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venerdì 19 luglio 2019

XV milonga solidaria

(XIV milonga solidaria)

Sabato 6 luglio è stata la ottava volta, da quella prima , era la VIII edizione, sabato 16 giugno 2012 (era solo un anno che avevo iniziato col tango).
Sì, tango, ti amo tanto. Non sono più negli eccessi dell'innamoramento iniziale, con i fiotti biochimici che coprivano ogni cosa, emozioni che sovrastavano i goffi movimenti. Ti amo molto. Ti amo ancora e forte, profondamente. Vengo a sposarti e risposarti a Livorno, alla Solidaria, ogni anno.
Ero ancora lì a rivivere questo evento che va oltre il tango e abbraccia tutti i sensi, parte dalla luce più morbida del tardo pomeriggio, diventa ambrata nel tramonto, poi oscurità. Non è il tango, non è solo il tango: il livello è medio e non ci sono le dinamiche della milonga, trovare una complice per una tanda, una piccola impresa estetica inutile, con le quali, abbracciati, intendersela per bene e svolazzare dal mare, dal bandoneon sul Tirreno, fino al blu e arancione affogato, poi tornare e ripartire per un'altro scoppio di arte relazionale, non è facile ma è successo quattro o cinque volte.
Ero arrivato con quattro treni ad alta lentezza, ah che goduria non doversi preoccupare del parcheggio;  prima dell'una è arrivata  Rosa Canina con sua madre (era una ballerina del liscio, ci teneva a vedere ballare il tango) e siamo tornati, tappa per riportare sua madre a casa, poi indietro, fino all'ameno paesello.
Ero felice, come un ragazzo che ha giocato fino allo sfinimento, cimentatosi coi limiti e sono venuto via con Rosa Canina e una delle sue radici.
Per la vacanza siamo partiti poi l'indomani, alle diciassette.
La Milonga Solidaria rimane il più bell'evento di tango, in estate, in Italia.

(foto: mauromenichetti)


martedì 1 luglio 2014

X milonga solidaria

(IX milonga solidaria
VIII milonga solidaria)


Manca una mezzora all'arrivo e _ara (la mia compagna di studi per il corso felsineo) già là mi aveva chiamato: era in visibilio per la bellezza del posto. Mezza fuori di melone (o di popone come dicono là) non riusciva a contenere la sua esultanza. Quella della milonga solidaria a Livorno è solo in parte un'esperienza di tango. Tutto sommato non lo è neppure molto. E' un'esperienza di viaggio, estetica, emozionale.
Avevo consigliato a tutti tempi laschi, abbondanti. Arrivare prima per godersi lo sviluppo dell'evento. Salutarsi, sul lungomare, il sole un po' più basso sul mare, l'essere un po' complici di questa scoperta, di una piccola avventura, l'attesa emozionante dell'evento, la vista sul mare bello in quel contesto liberty, ... molte piccole cose che hanno costituito il mosaico finale.
Anche troppo. Avevo scritto Ingorgao di meravigliao, di bellezzao. In effetti non so neppure cosa scrivere questa pagina, condensare in poche righe un vissuto molto personale di sei ore e mezza è difficile se non impossibile.
Le prime tanda sono state per me e per altri anche troppo cariche. Troppa adrenalina, troppa energia, troppa bellezza, troppa tensione. Anche perché all'inizio eravamo ancora pochi a ballare e molti già arrivati e seduti. E' sempre un esame estetico quello, il tango è ballare per te, per il/la partner, per coloro che ti guardano, scrutano, esaminano, spettegolano.
Poi gli amici, i conoscenti, le persone nuove.
Ho ballato con:
  • _zia, la tanghera di montagna dal caratterino ispido, ora che sono ad un certo livello vuole iniziare con me e mi lova un po', ehehe
  • _ela la lupa, chissà... c'è sintonia tra di noi due ma... non riesco ad innescarmi. E' un'anima fine, un vestito di seta del corpo e dell'anima. Sui tacchi alti, abbronzata di ritorno dal Madagascar, il vestito di seta smeraldina, era molto bella. E poi è la femmina del tango, direi, un anima femminile che segue anche il tuo respiro e poi ti fa il suo.
  • _ara di Massa, bellissima, brava, giovane, senza connessione. Forse l'imbarazzo per la differenza di età? Si dice che quando sei giovane puoi essere un(a) ballerin* molto brav* ma non sei tangher* se non hai l'età. Ecco, _ara molto bella, giovane e... assente. Non c'era. Non c'era connessione. Tecnica di tango senza il tango.
  • _dra la fiorentina, principiante, mi aveva detto che quella un po' più in là che se allunghi la mano la tocchi, era la Capraia. Era un po' imbarazzata ma... io faccio loro complimenti quando si sbagliano, quando sbagliamo, perché così impariamo.
  • _ika l'imolese, con lei faccio sempre dei numeri. La conosco, è nella cricca di _zzz. Non so se bella. Sicuramente mi fa sangue. Passerei dal verticale all'orizzontale volentieri.
  • _zia, l'ex collega. Che storia. Ho rivisto l'ingegnera dopo dodici o tredici anni, lavoravamo insieme prima, nell'azienda precedente. Ecco, non avrei mai detto che quella razionalità avesse potuto essere contaminata da T. "E' il mio ossigeno" mi ha scritto poi. Dieci anni di studio lei, tre io, ma ci siamo capiti abbastanza bene. Che storia!
  • _lla, toscana non so di dove. Era seduta, avevo visto il tacco alto,  mmm forse. Scrivevo che in quel contesto c'è anche il tango. Nel senso che con un migliaio di persone (siamo un ordine di grandezza superiore rispetto alle milonga ordinarie) non puoi osservare una, osservare come balla e poi provare ad invitarla. Spari nel mucchio. Allora, sul Rio della Plata, a Montevideo o a Buenos Aires, proprio quando non hanno elementi, guardano l'altezza del tacco. Semplicità.
  • _ara batticuore, su una milonga ci divertiamo.
  • _ara o non mi ricordo. La palermitana mora cogli occhi verdi. Brava, simpatica. Intesa e... non ero insensibile alla sua bellezza. L'aveva notata anche _zzz. Con lei più tanda di seguito, in due sequenze, compresa quella finale. La Sicilia ha un rapporto d'amore forte col tango ed ella è una di questi amanti.

Potrei dire della bellezza pazzesca del tramonto fucsia arancione, dei curiosi labronici intorno a rimirarci, della coppia di sposi a farsi fotografare lì dietro, era bellissima lei, bianca, ma una sola delle bellissime di quel manipolo energetico di tango e bellissime tanghere pulsanti, del calo di zuccheri che mi è capitato all'una che non andavo più avanti e son andato a mettere sotto i denti qualcosa, di _zzz che si è divertito (ogni anno ti misuri nei progressi, qui), della stanchezza finale che il tango diventa ripetitivo e rozzo, di molto altro.
Invece ho scritto anche troppo ed è ancora poco.

P.S.
Anche se me lo ero portato da casa avevo lasciato il furbofono in auto. Non sono riuscito a interrompere il qui_e_ora per riprendere il qui_e_ora. Tutto sommato... meglio così.



martedì 15 luglio 2014

X milonga solidaria - 2

(X milonga solidaria)

In uphostudio sono state pubblicate alcune foto della X milonga solidaria. Uh che meraviglia!
In una di esse appare anche l'UomoInCamminoInMilonga. :)

martedì 3 luglio 2018

XIV milonga solidaria

(XIII milonga solidaria - 2: l'inizio)

  • Quel contrasto tra nasi forati di punkabbestia, popolane di porto tattuate e piccoli e medi borghesi eleganti,in nero e tacchi vertiginosi e scollature sulle anche di ochos o dissociazioni a cercare un ristoro tra i relitti dell'orrido modernista è stato anche il piacere.
    VIII milonga solidaria

Nel mio calendario personale tengo libero, ogni anno, l'ultimo fine settimana di giugno.
Quanti anni è? mi chiedeva _civa. Mmh, sarà la quinta volta. Sbagliavo, è la settima volta.
Ci eravamo appollaiati in mezzo al bosco, in quel vecchio podere, sui clivi del Montenero, ospiti di  due contadini con i capelli d'argento, deh!
Eravamo scesi, per tempo. Perché il rito inizia prima. Inizia sedendosi e concentrando ogni senso, ogni osservazione, ogni tuo capacità di captazione estetica sulla Grande Bellezza. L'aspetto attuale si deve al lavoro intrapreso a partire dal 1925, una delle buone cose rimaste del fascismo. Attraversando un paio di dozzine di chilometri della Val d'Arno e la indicibile bruttezza del caos edilizio della contemporaneità democratica, liquida, mi accorgevo dell'abbuffata estetica di sabato e del impattante contrasto con il brutto visto lunedì. Quello è così straordinariamente bello perché questo è così aberrantemente brutto!
Eravamo seduti, col sole ancora alto a nord-ovest, la Gorgona paradiso di galera e la gente del tango che si accingeva a celebrare il suo rito. Indossare le scarpe con i tacchi, rassettare le camicie, i sorrisi, l'adrenalina, il sole, la luce ambrata che precedeva il tramonto, il batticuore che arriva.
Seduto, lì, godevo tutta la bellezza di quel luogo baciato al mare, abbracciato al tango, benedetto dal sole grande via via più arancione.
Come dico sempre, non è un evento di tango, il tango è solo la tessera più brillante del mosaico.
Ma quando abbracci un'anima, lì, al cospetto di Re Tirreno, e danzi due in uno con lei, abbracciati, allora tutto trascende, diventa il fiato e i capogiri e il cuore che ti portano via.

Ballato con _civa, Annalisa di Firenze,  Marinella di Empoli, Tania di Lucca, Edvige di Milano, Simona di Siena, Rita di Modena, Giovanna di Milano, Francesca di Lecce.
E' arrivata l'ultima tanda e, ormai, avevamo il ritmo, il compass, come dicono sul Rio della Plata, e non riuscivamo a fermarci. Allora abbiano visto di nuovo le anime sedute, a togliersi le scarpe con i tacchi, le camicie un po' stropicciate, la stanchezza, la gioia e la nostalgia per un altro anno di attesa. Era rimasto solo il suono delle deboli onde e la città, finalmente, più silenziosa.


domenica 15 giugno 2025

XVIII milonga Solidaria - la fine

(XVIII molonga Solidaria - il cuore)

Ieri sera la meraviglia che si rinnova ogni volta, quella milonga col mare  le navi che salpano, Re Sole che si affoga nel Tirreno.
Molto triste che questo sogno reale sia finito, ultima edizione, questa. Dove troverai una milonga colle navi che salpano?

Non è la tecnica, il livello, no, quelli sono, spesso, di principianti, di donne che si affacciano salgono sulla giostra, di questo amori tre minuti su passi argentini, dopo i primi studi.
È il mare, l'estate ancora adolescente, l'incanto di lasciarsi andare, con un'anima sconosciuta e abbracciare l'illusione dell'amore.

Fine della Solidaria.
Un po' verso la morte, un battito, un abbraccio, una delle cose che finiscono  per sempre.


domenica 18 giugno 2017

XIII milonga solidaria - 1

(XI milonga solidaria)

Non è un avvenimento di tango, è un avvenimento estetico nel quale c'è anche il tango.
Una sorta di festa, di reunione di molte comunità tanghere da varie
parti d'Italia. In un luogo, il lungomare Liberty di Viale Italia, a Livorno, che non può avere conrice migliore.
Ancora, le tande sotto il sole, prime e poi fino al tramonto, sono epicuree, una danza alla gioia. Abbracciati, nella creazione di una forma estetica inutile, come osserva Davide Sparti, al cospetto del
sole, due Re Sole. Tutto questo è molto difficile da esprimere a parole. Si potrebbe provare con una tecnica basata sul mosaico emotivo, piccole tessere che compongano una coreografia della gioia.
Così è stato surreale, negli ultimi settanta chilometri, la seconda metà già col chiaro del giorno, viaggiare in strade vuote, avrò incontrato forse quattro auto. Ciò che più di altro ha reso onirca
l'esperienza è stata proprio la presenza della luce: luce = giorno => traffico ma... non solo non c'era traffico, non c'era proprio movimento di alcun veicolo. Pazzesco, viaggiare di giorno per settanta
chilometri di strade vuote. V U O T E.

C'è stato un momento, in cui si è affogato il disco arancione-fucsia nel Tirreno, con grandi navi traghetti e cargo che partivano per le isole, che non sapevo se fotografare, se fermarmi con la tanghera o se ballare più intensamente per celebrare il Fucsia Immergente. Così mi
sono girato, per qualche metro sono stato io a indiettreggiare: guarda e saluta il sole che se ne va! - le ho detto.
Qualche volta, nelle tande di pausa, son uscito, ad andare ad appoggiarmi alla balaustra e vedere il mare, nel caldo afoso pazzesco, ventilato ma sempre vampate-folate di aria umida e calda erano.
Osservavo il mare e quell'enorme corpo danzate che celebrava un rito. L'anno scorso la vissi con _mlero e non ho traccia emotiva (e neppure in questo diario), mi rendo conto ora che non scrissi di quell'evento). Una pausa di due anni, prima di tornare al rito complessivo della Gioia della
Milonga Solidaria.
Ho in mente ancora quelle quattro donne che insieme, appena preso posto sulle sedie, erano chinate a chiudere le loro décolleté, tacchi alti, eleganti, attorno a piedi curati, involontariamente celebravano,
con una piccola coreografia improvvisata, l'inizio della festa.

martedì 4 agosto 2015

XI milonga solidaria - 3

(XI milonga solidaria - 2)

E' passato poco più  di un mese da quel sabato 27 giugno. Avevo già intravisto alcune foto di questa XI milonga solidaria pubblicate  da Upho Studio. Marzia e Valerio hanno una sensibilità, la capacità di catturare momenti ed emozioni e così mi ero ripromesso, appena ne avessi avuto il tempo, di chiudere questa micro colonna con il loro lavoro. Credetemi, in una fantasmagoria estetica ed emotiva come quell'evento, non è facile estrarre dal tutto questi scatti d'incanto, essi si ci sono riusciti e si sono superati ancora una volta. Arte ed eros, commentavo da Spirita, arte fotografica per quella relazionale. Sono connubi pericolosi.
Questa volta mi ero ripromesso di salutare Marzia e di stringerle la mano e poterla ringraziare de visu e ci son riuscito. Dobbiamo molto a loro: noi diaristi (blogger) cerchiamo di rivivere scrivendo, essi usano luce, pixel, giochi di fuoco per immortalare la magia così sfuggente e fine del tango, ogni volta diversa e unica, ogni volta nasce entrando in milonga e va a letto gli occhi con le occhiaie, altre membra stanche, cuore ed anima che scalpitano, che non si capacitano che tutto sia così finito così presto, di questa piccola e fuggevole morte, non si capacitano che la musica abbia lasciato spazio al silenzio, alle bottiglie e sedie vuote, agli abbracci e agli arrivederci, un po' indispettiti che l'aver voluto ballare ogni secondo, ogni attimo di questa fantasmagoria non sia riuscita a fermarla nel tempo ma solo ad aumentare la fugacità, vani gli sforzi per voler divorare con anima e corpo ogni secondo, ogni brano, ogni tanda come se perderne anche solo uno fosse perdere tutto.
Già, questo desiderio di infinito irriso dal tutto già finito.

Questa volta _zzz ed io siamo tra le persone più fotografate, direi, nell'album al quale, ho visto, hanno lavorato ancora, nel frattempo. Compaio, in secondo piano, di schiena, in una immagine qui sotto.















lunedì 15 luglio 2024

XVII milonga solidaria - il cuore

(XVI milonga solidaria - Tantalo)

Un buon approccio mentale è fondamentale, per ogni buona cosa. Così anche l'altro ieri, sabato 13 luglio: durante il viaggio d'andata, Rosa Canina ed io siamo rimasti bloccati da un incidente, in un tratto montano, che ci ha obbligati a regredire e fare una lunga deviazione. Risultato? Arrivato alle 21 invece che alle 19:30, ad evento iniziato da un'ora.
Ero felice, con Rosa Canina, anche di essere rimasti fermi, nel serpentone, in mezzo a quella gola, torrente sotto e verde fresco blu brezza tutt'intorno. Lungo la strada Rosa Canina si è fermata ed è rimasta dalla mamma, io ho proseguito. Sì mi batteva il cuore, come le prime volte, già prima, lungo le vie della città labronica. Eppure, son rimasto calmo, sereno, in passato mi sarei stressato, avrei imprecato ad ogni semaforo rosso. Non ha senso arrivare stressati a quella dolce vita!
Questo animale coreutico duemila piedi, mille abbracci è tornato alla sua festa dell'estate, col sole a tingersi d'arancione e poi affogarsi nel viola, nel Tirreno. Tutto è combinazione di sensi, gioia, trepidazione, sguardi incrociati, inviti, sfide, opere estetiche inutili, amori tre minuti. Inesperti, maestri, appassionati, titubanti, speranzosi. Non è per il tango in sé, non ci sono le dinamiche di una milonga, livelli eterogenei, ronde inesistenti, sorpassi a destra, dopo la chacarera è diventato tutto molto disordinato.
Echissenefrega!
La bellezza fino al tramonto e un po' oltre giustifica, annulla ogni cosa, ogni accidente.
"Allora, quante belle donne hai abbracciato, Orsone?" - mi ha chiesto Rosa Canina - era un quarto alle quattro quando mi sono coricato, vicino a lei, a casa dei suoi. In questo banchetto le veneri sui tacchi non mancavano certo. Quando hanno la grazia della danza, quando sono poetesse del corpo - diventa affabulazione, seduzione, fascinazione reciproca. Eppure... eppure non ho cercato le veneri ma le poetesse del corpo, con le quali imbastire una fiaba, per una tanda. L'opera estetica inutile, della quale siamo interpreti, drammaturghi, sceneggiatori, scenografi, registi diventa una piccola impresa in due che dà molta gioia. Certo, per molte persone, anche per me, fino a quando non conobbi Rosa Canina, la parte seduttiva era ed è importante. Per me rimane la bellezza stupefacente del luogo, l'incanto del tango in sé. Si giunge alla fine, col tempo volato via, precipitato nell'infinito piccolo e grande di una tanda, sette, otto, dodici volte.
Ieri c'eri anche tu, caro _zzz: ultimamente qualcosa si è diradato per questioni nostre di salute ed altro: eppure, ancora, una volta, eccoci insieme a vivere una cosa bella della vita. Mi è piaciuto tanto, questo.
Roberta, Lorena, Silvia, Stefania, Isabella, poetesse di ventura,  amate per una tanda. Le ho abbracciate nel tango, coi loro sorrisi, le zizze durante gli abbracci stretti, il loro cuore a battere. Ecco, il cuore che batte, con te, il suo cuore col tuo, in un passaggio di piano di Lucio De Mare. Puoi volere qualcosa di più dalla vita!?

giovedì 13 luglio 2023

XVI milonga solidaria - Tantalo

 (XV milonga solidaria)

Dopo tre anni (dalla pentola del diavolo n'è uscita un'altra) è tornata. Andare? Non andare? Cosa ci faccio là coll'anca rotta? La terrazza Mascagni, in questa stagione, a quell'ora, è di una bellezza travolgente, tango o non tango,
C'era Rosa Canina al debutto. Ella ha preso atto che... è un mondo difficile: principiante, non sa mirare (non ha l'audacia quasi imperiosa, certamente sfidante delle tanghere navigate) ha ballato assai poco, solo tre tande con me, mezzo sbilenko. Ha provato, anima e corpo, la magia di quell'evento.
Salutato tanghere e tangheri, ho osservato, spesso da dietro le quinte, la liturgia.
Squilibrio evidente con molte più donne che uomini: a volte, nelle mie passeggiate intorno, osservavo file di donne in avanti (si mettono intorno alla pista per la mirada) che mi divoravano mentre passavo: eddaifacciamo'natanda! Con quelle note un saluto e l'avvisarle che ero fuori uso.
Solo guardare e non ballare, una regola da imparare.

Uh che meraviglia!




martedì 20 giugno 2017

XIII milonga solidaria - 2: l'inizio

(XIII milonga solidaria - 1)

Avevo preso il giusto tempo, ero arrivato prima, un'ora e mezza prima. Per godermi la luce di giugno, il formarsi della festa, l'arrivo delle persone. Per godermi il senso del mare infinito e la pregioia, la tensione e l'incredulità per essere lì, in quel cantone liberty meraviglioso della città labronica.
E' così elevata la tensione, all'inizio. L'adrenalina scorre a fiotti.
E quasi a non volermi perdere quella pregioia, ho deciso di aspettare un poco prima di iniziare. Ho scattato qualche foto alla festa che iniziava, col immergersi lento del sole nel mare.
C'erano le grandi navi che salpavano, con le loro trombe salutavano la città e forse quel nucleo vivo di abbracci camminati e danzati.
Solo qualche foto, prima di riporre il furbofono e di iniziare.

_aria era seduta in prima fila, davanti a me. Mi distraeva.

Il sole va giù

Poco più tardi vidi quattro donne intente insieme a indossare le loro calzature.
Un immagine migliore ma avevo già messo via il cosofono.

Un bastimento va...

I primi hanno iniziato...

Altri osservano l'inizio del tanguear con quell'unica miscela di attrazione, tensione, curiosità e, non escluso, timidezza.



giovedì 2 luglio 2015

XI milonga solidaria - 2

(XI milonga solidaria)

Ecco il lavoro di un altro fotografo. Nella galleria di Riccardo Berti, settantasei scatti dell'evento di sabato. Io ne ho scelte solo alcune, quelle che, a mio avviso, colgono alcuni aspetti di questo rito.
Uno di questi è la luce, la luce del mare di giugno. La prima parte dell'evento è una festa anche solstiziale, della luce. L'esperienza estetica di questo connubio di liberty, mare, luce, attesa, euforia, gioia è irripetibile. I colori si caricano, coll'approssimarsi prima del tramonto, poi del crepuscolo. Arrivati all'oscurità, rimangono tutte gli altri componenti: coreutico, sociale, di sensi e milonghero, la musica, le anime abbracciate, la dolce vita glamour.








martedì 30 giugno 2015

XI milonga solidaria

(X milonga solidaria - 3)

Ecco, le prime foto (*). Non è semplice esprimere un'atmosfera così. Questo evento ha molteplici dimensioni: tra le molte anche quella del tango. Essa, a sua volta, come un frattale edonististico, è composto da sensi, relazioni, ritrovare tangher* che non vedi da molto, sentimenti, abbracci.
Le immagini dicono più di molte parole. Siano esse a allora suggerirvi il caleidoscopio estetico, edonistico, artistico che potete vivere solo da dentro, come un piccolo prisma colorato che rotea e si mischia nel vortice.








martedì 17 maggio 2022

Milonga Solidaria 2022 kaputt!

Ho avuto notizia dall'associazione che la organizza che, anche quest'anno, per la terza volta dopo il 2020 e il 2021, non si terrà la milonga Solidaria (ultimo sabato di giugno o primo di luglio) alla terrazza Mascagni a Livorno.
Ancora strascichi dei disastri CoViD, temo: ci sono iniziative che una volta interrotte non si riprendono.
Era il più bell'evento dell'estate tanghera italiana. 

giovedì 17 luglio 2014

X milonga solidaria - 3

(X milonga solidaria - 2)

Marzia di Uphostudio mi ha segnalato la galleria completa di 255 immagini (molto belle, alcune bellissime) di quell'evento. Ecco, non essere sul faccialibro può comportare anche qualche inconveniente.
Ziopetardo, le ho riviste e mi sono emozionato, ho avuto persino un po' di batticuore. Tenere un diario è anche rivivere e questo si conferma ancora una volta. Appaiono un sacco di brutti musi noti, non poche delle persone del tango che ho citato in queste pagine. Pure il ConsumatoreDiSuoleInCammino, in tre immagini, una in collettiva, due in coppia.
Beh, mi pare che ci sia da lustrarsi gli occhi sia per i maschietti che per le femminucce.


mercoledì 3 luglio 2013

Su quel piano

_zia la fiorentina mi messaggia quotidianamente. Citazioni e pensieri su un piano emozional sentimentale. Ho l'impressione che abbia (un principio) di sbandata. Io proprio non ci sono, non sono pronto, non mi viene.
L'altro giorno quando ha saputo che ci saremmo trasferiti dal Gran Bal Trad di Vialfrè all'Argentario proponeva di vederci figli compresi (quindi tre adulti e quattro bipedi) alla notte azzurra o qualcosa del genere. Mah.
Ha confuso le mie attenzioni e il volerle dare piacere come femmina gradevole per un molto di più che non c'è. Emmenomale che non trombammo altrimenti cosa sarebbe successo?
Le ho scritto che non posso farle compagnia su quel piano sentimentale. Quando ci vedremo (forse sabato alla Milonga Solidaria a Livorno, piccola puntata cittadina e milonghera che imporremo ai due nostri bipedi per un paio d'ore) vedrò di parlarle.

mercoledì 2 luglio 2014

Preghiere di seni e labbra

Nel'esperienza estetica intorno alla X milonga solidaria, c'è stato anche la puntata a Baratti. _nni il mio maestro dei colli ci ha invitato nella sua casina, immersa nel verde a pochi minuti dal golfo di... San Cerbone. E' stata una mezza giornata di sapori, di tempi lenti, di frinire di cicale, di parlare all'ombra dei pini domestici e dei cipressi, di passi nella campagna toscana più bella.
Su fino a Populonia, poi. C'era vento teso di scirocco e di mezzogiorno e il mare era azzurro, increspato di bianco, carico di umidità. Camminavo lungo vecchi muri così magnificamente storti, lungo esplosioni di oleandri, di capperi, di allori, di cipressi e di mirti, di gerani e bouganville. In quelle corti entro mura, nel borgo fortificato, di rocce e selciati, di angoli storti, di fiori, di piccolo tempio e di mare blu.
Osservavo, nella dolcezza un po' stanca dell'euforia residua, la Grande Bellezza. Ancora un ingorgo di bellezza.
Ho avuto nostalgia. Ero stato lì anni addietro con i miei due grandi amori. Sentivo la mancanza di un'anima femmina da abbracciare e di baciare voluttuosamente di bellezza, seni e labbra con il quale celebrarla, preghiere tenere a quell'inno alla gioia estetico che ci accoglieva.
Poi la bellezza è tornata a cullarmi.


domenica 17 giugno 2012

VIII milonga solidaria


Le due bambine di riccioli bionde occhi azzurri che giocavano al saltarello in quell'attico squallido, pizzeria pulcinella al secondo piano lampeggiava il neon tra i pilastri scrostati in calcestruzzo ormai poco armato di ferri a vista. Non serve un set per Ovosodo, è solo la vita.

Ieri la Bellezza è stata sovrana e anche i contrasti che l'anno resa percepita. Soavità dei tempi della luce di giugno e il mare e la luce del mare, gli spazi ariosi a ponente che si affogano in Tirreno, scelse bene quello, poteva grattare con un dito Corsica, Elba e Gorgona e Capraia, proprio come ieri, erano loro a esibirsi per il capostipite. Ecco, il rito, il tempio era la rotonda Mascagni e tutti i colori che dall'azzurro all'arancione del tramonto l'inno del preludio.
Poi su quel mare la malinconia dei tango che porta via ciò che resta dell'anima.

Piacere.

Quel contrasto tra nasi forati di punkabbestia, popolane di porto tattuate e piccoli e medi borghesi eleganti,in nero e tacchi vertiginosi e scollature sulle anche di ochos o dissociazioni a cercare un ristoro tra i relitti dell'orrido modernista è stato anche il piacere.

Fortuna che A-Woman mi mollò un anno fa.

Essere composito amato animato da mille tangheri fluttuante all'unisono, ti ubriachi a vederli dalla balaustra,come una medusa nel blu del mare. Metà di mille erano donne. E molte di queste chioma corvina oh come mi piaccion a me da morire, occhi bruni o ancora occhi come le onde molli di blu lì dietro. Ti appoggiano le tette sul busto la tempia sulla guancia, sposti la seta nera sulla schiena, appoggi la mano. Chiudono gli occhi ma tu non puoi anche se lo vorresti più di ogni cosa. E ti chiedono di abbandonarsi, portale per tre minuti d'amore.


(via ixnous.org)

venerdì 8 luglio 2016

Prova video

Uno dei miei maestri mi ha inviato un breve video ripreso durante la lezione di lunedì sul brano che riporto sotto. E' la prima volta che mi osservo per un lasso di tempo (19") che non sia una manciata di istanti in qualche video qui e là in rete.
_mlero ha sostituita la mia compagna di studi, lunedì e sono lì con lei a studiare su una cadena, il ha corso è vertito (!? - vertere sarebbe difettivo ma allarghiamola e miglioriamola la nostra lingua!) su questo concetto le ultime due lezioni, così siamo noi due i soggettacci del micrometraggio. Per quanto mi riguarda 'è molto da studiare ancora ma mi piaccio. La prova video è sempre molto dura, un vero e proprio spauracchio. Diciamo che al quinto compleanno di tango inizio a essere decente.
Osservo lei e la trovo belle ed elegante, nonostante sia più acerba negli studi (un anno e mezzo circa). Abbiamo una postura decente, buona connessione. Anche stamani ho aperto il video e me lo sono guardato alcune volte. Mi piace lei, femmina, aggraziata e come ci muoviamo.
Il video ha un audio un po' distorto e quasi magico, è stato parecchio in ripetizione, ieri, un po' anche oggi. Io adoro quei giri di piano, quasi jazzati, come un'altro dei miei pezzi preferiti, No te apures Carablanca, di Lucio De Mare.
Il tempo fugge, non ho scritto ancora una parola sulla XII Milonga Solidaria. Eravamo saliti dalla Maremma per vivere quella fantasmagoria, che, ancora, ha superato sé stessa.
Questo tango, è un amore che stupisce, si rinnova.



("esperame en el cielo", rodolfobiagi)

mercoledì 27 ottobre 2021

Giovinezza - 1: tiepida eccellenza

Giovedì scorso, _ica non ha potuto venire a lezione, la Maestra mi ha trovato una sostituta a me (quasi sconosciuta). Una giovane donna di Tel Aviv (a mio avviso non arriva ai 30), che tangheggia da quattro anni circa. Quasi sconosciuta perché la intravidi una volta alla Milonga Sì, ora che mi ricordo.
Alta giovane, fine, mitteleuropa, chiara quasi... ariana. Certamente una bella giovane donna per coloro che amano quello stile mitteleuropeo, un po' algido per i miei gusti.
La sentivo ansimare mentre provavamo le varie frasi e strutture. Direi quasi sempre impeccabile a paio qualche piccola finezza, nonostante io abbia spinto, non era un tango facile quello che stavamo provando.
Mi ricordavo la giovane massese, alla X solidaria, la tecnica del tango senza il tango. Qui non eravamo a quei livelli di fredda eccellenza, era tiepida eccellenza. In quattro anni di studi e frequentazioni saltuari... già a quel livello, zio petardo!!
Queste angeliche giovani ancille del tango ne hanno tutta la potenza.
Ora cerco il pelo nell'uovo e dico... che a quell'età sento come se mancasse... il pathos. Non escluso che si sia trattato anche di rapporto a specchio, tecnica e rispetto senza malizia, senza seduzione, senza alcun flirtare, come se avessi studato e ballato con un'anima, non con una donna.
Ecco, se io mi fossi innamorato del tango a quell'età avrei imparato tutto e prima. Sarei ancora innamorato?

martedì 10 novembre 2015

Anche nel Regno Unito

Una partecipante al giro che arrivava dalla Toscana mi aveva chiesto se si fosse potuta fermare a casa mia, visto l'orario mattiniero della partenza prevista per sabato.
Ci conoscemmo ad una milonga solidaria, qualche volta venne a fare qualche giretto con noi. Ne ho parlato qualche volta.
Dopo averle risposto affermativamente, ovviamente, mi son posto la questione : ma poi cosa succederà? Mi ero dato anche una risposta: non ho tensioni verso di lei, nessuna idea a priori su cosa succederà o non succederà. Fine delle rimuginature/seghe mentali. E così è stato. Certamente io sono SEMPRE cordiale ed accogliente con gli amici e così è stato anche con lei: sebbene tornato molto tardi dal lavoro al termine di una settimana molto impegnativa, ho sistemato casa, preparato un po' di buona cena.
La cosa buffa è che, una volta seduti a tavola, mi fa alcune domande e poi mi chiede :- maaa, stasera, dove dormo? Ho risposto scherzosamente :- Guarda, là (indico, dalla loggetta, un posto nel prato lontano sotto casa - sotto quell'acero.

In quel tempo e anche nel giro in montagna mi chiedevo se provassi qualche tensione, qualche movimento erotico per lei. Già, osservando il solo chiedermelo mi aveva osservare anche la risposta.
Insomma, la sera si è sistemata nel mio lettone e, dopo qualche carezza, abbraccio, casto bacetto, ci siamo addormentati.
Io non posso non osservare che io sono un animale sessuale piuttosto complicato: se una non mi piace un tot, è come se fosse asessuata. E così è successo anche questa volta.
Stavo pensando: ma ora la dovrei "molestare", la dovrei arrapare, se fossi un vero maschio chiavatore senza se e senza ma. Ecco, io non sono un maschio chiavatore senza se e senza ma. Invidio - ma non so se li invidio veramente - quei maschi che infilano e infilerebbero il loro cazzo in qualsisasi (o quasi) femmina che capiti loro a tiro.

Una volta, quando venne a casa mia e ci provai, mi disse che ella si lega quando fa sesso con qualcuno e che non se la sentiva. Quella volta almeno ci provai. Anche questo ha giocato. Per una donna con cui non ho tensione erotica e sentimenti che non siano quelli di una cara amicizia, non ho la minima intenzione di accendere l'eros giocando sui sentimenti.

Devo dire che ascoltare l'istinto è stato positivo e sabato e domenica sono stati leggeri e reciprocamente indipendenti. Si è fermata anche domenica sera. Ma in quelle ore io avevo capito che _zia è eroticamente trasparente per me: non  brutta, non è bella e anche i suoi modi di fare, garbati e "morali" mi sono neutri, non mi evocano emozioni o principi di emozioni.
Insomma, abbiamo dormito insieme con qualche abbraccio e un casto bacetto anche domenica sera.
Le avevo raccontato che nel Regno Unito ci sono associazioni di "amici" che vogliono abbracci e si mettono a letto insieme, senza sesso, solo per dormire abbracciati un po'.
Anche nel Regno Unito, posso dire, ora.