venerdì 7 agosto 2015

13km e -2000

A proposito di crescita, crescitismo, autossicodipendenza, catramismo, trasportosugommismo, zootecnia intensiva suina, umana, globalismo dei consumismi e dei trasporti, etc etc etc.
Poi succedono non gradevoli cose , pochi giorni dopo alcune - per me del tutto - ovvie considerazioni.
Cosa che non solo non è affatto casuale, ma che dimostra tutte le peggiori cose di un sistema insostenibile, un problema senza soluzione in crescita senza limite.

Aggiungo che 2000 invasori in meno, sono 2000 problemi in meno.
Mors tua vita mea!

18 commenti:

  1. Lo scriveremo con viva soddisfazione sul tuo epitaffio: 1 homo in meno, 1 problema in meno.
    Life Long And Prosper.

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    1. Certo,
      Quando morirò ci sarà un problema in meno per la vita del pianeta.

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    2. magari in punta di morte o più facilmente in vecchiaia ti redimi. magari diventi cattolico per paura della morte, come tanti anziani che frequentano la chiesa.

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    3. > magari diventi cattolico
      Io non sono ateo e penso che possa esistere un piano metafisico.
      Redimermi da cosa?
      Dal fatto che su questo pianeta ci sono 7.3G homo rispetto a 1 o 2G massimo che può sostenere a certi livelli?
      Il fatto che io sia io non diminuisce di nulla la mia impronta ecologica e il fatto che la nostra specie sia ciò che distrurrà la vita, per lo meno quella delle forme superiori e conosciuta in questo minuscolo angolo di universo.

      Avevo già scritto delle mie preghierine, che continuano in modo anche più "forte".

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    4. Redimi dal desiderare la morte di tutti. A cominciare dalla tua. Io ho paura di morire ad esempio

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  2. Non volevo entrare in queste discussioni che inevitabilmente, soprattutto nei blog, poi finiscono per parlare dei massimi sistemi e servono solo a farsi venire (almeno a me) il sangue amaro, ma oggi commetto , ma mi limito questo commento.
    Caro il mio UUIC dici “che bello 2000 in meno” e, seppur cinico e crudele è coerente con il tuo pensiero, io rimango sempre basito di fronte a questa violenza come soluzione, o meglio come non soluzione (se non altro perché 2000 in meno sono un’infinitesima parte del problema che non cambia nulla del problema) provo a pensare ad una soluzione a questi flussi migratori.
    Una soluzione efficace non l’ho trovata da nessuna parte, solo pochi paesi isolati geograficamente dal mondo come Australia e Nuova Zelanda riescono a contenere il fenomeno delle migrazioni.

    La prima cosa da fare è informarsi e formarsi approfonditamente sia sul fenomeno immigrazione sia sulla politica estera del nostro governo e dei suoi alleati per capire, come queste realmente incidono sulle cause delle migrazioni e, se si capisce che qualcosa non va ci si deve impegnare per far cambiare la politica.

    Poi bisogna capire perché queste donne ed uomini scappano: semplificando molto, alcune persone scappano da situazioni insostenibili come guerre, carestie dittature, ecc., pochi, pochissimi sono aspiranti terroristi o religiosi conquistadores; la maggior parte sono uomini e donne che cercano un benessere che a casa loro non hanno e che per questo benessere sono disposti a giocarsi tutto quello che hanno, compresa la vita.
    Quindi se si vuole evitare che queste persone arrivino “in massa” bisognerebbe portare il benessere a casa loro, e tu sai meglio di me che questo comporterebbe un cambio radicale di vita a casa nostra per costruire le condizioni per "aiutiamoli a casa loro".
    Ad esempio sarebbe utile sapere come si comportano le imprese italiane ed europee che operano nel mondo: quanto sono orientate al massimo profitto e quanto si adoperano per la salvaguardia e lo sviluppo dei paesi nei quali sono attive, quanto rispettano l'ambiente, che qualità di lavoro offrono e con quali salari; ovviamente non basta accontentarsi dei dati ufficiali, ma bisogna informarsi anche da fonti indipendenti.
    Di conseguenza dovremmo tutti chiederci a quanto siamo disposti a rinunciare dei nostri livelli di consumo (e di vita) affinché materie prime e prodotti provenienti dal 3° mondo siano pagati il giusto e i profitti rimangano in gran parte nei paesi d'origine: quanto dovrebbe costare un litro di benzina se il petrolio fosse pagato il giusto o quanto dovrebbe costare un chilo di banane se i braccianti delle piantagioni fossero trattati dignitosamente o quale dovrebbe essere il prezzo del pesce pescato in maniera da non depredare gli oceani e lasciare il necessario a chi da sempre vive di pesca artigianale, quanto costerebbero telefonini e computer se le terre rare africane, ecc.
    Gli esempi sarebbero infiniti ma la domanda rimane una: cosa siamo disposti, o meglio la maggior parte degli uomini e delle donne del primo mondo cosa è disposta a fare, individualmente e collettivamente? Se la risposta è "nulla" o si limita all’offerta a Emergency, beh bisogna che ci rassegniamo, i flussi potranno solo aumentare e dovremo o convivere con questi nuovi concittadini, con tanta pazienza e costanza impegnandoci a vivere la nostra terra ed il gusto della convivenza oppure, chi vorrà ti seguirà con il cannone in mano per difendere la nostra Italia e il nostro primo mondo (con tutto il suo carico di crescitismo, autossicodipendenza, catramismo, trasportosugommismo, zootecnia intensiva suina, umana, globalismo dei consumismi e dei trasporti, etc etc etc.) dalle orde che ci invadono.
    Scusa il lunghissimo pippone. Torno a lavorare per le ultime tre ore prima delle agognate vacanze

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    1. Baffus, io so che tu hai, come gasista, autorevolezza e fai fatti concreti per un mondo diverso utilizzando un'arma, tra le più potenti, che è il tuo reddito.
      Tu sottolinei, ancora una volta, molteplici osservabili del problema.
      Su alcune questioni non sono d'accordo. su molte altre sì.
      Ad esempio, potrei confutare moltissime delle posizioni terzomondiste:
      o - la responsabilità della corruzione in quei paesi è di quei paesi
      o - non si capisce perché i milioniari di quei paesi non possano/debbano aiutare i loro compaesani
      o – perché usano gli antibiotici ma non la pillola?
      o – la mistica del migrante povero (caso Kyenge è il caso più classico di borhesia benestante africana che invade demograficamentge un paese dell'europa proclamandolo come diritto).

      In ogni caso, è semplicemente impossibile (ovverò è possibile e fattore certo di collasso) che [700M, 1G] africani/asiatici migrino verso l'Europa.
      Mi risulta che se uno proprio considera come orribile sciagura l'incendio del finile, di certo non inizia neppure ad andarci a fumare 'na siga tutti i giorni.
      “accogliere” i primi xy milioni di non europei di un'ondata di [700M-1G], non ha alcun senso.
      Tra le altre cose ci sono ingiustizie nelle ingiustizie, non si capisce perché le prime n decine di milioni di invasori abbiano “diritto” e le successive forse no, ma in effetti no perché forse non ci stanno ma non lo posso scrivere perché sennò sono nazifascioleghista razzistaxenofobo.

      Dunque abbiamo un problema, il problema più grave, affontato con una terrificante assenza di raziocinio.
      Come dice Paul Chefurka, l'elefante nella stanza, ovvero il problema senza soluzione esiste e, come sottolineavo, qualsiasi cosa si faccia o non si faccia, saranno cazzi molto amari.
      Qui si arriva all'aspetto filosofico: la negazione della metà “scura” della realtà ( morte/dolore/male/Thanatos/Kali, etc.) e le azioni completamente assurde di lastricare la via, per l'inferno, con le “migliori” intenzioni.

      Le strategie non possono che considerare varie questioni e scienza e conoscenza. Qui si torna allo scontro che si rinnova tra etica e morale.

      Si prosegue fino alla causa n° zero de Il Problema che è la crescita demografica esponenziale, crescita sotto controllo perché è proprio voluta, pianificata e sostenuta da molteplici portatori di interessi.

      Anche psicologia: pulsioni sadiche, masochiste e nichiliste che io osservo spesso tra i "compagni" del gas, e i cattolici.

      Come scritto più volte, il problema non si risolve e non si risolverà proprio gli anacronismi morali che impediscono di affrontarlo con efficacia: ho già scritto (v. Contenimento prima, riduzione poi – 2) una serie di semplici misure sinergiche, induttive che sfrutterebbero gli stessi potenti meccanismi e dinamiche che ora sostengono l'invasione di massa e la guerra demografica in corso.
      Certo non è una passeggiata con te e pasticcini ma on sarebbe certo una strage di dimensioni continentali come sarà tra qualche lustro.

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    2. > Una soluzione efficace non l’ho trovata da nessuna parte,

      Mio fratello è stato, di recente, in Qatar. Semplicemente non c'è immigrazione illegale. Ovviamente usano il pugno di acciaio al tugsteno. Ma l'immigrazione illegale semplicemente non c'è.

      Affermazione falsa, quindi.

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    3. > ” bisognerebbe portare il benessere a casa loro

      Sai che su Repubblica Zygmunt Bauman pubblicò qualche anno fa un articolo che dimostrava quanto sia assurda questa assurdità: sostanzialmente una metafora / storiella di due agenti di commercio di un'azienda calzaturiera che vengono mandati a portare le calzature del benessere in Africa e danno due risposte completamente diverse, antitetiche.

      Nella mia utopia ogni territorio si autodetermina e ogni territorio si deve difendere dalle invasioni di altre popolazioni per non esserne complici dei problemi e anche per "educarli" alla sostenibilità locali.

      > convivere con questi nuovi concittadini
      Non ci sarà alcuna convivenza pacifica come non c'è mai stata nella storia quando popolazioni, etnie diverse hanno iniziato a confliggere su un territorio per mancanze di risorse.
      Ancora, è molto grave questa perdita della memoria, ignorare la storia e la conoscenza.

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    4. Buone vacanze a te e Baffina.
      :)

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    5. A me fa ridere chiunque inizi con una sparata come:
      "La prima cosa da fare è informarsi e formarsi approfonditamente..."

      Per queste ovvie considerazioni:
      1. le informazioni sono artefatte
      2. se anche tu avessi accesso alle informazioni, rimarresti un cretino quindi arriveresti a conclusioni sbagliate
      3. la prima cosa da fare è definire lo scopo, se io voglio sapere come si calcola l'area di un cerchio non assumerò informazioni su come si cuoce il risotto.

      Corollari:
      - Le informazioni sono artefatte perché esiste una stratificazione dove ognuno di noi occupa un certo livello di potere. Chi detiene il potere usa la "informazione" per manipolare i sottoposti. Quindi "assumendo informazioni" non si fa che allinearsi nella direzione voluta. Cosa assolutamente manifesta quando consideriamo che un "gasista" dice le stesse cosa di Vauro e del Papa.

      - la logica secondo cui un pirletta qualsiasi sia capace di gestire le "informazioni" e che anzi, la sua capacità di ragionamento migliori con l'aumentare della (supposta) complessità del disegno che va a contemplare, è palesemente fasulla. Il pirletta deve imparare a semplificare, non a complicare perché, al netto del corollario precedente sull'allineamento, la complessità lo porta alla paralisi o alla assoluta metafisica.

      - Palesemente qui partiamo da una idea archetipa secondo cui "noi", inteso come lo "occidente" industrializzato e colonialista, siamo colpevoli di tutti i peccati dalla Creazione a oggi. Qualsiasi "ragionamento", fondato su qualsiasi "informazione" in realtà serve solo a supportare la condanna già scritta in partenza, per cui tanto vale risparmiarsi la fatica, abbassiamoci le braghe e mettiamoci a novanta.

      Altra considerazione, la solita e duplice.
      Primo, se chiunque può stabilirsi in qualsiasi località del mondo senza chiedere permesso, significa che cessano di esistere le Nazioni/Stato perché viene meno il patto fondativo che lega gli abitanti di una certa terra tra di loro. Non solo cessa di esistere la "identità nazionale", non hanno più senso nemmeno le istituzioni e le leggi e l'unica opzione consiste nel delegare una entità sovra-nazionale, astratta, che imponga l'ordine con un protettorato.

      Secondo, nei tempi andati quando si avvicinava una imbarcazione con sopra degli sconosciuti, la vedetta suonava il corno e gli uomini validi si presentavano in piazza chi in cotta di maglia, spada e scudo, chi armato di forcone e coltello da beccaio. La "soluzione" poteva anche rivelarsi poco "efficace", a seconda del numero e delle abilità dei "migranti" ma a nessuno veniva in mente che l'alternativa fosse "convivere con i nuovi concittadini", perché questi venivano per impadronirsi delle cose altrui e per fare schiavi, non per "convivere". Allora, bisognerebbe chiedersi che senso può avere una istituzione che in teoria dovrebbe difendere gli interessi della comunità che la esprime, in funzione del patto fondativo e che invece apre le porte agli invasori e cosi facendo demolisce la comunità e toglie significato a se stessa. Si tratta di un tradimento folle, masochista, privo di senso.

      UomoCoso, frequenti male o malissimo.
      Peggio per te.

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  3. Ma l'avete sentito, oggi, quel [1] del papa?

    [1] lemma non apertamente riferibile al papa per legge; chiamasi censura.

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    1. Ormai si confonde tutto nel rumore di fondo. E' come avere un altoparlante che ripete ad altissimo volume due o tre slogan stile 1984.

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  4. C'e'un articolo oggi sul corriere on line che tratta dei migranti ambientali.
    C'e'una parte del mondo che inquina e una parte che crepa per i danni prodotti dai cambiamenti climatici.

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    1. Ma va? C'è un "articolo"? Che strano, non se ne vedono mai di "articoli" sui "migranti".

      Sara, non si dice "articolo", si dice "marchetta", sai il pezzo che tratta un argomento secondo certe direttive fornite dal committente che in cambio eroga una certa somma o provvede ad un determinato favore.

      Io mi domando e chiedo perché un Giapponese non può trasferirsi dalla provincia di Fukushima alla provincia di Pavia a spese nostre mentre uno del Gambia ha il "diritto" di farlo. Non solo, mi domando anche perché noi abbiamo il "dovere" di provvedere al trasferimento del tizio proveniente dal Gambia per "salvare delle vite" ma non abbiamo il dovere di provvedere ai suoi compatrioti che per un qualsiasi motivo non possono o non vogliono trasferirsi, le loro vite non devono essere salvate.

      Mi sembra di vivere ad Atlantide, sul punto di essere sommersa da un oceano di fuffa.

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  5. Lorenzo sei esperto anche di cambiamenti climatici?

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    1. Non sono esperto di niente, so di non sapere.

      Proprio per questo, quando OGNI MOMENTO c'è una voce dall'altoparlante che mi martella le orecchie con uno slogan, non importa quanto ben costruito, sospetto che l'altoparlante non sia posizionato li per "informarmi" ma per "formarmi".

      In ogni caso, prego notare che la mia obiezione non riguarda il clima, riguarda i fondamenti del "diritto", cioè di cosa è giusto.

      Stiamo dicendo che è giusto fare differenza tra un uomo e un altro in base alla sua etnia e in base al suo "stato di agitazione". Uno del Gambia deve essere assistito dallo Stato Italiano e uno del Giappone no, tra gli stessi abitanti del Gambia, quello che "vusa pu se" (grida di più), cioè che viene a rompere le palle in casa nostra, allora acquisisce il "diritto" ad essere assistito, se invece muore di dissenteria nel silenzio della sua capanna in Gambia, allora non ha nessun diritto perché per noi non esiste.

      Siamo abbastanza oltre l'ipocrisia, siamo alla follia del paradosso.

      Se poi vogliamo andare sul tecnico, i cambiamenti climatici si abbattono ovunque, come le piaghe d'Egitto o il Diluvio. Solo che poi c'è gente che è capace di costruire una colonia spaziale, chi è capace di costruire un'arca di legno e chi non è capace di fare un cazzo perché lui e i suoi antenati sono congelati nel neolitico. Ubi major minor cessat, sono solo i cattocomunisti a pensare che il "minor" santo e mansueto, deve ereditare la terra e che il major sia il peccatore, al quale si concede il perdono dopo averlo bruciato sul rogo, solo se si pente.

      Mi sarei rotto le balle di sentirmi dire "PENTITI !"

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    2. > sono solo i cattocomunisti a pensare che il "minor" santo e mansueto, deve ereditare la terra e che il major sia il peccatore,
      > al quale si concede il perdono dopo averlo bruciato sul rogo, solo se si pente

      Cosa aggiungere!?

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