l’adozione di tecnologie finalizzate alla crescita della produttività anche se, come è successo negli ultimi tre secoli, generano forme di inquinamento sempre più devastanti.

Una delle conseguenze più macroscopiche dell’estensione dell’economia di mercato fondata sulla produzione di valori di scambio è la crescita tumorale delle aree urbane. Le città sono luoghi in cui la produzione di valori di scambio non ha alternative perché non può averne. Nessuno nelle città produce valori d’uso perché non è possibile farlo (anche se c’è chi cerca una parziale compensazione a questa carenza facendo del bricolage o coltivando orticelli in alcune aree provvisoriamente non edificate delle periferie). Nel corso del Novecento lo sviluppo dell’economia mercantile ha fatto crescere la percentuale della popolazione mondiale urbanizzata dal 3 al 30 per cento. Negli ultimi decenni questa tendenza ha avuto una forte accelerazione e nei prossimi si prevede che farà registrare ulteriori incrementi. Nel 1976 le città con più di un milione di abitanti erano 190, oggi sono molte di più e una ventina di megalopoli hanno raggiunto una popolazione tra i 10 e i 25 milioni. Alcune di esse nel giro di pochi decenni supereranno i 30.


Maurizio Pallante
I monasteri del terzo millennio.


Gli amici del bar Margherita

Luisa Ranieri


Ieri, accompagnato a casa l'ometto da sua madre, mi sono visto Gli amici del bar Margherita.
Ogni tanto al cine è bene la leggerezza e il ridere un po'.  Qualche tratteggio caricaturale al limite superiore, ma nel complesso, Avati ha lavorato bene, ambientazione forse un pelo multicolor per l'epoca, ma di buon livello. Ecco, gli esterni NON sono stati girati a Bologna, se non per alcuni scorci.
Detto tra noi, Luisa Ranieri incarna quasi la femmina perfetta per UnUomo.
Mediterranea grazia.

domenica 26 aprile 2009

Montesole libera me

UnBambino, UnPadre, ieri. Eravamo a Montesole, ieri. E' un posto magico, quello. Ricordo quel concerto e molti altri. C'è terra fertile di sangue d'anime e d'animali.
Abbiamo giocato, amici, pastori, anarchici, tutta la fauna del mondo, corso nel prato, respirato l'aria cupa fresca e poi di sole. E' un posto naturalmente e sottilmente lisergico.
Siamo stati bene UnBambino, UnPadre. Non ha voluto, c'era un djset reggae, Ganjalabria, alla fine. Ballavo e lui mi guardava, sorridendo.
Ero stordito, ieri, nel mio limbo delle terre di mezzo. Bellezze e sorrisi e trecce nere e labbra scure e vestiti colorati, seni acerbi che allattavano, profumo d'erba buona. Ero un po' stordito, ieri. Libera me, domine.
Montesole, hai parte del mio cuore, tu. Del nostro cuore, anche quello di UnBambino.

Settanta, settantuno, settantadue...

giovedì 23 aprile 2009

Evidentemente brutta

E' evidentemente brutta, sgraziata nelle forme e nelle proporzioni.
Non so come possa piacere un mucchio di spigoli, una persona, sostanzialmente, malata e malconcia.
Le menti bacate in girno non mancano.
Ana... privativo.

mercoledì 22 aprile 2009

Stupidità illimitata


  • La Lombardia e la legge anti-kebab
    Anche per gelati e panini vietate le consumazioni sui marciapiedi dei locali
    (Corriere.it)

La stupidità non ha limiti.