sabato 5 marzo 2016

La lupa

Sulla strada del ritorno, a qualche chilometro da casa, stamattina alle tre e venti circa, ho incontrato una lupa sulla strada. Quando l'ho vista, incredulo, mi sono fermato. Prima è corsa da una parte, poi ha preso verso opposto, è passata a neppure a due metri dall'auto ed è fuggita.
Dopo tanti anni, finalmente! Che bello!
Ho desiderato che quella femmina fiera potesse diventare la mia lupa, che potessi accarezzarla, sentire il suo bottonone nero umido sulle mie guance mentre la coccolo. Poi lasciarla andare via, libera e fiera, fino alla volta successiva.
Prima la tanfa, poi la lupa, almeno la serata è con uno splendido epilogo.


41 commenti:

  1. "... è passata a neppure a due metri dall'auto ed è fuggita ..."

    Safari. Da cui il disneyano:

    "... sentire il suo bottonone nero umido sulle mie guance mentre la coccolo ..."

    Tutto fasullo, farlocco, artificiale, artefatto. La vista del lupo nell'essere umano non riprogrammato dovrebbe provocare la reazione automatica di mettersi con le spalle contro un riparo e puntare la lancia, essendo il lupo un predatore apicale, non un giocattolo.

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    1. Sì, Lorenzo.
      E' alquanto favolistico.
      Ma questo dell'idealizzare gli animali non è certo una mia invenzione, una novita' del 5 marzo 2015.
      Da sempre pensiamo a leoni, falchi, lupi, draghi e grifoni, aquile, vorremmo essere forti o audaci o liberi, veloci come loro.

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    2. Un lupo isolato va lasciato in pace per prudenza, ma quasi sicuramente non aggredisce (a meno che sia un esemplare pazzo, ché la follia alberga anche tra gli animali). Totalmente diversa la situazione nel caso di incontro con un gruppo di lupi. In quel caso la situazione si complica un tantino, rendendo opportune le riflessioni sul libero porto d'armi da fuoco almeno semiautomatiche, perché con una lancia non risolvi gran che. Tra l'altro, se te ne vai in giro anche solo con una lancia (efficiente) e ti prendono passi comunque grane a non finire.

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    3. UomoCoso, il leone o il lupo erano simboli di forza, a volte manifestazioni del sacro. Come risultato Ercole va in giro coperto da una pelle di leone e i vessilliferi delle legioni indossano una pelle di lupo.

      Per indossare la pelliccia di una fiera e assumerne quindi i poteri, la devi ammazzare e scuoiare, non farci l'amore.

      Nella antichità non esisteva questo romanticismo decadente, esisteva la prova di coraggio, l'ordalia, in cui l'uomo prova il suo valore CONTRO le fiere e gli elementi, non diventandone parte.

      MrCoso, la ragione per cui il lupo europeo normalmente fugge l'uomo è che i nostri antenati per millenni e millenni gli hanno conteso in territorio, uscendone vincitori.

      Comunque, noi due siamo a posto, gli diamo in pasto UomoCOso e ce la filiamo.

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    4. > gli diamo in pasto UomoCOso e ce la filiamo

      A me non mi piace questa soluzione!
      :)

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    5. MrKeySmasher... interessante e singolare questo ripescaggio della lancia. In effetti non ho mai visto nessuno con questo tipo di arma.

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    6. Ho fatto riferimento alla prima risposta di Lorenzo, che ha scritto "mettersi con le spalle contro un riparo e puntare la lancia". Resta il fatto che lance, zagaglie, picche ed alabarde sono considerate armi delle quali è vietato il porto (a meno che uno sia un delinquente, nel qual caso le porta senza farsi troppi crucci -- la legge sembra (è?) fatta apposta per rendere inerme chi la rispetta, affinché chi non la rispetta possa accrescere la propria prevalenza.

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    7. Corollario: circolano belve che altro che i lupi! E' da quel dì che a chi mi chiede se non temo gli animali selvatici quando dormo nei boschi, la notte, rispondo che gli unici animali che ho ragione di temere camminano su due gambe e di notte girano con la pila.

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    8. La lancia è probabilmente l'arma più antica dopo il randello e storicamente anche l'arma più usata in qualsiasi contesto. Consta di un bastone con una punta. La parola è ambigua perché fa riferimento ad un altro tipo di arma, più sofisticato, cioè il giavellotto.

      La lancia non richiede nessuna abilità ne nella costruzione ne nell'uso. Qualsiasi legno abbastanza lungo va bene, la punta può essere di qualsiasi natura, anche solo dello stesso legno dell'asta. Lo scopo della lancia è ferire mantenendosi a distanza, è un'arma concettualmente più difensiva che offensiva.

      Il giavellotto, essendo un proiettile, deve essere bilanciato e di solito richiede una tecnica di lancio particolare, come ad es avvolgere una striscia di cuoio sull'asta tenendone una estremità con le dita, per imprimere la rotazione, che stabilizza il volo e quindi aumenta la precisione del tiro per lo stessi principio dell'impennaggio delle frecce o la rigatura delle canne delle armi da fuoco, oppure un "propulsore", un manico che si aggiunge come una leva al fondo dell'asta e che aumenta la potenza del tiro e quindi sia il peso possibile che la gittata dell'arma.

      Il discorso del "porto di arma" è abbastanza risibile, a Milano un povero profugo anni fa ha ucciso tre persone con un piccone. Tutti gli arnesi da lavoro (bastoni, forconi, falci, martelli e mazze, ecc) storicamente hanno la doppia funzione di armi perché i poveri, in mancanza di meglio, li portavano sui campi di battaglia. Una pala funziona più o meno come un'ascia da guerra.

      A proposito della "ragione di temere", ogni anno un certo numero di Americani vengono uccisi dagli animali selvatici. Da noi il problema è minore per tre ragioni, primo perché ce ne sono pochi, secondo perché quelli più pericolosi sono stati eradicati secoli orsono, terzo perché come dicevo gli animali hanno imparato a temere l'uomo cacciatore, non il vegano.

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    9. Considero molte zone "attorno alle stazioni ferroviarie", ad esempio, assai pericolose.
      Altro che pericolo di boschi o altro.
      Non mi ricordo se siano gli homo (o la zanzara?) i primi uccisori di homo.

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    10. UomoCoso, la tua considerazione è illogica visto che di qualcosa tutti dobbiamo morire. Per esempio è risaputo che di norma in guerra fanno più vittime la fame e le epidemie che le armi. Non solo durante gli assedi della antichità (vedi Guerra del Peloponneso) ma anche durante la Grande Guerra quando ci fu l'epidemia di "Spagnola" che si aggiunse al tifo petecchiale endemico.

      E' ovvio che è più pericoloso passeggiare in Stazione Centrale a Milano che vicino casa tua. Ma questo perché ci sono milioni di "poveri profughi" in aggiunta ai criminali nostrani mentre di fiere pericolose ce ne sono poche decine o centinaia.

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    11. Lorenzo: "Il discorso del "porto di arma" [ecc.] funziona più o meno come un'ascia da guerra."

      Infatti se tieni un martello in tasca e trovi un "tutore dell'ordine" (si notino le virgolette) zelante passi dei guai. Mio padre, una trentina d'anni fa, passò un pomeriggio in caserma (per accertamenti, non in stato d'arresto) perché venne "sorpreso" durante uno spostamento in auto con la borsa degli attrezzi da elettricista sul sedile accanto a quello di guida. "Attrezzatura adibibile al ruolo d'arma impropria", scrissero sul verbale. Tutto finì in una bolla di sapone perché mio padre era effettivamente nel bel mezzo del suo servizio di dipendente delle FS e stava raggiungendo con l'auto propria un luogo ove s'era verificato un guasto elettrico (percorso ed orari confermati dai suoi "superiori"), però il tempo perso e gli "scrolloni" se li cuccò ugualmente. Sai, quando uno è un criminale...

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    12. Non so per quale ragione i "tutori dell'ordine" hanno voluto portare tuo padre in caserma ma non c'è nessuna logica nel concetto di "arma impropria" dato che qualsiasi oggetto si presta all'uso come "arma impropria".

      Per inciso, non c'è nessuna legge che vieti di trasportare una cassetta degli attrezzi sull'auto. Tanto che le auto nuove di solito sono vendute con una dotazione minima di ferri. Ce li ho anche sullo scooter.

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    13. > "sorpreso" durante uno spostamento in auto con la borsa degli attrezzi da elettricista sul sedile accanto a quello di guida.
      > "Attrezzatura adibibile al ruolo d'arma impropria", scrissero sul verbale

      Le barze sui carabinieri avranno pure qualche spiegazione, no!?

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    14. La ragione addotta per l'accompagnamento in caserma è stata la necessità di verificare che effettivamente mio papà fosse "in missione" di lavoro.
      La contestazione non è stata sulla cassetta di ferri in sè, ma sulla cassetta di ferri aperta sul sedile del passeggero, a fianco di quello di guida (cioè a portata di mano). Gli attrezzi "dello scandalo" non erano tutti, bensì un vistoso cutter pelafili, dei cacciavite di grandi dimensioni e una mazzetta.
      Poi potete crederci o non crederci - siamo in Paese libero, no?

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    15. Idioti, invasati, fanatici, dipendenti da varie robe, trovano sempre mille mila giustificazioni per le loro compulsioni.
      Non siamo un paese libero.
      C'è un problema di filosofia sociologica: sudditi o degni paesani e cittadini?
      C'è un problema di filosofia del diritto: il diritto romano pretende(va) di normare tutto.

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  2. Anche se é difficile é possibile creare rapporti bellissimi con gli animali selvaggi...senza però dimenticare che sono appunto selvaggi. .quindi imprevedibili.
    Guarda questo video di coccole con i lupi :) https://youtu.be/CiuxCjjbC38

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    1. Alla fine del video si vedono anche due lupi che che trom. ..no felici!! Ah, la natura! :))))

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    3. Ecco qui qui il video, Spirito.
      Eh, che meraviglia!
      Non stanno trombando ma.. è un'interazione di ruolo, il lupo sottomesso a pancia all'aria, quello dominante sopra.

      Selvaggi sì, si sentono i guaiti di gioia ma anche il ringhiare!

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    4. Anche questo fa parte del lavaggio del cervello che riprogramma le persone con una realtà del tutto artefatta. Il "figlio" di Vendola è nello stesso insieme del lupo amichevole.

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  3. Come lo capisco.
    Per me sono stati l'orso (un anno fa, e ad una buona distanza di sicurezza) e la volpe (incontrata diverse volte, anche a pochi passi da me) a scatenare questa emozione bambina... Certo che siamo condizionati, e che da piccoli ci regalavano il peluche dell'affettuoso orsetto col fiocco rosso. Certo anche che adesso, siamo abbastanza grandi per valutare, essere razionali. Sono animali liberi, con liberi istinti.
    Ma questa consapevolezza non mi impedisce certo di sorridere beata quando li incontro. Stando a distanza.

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    1. Ho incontrato da vicino
      o - istrici
      o - tassi
      o - volpi
      o - poiane
      o - civette
      o - caprioli
      o - camosci (nelle Alpi)
      o - daini
      o - cervi
      o - cinghiali

      Orso e lince mi mancanco.
      Il primo prima o poi lo incontrero', visto il mio bazzicare per angoli piuttosto selvaggi del Trentino.
      Sì, emozioni "bambine".
      Lorenzo ha ragione quando dice che siamo disneyzzati. Diciamo che lo osserviamo.
      L'orso... deve essere tosto.
      Paura e ammirazione, direi, no!?

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  4. Ho visto un lupo trent'anni or sono, in Corsica. stava attraversando la strada dove transitavano con la nostra 500.
    Si è fermato, ci siamo fermati.
    L'abbiamo guardato, ci ha guardati. Se ne è andato. Che bell'animale, che sguardo fiero.

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    1. E' un cane, solo di un tipo un po' più raro...

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    2. Sì e no.
      Anche due persone distinte possono avere sguardi, portamento, etc. diversi.
      Ciò non significa che siano uguali o non ci siano differenze.

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    3. Se la mettiamo sull'individuale ci sto. In effetti conosco cani, qui in paese, che hanno un caratterino che definire "fiero" è riduttivo. Alcuni sono dei soldi di cacio "bastardini" che non arrivano ai cinque chili, eppure...

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    4. I cani sono stati selezionati per centinaia di migliaia di anni in funzione di certe caratteristiche, principalmente la "docilità" e l'utilità per certi "lavori", in sostanza per essere subordinati all'uomo.

      Il cane NON ESISTE in natura, è un prodotto umano, tecnologico, ingegneria genetica, è una versione biologica di un robot.

      Il lupo di contro non ha alcuna relazione con gli esseri umani, se non per il fatto che siamo due specie che in natura competono per le stesse risorse e gli stessi spazi. Il Lupo di tatto è il contrario del cane, non serve l'uomo ma gli è antagonista.

      Dopo averlo scritto mi trovo a chiedermi perché l'ho dovuto scrivere, ovvero perché MrCoso non ci arriva da solo.

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    5. Se è per questo, anche l'operaio dell'Ilva (giusto per citarne una) NON ESISTE in natura, è un prodotto (dis)umano, tecnologico, di ingegneria genetica, è una versione biologica di un robot, è stato selezionato per centinaia di migliaia d'anni in funzione di certe caratteristiche, principalmente la "dociilità" e l'utilità per certi "lavori", in sostanza per essere subordinati alle dirigenze. Così come pure l'impiegato dell'agenzia di viaggi, l'avvocato civilista, il dentista, il contadino sul trattore, il rifugiato/clandestino, il parroco, la cassiera del supermercato...

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    6. Si certo, il ragu, 27, pincopalla.

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    7. Seguivo semplicemente la tua linea. Hai la tua bella capacità di ragionamento, è innegabile, ma non sei infallibile. Anche se ogni tanto pare che tu sia convinto del contrario.

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    8. Secondo me dovresti prendere la tessera del PD, dato che sei convinto che una cosa basta dirla o scriverla perché sia automaticamente vera.

      Che il lupo sia un cane è palesemente falso.

      Non farmi perdere tempo con giochini di parole che usavo alle medie, in questi giorno non ho pazienza.

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    9. > Che il lupo sia un cane è palesemente falso.

      Questo è falso e vero.
      Nel senso che lupo e cane sono la stessa specie, con il secondo che e' sottospecie (o neotenia?) della prima (ma in biologia ci sono molte discussioni aperte su questo).
      E' un po' come cinghiale e maiale oppure muflone e pecora, etc. .

      Si noti che tutte queste specie e relative forme neoteniche o sottospecie sono reciprocamente fertili/feconde.
      Del resto e' ovvio che cane e lupo siano diversi dal punto di vista etologico.
      Dal punto di vista insiemistico un cane è un lupo ma non il viceversa.

      Neppure la scienza riesce a rispondere/distinguere.

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    10. Uno dei segni palesi di argomentazione debole è l'uso della espressione "la scienza".

      Il lupo non è un cane per la stessa ragione per cui un mucchietto di sabbia silicea non è una bottiglia di vetro.

      I cani inselvatichiti esistono, sono i dingo australiani. Non sono lupi, a dimostrazione che il procedimento eugenetico usato dai nostri antenati per fabbricare i cani non è reversibile, cioè lasciando dei cani a se stessi questi non ritornano lupi.

      Se si isola un gruppo di lupi dagli altri per un tempo sufficientemente lungo, si produrranno specie diverse. Ma siccome si tratta di ere geologiche, noi possiamo solo teorizzare ma non sperimentare il meccanismo.

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    11. Il cane esiste da boh, circa 50 mila anni.
      L'uomo moderno nella forma attuale esiste da boh, circa 200 mila anni.
      Il lupo esiste da boh, circa 800 mila anni (si sono susseguite "n" sottospecie).

      Se aspettiamo x centomila anni, probabile che cane e lupo siano come uomo e scimpanze.

      Invece di fare discorsi inutili tanto per, la faccenda è che chi non capisce la differenza tra lupo e cane è fondamentalmente una persona pericolosa.

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    12. > Il lupo non è un cane per la stessa ragione per cui un mucchietto di sabbia silicea non è una bottiglia di vetro.

      Paragone del cazzo.
      Se dovessimo trovare un paragone ragionevole differenza tra cane e lupo e come la differenza tra un vetro pirofilo e uno normale e non tra sabbia silicea e vetro.

      > cioè lasciando dei cani a se stessi questi non ritornano lupi

      Su quale scala temporale?
      In uno scenario di inselvatichimento, i branchi di cani inselvatichiti semplicemente verrebbero eliminati dai lupi che hanno capacita', in ambienti selvatici, di difesa del territorio, di organizzazione di caccia e lotta decisamente superiori.

      sospetto che probabilmente la sottospecie domestica NON e' riconoscibile dalla specie selvatica neppure dal punto di vista dei geni, etc. .

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    13. Assolutamente NO.
      La sabbia di silice esiste in natura e precede l'esistenza dell'uomo. Il vetro è un prodotto umano (ci sarebbe da fare tutto un discorso sulla rappresentazione mentale del mondo ma è troppo lungo).

      Allo stesso modo il lupo esiste in natura e precede l'essere umano, il cane è un prodotto umano, costruito con lo stesso procedimento mentale del vetro.

      Il fatto che nel primo caso si usi un minerale e nel secondo materiale vivente non fa differenza, il procedimento, nelle premesse, nello svolgimento e negli scopi è lo stesso.

      Il vetro ti un tipo e il vetro di un altro tipo sono come due tipi di cane, cioè due oggetti progettati e costruiti per scopi differenti. In entrambi i casi oggetti ARTIFICIALI, opera di ingegno.

      Riguardo il resto, dal punto di vista dei geni si può dire qualsiasi cosa e il suo contrario, come dimostrano ampiamente le perizie legali che di volta in volta convalidano o annullano processi.

      Il fatto è che mentre si può derivare un cane dal lupo, cosi come hanno fatto i nostri antenati molto tempo fa, non si può rimettere il dentifricio nel tubetto e derivare un lupo dal cane, cosi come non derivi l'ematite da una barra di acciaio.

      Ah poi scusa se rido della "capacità dei lupi in abienti selvatici" che in Italia non esistono dalla età della pietra. Nel contesto italiano, mancando prede di grossa taglia, presumibilmente i canidi si evolverebbero verso forme nane tipo le volpi. Su una scala lunghissima, abbastanza lunga da ripristinare l'europa preistorica, potrebbe succedere qualsiasi cosa, che la specie di predatore dominante diventasse il gatto dai denti a sciabola.

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